ex .Lig ft i<^ ^ Kr-^ ' ' ^ l ì\ T 0 f^ Ul : Z ì tì Digitized by the Internet Archive in 2011 with funding from Research Library, The Getty Research Institute http://www.archive.org/details/tutteloperedarchOOserl w rVtTE L'OPERE dArchitettvra. ET PROSPÈTIVA. DI SEBASTIANO SERLIO BOLOGNESE. DOVE SI METTONO IN DISEGNO TVTTE LE nuuiier e di Edificij, e fi trattano di quelle < ofe, che fono pii neceflarie à fapeie gli Architetti . CON LA AGCIVNTA DELLE INVENTIONI DI ClN^ANT/t t«rU,egrtn numero di PaU^tpuhUci,e panati nelU Città, & in VitU^ e v*r^ Ac(id(»ti , chepc£i»t occorrere «et fibricare. DIVISO IN SETTE LIBRI. Con vn* Indice copìofiflìmo con molte Confiderationi, &: vn brcao^ Difeorfo fopra quefta materia , raccolto fié$ Ji. GÌO. DOMENICO SCAMOZZl VICBNTim, Pinuouo riftampate» & con oeni diligenza corretcc. IN VENETf A, M DC XIX. Apprcffo Giacerne de' Fiancefchi^ . :.f V • ' T.' ;-ì r^ T Q 3 •i :»'. 'i. i y/.^J.;^,i.. .'.I v:wuTTH?K i^dVO<^ <"" .' ■ ' ' :;/b .-Aoi -jinup ib On£1!r,T) il S ,ÌhS!Ì..-J ib STjiflSIO 'n^ìi HTTax MI osivia e A I T ^ H 3 ■/ . S^ J ri^^::Mp%-r, . U%: i iìXi •'. :.ì -^*-ÀV\ •t^:.r Ì.oDOvi€o'"R<3WcbW^ pPÓ ìa f er dita idi p^ ducami di M.'Gh^ hmmodiforahontà^ ftngoUrydlore nèU taj^ofe]]iò720 dette faifricheinellacittàìtoprà^ ^tàjiicen^ifArueaiSìgn^ fu>o fi^^ _ glmksVnrutiip dellAnoflrd etàjnualerfi^ Ine ?ieìlecofefye4i:quì,}^^ amici, cf/tgli fi rii^^^^ dalla heneuQlen^àJaqHdU ìan;icimta'deli:hàkitatim> come per gh/camùiemÙ officfyihe pa^àromfia nói nello Jpam diqmtm.epiU anni, & n^n^ €ontinum fino ì quefio giorno con fperàn'^a , an%t me\$^,^ cpmmune > c'hMtamo piacendo Jddio a continuare , finche Jtd. remo invita. Mentre dunque, per ritrouar alcune fcritture tò ft^ M0l^an;nsìornoifcritù delpdre^eddjìs^uolo,mi^enne d^ lemanìnunA futicA fra, le Altre in quefìit prof€jJìone,/ktta da dut-^ toM.Gtouan 'Domenico /òpra il SerliOy auttoredi it/IrchìtettHra a [mi t mpì affa,' fumo fo^ e molto più ancora per hprejue, che ft leggono hoggtdì fra pratici r/taejiri. Et perche intendo^ che voi M Francefcoy nato per giouare a gli httomini^ fi come t» moltej altre maniere^così ancora con la profejjionedehei libri , nj^i fetc tnejjo a farjìampare di nuàuo^topere di detto Serlio^ycon l'^aggiurt" ta del Settimo Libro y ìlquak a punto (per quello^ ch*f» pofso fa* pere da perfone '^ojìre confederate y O* amici miei] fete per de^ dicare ad tfjo Signor Vicentio ^ per l'eccellenT^ , chee^lt tient^ msritamente tn quefta profeffiòne s ptrò mi fono imaginato^y oltre édla perfuafione di quefi communi amici y che nui debbano effer molto grati que (il pochi fogtÌ\ per 'vttlit\njniuerfale degli fltt^ iioft di tal pro/ejfwne . Et^ fé bene effq ^l,Giouan Domenico non tarriuato neltetà fua di einquamta fei anniy cheha^iuuto y ^ quel colmo d*eccellenzj nelL'iArehitettara y alquate ìacute^^:^ dell'ingegno fuo '^ fondato fu le Mathematiche dfciplmej'hait'- rebbe feni^ dubbio felicemente condotto ^ fé in ctòhaueffe impit gato ogni fuo fudio s poiché era impedito da moki aùri affr^ nen re/la perà , che non appaia^ur opere del feliciffma i^Ì^ ^uo digniffime dt molta lode cosi m THcenT^y come nel contado'^ l^ràle quali fono ì e afa menti de i TefioninellaCitiàyj:^ mVil- la fiutile dei Pi^^oni in T^orfampierofopra dBacchig^iom rit TalifK^ d.el Mignifìco y ^ Eccellentrfftmo Sig- Hteronimo Feinvam. tnofcaQaualiere di febee mem. etanto fuo padrone y a Barbano i tera per heredita poff'edut^ dal molto Mxgnifrcoy (s*- Eccelle w-^ tiffìmo Signor Rettore Ferramofca ^ dottijjìmoy O^eloquentifsim^ jfurifconfulto y^ altre fabriche honoratey e bene rntefe- Je qua* li da me fi traUf ciano . Onde fon certo , fondandomi fòpra Ictlt buona opìwone ychein njniuerfal'e ciafcheduno ha hauutOy o* Ì9 h particolare del giudtcio di quepo raro huomo , che fa materia mslto mgegnofa , ^ gioueuvle , per auuertire con que^o^ndief le U co/i più degnìi e più grAut nell'UrcbiUtturd ] ^ in fine la ag- giunta di quel T>tfcorfo ydone fi tratta di quefia ùelia facoltà , e delle parttychedébhe hauere 'vno Eccellente /architetto ^efimi^ tritanti cofe. Era co/a certo defideraùiles chel S^* Vkentio fuo fi^ gliudohauelje al prefente ofegghiato qualche bora intorno a que^ fio Autore, accrefcendo diurne dato dal padre a qùefPopera, con Id grande'K^A delfino diuimfislmo intelletto . Perciochcy hauendo egli} affine d'honore dt qaefta beliamo* "Vtde profiefistone -^cercato la Ita* lia^ d regno dt Napoli ^ e particolarmente in Roma^ doue fi è fer* mato qualche tempo , O* ha ofiferuato di ligentij si m amente tuttc^ quelle marnuigliofi antichità, con fipefia propria:,ciìligeK7iaye fiati- ea grandifisima s come fianno amofiede i dificorfifiuoi d' (tAnttchttà fiopra le tauole delPittoni yicentinOyO" leTherme Diocletiane^ C^ tAnt ornane, le quali rc^annofiuorij 0* del^valor,^ intelligenza^ fua netta profiefisìone d'Architetto y faranno a Imgo ^ tempo am^ pia fiede l libri d'Architettura , e di Tro/pettiua , per me^o dette^ fi ampe^oltre quelle co fieje quali fi pofiono ^vedere in proprio atto i come il ^TaU2^%o de i Clarifistmì Tifiani su -vn colle delttiofo fiuori di LonigOyqudlo de' Magnifici Signori Ver latti il PaloT;^ del Ma t.^ficOi^ Eccellentìfis. Signor Pierfrancefico Trifiino qui in Viceti' ^iil Tempio de i T^uerendt Theatmi in Padoua^qucUo delle Reue» rende Monache della Celefiz in Z/enetìa : o* con ordmefiuo la ma- rauìgliofa fabricaper habitatione degli Kluftrifs, Sig. Procurato* ri fiopra la Tia^za di San éMarco , opera di tanta importanza , e doue hanno concorfio tutti quelli della froficffiione. To' lafiuperba mole y ouero depofito del Serenifis,Trencipe Ponte ne Ha, (parità y la ^edaione della quale fiù da fiua Serenità con molta, in^anT^a rac- €ommandata a U' lliuftnjjimo Trocurator Barbaro , il qml Signore perii genioych'è proprio di quella ìlluflre Cafia. intorno quejìe belle frojeffioniyfienza dubbio a tempi noflri èìrìteudcnti([ìmo delbelmo do di edificare . llche fianno fede lebelle y ^ accommodate fabri- che, non tanto per habitatione ^quanto fer delitìe^fiaitte a belfon^ te di ^afero Viltà fulTrem/ano, Ethùuilhelttmpìo r$ìQn(lól ilqml'edificiOyin quefìo genere fi può fard^otìAre y e per Vinuen^ ùoncy^' ^er li tanti grattofiyO^'VArijornAmentik quAÌfi'^ogitÀ opera anttta, Dicofer tutte quefte cagionhche hAuerebhe apportM^ to maggior vtile, 9^ commvdo a gli fludiofi dell'Architettura /h il Sigytcentio hauejje meff'o hora Umano in queftd fatica fi comc^^ egli fece già anni, quepAr eri nello Jndicey^ nel Vi/corfoy neltem^ fode'fuoiprimi'iO*inferuoratiHudij, Jnuio adunque a 'voi ^^ Vrmcefco mio honorato , C^ dedico quefle fatiche come 4 perfonoa molto deftderofa di dar qualche perfezione alle cofe rvoflre^accio" che potiate abbellireil Serlitt;nè mi farei arri fchtato difarquefio {come faccio) fenT^efjfrefia commiffione delSigmrVicentio y fi ■'t Amorfe la molta confiden^ythe e tr4 voiìnon m'hauefieafsic^ri^r todipoterlo con buonagratiafua fare : e contai fine mojtojnir^ji commando ye widefidero ogni bene» .%. *^fMw\ A/- n\ j;U^« >i»*\ Di y^cenz^ail A;y,d'JpriUy 1^8 i» :éA\ì,\^ i« ^1 -^ l * \V, \..V .,4.,vr,nV« 'wr ■ -:m ^Jft padre dd Signor Vicentìo Architetto, 0*c. EI^ l^I O j ft foto ,.óue,ff moitra a noi Fcbo>&: fi Cela, notò,&: cliiaro feì. Di maggior fama gloriofo ir dei ^1.. Oltre 1 lidi d' A tlaa^^ Hot,. clic liim^ |ift;\chiàxoLai d^td tuoi Seriiti fìupm lura ro^ clie chian> a t deuiieii SpirtociclCoxode'cclcftì ^^CCc^il.. Aggiunte in vita con gli mchioff ri Rioj^, Ma, tei figlio,. c:hor fiedecaci;o:lb^i (èno Della Donnadelmar,cui diede li aooìa Adria,iiuolge all'opra tual'ingegno , 1, arteda te crairà di fi u por pieno GiouCi per riformar ràkofuo regno , Et fabricar la sii ben mille Rome . « • .- - — "^m DI M. MARCO STECCHINI. PER L'ISTESSA OCCASIONE. ^ ^ %C HIT ETTO diuiny ch'entra di lucenti Seggio benigno accolfe il Ri del Sole $ Perche de l'arte tua f eterna mole i Splenda fm adorna , Cr 'z^ia ptù chidti'ardévUl T)i doppia gioì a pien dal del pan ment^ y • Come tue carte sì gradite » e fole Orna fpirto gentile i en Van fi duole éMorte y cy' per morder y ruota in fTJdtto il dentai Ma A s'altri 9 chor sté l'Adria i marmi fionda^ Et fa, eh* opra deDei» non de' mortali i Sembra talma Citt^y^Madre d'Heroi^ lEuflrerà d'ingegno ì parti tuoi , Lealtà tua fama andrà fpiègando tali ^anto cinge la Terra , e'iMar circonda. ^^jk m^ iyji «t^ % INDICE COPIOSISSIMO DELLE COSE PIV DEGNE» Cbeficrouanoper tutti i fette Libri d'Archi lettura D E L S E a L I O. BACCOLTEPER VIA DI C O N S IDERATIONl da M.Giouan Domenico Scamozzi Vicentino • 2L PRIMO NP'MERO MOSTRA LA FÀCCIA, 0 TERGO. il feconde à quanti ver fi 4'cjfa . ll^m margine auerùfit le cofepm graui^é'tr^portafìii-i dr le „ douc e po(l oli parere D I MESSER VICENTIO SCAMOZZI ARCHITETTO , d-f. "■ff^^^ Bbozzarure groiTamente; ma con arrificiof^ifc^l^f bano p;ù ;1 decoro liell' ordine Ruil1co.car.1j3. icr^'o z I ■ Accidenti vari) negli edi ficijdi Pro(peuiua,Ttcer carebbono tante e difie- renii dimolirationi . 14^.6 ^ /\cc!denti diuerfì , che mouono ad akerare i membri delie cornici» 41.1.8 Accidenti fono infini ti, che pofToiio occorre- te all'Architetto, zo.t.z Acqua fi conduceua nell'Arena di Verona, per far giuochi nauali. Sj.t.zj Ac<:)uaio da alcuni detto fcaffa , da altri fec- chiaio, 140.15 f Acque per foratane in Villano fonoforgen- ti, ò il conducono , oucro /ì conieririoo ie piouane. I1b.7j0.z5 5 Acque conferjate nelle code de' moiu! Ter nono a tutti i luoghi neceffari; della cafa, à l'ar Pefchiera , & adacquare i Giardini . carte 160, zj ^ Acroterijjò pi'anrellì/ono come picdtuai ietti per poner (ta tue, 1 4 1 1. 1 8 ^ Acrorerij,òp'laih-ell,',ouero zoccoli, fopra i froniitpiC!j debbono efler larghi in-j fronte quaiiio la fommita della colon- na. J43.t.ij Addoppi amento del quadrato ptrfeitOj co- me fi faccia. 4.t.i Adicefiumc di Verona, molto c.jcbra'.o. carte ^yun Affibbiature con perni dì legno, in vn ponte carte 2co.rergoi4 ^ Aggetto defla feconda cornice dell'arco La teritio di Verona^quanto \^ (uà alcezza.co fa da ofleruare. » 1 7* f «i 7 Agg'untinellefabriche.anevokeèbenefat. li , per accompagnare quello, ch'è fatto . carte. 209.16 S AgoUino Ghi fi,o Chigi Sanefe,ppencipe „ de mercanti in Roma a fuoi giorni fu ri- „ purato di boniflìmo giudicio , perche fep- „ pee!egetr g]iecccl!entipittonifino oggi- „ di molto lodato. 1.7. 51.26 Agiiglia,òobclifcodi granito, nel circo alla po"rta Capena,fco]piCo di hicrogliHci, ca- ratteri Egitij. 77f.7 Aguglia Ccùnana di granito Egittio.aSan 'Pietro. 77t. u Aguglia del MaufoIeod'Augullo, hora ror- "taàripettadiSan Rocco. 77.r«iS A^ugha ne! Circo u Antonino Caracalia di "granito con h!eroglifici,hciaro:ta.77 r-it Aguglia fepoltaappj"eiro li Maufoleodi Au- 'gJìto. 77 t.j8 q ÀgiJglie,come fuiTero condotte a Roma,& a che feruidero vedi Plinio . lib.3d.cap .9. Ammianolib 17. . 77.t.y fl[ Alberto Duitro,huomo digrar^dejefotti- le ingegno. iz.r.7 Altezze nelL cofedi profp. fì preniono al irauttio de'quadri del piano^ ch'ifcorcia . carte 35'f-'7 1" AKro è imitarel'aniico come Ha a punto^ „ de altroi'jperc-fare cletrione dei bello, & b T'.ì:"< rfÌLirare il brutta earte op-ccrgo i6 AnìbuLrionc ibpra lecafe, con'Jaltrc inca- l?rdtebene,ecc.ii dlii;cnda . i(Jm.i8 Anilnilatioue, o Portico, oJuogo dapaHiiiT- i^mphi teatro (fi Verona,&di PoJa,di marne- rà Ru dica. 8o.t.i?, Ampli! teitro di Verona, detto voigarm>t)re ]"ArcT)a,d'opera Kuiiica. Si.t.i Ainphicheairoin Pola Città diDalmatia .' Ampfj'aieafrodi Fola, hi quattro cor.uafor lì di fuori, perelfer poco forte nelL; parte didentro. Sj.t.iy 5 Ancon:,ouero Prorlvricii^fono carrelle.oiTe ro Menlole fecondo il Seriio.. 163. f. 5- 1" AngiiJr del portico di Pompeo Magno/at- ticon giudicio, forti,e beJIi da eflermu'- ^2tf. 75.f.32 l'Angui! de gli edifìci, non debbono hauer », co.'óne tonde, ma quadre; come al tempio 9» fecondo io Scam022i d'Aureliano Iniper. S7.fi5 ^ Anguli intorno a gli edifìciVnuitano fempre a molte immonditie. 2o_j.f. 17 AnguJi d'vna fala spuntaci peraccomodarui l'entrate delle camere. J4.7 Angulo retto è quello,quando vna linea ret- ta,(fandofopra vn'alrra rctta,fagli an"ufi da Iati fra loro vguali. j.f.i? Angulo rettilineoacuto.qual fìa. 5.F.20 Angulorcttilineootrufojqualfìa. ^ £22 Angulo piano piramidaie,qiialfia. ' j.'t.i f Angui© del frontefpicio : fecondo Io Sca- », mozzi d'Aureliano Imp.d'vngrandiilìmo 3, marmo,e ben iiuefo. ^f.f-iJ 1^ Angulo artifictofo, per nafcimento d'vna Tribuna, ordinato da Rafaello, a Monte Mario, cofa da imitare. iti.f.t Andrea Mante^jna, a:aJtn de' tempi palla ti, o/feruatoriddlaprofpettiua. ifi.t.i-) Andrea Mantegna, quanto giudiciofainente diprnle , appreffo :1 Marchefe di Mantoua. ipr.f? Anima]i,c'iianno ilmoto, orapprefentano ilviuo, non fi debbono dipignere nelle J^^^'^' 4ó.r.i Animali nelle armi-vanno polii ne' più nobi Ji atrijche moliranoil vigor loro.j^^.t.jp TAnricamere fecondo lo Scamozzh, intende 3> quelle llanze, che fono dinanzi ad altre, fi come retrocamere quando fono di die- dro- lib.7. 26.19 Ai^tichf dedicarono gli edifici a gli Dei,fecó. do la natura robulb.ò delicata, jz5.f.i7 Amiciii iiaflno *^ia.to io. diuerfi modi i Ic- TAVOLA; ganieiui Rultic'. carte »>i.f.f < Antichi non fporfcio mai fuori del lodo ;. le non le cornici fottenute da' loro mem- bri.cofa da imitare. ijj.t.ia Antichi metteuano l'Altare à Sole Leùan- '^^- . ^ . zozS.ii f Antichità buone fi conofconodapcrfone intendenti co' i fcritti di Vitro. i70.t.i6. „ Antiporto fecondolo Scamozz-, intendi quella pa^rte vicina alla porta deJla Ritoa da. sj.t.' Antiporto torna molto bene dinanzi al ceni ^ P'o- zoo f. ir Apertura nella CupoIa,perdarlumeal tem- pio tondo, vnfctiiiuo della larghezza di e^O- 202.f4l D'vn quinto. z.oj.f.S D*vn quarto. ^qj f.zj Aperture di tre parti in larghezza, & cinque inaltezza,Io-iatedaVitru. nelle luci dtWc portt. vedi Vitruu. nelle porte Ioniche,aI Apri ture al te , l'a! tezza loro viene a farfi p\à curraàllaviaa,dichi èabaflb. i>2 9,f.i8 Apparati di fcenc, aeria più fi fanno d'inuer "O- 47.f.8 Apparato d'vna Scena, rende gran con tentez za all'occhio humano. ^aS.t. f Apparati delle Scene fono di tre maniere, • Comico, Trag!co,iS<: Satirico. 44.56 Apparati delle Scene voglionoefitre al co- perto, con comadità dì fiarli. 44.f.3S Apparato per Scene del Duca d'Vrbino,cont pollo di iefa^coraIli,concl3e marine, &: ma dri perle. 47 t.,^ Appartamenti cauati nelfafib, per Cantine^ Cucine, Tineiii,Conferue da olio,& altre o/ncine. iio.n f Appartamento m Cà Cornaro in Padouà , fatto per le mu/ìche. 218.6' Archi fciiiacciati come (x facciano con theo^ •■'"* ii.r.i Archi fchiacciati {\ fanno anco con \i corda^ >, ma fecondo lo Scainozz(,ci vuol dtiepun „ ti décro all'efiremità d'eflì, e riefcono mol to bene. j j j . l'Archi, Colonne , Piramidi,?: obe!ifcni,f.o nocole,che fanno grand'ornameufo nelle Scene. ^^ £^ Archi trionfali di IlcinateniuiIicentiofi,££: fatti di fpoglie di altri edifici. ^>>.'t.^ Archi diuerfi in Verona. 1 1 1 .r.i 1^ Archi della loggia di Bramante reparati da B Jdafiar Saneìe, con pilafir3te,& fot t'ari Arclii^icercanop;ficure;zaloro buone fpair T A V If a deftra.c finiftra. ijl.^»; Archi fcemi per foUeiiare ilpefoa gli arch:- traiiijO fupercilij di porte,o botteghe vfari V, moho da yli amichi. iSJ'^-^ C Archi fopra colonne tonde pofano in taìfo ne qiia'tro an_uu!'. 150. 1.-5 if Archi fopra colonne quadre mévitiofì,che /opra le tonde. i>z.r..? Ardii ettiua,co- rae ftiperiore a tutti gli artefici, non deue comportare,che fi faccia cola lenza giudi- ciò, & con figlio fuo. lc}z,t.ì7 Archi tetto bizaro, che fi deliberò metter l'or dine Corinthio/ri iìDorico vedi nel kilo libro. n.r.i ^ Architetto btfogna . che (ìa Geometra per laperdare, e torre al publico,& lurifcon- fulto per giudicare 1 termini ragioneuoli delpublicOj&delpriuarOjVuruuiofcriue „ le parti che lì deue hausre al primo del pri mo. 15 -'7 Architettura non men diletteuole all'animo penrando,che vedendo congliocch' quel lo, eh' e fitto. i26.f.4 ^Architettura /iorifce a noftritempijcome te ce la lingna latina al tempo di Guiiio Ce- fare,& di Cicerone. nC.f.i6 r Architettura uiudiciofa negli ornamenti, & nel decoro ìoda , iemplice/chietta.dol- ce,morbida,&: gracile. izo.ii ^ Architettura con pocogiudicio,dcbole,de licata, aifettaia,cruda;a:ìzi oicara,e con. b 4 Areni T A V e Arch'tr2BC ronFcotfel SfrIit>,altoarar3par „ teilc!.'e colonne fecondo 'o Scan:o2?iimi j, ta Vitru.alj.deJj, itfi.Ki- ArchJrraue lonico.nelU pure da bafib,^rof. fo quanto la parte fuperiore della coloriiu ,5 Iccondo io Scamoz^i imita Vitruu. al^. ,. (iclj. i6i.f. i Archjtriue Ioalco nella parte fuperiore,grof fo quanto i! piede della colonna lecondo lo Scainoizi imita Vitr.al 5.5. léi.f.ij Archirraue dell'arco d' Veronaj con Jt falce maggiori di fotte cokdi hufìr.ìO.tjiJ 17 f Archi traile perla impol(ad*archi,altoqua- 10 la i^roflez2a. della. fon;mitàoellefué co loiine. loo. to f Architra.tii angulari fopra colonne U)uk, non polano rreI'arml nuoue. i^^.t.xr f Auari jurtnopidi] cimrealle cafledc'dena ri,qh'al detono della Città'. 156.1t J 6^^-54 O LA. „ Scsinozzi, nonconofciau dalSerlioper j, opera di Neruai Imper. 88.t.4 t Bella parte neirArchiterto, è che non s'in- gannr di giudici© ucU'deggere il bello ► t.6 f Cafa Barbara illiUtre famiglia, & piena in ognietà d'huommifamoli. i.fip.t.a Cafa riieuata fopra coloune.neJi'opere di Si- mandio. U4.41 Cafa di villa s'intende , che hahbia fempre dinanzi a fé vn cortile del diametro di d. fa.1.7. 41.5 Cafa apparente, K_^ di poco alloggiamen- to.1.7. ^^-^ «f Cafa ordinata dal Serlioa Fantanableo» 56.5 ^ Cafa allaFrancefe, fi può dire quando ha le fiaeltre in eroce,&lefcale principali fuo ri di mano. 1^1.6 Cafe di villa , per fé fole pofibflo efìere anco lenza cortile in mezo. . 12Z.C4 Cafe 4i villa^fìanokiiate almenocin^ue pie di dal piano comm une. i.j f Cafe di villa per pia^ere^comp ortano delle HanzeperpalTaggio delle altre. 6 8 Cafe fuori della citrà s'alzano dal piano com muneperafpetto j perianità ; Scaltri ri- fpetti. ìoz.i^ Cafe nella città psrrifpetto de'^vicini , non fi pofioao alzare cerne queliwdi viUa^, roi.54 Cafe fuori di fquadro,poiTono elTere per due caufe i Tvna chegli huomini fabncauano fsnza Architetrurajl'altrail partire vna ca- fa in più parti. 11 8.7 ^ Cafe grandi di padri di ramiglia,partiteda figliuoli in piùparti, rifultanocol tempo lìti llroppiati. 128. IO Cafe , e ftanze fi veggono in molti luoghi, &con molto errore fuori di fq,ua^a • OLA. Cafe benfabricare, inuirano a tabricare, S: fanno parere l'altre brutte. 15 6.ìi Cafa nelle colle dt^monti jèpiaceuolifhma, & maflìmamente le fui monie,o a mezo tu faranno acque viue. i64-if Caualli di. Fidia, e PrefìTitelk nel monte Qin rinaie, hanno dato il nome di monte Ca- uallo. , S7.t.« Centro come fi troui alla portioned'vn'arco. JO.t.I ^ Ceri.hio perfetto, contiene centro, cii'conie- renza^ÒJ diametro. 4-f-7 Centro di tre punti,come fi troui con la fqua dra. I °'^'^ Cerchio di tre punti, come fi trouj colcom- palfo. iO'f.6 ^ Cerchio d'oro intorno alla fepoIturadiSi- mandio , di tante braccia, e figure, quanti giorni dell'anno. i24-f-'^ Chi nega i principi; deH'arrijVince con Tolti ,, ustione ogni coia,e perciò con tali huomi ni fecondo il Scamozzi non fi debbe dilpu- larc. i/a.t.2:? Chi n. vuole allontanare dalla commune v- Ìanza,nei dil'porre alcune habirationijè ne- cefìariodi crouare nuoue umentioni ( is- condo il Serlio.) 1.7, 4*-^ Chiefe,o per poca diuotione , oper auari- tia hoggidìnon fi fanno , c'habbiano del grande.'' aoi.f^ Chiele iìmno bene eleuare, perche di tempo in tempo s'alza il terreno. aoa.tiS Chioccioiaantica a ritorti, nelfregio delia primacornice dell'arco La ceric;o di Vero- na. "7.f"* Chiodi nell'ordine Dorico, intendi gioccie » fecondo Vitru.al5.del _j. 140.1.1 ^ CiafuHO che fabrica , o almeno la maggior partCjtendono aU'vtiìe. 184- f Cieli voltaci in diuerfì modU'orninocon gli eifempi dcile velligic delie cole antiche . i^z.f 24. Ciclo della Ruonda;éopin!one,che leriqua drai-urefuil=roo.nate di lame d'argento lauorato. 5i.t.(S ^ Cielo d'vna .fala , ò altra ihnzì alta , deuc eflèredi comparc.;nento lodo, forme fpa- GÌol"e,tii gran fondo,& buon rilieuo , acciò- fiano vedute. i^^.t-sf Cieiodslla gran Libraria nel Palazzo di Ve- netia,.dipinro con ordine del Serlio,^f' n6.t. 75 Colonna Dorica, fecondo il SerIio,di fette gro/fezze con bafa,ec:ipitello. i^c. fz Colonna Ionica per rettola generale dd Set- lio,altaortoparticon baia, e capitello. ijS.t.io f Colonna con venti orto canali par più crrof- 3, fa, che -quella di venti quattro, e fecondo lo à caino zzi fvedi Vitrunio al 4. del 4.)l*oc „ ch;o iocca più termini, & vupa perp ù cir- Colonna Corinthia fecondo il Scrlio alta , con baf^,- capitello noue parti, i^^.f g f Colonne non hcn fp'anafe,& non ben po- lka piombo li Ichiantano. lo.r.j f Colonne lìanocurue da piedi, in quella par teche pofano fopra le bali : perche ftiano a piombo,& non lì /chiamino. lo.t. n Colonne Anconiana , fc Traiana hiltoria- te , belle antichità fra l'altre di Roma . 76. CI Colonne Tofcane fecondo i] Serlio , di fei parti in aI(e22a,conie il piede ddi'huomo. OLA. f Colonne,ch'enfrano parte ne'murì, fi pof- fono farepiù fuelte. ijo 5 Colonne,c'hannoilpof3mentofoprailpijno deIl'cdificio,più laudabili, che porte fopra picdiitalli, 148.1.7 f Colonne f>or!che di none tefle , ifòlate in ,, piano dcli'^drficio.-fecondo lo Scamozzi, „ contradicono molto alla prima regola del s» Serlio. no.r.io Colonnclorichepononoe/Tcre alquanto pili lunghe , quando fono per ornamento ap- poggiate a'niuri. jCs r.4 Colonne Con pofìtc fecondo il Serlio con ba „ fa.e capitelo di dieci parti,fecdndoil Scà- „ mozzi rieiCono mòirogratiofe. ^ Colonne eoo Jc varie po^tiomlorodimo- llranoin fé varie fniiure. «Sj.f j C Colonne ne '.{li tdific'7 fi pongcno;o ilola- te,o da k fole, o centra pi fa li ri , ©par- te nel muro , ouero con fianchi pilailri. Colonne tu ire ifolate paiifcono gran pefo, iS7.f7 f Colonne q-.iando fono dell'altezza che bi- fognano alia fabn'cadonop'ù lodeiioli {0. k,che co i piedilblli , & ma/lime nel pri- mo ordine, ityfij Colonne feconde del Theairodi Marcello, grofie nel fuo piede Guanto la fomniità del „ le prime debbono ef:ere imitate fecondo iì „ Scaniozzi. 187. f4t f Colonne Dorica, Ionica, Corinthia, & t- ompofìran;! Colifco fono tutte d'vna mcdefiinagrcrìezza, fecondo il Scrlio. i87.f4T Colonne di p^ù pezzi, » minori entrino nelle mura.ptrfoltenere gli altri. iSS.t.iy f Colonne di vn pezzo iole vogliono effere „ almeno il terzo di efìe nel muro j fecondo „ lo SCdniozz'j'l Scrlio non hf bbc come mr-l „ ti altri, il bello aucrtimento , che i modi- „ glioni cadc/TeroamtzoIclorocclonne,& „ tuttii campi ritlle refe fra efle venifìcro 5, quadri ^ & dall-'viio &' dali "altro nafce la vera ragione di farrifalire le colonnc_.. . ii^8.r.'9 Colonne làrtefuordiracioneimperfetre in al cune parcijpar variar dagli altri, vedi nelle Ho libro. " 6.Ls * Colonne fcanncl'are paiono piùgrofi"c,per che la viltà f dilata nelle concaiTirade'ca- nali.vedi nelo.fib. 8 t.47 f Coionne fono la vera cognitione del b Ipe- eie degli edificij vedintl-'>.iib, 9.1.5 Colonne de gli archi antichi , fi trouano al- cune di vndici diametri in altezza kcoodo Vi T A V ìlScamozzì^cofadattoneflerimitatajve- dinelé.Iib. IO. t.ió ^Colonneda gli antichi buoni non furono cinte, nè-fcanneirare aJ rrauerfo; ma a di- ritto i& tale abulo fu Tedefco , & vfato • „ molto iu Francia, vedi nel ó.lib. z4;f i « Colonne al portico di Salomone ione liciu- tio/amt.nfc cinte , & cacciate torte : fe- condo io Scanì022i. Hcra fi veiigono in S. „ Pietro in Roma, vedi ne! 6. lib. t4.1'.4t Colonne Li3 vna faia,per foltenetei (raua- raenii dei coperto. -41.10 •Colonne de'^amini ,0 Ilario appoggiate al •muro , o fcoltate , per commodi ;a di chi ila al fuoco. 72, so •Coloime binate, incendi due al paro. 86 6 ■Colonne runiche, & non fini te.preltano fer- mezza, &maeltà aFl'opsre di forte2ze . 91.14 .T Colonne fono il più nobile, & bell^orna- mentoche fìa negli edffictj. 98.5 ■^ Colonne tonde meze fuori delmuro/econ do il Serlio j Spollono fcauare quadre di -dietro, che paiono tutte tonde j malo Sca- •3, mozzi loda pili fcaiiarie dietro a circonfe- .5, renila tof da. 100.^ C circon- date dairacre,chc appoggiate, ii^.ii •f Colonne di mattoni, per la dcbok?za della materia,^" per il gran pefoailevolre minac ciano fuina. 158.0 "Colonne alcuna binare, & altre fole m vna facciata , fanno vna dtfcordia concordane te. 23 i 7 Cciombarafopra vna cafa di villa fattadi le- „ gnami ben'orditi, & legati,^ riempiti poi j, dimatronijfeconcio:! Scamozzi vlodelfa 3, bricare di Germania,e Francia. 242. ij if Commodità , Se bellezza degli edificij ,è dr vtile, edi contentoagli habitanti, lau- de, & ornamento alleCiftà,piacere,5c^__, contento, a eh; le mira. 124.1.29 cCon.uìodità fono conuerfe in ornamento & alle volte eccede la necefficd , per dmio- Urarc i'arte , & Ja ricchczzadi ctii fa fabri, ■care. ": • i.M't.ii Compartimenti varij ne! Ci«lo, evolta del tempio di Bacco, colo bella. ' 5S.f6 Coiiiparumcnto de gJi archi , con duelince principali il fanno poi in ifcorcio con ia._^ praiua. 35't-Ji O L A. Compartimento della pianta del Theawa* & della Scena, iecondo il parere del Ser, lio. . 44. t.i7 ^Compartimento di difcordia concordante, s'intende quando i compartimenti non fo no tutti vgoali : ma concordano ideitvi a i fi ni lì ri. tf2t-i9 Compadoè detto anco fedo, effendo chi la meta del diametro, a puntoè la fefta parte d'vn cerchio. loó.f.j Concatenatione d'vn palco , contrautcelli «on lunghi a baitanza. ij.t.i <■ Conferire perfonaimente la profpettiua, è meglio èpjù facile alì'.'nfegnare. 29.1.4 «■ Comi de gli archi, concornnoalcentro,ui numero ca-ffo, o dirpari. ij i.ho Conrj parte ruttici , &: parte di pi^a cotta, „ (eno tolti dalle veftigiedel portico di Poti peio, vedi neló.lib. 7-^-ì'> Conio,econtrjcon o, fi vede ne gli archi del T-orticodi Poinne/o. T5-i Conio dimezoagii archi , alquanto mag- giore , & alquanto pendente infuori . Conferua per i'aqiia <:iei!e l'henne di Tito „ decta Sette fale : ma dallo Scamozzi ri tro- ][ uno noue fpatij. 9^.^.1. t; Conferme per l'aqua delle ThermeDiocIe- tiane, fecondo Io Scamozzi diforma p-ira- r, mida'.e, e voltata acrociere. 96.t.4 Conferua d'acqua , foiienucacon fperoni,& archi ,da Girolamo Genga, al colle impe- tialea Pefaro. lit-fs- f Coriferua sii lafchenadel moiite.perragu- nare l'acque , per feruitio delia caia di vii- la. 160, r 9 cConferue da acque fiano fatte di buo.u'ffi- malhruttura. 160.20 Confìderatisne .che fi dee hauere nel dimi- nuire, & crefcere, che fanno i corpi corni- tiari. or -^'^-^Z r Conxraforti , o (peroni, & muraglie grofie ' pafoiUnere,& riparare i terreni a loggie incoftede'monti. i<5i. 15.164 20 cContraforti in fila, fi pofTono forare per ' commodità di tranfitare,quadofono niol- toJargh-, ^ . ., 16^-^5 € Conuuodegli Dei, ^^er fuggire ildiJpiace re de' fcurci, fatto da Rafadio fopra vn panno nel foffirto della loggia del Ghifi. I9a.t.i9. . , , ,• j-f ,1 j- Coperta dd tempio kra meglio di lattre di piombo, che di qual'altra materia^. «02.f.45 , • /. Coperti -fiano pm è meno pendenti, fecon- do i paefi foiiopoiti a'ghiacci , alle neui, e fille T A V jJIep.<>c3e. ?f a i vent.". , ^6 7 Copeiii d' traJia li colhimaoo non molto^pé. cen ci ^per non c/jcr moJce ncui,ne ven ci . J96.J.0 .L. Caperti cjue acuti all'vfo di Fnncia. 1^8.2 Coperti ali'vfo di Funciaiono in forma d'vn trian-jolo equilatero, co/I anco in Germa- nia, j o f Copertf di p'ombo fono durabili. & con- it-ruano/iCuriflimamC-te dalle pÌGg^;e:ma pcncolofidej fuoco, comcfccondoll Sca- mozzi iièpiociatocantevolte qui in Vene --A'^* •^ ■ , J98.7 f Copertoanrfcp del porticodella Ritonda, haic trauiditàuoledibronzo. 5^,1.+ Coperto d\n pergolato da Giardino. Cornice minore,. crefciura in ma<'2iore 8. hi 2 ° f Coniice maggiore della Ritonda . fatta^, giiJtìiciolamente co i m.od;glioni , ma ha *>na faccia fchierta in «decedi dentelli, „ lecondoiiScamozzi fatta co ^iudicio per ,, non confondere con tanti intagli. 5J.f.i6 f Cornice de'tabernacoli della Ritonda^, , conuertita!nfafcie,pernon vfcirfuoridel j, le colonne quaare, cola da imitare^. Cornice de'tabernacoli della Ritonda tenu- ta a.laialta^aportion del fuo Archaraue. f Cornice Dorica dd Theatro di Marcello , J.'centiofa neiralte2za,& nel dentelloife- s, condolo Scamozzi, il Serlio fi contradice „ poialtrone. 6o.t.i5.^o,t.i7 Cornicedeli'Edificio aPancauo,non ii tro- ua e g;a gran tempo. 88.^.5 f Cornice ccli'jrcodi Tito , licentiofa nel- Jagrande22a,& nei molti intagli, p^^.mo f Coi nice nell'arco degli Argentieri, vitio- /aperiimoltiintagii,&:nonfepa:-atida_^ gradetti, & con membri doppij, joi f? Cornice dell'arco di Se^imip, ofldice tanto aita,6<;^ con maggiore Iporto deilafua „ elifis defcritta da Vitro, in moht Inontii^ Ilj.t.zo ^ Cornice Ionica antica, con l'aggetto o fporto, di quanto è la fua ahczza\ i6i.t,i8 Corniceai fuori del tempio fìa come quella di dentro : ma pi ù formofa di membri, ac- cio f; conferai dalie acque,6<^ da i ven f. f Cornici Doriche antiche, l'vna trouataal ponte Numcntano, & l'altra nei fonda menti di San Pietro in Roma a/lai beile.. Cornici,chenonhanno aggetto conuenieni- ta al gioccioiatoio,paiono cime,cioè moz ze. iot.t.27 altezza. 102.t.J5 » Cornice dell'arco di Pela, Jicentiofaper eonlu (Ione degl'intagli, &l'vi;ouolo in. tagliato, 6<;^ nella fommità die/fa.^. Ho.t.zz. r Cornice dell'arco di Verona, con medi, glioni , e dentelli , contra i precetti di V v truu.ali.dei 4. nelle opere Greciic.'^ f Cornice del fecondo ordine dell'arco di Verona, chefafgufciodifopra via : dal ., Serho teuuta imuatione della corona^ Cornici non f? debbono fare di troppo liceo no/o aggetto .io6.t.:6 ^ cornici, che fportano alquanto piùdella loro altezza, fecondo il Serlio /I dimoilra- ■■ no più grate a'riguardantijpcr l'ofcurità, che fa ia corona, a i fotto membri. 66. i6 ^ Cornici con modiglioni fotto,che fporta*. no fuori i'acq uè , conferuano gli edificif I94.'<5 / ' ^ Corniciamenti del Theatro di Marcello , iecondoil Serlio concordano molto co i y, Ieri tei di Vi iruuio,- ma ali o Scamozzi pare Corniciamenti delJ'Amphiteatro di Pola_, «■ ddl Serlio, tenuti belli, & ^ da imi tare. - 8f.t.i5 Corniciamenti antichi trouariin Roma &.^ » ^^^^'■.^o- . J6z.fj. Corniciamenti antichi Corintliij, trouatim Roma, & in Verona-. 1 7 i.f 10 ' f Corniciamenti di legnami, tinti di colore macigno a olio, S>: vernici, durano moiri anni al ghiaccio.al Soie,. & alle piogge^ „ fccondoii Scamozzi tutti i legnami /icor rompono allo fcoperro. 241.]^ Correnti apprefibil Serlio, intende i Tr'gj.fi tieilordine Dorico apprelfo Vitru. &^nli ^''''- . - ! , i4o.r% f Corpi rileuati dal pianoTono difhciiia [cri. « uerein Profpettiua. j&.f.g Corpi de' capitelli , bafe,6<^_^ cornici Dori- che antiche.di Roma , Verona,& Pefaro ^ 141 t.4. Corpo trafparente, rifpctto a vn [oUdo,s cch. mevn'olfacura fenza carne. a^-f.^ Corpo fuori di quadro , eleuato fopra il piL- '^o- 40 1 1 Corpo quadro addop'piato.fcrue a molte co. is iii Piofpettiua. 42.f.r4 Coipo T A V . 165 9 " iCf.zS.iS8.6 <: Baroni. izi.t.5 . . ^ Cortile in vna-caf;i priuata, conporLici da ., tre lati: feco idolo Scamozzi imita Vitrii. ',>> al io.del6,nclla caia Ceca. 14017 Cortiletti fono neceflarija qeel'e cafe.che y, fono confi -lanti; in Venetiaiì dicono Re- „ quiceve ne fono molte. ^5^7 f Cola lodalwlcè/e con dinerfi inembri d'v- na iffe/la natura, farà formato vn corpo proporuonato. 146 ti 'f Cofa di rilieiio. eiTenio ofcura viene à fa- re contrario effetto alla cofa chiara.^. '-^•^ ... r «" Cola bruttiflìma in vna Citta , e vna ca'a, &lelbnzefuoridi fquadro. 171.5 f Cofe.che s'allontanano dajla veduta no- ,, -Itrajdiminuifcono, perche fecondo il Sca- mozzi fono vedute fotio angolo mino- re. 8.1.14. fCofe fi comprendono mer^Iio proceden- do per gradi, che propolk alla prima. .25. ti * Cofefuoridi fquadro/orio più difficili nel la profpettiua. 40.t>6 Cofeche fanno ornamento aUa fcena. /J4.f'5 * Cofe,che danno forza alle profpettiue del- le fcene. 46 t. 9 Cofeche non hanno moto, fipo/Tono dipi- gnere nelle fcene. 46.t.4 fcofe antiche iicentiofe non fi debioono imitare,^ bene le ben proportionatc. 69 r. 19 «" Cole fode , e femplici , fono in ii ima ap- predo i giudicioiì dc4 leccio pr€lente_^ , con?e furono appreli'oi buoni antichi» <^Cole Romane antiche, fono merauiglio- vj fc agli occhi no!lri , e quello fecondo il „ Scamozzi per la eccellenza della forma, OLA. ,, per la fìngolariti dell'Anno saperla ràn- tà della materia. ^ uj.t.j: f Cof; Greche, ornano hot^gidìRoma , e Venetia. [ij.c.4 f Cole auriuigliofe dell'Egitto, paiono più collo fogm , echimere, che cof^ fatte dì doLi;ro. iij.t.ó e Co fé di Roma fono molto diuerf^ da ^ „ fcacti di Vitru. fecondo io Scamozz;,!' ,, S.rlio dice , e ridice quali lempre. i6i t.ll ^ Cofe doue la viltà fi può dilatarCjfono f.-ai predi più fatisfactione. i77f-4 Dell£armÌdelleca/e-nob!lij& ignobili , ca- po tcrzodecimo. \^^ r.i Dentelli im/tanogli A/Terircome i Modiglio ni I Canteri;. 170.F.50 DekritioneddJa fepohura di Simandio .. IlJ.t.IZ. Diamanti^ elorofor;ne,come.s'imiiino , per gli apparati delle leene,. ji.f 18 f Dijficulrà tfalafciate lenza nudiojrcndoijo poco profitto nella Pro [petti uà. z^.t.àt f Diminurioni delle colonne iecondoil Scr- » Vio , al parere dello Scamozzi afra: gratio- „ fé per li termwu ; ma non per le jine<_,5 . 27.C.17 Diodoro Siculo vide vei^igi ddiagran fepol- itira di Sinundio. ìiz.t.j' % D\k^2,n\d\ opere, che non accadono forfì mai , fi Fanno per compiacere a gli amici ,, òpereren:itarc l'ingegno, e dar òcca/ìo- is ne djclfepdtarcaltr/, fecoiidolo Scamozzi T A V O L Ai „ poco ha da Fare chi fa indarno: (90.28 Dikordia concordante, è quando IcfiucUre non fonovgualmentediltanti: ma tante: a delira qu;:ntca finiKra.- \6S.zo ^ Difpute,.&nloliitioi)i figurate dal Serlio, per far conolcere la bellezza , la dolcezza, la crudezza , ik Ja fodezza ddJe co/e d'Ari ch;tet(ura. z.t.ig Didanza ha fempre l'altezza fua a liudlo del rOnzonte. iS.fij DiUanza lontana , parrà allontanare anco le cole fìnte in pro.'p. 18. t.? Dilianze polle in vari; modi. iS.^j'o DiUanze lontane fanno fcorciare più ipu- niin proipettiua. 44. fio Diuerh ingegni s'affaticarono, ndlaiabrica dt San pfctro in R.o;na, ^ , r 7 Diuerfità delie inuentioni, fa tal hor prender parcitoairArchuetto,dicofanon mai pri- mapenfata.. ,30.1.1^ iJiuihone: de'canali d'vna. colonna picciola,, traiportata li] grande. ^.ui Djui/ione de'quadn minori ne'piani , rend'e maggior commodità all'operare in prò-. ff>ec(iua. ^r^ D.uifionc, che. fòil SerJicde'fuoi libri. d'Ar- chueciura. lié.F.iz- Diui/ione dell'occhio per girare la voiatà'.fe condoli Serlio. Hp r.4 f Diui/ione, che parte il gran corpo delia: Chiefa.dal Coro ,, via taappre/fo 1 più re- goiatiA' men licentiofì religiofì S4 5- f Dmi/Ionendle Chiefe , fatta per fuL-'.re- la tentatione dd fe/To fa minile .* 84.5 f jpiitributione delle Me thope, e Trifali.. « fi , diificile. a fare nell'ordine Dorico^ „ kritta da Vitruuio, al s- del 4, & erl- „ rata dal Sedio ; fecondo lo Scamòzzi i4i.:.j f Donnabdla, e ben formata, ornata di vi- Itimenti ricchi : ma più grani . chz la-- i"ciui i accrdconoaiii bdJezza.' ' "125' f Donna bdla ,ebi'n.formata con omamerr- ti lupe.fìu!,& fffou di rjg-one,.iitiiene mo' Ifruoia. ,, , f Dubio.che fiha.come {ìcffc ì'unsiiofpl^J „ teddquario ordine del Goliko vcde^ai „ la Corographia ddlo^ Scamòzzi fatta 'mi « profpettiua,. e uc'luoj iibnd'Arvhitettu- "•• ip;fjo* Ebri; T A V a L A. r r^' Brìjdellecofe antfche,non fenrono vo l^ lontier! quelli, che voglionogiudica- 're con le forze .ielle rapgionr. 9?.r.i5 C Edifici] fianoper fatica collocati con gU angoli , a' quattro venti principali • f Edifici; (acri fi debbono ed ficsre fecondo le fpecie loro, a Dio , de ai Santi fiioi. ird.t.i. . f. ^Edifici] profani fi publici ^ come pr; nati li diano fecondo lottato, &la piofciììone dichifabnca. . ^6 r.x if E ifieij d'opera Tofcana , eRnftica vfati ailsi da' Fiorentini, fecondo iì Scamozz' ^ per mantenere la prima Ajnichirà lofo, e per poter edificare con picciole pietre per la diiììcoltd del condurle. 126 t.ir tf Edifici) di Venetia non fono per lo placa- paci di cortili, né giardini. 'Si-r-j f Eifificij molti , cdiuerfì preparati dal Ser- lio fino quando fece il libio de' Tenipij, per darlo poi fuori. ii^tzi^ Ed'ftcij di legname, fi •faceuanone'primi tempi j quando non v'era ancora \lo del- le pietre , come hoggidì fecondo il Sca- mozzi *^ [ano mokom Germania-^ . vedi nel d.lib. T-f-S f^ Edifici) perdono affai di maefìà , & magni- ficentia, quando non fono alzati dal com- mun piana. uS-.io Edificio antico', fuori della porta di San Sc- baftianodi Roma. <5a fa Edificio a Pantano dal Seriio , & dal Laba- „, co; fecondo lo Scaniozzi non beie tenu- j,, todel Foro Traiano .-percJie voi tale fpal- „ le. non è. a. fquadro :. & è molio diitan- „, te dalla colonna , che era in mezo. Edificio di buona grandezza incaiiato nel faifo vino in Gierufalemme. 95- f-* f Edificio di forma corporea ,. e (oda , fi rrasforma in trafparenic, impcrrettO', & rouinato con picureaeroe,&v,_j colorite, i^i.t.ii Eleuationede'corpi in profpettiua/icercano ildirittoin propria forma. a^-t.f^. Eleuationene gli edifìci) fanno bellavifta al- la campagna- 54»23 ^ Entrata della cafa jdeeefTere in mezo alla facci a.efiendo in fquadro, o fuon,& finita di dietro'doue vuole. i486 Entrate nelle cale debbono efTeralte , & ma. gnifiche, fecondo lì conuiene. i4» • 5 Errorenelle Cdfcjalle volte èmanifefioqinn do la porrà none in mezo. .'68.?^ Efìercitio ne gli fcorcij fa. molto vtiie all'iin- parare la prolpetriiia. ^i-*?^ .u- f EiN:lide protond.flìmo Mathema,cicho,tra': ta della Profpett;ua ,. e Specularia>-j .. iS.f.ij fr-j" Abrlea di tre ordini inartezza'fi fa coti' JT* ragione, perche non paia flrana alla- lua lunghezza. _ 231.12. C Fa bri care- di Venetù morto differente dafe» l'altre ci tra d'Italia. iJi'"f-i f Fabriche di Venetia ^.hanno i muri contra ragione , a piombo di fuori , per auanzarc larghezza di dentro. So.t.'j Fabrrche di Venetia , che non hanno archi, fi mantengono perla copia de legnami inca- tenati coYerri. So.t.'é' «^ Fabrichedi villa quanto piiV fono eleuate da terra , hanno maggior prtfentia , &: le danze fané. //-/.f.z? f Fabriche digrand'alrezza pofTono hauere- „ Je Colone iiuted'*^'naal:ez7a , come al 5, C'olifeojopiiìionedel Serlio. iSy.t.?. «f Fabriche fatte di muri fetnplici , Se poi or- nate di pietre 5 cosi riinelf- fi vedono £a>- dere , £^ ogni giorno minacciare ruitìa.- iJ8.t.4. '^ ^Fabriche vogliono edcr alzate dal piano ,, òcòn tumo'li > ò con monticelli fatti dal- la naturalo con ekuatrone fatta a mano,, ò m colla de'monri. 20Ì.5 flf Faccia di fuori del Colifero diminuita psf ogni ordine al. 'r.^deniTo c.igione poien- li'fiìnia, chefia molto confernata oltre al- la forma ouale. S^.i.9> Faccia principale do! tempio, fi metta Ytr- lo la piazea , o lirada principale.*; « 2 0^ f. i2. Faccia deila cafa, per ftrerta.chefìa, èbeoe». c'habbia iaporram mezo. 1527- «[Facciate per l'vfodi Venetia, fi pofTouofat copiofedi himi , ofTernando anco l'ordine de! fabricareanticoi 155. r,/' Facciate ornate col pennello , non debbono- haueraria, òpaefi, che rompano l'ortiine dell'edificio, 19^-^ 9- f Facciate dellecafe, col dare, & torre, achii V ene, fi debbono dirizzare per ornamen- to della Gittà come fi vfa nioltoin Ro- ma. 144 9 Vìtv' «TTjinìigl'anf!, dilactione , &ricordanza oeljc cofe impreHè neila memcna, fa pra- tica nella Prolpettiua. 30 r.4 Tifci'a, ocoria,cheattrauerfa allefìneltre àù „ la Francele , fa commod ita al ferrarle , & 5, aprirle in più parti. 2!<5. to felioiii di bronzo , per I: Cc^ni , che fi veggo, no erano già nell'arco di i\;riia , al molo d'Ancona. ìo~.t.-6 f Fianchi df He crociere, (cmDrer:?inoonVin ^"o^'- ' ' 151. t.5 f Figliuole rijinjìo flcni-ifrunc nelle ftanzc ri. po(fe,& amfnezar?.' i^rs.i^ Figura di più .la:i , & a.-igoìi difuguali ,. 'ri- dotta il) forgia qu.'idraijgoinre. j,f,i Figura ottcgona , fecondo il Serlio , è m'oì- to commoda a gli edifìci j , Se maffimea 1 tmeltrc m faccia della Scena con Inmi.ìr. tificiati dietro a' verri , oalrraco/aliicidj. 46.fi7 Fineltre fopra l'arco di Verona, non fono venalmente compartite. Hjj.t.jo f Finedre foprafìne/fre crescono lume a.'ic itanze maggiori, Ix feruono alle animerà. te,cofa da e (Icr o fièni a ta . , j, , f_ , ^ Fineilre fopr.ifineftre molìranoil Cielo al- Je danze grandi , crei'cono loro il lu- ni^j 5<^_, feruono agli ammczati. XJJ.t.fp Fineltre in più ordini d'vna facciata , fìano tutte d'vna larghezza. 154.1 27 *< FinellrejCporra^dtl tempio di Vefiaa Ti!ic. ». li, diminuite neila parte di fopra j conie 3> vuole Vitrimioal ieito del quarto: ma fé- s. condolo Scamozzi da pochi fapura la ra- 3j gione vedi a porca, i72.f 4 * Finelh-e di fopra f ano p'ù aire dì due qua. dn,perche l'akezza,& U diltanza diminuL ^«^^^ffai. mS.ix f Fmedre baflardc , intendile fopra ri ne fi re „ picciole.per dar lume alle file l.j'. 22.5,0 Finellre grandi Imucciate ali'ingiù dì den- tro, percommodiià degli arnmezati 1,7. J6.11. e aio.^ FineHre di fopra , più alte di quelle di fot- to, per la lontananza della *^ilia, &per gli aggetti delle cornici, che rubano. IJO !1 ^ Finelhe s'vfano in Francia prandi , ^ in- crociate per pigliare .-^flai /& poca luce. Jjo.aS ^ e Finellre vfire grandi in Francia .perche ^ fonovnoperaanzariip.uoaKegroirezze delle mura. ^ - . nnellrefopra/Inerire, fono nccefiàrie doli TAVOLA. fi trouano iianze àmmc?2te. rioÀ F/neflre^che crefconoar'co due quadri "per iahinga dilLintia fi modrano come dop- f Fineflrelle nt'fregi per dar lume a'gramìrio luoghi folto :1 tetto. '^ ^^ ^, Fineffreile fopra le fineitre grandi , doueooii iar..i,noammc2at(,augumenta,rannoJalu. ce mie ftanze grandi. i?2 jo fiumi iir.pctuofì,giun£ÌneIJcp:aai:ret.iluol- ta nuKatJo letto. 26 30 1 1 Foglie di Acanto.o Brancaorfina, fi mettono lotto !c cartelle, à deffraefìniitra delle , porte. ^^ Fondamenti de tempij S: loro Pro/Tezze 1^ come inrefe d^ì Serho in VitruuioT ' 201. f 25 f Fondamento della Ritonda, tenuto vna ,, mafia foda-; Ma lo Scamozzi ha trou*. iì to, che di dentro s'allarga a "radi 5o.t.J5 ^ b • Forma di d-uerff, & inuguali lati, :j r 20 Forma propolh di lati diuer/ì , fcd iuo'ua. Il, ridotta ili ferma quadran^oLre ^ 6.X.2, ^ ^ -^ - Forma del «-Anoua. z(f:x\ùc\]Q dà fare. i2.r.5 Forma ouale , fatta con due triangoli Qquìh^ itìi incrociati. i ? t 7 Forma ouale, fatta con tre cerchi. Ij.t.2I Forma ouale ^ fatta con due auadratf. il.x.^o Forma ouale, fatta con duecerchi ; dalla „ .Scamozzi tenuta la pili bella, & anco la „ pui faci le dea altre. 14 fi Forma.ottogona,e/]aaon3,pe„r3gona.&aV tre di più lati,tendonoahuperfcttioHedel cercnio. ■ r Forma ottogona, fatta nel quadrato,daÌ'ser! ,, lio: fecondoloScamoz2vntend--ntrvfo „ 0! pratica. ^1 f r Forma effagona^fatta nel cerjhio. i^'/i Forma penragona, fatra nel cerchio. I4.t.ic Forma d'vnquac^rato. ,. ^ e Formalunga non eccede alia doppiezza' nj gli edifìci; antichi. "^ j ^^^ r Forma effigona poiKa in ifcorcio • intendi lecca do la Scamozzi fegnaca per modo di .f'"-r ^o.t.^o • Forma cfl-gonn dopph . polla in ifcorcioj >j intendi fecondo lo Scamozzi fegnata per ,, modo di pratica. Ferma ottogona doppia .poHa'in ifcorcio i ». incendi fecondo io Scamozzi fegnata per modo T A V « modo di pfauca, al.f.2,2 Forma Roionda.polh in ifcorcio. i i.t. i Forma di più lati in cerchio, pigliame- glio la Tua rotondità , in ifcorc:o. f Forma rotonda iniicorcio,lerueaniolte cole. _, zi.t.ió Forma rotonda circondata da raicie polla in ifcorcio. 2i.Ki Forma ottogona trafparente polla in ifcor- cio. a4t-5 forma di kàìcì facciepnò feriiirea fare «^n corpo sfericojvna ruota, *^naiumacaj& altro. 2T.t.5 F ormatonda.èlapiù perfetta di tutte l'al- tre per li tempij. ioz.f.7 Forma pentagona , o di cinque lati,dilTici!e a fjrue cofa corrifpoiKlente. 205. f.i Forma eìTagona è all'ai perferta^perche è la_^ metà del fuo diametro èvna ai efTefaccie. Forma th^atralejintendi fecondo Io Scamoz- „ ri , c'ha forma di theacro. 38.^ Forme rotonde in fcorcio,non fi poflonofa- recol compafìo. ai.t.i? Forme tonde fi cauano dalle forme quadre . Forme ouali fono più delle altre vicine_5 alla perfettione della forma tonda^ . 2C4 f. I Fregi biftondi, odi baffo tondo^neirarco di Giano. 98.1.4 4 Fregio della porrà di marmo della Riton- 5, da vn terzo men dell'archiiraue: lucendo f, IoScamo2ZÌ,fi dee imitare,&; Vitr.lode fcriueafj. delj. Sì-^-SI Fregio intagliato nell'edificio d^Aurcfiano imperatore, a Monte Gauailo. Sy.f.rs ^ Fregio nell'arco di Settimio ha pocaakez za , e/Tendo come è pieno di fcokura.^ , loi.t. la f Fregio Ionico intagliato, fiala quarta par- j,. te maggiore dell'architraue : fecondo lo ;ff Scdmoz2Ì imita Vitriiuio, al 5. del 3..;; i(5l.f.l4 i.z. ■ f Fuoco lotto ! volt! pei Icaldarei piani , & „ le Ilanze fecondo ifSerl:o e tolto dal coltu „ mede gli antichi'. lai-T «■ Fuochi per fcaidarfi in luoghi no'pi!i,al pa .,. rere del Serlio non deferito da Vitruio co l, me fiefiero;malo Sc:aiiOZ2Ìlo troua^alfai ,j chiaro- in Vii f al 3. dei 7. 1^8. Li-, i f-^ Alara in Francia, è quanto foffitta in_^. ^ Venetia, che altroue fi dice fono tetto. 62. a j, ^ Galleria in Trancia, in Italia è S^a,o cor- ridore lungo da pafleggiare. 4^-^^' f G^fib da prefa non cala punto, anzi goti- >, fia nel feccarfi , & viene afolleuarequel* H la cofa , che già era calata, ma io Scamozi- zi r A V ■?A ìotroua in/Ipidone'Iioghihumidi. fari)enteaictine Secce :plendidifì"me al Duca Francalo ^J3r.I,^ d"v'rbif>o. S'-t.5 ■f G'ud(C!o,che dee hatìtr l'Architetto, nel „ h * r Chnc^raphia : fecondo lo Scamozzi da ,, 1 Vicrunio^a) fecondo dd primo, e inre- ■ faladefcrittione dellefonne in piano. - ^Imagine della verità con gli occhi ferali , dz intorniata du'.ibri. i i^.t.z Ima^ini di cutrii Dei d'Egirto.nelIe opere di Si m and io. ■ >-4-f-9 I-mpiedideHe forme Rotonde, ouali , e fimi- • li per Io girare, e fcorcio ciie fanno, par che perdano le proprie miiurs loro. -'a547 . .-o • • ^ < Impolta delParco maggiore di Settimio i e - degna di riprenfione , per Io troppo fpor- to. lot.r.ij 4j"Importa dell'arco maggiore di Collantino, - iicentiofaper li modiglioni , e dentelli, & •■ perche è masgiore deiJa cornice principa.. ■ le.cofada Ichìlfare. lou.c u f Impofk del Theatro di Marcello , tenute dal Serlio le più belle, & njeglio intefe del l'altre. loó.t.ió Ingegno dell^huomo ancora che fìa medio- crc,può femore applicare vna cofa con Tal - tra. ' z07.f-2o Infcrittione antica della refiauratione del Pa theon. 5o.t. I 1" Infcrittione antica della coIónaTra.ian33& „ fecondo loScamozzi di beilillìmocaratce- „ re antico. . 26.t.2<5 Infcrittione antica nella agnglia di G.Cefa- TAVOLA; , ,. Infcrittione , e i^oli antichf deirafco di Po- la. ^ ^°'^-'^ Infcrittione, etitoliantichi, dell'arco di Ve- rona, iii.f.ii Infcriitioneantìca nell'arco di Verona.^, re.à S.Pietro. 77. Inicrittione antica nella fommità dell'arco di Tito. 99f-n Itifcrittione antica deli*.u-co dì Benenento. i04.f.i Infccittione antica dell'arco di Cortantino. io6.r,8 Infcrittione^e titoli antichi,neirarcodiNer. ■ «ìaiulporLO d'Ancona. io8,f.i Infcrittione nella fepolturadi Simandio. li^.r. l'è ì Intagli de'corniclamenti delP3nrheon,Io-' datf perche fono frapolti ad altri membr? fchietCf. 99-^.^6 <" Intermedij marauigliofi, cheinteruennero nell'apparato della Scena di Vicenza ai tempo del Serlio : ma molto illuitri fono '' (iati quelli, oiie 11 fecero nella Scena ordi- 'l rata dalloScanTozzi.laquale èinllatonel ^, la medefimacittd. ^^S.ió Intern-iedij artificiali , die fi pofTono fare mentre,chela Scena e vota. 48.^38 Ini-icntione del cortile di Bramante, non fa mefib in opera, à San Pietro Montorio. é7.f' • , . Inuentlone di legature, perIoggie,portici, ar- chi da fiumi,& da cond-urac (ìs^nofmoda. Mii^,pcrl'Ìpnoi.da- uonedelN.io. n^f.^L Lù'^o itiori di Menfi di maratiipliofe vtilirà, ■ e granc'ezza fauoda Min 5 ile d'Egicio [ f Larici . RoDcri , Se Pini non fono legnami' purp.'tiii.ma durano lungamente, rj 5, f,i 6 L'Jiuedi piombo fono più ììcurc delJe jjijre percoprire i piani fcoperci. lyó.f.iS ^ Ulìcc co iiuoi incafiri /ìg)IIati,con bonif. . ijmi iìivcdv, feruonoper i piani fcopertiaL Jep:oog,e. i76.f.is 5 I-eyaturcdi pietra viua, conpietra cotracel Ja faccia deJ portico di Pompeo Magno in 1 Legnam; abbronzati o fafciati di piombo, onero impegolali udhtclie, /iconferiia- no lungo tcDipo nelle mura. 13 5. f. 18 Icgnamiponiin operanon crefcono mai in lunghf;zi;a; ma Itannane'loro termini . i5c.t.7 ^legnami durabili folio larice.pino.Cafla. gno,Rouere,6l: altri.per far opere allo fco- < pcrtovedineló.lilv. S.f.s^ ^ legnami per archi traui al coperto foi.oLa rici,P,m,Rouen,ma ragliati a'buoni ien)_ a, pi:vedi Vitr. aìg. del z. ma fecondo il Sca- yy mo72ièdafugnire ogniiorredi legnami , „ efardi opere di pietra viua, ouero di mat' ,. toni bene collegati. J18 25 Legnimi come /i debbono ragliare, vedi Vit Coli;nKlIa,& l'Alberti. ijg.,^ 1" Leonardo Vinci non fi coji tenta uà mai di coia, che faceiTempittm-a, ^pochifllme Cole condu/ìe a perf.'ctione. 3 1 f 24 Icrtoriliper lelertior:i, cpi/ioJe, ^'cuange- li;./ìano in luogo pili alto, che douefono quelli/he odono. g^ ^g Libcralundi BaMeiIircda Siena ^ nell'infe. gnare l'Architettura. hóSao Libraria del re Simandio. 174 f.g ^L:bro di tutrcrhai>irjtioni,&! l'atro dimoi tiacciienti, cheibprauengonoa gli Ar- „ chi retti: promcflì dai Strilo nel libro de" ,, r, Clariffimo Sig'-or Giacomo Aluife fuo lì- >, gliuologcntiliiuonìo d'infinita bontà, 5: >, cortefìa. 218.7 Luoghi di Villa s'vfino perla fiate. i2i.t.x Luoghi per collocare l'armi negli edifìci) fo nò tre.cioè verlb il CiclOja man delira, & inmezo. i99 ^ 44 f Luoghi iotterranei , deptnatipergh vfficij dciraleruuùjntUecafcdi Villa. J.7-J4-29 Luoghi fotttrraneiincafidi Vi!la,lo;iojtan 2e"per camiii.'jCucinc/finelli, lalua '""Vi- iiande,& altri ol}k>i. 58.20 Luoghi mczani , e piccioli fìa 10 amnuzati ncilecafe di Villa. 1.7 4i.'5? Luoghi fottcrranei per vini , cucine, bucate, Tuj!.ll;,&: altri olficij. i^M4 Luoghi ofcuriapie puno delle caftfiaiiop vfHcio di tener legned^ bruciare. 152 11 Luoghi niediocr!,epiccioli nelle cafc s'am- mczaraiìno. ipo.S O L A. M ^\A Aeflà honorata nelle fabriche fi fa coti ^^^ ornamenti graui, K^j modelti : fe- condo però il grado del padrone della ca- la . 25 1 a. Maligna, & inu-da natura d'alcuni.che gua- Uarono le grortefche antiche. 199 f.56. Marc'Antonio Michiele nobile Venetiano ia tenderne d'Architetuira. 121.1.12 Marco Agrippa fondatore del Pantheon , & fecondo lo Scamozzi fi cauaciò da Dione & da Plinio. so.fjz iVIarco Grimano nobile Venetiano mifuròla piramide del Cairo. 9?-f 9 1" MARIA Madre di Giesù Chrillo Nolfro Redeniore,fLÌ fempre Vergine. 165 f.iS Marmonuouo etiopico, del quale fu fatto ritiactidi Vdpaliano, & fuoi figliuoli. sS.fii Marmo Greco; vedi fecondo lo Scamozzi"' ,, come farebbe mal mefìbinvna porta fo- „ da, e lenza artifìcio , vedi nel fello libro. 8.f2 7 Materie da vfare ne' luoghi folii-ii, paludolì, ouero acquatici ,per ìli r fondamenti, de- fcritte da Vitruuioal 3 dei i. lOi.f 29 Mattoni hannopropne.à di tirare à le tutta ^ l'humidità, &riceuerla ia fé medcfìmi. Z22.t0 Mediocrità de gl'intaglipofli nelle opere nò farà mai bialimata . 126.25 Mtlozzo da Forlì, 6<;,^_^ Andrea Mantegna, piuori cfTercitaii nella profpettiua. 192. t.5 Me-mbri delle cornici, fecondo il Serlio h-ib- „ bino di fport > quanto h loro altezza: ma „ fecondo lo Scamozzi ci bdogoahaucr ri-' „ fpetto da vn membro all'altro , perche al- ,j tri vogliono più, Scaltri meno. 140 t.ii Membri di cornici , eccetto il gocciolatoio: tornano bene,fecondo il Serlio.di tanto ag „ getto, quanto i'ahezza, regola che patif- fc et (fio ne. ;f i.f 24 M:nfo]e nella fominitn Ad Colliso , pcrac- commodare l'antenne per copriredal fole, &dallefubitepiogg'e. So.tj/ Menfole, ò Modigloni grandi per pofamen- todi Uatue, nel fecondo ordine dell'arco di Verona. 1 I5t.i4 Menfole, ò cartelle per ornamento de' carni» ni, da alcuni fono diminuite nella partc_^ da badò, il quarto imitando VurLiU. nelle porre,!ib.4.c.6 i57-^-8 Mcnlo.e;,o Modiglioni imitano icanterij,(i d i come T A V come i dentelli imitano gli aiìeri. Vitr.al i-<''-*U- iio.f.jr Mcnfolcjò cartelle poltc dal Serlio perlblìcn rare fa dilt"aiitiàd'vn*architraiie,& far or- namento. ' 104.28 Mercanti in Lione fono la maggior parte del JanationeTolcanaj &per lo più Forenti- '"''• 101.4 Mercanti in Lione non hanno luo^o ffabiJe come nell'altre città, perridur/ìa nego- *'/• lOi. 4 Mi/ure particolari cklU Ritonda dcfcrittcL.^ d.il Serlio. y ,.t.7 Mv-'thop: fcolpite con tefte di bue , & piatti fono legni cii iacrifìcij antichi. j 40.1.12 hkzQ cei-ciiio,& le fue parti. 4. f.y Modello picciolo per trafportare in forma grandeleparci delle Scene. 48.1.12 f ^Iodelio.ò impiedi di tutte Icparri in pro- filo, neceflario pcrcat/ars coilrutto delle cofe artificiate. iiy.t.18 ^ Modiglioni nel fregio per dar maggiore iporto alle cornici, per cagione di aìlon- tanare le pioggie da gli edifìcij,. 1 5)4.5 Modo didcaarcdal piano in ikorcio-,quaI a voglia faccia d'edificio.ò altro, j 5.t.i Modo di corniciare '^ „ pernegligentia, ò per impernia fono Ila- „ ti tralafciaiinel copiare di tempo in tem- po- 155.1.44 Ope- T" A V < bt)èra Dorica imita la foirma ddl'hiiomo, ' & fi vfaua à Gioue, Marte,& ad Heixale . Opera Ionica imita la forma Matrona!e,fi v- •: laua3Diana,Appolline,&ar>3CCo.i26.t.5$» t Opera Tofcana conuiene alle torts2ze,co- • me a porte di Città, Rocche,Ca(klli,luo. ^Iv da confeniar thefori , m.umtioni,arti- ■ 5lfàriejportidimari,ef)miIi. u^.t.j f Òpera Rudica, cioè di legature dnierie, da gli aniiciii mefchiata nell'opera Dorica.e • talhor nella Ionica,e Corinrhia. ii6.t.y f Ooera reticulata vfsta molto dagUanti- j, chiifecondo lo Scamozzi è f^attàdt tuffi, j', fpecie di pietra tetiei-a Romana, frontar, ., & polti con gli angoli in croce,*'A'edi Vi- „ truuio airs.delz. iji.f.H é Opera non bafta.che fia fortiP.rma.-ma con uien efler grata all'occhio, & ingegnofa.^ d'artificio. !34't-i f Opera antica di legamenti rii(lìci,a San Co 3, fimo e Damiano fecondo lo Scamozzi ne >, fonone'pontianticlii, nell'opera d'Aure- », liano,a Pantano ,& in moki luoghi per ;, Roma , oltre *^n nnmcro grandiHìir.o al „ porto di Terracin3,aPoz2iu>10i8(:iiiqiJc' j, d'intorni , vedute da efib. iì,6.t.z Òpera rufiica co quadri abbozzati groiiamé ■ tejme cónr.-vTi con ogni diligiintia. ijS.t.i ^ Opera rudicajCon piani fra i quadri Tpigo- » lati a croce, Secondo !o Scamozzi queito 5^ I-atioronon fidebbe fare le non inedificij, molto fodi. i^S.t.j Opera mitica delicata con quadri informa di diamanti in fpigoìii 158, t.5 Opera ruiiica delicata in forma di diamanti in tatiola , & con più rilieuo. 158 t.7 Opera ruftica delicata :n formadi diam.inti appuntati. ijS ciò Operalonica fecondo il Serlio trattata d.i Vi „ tra. al i, del 4. ma fecondo Io Scamozz'.in „ quefloluogo tratta dell'origine fiia, ^^ al „ ^.dels.defcriuetUtteleparti.diefiia.tsS.t.j Opera Ionica tolta dalla forma Mutronai:, defcritta da V itru.al 5 . del j . f Opera Corinthia di ietta molto vniuerfd- mente* i7^-t-i <[ Opera compofita non fi vede neli'antico/e non ne gli archi trionfiti. iSy .t.i Opera compofita fecondo il Serlio,p!Ù lice» tiofa dell'altre. _iS5.t.!o Opera s'intéde loda , rifpetco all'ordine.st.s Opera s'mtendelemplice, quando non ha_j> incagli. i*i-4 Opera s'intende morbida,qiJando vi è vnio. ce delle partisse de'incrnbii. , i: z,7 O L A. Opera s'intende gracile, quando le colonne fonofuelte. 124-4 Opera s'intende delicata, per la politezza, & incagli. , 12.4- ?• > ^ Opera s'intende efier cruda, e lecca quan- doèdi varie pietre mille j &: incafiàmeiati ne'piediltalli. i2'4-<5 ^ Opera parerà confiifa^S: affetta ta,doue fa- ranno intagliati tutti ogran parte i mem- bri, de i corniciamenti. izó.i^ ^ Operarij trecento Iclfanta millia , fletterò venti anni a compire la piramide di Menfi, fecondo lo Scamozzi quelle cofe fono de- ]] feri tre da Diodoro, Prodotto, Plinio, e ',', Strab. - i24-f'i» Opere fode , & di pietra cotta, fi conferuatio lungatnente. , «r^.fs f Od;;Vc de' Greci fono fiate marauigliofe j mahoralon tutte eltincc,& abbattute dal cempo. 69.t.54 Onere de' Greci fuperauano quelle de'Ro- mani. 6>).t.i4. ^ O'^ere di legature^quanto piti fono abboz- zate grofi"=iUii:ntejfi;rueranno il decoro del la fortezza. }3o.f.2 4 Op.-^r^ruUichedàno gran prefenzaaliepor- \ediruiipecco ailecafe,& ferragli de'giar- dini. i>i-i-5 If Opere di gran rilieuo , riceuono molto ta ctl'elepercoffe dellearcigliarie. i47-t.ì5» CfOperemille di pietra viua,& piecracocta, ricercano gran diligenna, & aTte. 188. ^^ Opere d'inuelìiture . & malta ritratta fiano laiTate polare di corfo incorfo. /bg.r.j ? ^ Opere collegate nel far delle mura^p'ii loda te,':he cóin\ìe(^titurc, o incrouati.tS8.t5S ^' Opere di legnami fi. coli umano pili m Ve- necia,ch£n£l reftod'Italiri. 15)2.1.41 Opere (> polfonoarrccchirc con gli ornaméct de gl'intagli ne'capicclli. P.ao.cj f Opere guidate da muracori,vedi come rie» fcono con poco decoro,& hotiore de'gran S'gnon. .^''!^.^* e Oratorij fccto-i te.mpij ,. fiano prohibici al it; iTo fé m i-n ile. ~ 2 o j . i J ^ Oaiine tenuto dal Scrlio,nel porre la piati ta^ìa faccia, & poi il profilo delle cofe.antt che, io.t.io Ordine Tofcanopiù rufiico , piiiforte, & di n)inorloctigliezza,& gracilità de gli altrU izé.f.j) Ordine Corinthio imita la forma Virginale, vl'ato a Vetta prefidentc delie Vergini,vs- rìiVitr.in più luoghi, nóS^t OrdineTofcanodefc.daVit.al 7.del4 127. t.5 «I Ordine Dorico da gli anuchi dedicato a Dei T-A V Dei robu/li, & ho^^gfdi a'Santf. che fono «ac! loldari vinJi, & foni ad efporeja vira perla fede noli la. xjpf.j Ordine Dorico fi conuiene ne phedr/icn pu- blic;, opruiacid'huomiuiarmiL'erK &ro- bulti. ° i?9f.8 f Ordine rofh'co fecondo il Scrli'o /?a aUltrct tanta alrezza deJl'ordine, chele !'à (opra- j, kcondolo Scdmozzi qneitae reqolano.i f , Ordine ruflico fcrua molto il decoro roilti l'acque. i'< r Ordine Ionico milìo col rii/lico H conJiene più all'opcredi vi!l.i,chcalrroue. ìS^ £4 f Ordine di porre i'int:e/iiti:re d; pietre fine & Iauor:irea malta retratta. jSS r ?i Ordine cht /i ha da tenere per tronarelc mi iure deile porre. vedinti6lib. j f.^o Ordine ba.'iardo.o elcuationedj mezo intèn di vn'agouinta fopra il^primo ordine yedi Ordine delictnmolib. j_,^ f Ordini del Settizonio diminuifcono JaL» „ qiiarta parte; tutto che Vitrnuio dia oue- „ Ita rettola , pure allo Scun)027.i,che/ìa ine- ,, gliol'olTernare quella r^gione.che il di'/o- 3, pra delle prime c(jlonneì]a piede delle fe- j, conde,^- cosi procedendo in terzone quar 3, to ordine: gj j. g fj Ordini della loggia di Br3n:ante,d/nMnu":- fcono il quarto J'vn dei/altro, cioè il ter- zo dal fecondo,^- queflodol primola quc fio modo fecondolo Scan)022i vendono f, a diminuir/i moJtc.&qJ'intercoloni/i'upe „ riori reflano molto larghi, efpropornaci 3, ii8.r.i5 Organo Ibpra la porta d'vn tempio di forma quadra lunga, ,,,8 Orizonte è per tutto doue termina la vcd"uta f Onzontc del!'huoir,oha fcmprel'aJu ?7a a Ifuelio dell'occhio. 18 fij f Orizonte alle volte fi pone più alto dei'i'Ùc yy chio noliro : fecondo io Scaniczziqueflo „ fi fa perche le cole non Ipaccianoa quel- 3, li jCiie iono ia maggior partc.che ne;; in. „ tendono l'arte; ma non ci e ragione • i8.r.;o ° ^" f Orizonte molto alto .perche lì ve^"ar,o i f Orizonrealtrevc^lccconic rtrucperdiit.n )) 2h de orizonte; fecondo lo Scamozziin. ., tendi,che l'vn viene a liuello dell'altro S'c „ quello è fempre, perche la dillìnza è fern- ,, premai m loco terminaro; rna l'onzonic „ e come infinite, e indeterir..nato- cetre fi O; L A, ,. vede nella fua Profpett/iia. 44 f. f Orizonte difficile da porre alle fcent vedi „ la l'roipttti uà dello Scamozz:",, che tratta „ ampliflimumente quella materia conra- „ gioni fheoricaji, e melfein pratica. 4; t 4 Orizonic.dc gli edifìci;, che fcorciano nelle fcene. ^^a più oltre de gì, virimi edifici,. 4?.t21 ^ Pnzontc delle Scene da alcuni malamente pollo allvltimo termine della Scena_v. • 44.^-^3 1 . ^Onzonti diuerfj pervn piano fecondo 1] „ SerliOjfìano però ttitriad vna altezza sfe- „ condo lo Scamozzi nonpuò liarcdiucrfi, „ O'-'zonii, perche l'orizontc e caufato dalla „ per fona principale, che vede; ma fi deuc „ nneiKlercpuntionzontali, iqualipofTb. „ nce^eretanti quanti le caufb clic li po/fo. „ noeflettuarc. vedi la fua Profpettiua. 41. tS Ornamenti nella fommità delle fcene flano di r!lieuo,& lontane dall'occhio de'fpet tato ri. ^ i Ornamenti del thcatro di Polàper la di/;Pcn ria, e perla ricchezza poffono ilareal pari- di quelli di Roma. 7j f. Ornamenti ddl'arco di Beneuento tenuti molto ben proporiionati. J04 t ro Ornamentipcr camini lofcani a tiieza e'tur ta Francefe. ' g e 0:namtntid'yArch!tettura hogaidi s'Wj'no anco intorno alle pitture de gli altari Ornamenti per li camini Ionici, e loro pro- portioni debbono 'mi tare la loro fpccie i6-jf.t.z ' ^ Ornamenti. eoe bafe. capitelli . cornici e fu5nh di pietra viu.ì .enrrino piùdelJoro fporto nel muro accio fi veqg:ino.i88.r.2o Ornan^enridelieporre rnobil^Jano confor- mi alla iodezza di quelli riipicira viua . itipt.JO f O.namenti f^y.^ntu fl^nno parere gli ed/- fic;;, & le donne bJ'c moniIruofe.Vd.io f Ornamemoiecondo^che toglie hilol'avol ra deda Kucnda.alfo p.r ilquinio ddl'al- .. U7Z.: fecondo lo Scamozzi tgl, e il quin- „ coc.^eil altezza delle colonne col p,edel:al „ lo. cv non enne dice il Serbo inauertente- ,. treu'e delle colonre fole. j, f,, S Orn^nunro .'opra ie ouo colonne del teni pio celia race,óonacconjpagnato a cofi alcuna. 50 f Ornamento fcpraalle co.'onne,ajto L qua" 'apar.editiìè. ,,^,^ ornamemo,cioearchi:ràu^ fregio A' cor. ni ce; T A^ V nice : fecondo il Serho delJa quaira parte j,, delle colonne Tofcane; lo Scamozzì loda j^ queita proportione a queiio ordiTie,& an- co al Dotico l'akezza de'trigliiì: ma è da biafìmarein cucci gli altri ordiuiper la mol -'; raopulencia, Ri28.t.z jlf OruamencOjCÌoèarchirraue,freg!0, & cor- *i nice fopra colonne Ioniche della quinta t partedielìe i5:j.c.2i,fopra Doriche , e lo- ..' nicheiy4.t.i8.& ijy.c.iz.ornamentod'v- 1 na porca 164. f.i?.per vna faccia Ionica, e >-. Corinchia 165. f'.i? nell'ordine Corinchlo -. J70 f.jj.in vna faccia d'ordine Corinrhio ,f i7;.f,io. invn cempioiio.c 5.invncép:o ■ m- C.5 ysr vn tépio. 115. f.i i4.f.4. pec vn tempio 115. ft. Ì15Ì.4 pervnaportaP 25. f. ij.pec vna cafaio.f.per vna cafa 48.10. f, airornamencodi portC76. ÌI.7S. is.alle .' Lucarne76. 15.78. r^.^p. ij.pervn Coro 84. 25 .a colonne Corinch'.e no. 20. a co- lonne Doriche 154.20. per vna caia aLicv nez 24.i8.&airapp3rcamentodi Cà Cor- „ naroin Padoua:20. 19. lo Scamozziloda „ quelia proportione all'ordine Ionico,Go- „ nnthio,& Compolìto perche nefce moko fy graciola, & è deferi età da Vicru.al/- del 5. r, parlandodella fronte della Scena. Secon- 3, doIoScamozzidae/fermoItobenimicato. Ornamento (opra alla colonne Corintihe,e . fueparcicojantà.lecondoil Serlio. 170. f 8 OrnamcncG d'vna eleuatione fopra l'ordine ■j . .Corinchio della qumta parte di ella. 174 f.25 Ornamento fottoii Cielo di legname, alle ;- karvze di Francia ie-ue anco perhi}imen- ■ to dei catnini. 63. 14 f Ortographia, fecondo lo Scamozzi è voce ,, Greca in Vi:r.al fecondo del i.&c vuol dire „ l'imagine della fronte. jo.t.ii fOlTeriìacione grande fi •'^edebauerencile . mifure del Pancheoiijò Ricorda. yo r.7 f Olìinaci fanno le cole quali le vengono A:n 2arender altra ra^zioae. $!?-^.^9 P Alazzo del Te del Ducadt MantQua ,ef- fempiod'Archiceccura ,& pictura ano- Uri cempi. !jj t.:o ^Palazzo di FontanabJco èUacofacco indi- uerfi tempÌ3& è di p.ù membri diuerfi Tun dall'altro. 96. i Palmo Romano antico partito in diti »e mi- nuti. J0.C.55 Palmo , co'I quale fu mifurato l'arco dt Set- timio. loi.t.ii O LA. .Pantheon ,0 Ritonda per vn corpo folo fi f- macoil più bello, in t:ero,&ni?g!K) incelo „ degli altri: fecondo lo Scamozzi egli è bel „ io perla formale conferuato coms lamag „ oiorpartedelle forme conde, &èbenein- ,, ^eio,perche e ornato con vna certa graiJt- „ 'tà,e decoro3& di marmi nobili. 5/>-^.t Pantheon dedicato ancjcamence a tutti i Dei. 50;f J2 Pantheon edificato circa l'anno 14. di Chn- lto,& 5so;.del Mondo jod'.^jp Pantheon percofll» da! fulmine fotto Traia- no Imperatore. S0.f.4J 'pjnchcon riltaiirato co ifuoi ornamenti da l.Setcimio,&: M. Aurelio Antonino Impe- ratore. 5oÌ4<5 Pantheon fi afcendeua alcuni gradi, Schora ,, fi difcendono: fecondo lo Scamozzi , que- „ Ito è auennto a tutti gliedificijj&partico „ larmence a quelli , che fono come quello ,, uel piano della Citcà,per le ruine de gli al „ tri edificij. suc.t Pantheon conferuaro , per la forma,& p^^ji gran fondamen'i. T'-f-^ Pantheon ,0 Ri tonda più bello edificio ,che na d'opera Corinthia, 109Ì.9 f Pan 'li£on,& l'arco d'Ancona fono delle più belle.& tneglio intefe opere Corinthie . '/ 35 Secondo lo Se i.-nozzi , il Serlio non fep? ,, però ofleruare quefte belle proportioni , nelle opere fue. 17. ht ^ Parallele o equidifràci fecondo il Serlio:mà ,j fecondo lo Scamozzi fono d;!e linee, le- 3, quali in vn medefimo piano prolungate, ,, non fi congiungono giamai infieme. j.f.ii f I-jr.i'iate,;nté.irpiljiiraLe.&r à Venerrafidi „ conoercc- qnafi Ance vocehuina. \6<.f^ Parapecti a i Cori delle Monache fianopiùal Ci, che quelli de i religiofi. 80.23 Parapeccoa i Cori, aito cinque pietli , accio-. che ; religio/ì non fiano veduti dì quelli da bado. 84.26 Parapetto del caualiero fopra la porca della Citta alco p:edifeijConk piag.heperl'artr gliane. 9^''?' Parapetto al c.iiiaìiert) fopra alla porce fiii tanto alto, che cuopra v!5'huomo,cheftia alledifelV,, 9ì-'ì9 Parapetto fopra alìeporte,ciiruo_,& alto pie d; feijC.on fapercuie perrarc!giiana,94 )S Parere del Serlio intorno alla poi ta Doric», e fuoiornamenti , defcrictada \'itruuioaI fello del 4. •*?:-- Parere del Serliointorno all'orìgmecéJror-: dine compofito. i ^$ f ' . CPitriarcatod*Aqu!legia,honoredouij,i>' jo T A V io aperfone illnari per fuoi niaeRÌori , o chiare per fc ite/Te. ^ ^'^^ Paiiitnenri per terrazzi fcoperti fumo béiie incaffrati,& commeffi di buona itriictura 10S.J7 Peducci per foflcncre gif archirrani J^jnehi &:cii moito /portò, s'auertilchino ùeìfa/- Piano diuifo in quadri, & poflo in ficoroio 7p.t.i ' ; ■ Pur.ouc'(jU2drigràpdJ,circondatodafafcie, cvpoUo in H'corcio. ■• ^.of.t piano diuMo ;n mole; c]u.idri ,è via /ìcuraper eletiareeliedihcfjin Profpetrina. 54.r.8 Piano digradato , dal quaic /? può hauerc ie innghLv;2c, Je larghezzcA" Taitczzeper "li edifici; in piedi. 36 Ut P/anodcl tempio ddla Pace, coperto dalie lue proprie mine. jp.f.18 f Pianta in ifcorcio ricérca prima la pra.ua 5, in buona forma ; iecóndo lo Scaoiozzi , fi „ ricercacuelropcrpiri facilità, ^^perciicla P, Pioipettiua è Ipeqie di Mathematica^éc 33 Naturale , de perciò cptra inrelJcrtina:^ „ niente fecondo il Ajàtlaematico : maène- „ ce/Fariofarla dimoih-ationefen/ìbiie, in 3, materia , & forma atta a eflerc comprda ^Pianta del rhearro di Marcello fcoperta , & 3, mffurata dal ScrJioalrempooi Baldeifare ,) Sane/c: Secondo lì Scamozzi a nollri tein- „ pi molto interrotta & guafta da molti ed. H ^.^ji- 69.1.0 Piede antico Romano, col quale fu mirmaio il theatro di Marcello. - <<5.t,40 Piede moderno,col quale fu mifurato il fiìèa. rrodiPola. 7i.t,8 Piede moderno , col quale fu mifurato l'anfi- theatro di Pela. gj.fjp piede moderno, col qi)aIefùmifurato l'arco ^'P<^J3. irpt.y.r.z'. f Piede'tallo Tofcano, enie miuire, fecóndo a, li Serìi^cj Secódo io Scjmozzi fi dcbbc dire 3, Piedeltilo e/icndo compotfada /hios vo- '' ^58^'^"- U5f-40 1 leclet.al.'o Dorico , e fuo compartimeto ie- cóndo il Seriio. i4(.f,i7 Piedelblio ionico, e fueproporcioniiècón. do il Seriio. 161 t 26 Piede/fallo Connthio.e fueparticollariti lè conaoi! Seriio. --or 30 Piedeilalio Compo/Tto, eluoiornamWni'L condoli Serl-o. ,g r f Picdefialli Grec.-,che hanno il fgufcio nella fommiià delia Cinuia. jj, , 0 r/cdiiulii Tofcanj, Doncj, Ionici Conndi'y o i: a: & compofici,& loro proportiort/ fecóndo '1 Seriio. 116 134. f Piediilalli furono fatti dagli antichi' alti iecondo gli accidcfttii &;: txifopni \19.U.l' . ; , * . Piediitaili in Atene, ch'e fono diminuiti aL qaanro'.ìciJapaitedilopra. ii82f,< T P:ed' (Jaìli fono di gran foUcgno , 8c aiuto inloJJeuarelecolonua. - ; _' /g-fif ^: PiedMhiii non fi debbono g/atna/. compor- tare' incaflat! con pietre uii/ie.pcrche l'o/cu rifa d'efic fa vna debile loro appjrenza:fe- :, condolo Scaniozzi quella co/a, che fo^ „ ftenraj deccffsclodaje d'vna materia fola »> &gliincaiìamen ti fauno lutt-o il con tra' rio. 1 26 fi * Pietra Vcronefemolto ciui:a,iÌQlla quale èflt ta l'Arena. Sj f6 ^Piètre viue,&pietre cottefo.no i'ofla & la carne ne eJiedificij. . js'st? Pietre viue entrino ne.! muro tanto, che po'f, lano Ilare daper fc lenza calcina, igg t g Pietre mille incapate a diuerfi partimeutifra .lecolonììe. .^^^^ Pietre mi/k oicure , fanno l'opere ofcure & poco orate all'occhio giudicio-fo. 12^ a PIETRO Apolioiofù rneifo ir. croce, dout hora e il trinpictro nel cortile di S. Pietro in Molitorio. . ■ 57, r,, ^Petro Aretino giudicioib nella pittura ,' i conrraf'orti,& ipaJle. <=i 5 •f Pilaiiro (odo fopra vn vano d'arco cola m- comporcabile nel pomco di Panipto Ma „ ^no,k'CÓ.;o lo Scamozai nc£;{i edificij do ùtmo imitare la natura, la quale nelle co- fe iodCjCcmc la terra e monti, pone il /o- do lopra lodo, e voce /opra voto- 75.1. 1 1 f Pioggia f\ coniunia per la golia del Cam ino prima, che cada a baTtò : lecondo io Sca- „ mozzic conlumatadalJ'ana,coniefivede j, dall'apertura del lume della Rironda.dal „ quale entra alfai pioggia, & pochiffimaè qiieila,che agitata dall'aria cada m terra ^ 74-15 ^ piramide appre/To il Cairo, opera inarati 1- ^, gli . fajkcondo lo Scamozzi, fono delcrit- „ teparticolari5icnt« da Diodoro.Herodot te. Plinio,e Strabene. 9h^-^ Piramide del Cairo 5 tenuta vn fe-pokro . Piramide a Menfi connumerata frale fette opere marauigliofe del mor.do. 114. £-46 Piramide di Meìiiìper artificio, & grandez- za rende itupor^; a tutti. ì 2 4-t- 1 Piramidi due di Cabreo,&: Miccri«o,minor di quella di Chemi. 1241.14 Piramidi tre di Armeo,Amafo,& Mala Rè d'Egitto,aflai minori dell'altre i J4.t.i9 Pittori dcentiofintifaprofpettiua jS.t.ii Pittori non intendenti nel fare le pitture, co pocogiudicio na:inoeualtato moltevol te l'ordine dell'edifìcio. ipi.r.é Pittori buoni non li pofiono hauere le non con larghi donijSi prezzi grandi. 1.7.51. 26 pittori giudiciofì tanno lefìgure piiivicine agli occhi noUri; di color più chiaro, che lelonrane.|> dar più forza aii'opere.i2<5.<5 Pitturehtte lenza artw di prolp€.ttii!a, quan- to fpiacciano. iS.r.ia Pitture fute col lume aK'o vogliono il giù- dicio diperfone intendenti. 50.f.t5 Pitture del gran Titiano ad ogni lume ren- dono fetnprc dolcezza, lòdiifactione 5 & rilieuo. Sot.^i Pi tture colorite nelle facciata, fi pofTono fin gere ne' panni attaccati. 191.1.17 ■Pi aure colori te> come li pongono con deco re nelle facciate. jpi.t.ip Pitture di BaldtlT-ire Sanefe fìnte di marmi, rielcono con decoro in palazzo Papa!e,& altroue,retódo il Scamozzi, imitano mol tobsne li naturale. xpi.t,z7 O t A. «pitture a muri dilogg!e,&cortili,coragìo ne li poflbno fare co aperture fìnte, paefi, cafamenri.e animalijprecettodi Vitruuio al5.del7- ipr.t.4t f Pitiiireper fale.camere, Sjaltriluoghi ter- reni,con ornamenti d'Architettura fi po(- fono aprire con paefi. 192. f.i «"P.Lturcluperiortalla veduta dell'huomo lì polTono vedere fé non aere , lomniità de monti,&d'ed!Ììcij ic;2.fi «^picturedsl Manxegna ,in Mantoua mollra* no ptofondiflìmo difegno^profpettiua ar- iific!of5, inueii tione iivrabile , innata dif- creti«nc nel componimento, & d;ligencia 192. fin eitrcma nei finire. «■ PrtturenellaXalad'Agoftino Ghifiln Ro- malfatte eccellentemente ioprofpettiua, da BaldaiTare. ipt.f.ii ^pitturcnellafom.nTità de i volti, fiano giu- diciofeneirelettloneapropofuo, &ilcor cino.,per la fua debita diiiantia. 191. t.i Pitture de* folli tati debbon eiferpiiì tollo di chiavGjèc icuro,che di piti colori, i^z.t.^^ ICPitturede i cieli,ò fcffi tati vogliono efferc & iode,edelicate,à conformità dell'opere di legnami. T$)?.fii ^Pitture nelle fabriche fiano di dotta ma- no, ouerofialalTataia muraglia bianca. ■52-^4 «• pitture gofFe,eIorde,doue fono,fì può dire che il padrone fia di poco giudicio, o aua ro. 5»aj Pitture belliflime fatte fare dal GhilìinRO' ma. 5»-^^ Pitture, c'hanno le prime figure di color più ofcuro,.& le lontane di colorpiù chia- ro rìefcono crude, & contuie. ii<5.8 Poggio Reale fuori di Napoli , edificato dal Re Alfonfo per fuo diletto, i2i.f.i>' Poggio Reale edifìcio di forma bellililma«e bencomparcitoallamoderna, iii f.17 <[p02g!uoli,pergoli,ò Renghieie, hanno grà foVza nellefaccie, chelcorciano nelle Sce ne. 46f-J «[Po^qiuolidi malta .commodità, e piacere nelkcafedi Venetja. I5 5't.z ^Poggiiioli, o pergoli perriceuer frefco , v?- de^i.-^trioné, & feite lopra canali , predano grandiffimo ornamento alle facciate di Venetia. I55.t.5 f Po^qi i.olijò pergoli fi pofìono fare có qual chenagione, lopra mura grolle retirate di fopra. • Ì55-t.ii:i88.t.ii Pola città di Dalmatia dotata di molte anti- chità, lo?'^-' Polidoro di Carauaqgio , & Maturino com- e pagni, r A V pj.7.'7i, hanno ornato Roma' con p/t cure di chiarore Te uro. i<>i.r.j4 Tonte Senarorio,ò Palatino antico la Roma, iiora di Santa Maria,e Si^o. S^.t.i Ponte MiJi'io antico fuori d: Roma, horà Ponte moJIe. S^.r.j Ponte S3nc'Anocro,anticamenreckrtopon"te Elie, dal nome d'El/a Adriano Imp.9o.f.4 Ponce •iaipeio,& Fabncio,hora detto ponte quattro cap, ^^j^ f Ponti Jatermj di pietra cacca murati dij^ef Io , lono molto a propo/ito a riparare co- ie,che ruinanOi j88 o Ponti due antichi fopra P Adice in Verona' Ponci molti fataci da Romani in Roma » & in diuerfi luoghi d'Italia. dof.i Ponti delle porte.n kuano: col molinello/ma meghacon lefrezzcdi Jegno,& conleca- tene di ferro. 88 20 Porta proportionata alia larghezza d'vn tèm f Porca^elfa Ritonda tenuta rfa molti d\n >, pezzo folo d. marmo , &il Serlio non vi >, trouòcommimire : ma lo Scamozzi trouò .. a loglia , la pilaltrata deitra , & ilfopra- r> limitare ogn'vno d'yn pezzo,& la pilajlra- ,, ta ^niifradiduepezzi ; mail tutto com- nielJoconfomma diligentia. j'.f 28 f Porta, & fineftre del t^io di Vefh a Tiùo- „ li dmrinuite come vuol Vitr.al5.del4.ma :,, fecondo io Scamozzi nonèintefada mol „ rilaverà ragione di tale diminutione • la. „ quale /ìfaceua, perche gl'in tercoionnif e^ « rane «retti talmente , che «andò il fron- „ cedei tempio fi vedeuafojo, chQiì diden. 5, irò delie piialirate.con il di fuori dtWc due 5, coionnedimezo, comeaccemu Vftru.al 5, 2. dei;?. Si: perciò diminuiuano le porte , „ per accompagnare ladiminutione delie co 35 Jonne. 61 fji I Porca Dorica antica a Spoleto Città. j^.i , Portaanticaalquanto Lcentiofapreiroa Fu Porta antica Dorica, aHifpellè cerradi Ro. ma. g j ^ ^ Porta della Città dee hauere anco la porta dei foccorfo.ò porticella. , jp t é Porta perferuigiodi loggia, ambu-Iatione di iopra, commoda alla difefa ,e batteria, & per riparare il terreno d'vn mòte, ijo 1 16 Porta antica d'opera Tofcana.c rulhca era gia-.m campo delia militia Traiana in Ro. ma. ^> *^ Po"^.poj'" defcr.da Vitr.al 6Ad 4 mollo aiJijciie da mtédereiiecójoil Serl.i4,i.t.it O L A. Porta Ionica di V-tru.defcrtttidaf Serlio fé. condola iuj opinione. j^^ t, T Porta principale della cafa debbeefleri^ lemprc in n'.ezoiafacciata. 165 f^ f Poi taaiiti.a d'opera Corinthiaa Paleltina mzancatadi lotto, ectifopra con cartelle pendenti. tix^.i Porta antica Corinthia, a Spoleti con carrei- ie,e cornici doppie. ^^i t r Porta Toicana ,e Ruiiicaalla cafa del Reué- rendiir. Cardinale DonHippoiito d'Efie m Roma. vedi nel 6.iib. ^ f.j. Porta di RuUico delicato,vedi n€l6.iib.j.£;'toni con le mani , -ci genitali tagliaci nefroneradi Simandio, fignificauaijoei- ier ftati d'animo vile,&^di corpo debile. 123-^7 1- " • 5 -prencipe buono^ «ome open con gli auari j affine che rinouino le cale loro. i56,i8 f.prencipi fanno diligen ria. cheperho^orc- ^olezza fifabrichuio bene lecafedella.^ <;ittà 156.10 primi gtadine'theatri fìano perle donne più nobili. . ^ ^ 4J.M9 m f rimi capi de'Chriftiam.chedouerianocer xare di mantenere la concordia fi-a di loro, fono quelli, che mucnono,e fufcitano o- oni giorno nuoue guerre. «84 Prop leo edificato in Menfì da Miris Rèdi Egitto. 124.f.2I Propofitionc diagonia;, qual fìa fecomio il Serlio. ^ J5.f-'° f PropoHa (Tvna tatiola fìretta tare vna por ticella larga: fecondo lo Scamozzi ella nò r, riefcein<5ueao,ciiele bafi de'criangoli, 5, cb'auan2anoda'trapczi) fcaleni fono fola „ menie«ncieio.e quattro quio ti, talcht_>5 , giunto a piedi 3- fa foio piedi j.oncie 10. ' £ quattro qtiinti,& non piedi 4 come vor- ^ rebbe: ma l'aree fono ambcuuepiedi 30. ,, & l'vkima noi) crefce.comemolira Pietro „ Catancoalla30.de! 7.1ibro,Iarcprenfìone „ del quale è fuori di propofìto, 6c^^ perciè „ è degno di maggior biafmodcl Serlio, f Profontioneforclla della ignoran2a,halor zanella moltitudmedi quelli, c,i)c non in- tendono ,& i fauij fono opprefì , e tenuti inpocalhma. iS9-t-46 J>rolpetiiua arie fottik,& difficile a fcriuerfi. 18 f? O I. A. € Prolpettiua non farebbefenza la Geome- tria: Vedi la Profpettiua dello Scamozzi. "iB.f.ii ^, . ^ profpettiua dal Serlio tenuta quella, cne „ viiru. chiama Scenographia ; fecondo Io ,, SCwmoZi^i quellaèfpeciedi difpofìtione; „ vedi alla voce Scenographia , & della pro- „ Ipectiua vedi Vitru.al2.del 6.Si. al j del 7, „ doue intende apertamente- 18 f.17 f Profpettiua fecóao il Serlio.confìfte in tre linee principali, cioè linea piana, linea ai punto, & linea diflaniiale iS.f.rp ^ Profpettiua neceilariaall'Architetto.tg.MS ^ Profpettiua nelle cofe angolari.fe perdc_^ dal canto della veduta, crefce poi dall'ai- trodi fuori. itf.t.s cProlp?ciiuedell€ fcene di rilieuo fono di- aerleda quelle dipinte fuperficialmente: vedila profpecctua del Scamozz. 44.f.i8 4fProfpeiti uè dipinte in Giìpo all'entrate del- ie cifefanno apparenza ,che fianopiùlun ghe di condo lo Scamozz! fé non di qualità, al- a, men ai numero,concorrono con quelle di j, Roma , & pur vi fono molte ve/ligie de* „ tempi; . e fepojxure di fini/limi marmi . lo^it.r f Regola dicollocarc vn piano in i/corcioife O LA AJ „ condo io Scamozn qtief!a è buonare^oi „ la, tutto che il Serfio non conofcendoià fi ,r app'gliaflepaialla fegucr.te,vtaquale eful " ^* 1 0 ti r ^ Regola di collocare altramente vn quadra» „ to in ifcorcio : auertilce lo Sc3mozzi,che „ querto modocfal/i/fimo, perche la diflart j, za non fi dee intendere all'angolo G.màal ,, l'angolo F.& perciò è errato^tutto quello „ che fcgue nell'opera con aueUa redola 15^.5.13 ' = * , Regula , ò via del piano , è la ipin breue per porre lecofe in profpettiua. 50 t < ^ Regula generale dd Serlio in diminuirVle ;, cele fupi-r; ori la quarta parte dalle ìnk^ ;, rior}. fecondo lo Scamozzi queltofcriua „ yitruuio,al r. & aly.del ?.nei portico del! ,r foro, nella lUfiiica , & nellafVonte della „ icena; manonèmolto da imitare, perche „ lapparti. fuperioii vengono molto diminuì', „ te,.&gl'IntercoiofinI;■larghiJvediaIlavo- J, ce, ordini del Settizonio. iii.t.jo, Regola di fare il frontefpicio dirieto.e curijo.^ Regole d'Architstrura del Serlio feri ttepeo glieleuati,&n;cdiocrii{igegai. jzd.fct Regole diuerlede! Serlio per collocare co- ,^ lonne fopra colonne .-fecondo lo Scarno? « zilamigliorc,& approbnta dalla ragione j, è, chela fommità della prima colonna /il „ piedealh /cconda & cosi andar procedeii „ do :quafilele cclonnefuffcro farce l' vna ,r dietro all'altra d'vn diritto albero. I87.f.34 ■ ■ ■ . ; . f- Remena to,in tendi frontefpicio .che notti, arnua alla portione dei meza arco ► 78-ip f Riqnadrature, cherompenol'architranè , .r e fregio, vfate anco, da gli annchi,mafs- „ condo lo Scamozzi i buoni leJecero fo, „ pra alle colonne, come al tempio di Gio- „ "e Tonante, quello viene tenuto d'alcuni ,r djlla Concordia, qc-eljod; Faultina,-Sc al ,> foro ur Neruaj cosìFi;ori di Roma iti mol „ ti edificijpcr mctteriicrittionj. % Rifalimenti delle cornici noalUnnofenin pre bene , ma bemffimodouc lono fianchi colonne. nS.f.ijt ^ Rifàlti fono vitiofi fopra vna colonna ùlx „ perche gli ornamenti dalle bamiefecon- ., do il Serlio relfanofenza cofaalcuna ab- ., bandonati, fecondo lo Scamozzi accetto „ all'ordine Dorico, perii triglifi e metope. , , il pofix)no fare , con l'cficmpio di unti ar- „ chiantichi,hauendoui la contra colonna, „ perche gli ornamenti dalie bande perla- gione T A V ;•: -«fòne fono fofler.uTe dalle mura,& perciò „ Spilo in effe mettere ancor le cornici fen- za colonne focto. iSyi.io Rifalci fopra alle colonne neceffane quando vi fonolemeze colonne e piane alle bande,' - vedi nel ^l'b. ^^ f.9 « Rìfalto dell'ornamento fopra alle colon- • -neiattodal gocciolatoio in giù. in *^n,i ■ - facciata a coìonnequactre. 128. r. «4 f Ritonda tanto aita dal pauimento alla lu- , ce, quanto la fua larghezza intcriore, e ", perciò dal Scamoz^i riputata aliai nana, e ^j bafTa, effendo di opera Coriinhia.^. • Tof.io , , , f Rifonda con la Um forma renne r.onlo.o a Ve (kffagratia mirabile, ma venallà e gran '■ <\t7ii a pli huomirji , che vi fono dentro. ' fo.f.19. . . . «.iiii,che nati da fontaneviue vanno irrrgaii do diucrfe praterie, e fi riducono in «^-no fìagna copiofo di pefci di tutte ie forti. • io8.i4 «•Romani impararono da'Greci Ilveroedt- „ ficare , ma alcuni di loro diuennero licen- „ riofi; fecondo lo Scamozzi la buona ar- \, chi tettura fu nell'vltimo della Republica, i, & nel tempo de i buoni impera,prima non •„ vi era il fapere,& poi crebbe tanto il vi tio, „ che otturò la ftrada allaragione,& hoggi „ dìpergliiraperiti.pur hora leuati dalle ar i ti manuali, lì fanno le cofelicentiofemol „ topiù delle antiche. dp.t.n ^Romani come dominatori del mondo, & maffime de Dorici , Ionici , Si Corinti:!] , popoli Greci volfero metterli fotro l'ope raloro nel Colifeo , opinione deiSerlio. HomaniVaceuanogran cofe,& in diaerfe for me. 87.M C Roman i per la grandezza deiranimo cerca ro«o di far coYe maranigliofein fegnod potenza, in tutte l'attion loro. SS.t.i f Romani fi dilettauano molto del.'ordine , Coi-inthio, ex quedo lo Scamozzi auerti „ fce.che non fprezzarono.come dice di fo- ., pra ;1 Serlio,1e altre nation-'.mapofero l'or 5, dine compoiìto fuperiore a gli altri, come „ fuo, &più ornato de gli altri, & ofliTuato 5, nella maggior parte de gli archi trionfali. Rombo è vna fìgura.che e equilatera^ma non rettangula. }-t. 17 Rubino colore, come s'imiti per ornare le Scene. 48.f-i2 ^ Runico mefcolato con gli ordini delica- ti , èopcta di natura inferirà con ope- P.15.C-Ì O L A. ra d'artefice. Rullico opera di b02ZÌ colmi. S C Q Abbia groda ,& Gbiasàmfnutapolia „ O nel fondo delle coni'eriie.ptr tenere pLi ,. rificace.e chiare l'acquejlo Scamozzi auer „ tifce,cheleconlerue,che fono al fcoperte, „ &percofìe dal Sole fìano molto più pro- ,, fondedeile altre.perche nel tempo deila_j» Hate il caldo penetra inolto,&: fcalda l'ac r. que,comeinteruiene arurtequeile,che_^ „ fono nelle piazze ò campi di Veneria,5<^ „ perciò i poueri non hanno uè molte, né „ buone acque. 160.12 Sala di mezo circolo per vfodelvernoitonu " molto bene , perche il Sole girando entra fempieda qu'alche parte. L-y-jS-ti Sala copiofa di lumi può feruire per loggia,, ii8,>> ^ . . • * Saie per grandi,che!ntrouino,non Ione ca paci per ì-archeatri. 48.1^1? Sale d'intorniate da lianze fono molto ire- fchenel tempo della liate. i2 2,.t.8 Scaleo altre nanze,come s'allungano con 1 arte della profpettiua. ^ ^?';'J- Sale per efler gran corpi.è ragione^cne nabbi no ancora maggiori altezze delle lUnze. SaÌe°Ìunghe all'vfo à:\ Francia per paf'eggia re. 2°''^/ Salettaintefa dal Serlio quando è lungha cui oue di tre parti della iarghezza^ne minor delle cam.ere. 1^8.26 Salotto intelo dal Serlio^quandolalunghcz zanon palTila metàp'ii della lu.-. larghez- za. * Ì48.i^ «■Salotto ottagono per eflercitare lemufi- che.volratodi mattoni , che non tengon© puntodi hwmidità. ii8.i6 «TsaperedeH'huomoper poco, che fìa.e mv- glioefercitato 3 che marcito fciìzairuttO;, f Saffi della piramide d:\ Menlì condotti del- l'Ara'oia , & poli! in opera con gli argini . Satire antiche moftrauano gli huomini vi- riolì,mal v.uenri. 47.f.j Satirica riprenoeA' morde coIoro,Ghe v'ua no iicentiofamcnte. 47'f.r Scafie nelle grolTezze de' muri,per porre i Jec ti alì'vlo^Franccfe. 2.^ Scala.cheafcendeda quattro parti, &poUa in profpettiua. 39. t. a Scala ritonda, molto bella nel cortile magr . gi ore del Papa. iiS.t.s. Scaia a lumaca vota di Bramate,, circondata da T A V 5, lo Scamo?2i,quenacvocecheferueapiù „ cofc . vedi Vitru.al^. del j.al7.dely. & 3, all'i i.tiel é. 189 t 23 ^ Simetria lecondo il Serli'o , vuol dire corru j, ipondenza prcpor donata , qiieUaè voce Greca Fatra Latini, i^' lecondo Io Scamo^- „ zi vuol dire vn conucniente conleiifo de' 3, membri dell'opera , &:vn rifpciidinicnto „ delle parti feparate arata portione di que.L .„ lodi tutralafonnad-lJa rigura.vedi \'itr » ali del. I. i»9 t.7 Sotto bafj,ò zoccolo pofloforto le baie per inalzare ìe coloniie dell'arco di CoJlar.ti. JOó.f.s no,cola da iiiiitjiealie vohc. Sotto bzCi , o zoccolo per inalzarle colonne dell'arco u'Ancona. 108 t 7 Sotto bafa ,0 zoccolo forco i piedi/lall: dtiv arco di Pola. 'lo.r.f fSotro archi fatti da BaldcHare Sanefe,a'pn mi archi della loggia in palazzo papale llf?.t 9 r r • Sotto b. la, o zoccoli fopra le cornici, per al- 2ari;,e far p;i\ bella vcdu ca alle opere 15? f.20 • Sotto jirchf fatti perriparare alctiniarchf , chcriiiiMtMiioin Bologna. jjg-,,' Smeraldo come s'imiti ilfuo colore ^er or Dare le Scene. 4Sfto Spaciofupericre del theatro feriie per la pie- be. ^ «rSpallathra fatta alle fineflre nella pat^e^d^i deatro , e di fopra , perabbafiare i meza- ti. Spati; nominati dal Ferlio, intendi p'erAil- „ ihopefccondo Vitr.&glialtri^ndl'ordin- ^, Donco. 140 t 8 t Specilla edificiogrande fopra il monte , per „ «lederci giuochi naiali ndl'Adicc,così j, tenuta dal Sarain.i. g, ^ g Sporti , o aggetti per li corpi Comiciati^/f 'le- gnano nJla pianta reale nonalmente: ma inikorc'o mancano , e credono, fecondo le veotite. -^ j. f Sporti p;-,>portionat: alle cornici pJeliano commoditàdi tranntarcdifopra,c\' copri- re di iotto,ro(dccoro,perche l'opera indi Iianza parerà piiì^iranac. liC r 1 1 Sporco della cornice Tokana Quanto laiua 2!tez/j,q(,eifal«puragollageneraleatuc te le cornici. o Stalla ammezara per riporre il fiero. lUxl f Scade: i,po;ior,o Tur lotf.rranee , facendo ìc ica.e commoiie : ma fecondo lo Sca- " "'^V^' ^:'/0o"a i?>.ardjrridali'huinidita c^- da freodo.pcrciie.iaiiallo hall craneo dcicc-ucllomoico fottils , f^-peiciò non OLA. può fofferire né l'vnOinè l'alno. J5c 54 Stanza commoda con letto da padroni, ca- merini,& lopraletco con le fue /cale. 241. t^ Sta:;ze per natiie,erilieui, habbiano il lume luper:orc,come la Ri tonda. 5o.f 14. Stanze iotcerranee in voi'ro. ^^ «• Stanz- per la famiglia fopra Je flanze de'pa- droni. T6 30 Stanze ripofle , & con poca luce fono buo- nepcrlaifate,6^_^perdife/ade'venti. 148.14 f Stanze dinengono melanconiche , & i cor- tili olcuri,quando fono incorniate da muri molto ahi. 234 k Statua di Nenia Traiano fopra il fuo arco,3 cauallo in gefio minacciante verfo i popo- i)t3tuedi bronzo.^ di marmo dopo la mor- tedi Nerone meffc nel tempio della Pa- ■ Statue dd Teuere.&r del Nilo truuatea mou! te cauallo, fono nel giardinetto di Bdue- dete. g . Statue ncilafommiià dell'arco di CoUant'i- no, in fcgno de'pngioHÌ trionfati. io6.f.y ^ Statue Famofe dì Laocoonte, Apolline, Te- uere.ClLopjtra, Venere, Hercole, & mol- „ te altre m BcJuedere: fecondo lo Scarno/. ,. ZI queUe ionole più belle Ifatuedi Ro- ,f'- ,.,, 118. r.9 f Statue grandiflimedi marmo nella fepol- tura di SiinanJio, faaedaiMenonfculto- Scatue molte nella opera di Simandio. 124 f.43 f Statue donate in premio di Virtù, appref?b gii antichi dinorauanola nobiltà di quella statue di Laocoonte, Teuere Nilo, & Cleo- patra, di pronto a Fontanabjco .palazzo regale in Francia. ' ^5.,^ btrade fra 1 gradi da federe nei theacn, per tran fu j re. 4. [ ^^ 1^ Strie, o canali della colonna Dorica f^a no ^mtiquattro , f!^- canati di femicircoio. Vitr. 315. del 4. nell'ordine Dorico vuole „ che/ianoxx, iyi.f.i Stromenti per il fabricare,non erano fiati ri. n-ouati al tempo di Chemcre Re d'fitiuo. iM-t.7 ■ ^ Stromenti muflcali s'afTordifcono nerl'hu miduà , &' fi fendono dal violente calore <'£i viuo fuoco. 2227 ^ Studiofi ddJe auotomie intendono me- giio T A V ^ 5lior3rte,chequeni,che fivaglionofolo • aeirelleriorc,così i prolpettuii,che s affa ticano per via delle linee occulte in tendo- no meglio de gli altri. I5.t.9 Studioli di Vicruuio negano alcune opinioni delle cole anticli&adelettione del Serlio. Stidiofinoueìlo nella profpeaiua durareh be fatica n.-r.jcoredc'corpi. i9.r-5» * Suddito non è lecito,che pigli per (uà i at ma delfiio Signore. '9?-mi Sueltezza nelle colonne Doriche appoggia^ te a*5nuri,non difdicehauendorilpettoal raniiche.infr.r.iUug-ctco. '«5-t-^ f Saoio,o pulpito del pfolccnio fii a liuello dell'occhio. ^^ . ,4?.Mo Suolo dinanzi alla Scena fi faccia alquanto pendente, ^ , . 44 -n Suola dinanzi alla Scena dà ben piano. <, forte pi-r le moreiche. 4-!.r.2j » S-JT>ercigli. oarcliitraui di pietra nonpoi- 'fono reliftere al gran pelo quando fono polli in eranitmghezn. T^r-t.t «Sunercisiio , intendi (opra limitare delle ^ porceA'OcevUtadaVitr. So.jf Superficie è quella , che iolameiite ha Inn- ghe^za^e larghezza. S-r-'5 Superficie piana curuilmea binangula. ^i-i «Superficie quadrata contiene niagg:or ipa : ciò del quadrilungo; da queUo auertilce /, loScamoz2Ì,chefra tutte le forme la qua- „ drata torna di minore fpefa nc!Ie fabr|che ,. piùchcquaraltra. ^Z'» Superfìcie quadrilunga contiene meno Ipa- cio,& maggior circonferenza del quadra- to.' V'^ C Superflui fono nell'architettura, riqaadra- ,, iure,cartocci,*^olute,enmili,&iicon. „ dannanoconladottrmadiVitruuio,a!5. ,, del 7. fecondo lo Scamozzinonfidee U- !, recofa , chenon habbi in fé , eragione, -, cconformità con la naturala quale non ,, genera cofafupeiflua, ne manca nelle co. „ feneceffarie. quelli raliabuiift conofco- ' no wianifellamente effer da tuggire , poi- che in tanto temp«non hanno nceuuto ;, tegolaalcuna, anzi quello, che piacque „ giàpoco,horafpiace,&ta naufca. '^■edi „nció.lib. ^-^'Ji CrT^A"l!,oinca(Iriacoda di Rondine, o 1 di Gaza s'vfino per ficcare l'inuclti- turc di pietre fine. i88.t.a7 ^ Tauola della bafa ùell'arco di Verona con O L A, „ uertitainfgucci'o.Sr congiunta conia et. mafadelpiedertallo: fecondo lo Scamoz- " zi fifa per dar maggior fortezz a a'fuperio Il ri membri della ciraafa ; il cheriefce con molragratia^ & decoro dell'vno, 6.:dei- v', l'altro, 6;^_, ofìeroato da gli Antichi. ili. 1.7 . . e" Tauola fotto rarchittauede'camini , per ' laflare la forma msggiorejefchifare il no- cumento del fuoco. 68.6 «fTauole, o zoccoli di tutte le baie fiano d'vn ■■'uadro perfetio,ma quella dell'ordì ]] ne Folcano farà tonda < fecondo lo Sca-? ,', nK>zzi quefto è pollo in vfo farfi permo- Ikarema-igioi^fodesza ,maanoIiri tem- " pi corna molto bene per le fabriche all' vfo " dì villa, che n fanno di quello ordine,per- 'l che i carri, 6c gli altri ftromenti nonpof- " fono frangere efie tauolc,come fefulfero Quadre. izj.t.ia f Telari con tele s'adoprano per fare i cafg, menti dellcScene: fecondo lo Scaraozzi le Scene de importanza loda, che fiano " fatte di legnami , come egli ha ordinato ',' laScenadeilaAcademiadi Vicenza, & a Sabionetta. _ . 44-t.T e Tegole fora te,& inchiodate foprat legna- miVr cielo del le Sale, vfo della Germa. nia,e della Francia. i^j-<5 ff Tempi) de gli antichi haueuano foio un ordinedicolonne.colfroncelpicio, erano " lecondoloScamozzidi tanta marauiglio " fa grandezza , che hoggidì ci vuole due \[ ordini a fare tanta altezza,^ quelli più di " quelli i-endeuanomaelia. lyo.r.z. ff Tempi) facri quanto più fono alti da ter;a, tanto pili riceuonomaellà. i75«f't Tempi) antichi erano dVn corpo folo. j Ten-.pii moderni per lo più fi ranno in tre naui. i7J.f.4 Tempii piccioli vogliono efi"er più alti de* PraiidijCioè a proportione loro. io6.i.6 Tempi) bislunghi in croce fono moderna- mente fatti per tutto ilchaUianeffmo. Tempi)" moderni uella Francia ricchifitlma- mente fatti in cinque naui , fra quali fe- " condo lo Scamozz i è quella di noltra Da- r, madiParigi,& altri. ^ iiy.f.J Tempi pafl'ati da gli antichi in qua, s abban- donò l'Architettura. it^-S Tempietto a otto faccie di pietra cotta tuo. ri di Roma. . ^^-^-ì Tempietto quadro di pietra cotta , hiordi l Tem- T A sr Tcwptcrro a fcifaccie di' pietra cotta, fuori i1( Roma. ój.f.i Tempietto quadro a croce di pietra cotta , ftjor/ di Ronij. 6j,r. j Ticmpivrto Dorico a San Pietro fiiontono, opera di Bramanre. ò/.r.i Tcnipiodi Bacco molto antico ^'baìinre- fo fuori di Roma, Se hora.dcdicato a San- raAgntfe. ji.t.g f Tcmpiodella Pace Iodato da Plinio, or- nato di Sculture, &operedi liucco. 58.f.7 Tempio della pietà apprefTo il carcere Tul- liai-.oA'il Thiearro di Marcdlo,di treuer- tino coperto di Ihicco. 59 r.4 Tenìpio di Ve/fa ri tondo a Tiuoli , fopraib al fiume Aniene.o Teueronte. 6o.f i Tempio di Ve(tapoUofopra vabafamauo. óo.t.j Tempio quadrilungoa Tiuoli, con il fronte^ fpicio dinanz ,0 di dietro. é^.f.i f Tempio dei Sole a monte Cauallo: fecon- „ do loScan7022i fatto da Aureliano fmp.. s, non conolciute le lue veJtig;e ihì Serlio, „ vedi Publio piciore nella lettima regione, j, 5:altriauttorj deJl'antichuà di Roma_^. S6 t. f Teujpioin forma di croce. zm.t.i f Tempio tondo : fecondo Io .^Icamozzi iì fa- „ ceuaa Velia , & al Sole n'ordine Gonn- „ thio,&: non d'opera Tofcjna,coine vuole 3, l'auitore. vedi Vitru.al 2. del 4.vedi nel^, " ''^ro- 4.f.i2. Tende meHe foprafhnti a i terrazzi , perle- uargli li caldo del Sole.. 201.22 TcrmmijO lfatue,appoggjare in luogodico. ltnne,ndfecondoordine dell'arco late, ritto di Verona. ii6-.t.i4 f Tenta tione ad ogni vno, ma più a'religiofì penetra per ogni picciola pane. 86,2 j f Terazzi {"coperti lìano-ben coinmefH, ben cimentati, & ben peiìdenri. ni.fif ?craz2i (opra le prime loggie , intorno alle corti della cafa, per dar maggior lume a tutte le fue parti inreriori. (Cq.j Terrazzo fopra il portico d'vn tempio, fìa al- quanto pe.i ien te in fuori. 2 1 S. t.9. Terrazzo fcopcrto fopra vna logqia.percom- modita d'affaccinr/j a veder flìor-. 5652 f Terrazzo fcoperto per fopra portico. /?a tan topendente,chep oggu alcuna non fi oof la fermare. 108 16 Terrazzo , oiaftricato fcoperto fatto per dar JiJme,& accompagnare il partimento della cafa. j T Teireno de i monti , riparato da Raffadlo O^ L A. d'Vrbino a monte Mario, con fperoni, Sr archidinuira. 131. fi Terzi gradi nei theatri, /lanoperi men no- ^il'. 43. js f Teitaj^randiflimadi pierra \-h\3, ,. appteào la piramide del Cairo. 9;.r.4 Telfe di Leoni a porre di Città , con le boc- che, & gli occhi forati, per feruirfene per gli archibugieri. ^^ ,7 Telhidine ,0 volta a meza bone ad vn tem- pio-. . lì4.My f Tetti di Francia fi coftumano molto aciui, „ &r altri :fecondo lo Scamozzi que/lo è piiV „ tofto yfo abufato della qualità delle tego „ line piane che per nfpettode'gran venti „ perche in Lorena i tetti fonomoltopiani, ,, e pcrònonpiouono. 24.0 Tetti di Francia tanto alti, che vi vanno due,, otrelolarijfraeni. 81.4. 1 Theatro, e Scena grande , & magnifica, or- dinata dal Serlio in cà Porto in Vicenza. 47.t.3é f Theatro , e Scena di legname , fatta in ci. Porto a Vicen2a.Iamaggiore,chefìa fatta perretàpa/fata.-manoilèperò da parago- ,, nare a quella de hoggidr della Acadcmia „ Olimpica ordinata dalloScaniozz;.44.f.j,f, The^itrcdi Marceliofattod'Auguitoai.ome. del iuo nipote. 6^.1.1 Theatro di Pola Città di Dalmana rella hog, gidi ancora, gran parte, in piedi. 71 t.i f Theatro di Pola fu mifurato da vn niiglior „ difegnatore, che intendente, di mifure .. ., &di ^liì fi conoke che il Strlio hebbc.^ „ d'altrui gran parce dell'antichità rcomefi^ „ dice,chehebbeanco]efattiche di Baldat „ fare da Siena, vedi Giorio Vafari neJlavf- „ radi BaldafTare. 7z.t.i6> Theatro /opra il monte di Verona,anco ho^«- gidì appaiono iuoi velligr^ 83.r.ji. f TheoricalÉB-nell'Huelletto, & la pratica. „ confi'lenella mano, da quello h conofcc „ quanto /Tapiù degnala Theorica, della „ pratica. i7.f27 Therme Antonianc meglio intefe, di qual al- „ tre fi veggar-o in Roma j vedi lacoiogra.. j, phia delio Scamozzi, & comprenderai tut „ te le parti d: e/Te. yo.t.r Tlierme di Tito fono minori fra tutte le Thér: me,che fi veggano iioggidì in Roma, pi.t.i f Therme erano fatte principalmente per F ,> bagni, oltre diuerfì ginocchi : quello edi- „ ficio fu tolto dall' vfotle'Greci. 90.1.1^ f Thermediodetiane fono vn richilTmio èdi iìcio,- T A V .;, fidorvedilacorographia.di effe thermc_^ „ fatta dallo ScamozzJ,- & vedcraicomce- .,, rano anticamente. 9^A'.6 Therme Diocletlane con apparramentigran diffiini,di vane torme, ricchi oriiamenci.S: qrandi{F(mo numero di colonne fanno te- liimonio della grandeiza loro. 941.1 ^Tlicrme Diocletianelecondo il Serlio iian y, no la n inor p;a77a dinanzi jinaitcondo „ io Scamozzi cHaè molto ma.^giore dcjle ,,, altre d2'f!anchij& di dietro e quclio fu er- .,, rore del Scriio. vedi la fua Corographia : ^, con tutte le mifure. 5'4-t.4 ^Timpano, intendi quello fpacio piano, il -,, quale è (bete le conùGi del fioniiipicio.ve .„ di Vitr.al j.ticl^. _ 78.19 Ton(lino,&:cirnbia fotte i capitclli-pfonopar ti della cojonna. 127.1.1-5 Torci per iltuminaregli apparati fieno pen- denti verfo la Scena, per nonabbagliarc gli occhi a i fpetratori. 48 £51 Torricino rondo con più bocche d'artiglia^. rie, fatto hcI caiialicreiopra la porta della Ciità. SS. 18 Torricino d'orrofaccie (opra ilca-ualierodel Ja porta, con le lue cannoniere. 90.10 Torricino trianguhire lopra vn caiial 94.19 Tolcani moderni vlano afìai l'opera mitica con l'ordine loro tofcano. ii-ó t.Ji 2rmj, o altre pietre, fiano pre- parate tutte a principio deiropcra_j. Via di fare vn corpo foJido in rotonditi , & in proipettiua. ^J-f-- Via del portello d'Alberto Dtjrero,cheierue ,, a traporrare in Prolpettiuariecondc loSca „ mozzi qnelta^ altre vie fìniiJi fono nwJ- „ to imitiii , e meglio a cauar le forme dal 3, proprio rilieuo .. e metterle bene in prati- >, ca. ^3.ii} f Via della propria forma, buonilTinia.ó^^^_^ 3> ficura per traportare in Proipertina : di' :,, qiie(lo>&: d'oyn'altro modo^vedi la pro- M /pettina dello Scamozzi. 47. f.» Via del piano eletta dal Serlio, perla più fa- cile a tiaportare in Pro/petina. 47.f. if ^Vicenza Città molto ricca, & pompo/ì Al- ma fra l'altre d'Italia. 44.f j 4 f Vini fi metteranno Sotterranei, ara ièttcn- „ irioncj feconda lo Scamozzi il lume di ict j, tentrione non riceue nmtationc , com(;Lj ., quello di leuante, raezo giorno ,&occi- „ dente, ficTaere è piùfrci'co. Vedi Vitriu ,r uio a! 4' del k & al .9. del 6. 8c l'Alberti .,_al 17. del 5. &:g!i Agricoltori. iz^.ó V'H! fi ripongono nelle cantine di Francia^o per vna porta Torto vna iìnellr3,oueroper vna rebaJta nell'entrata della cafa.igo.ji Viottolo in vna cafadikgnatadalSerliojin tendi andito per tran fi tare. xja /-> ^Vitrnuio riltorato da Mon/ìgnor Daniel Barbaro, con vtili commenti. z.fia ^Vittriiuio vuole lafcena fatirica ornata d'- 3lberi,raflri,col!i,m.ontagne,herbe, fiori, & j> fontane. Vedi ineffo t generi ^i tutte tre le fcene airs.dclj. 47. fy f Vittruuio confefTahauer imparato da huo mini intenoenti, leggendo, &:*"\eQendo 3, l'opere a'altri : cosi dobbiamofar noi ve ,» di ciò al proemio del 7.1ibro. $9.1.^1 Vitruuio /ìpuòtenir Icorrettoneldelcriue- re l'altezza del capi tcUoCorinthio . io8.t.j4 f Vicrauio Pollione Prencipe de gli arch iter „ ti antichi fallameate tenuto architetto de I» l'arco di Verona. H2.f4 Vitruuio viris Liuij.vcl Lucij libertisCerdo, „ tervuto,ma£iIfaracnte per Vitruuio Pol- •>.^'^^ in.f.it Yiuumo tracia dcU^opera Dorica alj. cJcI OLA. quarto. t^^S.^ ^ Vitruuio prefuppoiTe,che glr/tucìiofìdei liioi fcritti fiaiia iuftruiti nelle fcienze Ma, thematice. ijg.fj^ % Vitruuio dilbibuifce l'ordine Dorico'in.^ „ parti} & ogni vna chiama modiilo,&Gr« ,. caiMeate tmbatLi. vedtal terza del qtiar* Vitruuio fa mcntioned'vn folmodo di por* ,, ta Dorica i vedi al fello del quarto. 14 y.t.i f Vitruuio fecondo il Serlio difficile da capi renella difcrettione della voluta Ionica : ,y vedersi nei libri d'Architettura dello Sca „ moz^l la veralettione, & facilità di far r, tutto il capitello: come nel rimanente di ,> turtelefàcomedi quella profcffione, e fe- „ condo noi la breuiràdi quello Autore ha » iiato materia di lludiare a mcdii dotti/fimi „ intelletti. tl^.^z to:iecondo lo Scamozzi e^^ii feri/Tele,^ » parti generali deirArchitetrura, & toccò „ certi particolari,pcrche a fuo tempo erano ,i molti Auttori app.elfo a Greci,fi come T „ \l'o di cfla appre.'fo Romani, e perciò pre- fuppontido checo4i rvnu,& con gliakn\ ,.. chi haue/Tegiudicio /ì fapelR-accommodifc „ rciecondo l'occafìonii lediuerfità delle j, quali nonilannofottoimedefimi rerminj „ *^n'hora, come l'ai tra. iSj.f.S f Vitruuio no 1 ragiona per auifo del Serlio in alcun luogo .lell'opera Compofita; e pure fecondo Io Scamozzi, e[j!i ragionò „ della varietà dei capitelli doppòil Corin thio . vedi al prtn>o del quarto. 185 f. tQ, «f Vitru. fecondo l'Autore non puoteantiue ,„ dere tutti gli accidenti ; ma a parere dello „ Scamozzi egli diedri la via e norma di no« ,» cafcareingràJ'errori VedineU. Iib.7.f4t ^ Voci^dtuerie ,che paiono- difcordi ,con la bell'arte del mufico,fannoqbie!la orata ac monia,a!i'c>recchic de gli ìkol'.au.teS.z^ Volta in vn quadrilungo,!? puòLre a botte» a conca, ouero a fchisfo. 1 li.n Volta di legname per luoghi gr3«di,& da or narecon in tagli, e pitture. 19^.1$ Volte de'tempi; fipoffono ornare di sfondi, & altri conipartiiueini. 204#.z8 f Volte fecondo il Scrlio fìpoflbno fare di le gnami,& poi smaltarle di geflb, e coprir- le vltimamentedi buona calcina per dipia „ gcrle,dallo Scamozzi fono 11 a te introdotto w ievoltedipietrecotjc in piglio e così fon© Icg- T A V ;; leggieri e durabile. ^ 98.ij f Voi te di legname durano gran tepo.98.j4 e Volte di canna fmaltate di geffo.invnaca fadiPefaro, fecondo il Serliohauerfatto refilten2a al fuoco, più della pietra viua, cofache fecondo !o Scamozzi conrradice " alla ragione, perche per efperienza,ft ve- " d" che il legname, e cofa molto conjbuUi- " bile. . 98; 17 f Volte d'alcune ftanzedel Serliom Parig?, orditi di legnami , & coperte di gclfo.dii- ro,&: forte dopo diigencoanni. 9B 75 •"Volte ordite di legnami onero dicanne,& guardate dalla pioggia durano lungamcn. re. 9^-4^ Volceacatino,oa cupola fi fano doue nefce grand'altezza perii volti. i76.f.8 evolti di loggiel^ debbono fare di materia legoiera , o mattoni, ouero d\ pomici : fc- „ condo lo Scamozzi le pomici furono vfa- te molto dagli Antichi come hosgidì fi ", vedono in Roniale'^oke delle Thenne OLA, „ Antoniane. .t.i9 Vfo moderno è fecondo il Serlio di far fuo- „ co nelle f ale, & nelle camere : ma fecondo *, Io Scamozzi quelio è vfo antico,chi con- fiderà bene quello, che dice Viiruuio al ^, "del 7. ^i^-f'^ Z ZAfiro, o color celeftc come s'imiti per or narclefceae. S*'f-^* Jlfine dell' Indice, DISCORSO DI M. GIO. DOMENICO Scanioz.z.i Vicentino. ht&rno alle partì dell' architettura ; quelU cofe che fono più neceffarìe a fapere g^^ architetti 5 ciò che fi aletta a Tadroni , e debbono ojfcruare t mae^n ferfabricar bene ; le parti che ricercano hauere lefabrichey e l'ornamento j e le commodità che apportano» 'Architettura per la dillinitione fatta da Vitruuio èfcienza^ìa quale verfa intorno alla cognitione delle forme de gli edificij, e delle loro parti, e pa- ri mente d'ogm force di machine ,e fimiglianticofe; di mono ciie e piena dieruditionidelIepiugraui,ebellefcienze,&:art:cheverfanoiraglihuo mini. E'veramence berandezza ditanta facoltà fi può conofceie,dalluo ' proprio foP^etco.il quale ella ha per fine, che è il genere della fabrica,o la era, ofecolarco altra cheì]a,e per difenderfi dalle ingiurie de gliliuomini^dalleauerfa- tàdetemDÌ,edarci la commodità del cofi bene habitare.Ella efcienza antichiffuja:pei che quafi'a principio della creationedell'huomo incominciò a preltare tanti beneticiucc ha refoal mondo cotanta magnificenza di opere publiche, e pnuate; come tanno teoe gl'Hiltorici apprelTo gli Antichi popoli delPEgitto, della Grecia, e parimente de noltri Romanije fino koggidt rimangono le veftgi di tanti memorandi edificij.E come cola ne ccffariTflTima^che ella èalIacon(eruatione,in tati Iu«ri,fi è andata efi^ercitandohorpiuhor meno, fecondochc ha conceduto la qualità de tempi^e la riuolutione delle cole humane; mahormai la Iddiograria^perla lugapace^ellaè in gran parteriforta,pcrftudiodt molti belli ingegnijche fiorifcono nella nolìr* ltaUa;di modo che in breue fi andata nduceodo « al ruoantico f|»lcndore. Qiicfta facoltà apprefib agli Antichi fu 'efrercirau rfaperforc „ grandi ,e di ottimo ingegno j come ne fanno/ede moki icrittori . efraglialtn Vitruuio- epjrimeiuevifoiioaati Imperatori, Prencipi.efjran perfonaggi,! quali vi hanro me/io f;udio,epenfìero,ficomehoggdì «lon mancano/oggetcì nobilifllm ,chc ilaflàiicano o coj fcriuere,© con Io ereggere l'opere loro. ^ „ E/Iendo adunque tjie e tanra l'importanza di qncfta fcienza.fa bifof?no,cheJaper/on3 „ la quale fi, applica a quelli {{udij.fTadi molte bel!cq;ia!:tà ,e dell'animo^edel corpo per- „ ciocheTArchiterto dcbbeefJcredi ottimo ingegno per (indiare , e perche tutte le cole, .. fìanocoltruitemolroberedaiiìacari.cdi ma-terie p ùconfomi.&a tempi conucneuo» „ II. Sia viu.ice e prorcopcr iiìbrjccare le cole importanti , efaperJepoi far condurre a ,. fine. Si.uendopre,Dararein gran parte le materie " nanzi che fi principi; l'operaie di tempo in tempo egli polli fare i debiti pagamenti a quel " li che' lo feruonojo d'arte, od'induUria, odi qua! altra cofa , che fia : perche il danaro- " *^ieneaeflereil folleqno della fabrica. Il padrone medefimo dcbbe proporrcall'Archi- " tetto,ilquale fra tutti hauerà eletto,edatocanco,di i^olerfabricare iecondo il grado fuo. epiù'to(toalquantomeno,chemoltod'auantaggioi3cciochecrefcendola fpefanonhaj- biadadolerfì fenon di fé lie/lbjl'oiche vediamo per molti accidenti,iquali foghonooccor rere , oberare voltelehbriche di molta importanza fono condortea tine dal mede/imo Padronejlqiulele incominciò, fcco/ì rimangono imperfette, come /l vede in molti luo- ghi, e fpeciiilmente in quella nclka città di Vicenza.E pochiflìmi fono quelli Cancora che fiano i propri figliuoli, ) che però voglino feguitareil rimanente dell'operai ma più tolto incominciano ai tre fabriche,e tanna a fìmiglianza delle catiiuematrigne,Jequalr voglio- no c^enerarevS: allenare ipropn hgliuoli,enon fi curano di lalciare perire gl'ai crui,aquali fono pur obligati per vincolo di Natura . E certo quella è cofi molto indegna de' propri; heredi,& anco di animi nobili. ^ ,• , „ Nel fondaie,eleuare,e finire gl'edifìcij, fi ricerca l'opera, e rartitìcio di moltearti come „ Muratori.Tjgl'iapietra, Maeltri di legnami, Fabri, e tanti altri ; oltre alle belle profeflioni di Scultori, Pittori,e fìmiglianti , iciìali feruono per ornare dentro, e fuori lefabriche, e Z perciò lì facciaelettionedi quelli i quali fono o più in tendenti e pM^ci nel meffierloro; , ouerochecon (fudio, efaticadefìderanodi acquiltare qualche noWe nella profefiione,e \l tutti quelli debbono principalmente ofTeruare benegli ordini dati, le mifure Jefacome,. r, & ogni altra cofa,chevienedairArchitettodiefrafabrica:poiche dal capodi G-iouenac- ^queMinerua. . / j„ r E perche è proprio de'buoni capi maefìri ifconofcere tutte le matene per vio delle ra- ti brichei Però elegino le migliori , e le più fagionare,cbe pofllno feruire alla qualità del- l'opera. Poi lauorino-efll , e facciano lauorare a buoni Maeltri con ogni amore e diligen- Zi:hauendo-fempregrandifiTmorirpettoallecofe più importanti. „ E venendo al particolare i muratori debbono olìeruare i tempi, i Iuoghi,e modi^ conue ,j neuo!i,e fi:?gire i nociui, come è non fondar mai né rutto né parte dell'edificio nc'terrcnì: „ paludofì , ocafalini : perche negli vni fi debbono fare le palificate, e ne gli altri cauar „ tanto che fi ritroui i! terremo fodo e fermo . Nellefondaraentemettino le pietre maggio- „ ri,epiù fode.le affettino con lamar.G,& l'afì^odino col nTartelIo,e murino con malte bene „ rimenate,i quadrelli in particolare fianoconueneuolmcntebagn2?!,-percheattrahonoafe y^ molto meglìale malte . Scaglino fra raezo.c rimbocchino di fiiori le mi:ra T rino a dint- „ to, & a piombo le colonne,-! p'iallri; Is muraefimiglianti cofe, facciano Archiuolti per „ fokuarei fopraliantipefiallc porte.efinelrre . Nell'inronacare, o fmaltare ofìenianoi' „ tempi cfella Frimauera doppopaJTad i venti;perche l'aria ètemperat3,non ne'rempi cai- a, di .-percioche lemahc dinengono in/ipide, e fenza neruo : ii come nel tempo deghiaci;,, 3, perla molta humidi:à effe cadono giùdal!'- mura-. -, I tagliapietra fra tutte lecoie of]eruino,comekggi inuiolabili,le facomedell'Architec n to-,eperporerle meglio conferiurt le; trafportino fopra laiìre di banda , orarne fotti le :: ry mafiime nelle opere reabV e che ^A-anno alla limgajaccioche col Jungo-adoperarlenon fi ., lorrorino coni carboni . Facciano elettfonedciic pietre nrgJiori , lequale frano lauora^- j, te,e commefTe con ogni forte diddii^enza pa{?Tbile;accio;he l'opere di molti pezzi in yna; contiBouùta lunghezza panno quafì tuc^ovno . Me t ti no- m opera lepietre in quel modo che ffauano a gra'cer^ nelU propria caua,e fé al crimente non mai però in tagliorperche pia ^ facilmeiirefonologorate,e concimate dal tempo. Vlìno ogni diiigeazu di mettergli Ar- ,,, chitraui,fopra fogjiedi porte, ofineltre, e fimi! i cofe,chcfiano falde, e buone, non feffe^ ne con peli,o-altri difectijpoiche col tempoCol tre alia bruttezza )fanno l'opere rou.nole,. Tutte le foni dipietre;em:ifììmequelle,che fonomen dure fi cuUodifcono molto , dopo- ché fono fiate lauoratejperche Itando al icoperto paufcono grandem£iuedaghiaGcij,dali lepio2gie,& anco dalle percofie. ;, Icapimaeliri di legnami ancor effl no trafgredifchinoa gl'ordini deirArchicetta-. Faccia „. no elcttione delle matterie fode,durabiliVe buone e molto benecoiiferiute,efeèpofi[ib£- ,. le non habbino.diffctti.o mancamenti. Siano lauorate con molta di/fgenza, Cii^ìnc» Oiferuino di non Jafciar bagnare le trauamente ,o inhiimidirc altro Jegnamem'alcua tcmpOjfacendoJi riporre al coperto, fuori degli ardori dc'Soii, e da'Venti impetuofi.-Per- „ che con la violenza loro fono fclT, torti,cgrandenicn te dannegia ci . Prepanno,e mectino „ infiemcii"otìci,Ie porte,fineftre,&^^_^ altre fìmilicofc, f ieepo/7ibile)a/ tempo della Pri- „ maucra,paflatoIatunade'venti, jqualipenctranomo:top;ù,cheno(]f.iil caldo, e così „ i legnami faranno afciiui e bene Hagionatirtralafciando quanto ii può il tempo del verno „ e nelle gran piog^ie.-perchc tutte le forti de legnanti fono molto aiterab.li . Fra tutte le opere di quella arteji coperiijlc trauamcnta^i So)1ici,c limiglianti cofe fono le più impor- tanti della fabrica . E pero iiiauorino.fìcommcctino, e le adattino infìemc con molta »rtecd!ligcnz3:metfcndoincompjrtmiento , & jliudloperogni *'\erlo tutte le co^'c . C finalmente non debbono tralafciare alcuna coi'j,dou<; pofla fupplire la diligenza' e l'arte loro» a » Ilfimilc fi dice dell'arre di fabrijCfealtre vénefonoche poflìnofeniire; Perche tutte le cofe che concorrono alla collruttionc della fabrica debbono cfTere di ibmma bontà e molto bene latiorate. * '„ Cofìi Pittori,! Scultori, e quelli, che Fanno ornamenti di llucchi,oa/trecofe,difpon« a, ghino tutte le onere conformi all'ordine darò dall'Architetto ; acciò fiano conuene. 3, uoli al fìto,&:a!laquaIirà dell 'opera . Enea tralafcino alcuna cura, edilii^enzarPcrdie ^ quelle belle , & honoreuoliprofeliìoni hanno quelfo In particolare ('riifterente dille fu- „ dette) che fi cf«|itanocon l'ingegno.cconl'indulirìjjeVopereioro poùonoaccrefcere ,, molto ornamenTCe belJezzaallaFabricaifenzapcròalreradonejò intereHÌ della/pela. „ Gli edificio fecondo il genere loro debbono eOtTedi forma molto gratiofa e rif iiarde- 5, uolc,e PIÙ tollo ornati ncll'vniucrfalc che nel particolare. Siano in tutto il corpose neìle „ parciloro .Ì!proportionatalunghei:z>,brghe22a,&altezza,e parimente lumino/i da tutti „ « canti. Habbmol'entrate.elefale nel mezo.e le flanzs così ade({ra,ccmea fìnillra-din>o- „ do cheaccopagnino ilnumero delle porte,e delle finc(i;e diquà,a quelledilà per darefi- „ to all'aere,e farpiù lidia vifia.Imifàdoinciòquellochefala Natura ne'corpihumani Le fabriche debbono hnuere tutte le loro commodità:come di belle entrate,corti,lopP!e fca- ledlanze,ammezaci,cucine,cantine,eripoihgli,acciòpoflinoierureperÌiiine'alqu3lefo- 3, no deitinati.Le llaze fiano a lineilo di piano^,in piano.-perche cosi rendono inaelfà, e per „ l'vnione che fanno tornano magior comodità alla famiglia . Si debbe deg-^ereil /ito con „ ueneuoleper la qualità delIafabnGa,edouefìa l'aria tnigliore.-poiche fi vetfe che cagiona 5, tati effetti ne'corpi.quafia paragone dd proprio nutrimento. Sia m ìuoqo nleuato d^al pia 3, nocommune.opti natura,oucro con arte, per rifpettoddle crelfenze^ddle acque e del- l'alzare ddie llrade. Pollali in qualche bdlaviila,e luogo ameno.non molto fuori di Itra- a, da,o nafcollo.Debba ellcr molto ben fondato.c benmurato,e più tolto in voi to;almeno „ fiano al primo pfaHO,acciò f^a ficuro da molti accidenci in tempo di pace, e di guerra.Tu e 5, li gh edifìci; debbono effer fatti di materie durabili,e buone,e più toilo di pietre,e diqua „ drclli murati con malte bene impaftate,chegiamai interzati con alcuna fortedi legnami- Come per abulofanh nella Gcrmania,e gran parte ddla Francia, con poco auanzo della fpcla.egradetrimcto.erouina ddi'op.Tc.-oltre che fono tanto ingrati allaviftadi qudli che vcggono:e però h debbono eleggere Icm3terie,cheoltrea!la fortezza fiano anco ^ra! te alla V Illa nodra. Perche vediamo pure che la natura fa le radici, & i tronchi de oli aTbe- ^ ri neruofi,erorti,c poi le htrbc.i fion,& i frutti molto uaghi di colori.e bdli da^edere „ Da lutee quelle cofe fi vede che le fabriche di beila forma,commode,e bene intdc taù „ dono vna certa magnificenza,&: ornamento alla città,& alirouedouediefonojinuitano j, 1 foraltieria con:ratiare,&habitareinfieme, rendono fe^no di maggior nobile ideile ca- „ f3te,eddlefamigl(c;fono benimoltopiùfermi,eltabilidi tutti gli altri,- eprdtano tanta commodiiàa gh hucininidi habitarcciuilnicntc . CoJfabncare Ci da trattenimento e guadagno quafìa tu:tele bdlearti,&a tanti maelln.^-operan;, e fé non fu/le quello la maggior parte oo gh nnomini viuerebbono in ouo, epiqntia : onde meritamente fi può dire che quelli.cncfabncano imitino la Natura, laquale non folo genera e produce ; ma anconutnce,emantienetiittekcoft'. i> t '"^w , ui* IL FIN£ DEL DISCORSO, __ L l B R O P R I M O r D'ARCHITETTVRA DI SEBASTIANO SSRLlQ BOLOGNESE. ^ /^^^^lyy Nclquilc conficiIc,& brcuc modo (i tratti de' ^ L^--^ — j.j^ pruni pnn.-ipij della Geometria. ^^'/i TT^ C,gwnn,,fume.&queflafiguraa,ànLngc. ,u^,lì"T' '''!'" '''^•'^'"''•'f'>ri di quattro line, di i,/«: axeami.&anco tal yolia foni bautte vn'angcU rttlo. P^*^'^ & della fua prima forma • f^ttadratopVrfetiol U J Trimitra ,^<"'Si Paltrofarà GpEtCf quefìi faranno due vgualialli due triangoli fupertori I, H, leuato adunque li due triangoli I, H, lafuperfi^ eie D,Ei B, Ct fard del valore che era ti triongolo *4, S.C, Dato vn triangolo di due lati vgualt % l* altro mag- gior lato fia diuifo ogn^vno dtla't \n due parti vgualì, ^ dall'angolo oppofì tu fiat' rata vnaltfisa > cesi il tra gole farà diuifo in due parti vguali per tutti li lati, & così auerrà di ciafcun triangotofia di che forma fi vo« glia : l'ejfempio di quefto fi vede nella figura P, S^l^. B 4 Ilmede^ ti M. kda l,./r,p, ^, che farà S. T, iapli ù7.u ymaltla a piombo da r./^ laq^al fomeJy,T,J{, ch'faTji '#•;--. »U».Jj.r(;c- I>^to vn triangolo di tre lati difutuali ^ n r /.^'i 7dlìJ:i'i:":-^T'j;'''"''^^^^^^^ l*'o ^,C, che farà F, G, & tiratayna Unta TtraucJi &ol»U,B,c. " - ' ^'""^'^'^'<:>f<>rir4 effempiogratià "ntria y'''^''^<>>«i'<'P'>rtiygualia,,auerMaràZaVsil fatto rn quadrato pe,fem,Ulato del Zie Ha in Ài '''''''"''golo.&tLatoUcentroTerJj^^^^^^^^ , J e cerne &tmarè HO dimoHrato pia adietro affai chiar amnte lo aà loppiamento del quadrato, & del cerchio, dico infu- ferficie, & anco il modo di diuidere diuerfi triange^ f ,wif cenuerrà all'architetto paffar ptà oltratCioè di aper accrefcere vna co fa in che parte egli vorrà > & hefappia accrefcere il quadrato perfetto^di che par- e farà bifognotfappia ancora accrefcere proportiona amente qualunque cofafifia con talregola.Sarà vn quadrato perfetto ^^BiC^D, il qualfi vorrà fare, f/- empio gratiaydcl valore di vn quadro & tre quarti, na che ti fta di quadrato perfetto» pr»»»^ f» g'» ^gg***' [nera dietro^quelli tre quarti di pia, che farà E,F,c!r così,^, E, C,GJarà vnqnadro&trt \uartii ma per riiur quello in vn quadrato perfetto fé gli aggiugnerà dietro vn quadr&,comeH ìrimOi che farà E,F,GìHì & da ^,Fifia tirato vn mt'^o cerchiOt& continouata la linea D, B, Hu al wf c^o cerchio: da B. al me%o cerchio farà lo lato del quadro perfettOiChe era prima la fw !}eyfici€ del quadro & tre quarti,lafua preua è queBa . Siano circondate tutte quefie figure da. •juattro linee chefaran i^I{jS,T, come qui più bafso fi dimofìrAi & dall'angolo S, a l'angelo K, fta tirata vna linea : certa cofa è,ehe tutto Squadrato farà diuifo per mt:;p vgualmente.Et to- me dice Euclide ; Se di vguali)leueremo parti vguali,li rimanenti faranno vguali. leuato adun que il triangolo X, I, & il triangolo M, N, che fono vguali in fé , biquadrato perfetto T, farà vguale aliA fupcrficie 0, e* con quefiaregolafìpotrà accrefcere il quadrato in quai parte fi vorrà» & ridurlo fempr e al quadrato perfette. La qual tegola l* architetto deut hauere molto {amiliare,perlediHcrfe cofe,cheglipoffonQ *cjjie/e. /t y 0 y/^ ìk ^ E( coù come ho dato regela qui adietro di ridurre qualunque fupetficie quadrangola , in vn qi^ idrato perfetto, così peni contrario ti darò il moaod'vn quadrato perfetto farne vna fuperfìcie quadrilunga, Bato vn quadro perfetto >4,B, C, D, quanto vorrai €he fia larga la fuperpcie farai cadere vna linea dal jD,4Ì Et d'poi tirata la linea fuperior e, quella di me- 2(0.^ quella difotto continuate di egual diJìantiaEs dal Cfijaccia cadert nna linea a piombo quanH la U^ ìm i Vii l},S,th, farà E.F JÌÌi^:/,^ì-^,F'-^^ ^^"^^ ìO io fin alla «„ Mfmo, ch.M H.éco chr UuZÙLÌ luÌ'\ """"'!' ' ' '««' ~f .S,C.D, U fnua è qutSia . <:,an (errate Uauad,a,?Zl t f ' l "' ^"^ "«•*'* 'Iqmdratt iato via a t,H„gtio M, 7^, cu' SvJLlTZ , ^^^" ''f ""* """ "fcbUnco , & l,. J~ •p' prd HI urate, & r durre tn fJn,^ „. a '*'*^''U^r[ort ne vejimentt: perche femùrp ^nt. /•- aduna ,u ho dato u rcg0U,& a,. iu,u,fr, V*^" «'' '"''"" '" f<"mx ?»«*«i)go/«., & la inferiore, poi dall'angolo I, alTangoloHfta tirata yna linea afchiancio continua^ •Sr dout effa Imeainterfcsherà lafuperiore,chefarà K,fta lafciata cadere vna linea a piombo fin à la linea inferiora,chefarà M. t>ico che'l quadrate B, I, D, M,farà vguale alla fuperfìcie di opra fegnata M, per te ragioni che più adietro ho dimojìrato, & cefi delle due figure L, M,farì atto vnafuperficie quadrihngatU angoli della quale faranno L,*/€,M, Cleome fi dimofira qui '.dietro nella figura più a baffo» I{td9tto adunque il triangolo ^i in vna fuperficie , come qui [dietro fi vede 9 laqual farà 0, t^t P> Q^ ^ffa fi potrà medefimamente collocare fopra la gran uperficie nel modo che fi vede qui adietro nella figura più a baffo, con lafopradetta regola, & ofi la fuperficie che era dtf opra far à\ ggiunta alla maggior fuperficie,di modo,chele tre figure :» Af, t^yfaran ridotte in vnafuperficie ^,SiT,C, allaquale con la medefima r egola fi potraa; IO aggiungere tutti li triangoli, & dipoi, con la regola che più adietro ho dimofirato , fi potrà idurre in vna quadrato perfetto effa fuperficie, & così ogni forma perfirana chefia ,fi potrà idurrein vn quadrato perfetto, mentre però che non vifiano linee curue, &fe pur linee cur^ re ci faranno, potrà bene Ihuomo con diligeritia andar preffo alfegno : ma non potrà perfetta' nente mifurarla: perche il mio parere è quefio , che vna linea curua non fi può comparare ai ma retta : &ft ciò f offe, fi troueria la quadratHra del cercbio,la qualt ha fatto &fafudare^ ariti pellegrini ingegni per trottarla. rt Dat» j>4ro u na linea, ò uni ùirgi, ò aU ira eefa ,/fa chefiuogUa > la qual f$é partita in parti difugHali»& accade' ri un'altra cofa di maggior longbti^i X^ I &cbe/la partita in altro tanto, partipnre difuguali proportionata al la minore :fard adunque la linea mi* nore a,h,C la maggiore a, epa daU U due capi lafciatn cadere due linee é piombo continuate di ugual diftatt-. tiajopra una medefima linem uguale aUafuperiore, dipoi tirato la lineai maggiore tranfuerfalmente, cioè con gtunta da un capo con la linea b, & ^ con l'Mtro capo tocchila linea a, ^ apprefsQ tutte quelle parti che fon» i iklf linea minore , fiano lafciate ca^ derea piombo fin f opra all'altra li- ft f^ maggiore, che farà a, b, & doue le dette linee perpendicolari interfe' r ioranno la linea maggiore , iui faran jh li termini della linea maggiore prò* portionata alla minore , & quanto là linea maggiore farà pia longa, fta ti- rata tanto pie bafsa colfuo capo pen dente,& quefta regola non folamen» te farà al propoftto all'architetto f per pia cofe , come ne dimoftrarò al- euna,ma a molti ingegnofi artefici fa-i rà digiouamento grande in traffor} U .TT V iareU loro epere da pìccole a g;randipròjpòrtionatamentc \\ yk;<^'S. Sarihnè l I B 1^0 T KI M 0* 8 Saraunno pirmédo di effempio diuerft cafamenti di diuerfe largh(XP^,la faccia de* quali fa- rà minore che la parte di dietro verrfo It giardini: li quali cafamenti faranno, ò per qualche in- cendiOfò da guerre talmente rouinati che folamente farà refiato alla faccia dauanti alcuni y e- fiigij de confini,né fi yedrà fondamento alcuno,cbe li quattro confini a,lf,Cid, effendo queUi ta- li cafamenti di più ptrfone, né fi cognofca altre partittoni che come he detto netta parte dauan- ti X talmente che ciaf cuna conofce la fua parte delle yejìigie della faccia , mali confini di dietro non fi yeggono fé non Itane angoli a,b, TùtrÀ in quefio aacidente l'architetto presupporre per l'antecedente, che la linea a^bifìa la linea maggiore,& chela parte dauanti c,dyfia la linea mi" nore. Et con la regola, ch'io ho dimofìrato nella pafjata carta > darà a ciafcuno la fua rata par-^ te, fi come fi dimoftra nella figura qui fotta . Linea maggiore t Lineamìnorel Vorrà talvolta l'architetto accrefcere vna cornice ^cio è d*vna pìccola farne yna maggiore proportionatamin^r\risn tutti i fuì)i membri: con la regola paffata fi potrà accrefcere quanto U piacerà , & qn^^t^ U cornice hauerà da effere maggiore deW ultra , fia tanto più allungatfi. la, imeaB,C,comefiàmofìraquifotto, - — ^ T>i m: sEn^^sTj^j^ snello Etfìmtlmente accAderà, affjtfchitèììò A fa^ re vna colonna fcanelatHiò materiaUyò in dife- gno,& da piccola tranfportarla in forma mag^ gtorct onde potrà fermrfi delia regola fopradet- ta: & benché quefla colonnata Dortcatquefia p intende di tutte l*a!tre maniere di colonne^ , & non folamente quefia regolaferuird per que Jie tre propofttionit ma a tante co fé, che avvaler le dimofirare tutte,io farei vn libra folo di que Sìa regola . Aia per non effere proliffo io li Itt^ fcieiò inue^igare al ^udiofo architetto» :b Tutte quelle cofe,cheft allontanano dalla ceduti noflra ', tanto piii diminuifcono , che Faere fP^t'ofo confuma la nSìa noHra.&però quella cofa che farà più lontana , quantunque eUafia aella medefimagrande-^^^^ che fon le propinque, volendo che le lontane rapprefentino tutte ai ynagrand.'^i.farà necefarioferuirfideU'arte:perilche fé l'architetto verri in vna alteX: \a venendo a bajscfare alcune cofe i'vnafopra L'altra,che rapprefentino tutte vna medefìma gr^rff ^^4 cpj? qutlle da alto, come quelle da ba/so , & quelle di me'T^o , che tutte corrifpoudi- no alla fu A debita dtSlantta : prima fatta elettione del loi c^òfia colonna , ò torre ,òp^r'ete , di ^«a<«»^«tf cofa chegliaccada ornarla,ò difineflre,dflatue,ò lettere.fia che fi voglia',furà prima eietttenediifutUa p.à commoda dijìantia a rignardare la cofa, & prima alTalttirj^a delf occhio, Jnffn '"'' ^^^^^^*^^^^<^^» i^ quarta parte d'vn circolo dipoi nel par u te dcue vanno le ^^Jy^ft' '*th a-i ta altti^T^x dtlfccchw, fta tirata vna linea al detto lÌHeUo,& daUa linea m j/i, U It ì /n^'J '^'-^ ""^"'^ ^'^^''^ ''' 1'*^^^'* X^^"'' K.<« <^^c -^orrà che rapprefentino tutte fJh^ r '''*"'* /ì*«"»'*^ «^^^^ co/ay7fl tirata una linea fin al centro dell'occhio , e dou£ mter tirJ/A / ^'"^/'^^Pjf ^^ ^"''^ circolare, fia partito efso cerchio in parti ugP, ■i,& dalcttro fa timltt' j Pmnofopra efso cerchio,& uadmo a ferire nel detto pariti ty& quegli fùar- vTand!^^ TT^'^^'' crr/cc«cfo , di maniera che a queHa dijìantia pureranr.o ai una ifìefsa i^floa^^^^, crda queHa regola ft potranno mifur.re le altex^^e ferueniifi de' numeri . l l B fi 0 "P il r MJ* Tra e forme quadrangolari io trono laptà perfetta il quadratOy& quanto pia la fornii qu drangoUre fidjfcoRa dalquadro perfetto, tanto più perde della fua ferfettionemanturaJe i circondata dalla THedefima linea,che eratlquadrato : e/fempi gratta fard vn quadrato aim retti circondato da quattro linee,& ogni linea farà duci , talmente che la Imea che'l circom farà fxx.fard rn altro quadrilungo circondato dalla mede/ima Imea, la Ur.ghe77xideUa cu licitai' ^ y ^''^^'^^yj''^ ^- ^ "««^"«^«^ M^^dro per fato moltiplicato h fé fJu to, & a quadrilongofaràfettantacinque , perche moltiplicati li lati del quadro perfetto d,r. modiec. volte duct,cento: & moUipUcati li lati del quadrilongo, diremo cìngueZll^^^^^^ ci,renantacinque,cvme qui fotto è dmonratc. ^ ^ ^ ^ ^ .^^ 10 — ' — — — — ro ~~ 1 ~ — r~ i\ » ■■^ — 1 1 I 1 1 ] 1 1 1111 ^ 1 l 5 L ^ i J 1 I I 1 1 1 1 1 1 1 1 ^^ 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 ] 1 f~^ i 1 1 1 1 1 1 1 1 iT1~i 15 Etpm ara dfopradetto quadro perfetto^ calore di cento, &farì ma f.rma quadrarne^ larepn iongadelU prma.cioé longa xi^ii^. & larga ^, che faran due volte d.ciotto, trenJer &dut volte due, qmttrc, che fon quaranta, & nondimeno moltiplicati lifuoi lati diremo du, u,& e SI fa i hHomo, che quanto pia s'auicma con l'intelletto a Dioiche è la ifteffa peifatLe, co^^jcnemfe p,ucii bontà , ^ quanto più fiaUontana da effo Dio , d^lettandofi U clfeter n perde p>u i. queUa primiera bontà a lui primieramente donata . Lo effempio di qHeTadZL\ tiene fi vede quatto figurato,^ quefia propofitionefard di ,jan g^uuLrnl K.Z; ' r.4/i^r^^;mr. m4W//mfrca»r/r^.;«(,/;eco/.(:om/)M«o cosi adocchio ,&a mite altre e 0}e, eh IO lafcio aWmduflrwfo admueHigarle. ^ " > ^ « motte altre i8 1 ' J 1 J 1 I J 1 i 1 1 1 1 1 1 1 I i i 1 1 1 1 J J 1 1 1 J i8 1111 •-7^^ VjltO 1 ì B ti 0 'P K 1 M o: _ t^ tir*A ìVè tunti toHi A iato pur che non fin [opra rns imes dirimati m9do di pafsirgUfopTM 4 JiteS^^ Si^'ir^^yna linea diritta dal i. al 2. & queUa diuifa per Ta^u^rl&àalt* al 5./?4 tirata vn'altra linea facendoti mede fimo, &dou€ tHterftCàTMit éithiuee^intfar^ iV centro de' tre puntt,& pan purpoSii in che m(uiofiy9ZltA . . ^if^Q p^qJ^ fi trokarà ti centro de* tre punti facendo dal iM ^.ynafMperpcifdi linee c/r- tuLri &dali al 3' vn*aUraftmile,& a gli angeli fuoi fian tirate due linee continuate, & do Z^ueìle fi coHgtungerannp, li fard il gentro de* tre punti, fi come qui di [otto fi dimoflra . ' B Ma ^i M. SEBJtsri^^ Sin 110 Maia ^Mefla clfA che pare yn giuoco,nondmeno l'architetti «^ tv^iryJi a.... ^.V.t l j- ti >lfuo iumaro, ir U c.rconfne^na facendo ncl«oio,ch!^uUff"soH^^^^^ 1' no» eron, ben Jph^auaLÙldJjJiJ ""'""'"' ''" "'J "'""'' '» 'P»» te fu, bili, ò che nofcerà laf»,, d,Uc LcclZ /. Ir ' ^ °''"^'" '' "'" ' ""'' '■■architetto «- /uo piede fia cL,, cJi 7o rX/»f,«t far T/^^ """n ^"'^^ "•""•"" '" "'"">' »'' fua bafafia d, tanta conca^aìuZircÙttiurÌTt' ",'"' ^""" "''""" ' ^ "^ '<" '* ttmaapionbo foera la rJhlr.J curuatura d effa colonna: d, maniera, che poffa la et. tafommità deUa colon Jll^ Zf . ' ^"/f".'*' fo!ia yna punta del compatTo hpr* 'ITO 'on.p.[fofin:u:^fitTZf:::cC^^^ ".''"> '• ^ """'ndToi fimo modo n Patri /«».?.«?.?'•? 1" **"'' '' ^"^ ""'""' '* "^canità , & il mede- 7canto, •" '" """" f""'" 'f"* '' /«» "?"^«» . 'om, fiycd, neUWtra cZmT^ L 1 B ^0 V m Mo: u 2 ktrri DI AL SEBASTI jtil SEI{L10 yoYrà C architetto fare vn ponte.ò y n'arco, ò veramente ma volta di minore alterTi ehi ti mtxo cerchio, anen^a che mq^H muratori hanno vna certa fua pratica , che col ilo fanno fi- mili volte Jequali veramente corri/pondeno aU'occhio,^ fi accorda anchora con alcune forme cuah fatte col compafo . -J^ondimeno [e l'architetto vorrà procedere teoricamente , portato dalla ragione, potrà tener quefìa via. Vrefupponola lar^le^^'^a deWar cocche fi vorrà fare , & trouatoil me'^o, fta fatto vn mtT^jì cerchio perfetto , & quanto fi vorrà pc « che habbia di al^ tc^'i^a il detto arco Jta fatto vn'altro me^o cerchio minore di quella aliczza y dipoi fta diui, fati cerchio maggiore m parti vguali,& tutte tirate al centro , & le mcd.fime fian hfat^ cadere a piombo, & dotte U linee che vanno al centro interfecaranno il cerchio rninore.iì fian fatti dt punti y & da effi punti alle linee a piombo fian tirate linee rette cominciando di Copra, ycncnio a bajjo, & doue effe Imee rette toccaranno quelle a ptombojì fia fatti de'punti &cofi dall vn punto all'altro deUe linee a piombo fia tirata vna linea curua , laquale non fi può fare col compago , ma con la difcreta.ZTprattica mano farà tirata : l'eli empio di quefìa , fi vede^ quifottO» «ri j/ w»' Et quando l'artn^ ò altra volta fi vorrà fare diminore altexx,^> fia fatto vricerchio minore tenendoli modo chi se detto éi fopra, & quanto ilmf:^n cerchio maggiore farà diuifo in piti parti tanto la linea curua tirata a mano verrà p;itgiufia,& fi farà con più facilità , & con qut- fia regola fi poffono fare le arr^aiur e delle volte a crociere , & a lunette, Hovoluto far l'altra figura qui a canto, benché fia come la fuperiore, per dmcfir are la d^fferentia delle alui^^e ,& (la quefìa regola^fi trarrà qualche altra cofa,come nella feguente carta fi vedrà. f^t^' l I Èli 0 T 1{,I M 0 ■ ConfiderAndo'alta regola per me dimeftrata nella paf- futa carta, mi è venuto in penfiero di ^r diuerfe forme di vafi con effa regola , portato dalla ragione & Uall^^ linee , ne mi faticare molto tndefcriuere il modo , perdo- che L'ingeniofo architetto vedendola fgtira]qnìa latOt ' potrà ditffa regola fernirfti facendo altre forme diuerfe. Ma quefìo gii fta. bafienole , che quanto hauerà da effere grcjfo il vafo nel fuo maggicr corpo , ftA fatto vn cerchio minore dentro del maggior e,& con le linee centraltt& le tranfuerfali ,facendolepoiapicmbo,ft potrà fcrmareil corpo del vafo , & così il collo > & il pisdea beneplacito dell'huomo giudici ofo . n •i Et fe*l vafo hauerà da effere di corpo piàforimfo l fu fatto il cerchio di me%o maggiore , cioè di quella grandexX^ che habbia da effere il vafo, Trimaft fa- ranno le linee che vanno al centroydipoi le tranfuef' fall: & doue interfecheranno le linee, che vanno al centro fopra il cerchio partendo fi dal cerchio 2. fta lafciata cadere U linea a piombo fopra la linea tranf- uerfale, i. & dal cerchio^, fta lafciata cadere la li- nea a piombo fopra la tranfuerfale^. & dal cérchio 4. fta lafciata cadere la linea fopra la tranfuerfale 4. & dal cerchio %. fta lafciata cadere la linea fopra la tranfuerfale 5. & doue interfecheranno tutte le li- nee a piombo fopra le linee tranfuerfali, quiuì faran h termini da formare il corpo del vafo:& dalla linea I. in sii quella parte del cerchio perfetto, farà il coi- to, & il coperchio di effo vafo: li manichi,& ti piede faranno in libertà del gÌHÌUiofo& così gli altri or- namenti . / B a Beìl^. —3.-^ Bsllacofaè veramente il Jìudidreóoléompaffo to- pra le linee tette , & curue, perche furo uà tal fiata delle cofe, che l'huomo ncnhebbe per auenturamai tnpenjteroy come è interuenuto a me qucfìa nottee^ che cercando ma regoU da fare U forma del vouo naturale.con pia brtunJ di queUa d'Mlerto Durerò, (ai 1 4 del I. di Gcom ) buvmo di fotvle ingegno^ ho rttrcuato tlrnodo di formare rn yafo antico , ponen^ do np:eneU acuto deU'cuo,& ti collo e la bocca.tón il manichi f opra a parte più rotonda di effo.ll modopri ma di formar l'vouo così fai à. Sia fatta vna croce di rt^^f /;«ee-,/a linea pianu farà partita m dieci parti ■Pguaiiy & la linea a piombo fu di parti 5?. & fi,n la. fciate quattro parti difopra , & cinque di (otto & m farti facendo vnm^.7^0 cerchio: liUtidcllV^t'l^^^^^ Ppder^JfineUe quattro cvmpaffo aU-cfìremo della Lnea B,& l'altra ùJT.l, f T ^' '"' ^''^' ''"'' ^""'^ ^'^ così fnf.no dalla deftra &fn:fìrapart^^^^^^^ 'T^''] ^'''' '' ^"'^«^««« ^"^'^ •• ^T dere le cinque pam : époi cifcall lin^^^^^^^ '' ^^ ^^'^^apren. quelle int. if^eranno fa iJca curuZ^apa^^^^^^^^ f ? '/^ ^--^^- > '^-^ ta delle feiìc ai punto 0. ^ l'altra punta adrn/m t «//IT ^""^^'^'^^^ P'^' ^^^ P^n g^ù & ritornando m su aU'aUro piL.farÌ/orrnato^^^^^^^ 7'' '^'"1 * ^ ^'^^«^«'^^ '« to.farà perilp:ede. U collo ^L bocÌn/pZ ZZLtf^^^^^ chermarràdifot^ sifaran difpenfate le none parti di efìa linea li min, ^ ' ^ , '^ '"/^' '"'^''''> ^ ''' dell'huomocfpcrtc. ^ "*"''''' ^'^ ''P ^'^''^ fi faranno u volontà Jn altro modo fi potrà fare vn rafo , fa. cendo medifimamente vna croc€i& la linea piana di parti dieci , & quella a piombo di parti otto, & ponendo ti comp^ffo con vna^ punta al S, & l'altra punta al C, prenitinfio fette parti , & circuendo a baffo così da vna come dall'altra parte y verranno le linee ckr uè a rifcontrarfi ntU'efìrmo della linea, a piombo nella parte di fotto : dipoi cadendo due Itnee.alle due parti interiori ^,fin a baf fo, doue qu elle toccheranno le bnee curue, lì farà il termine da formare la punta del va- fo, mettendo vna punta delle fé ^e al E, & l'altra punta al detto termine circuendo fin* all'altro lato: formarà il fondo del vafo*fot4 foilqualenfarèilpifdediyr,i^.,^ j <^ll' (litro lato: formar à il €on la boaa oauperanno due ParTflc.ndf^'^i'"'' r^'fi'""''^ '^ '^'P^ ^d vafo , & Ugola ^ P'''^''/^cendopoi It manichi & altri ornamenti a beneplaciti ^ìtri IJ 1 1 B nò T ni u b: Z4Ufi raft diucrfi da (^ei paffuti ft potran fare.ma à formar ilph[tnìì qui di fotto fifaràU mede finta croce,ma di parti dodecifard la linea piana, & quella a piombo farà di parti otto i& prima alle dm parti più prejjo la croce caderanno due linee a piombo della medefima longbexr :(a dt quella éi me:i^o,aprefso fi metterà il compafso convna punta al B, & con l'altra ali,& c}rcuendo in giù fin aU'efiremo della linea di me7^o:& così dall'altro B,al punte i.fifarà ilmede fimOfdipoi al punto fra i, & ^, fi metter àia punta delle fé ^e,& l*altra punta al purtto I.c/r- cuendo in sùtfifarà la qu/irtaparte di vn cerchio , & medefimamente all'altra parte farà jt, al z. che occuperà vna parte, & due ne rimarranno per il collOi& li manichi, dipoi venendo d bafsofimetterà vna punta delle fefie fopra alpunto dallargando il compafso due partii& toc cando la linea curua ai punto 5. ^ circuendo fin al ^. farà tifando del vafo , fot$Q delqualtfi faràpoiil piedCfComefivede quìdifotto* ? . l4ltra maniera di vafi più nani fi potrà cauare dalla forma circulare facendo pnre vna croce partita in par ti fei. Trima fi farà ti cerchio perfetto , & H me^o cer» chio farà perii fondo del vafo aggiungendoli vna par- tedt pi à, sì per alT^ar lo alquanto , come per hauer cam' pò da ornarlo: vn' altra parte fi darà al e olh^&vn' al- tra ai coperchio feructìdo quelle parti che fon qui fotto difegnatef& il piede fi farà di tanta alte^^^a quanto fa- rà vna parte cltra le fei . Et benché io bahbta dato re- golat& modo dt formar fei forte di VAfi^nmiimeno con le medefime regole fé ne potrebbe fare infiniti tutti di- uerfi,& maffimitmente ne' belli ornamenti, dei quali fi potrebbono vefìire, li quali non ho voluto fare pernon dare impedimento alle linee. C 4 /a DI M. SIB^STI^N SEliLIo: In dmerfimodi fi pofono fare delle for- me onali , ma in quattro modi ne darò la r«- gola. Ver quefìa forma qui a canto dimofira ta,primafifard due triangoli perfetti di la- ti vguali congiunti infieme , a ; lati de quali faranno tirate quattro linee che/aran 1.2, i .4. €^ // centri da fare la pre/cnte forma fa ran quattro ^, S> C, D, a cominciare detta forma fipotrd da qual centro fi vorrà,*rìa fi rnettetd yna punta delle fefie al punto B,& l* altra al punto ì.& tirando il cerchio fin al 2. dipoi al punto ^, fta meffa ma punta , &àxipmto ^.al^» fian tirate le fefici poi al punto D,fi» pofia vna puntat& l'altra da 1. a 4. tirando il cerchio, & cofì alpunto C, la medefima punta, &dai.a^. tirando il cerchio fari formata la forma ouale. Et quanto fi vorrà fare queHa forma più lunga , fian tirate Ic^ mede fime linee circulari con lì mede fimi punti Unendo fi fempre nella parte inferiore. Et quan- to fivorrà fare queHa formaptùritonda,fiantiratelelinee\circulari tanto difcofie dalli centri f quanto hauerà da effere lafua grande^X^* , & verrà fempre la forma più propinqua al tondo, ma non verrà giamai cerchio perfetto,perhauerpiù di vn antro . Ter quefìa feconda figura fi farà prima tre cerchi nel modo qui fotto dimofirato , tirando le quattro lim nee rettegli fuoi centri faranno I, K, L, M, c^ ponen- do vna punta delle fefle al K,& allargando [altra punta fin al 1. Toi tirando il cerchio fin al 2. & co- ^ j sì al punto I. vna punta delle feflefia meffa , & l*al' I trapunta al 3. tirando ti cerchio fina 4. Sarà forma ' tota forma ouale , & queflaformafomigUa molto al v QUO naturale» ■Jiir: Ter la ter^a forma ouale qu ì fotto dimoSìratà il modo da farla faràfChe fian fatti due quadri per fetti congiunti infieme, & tirate le linee afchian- cio,nel mejo di effi faranno due centri CU, & gli - altri due centri faranno E,FfiA adunque meffa la punta delle fefle al Ft& l'altra punta al stirando il cerchio finali, dipoi fia fatto il mede fimo al centro £, & dal ^. al 4. fia circuito ^ appreffo pò fio iltompaffo al centro G, & allargato fin al i. fl prando final ^*& ti mede fimo dal centro G, dr ■ allargando il compaffo fin al 2 .& tirando fin al 4. fari fatto la forma, qui fotto difegnata. Vohn'o t v^Unitri romìre mila quarta figura onale ,fifaran due cerchi , che T^no tocchi il centro dell'alma Ili angoli dtUe linee curuefaran due centri,7i»0,& allt centri df cerchi (atan 1 due Vìfiirf fitti V ot& tirate le linee continouate da centro a centro/i ponera vna punta del com Jaf^oaZ^^^^^ ^' tirandola lineacuruafinalzJipoifimctteravnapun TadcU el^lcentro^yl'^^^^^ le , laquaN affai grata all'occhio, & da fcruirfene a pili eofe per iafacUtta di farla , & l'alttQ capo fofpefo , come qui fi vede efpreffo , ^^MVQHW^VMiiF : £ 7 5 1^ 0 T" R I A/ 0. 16 c,y.nìdccldentiTcnzonoUlyoltaair^rchitettoychetpafideiGtometraltgtoueranotnoL /j T >>>à ror r/rf vn capo della tauolaychefard piedi tre,qtieUo non feruira per cojaalcw ' ^!! ùerchciéi taitoU rimane piedi feney& iargi tre',n6iimeno ella nt rudi quamo,f uccia adun auLoù La tauoU farà piedi dieci longa,& tre piedi largargli angoli d'ej] a faranno ^,B,CyD, ITrtirà d'tta tauola per linea a fchiancw dal C,al B,& fatto di efsa due parti vgualt Un indrie- tn tannalo ^jre piedi vcrfo il B,& l'angolo C.yeffo ti 0,di maniera che*l capo A, F,fara quat ila t>iedt & il capo E, D.farà alto quattro piedi co fi da Jl,al E, farà f etite pitdudoue la tauola llXf.O^farà longa fette piedi, Cìr larga quattro , per fuppltre al bifogno deUa particella , & anco li Auan%arà rn triangolo C,I, & yn'altro £, B, €, [ jtccadefp 'fse volte alP Architetto di fare vn*occhio ad vn Tempio,ò grande, ò piccolo che Cia & psrauentura egli non (apra di chegrandc^xa lo debbia fare,Ma a fuo proprio tMrerey& itf compiacenza d'occhio lo farà. Ma (e portata dalla ragione , & dalie linee lo vorrà fare , no n farà giamai da chi intende tal cofa biaftmato , & però i'uirchit etto mifur era la hrghfxx^'-*^ quelfpatio,doue vorrà far l*occhio,& in quella farà vn me^p cerchio,dipoi quello ferrato da linee rette , & tirate le due linee a fcbiancio , & apprefso due altre linee dalli angoli di fotta allafommità del we^o cerchio,doue le due lineeafchiancio fuperiori interfecheranno in quitte che vanno atta fommità , lì farà il tarmine di fare due linee a piombo , lequali daranno la lar- ghex^a dell'occhio, ft come dìrnofira la figura qui a canto , & con l'ornamento di efsofifarà la fefla parte del fuo diametro. ZtTJ.'"''^f°'^^^"!,'Ì'^"",' ''"""" '''*''"« "'f'!"" fo"»*""^..^,.-x.^ )yfc|ÌS Per Gi.'ìcomo de* *| " ^^ ' Francdchi,i6j8. rÌ^ iii^^ifes^ — **tA . .5?-^^! — 1 — — — - ^ .Mi -^ I n: ■■■■•■••••I i>»uananmaiMi«|ii«inBaniii>»Baaa«|B' ^'"'^■^^^^ry'V'iV'i IL SECONDO LIBRO DI PROSPETTIVA DI SEBASTIAN SERLIO BOLOGNESE l Trattato dt ProfpntiuÀ ^ quanto alle Juperfìdc^, N C O R A che la fotti! arte della Profpettlua /?a molto difficikà rcnuere,& ma/fi mamcntc de* corpi rilcuati dai piano .-anzi è arte che meglio s'infegna conferendo prcfentiaJmente:, che in fcnìto, & in difegno : nondimeno haucndo io trattato nel primo libro di Geometria, fenza la quale JaProfpcttiua non farebbe: iomi^for- zerò con quella più breue via^che per me fi potrà, darne tanto di lu- ce air ArchitettOjche al bifogno fuo farà baftcuole : ne mtftcnderò in fìlofofarc,ò dì" fputarechecofa Cu Profpettiua, né d'onde fìaderiuata .-perciocheil profondi/fimo Euclide ne tratta fottilmente con la fpecuJationc. ma venendo alla prattica & ai bi- fogno dell' Architetto.dirò bene che Profpcttiua è quella cofa^che Vitruuio doman- da fccnografia^cioè la fronte^^ lì h ti di vn cdificioj*?^ anco di qualunque cofa, ò fu- perfìciCjòcorpo.laqualProfpcttiuaconfìfteintre lince principali. La prima è la linea piana, dalla quale nafcono tutte le cofe. La feconda linea è quella che va al punto : altri lo dicono vedere, altri Orizonte, ma rOrfzoiitc è il fuo proprio nome: imperoche J'Orizonte è per tutto doue termina la veduta nofìra . La terza linea e quella della diftantia. la quale e fempre al \iut\h ddi'Orizontc , ma più apprcfTo, q più lontano/econdo che accaderà, come al fuo luogo ne parleremo.Ouc(toOrÌ2on-. te l'altezza fua s'intende al liuella dell'occhio noftro , come faria a dire , l'Architetto vorrà dimoftrarc vn cafamento in vn muro, ilquale hauerà il fuo nafcimento dai pia- fìOjdouepoferanno li piedi dei riguardanti: in queftocafo farà ragione che l'Ori- zonte fia di tanta altezza quanto locchio noftro,&: Zia pofta la diftantia nei più com modo luogo di quella. Se farà in capo dì vn giardino,© dì vn'andito, Zia la iua. diftc.n tia af*- ih nìl'cntrzn dic/To giardino, ò andito, 5c /ìmilmcntc in vm 0.]a,ò altra fianza f?a kmprth fua diftantia aJI'entraredi effe . Se farà in vna ftrada in vn muro , la fua rJiftarjtia/ìpcriàdaJJ'ahroJatoaidirimpettodiefiaopcra^&rcintal cafo la ftrada f^fTeftrcttajfaràbcncImaginarfì maggior diftantia 5 acciò li fcorci taccino meglio T'/ffìcio Joro , pcrcìochc come Ja diflantia è più lontana , le opere che fi fingeranno l'vnadopóraJtrn.pareri che fi allontanino più j mas'è vncaramcntOjil na/cimcnto del quale fa ri più Jeuato da terra col fuo principio, come fariajc/fcmpigratiajquat- troò fci piedi ò pui, il douer vorria bcncchel'Orizonte fodc alla veduta noftra , co- ire di fopra dìiTì i ma perche di qucfto tal cafa mento non fi potria veder alcun piane, : anco le parti dì fcpra difccnucrrebbono troppo con difpiacere de' riguardanti , in t talaccidentefipotràbencprcndcrelicentia di mettere i'Orizonte alquanto più alto dcJk bafe del cafamento,a difcretione del giudiciofo j ma non però come certi \ken- tioiiM dipocogiudicicchcin alcune facciate di palazzi in vna altezza di piedi trcn ta,ò quaranta fingeranno vna hifìoria,ò altra cofa con cafamenti,Ia \eduu dc'qur.:i iara a taic altezza ; ma in quefto errore non fon giamai caduti i giudiciofi & iiuei" denti huomini, come è (lato M.Andrea Mantcgna ,& alcuni altri ancora, che doue han tatto alcune cof»: fu pcriori à gli occhi nofìri , non se veduto di quelle alcun p;:i- no,perche la buona arte della Profpettiua gli ha tenuti à freno . Et però , fi coa^.e d ^ prjncjpjodj/fi,la Profpettiua è molto necella ria airArchitetto,anzi il Profpettiuo non farà cofa alcuna fcnza l'Architettura , nèrArchitctto fenza Profpettiua , de che ila lì vero , confidcria mo vn poco gli A rchitetti dd fecolo nofiro j nelquale la buona Architettura ha cominciato à fìcriiQ . Bramante ful'citatore della bene accompa- -nata ^. rrhifcttura,non fu egliprima Pittore^ molto inrendente nella Profpcttjua priMi^ dicudefieade/raartc ? lì diuino Rafaclloda Vibinonon era vniuerfaii (fi- mo P;rr Ti-, & n'.olto inflru tco nella Profpettiua prima che opera/le ncll' Architettu- la ? Il coniumatiifimo BaWciuir Pcruzzi Sancic iù ancor .lui Pittcìe, (Se nclia Pro- ipcttm:i tanto dotto,che volendo intendere alcune mifure di colonne, & d'altre cofe antiche per tira rie in Profpc Ltiua , fi a cct fé tal mente di quel Jc proportioni & mifurc, cheallaArdiiteitura al tutco fi diede: nclia quale andò tantoauanti, chea ninno al- tro iu lecondo . Lo intendente Gire iac^o Genga, non f ù ancoia lui Pjttor ecccllen- tej& nella Profpettiua efpertiifimo,come ne han fatto fede le belle Sceneda luifatte per compiacere al fuo padi onc Francefco Maria Duca di Vibino, fiotto l'ombra del quale e diuenuto ottimo Architetto? Giulio Romano vero allieuo del diuin Rafa- cllo SI neJJa Prorpettiua,come nella Pittura per mezo di quelle arti non se egli fatto buomffimo Architetto ? Et io,quaJe mi fia,efi'ercitai prima la Pittura & la Profpec- tjua per mezo deilequali à gli ftudij dell'Architettura mi diedi , de quali fon tanto accdo,& tanto mj dilettano,chcin taliatichc mi godo . Horper tornare al mioprì* mopropofito , dico che conuerrà cffcr molto a uedu to & accorto in qucfta arte , <3c coiicaminciandodallecofebafrcandròprocedcndograduaimentcallepiùaltcpcr ^uantopotralingegnoniio. r ^r l 1 B K<> S E'C 0 riD 0, ìo Itperlht dalle co/e minime fi yd aUe maggiori, comincitrò a darìlmUo dieollotan v» qua iG, l'altt XV dell' Orixontetcome sé detto,s*imaginerà a liuclla dell'occhìOy& effe farà /,«/- t angolo primo jopra ^4,pn alpunto lÀoue quella fegherà la linea dflpiomh,cbefarà dlìfard ti termine del fecondo quadro: & così dall'angolo fuperiore del feconde quadro fopra ^/fitire fi vna linea fin alla di^antia, & doue quellatoccherà la linea a piombo che farà D, lì farà il amine del ter-^o quadro, & così fi potrebbe fegwtare fin [otto all'On:^onte con quefia reg&la. Li regata che hù dato quìfopra,è probabHe,& huonifjìma per virtà della lima H, G, che fi aidomanda la linea della f quadra : nondimeno per efsere molto intricata di linee ,& anco pia Jlcnga,qst€^a qui a canto è pia breue, & piùfacil ria delNltra. Terche tirato il lato del qua- irò ^tG,& le due linee dalli lati all'0ri7^nt€,a»chor4 continuate le due linee parallele, civ è quella dei piane, a^' quella dell' OriT^nte : & quanto fi yorrà fiar lontano a mirar l'opra^tanto fi allontanadall' angolo GAoue farà /,K, &lìfaràla fuadifìantia^dalla quale fiorerà vnali- nea fin all'angolo ^, & doue quella fcgherà la linea G, P, lì farà iltermine del primo quadro: ^ volendone far degli altri rn dopò l'altro, fi farà come è detto difopra. Et benché per diuer- fé rie fi tira yn piano in profpcttiua:io nondimeno ho eletto quefio modo per il più brenei& pif*- facile da mettere in fcrittura . ■iti Ili " I'»^- E' neciffario hauti diHerfi punh& diutrfe difìantie familiari, & perciò il piano qìii a iante] ilquaU di pia quadri,cosìfifarÀ. Sta tirata la Imea piana ^, B» di quella lHnghe:^a che harà da e/fere l'opera, &fia dtuifa m tante parti 9 quanti quadri yorrai fare in larghe:i^:i^a , & tutte quelle tirate aWOrixpnte, che farà V. dipoi ft metterà la diHantia quanto lontanali vorrà : ma qui non fi troua ti termine di effa diHantia per non ci efjerefpatio : ma effai tanto lontana daU Vangalo jt, quanto i ma volta & mc:^ Unga la linea piana > la qual linea effendo di quattro quadri in longhei^, il primo quadro contiene in fé f edici piccoli quadii,& cesi tirata vna linea dall'angolo B, alla difiantia doue quella interfegherà le linee che ran all' Onzontejì faranno li termini de* quadri in f cor cio,chefaranf edici : onde formati i detti quadri con le linee parallele a quella del ptano.Et volendone formar de gli altri in più lontanan^a^dalla quarta linea fopra il B,fta tirata vna linea alla dtflantia, & doue quella toccherà le linee che van all*Ori'tpnte, lì faran li terminici altri quattro quadri per ogni lato, chefaran purfedici; & il mede fimo farai dalla ottaua linea fopra il B, tirando vna linea di lì atta diflantia, & formerai,come ho detto di fopra , altri f edici quadri , feguendo pia oltra quanto vorrai , & le line in capo delle quali i ii ^ D,tutte concorrono alla di/iantìa. r% I B 1^0 S E e 0 'ÌIB 5:^ IO I Et/efi vorrà fati vn p'f^no di quadri grandi circondati da fa/eie iftafutU V»4 linea piamut Z^iBt&fopra effaftan partite lefafcie,& i quadri a volontà deU'huomo , & tutte quelle linee fian tirate aU'OriXo»fe. Dipoi imaginata la difiAHtta,così dall'angolo B, alla diHantia,fta tirata 1 yna linea che farà D,B,&doue quella interfecherà le linee On-^^ntaUftuifaran li termini de' quadri , & delle fa/eie : & ftmilmente volendoft fare più quadri, fia tirata ma linea dall' an- volo (u^eriore della quarta fafciaaWOrixontey &doue quella fegherà le lìnee che vanno al^ \ l'Ori^onte, lìfaranli termini di effe fafcie,& de* quadri, & il mede fimo fi farà degli altri; & ' la dtflantia di quefia figura è tanto lontana dal ^, quanto è lunga la linea piana : & in qur/ii quadri volendofifare dinerfe forme come farla mandar le, cioè vn quadro nell'altro quadro, ero ce, otto facciCfOMerofei : io dimftrerò più ananti il modo cw breuità . La figura qui auanti dimoflrata è un quadro, den tro del quale è vn'altro quadro nella medefma gra de:^a, ma li angoli di quel di dentro toccano li lati di quello dt fuori : ma posìo in fcorcìo rapprefenta yna mandorla . Il modo da formare effa figura è élueSìo. Trimefifarà vn quadro, comedaprincipio hodmofirato , prendendo quella diftantia,che fi vorrà, & in effo quadro fi tireran le due linee a fchiancio,ci(.èda angolo ad angolo: dipoi le linee in croce, & dalmexpde' quattro lati faran li angoli del quadro interiore j & in ogni quadro infcorciofi potrà accommodare quefia figura fenica cercare al tra diiìantia^nè Ornante . 151 w: ìeÉui5fì:iìisfniJò Tiella figura prcffima ft dimoiìrM Vna ìhch quattro lati vguali , & épofìain rn quadrai perfetto, la linea piana di efo (Quadrato , é diuil tn cinque parti , & ma di effe è la larghe:^ra de, w croce donde fon tirate all'0ri'3^ontet& apprefj tirate le linee a [chiancio,& quelle dimofìran chiaramente la croee formataylaqual croce ft tu ' ^ccommodare in qualunque quadro cbefc^rcia, laform^ttagQna,cioèdi ottofacch yfimeft, in profpetttua per diuerfe yie , & ciafcbeduna af Jat difficile : ma perche in queHa mia fatica Jt co me ancora mUe altre, y aglio effer sì breue 6- fa< CiUquantoamefaràpoffibiUyio ne ho eletto y>u molto facile. Tirato adunque inquadro in pro^ fptttiuajtan fatte deUa Uneapiana dieci parti &. lafciandone tre periato, & quattro nel mei?, ftan tirate le linee aUO niente, dipoile lincea fchiancio fi tireranno , & doue quelle che vanno tiU'Onxonte,iinterfecheranno con le linee afchi- aneto, ftan tirate le due lince di mc^o parallele ai la linea piana , & doue queUe toccheranno li lati dtl quadro, & così doue giungeranno le linee di mexp che ran all'Ori^onte , la linea di folto & quella di f opra di effi quadri.-quiuifaran li termini degli angoli di otto f accie, come chiaramente Ci dtmofira qui fotte, ' La via breue per tirar in profprttiua U figura \ efjagona, cioè di fei facete, faU quffìa . Sia pnma tirato rn quadrato perfetto ycome sé detto di fo- pray a quella difiantia chealpropofito tQrnerà,& Isella linea piana di effo quadro ne fian fatte quat- tro vguali, due ridaranno alla parte di meT^o , ciT vna per lato fi lafcierà tirando le linee aU'Orirpn' te,& appreffo fi tireranno le linee a fchiancio,ncl me'^o delle quali fi tirerà vna linea parallela a quella di fotta, & toccando ti lato dcfìrc,& finin fire di l quadro, lì faran due angoli ;& doue Ic^ due tinee, che van aU'Ori'^onte,toccberanno le li. nee inferiori 6-fHptriori,iuifarangli altri quat- tro angoli ,& così farà formatala forma efii^o. na, tirando poi li lati dell' e f segano da vn putto all'altro, (luì 1 1 B Ko s n e Q7ii> o: ii Qu} idìemhó éimoHrato, comt ftdtb' "^ - hono fare te ftiperfìaef empiici, cioè quadra^ '''<< ti in p H modi effagont , & ottagoni : bor^j M dmoftrtrò come fi dibbono fare doppi , cicè H €irc odure ogni forma femplue da vna fafcta> ^Formata adunque la femplicefupcr fiele tffa- Milana, cctn" qui a dietro ho dirne (irato iquan- huo vorrai che fia larga la fafcia , tanto larga 'Ifkila fermerai dalla d.fira & firn (ir a banda del 'rfi* quadro , nel quale è U forma tfjagona, & tU rerai le dette linee alt Ori-^^nte tutte di pun» ti t che ft dicon$ linee occuUe,& dine quelle interfeghcranno le linee a fchianciojuhi men te (opra l'interfecattoni tirerai due altrc^ linee parallele, vna da baffo f& Caltra da Gl'Udito yncUe parti interiori d* e ffoquiiro , & utj.ftan tal linee di punti doueil quadro farà di ^ . ..^ i|icj.g/rf circondato da vnafafcta , & appreffo da tutti li angoli delVeffafOnò al eentVò tira linee W- ^fij^ulte dì punti , & deue quelle interfecheranno fopra le quattro linee interiert , che circondan9 ^y^^fl quadrOi iuifaran li termini degli angoli interiori dell' e(] agone , & cefi da termino à f«W»f I p^irerai le lince , ^f^rà formata lafafcia che circonda detto efsagono, rM !((' 'm m ijà lìti l\U '" . Sifnilmente ft farà della forma ottagé» fia tUquale farà formato dentro vn quadra* 1:0 t & quello circondato di vna fafcia di ' ^ueUa latitudine , che vorrà l'huomo ,&di poi da tutti li angoli di efso ottagono ftin ti' rate linee ai centr9,e doue quelle toccheran- no le linee intcriori della fafcia , lì faranno li termini de gli angoli dell'otta-^ ono interio- re , & cefi da angolo ad angolo fian tirate le linee, & farà formatala fafcia che circ^n daefsa forma . Quffie forme fi pofsono ac- cenmodare in qualunque quadro che fia in •vn piano tifatoinprofpettiua,nè fa dime (liero cercar altra diftantia, ma folamente ■iii feguitare la regola data qui fopra , & qne mt ,*■ • "— -»-,»-^ •^- fla ferma ettagona, e cofi le fafcie che la cir- cond.ino fipotrebbono ridurremrotondità, prendendo il rui^^ì di tutti li lati, & con It defìrc':^x della mano tirare e fse linee circolari cofi didentro, com: di fuorij onde la formi prenderla la ftta rotondità. D Bentbe tinche qHiadutro ho d.mofìrato com.deUa form^ ouag.ma fi pelati, fyre v« «...J/ ti.U^U4U nel rercf.r,a bene l vffic,cf„o : nond,m.«o e, è L vL p"liT,I&7k.uJrt\ fa perfettw»e:pe,cwehf quella form„ arcoUre.U qnal hràdttiuTl'jZfV ,^'^ far,i; onde >L., farìfX rf^^^^^^^ " ""'» f "'K» cerchio far/d. o,to UupanidieffJcJnferLLZm:^^^^^^^ lonte (fT fatta ehttinJ^^.iì. ^ n !• r "^"'^'^^ l^P^^ 'JJ^ t^nea , & effe parti tirate ali'On- tante Imee rette parallele leTul VmerlL ZZf '"'''' ' °"'^'""'''-- f""> '""^ ma^deUaqual, aatke c<,/« o ptrai feruire , fi cmea.fm, luogln ne pJurT " H* il I f 8 Ilo S E C 0 7iD Ol tx Mdft & Umedefime parti an* lÌAudo ai centro farai nel cerchio minore, C quelle portate à piombo [opra la Imea piana : f»< fiirt di punti per non confondere le altre linee , & quelle medtftme tirate all'Orinante^ ione toc cheranno le linee à [ehi ancidiui farà il termine della fafcia, che circonda ti quadrotò* cosi dA tutti gli. angoli della primi rotondila fian tirate le Imet al centro pur di punti , ^ doue quelle interfecheranno le linee di punii che vanno all'Ori:^onteyl} faranno li angoli da formare la ifite» riore. tirconferentia, tenendo il modo chr ft è detto di fopra, come fi dimofira qui dt fotto. "H^ ti rincrefca, òftuiicfo di quell'arte di faticarti bene intorno à qutfie due figure, iequai} fon cer-' tOftht à molti faran Ufficili: percioche fen'xaquefìenon ft poffono fare molte cofe che accaggio^ no , er con quefie fife fan tutte le cofe à chi le hauerà ben familiari* 23 ±. accade ^ ^^Mt mùlWPoUtaWUYchitetto dt voler dmofirare vn'edtfìcio dì fuori , tr dì dcntrf> perUchefara bencofa ficura & brcne , haner pr.muramente fatto tutta la p/.^rf^.Z/W^, ' »» profpettma , & d,po, Icuar sa dai piano quelle paw che .//; vorrà cheftvriohno tÌIf tft farti lafaatc fui piano per dinotare II rimanente dtL'.dtfìao : onde v indoftmmeyein tlatT" T '""? '^"' r ''^'"' ' ^^«^^'^^- ^ ^^«^ ^ ^' hre ,(Ja pianta iLroplI}^ Pot'dbenpoialtrccofep:udffiilitaarlemprofpett:ua.jlwcdoàt>rarl^ fcorcto ttonm affaticherò molto a defcrmerlo : percoche gliècofi facile & €htaro,che ben fi comprende: perche portate tutte le linee che fi porta, no da gli angoli , & da' lati delle cofe in propria forma , /opra la linea del piano che vorrai fare in fcorcto , & dipoi quelle^ tirate airon^onte, & fatta elettion della difiarttta^ , poi ferrata la quadratura del quadro in f cor- pio , & apprcffo tirate le due linee dfchian- ciò : quelle dimofìrano la via di foy. mar tutte le colonne , & pila- firi i d) maniera ch'egli é impoffibile à fallire i i .y- ' & majjìmamén tea colo- ro che faran bene inHrtitti delle cofe dimo- firate piìì à die- tro J rialti fttòìiD^ì H t> 3 la Di 9frr^ iTA^rr^ x ^ét-lIo Saetto fi potrebbono fare : nonlm^a P^hauf^^^^^^^^^ ^^^"^ ^ ^«^^^ /«V fieuoU circa a tal muteria.f...r,.rU. Ja.lrì .J'''.^^'''' ^' '*''^'' f «/^ H^^^e due faran ba- poca lucerne farà dell', IfiresH quelle parti ch'ei ^.J i*!"»*' i Vjy ir . .. f , X i I B \<^ f E ctyriv o,\ H -tA» D 4 Trattat(> Ti a ttato di profpcctiua quanto alli corpi. 5. €wè /cpr. ta,a,i.cc,a U mcd^.ma forZTtZ.hZ y^ <'Uo,f,opoxx? dal {,o fedo, ''f^:'"''d"eief.clJeap,ombo%p,17mier:^^^^^^^^^^ "Ztke- ■^y L 1 IS KO S É C ò "ÌID O: Zi haffanx^d fi è detto circa al corpo ottagono tranfparentCf ilqualt è ben necefiam fapn i > formare prima che fi venga a fare il corpo foltdoycome è quefto qui a canPo, ilquale ciimeicf: - ♦no di formay & dt mifaiM ; ma tutte le linee che nen fi pofsono vederti fono occulte : né uUìm dijfcrentia è da vn corpo tranfparente a rn corpo fohdo, ch$ fina vedere Vofsatura di rn cor- po viorto priuo di carne , &uedere vn medffirno corpo uìtio con la fua carne f laquale cuoprjp qurila of satura quantunque ella [fa là dentro njifcofd. Et co fi come quei difegnatoriyche han^vs duto le anatomie de gli htiomini,<& ài animalijfon più valenti^ & intendono meglio l'arte, che morì fanno quelli che fé ne pafsano uia così fuperficjahnente,feruendcfi folamente di quella ap- parcnxA di fuori : cofi quei prefptttiui che uorran bine intenderp^(^ mettere a memoria le li' nre occulte intenderanno meglio l'arte,di quelli che fcbmcnte fi contenteranno di prerìdere le parti apparenti. Ben è il uerOiChe hauendo l'huomo afsii frequentato , & pofeo allamemoriii ìe dette parti occipite ', operando poi, fifttuirà delle fYÌncipdi)& di molte cole farà di pratti-^ cajcqualpcròfarà nata dalla teorica.^. r:a d, f.,gli, p»i ,ìn U iniu Srù .«, . r« ../r, -f /'•f ' ,„7 t '^ Ì" ^-"He troverà. U fM,an . percU-nel Lari /. XH ?/■ . 1 ' ^ ^''"" '" '^"'" * f"''' ^ ">'"' i'&i'f'rà fatato psrcumU7raiiqHÌÌlin,Bdim^l"'i^~^^^^^^ Uura,d quella alu^^, che hxuerà da ejfcc ,1 corpo,& occultare ZieZt.rht Ir. r"f S'MAO J E C Ó X Ì> à- la maggior Ul M. 0 £^JÌJl 0 A*^- 1^ wtf^gior parte de' fiumi impìKftf/,chi drfcendono da menti, giunti nelle pianure tal volta mutando il letto jquato terreno tolgo noad vn ytcìno, tanto ne donano all'altro : così fa la profpetiua nelie eofe angolari^h'e quanto di ijuell'amolof: perde dal cho deU la veduta de' riguardanti^ tanto^nt accrefce dall'altro di fuori :hqual cofafidimojira ne la prefente figura qui apprefJo.T^ota du([ue OenetLettorcche'l quadre perfetto di mero rapprefenta la grolfe-:^:^^ di vna coIona qua dra, & quella parte minore che'l circonda dinota la groj[fe:^ay& il fporte sì della ba- faycome del capitello : la figura fotte que/ia è la bufa, & quella di fopra, il capitello : // modo di far fcormare le dette cofefarà que^ fio : prima farai la colonna in faccia fem^ irofff^xay & b formarai labafa,& il capi» tfMo,faccndo li/uoifportiuguali,tHto dalla dtfira, quanto dalla ftmfira parte y& tutto queflofarà di linee occulte.acè di punti,co» me dimo/lra la fgura:dipoi tirato all'Orilo te quel lato della ctlonn^ cbs s'ha da vede- re,& trouato quanto deus effer grcffa quei la parte che f cor eia , come al fuo luogo ne parlerò : poi trouato il fondo di efja colon» na, fiano tirate da angolo ad angolo le linee afchiancio chefiano ccculte,& daW angola della bafa.percbe di quella parlo hora,che è verfo k veduta, fu tirata vna i.nea all'Ori ^onte, laqualefi fienda tanto pia hafso.che tocchi quella linea a fchiancio^chc è nel fon do della colonna: lì farà, il termine quanto perda quell'angolo: cefi dal detto angolo che dimmuifcejaW altro che crefcejia tira- ta vna linea piana , laquale (ara alquanto pia bafsa che'l fondo della colonna, cerne è ildouere,& cefi lo aggetto della bafa dimo- flra quanto fiflendc su per il piano,& quan to fi fcorcia vn'angolo.&quàto crefce Cai tro : dipoi dalia linea fupcriore della bafa, al lato verfo la veduta fia tirata vna linea allVri:^onte:& cefi daW angolo difottotche perde , Jìa tirata vna linea all'Orn^onte , & dotte quella interfcgherà la linea a fchian- CIO del fondo della colonna, lì farà ilìermi» ne dell'altro angolo .come fi vede (jprefsa nella figura qui auanti,& quello che io dico della b;ifa,sìntendie del capitello. Le ■li éi L I B K,0 S I tetre figure qui apprefso fon U meitfune, falsate : ma quelle fen^a membri & ignudtL, , & queftecontuttili fuoim mbrt & vinate ^ \ ìiora perche nelle pafsate non ho d:mo§ìrato teme fi dfbbnno formare Umembrt , che nel I yero jaria Siato cofa molto confufa, & per \ che ancora é molto d'fficile à mettere in fcrtt- ; to, ho voluto folamente dimofirare li primi termini j acciò s imprimano benenell'inttUet- tOf & apprefso ho yoluto dimofirare le pre- , fenti figure» come rie fcono all'occhio, accie fi j vegga lo effetto che fanno : ma pù amnti per I efsere , come ho detto , ccfa ben difficile, ione I formerò vn'altra con tutti lifuoi membri di li- i nee occulte dando dipoi il modo , quanto per me fi potrà , di trouare ti termini de* detti membri à vno per "vno , perche tutti crefcono alquanto : ma tn queSìomtT^o è da confiierar bene quefli fcorniciamenti della bafa & del ca- pitello , & come dimmuifcono , & crefcono » Toi mandargli bene alla memoria acciochc^ nella feguente lattione , l'hucmo fia bene in- firutto della cofa laqual vorrà fare : perche nel vero, la teorica fià neli* intelletto , ma la prattica confile nelle mani , & per ciò Lo in- tendemifjìmo Leonardo Vinci non fi conten- taua mai di cofa eh' ti facefse , & pochiffime )pere condufse a perfettione , & dictua fluen- te la caufa efser qtitpia , che la fua mano non poteua giungere all'intelletto , Et inquanto à metfe to facefficome lui > non haurei già mai mandato fuori cofa alcuna delle mie, né man» derei per l'auuenire : percioche a dire il ve- to , cofa ch'io faccia , ò ch'io fcriua non mi co»- tenta : ma ( come diffi nel principio del mio quarto libro per me mandato fuori J quel pie- col talento che alla bontà di Dio piacque do- néirmiio l'ho voluto , & voglio piitprefloef' fercitare , che lafciarlo marcire fotto ti terre- no fenx^a alcun fr utto , Che fé io nongiouerò aìlicurtofi di fapercofeafsai, & di toccare il fondo di ogni cofa :giouerò almeno à quelli che fannHlU ò poco, chequefìa fu femprela mix intentione-. E C 0 ?^ D 0. *7 DT Al. SEBAST t yfìJ SE R LIO h accrefcmmo d, tutù l, de,t, membf Zmlrl^nt Z ì?" ''"/^ '"T" "' *"""" f ci. come pym.hodÀoflrato n^n ZJ HuSV I ''^ ^•'" '"'" ''"«O""'" •• di' fl<'>'','èi>ccolochJ"rZli!Z i'^^^^^^ 'h,»oUde,,al,„c,ch=npm dauLi.lt j^ !-.u, , membri L.,li /.rX« Ì///,S" f /« " '^^ """ ' ''f""" '' '""""' .f^~ ~ i" r - . ■buona quanwd h quadri , comt nel princ^p^o ho ImoRr^n Z T fi ^''"' T ^'''''^ ^' parrà megUo maginandcft, e/Tempi gratia,vn diaf^'aJl, ^«^^''^f «^;^'- che all'huom foI]Uanto:benchene'fiJfiJAonf:"^^^^^^^^^ il muri della deHra^&Mra banda fra i'^na ^ /'./rr/Jll?!. ^''' "^T^' '""^'^''^^ ^°« dri , & coft tiraraaU'Ortronte la zrcff, rri d^er.U ^1, ^'""^ '"^^^^^'f^rà otto qua- dre vorrà l'kuomo fian tlmsnateTJ^ ^fra t^^^^^^^ ''^"f "^''^^^ ^ ^-^'^ «^^^^K^. 'ant,parti,q.antcairhu.moparrd JrZelU^^^^^^ della Uneafuperiore futta di pinti fòTraltJoZ^^^^^^ ^"' '''''''' '^^«^^ f''^ "^^ ^^K^ del fottoarcofarà Jlrru^. lliaiZim^^^^^^^ ' f'' '''''' ^' f''^^^^ i^ ^ro/fe^lt S.erannoaU'Or.^onte}^fa., a"-^^^^^^^^^ ^---- /^ nifdcfimamcmeottoq.adril'vnadiflJtedlu'2^^^^^ ' P'«/o«r^«. faran 'l^^'&^{rn^^'f^n.lfifarac cartanto^Lettorr.in ma lettione,ma ben lo farò alflTluo.oolT' dalle prime colonne , ma la f,a apertura rLeadesi^ re quattro quadri , ptrcioche daWangolodi vnl porta alla colonna fon due piedi ,<& altro tanto dall'altra banda ,&cofUa por- ^a occupa quattro quadri. Quei tmmcelti che fon fopr^ li archi ben fi com- prendono affai fen^a che iomt fa^ Ucht à dirnsin fcritto , alle colonne non ho yn- luto metter le bafe, né i capitelli per non confondete l'huonto : ma mila feguente carta dtmofirerò ti tutto. ift ^1 LlBlid SECO n P 0' ì^ imfKfi^fmmìf^'^TmM tiij[wipipwjii>ii.wufmiJ.BB^|aii^»ff»* "-^'J" w a^eni , ^"f f'^'""** 'Jf' /■«» ff"- fo'"»""' P» accommodami [opra le tue hAfe *^^tó,;/ le qoaU cofe come hMmo i diminuire , ò crifccre , l'ho dimoHrato ùiiZJi. '■ Z^'f'"''- ferfonalmente fi potè fé conferire, meilto, & con eia LriliJ ,-i,r.. ll ' , "" '> ,n d,fegno alli ahfen:., & Iwccà futura ^ iT/rXiS^ «^^ - « ' '' "" " ^"''"" « megUomtefo,&acc,òclHÌ,an,'l.r, d,rcerl„?^ZÌ^ f P'«''^P>amtnte , per effe, tra il p,aU m Watro modo ,che p-rvaZuat ^ll^Tl "^a '^ì't"'^," '' '''">"' f' Lnefopralalineap,anadicheZfferZrfT^^^^^ na :fu/;irate ìuelLll'Ori^o^fJ^Z^^^^^^^ '^ ^«' ^'""P" "'<». diff, , &ru poHa q„e!}a i.lìantia da due lìti iiJltÀZ^T t /"" ^'^'"""' ' """ '" P'"»' d,flan.,J della palte kfl attirata v^a^^^^^^^^^ Tr" ^'"f ^'"^ "'""•' '''•^" '"■ due lmeeifcL»ciodaranleZtZTdZ^^^^ "'^«■""'O '«o. Quefl, '•>l:,nnJ'^ncotrouer.nnoff;f,J^aZ^^^^^^^^^ ■''''^/•'•«»'ccultefoprailpiano.DeUegroffex:^edeiot,oVch^ L 1 n Ko s t c otiD o: lo ^ E 2 M^ i »'*• W A- tfVI /^ u c f^i:,* L» la feguente figura ètome la paffuta, ma vi fono di più li membri delle hafe& de* capile Ili perauertir più L'buomo come ha da riufcir la co fa quando farà finita & terminata : benché pel rè l'ho dimofìrato più à dietro : nondimeno quando l'httomo haurà qucHe tal cofe familiari }i fcrettìone & da mano effer citata neldifegno , faranno fempre l'rfficio fuo btniffimo , cerne al prefente quefio fatto arco, ilquale è compartito à quadri, & è fatto in quello modo Due centri ' fono per formare la groffc^X? di quello arco', larà, efsmpi grafia , diuifo ilfottoarcoin otto parti, & fé; parti farà lo sfondo del quadro , & due parti il fuo ricinto cheH circonda ■ bifo gneràmedeftmamente dali'vn centro aU'altro fare otto parti, ma che dminuif chino t^-cod vna pane pmziù delprmo centro &ringere il compafso , & formare l'altro ricinto fupetiore & anco vna parte più sa dal centro inferiore flringere il compafso , & formare l'altro * ritinto più bafso , & dipoi compartire li quadri adoppiando le fafcie^ & facendoli U fua grofs.'^^t quanto fi vorrà ,laqualgrofst:q^a fi forma al eentro poco più alto di quel di lotto , & con quella regola fi potran fare diuerfe forme , & compartimenti, fempre però aiutando fi da vna buona difcrettio» ne,& però tutto quefio potrà fare l'huomo ben* mììruttOfOpe' ^ r andò lolam ente li primi termini , &il rimanente fare "* diprattica. Marmparedifentirealcumrigorofi in tal arte che riprenderanno quefia mia li" centia , & io gli rifpondo , che doue io, manco , loro fuppUfchino , & prouino vn poco che diff'e^ r enfia è da detti d fatti. L I B KO JECONDO. ?» X*.&dtlt»lu^x» Mirteo'. &<>ppnffoLtrZZZ"./ / ''"T"''"'' '•"«*'':- , trapattro a„gìu de p:h/irhfia dZh l'ano 1^,2 '^"''''''' P"A«». "»»*/«#<_, ito éon quella regola fi a dietro dJolZ^tVJZ, « ^ ," ? ""'""f""^' i»t ?««- J.4.5.1 I. ?." nudeU termini nTnTnatialTi^^^^^^^ ^"""1° "* '' '"'^'' P»'"'^ n.4„inra che farà ^j. ».r. /«LK.ll, CZ ti 7^" '7r' '" ''^ ' ^'f'"' "- 4/to /««f U ance, le quaU nafcmo Llclr.hL^ f'^onte, & fian mede/Imamente riUwte in i'teffecaùonichefonlueZcTrcht^^^^^ ieH,a , cme dalla fini/ir, parte. ForCi che/aTanuT '^" ""t" "" ^ "'^^ "P '''''"■■ tffl chetati y .fia tira a rna lintadr^a^àol^ n' "^ '7't' •' ''"""' «"'^f""'"''' di' terchio maigore, lì fari i'tmTTùZi, T' '"""'^ '" ''"" ■"' »«=<* '*' "^' ^.f ban formatili ^«/«Vr, „ SVrff mT«TÌ' w 'T"' ' t "" "" """ " '"""»' ' '*« pan mexo cerchio ch}faraX"tmfalTj^^^^^^ ^T' «"*,' '''"^'Z'"""""' '' ''«" '''' tono da l, angoli per fir la crocerr-oZel f^""".",', '' ''"' ""'^' «"*" chef, par- *<>'^iirninutipHZirLndrifoTaLZl^T 2""''^^* ^««^ ""«o •"''« "m,«<, a «,w«». H'ra,&aLieUTf!^!Tb.nla^^^^^ i><^"ì^eBainfacciaiel71kaZm'y'''"'':^^^^ U 6f fi 'rcjjommojirare l'arco m corpo, &l (uo modo di f carri ^vJ mi. ':—''" "r"^" • *» ^urroaf,\ ^Uafir:fon cefi chiarJcnte dimofirati [chciomnZa^^^^^^^^ '^'"'^ '''^' > ''?««' ^^fi^hnranor^horoluto farei arco daulm^^^^^^ ^.^'"'r' '^'"'^'^ ^^ yede ilfuo ordimento , che è quadro • ma henehÒ Ltt^^ l J^'l^^ cauanodel quadro, comef, sltrc parti : & quella forma circZ'e Zopradd^^^^^^ ài d.etro^iiquale r^on imped;fce U tin^y^^.r2f....LLì..^.^ ^^^'^l'^^'^P^^^'^l^^odocomefifarebbe-pna cunoU.X^ fuito gmaato dalle due lìnee à fchianció . ^^ .frn*,jn ' ""^"j"'^"'^^ «'^ P' la, catino , ò quajfi voglia cofa,& rolendofifeguitare inlon Tn/./w r' ^\f'''"^'^ «^" Me cefi bene intefa, la figura è tanto chiara, che affati^ iandofi vn poco l'huomo da fé troue- " lf^ìlmodofen:^afcrittura " l I B ìiO S E C 0 7{ 1> 0 THVeji m:,u y» corpo lol,do m rotondai, ma ,n nu.fla fiZitl d.mZlZ' !" (' ^"" '""" ' f"' da .^ag.nart che-I corpo rotondo quaJp.A ba/oTA/rZ", ^r 't"'"""" ' ""''' ''<>* fccrco, opra t'Or.^onfc . 4 U Jd.fi Je Z"ZZtd:iYl7d:L':'TT ^ f ' "''" '» -"Xo»,,„, iU .ft.grf, han da portare dal lato deliro.&dalL^n'f "'P-fopra U piano alli hura : cr auu„t, ben. che nel corpo f^lp':anoTM''rf.YT '"' f^"T"''' "'"" la croce p.ùà baf. é U centro dellacrconferentTada hTirÓ X il "r""' '''A' """•''"^^ m^tetUentrod. quella dtfopra. le quaU ienPoade&dHlTlu^^^^^^^^^^ '^^ ^ Tf""'' yn corpo . Ma nota bene, che le linee ferme fon aJll/rZf^^ , ""• ^f"""'»» /•'''''^'''•'■r^occulted.p.nt.fJZViZ:^^^^^^^^^^ ycigonocome tranfparenti fa,,, d, pc^^, : daWaJtnerfZTd-lJtf'^ ,.i, sparare àfard.u.rr,co,nP^,„cti, 'c^qì^fl!^ Zi'.i'lZ'^' ^' l hucmohenfa„,l,ar„non,ccadcrifar (e«,p„cu,fla flu^^^ con ducUneep,mc,pal,ferMend' 'orpo '«''e le roleffld,r,,oslrareU'rn pi ciolo traeteti '^^^^^^ forfè mi mancherebbe il tempo à far ?/, a/rn iZlàlln'-T ""«""*'?''»<' ■'olumf,& che Mono accadere ne, l.[d,fici,!L7ZTucf^^^^^^^^ mo bora i le«ar dal piano ^li ed, fidi che ^ veggono in faTaWdl Z^LT " ^"^ "'«'"■''• d:ffl.Lap:iibreue,6-pìàricuravuinèfarevrZZlT^^^ '""" P'i* "dxtto io pedi,br:cc,.ialtrJiJa:n,adJ:ZlTqZ:o^^^^^^^^ eia fon quattro quadri da yna colonna all'altra. &UcoZaZtuol'f "'^f"' V^ '»/"«- «an^afemprefaran quattro quadri da rna colònVjaiZ'Z^nZtl^^^^ te. LeHatedmquelecolonneaqueiealte7rachiZr,in'L'r'^'^'''fi&'''''H«(>'- raodo de i quali}, vede cfpre/fo. ^bncSareifZ^f^^^^ '' f"" 'rchi : il 'rch.fi farà l'archUraue/regio.&lLrnLXam^^^^ arato.sl come accennano le duelmeeà febiancioalliffcnf^iTtr!^^ "'' '"̰ «'* '''""'• «ice f.perlore à queUa, con la med^rnàTeXfXictT^I'fn^^^ "" rdmexo.&difopra,douefonquelleli„eeafflJan 0- io^^^^^^ i'>t due quadri, & alte quMto. Qui dauanTnZianalTr^^/^^ larghc^Xa deUa fini/ita in faccia f^pra laZJcellZal^/JfVt '"""r" '*""'' ''''">""" <" mcdefim.chiod, nel piano fra //c^^a^^.S^X/Zf^^lTT^'"?/" ?«''«'»•• '' fcorcia«oJequalifonaUequattroauadri-ZTZ[iTt.'J"^^^^^ ^"«'ì>'f-'koUf'P'*riUuandai;iZZVr^fi^^^^^^^ ròdmerfe forme. Li centri de zìi archi tutti riv,^Ll.rlf,* '"•"'' f'guente ne da- i 1 B K.0 s n c 0 "KD 0 15 Ov. t'intopuì, quanto impouriu fio cWfuJZ^^^' "'"^'"f""' "'"etUnto, 6 Ucormcefari taiirìu d, ejja porta, l fofTp'rSàÌnt'^t^T "'1'^'""" ^' ''"'>' ^""> <">'' ^■ f.^di , & potrà cffere „ldra: &TndaTZnrt^ì ""T," " '" ^T '"^'"^^' '"^ t'^ luefte r„,fHre, Uqml, f, ftnoZcJ ZJÌ,17a, ' . "^ ''"""'*<> f'/'Cmipir fcriulrt dare dfiuéofo d%4a c$ZaLi^'trZf'''^''° luìauant.^ So,am„t. ho da iiccr/'. ifirttai.Mti-:^X>;atèporte,Sntnrr ^r«lti^^'^,'^''''''''^"''&'>e,&co- «■è vn-aitra, eh. è /« ^r.VwTl ,t if "^Iw, ' "'"'"'J'"!' '"'"•'" ' ^ "f'fi^'l' ■ Ma ce hrihexv, comesi dato . L, al,, „, r, orendcrarJdlhLl'Il'J'''^''''- ''"M"' f.,rar. Uuerà su &f,ri la f^ Z::;;: &Z^^ Z T/T'" ""'>'" '>""'" ^ l"'^'' >»'' Ilfporto delU leccHa cafaife: sedi Lrurln r.lJl^ 'P"l">, 'b ella occupa y« quidrt. ^<'»h«» ma»ia,„éfiri aU» .?! L I B KO $ E C 0 Ti D 0. 3^ Le fede negli edifictjfon molto necefarie, & però intendo di mofirarnì di pia forti ] '& io^ rninciarc dalle più facili . Ter l'ordinario vn grado, è me'i^o piede in altex.'J^a , & vn piede in larghcT^'Z^a, cioè il fio piano . Diremo adunque li quadri di quc^ piano effere vn piede, ^vor remo fare vna fcala di cinque piedi in alte:i^:^a , & la fua iargbe:r^a tre piedi . Sii la prima li- nea del piano prenderemo la mi fura dellalarghe:(p^at&appre(fo fi mifureran fopra effci linea, ti cinque piedi , liqualifì dri^X^ranno alli due angoli deffa fcala , & partir an fi in dieci parti f i&queHi faranno ^,B, Tot tutte quelle parti fian tirate aU'Ori'z^onte con linee occulte [dipoi ftan numerati noue quadri in longhe^X,^ > ^ dri'^rjr^^ta vna linea , Uquale interfegherà queUa delB, lì farà l'angolo dell'vltimo grado , alqualcfarà vn ripofn di tre piedi per quadro :li an- goli del quale faran CD, di poi fi formerà il primo grado , & dalli fuoi angoli del ripofofi tire-i ranno due linee, & apprcffofileuaran tutte le linee de' quadri , & doue quelle toccheranno le dette linee, lì faran tutti li angoli de i gradi , come fi vede efprefo neUa figura . Quefia fcala è infcorcio per fianco , l'altra fcala viene ad effere in profilo , & è alta vn gradò n^nco, chefott ijuattro piedi & me^^o, & è medtfimamente larga tre piedi, come dinotano le linee occulte del panofotto effa fcala ,&ccn queiia regola fi poffcno fare le fcalc di tanta altezza , quanto fi vorrà, 6- farci alcuni ripofinelmc^o, togliendo fempre U mifura dai piedi dei piano, & per Ufcorcio,& per il dritto» " r ^ » r . y- — -zl_zr~7 / I r i^U\\v\v^va\\teii^ I L l B 110 S É e 0 yiD 0. .,.___. 37 j Quelli fede in profilo hanno gran pnftntia , & fmo ben facili da eoUòCdre in ogni Itiogo ^ iicomdifegnet&à più cofe pofsono feruire,ancora ne gli edtficij doue fi hahbtaàmónUredoi' tementeifon molto commode é agiatet& danno a' riguardanti non so che di contentexT^ad^oc» thio,& mafsimamente a luoghi publici : percioche efsendo fempre due, per vnaft puòfalire dA yna b&nday& ptr l'altra afcendtreyfcn'x^ impedimento delle perfone à ri f contrai fi. tt coftco* me fon due faine folamcnteiihucmo da fé con qucfta muentione potrà farne delie altre% &yA* riandò ancora. Come qucjìefcalefian fatte,^ con che ragione, ben ft comprende il tutto fen-^ !74 eh e altrimenti -fi (cnua : p(Ychc,conic altre volte ho detto,li quadri fon piedi comuni,^ ti ivradi fon di altcT^a mc^p piede, & Ufuo piano vn piede : ia larghfj^a d*efse fcale è piedi cw^ 'daUadefiray& ftmHrabandùy'do n èli tei^p grado & rpcfo ruoie cfsere largo civque pìedi^^o me la fcaUypiAqut fmofolamente vn pitde,per l'anguftia del foglio & della ftampat& quelle «/ri.,. CT M. SE S^STI^^ SEI{.lIO "J ff"l"haniu JM» /-or^i ,,//e iimoHratiam dUtc prafpeltùie : » fr««« ir fette tèi: ftaU fagl.e^ trtp^cd, & , .««r /«r,,;^ ,« p,f *,c««, rf,«„fl„ ,< „,/„« J,i,„„ .."^^ Z;7* ' H^l't ^>''«^P'ÌU^>' f'efU.ft,au leni, .:,^„pU per UtoXrù^^^^^^^^ ^>,t„cwei,d,gn, grado r, d,rm,,«a«on ilm fatto per nc« conferirei, fi-ma ■Litcrit l(r,»,rlo . mt t,„,Jìo i joUmmte per akum che nmfono cefi capati . U porta rutltca fono li l'f'Ofh" porta. Entro U porta (opra Ufccmdo ptamrottolo dtmoflra tfreim ma fcU.che fi n'd-Tl::^ ';'f""'M>"lr''U'"l'f fare lc.g,uUameZjutr,à Z/^: U^a \ -•G Di llBTiÓ JFCO'HDO: 5I fìlqtiefiAdiueffttà di [cale fon cert'lflmo che vnuparte farà intefa fen^^tfcritt^^ mente quella di mexp^chefAglit da due lath& anco Ufuperiore a ejfa che faglie più su: perciò- the quella è Ituata dal piano come tutte l'altre^^ quejìa viene ad effere di latght'XT^ fei piedi, come ft vede fatto l'entrata quadra del primo pianerottolo nel pauimento che occupa fei piedi, y Li due archi fotto la feconda f cala y le fue groffcx^ fono vn piede y& però la feda che fcende I fotto terratè larga quattro piedi,& è cauata dal piano come le altre. Quella che più oltre fuori de ili archiyfi vede il modo cerne è fatta molto chiaramente^ & co fi quifìi due gradi che à man fin lira fi veggonoyft ccnofce m che modo fon f atti, & fé' l pauimento veniffe p ù in quà,ft vede-r rebbe megho il fuo finimento . Lafcala più lontana à canto la porta t iiHica, ft conofce apertUf mente come è leuata dal piano : laquale troua vn piamrottolo che viene m qua, & vna fcala^ Uquale faglie in alto, & viene :n quàjaqualeèpur tolta dal pauimento cerne l"altr(,cn è Itgrd . di alti me70piede,& U fuo piano vn piede :ma mcoft piccola cofa m^ilftphò mifurare, ma ri-, i I mane nella intelligcntia del 'bavnuyike poi facendola grande,la tronaiàriufcire. Sotto quejia !l /cala paffa vna porta,laqnale è laì%a chque piedi.Sopra quefìo piani i& su per qut§ìe (cale il huonVittorehaueriabcn fug?^ettodauauagHaìfi in coliccar figure in diueìfì medi, m piedi, a federe fopra li gradi,& difttfi p( r terra in fcoìcioyn (jUtJìo mede, & con quifia mifura . Sia la, figura dotte fi voglia ctn li piedh prendi cinque di qui t quadri ptr linea y(tra,e tanto firà a,lta, la figura ; percioche vna perfona ccmmune, ò mediocre che dir voghamo, è di tale alti :ì^'7^a, &, eoftfaraida prefjo,in mi^Ot&da lontano.Se la figura farà fopravnafcala,prendi lam.i]uìadi quel grado doue ella fi trotta, C la farai di quelle alti '^e che fon cinque piedi, & coft sella fa» rdà giaccre/ia il medi fimc.St verrai della fcorcta, giacendo fcprau ptanoyf-a ch'ella fìaciìl'- que ai quei quadri chef cor ciano, & veduta dal modellc>ò dal vero farà l'vjficio fuo. Dt piufcrte fcah ho dimofìrato, ma ve ne fono ancora dell'altre lemali.nel vevo, n chi ìièn farà bene ivfìrutto in q-xcUe paffute, poco ò nulla intenderà le due che qui auantt yo7ltn dimo. ftYare.Ourfiaprm.tfarà vnalumaca quadra.ma cbifapràf.rnuefla.farà ancora U tonda che' e ti^tta vno,rerutndofidi quella redola che àfar U corpi tondi ho dimo tiratela figura fedina* ta T^ela pianta de/fa lumaca^ma dt formaminnre,acciò capire fi poffa.^iurfìa mcdifima Ln- taft metterà m fcorcio &simagincràqHel primo piano alto me'^o piede dal p^mento\ap. freffo fi leueranno fui diritto tutu li angoli de gradi ad vnaaltev,':^^ h m. ^ piedi di qndU ahc^^z che farà il primo piano doue efsc linee Lfceranni LJidaZ t[chelonc:r.qHeanderannotuttiadvnaalteir:^a,chefonnoucs^raduol primopiano. liquali ft tmr^nuoahO'n^nnte, & terminerà quei dal defiro, & dal fvv.fìro lato, tr enfi anche aUi mUa faccia d^là faran affalte^^a de gli angolari . Terminati adunque tinti li iradi cm^^^^^^^ i;^^^ na linea aWoZ ^nte,laquale troueràil termine delfeflo grado,chefarà sa l'angolo,& leuata la fua altcìra ' K^llTir ^' } ^;«rr..coA/.r^ trouato il piano del fef}ogrado:& dal fuo angolo atter taccia,& il mede fimo fi farà di grado ingrado. & rmltandofi da quefio lato dtfìro li gradi .6 tjnira(empeqHefiaTeioU,UqHalè infamici, ^ / r(^i'S''^«',/i .*À:;^v;,>; li s Kò s t Cò'KD oì S9 ^ ì T^f Termnìafaare a dietro di quante maniere di [cale fi pofono fare, & minimamente di ta dellaquaU equi fcpraà man delira. Benché però è d: minor forma della propria : & al Sìa T.T'f T/' f ' ^'^ ""f '/^ ^'^"' ""^ '''^' "l^'"^'''' P''f'^'<^' '"^ '« fiordo, Lnx' ^a dclqude [ara mt^;^ piede &fara yn piano fpanofo. Sopra quefìo piano fianotiale le L «J'f/ch>anao,&daUianpUne!lapartemteri^^^ rna hn,a di quejìo p^ano,^^ quel termine fu tirato aU'on^pnte di linee occulte,^ Le quelle fc su diruto h quattro an^oU a!l'altc^^^ di me:^o piede ( acè .. qud luo^o oue fi ione ad fondo del prtmo piano J farà tirata rna linea da angolo ai angolo ,V CaltÌe due IneelwcL ^tielapiramdc vi e pc ta cosi per rn capriccio, per empire qm l campo della fiampa Mcuna joltaft verrà fare rna (tmUe cala dauanti ad rna portUela metà dique(ilfeTr{^nZa fimi iHogo^a tribunale,a qualche altare,& ccfe fimib : & con qucfia ri] fi potrlfarele Ze lonie.&ancoradi ottofaccie,òdifei,comepiHà dietro dimouL In effe ioL^ ^ ■■ <■ ■'■ '•^mitmmtm Hbantuo in. 1 1 s Ko s ^ c ò '^b o: 4a To haHeiiòprmeJfo d^lnfimire tanto nelia profpettiua il sìudiofo di quefìe mie fatiche^ che igli fapejfe dintofirare in profpettiua li fuoi concetti di qualche edificio , che egli vole/fe fare, penfando darne alcuni /empiici termini , come furia di formare rn piano femplice, adoppio» iSr Iettar su qualche corpo , & che queSìo haueffe à baéare . Ma trafportato di ma cofa nel' l'altraf io fono entrato in vn pelago forfè troppo profondo allefor^e mie, & quefìo hanno caU' fato U prieghidi qaalchvno che mi può commandare ', & perciht hors cb*io voleuo darfneà 'qucflo libro, incomincio à trattare delle cofrpiù difficili , lequali fé addimandano fuori diquà* dro , benché però fi tirano aWO'(i\onte ,& alla dijìantia, come la prefente figura qui difotto, laqualdimojìra rn quadro perfetto, l'angolo delquale è pofio fopra la linea piana , & cosìco» me fé ne vedono due lati vgualmente , così ancor le difiantie fono vguali , lequali fono al D. Et quanto fi vorrà far fcorciare più effo quadro ftano pofte le dtfìantie più lontane,& quanto fi vorrà far larga la fufca intorno al quadro, fta dall'angolo C, yerfo l'angolo ^, terminato : & tutti lì termini di que(io quadro vaì.no aliediflantie , & ninno yà aWOriT^onte, eccetto ilqua,* irò d&ue è coHocato quefìo, ~ - - — - I ^ 4 fl»à foprahodlmoHraiolavia di porre vna fuperfiaem fccrcio fuori di (Quadro, horadU mo sirerc ù modo di Uuare il fuo corpo di quella ìjìcfsa. graniixja^col mede fimo Onrntc^f C^ le ificfse djfiantie : il qual corpo è vacuOy& [i può leuare à tanta alti-zx^» quanto p are, aU i'huomo: maio l'ho tenuto così bafso acciò fi vegga il fundofuo, & da questa mtdifirmfiguYA ft comprende à quante ccfe dia potrà fcrtnre, & tanto p:ù,ò meno ferund, quanto l'hui mo fa» và.piiyò meno gtuiiciofn,& q'4f(io fu ba/ìeuole quanto alti corpi quadrittaa voglio ancora.di' ntoj^iart ti viQdù di ■corniciargli nella fcguente carta. \ \ ; li Il 1 1 B i{,o s n e 0 iiD o: 41 La preferite figura è formata col mede fimo Orizjnte , & con le meàefime diflantte che fono formate le qui adietro : vero è che l'Orizzonte, & le difìantie fono alquanto più b.ifse , & à ro- lere corniciare ti detto corpo di fopra i&dt fotto,ft farà elettione della grandiT^t delle cor-- ìlici. Tei tirate le Imetà fchiancio ,c(fidi fopra, comenel fondo del corpo folido tprim^t alle cornici fuperiori fi darà il fi*oconueniente fporto,& cefi dalli fuoi angoli cadranno linee perpendicolari fopra le parti da b:ifso,& termineranno lo aggetto delle bafse cornici , le quali (come ho detto qui adietro J vanno alle difìantiey & non aU'Ori^nnte , & cofi come li quattro angoli d'efso corpo vanno chiù fi dentro del quadroycoft ft vede il fondOi& ti di fopra delle cor- nici vfcire fuori delqnadro,&q'4eHo èfolamente per le cornici fen-^i membri per non confon- dere l'huomo : mn apprefso fi dirà de' membri^ QB^ Qua di foprà fi ì- ragionato delle cornici feriT^a membriyche bannù a feruire a ({utììi corpi quadri fuori dì qii tiro, & era ben ne e ejj ano a darne qualche termine , Hora qui acanto fi di* rncftrar.o in figura le fopradettc cornici con li tnembriloroiliqualifaran fatti ancor d'altra ma' filerà a libtrtà dell'architettore fecondo li fuggetti, & con qi4el diminuire & accref cere di membri ychene gii altri cormciamenti puiadietro fi è dettot come ancora fi può comprendere nella prffentcf^urafyfavdofempre vna certa dìfcrettione,& giudicio in far elettwne di quei 7H€tnLn,cbe nelle opere habbmo à tornare più belli a gli occhi : perche nel verof iranno ttlcttne cornicijU veduta dfUe quali farà così altayche li membri fotto la corona fi perderannoy& alcu ne bafe così fuperati dall' occbiOyche li membri accrefceran di forte,che alli riguardanti parratt* 710 dijjjiaceuoli.&però in quefli tai accidenti farà da fan limembri più minuti, & fotto U co» tone membri fiùgroffi iaculo tornino poi meglio,^ più grati a' nguardAntu liiiwii ijbKosecotido: A2, le éfuattfó figMfe paffute fuori di [quadra han la difiantia ygt4al€,cioè tanto dd un latOiquan tu daU'altrOi&fi ue^gono li lati piri : ma la figtira qui di fatto è in altro modo, cioè che lì Ori- Tonti fcruono per dtfìantiat& per Ori^ontcVrimafìa fatta la linea piana ^,B,& ftadiuifain quattro parti uguali,che farà C,l>,Et la linea C,D,(ìa tirata aiCOrfx^fnte a man d€{ìra,& la li ■ nca ^jCfia tirata all'Ori^onte a manftnifìra)& quefìe formeranno un quadro perfetto in fcot" ciCj:UjH:illìusdeptudattn latotche dall'altro. Li fuoi angoli farà F,G,HiC,fe norraiaccrefce' re aucfìo quadro inlunghc-zj^a mcxo quadro,la parte D)E,fia dtuifa per meT^Oi&fia tirata quel la Una aU'Or>X:'>nte dellro,tn capo della quale farà una §ìelJa,(^ q'^ffìa accrefcerà me^p qua» dro.Toife uorrai crefcere l'altro r/tc':^o quadro tira la linea E^all'On'^^nte dfJì^Oi&farà accre fciuto un'altro quadro al primo, & tutta quefiafupevficìe farà di due quadri pcrfettit& que- fio allo ingegnofo architetto fer tura à molte cofclequali per abbreuiare io pajjcrò , Il corpo qui fotto difegnato è Icuato dalla fuperficiefnperioreà lm,<& è fatto co li med-^ftmì Ofi':^ontiitr ucngono ad effere due quadri in tonghe's^at & «« q>iadro in altt^j^a, percioche U linea piananellafuperfìcie cheèfegnata CyDtZT il lato F,CjChe fcorcia fono uguali; così l'alte":;^ 5j^4 del primo angolo di quejìo corpo è quanto quella parte di effa linea. Seguita adulte che que fio corpo è quadro pfetto addopiato: dico in longhe':^atche non intUefie il cubo addopiatOt& quefto corpofcom'hodettodtfopraJferHirÀadiuerfe cofe:& fé ancora uorrai uederpià quadri VI /o^^JC!:5;:^-2,co«n«fl la linea p-ana in tante parti di pià,& trouerai fempre il uern di quefta co faitfimdm^tefe uorrai fcorniciare quef ti cor piiterrai la, Hia,che nelprincipio di qftidimoftrai. m DI M. SEB^STl^T^Sri^^llO Ma fé fi vorrà fare diuerfe co/e fapra vn piano : farà bene a formar primi r» piuimìn:. to,come fi vede^uidt fotta d.monrato:&fcpra quello per via di quadri andar formando ^ualur.cjuecofaf^rorra,& guanto li quadri faran p.à ptccoU&di ma^gm quantità le co fé forniate fopracli^rerrannomeglio La croce fatta fopraquefìo pance foUmente perori telafìradu aUo iìudtofo :ma diqueiìa fi formerebbe yn Tempio moderno al co^umeChrl fidano L altra forma U a canto dn.ota rn pr^:^o di fondamento dt rno edifìcio. Ma tutte Z. fi^^<>r< fi P^fs'-oponnrna gran forma,& dimoiti quadri augumentare in ornamenti, Ja^^^ ,ora informe diu . re. & ta rotta mutare li On^onti, tir far vedere le cofe più da rn lai chi itali altro, ma ihefempre gli Or.ytnti funo di y^Halalti':;^^^ . i t ^.^n ^^lo, ctìe ^.foTf' ^T'^"'^"^^' fcpr^hoancorarclutoteuare dal piano lì fuoi corpi, acciò n ym cerne rieIconc,& anco per d.moflrare che li mede fimi Or~^onti feruono ad . | copi, .1 ìVur-!nJ ^ •■ """, "'' "'"' V"?'' ^' ^'''' > " /««« '^'rato per f.rne tre , ò quattro fime . "Pr^à'rn^no vogho ccmp,re f,no à dica figure, lafciando poi fatica 'fi zUi fi udWL'u Sopra ^'' n l t B K ^ S E e 0 -Ti J) 0- ! ^fl'p'a queUi paulmentidi quadri fuori di quadro, come ho detto ,fi pud formare ciò d „ ^. Wn/f ; ma liì qiiejìo qui à canto fi vede vna colonna di otto facete, U quale occupa tre quadri Per iir'o^'^fXK'^f^ '" lunght^^^ ne occHpa quattordeci.ChécHd effondo di otto faccie è necejja- rio cauarla dei quadro, come quadro, ccm.^ da principio d'mo^rai, &in queBo quadro fi vf/J Zóno le bncc occulte , & poi li termini deìlioito awicU di lince efpreffe . Ma perche quefìa fi %ede troppo perfiaìicone ho formato m'altro p'-ZX^y che pereffer pia vicino al fuo Ort^onte \srro^> 'f^a (uà fi vedrebbe p ù m fàccia, ma non giamai tanto ch'ella vi mofiraffc Li faa per/et^ ^tafc^rnìa, per tf['tt(etnpre fuori di quadro. Ouefie colonne qui à canto fono le medefime di fopra,ma queUs fono tranfparenti & quefìe foUde,dalle quali l'accorto architetto troueràdiuerfe cofeeffercitandofl sùqueflavia, benché àfono altre yie.ccr^ e quella del teUr,òdelportdlo,thc vogliamo dtre,laqual èdimofìratada. Alberto Durerò : ci è ancor qutlla della propria foìma.via veramente buowffima, &firAra : ma molto difficile àmoflrarU altrimenti , che allx prefentmdelVìrAomo : perche quefìa ho io eletta perla pm facile di tutte l'aure. Et fé non che io voglio rifirmgermi,an%i dar firn à que- fio libro, per dar opera a gli altri di maggiore importan'^^i : io hauerci tirato diuerft corpi , & XafamentisHqutflaviaM quale ver amente non è tanto difjì-.ile quanto U tmtuano gli huomi ni qualche anni fono . Ala perche delle Scene,& apparati di Comedie,& Tragedie^cheàtem- pinonrificolìumano,&maffimamenteinItaUa,voglio trattarne alquanto : io farò fine aque fÌAVÌafuoridiquadro,lafciando(comeiodi(sO f'itìcarft,fiuiiare,&inuejìigAreaWhiìornOiChc io fon certifsimo che qttalciyvnon: trarr à gra-i frutto. 'Penhs' i^ Terche netta feguente carta io traìFar^ delle Sc^ ne,& d^Teatri che 4' noflri tempi fi cofiumano.onde \ fard difficile à comprendere doue , & come fi dehbt porre l'On:^onte delle Scene.per effere diuerfo mudo daUe regole paffate:ho voluto far prima quefioprcfi lo,acct9che la pianta infìemecol profilo l vn per l'ai troftpoffmo intendere , ma farà bene à Sìudiarepri- ma fu la piata,&fe quelle cofe no s'intender ano nel. la piata,ricorrere al profilo doue mf giù, sint fiera, Tritaieramtte dunque io commcierò dalfuolo daum ti , il quale farà alCaltt^xa dell'occhio , & voglio che fu pianoy& èfegnato Cy& da Byfìn aU'^.farà il fuolo leuato dalla parte di U, U nona parte, eJr quel diritto piUgroffù fopra del quul é ^Vl, dinotati muro nel capo della fala.Q^el diritto piàfottiU don' è Vja ' rà il muro della Scena,cioè l'vitimo.Il termine (ktte \ éiO^él'On-^onte.La linea di punti che uiene ad fffer I àhuelloda Lyà 0,doH'e{fa finirà nelmurovltimo del 1 la Scena,ÌHi farà l 0 Ì7^onte,ilquaipsrò feriurà foU' \ mente per quel mHYO,& quefìa linea farà quellache I fardfempre Orinante alUfaccie de\afamenti che fa- l ranno tn miefià. Ma quelle parti de i cafamentt.che | fcorceranno ilfuo OfiXj}nte farà quel più lontano fé- | gnato Oy^è ben ragione fé i cafamcU in effetto han > due fxccie, le qtéai /quadrino à due lati , che ancora i habbmo due Ori^S'nti , «ir quello è quanto al profilo '■ della Scena.Mi la pia^X:^ della Scena è quella fegna ' ta D,la pane Ey^^pprsfenta la ;>^j3J^j del Teatro le- vata U terra m :^.» pied^.Dweft u^ie F,fon le fedie dt'p à n f bill. Li primi gradi fegnaci GJuran per le do nep à inb'li,elaleni'- p à alto le mei nobili vfimet tera'ij,0;id lu^go più ^pxttofo dou'è H,è vnaflrada, e così Ì4, parte l . Vi* altra firadutonie fra l vna,e l'ai tra quei grait faranno per la nobiltà degli huomini, D4 /'/ m sàtfi gradi th?vi fonOfli men n. bili fi metw teranno Qjelgranfpatiofsgnato Kjarà per la pie- be^&farà maggiore & mmorr, fecondo la grandi^j Xa del luogo t& il Tc^t-j.^yr la Scena eh' 10 feci in vi cenxa, furono circa à fuefìo modo, & daìC ^ncsmo ali altro del Teatro era da piedi ottanta , per efjere queiio fatto m vn grin cortile, doue trouai maggior fpatto,che doue era inscena p^r effere quella appog- giata ad vna loggia , Li ^rmammti & Legature de' legnami furomn nel modo d'motir aio qui auanti , & per effere questo Teatro fen^a appoggio alcuno , io voi fi ( per maggior f or t€:(p^a J farlo à fcarpanella tmonfeifeiuitk di fuori» ^ Trattato ! I Jl I B K.0 S E € 0 7iD e: 4^ iii^( , Trattato iopxa k Scese • ««1 j Fra f altre cof< fatte per ìHino degli huomini che fi p&ffìom) réguaMiue Cùn gran contenti^- ^ '^ d'oichio, & fatisfattione d'animo, è (al parer mio) il dtfcQprirfi lo apparato di vna Scena ,. fft 'fioueji vedi: litpiccolfpaUo fatto dall'arte della V rof pettina^ fa per bì piiijiXj(}t«f»phJJifni Tem- 'pi. \ivi,di4iexfiX'ifii»enti,& da prtffoy& di lontano jpitiùf e pn^X* ontdtedi varif edifii éfjrittiffi' H me (!^ lunghe (ir ade tHcrociUte da altre yi€,aychi trionfali,alti{Jme coioicpiramidiiobelifi^hU 'ili & mùU^ire coft belle tomate d'infiniti lumiygrandiymexattit^piccolif fecondo che l'arte lo 111;! CDZ/iportJ^ili^uali fut^eccs: 4rt>fciùfamente ordinati,che rappreftMtàno tante gioie lucidifjime, Ik comefaria,DniwattiitI{i9him,Zafìri,Srtt€raldi, & cofe fimili . Qhìui fi y p)i, ta mu^uerfi : in aicuìie altre fi "vede il Uuart del Solete ;l fuo girar ei& nel fi/tire della Cornea- iirrs dia UéL^cHttr poi^on tale artijià^ , che molti fpettatoridi tal ccfa fìtip.fcono . Con l'artifìcio [)jt à quaUbehM^ìì prepfitofì cederà difc^xder alcun Dio dal Ci^h^c^rrere gualche Tianeta per ku l'aria : y^nut pw su la Scena diuerfiintermeiij ricch fjimamentt orn&ìtJltHreedi vane forti con, 'u^.fv ftram,s4 ptrmor.ef(beìComc per mu fiche . Talhor fi vede flrani animali, entro de' quaU fon hHomir?it€j7 fancmUiiatteggìandOtfaltandOì^ correndo cosìkjtne-tthe none fen^^ji tnaraui- i iliade' riguardanti,Ui}nai ttttte cofe dan tanto di contente%7^i aU''OC4:hiOt& aU'anmOffbi cofa^ i materiaUifaUa doM'arce, non fi patria imaginare piùhella , & di quelle cofe, poi chefum^ in. Vi (p filo dell'arte dt lì a Vrofpetiitia,io ne trattare alquanto .. 'PureqHantunqtte quefto modo^ : il Trofpeitiua fdi cm 19 parure yfii diucrfo dalle regole puff at£ per £.ff ere q-nelle tmaginate fo' tira le mura piane, t&quefìa per tfj ere material€,<& di riUeuo.èbm ragione à tenere altra fìra' ia. Vrimicr cernente perilcomtmimeyfoft fa vn fuolo ieuato 4a terra quanto l'occhio ncfttOf. cioè dalla parte dau*ivti,& didietro fJ fa piH alto la nona parte^ partendo m noue parti tutto tf ano t & vna di quelle . Sia UuatD il detto fnolo dalla parte di dietro virfù l'QrxT^nie , & fia jtn piano , & forte per c&ufadellemorefibe .: qutfìa pendentia 19 l'hoirjeuatacornmoda conia. '.(pericntia, perche m yicen^a ( CittÀWQUo rtcca,& pompofijfima fra l'altre d'Italia) io feci •ìAvn Theatro j & vna Scena di legname , per auentura (anx^ fetida dubbio J J,a maggior ex h e a'^ 'il ìnofìri tempi fi fi <■ fatta^doue per li marauigliifi intermedtj che vi accadeuano ,cùme carrtttr^ u'\ì^lffant',^diueYfemorefcbe, io voifi che dauanti la Scena pendente vi foffe vn fholo p'.ano : iJlda Urgh^^xX} delqualefu piedi dodici ,& m longbeT;^^ P'^^' ftffanta,doue iotrouìii tal coja b n %wcommQda,ò' di grande afpetto . Quefio primo fuolo ((l'indo piano il fuo pauimcnto nenvbidiux ni, lall'Ori'Xjnteima li fuoi quadri furono perfetti, C^ al cominciare dal piano pendente , tutti quei tì,mnuadri an:iauanQ ali O'tX^'nteyilche con la fua debita difìantia fm.nuì , Et perche alcuni hurt ItMposlo l'Or/:^ nte alCvltimo muro, che termina la Scena , ilquai è nnfffatiofri.etttrhful prò» |. vrio fuolo al nafcimento di effo mhro,doue dimoPira che tatti li cafa*/iiriti ftaiunano : io mifo- fimo imaginato di trapaffare pia oltre coHÌCrÌ7;;pnte,laqual cofa. mi è cesi ht n e nufciT-^ ,cbe à fare tuffai cofe ho fempre tenuta quefìa fìrada , ^ cefi configlto colorò che di tulavte fi dilatrranTic à tenere q>te§ìo cannno,come nella feguente carta di»ioJlierài& come ne ho trattato qui à dietro uel profilo del Theatro,& della ScemL. . Et perche gli apparati dille Scene fono di tre maniere, ci' è la Comica, la Tragici, & la ''a* ùrica ; IO trattfrò ti prefente della Comica, i cafamenti dclix qitxle voglion tffere dt per fon g' g! pr.Mxthliqu ih apparati per la maggior parte fi fanno al coOcrto in qualche fala,che nrl ra- ìjn podieffa VI fiz e intere per la commodità dei dicitori, &iit: fi fati fuolo, come qui p^i uà die- tro lodjji, & ned'.moHrai il fuo prò filo, & q-AÌ auanti dimoitreròla p:;^nta. Trtm-tr^tmenre la parte C, è quel fuolo piatto^ poniamo i,4jo che vn ^^iairo^^i di^e piedi, ù' midcfimamente qusilt c^^eniud Piano pendente fon due p,ed,per ogn, Uto,& èfegnato B,&(comt ho detto net tfa^ p.>) IO non mundo dimettere l'On^cnte al muro rlrimo della Scena.ma quanto fard dal pril ap.o auffa piano B, fin al muro fìa tr.p.ffato altrettanto di là dal muro con l'OnrontcZ- mdu due lince dt punu dinotane iimuro in capo d; e/fa faia : & cofi tutti li cafamcnt^ altre uie hauranno p-.u doUe^^aneili fcoràydoue tirati tutti li quadri ad effe Orirpnte J diminuì ^^ facondo la f uà dtnantiaj^rileueranno su Ucafamm:JiUi^ no, per diruto^ er per trauerfo, & cju efì: tat cafamenti io gli ho fempre fatti dt felli fJali ^uah ho poi tirato tele, facendogli le fue porte m faccia & in fiorcio fecondo le ccafìot"& --cocy^ofattoalcunec.fedtbalj^orilieuodaegnam;^^^^ al fuo luogo ne tratterò . Tutto lo f patte dati; telan aUnu ro fegnati ^, feruJnno per uZ mori^ù- fempre il muro ritmo vuol effere d^fcoHo dall'auro muro alJno due piedi acciò ii dicuori pC'ffinopafsarcvperti:dipo,quantofttroueràaltol^Or::^onte,fìatantoaizmynte rrtrne a principio del piano B.che farà L^aStda lì all'Orizzonte fu tirata ma linea eh di punti, lp^^i<^i^radlimtto,&d^^^ f non feruira però ad altr. telar o : ma la detta linea fta ma cofa flabilc, perche qucfia feruirì ' n "^"'J uTi '^' ^r"''' ^"i '"''^'^' ^'' '''"''' ^'' S^^/"^K.^ ^' alcune ccfe: ma il primo : Ori^ontedt là dalmuro feruira à tutti li f corei dCcaf amanti, Etperche à far quejìo f aria ne^ cefs.rio a rompere efso muro.Hehe non fi può far e : io ho fempre fatto rn modello piccolo di cat toni, 6- legnami, ben mtfurato & traportato po', in grande, di cofa in cofa giù Hamente con faci'. I lita.Ma quena lettione forfè ad alcune farà d fficile, nondimeno farà necef sano faticar fi nel far ' de modellile' eS>ericr,:^',che odiando trouerà la ri,,Et perche le faUYper grandi che CtÀo) ' non fon capaci di Teatri: w nondimeno per accecarmi quanto io pofso à gli antichi , ho voluto ' di efso Teatro farne quella parte che m vnttgran fda pofsi capire : però la parte D, feruira per ' la p:a':z^a della Scena,la parte circolare fcgnata E, farà la pia:^:^a del Teatro nleuata vn Jada ' dalla piax'KJ della Scenamorno laqualefcn fedie per h pù nobili, che fon f , /,• stadi primi G fon per le donne pia nobili : la parte H,é firada, & ccft la parte l.G, gli altri gradi fon per zìi hucm.m men nobili, fra liqual: vi fon fcale per faltre più agiatamente. Quei luoghi fbatioCi fi. ^nati K,faran poi per la plebe & faranno maggiorilo minori fecondo li lnoghh& come il uoSLd / iO fix meglio inSìruttò circa alle forme de' céfamenti : io ne dimoSìro qui à lato yitAj \gura la quale potrà effere vn poco di Itice à chi di tal cofa vorrà dilettarfi . Tur in queHa f/r lene/o cofi piccola non ho potuto offeruare tutte le mifure . Ma folan^ente ho accennato alla in*^^ Mitentione per auuertir i*hHomo à faperfare cUttione dì quei caf amenti t che pofìiin operahab- ^H ''ino a rinfcir bene , come [aria vn portico traforato : dietro del quale fi vegga yn'altro cafa^ ^«f fientOi come quefto primo j li archi del quale fon di opera moderna . Li poggiuoUt altri gli rfico- Hk io pergoliy altri Ringhiere : hanno gran for':^a nelle f accie che fcorcianOf & cofi qualche corni' ^"ifi e che gli fuoi finimenti vengono fuori dclfuo cantone tagliati intorno , & accompagnati con Mi 'altre cornici dipinte , fanno grande effetto : cofi le c^fe che hanno gran fporto in fuori riefco» 5/w IO bene , come l'ho^ena della luna qui prefente , &fcpra tutte le altre cofefi dee fare eUttioz me delle cafe pia piccole ,& metter le dauantiyaccioche fopra effe fi fcuoprano altri edificij $ ki\ome fi vede f opra la cafa della ruffiana , l'inftgna della quale fono li rampini , ò vogliamo dire >ami ', onde per talfuperÌQrit.i della cafa ptàadictro yviene arapprefentar grande^^a t & I itmpie ?}ìeglio la parte della Scena, che non farebbe diminuendo, fé lefommità delle cafe dimi' ! Hifftro i'vna dopò l'altra , & benché le cofe qui difegnate habbtno vn lume folo da vn lato j ^ ondimeno tornano meglio a dargli il lume nel miTiO : percioche la for^a de' lumi fi mette nel s; icxp » pendenti fopra la Scena , & tutti quei tondi , ò quadri che fi veggono per gli edifiàj fo' ly; 0 tutti i lumi artificiati di varij colori trafparenti , de i quali io darò il modo di fargli nel fine p/, i qucHo libro: allefinefire che fono in faccia farà bene a mettergli de' lumi dietro , ma chefia^ /à odi vetro, & anco di carta, oueroditela dipinta torneran bene. Mas'io voleffifcriueredi ié fitti gli auuertimenti che mi abbondano circa a tal cofa, io farei forfè tenuto proliffo, però iole '~' ifcierò nell'intelletto di coloro,cbe in tali cofefi vorranno effercitare* Il Della Scena Tragica. La Scena Tragica farà per rapprefentare Tragedie . Li cafamenti d^effa vogliono effere di ^randiperfonaggi: percioche gli accidenti amorofit&cafi inopinati, morti violente, & cru- UH ( per quanto fi legge nelle Tragedie antiche, & anco nelle moderne ) fono fempre interue* ute dentro le cafe de Signori yDuchi,ò gran Trencipi, an^j di Ej , & però ( come ho detto ) in otali apparati non fi farà edificio che non habbia del nobile, sì come fi dimoerà nella feguente Igura , dentro la quale ( per effer cofa piccola ) non ho potuto dimoSìrare quei grandi edifica [egij , cir fignorilifCheinvn luogo fpatiofo fi potrebbono fare . Ma baili folamente all'ir-' hitetto che intorno a cofe fimili fi vorrà effer citare , per hauer vn poco di luce circa alla in-^ tentione ; & dipoi fecondo li luoghi, & ancor-t li foggetti faperfiaccommodare, & (come ha letto nella Scena Comica ) fempre fi dee fare elettione di quelle cofe , che tornano meglio a ri- 'uardanti, non hauendo rif petto a mettere vn' edificio piccolo dauanti ad vno grande, per le già lette ragioni . Et perche tutte le mie Scene ho fatte fopra li telari : àfono talvolta alcunedif^ Icoltà , che è ben neccffario a feruirfi del rilieuo di legname , come quello edificio al lato fini* irò : li pilafiri del quale pofano fopra vn baf amento con alcuni gradi . In qucfio cafofarà da tre il detto bafamento di baffo rilieuo leuato fopra il piano ,&poi fi faran gli due telari , cioè Hello in faccia, & quello in f cordo, & Hanno folamente fin alla fommitàdel parapetto che fopra lì primi archi . Bora perche gli archi fecondi fi ritirano per dar luogo al parapetto: cofi li due telari di fopra fi ritireranno : di maniera che tal opera verrà bene ,& quello ch'iodi* jodiquefio edificio s'intende ancora de gli altri , quando qualche parte fi ritireranno , maffl- itamente di quei cafamenti che fono qui dauanti . Ma quando tai cofe foffero di lontano» vn te* trofolo feruiria , facendo tutte le parti ben lineate , & ben colorite . Circa alli lumi artificia-^ i, fi detto à hafianT^a nella Scena Comica . Tutte le fuperficie fopra li tetti come farla i carni', f, campanili, & cofe fimili (benché quiui non fiano) fi faranno fopra vna tauola fattile , ta» liatiintorno fben lin€ati,& coloriti. Similmente qualche flatue finte di marmo , ò dibron\o, fi faranno i, g,cff<, cartone , ò f«r d, tavola fouile, ben ombreggiate, & ladUte intorno toi I '«"'"J>««<>''l'f«o.luogh,:mafianotalfnen,ed.fcofte,&lontatech/^^^ l,n ano, ly:uo come lar,a ^nafem.naai un balcone, ò dentro d'unaportJ, et^CcuZt anmae : ''""/^ f'^"" accommodare falche nTt"% J, f/T, rT' "'''"" "'"""'^•>^""">l"floria,òfamUd,pintaropra unZro che.o Mero femprefifacca così. l.U nel rapprefentare cofe mJe,U<.„aH habbmoU mito Jet' i tarmo i, qncSio léro ne tratte,. ,&darò il modo corne s'IMno a fare ' - L l B KO S E C 0 Ti D 0 Della Scena Satirioa» 47 I LxScena s aurica éprapprefentarSatire.nelle quali rtrepmono(anxift mordono) tun co >ero che Ucenttofamente uiuono, & fen^ia rifpetto : nelle Satire antiche erano quafi moftratt a, 'dito 9 il huomihi uitioft & maluiuenti. Vero tal licentia fi può comprendere chefofje concefjaa '^terfonam , che [en%a rifpetto parlaffero , come farta a dire gente rufiica : percioche Vitrumo ^trattando delie Scene , vuole che queflafta ornata di arbori, fasft,colli,montagne, herbe, fiori, •€tr fontane : uuole ancora che ut ftano alcune capanne alla rufitca , come qui appreffo fidimo- Slra Et perche a' tempi noHri queSle cofe peni pia delle uolte ft fanno U inuernata, dou€^ pochi arbori, & herbe con fiori fi ritrouano , fi potranno bene arttficfofamentefare cofe fimi- nelle Scene Comiche , & Trapche , fi imitane, li caUmenti . & altri el&cTeZl'Z%'^ '^P'''«r'-.ccfianc,rain^ueflafìp,trannobenciLan^UarZTl%e^^^^^^^^ quelle core guanto farannoii ma^.orffefa tanto p.H iduol, làraZlìpìche , telyno fonnopr,ed.gencrcfi,magnamm,. & ticchi Signoti .nim.a delia hrut,r,"„nia ou^pi r J Tf /u Tr "'T' 'T '"'•"'" «'"«■'«""'"'" ^rchitcttoc iólamfceu- ga,ad injìantia del [ho padrone Ftancefco Mati* Duca di yrbino dou, .V> r^^l.r...,L J l>^i''^lT'''nc.pe,,antogi„iicio&atteneW^rch,tetto.r,t^^^^^^ ejuanto m citta opeta fatta daU'art, , che da me fia fiata 4el„a T'maiTÓD^ZtuLi chejag,,,fieent.aerar^t'-D,r<,d,aUunepafior,lUf!r-l{,nfe,glibabitid,lUquaTfpr^^^^^^^ XaHanoUuarma.Maio laf diri tutte quefie cofe ne gl'inteUetti it giudicofi architetti , liquali faranno fcupre di quifì, eofe , quando troMeranno fimili padroni conformi aUt ' lor voglie , & gh dono piena licentia , con larga mano di operar g tutto queUo che yorranno. i Bt'It 9e* Lumi artificiali delle Scene^ j J/o prÒmUfo pia à dietro ne* trattati delle Scene i di dare il modo come fi f amo i lumi arti fi' 'kiali di variati colori tranfparenti : perche primieramente dirò del colore celefie , ilquale rap' frefenta il %ajìro & anco affai pia bello. Trendi vn pez,^o di f ale ammoniaco : & babbi vn ha* ano da barbiero ò altro vafo di ottone, mettendogli dentro vn dito d'acqua . Tei queHo pex:^o di f ale va ben fregando nel fondo , & intorno quefio bacino, tanto che fé confumi tutto: aggiu' unendoli delNcqMatuttauia,& quanto vorrai pia quantità diqueSVacqua, &cheH colore fia piùbellofa maggiore la quantità del [ale ammoniaco, fatto adunque vn bacino pieno diquefi' acqua falla paffare per il feltro in vn*altro vafo , & queSìafarà di color celefie bellijjìmo . Ma colendolo più chiaro vi aggiungerai deW acqua pura , coft di quefio fol colore ne farai di molti » pia chiari & più f curi, quanto vorrai, &fe di questa medefma acqua %afirina vorrai fare co^ jl iore di Smeraldo : mettili dentro alquanto di xs^fferanno , tanto pia ò meno, fecondo che la vot ^ r fai più ofcura ò più chiara. Di queHe cofe non ti dò le porportioni : ma con la efperientìa nefa^ ' : fai di pia forte, ò chiare, òpur ofcure. Se vorrai fare del colore di Rubino ,fe farai in luogo dO' uè ftano vini vermigli carichi di colore , & chiaretti , queHi faranno de B^bin maturi & gai, cioè acerbi, &fe non haurai de vini,prendi del ver:^no tagliato in pe'xxetti, mettendolo m ma ■ caldara piena d'acqHa,con alquanto di lume dirocca, & la farai bollire fpum(indola,& poi paf^ (are pel feltro,& aggiungendoli acquapura fé vorrai colore pia chiaro, & fé vorrai colore di I Bala(fiO,ilvinogoro, bianco, & vermiglio infieme ,farà tal colore . Coft ancora li vini bianchi : più & meno carichi, faranno colore di Crifopatio , & di Topatio . Ma {fen^adiibbio alcuno J l'acqua pura paffata pel feltro , contrafarà li Diamanti . Ture per farli , farà necefjario ado- perare alcune forme in punta , & in tauola,& alla fornace dei vetri fare delle boccic,chc^ prendano tal forma, & quelle impir e d'acqua. Mailmodo di difporrequeHi colori tnnfpA- rentifarà quefio. Sarà didietro alle cofe dipinte, doue anderanno qae!ìi colori , vna tauolafot- tile traforata nel modo che faran compartiti quejìi lumi , folto laquale farà vn'altra tauoLi per fofìenere le boccie di vetro piene di quefie acque, poi dette boccie fi metteranno con la par te più curua appoggiate a quei buchi,& bene affiCHrate,che non caf chino per iftrcpiti delle mo refche , & dietro Le boccie fi metterà vno cefendelo, ouero lampada, acciò il lurne fia fempre vguale,& fé le boccie verfo la lampada faranno piane ,anxiconcaue, riceuer.wnj meglio la luce , & li colori faranno più tranfparenti: coft ancora per quei tondi ,Uquali faranno infcor- do, farà da fare le boccie di qneUa forte .Ma fé accader à tal fiata rn lume grande & gagliar- do, farà da metter M di dietro vna torcia,dopò laquale fia vn bacino da hAìbìere ben lucido & nuoHO, la reflesftone del quale farà certi fplendori, come di raggi del Sole . Et fé alcuni luoghi faranno quadri come mandorla, ò altre forme, ft prenderà delle piafirc di retri di variati colo- ri poftià quei luoghi col fuo lume didietro. Ma quefli lumi non faran però quelli che allumine'^ ranno la Scena, percioche gran copia di torcie ft mettono pendenti dauanti aUa Scena. Si potrà ancora fu perla Scena mettere alcuni candelieri con torcie fvpr a ,& ancora fopr a efficandelte- ri vi fia vn vafo pieno d'acqua dentro , nellaquaU metterai vn pi i^o di canfora , ilquale ar- dendo fa beUiffimolume,& è odorifero . alcuna fiata accaderà a dmofìrare qualche cofa che Mruccia (fia che fi voglia Jft bagnerà bewffmo di acquavite dcllapiùpoKnte ,& appicca- togli il fuoco con vna candeletta , arderà pervn pcTS? • ^t benché quanto alti fuochi ft potua dire affai più, voglio quefio fia bafìeuole pel prefente. Ma parliamo di alcune cofe, lequaii fono digrandilettoaglifp'ittatori. Mentre la Scena è vuota di dicitori poti ài architetto haatt preparato alcune ordmanTie di figurette, di quella grand£z:^t che ftricercarà doue haueramio- à paffare , & qu^!ì<.faranno di grcjTo cartone colorite & tagliate intornOilequali pojayanriOj o- tra vn regolo di legno a trauerfo la fcena , doue fta qualche arco , fatto fopra il fuolo vn vua- firo à cQdAdi i^o»dijw^cnl»o HquaU fi metterà detto regolo ,&cofi pianamente vnaperjù na T DI M. SEBjtSTI^riSrKUO \ dietro al detto arco le farà pacare, & tal fiata dimoHrare che fiano muftcì con infiróm'enti ^ I voci, Oììde dietro alla Scena farà vna mufica a fomijj'a voce . Tal volta farà correre vn f qua- drone di gente chi à piedi, & chi à cauallo, lequali con alcune voci ò gridi f or di, fìr epiti di tarti' buri , & fuono di trombe, pafcono molto gli fpettatori . Et fé tal volta accader à che vn VÌA' neta,ò altra tal cofa per aria fi vegga paffare , fia ben dipinta quella cofa in cartone & taglia- ta intornOfpoi dietro la Scena (cioèà gli vltimi caf amenti) fta tirato a trautrfo vnfilo di ferra fottile, & con alcuni anellettt in effo filo attaccati dietro il eartonetnelquale fia vn filo negro , Cìr dall altro lato farà vna per fona che pian piano lo tirerà a fé, ma farà di forte lontano,che né Vvnonè l'altro filo farà veduto. Tal fiata accader à tuoni, lampi ,& folgori a qualche propo- fito, li tuoni cofi fi far anno . Sempre (come ho detto) lefcenefi fanno nelcapodt vna fala fo- pra laqualeglièfempre vn fuolo, fopra delqualefifarà correre vnagroffa palla di pietra,laqua le farà bene il tuono . // lampo coft fi farà . Sarà vno dietro alla Scena in luogo alto , hauendo nella mano vnafcatoletta, entro laquale vi fta poluere di vernice : & il coperchio fta pieno di bufi : nelme'Zj) del coperchio farà vna candeletta accefa : & al'^^ando in fu la mano, quella pol- uere falirà in alto , & percuoterà nella candela accefa , di maniera che farà lampi affai bene* Circa al folgore, farà tirato vn filo di ferro lontano a trauerfo la Scena, che defcendaa baffo, dentrodelquale farà acconcio vn rocchetto , ò raggio che fi fì.% , ma quefto farà ornato di oro findente :& mentre pf ara lo tuono, nel finir di quello fia fcartcata vna coda, & nel mede fimo tempo dato il fuoco al folgore, &farà buono effetto . Ma s'io voleffi trattare di quante cofe fi- mili mi abbondano, io faria troppo lungo, pei ò fai o fine quanto alla profpettiua. Il fine del Secondo Libro. ^^fI^S3 x/ ' quale fono deferii ti , e dtfegnati la maggior J ^^-£1. ""^Ji p^rte de gt'edifctj antichi di f{pma)emoUi _^.^ ^^i^ Q'If^iuy* (^'uLire parti pia lontane, ccìi le loro nnfure , W ò^"'~'^k 2H-^ cani; loro m:tiii-e. ^kS^vW^'l^! CT* In 1 I ^^^Mi/J-^^^^^ y^^^ r. l'I', '^l>t ^'^:^;,:^q\,\p. I > ì DELLE ANTICHITÀ'. CAP. IIU. 50 :he ti Vantheon per v» " // meglio intefo : & è ^^^^^^^ .^ ìdo egli molti membri 9 ITfìben'tutti' corrifpondono al corpo,cbe qualunque perfona vedendo tal cor rifpondtntia ne rimanfatisfat;o.e quefìo auiettjchs quel prudente^rchitetto che ne fu innentorcfece elettion della più perfetta formayCioè deUa r%tUttà, - - p„jg rolzarntetefeglidicela rUondaipercioche nella parte interiore tanto è r «.« /^ fun Ur^herra .&f»rfeil prefato architetto ccr.fiierando che tutte le le iP. .7»»'»w «»;*»>' ri ditte captUcchegl. fZ^2!dZuZpàrte del Inmt .Et non dmente le cofe ieW edi{iei<, r ' ' tóf;, « Xl'eio & frefe»xa Jc gU .ccrefce rn non ,ò cj,.- .i ^r.nie^a, ^ . ra ..?- jjouna iz ,r ^.^^^ _ ^. . .. ^.r . cunanon è imùedtto : er ciò non e fatto /•«.,, ...^ rUi> tutte hiutUcYO la loro accommoaaia tin.c . et f/cf u- ^«t». v.^^ /. — ^ , , &tme& Uree e di rUeuo.dtueri.no h.uere ,n. 3«^. fi^Ue.che nce.uSe ,1 lu- 7.oMoUe. dmoflreriano lafuaperfett.one. Sarebbe aneoramolto d propefìo ferU^ Tfuret'rehefHfferoSiate dipinte 0 tal lume . Ilche noi are la maggwr parte de gmdmfi S»*ct w «rr/ro j/o» dare gran for^a, & rilieuo alle figure, p-gUanod lume da alto.m. fJptZefTtèin cot:i r„aniera%ogl„»o effere guardate dahmrnm ■.ntendent,,che altrmen- ti dmT/Sro devie di hde,[ariano biaf.mate: perche le cmbre o[cure offendono q,^'«- tel-.4rchitettochegliorimi fumolto giudiciofo ,&rif(rHato: pnitcìofopetche feppeac- DttiE U-ìiTiiniru rcife mefcolan ah,o ordine : &[onrJrLZZ"J.,,tr "'"' '," '""'^"P"'' "^ <% SlMoioue elapom é palmi xl. la fronte ite ipUalìri ddtorticc A cm-., /;'- i'"^^"","" ■Z^a (teda porta e palmi xxri. & mtzo. la larshe77a di tuttn il Tt>^,iZ ^""'T, ' ^^ ^^'m'K. tu «^ ' : , ^"i'"'^'IJfKK'ielmuro,og„-rna ' '"^f'r.to II pnfeJ edifico con I-.:..,..... !-.;.. :.....j,..„.._.__j,_^__.__.__j_ ...j.. ...... ì Tianta iS I ì ifii'M . /. .. - - ^*^''™*'^''^*"*hto'»<'alla certe di fiinri ';"':grHf»cmheil(uo fondammo nonfuUttocl.^ZfLTtJr^"'' "V '"'" ^"/ <^<''''.&iy»'datU alm nati, che fpc^^^^^^^^^ »» fa come fi yozUa.ci fono h reli.g,,che aerano fiZre illlT '^T V ' «"" 1-""""^: ^'r''J''''P«l'f'^fcendeperapil„\h.eon,gZfZ^^^^^^^^ pttntcre neUifegno ^HÌfoita. ■ * """"'^""'''•/"«"""''.«Wf/Spwiccw 1 ì BK^ TE Kzo: h la pane di dentro del Tempio.' — ju-a^ CueHa fetnente 5tuta dimofira U piate di dentro del VAntbequ» la^iUlfemSàttmééfU roS p/rA«4;prrdocAr tanto è la jua larghe^X* da muro a murcquanfé ^J^iff^*^ rotonatia ?lU"'r , . , ^./.,,r/.^ iiér diametro ùalmi cxctttt.&èìantddal " heancorafi rr^gonoiperehefe di bronco f offerì fi^ti taU ornamemtt , per le ragmt ditte pia ^!',i,ctfo/srÌMno!ÌAtifpogliatigU altri bron7it,theancoTfoMnelportico, ^' rta^lcuno,nètfote:^^e,néfiano:perciocbe ho voluto Uuarle datia pantadimcftroMdofolamjé ^ hinpoinluéro di profpcttiua dmojìrtrò le cofe ne'^HOÌ yerifcorct tn dmerfi modhinfufftfieiB ' & in cùrpi,in varie {orme,& gran copia di rarij calamtnti pertinenti a tal arte : ma «»j.rf"»o- ' Zare qnt^e antichità perfernarelemifure non rferò tal arte. DaUacornnemgwnonéròhO' !' ra le mifnre dille cofe, perche pikauanti a parte per parte dim^^r ero lefigHre, & ne dare Ic^ meno ìopimone dt molti che non fia antica:percbc L'arco dieffav^ene a r opere le cinque colon n e.cofa che non yfarono li buom antichi, ma che al tempio de'Chrifiiam cUa fia fiata crefcuta , cmtficonuiene a i Tempijde Cbrifiiani di hauer vn'altar principali: & maggior de g[i altri. .V a' ^l> ^ L L B ^ 'NT I C 11 i ÌB sil'crc al piffenu fopra ti WàM"^ portice dd TAntheon , ej>- è futio di tauoU di br'óxo come dmojìr a largura , ti cerchio non ciéjma ci era vaa mc^a ìfotte di bro'é^o molto ornata: ftanco'f: tiene per l'opinione dintoltiyche vifnfj'e ornarne ti di arguto per le ragioni det tt più adietro: ma di che ma- Seria egli fi/offe non fi sa: cer ta co/a è, che dotte a effer ope ra bélii/fmià , con ftder andò a quello che alprejentefivede. nefa!!hilTJJV-^' ^/'«ofjr. /./.ra-. dctro ddportico.ilquale è molto ornato dimarmi eott m^Je delia c^^^^Z ctclie^t^^^^^^^^^^ dtmortodeW.rchnra.e. ,,anto è U dt. è la dnninu:inne della colonna lìcoZlTf '^''r "*"̰ ^'''^"^'^ neU*archttraue,quanto i^f^gnentecartap^Ufflf^^^^^^^^ SlttafÌA X» 1 iirft.© y^i^Kzà: ^tfl» ^afa ì vftM di qutt U chipf"^ «^^< .iclonmpiMe, date pila jirit ehe/cntntU'et dine ftiond» per ctn%mtnio , Uquai hafe fttrm fatti con buon 2,ìudieio , (htptt tjftf lonitn 0 daU'oechio hinn»/»^ Umtnti vn bajioneino in ìu» go di dut: pwciocht d»t ìnut rian fatia l'tpsrn troppa fai' l li! I ! ' ' 1 il r" La pfopcrtion di quefia porta circa al Vaperturatne ho dato qttì adietro nositia ma la [uà pila/irata è in fronte l'ottaua parte della largherà del lume, & anco ra che yìtruuiofa la pilafirata delia Bo ricaf& della Ionica circa allafejia par^ te: nondimeno qaefta per effer opera Co- rinthia.ncn difdice ,pereffere le colonne Ccrinthie pia gracili delle Doriche , & anco delle Ioniche : & tanto dimoSlra nng^ioY groffexx'^ì quanto il pance fuo è dt buona grofft%Xi^ ,doHe che l'occhio mirando l'vna & l'altra parte viene ad ahhvaccìciYc il tutte: di t}h:.niera,che tal opsta tOYtia bene, Que§io ielaro della porta iCÌcè le phfìrùte dalle bande y& l'(f.rchiiyaH€ fopraefs£.fidice che è di vn pfXi^folo ;&io per mc- non ci ho troua to comm:(fura:dcllc mìfttrepià particola yì fi veggono qui [opra pia minutamente kMk et è alta quanto l'arcbitrane circa a i membri particoUri egli doHi CQlcompaffofi gotrà trouare tutte le parti » Quella comiceifregto.&arcb^ trauCièfopra la porta delVatheo* circa alle fue mifure Varchitraus è per Vottaua parte della larghe-;^ Xa di efsa porta : il fregio perche ■^;è fenxa intaglio è la ter^a parie ^^^ minore dell'architraue : la cornii fono proportionati all*op;ra glande . "'V'f'nfittt^ttitlUqittltbofarUtopiigiitin. l>'f"«'''Mraérnoho grata, "i,ÌJrl^^^^^^^ lnor,o pn ornammo d, ynfmlZtaT*^Zuf71%V' ^'",' '"^■''" ''^f"' '-"- pon M P4«fcf<,,,rW/r7r« rfXa.^rjli^i''''' "-J '^'"'''ì>"'dreuofo •ircm 4.fouo.b.lioncnu "-../«r.foT; >'4:Z":'r « " ""T '"A"- " ?"- /« m'nut, & B,^o, ^ cia[cHno4;IR vitnVaeZJr.L'^ >b^nonc,n<:l, due i.flondmf,„o i i ' Ko tAKi. ai u 'nT .fiuta n rei,fop,a U cerne, il nafcimmo d, i quadr, ddla t„hur>»:& «/! i..M i? J»- liZanZ par . l baffo la larghi tX<^ di ma dtttelci caftUt , dlllcquab e, „efcno dued, ZXunhio,& quanto d,fo,ma\uad>a^^^^^^ ZaìunTdTqfaTcafett, hL d.lolUe tonde,&gl. angoli dUff. capelU ano If^'oh'' mid"Zomlì fi rcitrc ntlla p.anta faljata,& anco net difegno ?« a canto.beHcb'nncnP» i» (JL per »arefHl termine delie m.f'eima qneHa i ,n effetto 4«/''"'l:P"'*' J'f J'*' '1 forma delle fineaelle.chefononetta parte mteriore d'effe capeUe.La grofftXXa delle co orme i il2«l7dcae,tdlo è vaimi xl.i'^ltiTZa del capitello i palmi r. e min»tt xxx. & cofttuttaU è palmi xm.& mero, tutta qmfta aliez^> è diwfa m part, x. tre part.fono per l "f''"'/''' tarUf.LnZal fng.o,& Icquattroparu fìiaranno alta cornice, dehmanente f "> "* , ZJ^ctaùrZLUeffereq.efi^^^^^^^ l\M,(„nataB&yerm-nte,nqH'.iUcòrn ciò deU Atchmt. ZefcTmtTerÒfLlquale f.no cai.,, tant, ant.chi.^T ancora t.ggMi mott, moietm.Vcro Ve h-Zc elettiteli ^ l, ereprobate da Vurmio net quarto libro al facondo cap. & benché, n quefta '«''''«/' Jf '*. 'oZMd^n.Hlr,inonim.n.p.r non effereintagUati. nonf, f;lf^>>t^«''"\'"'!"'f'f'f/, f>"q«'nac,>rniccév.parapctto.i'al,e^X.'delqualeèpal^^^^^^^ rilieuo: percocb. le cohnn^fcno anco loro d, baffo "'''«»•/ '''"'^Y.'''' ''.IZ o.«"« u',freg,o,e cornice è palm, xxx. & minati xxxy>: laqualalte^^a i dm.fam "«f'J'^^'J"^ K,ebp,partem^^^^^^ ,,yparteichetti,chelafu,form,nonrtconfonieunxipete(!cru,que,m^mbr,f^^^^^^^^^ fra iL,agi,atifi comprende m effa vna gratia mirabile, lafimarafofra la capala e per dar Ucea effa captila, laqml /«K benché non fu principale ; nondimeno per effere perpcndicoa. ,e,tolia iaUapertnradijopra,viene a dargli connemente («r»; . Le colonne ( con-, hoietto} fono di baffo rilieuo,& cofifra effe colonne,& ancofopra le fiiefire ci (ono iiHetje pietre pM incalìratti & HJregiodtJUfrim* cornee idi porfido buuniffn»'- o DELLE *^ 'hlT 1 € H I T Ì4I mio fuori del muro, ìe ci potefsc capire ittolo aggetto u'if- uorr\ice y fece foU ìitnieU gola (Irrita: ^t> ilrfjìàtcdeinicm il conaerfnnunafA ■iu ; onde tal opera è ;oltogrAtiofat&ac- QìnpitgìiAl'ordmeM .ntpnefirellenondd Xo luce, mi fi fa giudi \-io,cbefcfs£roltioghi \'U Idoli. VaitiTJi^ tei piede del taberna :gIo è palmi none y& wnuti dodici. Ugrof-^ f.XX^ delle colorirne i p. limi due» &i:ifn^ ulteT^^ì è pdmi fedi cifihTjhhjife.&i 'CÀpiisUi, Le b:ifefono di altcXX^ palmo uno Calte-x^^adeicapìtel li è pcLÌmiduei& mo- rir^ ^i'(>.Ychit rane è p ^l- movnoi&cofnlfre giG che corre intorno & è tutto di porfdo. l'altexx^ delta corni- ce è vn palmo, &me-^ 'j^A'altiXX^deifron tsfpicio è palmi cin- que. laYchitiAue.cbs ricinge il tabernacolo è pitlmo "vno , G' '"r quartuDcu'^iitremi fure p:à mìnut&mète qui a canto far aduno \ ftratOi&diqueftii^-i' bsrnacoiine fono tti afrontifpìcìc du-i'o & tre a fronti fpii.i9 tondo j eie ù quarta p.ir^ci chic .. ir:a w 'vnCii t- Le - ,. - '^^^^^ ^Kt ictirr 4 ^"{«'tlfit figuri tjiilfotttfoxo membri del tah,r«^Zi A ■ . . - i f'lo''U'^rchùeno,chetu,nUcofcammZo7erf^^^^^^ ?«<-«*««. Ma baSli dU,ienza,& ridotte a ^,eHa forLapToZrtZZZZ, t"? "f"""' "'"' S'indi con t'umot^^'ràtroppoall^JacornfeluaZ^^^^ molto altr, elU r»pp„fm* buona prop.rlon, HV,Z[n.TJi ^"", ^^r""'* «"ni tutti la cimafa ; & nondimenfper la comuniò^jLT/ ' T- '" '''^""" ''"""'•'> ""> ma : & nonfoUmente „ueSi dei tabVrZZ' ^ ^°"'" '""*" "F'"'" 'he fiano ivRo- anco ^uei tó/oX i«fm>4f/.S^^ '"'"''' ^"" "• "''f"'na,& edificio fatto con mlhoZoZruanradéwZ'" """ " !"""/"' " ''■^' ' '">•' ''"•'" '"><""> te belle ofseruan^e c^i/r'/^rS /r/c^^^^^^^^^ TJ^" ' V? '»''^A"-- '- \ H h l J B KO T t K 20: $6 f«lm< ctnto, air ,1 corpo d, mr-, rtcmio d^Ue coIcnnJiTi ''•'""""> ''"■"•'' ''■' "■•"<> a m:,n '>'''■«'> ""'i'''-l'«'Mrc del fatico fi poffonìJi^^^^ "'''>""'"•■• r,„o palm: fau.<:i tma bonc,da,u.t,daci,Ju ci crii "orXtZtV.± 'ff ^'f^ '"';'? «^^ f «•"" è rol ìic ornato di colonne L^metàddpalmoRon,anodiu,Toinondedodicino.,;natoàFà...o. I^aqua«apa»edivnb«cdocon.unediu;foinonciequatonolf.o,F.....,- J-a metà dd piede Romano diuifo in onde fei ^ w ,v, ^ t^ I T ■■ T ai/dotto nominaro à Fac.69 • t. U«r.,panedivntocom«ncdiu;foinvintiminLinomin^oaFac.s?^ il l 1 n KO T EK z ci fuma d^ Tempio di Bacco. U H HodiMi- S'"> I.I»/« i /«„, U, B.,m. dau,,. lum' "".A ' ^^ "'"' /"'"'.''"* I"" t"f"'»x»>i à . irmi.. . e tapi»nu qui folto eravn eortiU ÌM»nti al Ttmpto dt Batca con v-i penice mtorne, per quMttto Jieempt»HÌe per alcuni vt~ uii Bigi molto rouinatt, &aU'tnconirodt tutti li fpa i/ fra te colonne er»vn nicchio ernaeo di celcnnellt, dentro del quale douex Aeffere vnafittu» , Era quefie cortile tn form* onde molto lt4nga.(^lalu!i luf2^h:\Kii tra palmi tinqwtento ottimttiOfto,& er4 1 1 il» Ui^h;vi.(t pulmi temo quaranta . f,W;*^> J#v ■?> ^ *- CORTILE BACCANARIO Q Q 7/ Tempio di Bueco (come ho delio) e rifce di molti orn^memì .. & di cìtnitarùmenii varij ; mm io non tutti , mtt p*rte ne he voi it!odimc/f rare. & le in inueniioni qu) fttodijigmte fono nel detto Ttmpse, pane di belle pietre,& parte di mttfnico . §luelioT.mpio delU P. fue f.r. Vefp.flaro imperatore affreC^o a foro R^..no ^f^^^- '^^ù^l^^^Z^i ^r^r;^oltocrnJo,ifccLureU..pra.Rucco:&eUra,U.n^^^^^^^^ fecep^rre dentro tutu U ftatue cefi d. h:cr.2.o cernei marmo , UquaU ^ffo ^/''^^^^^^.^ ''* '" ';.'r'f *7;;«^,,, ,rouato ir* »'picLnurne^o.^J.J.ancoJyefpan^ncfecep.re..fuouuattocm Eth:opiaJUo:ordtrcrrodet.3.Ii.,cofa,noltopre^.at..nquc.te.^^^^^^^ n,oltoirand. d. marmo fa.a d. pù p^.^UdU quali rets^e^.e ne lono . prefenteajiai ^^^^ ^^f^^^^^^ N j II' L jij ,7 i.^^i^ ^r-.r-it eh •avi fono fidate fopTacfmmcd(imenie:0'»'q^^'**i'P*"^'""r"' vtevn p:ede, che l vnzhiadddtiogrejjo ttavto "^r^'.nae.cfj .01/1 ja^'vjt^i Jr 1 dtHkgrarJtlx.*d,-»lR»tH*.laqHdftvideiprfMt!idiTniinodtbHon^.CHLioie^. ^ ^ ^.^^^^^ DtlLE UVjìCtìlTA Pianta di 1 cmplum Pacis. U detti» . , & quella linea che è nel nex? iella pant, i y o Tmp'o, •> ^ ^ quindicH iel portico, come del Tcmp.oe t'"^/?^'* ' ;^",i"X,&"w braccia Hi. La front* tcentoftttarita.L.ìuaUtlheTX'^cbtacmcxxj.Uc^^^^^^^ colonne è bracca qmttro , & once ?"f«"^ "'^Y^T/i [uacotioUèonce ma & mexc,. U.ìrghex.Ka della copela f'""'?"''"'':. ..^^^;: ^ e„,rano nel auro braccia xvi. che. e delle bande A, & B, fono i.rihc da l>'f"'f^^'l-fj ^^„.„ ^ j^ braccia dodici,benche ancod,meVeercbio. La ^,011,^^ ''«/"""'"''""'J/.Xft^e^ie delle capellefono moltiluog%èpiàlottUeperca.ale .^^c^^^^^^^^^^^^ pi!»»/»»;.- ■offe da fei bracca : fra l'vn P H 4 Qjitsi» ^uejio TmpiQf A Tmlifopra ti fiume . imcneMcuni lo diconoil Tempio di Veììi.gvAn pme reni nato, ^ è di opera CoYinthia ben lavr~ tato, dreleuato dal piano di terra daU4 parte dauantiquant'è il baf. mento ; mt dallaparte di dietro e eleuato più di jet* te braccia di fotto del bafamentc. fé braccia Itmne, il <<>«»«, C^.( muro j o«».»-..^-.^^^ IT/Jo^ r/ri *«/«2^^ della baia è minuti xxxyii,.& mtxo.UM, itlU celoma e m alte^ lA,lnia7%»7ra^l capìttUoè braccio yno, & minuti xxi.tj. farchurauc, ,1 frcg,o& U Zi^^ccTd^uti^rca a il braccia &mczo. la porta ^uì lotto legnata S,&r. è alubrac 7anoue &U^»lherxa da baffo è braccia quatm , & mmmqmtro . la lartht^X.^ dellum ycllaZ'r^c dt/opra i braccia tre^ minuti luij. che viene a e^ere dmmu,la,come la mette V,. JZATheloèminuti xxiMttTxa iella cornice è min»t, xl^. Uf.ntfiraT.X, è\ latgx^ «f53;« ,&iifHOr,.l»faneiiimtrogira,maU forted, fuori e imito. U.&B.& folamente della p,anu <:. /o„o /, mlTd^^^n T '*/'"'•'"''«<"'» i'Hn"» l'opera m piede . La pianta Li fono ém,ru!ZZ'/f V ""'"" ^ ''"" "'»P«"/er«^ firedeacar. 5p & prma U porta mtJZTìu^^^^^^^ l'metidH qualt to»a dtl T.mt,o pThpiuMoidaU medX/ltlirt '^IÌT'" ' f ''""''"'"'' '- nella entrata ono della medefima lanhJra -mlflllY-u >""•'■"""" '' qiottto captile imuridallebandeconeorronlaUn,fod^Yo7eZ^^^^^^^^^ cmprendi , riceKcano H hme pe, fianco ,&■ e.X "i K'^' ''"'""° ">""' P" 7'"""«/2 nella parte mtenorc dalle due baniTl effi /l j!/7 "^'"""' ''' 'f"''^" ^""P<^ f' ""'" Tempiofià picciolo èpalm, feffaZrt Le caJlnJ Ti """ '*' ''*'""• ^''''»»""' ''' ìarihexx' palm, q«,nd,ci. d Ile due càpeU cuìuì":: ^^ T""" ' """' '' ""<" (""> "> t'i«;l''P^rtef4n.cre.percheJo„TftJ^^^^^^^^ fefto appare al^.ano [opra tetra :&bencL /ccZt,al,^f f'" '' ^""fi"" '"' '"" H<1.come i\dfi,.,o nJafopra terTahTrXlZl, ,''"'""'-' "'" "^ "'«S""»* "" l^Pm,(egnata.,,d~.nuarn«pLdfì^^^^^^^^^^^ L I B KO T E F,Z 0 6i Il Tem- i^TcK-.pioqjàfomdiKìi^flraio cfuétidi ^<>'»* molto rc,4Ìn»,0.(^Ur»a9ocr pam di tìilPMe6M3Pl»y,-»i.l^.U, ^. J * X-. Qìieflo Tempietto i affai picciolo y &èdt fwWj cotta, mifurato co'l palmo Bimano mtico . La /•«gfe'5C^-« '/^^ P<^'f''^ 'f^ Pf^. mi quaranta y&UI»*a UrgheXT^a e palmi (edui . la porta éhrga paim, dieci. I «jc- (hi fono tutti di yna lar^hr^^a . la quale è da palmi quattordici. Il fpatio fra micchi i palmi fei . Orca le alte%jf 'o gtudicii,che dai pauimetito [otto Varchittaue ci fufje da falmi quaranta , ty che l'architraue, il fre- CIO, & la cornice fuffe da palmi noue : di maniera , (he dando vn palmo diritto alU fupola verria ad effere la fua altc^x.^ da palmi fettanta m tutto peraltt:^a j la mi* fura del palmo è, à iam 5©. XIBILO T t ^Z 0. Il DELLE ^njICHlTU ^ Il putente tempio è fum di J^o- rna , parte di pietra cotta , & parte di marmo , iiqnale è rouinato a fai , ^ft giudica chef'Jfe vnfepolcrOi& è dt forma quadrata perfetta per o- gni verfo : da muro a muro è circa palmi trenta. Lagtclfc^r^a dil muro è palmi due & rat c^o . La iargh(':^a ^'elle co.pcUe è palmi dieci. La porta è larga palmi cinque . Valte'3:^a delle colonne con le bafe , & i capitelli è palmj rentidue & mc^c. Lagrcffer-. Xa, d'effe è poco più di due palmi. Var chitraue, il fregio, & U cornice è al- ta da palmi quattro, dalla cornice aU lafommità della wita è da palmi un^ deci.Valte':r^ade gli anhidcUfca^ pelU è palmi y enti. ì Temi L 1 B Ko r t "^ z o> ,• fl . »/. i ^ riunii atjDrefTo il {ìume,fnolto Youinatn : hiuca il ffonn- ri tempio qui fouo f ;;"fX^;^^rJ^ m^^ della m ctàfuon dd muro,l.^^ rpiao dauanti & di dietro, & /e colonne ll'''^'' ' ^ . ^,.„,^,^ ,„/ y accio , col quale è m furato t^rnplumpum^s.UquaT^^^^^^ & minuti vndici, la grof!e7X^cteU Habraccia diciotto. inM^V^^d'l''Z\:T^^^^^^ ^'^^ ^■,^tvi> //(fvnfrfì nelLar^CClaaaiiani'frtv'f*" *- -^l'-t,'-- -r - - - • " !r.fJcTMZL pt, ornammo , che ancor cofi poma Bare , cr a.ca fianta. Pianta dd Tempio dcfcritto dauanu .- «BKc*./;. 3 a qnU Hmpo eratiJa Lok7 . / / f"/"""^ '" *«»»■' architettura , che da gii stente u fahncu mperfetta . malrcnrln ^" '"terrotto JalU morte lafci non foU- gnoiU qnaU al gmd,c,om,o e ^nubiUet '^ r "^'^^ * «""»'«" ' f'cr /uè fio Ite- f-'r'toapai^.oKomJ.cant'oTchr/lcZ^J^^^^^ uantadue, VT ^nelU dalle bande lonop,ru2^jT„'"'^'^'T' t"' ^' ' '"i' P"'"' '">■ P'tritomfreniereUtmto. ''"" f" '"«'"' ^' ì"'»». Da inefie ine m.fnte »iun, è cortile. La parte E, è vno tempiettOiilquale fecefareilprefai to Bramante . Le mi fure del quale m piti dff uf a forma nelle feguenti car- te ft dimoftrcranr.o. Delle mifure di quefta pianta non dico cofaalcuna , ma folatnenteiol'ho fatta per L'inuentione , della quale l'architetto fipotrà feruire . . _ ^ .. ^ -, DELLE' ^ 7l7ICtì ir^ Umn e molto grande :ma fu folamente fatto per commcmotatwne di San Tutrv apcfìololcv. eh, nel propm luogo fi due ^ cheH detto^pofìolofu croctfilf^ . Il detto t.mpw è muratocoi^ p,edel{pman$ antuo ytiqu.lptedc è fedm digiti , e^ ogni digito è quattro mtmti: hqnalmv- furafnroHera nel^ palmo , cot quale è rnifurato il Tantheon, & è a carte cwquanta. il Lr^ntro^ dtquefio tempio e piedt rentianque, & mmutirentidue . La larghf^:^add portico :ntorno ni tempio è piedi fette . La groffeT^^a delle colonne è piede rno , 6^ minuti rcntiar.nue . L^ hrgbc:^X.^ della portai piedi tre, &mc7io . Quei quadrati con quei tondi dentro che fono m- torr^oalportico^inotanoi lacunari fopra le e njmanenie delle mi/urth pura comprendere per le prime. ^fn fucrx di TLcmM appre/fo S. Seha/l,ano,0' è- i»m aturmfin al pian» dd umné,&m»fjlv»*mr.U le Hg^^^'-^ ,cr:^-'f»al'id.iiJd,^^x.cpereirerecperafodiJf.ma:e,uuci^^^^^^^ [ZlcfcprLhau.reaLl.u.ched.U.por,M,(^dai^uut^ HnJ»A.>lHng.cannt,9.&p.lmiil^direp.yUmagiioylun^..:.r..^ itti, e Palm ? tu grc(itxza de' pila/ìri ang.Uù con luui ifuoi memhi ìpalm* l z.dallt qual mtfurt /ip'''^ eompr^dere ti. r.Zmnie. Circa l'edificio di mt^oM p^rtef*gnat» B.e di/ccp^rta^ó» è in lunghezza c*nne 7 e palmi 6.& m largfAXXa canna tre & palmi quattro La parie Ce fcoperta,& viene ad ejfere di quadrato perfetto. & i canni quattro.! quattro ptla/ifens fono 4t t'^flA^ palmi dita la grcfftlza del mttro intorno alt edificio tondo è palmi } 4- i^P^^'e f^l^'^^» ». ^ voltati^ ab otte, ^ laparti dim\o ì-vn /odo che fofìiene U detta ùotte.nil mezo delquale ì vn'aper:ura. Il /odo di mexj> e ornato dt mecht, che accompa^ f nano gli altri che fono nel muro. Circa alle altezze^per efftr mclto ripieno, & ance perche ci tr» beiÌKiTne denttoa» n»n U mfu- rai,& ante'pLrnon ci'ejfer bellezza di architettura.non tenni cento del dritto. , Qttenotsam fece fare ^ugu^o [otto il nome di Marcello fuo nipote] & però fé f lì dice il teatro dt Alare elio, & è in \oma : dclquale fi vede ancora ma parte in piede , cioédeUa pane del portico di /non, e- è foUminte di due ordini , cicè Dorico , & ionico , cpcra y>.eramentc^ molto lodata .benché le colonne Dorichi non hanno lefue bafe , né anco lafua anta di fotto,ma fofanofopraUpianodel portico coftfemplicemeutefenxa ccfu alcuna fetta. Della pianta di que- fio teatro non fé ne hauea troppo notttia ; ma non è molto tempo che t Mafimi Taltr.tvfRovsam yoleanofabricarejna cafa , ;/ fico della quale reniua adejfere fcpra rna parte d! nueìlo tea- tro, & e[ji ndolA detta cafa ordinata da Baldeffare Sanefe raro architetto & facendo cauarje tfondamentiyfi trouarono molte reliquie di corniciamenti diuerfi di qusHo teatro &fifcoper. febuonQmditiodellapianta,&BaldeffareperqHeUapartefcop:rtacfmprefea!n!to!&c(Ci con buona dtligen'Z^a lo mifurò, & lo pofe in que Sìa forma , che nella carta frguente fi dmojira & jOfChenel tempo medeftmomitroiiauainl[pma,vidigran parte d: quei fcornìciameriti & hebbt commodita di mifurargli , & veramente io ci trouai co fi belle forme, quanto io redi (Ti mai nelle roume antiche & majjimamtnte wt' capitelli Dona, & neliimpifì^ de zìi archi le- quali mi pare che molto fi conformino con li feruti di yitrunioy & cefi anco U frc\w i ct^rr en- ti & i yam ccrr'fpondeuano affai bene . Ma la cornice Dnica, quantunque ella fu r^cch'flima di membri , ^ b^n lauorata ; non imcno io la trouai molto lontana dalU dottrina di P'itruuio Zaffai hceunofa di membri , & di tanta altc^Xf^ che, alla proportiove di ICa-chìtraue y& dei fre^:v, I due ttrxt di tale aiti^^^a furiano à bi^ani^i. Né mi pare percò t he con la hcentia del- l'fjjrmpm dì queUa.o di altre cofe antiche alcuno architetto mode rno di bbia crrart (errare in- tendo df^re contrai precetti diFitrumoJ Kè e(]erditantaprrfun:icne , ihcfac^iarnacorm. eco altra co fa appunto di quella proportione che egli l'ha veduta,& mi furata , & P'/'mnter- la m opera i ptrciochc non ba(ix dire io lo pofjo fare, the anco l'antico l'ha futa fenra corfide- rarc altrimenti (e ella fia proportionata al rimanente dcW edificio, oltra di ciò fé qiì'-ll'Jrchi' titioantico fnUcentiofoy non dobbiamo eff ere noi, iqnali, mentre la ragione non c7 pcrfuade altrimenti, habbiarnoda tenere la dottrina di Vitruuio come guida, & regoh infallìbile per cioche dagli antichi per fino aUa noPaa età ninno fi vede (he dellUrcImettun hMia feruti meglio , & più dettamente di lui . Et fé in ciafcun'aitra arte m bile vergiamo (fJ.^re vn primo ^lq'*^leèattrb:inatanraauttoritàche ài fuoi detti fi preftapicna,&trMb tata fede; ihinè- ghre , chi da tanti anni in qua e fiato approbato, ^ è ancora da gli huotnm'.f oppienti . Hor hauendo fatto qHtfiv di. fcorfo che era neceffario n beneficio di coloro, che per lo ad.c-ro aò non hanno e onfìdcrat eter- nando al prop(fr.o dico ycbequefia pianta fu mifurata coi piede antico l{om.zno , & prima la parte dimeno notata a, detta pia-i^i^a del Teatro» è per diametro piedi 19 4, C è-di mer^^ cr chic . dalivno all' altro angolo de corni notati //, ci fono piedi 4 ^ 7. U parte notata Bdrtta pia^Xa della leena è tutta fpatic fa , z^ doue è lalettera C,èil porticodeiLi [cenarne! m^za del quale era ilpulpito. La parte fegnata D, era vn'antiporto con le (cale dalfe due bande che andauano à 1 luoghi fegnati E, detti camere , quei portici dalle bande /. 'rrjati C, fi vf^uano per Mc^giar-e,& fiiicono verfure , Uqualcofenonfi veggonofù fopralarc pn ^/fer copntc '*' d'^zitn L l B JIO T n B^Z 0, 70 faltriediiìtì. Delle mifure più purncolarì sì della f cena , come del teatro , & digradi yionimì eHcnderòpiìt , psrcioche neit'^'£r) fi teatro detto il Cohfeo t io ne tratterò più minutamente^ dal- quale fi pQtrà comprendere come ftaitanoquefìi:ma laparte di fuori, che giraua intorno il tetu trOfla dimoHrarò nella carta feguente, & mifurata prima di ijuefla pianta con vn braccio com^ niuncy tlquaU è qui fottìi . Il braccio è ditiifo in parti dodici dette onde , & ogni Qn:ia è cin^g. mittuti, & qutho è la quarta parte di vn braccio. DELIE .^nricniT Jl La figliente figura rapprcfcuta la pxrtc dì fuori dtl teatro di Marcello , & è mifurata ed braccio detto di (opra. Et prima lagro[fe':^'^a delle colonne del primo ordine è braccio rno,& minuti xiij. & la parte di [opra [otto il capitello e braccio vnOy& minuti xvt. l'altc^x^ del ex- fitelio e perla metà della colonna, cioè dabaljo , lUl^al capitello fi trouerà difegnato più diffu- famertte nel quarto libro nell'ordine Dorico fegnato B, la impo tìa del primo arco fcgnata E, è dell'alterca del capitellonel mede fimo luogo. La pilaflrata dalle bande della cohnna è mi- nuti xix. l'apertura d'vn arco è braccia fette , manco minuti noHe,& la f uà altt^T^a è braccia xì. & minuti xvi. i'altc':^xj^ deU'architraue è minuti xhx. l'ahe'X:;^ del fregia è braccio yno,& minutiotto. L'altc:;i:adttuttala cornice è braccio vno, & minuti xl. la larghixT^a dell'arco fecondo ècomeqiieldi fottoz ma l'alte^^a fua è braccia x. & minuti xiviij. l'altc^'^ del pie- d.fiallo fopra la prima cornice perinal^^are le colonne d braccio vno, & minuti e nattroj^j groffexx* della colonna è braccio vno , ^ minuti xx ij. & la fua alte'ZXa è braccia xi. & mi- ttuti xxvtj. cioètfen'^a la bafa e'I capitello . CalteT^a della bafa è minuti^bttjA'altC'^r^ del ca- pitellOi cioè dal collarino del bafìoncinofopra la colonna fin allafommità d'cfjo è minuti xxxvi, ma il cartoccio penda fotto il bifloncino minuti xx, & me^o, che viene a efjert di fotta al car- toccio fin alla fommità della cimafa minuti xlvi. & me^p. la larghe]^ della cima/a d'elfo ca- pitello è vn braccio & mi r^^OyWa la larghe:i^:^a de' cartocci è braccia due. lalarghe^^a dell'ar- chltraue è minuti l x. la larghe'^^T^a del fregio è minuti Iviii, l'alte-z^a della cornice è braccio yno & minuti xlviii. la qual cornice è veramente per la metà più che non doueriayfe alla dot- trina di Vittumo vogliamo prefìarfede . Ma. ti prego difcreto Lettore , che non mi vogli impu- tare di profuntione, né i amarmi temer ano ^nèfeuero riprenfore, & cafiigatore delle cofe an» tiche, dalle quali tanto fé impara, perche /' intento mio è di far conofcere le cofe beneintef^^^ dalle maltintefe : & non come da me . ma con le auttorità di Vitruuio , & anco delle bttone^ éHticbità, le quali fono quelle che fi conformano più con la dottrina d'effo auttore . La bafa di éjueflo fecondo ordine, che è Ionico, & il fuo piedijìallo fotto effa,& l'impo^a dell'arco, & an- ce Varchitraue, il fregio, & la cornice fi trouerà nel principio dell'ordine ionico , & faranuo fegnate T,&ccfiil capitello [meo fi trouerà neldettoordinc,& farà fegnato M* "~^ l I B KO TERZO x4 Vola citta antica nella Dalmatia propinqua al Afare Citrùu^ orav, tTr,,*» a^^^ . - . ^ &fuc mlp.ano Upia^X.^ del teatro, hfcej, &gliJlt,i JifiTZeJ.neTA'^^Tt.r ^'""'' ' ■vermteate le rouine , Mrìe fporlie , che Ver aùeilumh n ZTJ^ V"t,r,em, a talh,{ogn„ . Et * colonne, &fole , & accompa/nate , & alcuni TJTr. / ' orrende jm» numero legate tutti in rno ,&ben uLfà dltZ^^^^^ • & me^ercnd^ , cerne di fuori era i, opera Corinthia . ó.«ff » Jto ft SI '""7' "■"'" ' "f' ^'x"'. parti dodici . addimaniate onde , la te^atar,ede?a!T/j^? T '""'' "'J"'"'"' ''^'l'" •» lapprefentala pianta . & anco Uprot^lT^^Vt, 'ei f Te'lTe 'ìli^ ^Trf''-'"S^ ta larghexx" itila pia^^x." del reatri, taqualeè Tmno cerei L U.lt ^, "" ''"'^'■ piedi .1 gradi che girano intorno con mie/ieduenr^deZ^ld^^^^^^^ ""'" ì ""' """'• T.ricneadelTereìlpiancdelpulpuVdeZt^^^^^^^^^^^ -il^-'-o-^dUuadrirnaggio^/i^^^^^^^^^ ^r:'T±r'""^P''f". '"/'""''' "•"•cX" de- gradi, come ftp J ceZ^ld^lTjtl''''. ' L I B K 0 T E n, Z 0. *^' Profilo del Teatro. a- _-,--, DELLE ^TlTlCltìrjt } tStili) tutto ( tmt U detto ) CT^ molto ricco di ornamenti tutti di pietri yh'- : »*■ A' r' per j»e/ luoio.lafcena'ra molto, icca di colonne fopra colonne, é-iopple , & oUcotnZ farti»,te„or,,come nelle part, difmri con dimorfi ornamemi d, porte ,& IfJZè LoTsrti ^'ilfV''"i'f'>'r'«^d«òrn,[Hra,np»rte.llprimoo,d,ne,ulluo,neln,aulonf^^ ^« W rf. ».r« co» ,»«. /«orme. Ai,«4 ^ d,m,ed»f,ed, cm^HeUltexx?delU colonne co» lcbafe& i captclliiiTp^eTrìnti. tondi legnati X,é da .<Ìrl-architrauefeg„atoF.eraaUafommi,dd.elsllcap!teUireln^T^^^^^^^^ ^"•''''«;l"'necolonned^^^^^^ »''^'l«»t»ttecore (come ho detto) fono d,tantaricche^a,trLpietre,&^ed,fch^^^^^ tpanoUartcon quelle d, Bjmaal paro . La cornice. .1 fregio, & earchitrauefegnatoTeralÀ f'tnmitide teatro. LacotnicefeinataB.él'impoJladelfecondo arco U-arclÀLJirr^L&^ Ucomiee ftgnata Cela com,cefopr,i primi archi. Quella fegnata O, è l'impo/ià de ali archi prm,. La cormce fegnata E corre [opra Majamento rufi,co.ntomo l'ed.fice.il ptedecot he fu m,J„rato qm(io edifico è la linea qui fottoMquale i la terrea parte del pede'&non tiamw! rare. Lettore, feionon tidicotnttc lemifurcaffermatiuamenie. &v,iLamZeTprZ2l '}«'^'"I'i>Tolafm»aovii[uTatedtynn,igU<,riifeiflatott,cheintendenfedin,,!H,e,&A\ .I..-JfL a; li 111 TtK2o: UVcren- %-: lat'oljexx» del muro arca U pmzz* dTùàtr^liliét ^"'' ','"' ' '' """' ' f"'' "^• »M» ciftìmt ttatto é piedi vniici i funi ^nla ! ^"^"'^^ P"*' 3 P- ^« larghc^z-' dtl pori. X'frealtro. le lotziedùieTono le au^J^.^i l '^ "^^° perniato, & dieci &me. «o'atoE,i::pZdixI"TcbTd:^taf„d^Z^^^^^ m'maA^MOfi.q,,,i.JJif^^^^^^^ V I 1 1 B Ko T £ K lo: 7+ SI» Mi li '71: fi r'''Z '''"'2' \"^^^^^^^ fi t rllBKO Tni{ZO: ,,_,.,,. .,7^';,, OueHo edificio n dice cì^egli era ti portico d, Tompeo.alttt lo iictno U cnfadt MmO'.ma daljo.go benché al preferite è qua fi tutto routnato Ésr uTM ^m. m tiene gran paefe , « per molte cafcfi vsde d ; qufjio edifìcio nelle parti terrene :&ào»e J quella linea , èalprefente la via , che va d^ campo di Fiore a piax^ Giudea* & doue è la croce fono le cafedi S, Croce, deue è il G, e pia%7^aGmdea,doueèloM.fonoimac€llan. doue è il Ci è il Cimiterio di S. Salnatore, do- tte iti C, tagliatole a fronti la cafa di Ctps» Sì che di quìft può comprendere Ufua grandc::^^ 7^a. Le tre rotondità erano fcale per fattre di fopra. le due rotondità vacue , perche non ci fono vffiigidì (cale, fi può comprendere ch'i erano luoghi dif coperti per la commodità del pifciare , perche tal cofe fono neceffarie . La pianta diqutjìo è mtfurata col mede fimo brac CIO, col quale fi rnijurè il teatro di Marcello , laqual mifura fi trotterà nelU feguente cari» fra gliobelifchi,& farà ilter^o del braccio di venti mtnnti . Et prima lagroffexx^ de' pi- lajlrt è braccia tre & me^oXagroffe^^a del- le colonne è braccia due, Ùli fpàtij fra le co- lami fono braccia noue, & me'j^o per tutta verfi^, I piUflri de gli angoli fono tanto mag-^ gicn de gli altri, quanto è quell'angolo, che è fu la cantonata , Uquale veramente fé* fatto con bmniffmo giudi ciò, per eh e eifcfiiene tut^ to quell'angolo , & con fortc^X^^ ,&ccn he.- UXTidiopera: & di qui potranno imparare molti jirchìtetti, come fi poffano fareghan. 9 oli con le colonne, & con ipiUfin legati m- fteme, accìochc la cantonata venga 'ilàritto^ delle colonne, Uquai dà piàfode':^^ allangi^^ lo, che fe'l detto angolo fuffe ritirato al dmt^ to de'pilanri di m^':^: pereto che queUi ange- li, onero cantoni che faranno ritirati m den- tro , fé la faccia farà guardata per Unta d frhiancio.doutche la colonna tonda occupi l' amolo , parrà à i riguardanti a tal veduta , che ditto angolo fiaimperfetto,& pero (co- me iyo dato di fopra ) io lodo molto qutfl^ cantonata per tffex m4^mmmte veduta ptf tutti i latfy ^anto, nkt:m,bn e èUfoYm.,&LtlZlZ£l^Z t"''''"'"'^ "^ correnti, né cc,:^ ma delle durre diri. Valf^ra delle èJ.Z.,. ; r ,^^» *' *'' ""*' ' ' ^""> 7»' 'Httrc, '^'^''V^^'i'IueUele^ature^clfL^^^:^^^^^^ to i Ufficia fopratffe.OueUÓ fecondo ordiJZJ , f ''"' ^"'^' ' ^ "''''"aH. primo coPfodo , &periulZfÓÌ,aìlT^L^^^ fordLe^ fortei^t,comt i in effetto, che iniUfiri che v. «i 1-Ti ^ , "*' rapptefentano tal tal ragioni in tal /oggetto io non k.af.m qmfia inHcS,lTl£h^^r\Z „ n" ' [' ff *" i braccia <,uwro, & falterr» Sbraccia Lue /l «»/r!^ j^Tam '' ^•'^' *"*' "''^"P"' yn'ottauocmta k'fa, e^l capitello, &é7terTcorin.h^^^ cornice é braccia dL'^trZZu^^^ »cnon Pofodar,par,icolarlr.re,TnZie^ZuffZ^^^^ ' ^ V'"'"' I f B J^ 0 T £ i^ Z 0. lO ^^tsxBSi-Li-.! lus.'.XTinK j| i 1 ' ■ "<.L— ■, V '-UJ — - 'L^J"^ l^f^ Fra l'altre helie antichità che fono in I{pt»^9 ci fono due cohme di marmo tutte hiHoriate di buoni fmefcultUrr, vnafi dice la colon»* ^ntoniana , nitraft addtmanda la colonna Traig^ Tta i ma di qu ejia Traiana per effer più integra ne darò qualche noiitia . Quefia colonna ( per quanto fi dice ) la fece fare Traiano Imperatore.laquai è tutta di marmo, & di pia pcrv, ma tanto ben cormn^fsa, che ella pare tutta di vn pe:^:^o. & per darne minutamente le particolat ' ìHifurCy tncommincierò dal ptedc delfuo mbaf amento , & prima il grado chepofa in terra è aU to palmi tre , Il specolo dellafua bafa è alto palmi vno , & minuti otto . la bafa lauorata è alta altretranto.il netto deWmbafamento è alto palmi dodici, & minuti fei. La fua cornice lauora- ta è alta palmo t»o, & minuti dieci, & me^o .La parte doue è il feftone è alta palmi due , & palmo T»o, cìr minuti dieci, & mtxp. La parte doue è il f e/ione è alta palmi due, & minuti dies- el, tutta la bafa della colonna è alta palmi fei , & minuti r e nf otto partita cofi . il dado doue è tequila che ve ne fono quattro , -vna per angolo, è alto palmi tre,& dieci minuti. Il marrO' ' cbiofopra efso è alto palmi tre , & mietuti otto. Il collarino è alto dieai minuti , l'alt(x,%a della colonna, cu è il trsnco netto è palmi cxxiij. & minuti noue. libatone coni fuoi quadretti fctto il yuouolo e minuti x. Caiti':^^,^ del vuouolo è palmi due, & minuti due. raUeip^a del dado fo- prailyuouolo épalmi due,Gr minuti vndici. fopraquefta colonnari è vn piedi/iaUo in for- ma tonda, per ilqualefi sbuca della lumaca, & ft può andare intorno effo commodamente:per €iocheilpianQèduepalmic^mcx>,&i'altfXX'idi quesìo piedifiatto è palmi rrdicimtutto : ma tafua bafa e palmi due ,& la cornice difepra è palmo vno. la cupola di effo è alta palmi tre & me-^G, la grofft ^^« di queUo piediRallo è palmi dodici,& dieci minuti . La gfoffe'j^ra della colonnanella parte difopraè palmi xiiii. la fuairof[e7:x<^dàbafJo è palmi xvi. la rotonditàfe- gnata jt, dmota lafuagroffc^a difopra,& quella fegnata B, dinota quella difotto, la hrgbcT 'li della lumaca è piimi tre,& ti mafchio è palmi quattro.la larghe^-ra dell* mbaf amento è pai mi xxtiij. & minuti feimel qualfpatio afono fcolptte due vittorie, che tengono vn'epitafioJot to delle quali fono fcoiptti molti irofd, nello epltafiofono l'infrafcritte lettere . ' ; S. P. Q. R. IMP. CAESARI DIVI NERViE P. NBRViE TRAIANO AVG. GERMANIO. DACICO PONT. MAX. TRIB. POT XVH. COS. VI. PP Jl AD ©ECLARaNDVM ovante ALTITV- 1 DINIS MONS ET LQGVi 5IT EGBSTVS. Huefia colomtaCcome ho dette) è tutta hifiorìata di huonifjime fculture, &èa vìte,&f(an nellata nel modo Dorico , & nelle fcannellature fi vengono à collocare le figure j di maniera che I rilieui delle figure non tolgono la forma alla colonna ,fra le qUdl figure ci fono alcune fi- neflre, che danno luce alla lumaca, né però fftndonole hi^orie, quantunque elle fiano poflc^ per ordine :& fono di numtro xliiij. come dimofirerò tuttala colonna integra nella feguente carta: ma quegli fono t fuoi membri piitdiffufamente difegnati, &anco deferì t ti . TuttiqutHi membri fono mifurati col palmo antico B^oraano sfatto di dùdiei digiti , & ogni digito è qua ttro minuti, chefono in tutto minuti xlvi^. Z I B K Q T È K'Z 0, 11 SIENATVS Ko rr4f- _ yo trattato qui adietro di Ih colonna '^raidna r*- //#;/- -.../• . j • i» • t . ?!fr°c iifil"^'- ""'^ '^^'f- "• ^y or STO. TI L l B ^0 r E KZ 0, L % L'Anfi- bELLlS, ^^TICklT^ l'Anfite.nrodi Roma . «il vulgo'detto il CoR. (co,lo fece fare VcfpaCii- no Imptraiore i meio dilla Ci^tà , fi come h». iteaeiàdeilinatodi hre Aiigufto. laichnogrnfÌ4 , He! quale, ciocia pianti lo l'hodiftintain quat- trop irti, fi come l'edifi- cio idi qiijttro ordini, accioche la co(a fi.i me- glio intefa per il grande artificio,che vi e dentro. , <Ì:'cftapiant.iè milnra. • «icol palmo antico Ro- mano Icgn'atoà car 5^. & prima parlando delia 1; irte di fuori 1 pilaftri tono in fronrepalmi die ci,Sf minuti In. lagrol- ivzza delle coiòne e pal- mi <]iutro,& la pilaftr.i- ta dalle bandi è palmi «re,8i: minuti due. il v.i- nofiarTnpilaftroclal »ro è palmi vinti, ma le ^iMtiro entrale pn.Kipa li fono palmi vinti dae. • ti gfoireizade'pilaftri perfiancocpalmi dodi- • ri. la larghezza del prl. . «no portico è palmi ven- lidiic.il portico più intc rioreèlargopaLiiivinc, & tuttiduelonoabotie. l>eir«ltrc inifure verfo il centro per non conloii «lereionon lenarro, ina diqueftcdi fuori fi pò. tra comprendere il tutto per «JliT tutteproponio- naieallepropric. I.ipartfdf. 4 della punta Czi.: !noftralapunta . & e che fi veggonrv -iji- "iff to.per qiiamo fi co;n I alle fineftrt.H: fuori k mcz»«li, come lì po- ol'i li>r{n<1'.Tencl protì!o l'eoucre carci,ii ip*- IO le due I.'ctte era- L'de!;c,n>i<'i fi"'""' P^rte d, fuori ^'f'^P^''-Xnod.molatit7ulZI^^^^^^^ talopcra,eealtromodaic!ueUoch,>d,L..L Z P^ P "'P"f^'''"""><^<>"tut. moda con Quella p^al olerà rL,ta^^^^^^^ ig'ad,,kqualf,accom. reggono alcini rcjiigidttócie,/^^^^^ /^ ^ ' ^'"'°, "' ' P'""/*""'*^' P" luantofi mcd,nctalapanXtahtérme^^^^^^^^ Med.fcopeì,:peri:cZ:;h^^^^^^ perfone, che fé i portici fo/fero fiati dZ,Ho,lertrnJ,li '"" f "."""««""• "<"»'"
  • f* alcuna chUo»onLch^petZnto^òfì^^^^^^ materia, che la piarla, cli%!t"dZeTiÌTtl.'Ì 'ì' <"' ''/'"'"' ' ^ '<"»P'"'""i '' primo gra. >nUrno,emelidimofirado"ei,tclZuelrcU ''rai.fcfr.,eLc alcuni fp'rJif^^^^^^^^ t"'''l'l''»ìi^.hnoat,IL,heUZ^^^^^^^ ^^-^'^'h,:ìz:;{=^.^^^^ giunto qui ailUncouf re. ti pme d, fuori del Cotifeo di Hpma è cmpofta dÌ!;uattro ordini. llmfhsiirdineUpra'tef. " '' Omeo-.btncht mi fregio non vifiano i correnti.né i rmi, né meo ehiodi,ni trehim,.e,né fmo ,lgocc,oUto ft"0V"fl0 edifico d, quattro ordini ,&„on lo fecero d'vnfoio ordine.come gì. altri.ch qnel mt,ch Romani, come dominatori ddl-vmuctfo , & mafimamente ci ijlei popoli , da n'aUi tre odm, hiuenano hamto origine , yolfcro mettere queSìe tre generLminfìcme &f,^o TeliaTo Z^Tt "T "7^"'- ^'"' "^"' '"' • ''IP<"'""'«'^ ' & «''fcoUniolTll "à neplac,to.Malafc,andoqmft,rai,mamentoyeg„iamo alle mìfureii n.ciìa parte d fuori ^Hl^at7'":''r"°f ''''''''' '''"«:''""■' ^"•"' ^"""'""'^ lari pai J, cinque \&U primo palmi due Lafua alte^ix.i manco d'v» palmo. La bafa dtlla colonna non è dulia rniJ:- anco none come la Dorica. La colonna égroffa quattro palmi, & due rninutrLafraatxxt P'">>t"ntaotto,&min,,tic,nqueconlaiafae-lc^pitello.L-alt,77.delcapi,elh^^^^^^ '»<Ìl'-J--Pl-nr^'';dMeband.d-effacolon^^ eoe palmi renti,& lafua alte^^a é palmi trentatre. Da folto l'arco finfotto arMmHeéoZ '^'in".&("»>lmt.,lfc^^adelN,chitrau^ P'ffi''>«''re,&m,ni,tid«e,&altrettantoélacorn,ce.!lp,ed:jUlodelfeondó}^d^^^^^^ ''^f-^''^K^f'lmotto &minu,irndici,Ultt~^^a della colonn^^^^^^^^^^ filT"""!]'" (•'\i'°H^' ^ palmi ^. le piUfl^ìei e- l'arco fcnocomeqtldZto iti iS ^^' f "'7' '"''".' "^f • ''' f^"' ''""' fi" /■»"" e^rchitraue è pallv&minJi lalte^r^X." MI architraut è palmi ì.l'altexxi del fregio è palmi due, eJ minuto ì'^lt^Z del' la cornice e palmi tre. & minuti», il piedifiaUo del tcrTo ordine de'io ComìlìtoétlEtét "■■l'i«f'J^S>P''Soépalmiq'^^^^^^^ e palmi ;i.&fe, minuti . VMti^^a delNrchitraue , del fregio , & della cornee é circa Zmi ^. compartita.» tre partl.rna parte è la cornice.vna pare per i&eJ,doueonolemtnhl^^^ 1 L I É KÒ f É 1{^Z O: 1,' ^"""^ ^^ \^ Ci p ^■r TO\r\\wuuunol piede ant,. 'oMur^x porte del quale è qui [otto, ddtvna all' lira torre fono f.ed, Ixx. & la porta di me. Vfpxiixx.mlarghexxa, ciaftuna porla delle bande è larga piedix. i pUaflri fra l'vna , & Z^^l'otZ'°"\ '°ì'"^''"'' ^ "'"''•ffl""-, '» "à c'i^O'''' 'he nano antiche, lequal 'orrifono per diametro p,ed, xxx. & vi é vna lumaca dentro larga da fette piedi. U canto que ne torr,, nella parte intenore detta città fono due aanx; .vnaper bania.poffono effcr da piedi ^r^'/" ,"«'"'^5^ 'f: '" i<>rght^:^a da piedi xij. lequali fono congiunte con l'altro ed. /!cio. ^ hanno le mniai, affa, ekq«axroffe:;,^a, y ntt ielle quali il y.lgo la chiami U prigioni. Ir— ^=1- ■a- \ I Ili B iJl'o 7* I M ?-^ u u -t fri tELin ^HXJCHJT^ ^- c^ fri le molte S: belle ayichiù, che fon rona, ci è vn'anfiicitro di opera ruftici it' rena dal vulgo: la pianta delqu.ileéaue dinota ancop.irtc lìA diritto p.r fianco,. ftauanoi gradi: quelle aperture che fono gradi erano porticrllc, che dillefcaledifii tcuano capo fopra i detti gradi , per lequa fccndeiia a i luoghi deputati, fecondo i grj d igniti. Quefta figura fegnata A, dimo meftauanolcdctie poiticcllcnc" propri gì figura fegnata B, rapprelénta comeeraiu le fatti- ne'gradi da fccndere,& da falire a" fuoi, & anco fi vede cornei gradi erano ine & quei certi canaktti che vi fono , cran M l'acque, & anco per le orine del popolo rau cere ad alcuno,* anco i gradi erano alqim denti, foprai quali mai (iriteneiiano leaeoi le pani interiori dell'edificio ci fono molK celle fimili alle due qui giù bafl\^, & ancM forte, rutiedi op.raruftica. La pianta fi edificio tu nufurata col piede , che è mifc i^ j; r testro di Fola ,&• prima pnrlaod-j delle pani di fuori -.la grò fTfiz ade i pilaOri e piedi otvo&vu tem. la colonna, la quale e piana, è piedi tre & VDtcrio. lapilaftrit.iche roftie-e l'arco è piet'.i : duca mezo . lal.ugKezzadc gUarchi e piedi va- dici &mezo, mai quattro principali fono niag- gion : i pìla3r; -.'er ti meo fono piedi lei : il porti- co clic gira intouio e largo piedi tredici, Sf i r(>l- t Jto à botte - il portico di mezo e largo piedi no- li-? V me? -> pur a IciLC : il portico più iuterip^ e l.u ;o piedi otto & mezo, & e i botte: ma alle due ...rate ci lono cinque portici Ipaciofi voltati fo- j ta i pilaftri , come appare nella pianta, & quello di mezo come io dilli, è più Ut. go de gì' altri, il riinaneote circa le iiiiiisrc fi poirà-compreadt- te da chi ha giudicio. Himto alla punta ieW^hfiuatro qui adietro io ne ho dm le principali fhifufe] ■& ìnìo hk trattato parte del dmtto . Hóra dare notitia della parte d^fuortja qual cpeJa non fi puh d!n altro che rufitca: & bau eneo detto delle grofse:^:^e,& larghe:^^^, più non replicherò: ma deUt a tc^:^e, per quanto wpotròj ne dare notitia. Et prima l'altc:^^adcU' arco primo è l dtei^x.a deUe iolonne e piedi IJ. la forma deWarchitraue, ilfngio, & la cornice è i pitdi 2J. piedi fei. il linTjXt'^- éW^^rf'"' '?'<""' ^P'^'l' '7- ^rx^K" > l'^-ùc^K'-lelle cornici del f„. a, 4. &mrK?, laUrshr^x? del 'arco è piedi muc & rnterx_n, ///„. allegra è piedi . ^.& m^Xo.UlU^^adc'p,Uafoni,l,qu,lifonopiii UrghU piid, ymi& rnSo :ainu,H, Z ^...^ fi comprende, erano appoggiate Hame di buonapande^^^a . U ter^}& yLu orni- ''^f<'P'fcinque.,onontraUeròlen,,f„repartic>laridelleìornici:pcrLhecond,li,en7^ to le ho trafportate cefi p,ccicte dalle proprie.proportwnaie a quelle : &faran„, ePrimencTa /'S'>'n;eear,a;&dopòqucnefaràHprofilodelUpa,tediflrideuli^^^^^^ quale fegma lafronjedvnpex.^, iella parte dif,mii'.fso Itnfiteatro .ilquale èiuttolaZ rato rult:camem; &è d, p,eua f^eroneje molto dura: ma le comofinò lalotatevn plop,A adi ^ftcatfo d, Vola Ma pia^^a di quefio anfiteatro, ilquale fi dice ^rela , tolto quel ,lfo.io:m,perqu,nto m, fur,fer,toda alcHni vecchi yefonefi, finii, quei giuochi tèrreti t ■ . ■ . . t . '■ '■ ". ' "ii"" i <-^ x,»i9ui,ui nuMun : icT Culi tini ti ,gmoch,,&par!m, kgX, , aperte alcune portelle; li acque in breue (patio fi d,fperdeJano& Hucgo nmmeua afcmtto come prima : & quefia , & maggior cofafi^può credere , fé noiyT p,mo confiderà, e lagr^dc^^a de' Kp^ani. Ala poi che della grande^^a loro pariamo, k no -te^* ''rVfflyA^i^'ny 7^ ^ ì vj^f^a DELIE ^uTicnirJt Umcato (opra ,,, i^, ?' '«''"■">»• * •i«li"rJ"t. il rologio, & U cornice con il ba- portionataffu ',rm, »"r "? P"".«- '•< '"» -^'iczza e da piedi 1 1. antichi cofi pro- Wiimcnuno ì "°" •*' '^'""'' '°1'" '' ''"""•■ ^"'"" <*"'° Teuerone al pente manie Ij f,- m ""^"'"'«gn^'-' ^> *" '""a" ne ' fondamenti di S.Pictro,& Bra. i X B ILO r E K zón H mczo liclU Città , & e ancora molto integro, ilqu eaificio^on ha altro che l'ala iir.madi hiori con qucKjuattro contraforti di trepilaftri l'vno, lit)uali ptr quanto io credo furono tatti per torteiza, per elTere quefta ala di marecofi abbundmata, ma quan- to alla veduta eglino fon j grati ali'occluo, li clic bell'edificio non fu fatto oualciin.i le non i muri regnati A, ma per l'inditio di alcuni forami , che fono nel muro di dentro fi può credere eh'ei faceflero i «radi di legname quando faceuano le fue fello , & giuochi • nondimeno per ornamento della figura ho voluto dileguare la parte di dentro, come fi potria ^are per mio parere- Quetìo Anfiteatro fu milurato con vn p:cdc moderno , la terza parte del quale fari qui lotto la pianta. La larghezza de gli archi e pie. ai noue,& onciedue, mai quattro archi principali tcno in larghezza piedi quindici , & onde quattro, la fronte de i pilaftri è piedi quattro ,&• oncie due .la colonna e piedi due, &oncied-,ie . le pilaftratc dalle bande lono ciafciina piede vnò. i pilaftn per fianco lo. no piedi cinque, & oncic tre. traipilaftri ptrcontra- fottiàgli altri pi- iflltri è piedi tre, & oncie qil.ltmi . Tt ^UAfìto DELLE tA'hJTlCHlT!^ non ha termine di mifure: eh- percauft rt^^mn;,'^ 1' ''"^° ?""'° =>' "^t'^'^nièto egli, nea perdere non folamen J^iedift,no m?r„ 1°." *" '?"ì''' ' '"'" "''"°"« « »'«- • tutta la fua cornice fupetfereSS^^^^^ ròde)laUezzadeU',XrrmeSn1arSlf,f f °^ P'*"^'^il '■"°"^^ mento insù, l'altrzjj dcriTdilil^o fotm h^^^ ' '""^ . ma et .^..icisndo da l'imbafa- colonna «ol W ''',;"-'7^f'''/'^'"^' ^.^ h.cci^ no Ikrthi braccia i 7 .U re.,hma>fr,i^yi i.,, M.,. .1 ...... j., . , r. .^ ■ , ''^;'*''.^^<:K.-<^^r.cctaGx e,mx.o. leloanttl- »oue , appoggiano lej e ^le.&u rontìptcio cof, upttbo era rydr,HZ.o dell'edificio dt ,a>,i,ìa ni 7 'J'^^- -«r»ir.ci<^HA à fiero p:u d.fful^mtnte dtfegnata, & Ultra dmota vn' angolo del coruleJ rr.elo *'^'^' '^''' '' ***^r??^^^!H[— ^^T-i^rJ-^''-:--^'^.--:.^..^^:, \Lf.U9 L 1 B KU TER Lenire jlguH ^Ui fcil> ^n^ ^^«*'f ^'^ f'^^-' '^' ' ?«; 'f-'.^- te . pue di fcuo.nfcr..* PiccoU rappre/.»^a,l profilo delU LnJnanli del paUX^o . cioì li fc.U^ pcrJequ.U /; faUu. .1 pj. (he, & commodtj . Z 01 j^^ri^ric (ni;irii\l monte A<ì\.\e 'onole colonne regnate F,\ ie- ne ad eifere il fianco dcU'eHifi cLodimezo,cioèl<:lo5?iefuo ri ("ci corpo di elfo edificio quarta coloni» frcn-ua F, in fotnu maggioreèlacolonu- dell' artgolo del frontifi)iciodauanti,Uqua- lec oiudra, matuttcl' altre Cobo tonde, per- ciocùe nell'angolo non fi comporta vna co_. lonna tond.i, hauendo lopral'arclutraiie o el, altii membri , gli angoli de i quali non pofano ini vino della colonna. Qiicfta co. lonna quadra nella parte da baffo e grolfj braccia tre ,& nella parte di fopta e gioaa braccia due, & due terzi - l'altezri lua con laba("ie'lcapitelloèbracaaxxix. & e ka- nellatadaaltoàbaffo . l'.iltcziadell archi- truie è braccia due & mero, & altrctamoi; il fre"io,nelqualecrcoli>u.. vnbel fregio d» buoniflìmorilieuo.l'altcztadituttalacor nice che corre per fianco è braccia tre.Sr vno ott ii'0,& tmti 1 membri fono propnrtion.iti al proprio corninone, il ticgio Jelqu.ilc e liin"o cento braccia . il cornicione col fron- iifpTcìo è tutto di vn pe2io di marmo quait to tengono tre modighorii , il irontifp'.cio alza«4nsi mejola lilla faste di ella aitei- > arcitiiéipi. \^ nlìs & fine opere che r,,^fino tutte di vna manierarle altezze di oLefioed.iaT ' prfndc^It crd,7,t.d^,nu,fceni U quarta ^arielvnfcpra i'altro,xawe dtee V„ru i ut0 ne'Teatrt.U figur^ ^ut fetta raf preferita U pianta deWedifkìK'& aneo rMttrt .'»''' 'iCulodelunri», fnpraUcolon>:e é'fi*mifuf^t^aeclpUde,ectquMir/mi. f_^r^toU teatro d^ Pela &pri^Ua frrc^.e{j^4^^^^rcè piedi tre.&l,7c Fra r vn rr.U'<>&Caltrcepiedt ,tij & U colonie ìpud, cinq„o ù> tre attAui .^ o/; è lo nteru.llodaulovnaacclonn^ l'^ì^offe^^ad^vri^ »timn,>ptedidue. e^vr, <^ :iarto In c^Hefle ed, fitto non tifi vede hibitatione ileùna.nl, anco vefitgio difcAt fer /altre ad alo : rn»be„ ft {?/«;r.«^. ft(„^a«««^^- -, ,.^„^ ^'euynahro luojoUpofctUnoefrere fc3Ì. h Hahnationi , ^ vtfawenie quello td 5c,o tnteg^c dcuea^au(rfprefenz.^i^rmi*ptrÙgi*n r^eriisllVcolonlt chi i / erAno , O'pettrtcthtj^mt ornamenti^ 1/ ^ ■„./' " ^* -=11 1 <3S refi m i^^. ^';'7''*;*!r; J/; '^"^^^^^^^^^^ tjtcp» i;fm^-<^i'***fn^^t^^ à^umuéat.&c if O B-ll 0 " 0 B • tJ-fl* 130000 B^DODUa W™ - B O ODOtln - « « « n « B-« ' r J/lliZ'''^ ^' ^^""^ ^ ^'"^'"^ molte cofc, per Iccjuali non fi può c5SprèSdcréc*r. mteft.perquc,lo cheancora fi vedt : laquai fi .hmma a BamSforotfnÌorfo & fua nuti Iv ralf^^l. ;.;?i / l^^^ ^"^' ^* ^^^^ ^'^ ^^Pif^^^'^ è braccia xx.ii;. & m ! lonna, e la con tracolonna , laqual cornice è notata D. è in a t«za br«do »Z ^ ±^,1 ™=dcfi™f ?'" '^'.fcP^/c-ic ho detto) non v. è, h con.ra ofonna èTn"°' ffi d r' proportione dell'altra, la lua altezza conia bafa e'lcap"td*èTacc,a ;r^dtó ^H ' *"" l J B KO T E K,Z 0. $? Huenoponteg^afid.cc^ade Stnat.n, altn lo diccuano ponte Talatinoi mal aìpnfcntc dice ponte Santa Ma.na^& anco ponte Siflo, ' ^* ff*»^ aiprejcnte. T fi!i^^fo'»f^richlmaponsmuìus,mayolgammcfegli 4 1 r B R 0 T M n. ZO. ,. ^_ . .,^- ..,„ ?» w/-o«o m ■'■" '''';;j' '^'//«i,,,,/ „orfo ci.» «^««og// -nichi .fate i{u*x font, : il f .»- XT'n!iLmnte fonte Elio . tolto U«cme da El.o ^irUno . ,; ponte >,.ì fotta dlHnm.gUfti-'ceuaf onte r«f Ho, altri Uiicdano fonte F.brici., i;-iSin tempi fnhimtfontt il nutsttocipu 9 1 £w fra l olite Tbtrmé the fono in Roma io trouo que/ie ^Ht&nUtte tffere meglio inte fé delle altre.psr mio parere: & benché qu He di Bioeletiano fiitno maggiori ,noHd meno io trou* tn ^tfic pia bTiliaccompxinamottti ,&lcQrri^ fpondentie in tutte le parti , eh non fono nelle altre ; peraocb nella pia^':^a B, C, fi poteua fu re ogni belUf^ fimo giuoco , &trÌ9nfofen X* ifnpedme to alcuno. Et perche le ter* me eran fatte principalmen teperibagnit cltra che a di uerfi giuochi fi adopera/fe- ro . la confer- ita delle ac- que era di die irò l'edificio fcgnato^ydo pie che di g,.'- acquedotti st fre ripiene^ feruiuano a-. al bifcgKQ, rf-fi ^j5C3.sseej£i, j5gj. 8|g |3 ^1 1 P^ 1 Hit ^' ll«^ €^2 i I B K.0 terzo: ^ $>2 Outjìa pianta è mifurata con vn braccio moderno , U tet^^ parte del amie farà qui a lato deU'edifìcw ,& la linea che è fermerò àtlUfia'X: ^ %aèdi braccia cento, mediante laquale fi potranno tro ' qua fi tutte le mifttrtjdelle quali per non tfjer prò- lìjjo nen narrsrò ti tutto: ma Jolamen- te dirò A*aku- ne co fé princi- pali : & fnitna "W^Sv di quei luoghi della confcrua delle acque è longo braccia f "W^^/^li 1 $o.e largo bra W M^^m. eia 1 6. la par- te fegnataXjà i^^?^\ ^^H'^ braccia Si, e largai braccia 44. lo edificio tondo fegnato D> è per diametro braccia 48./^ pìa'z;^a B, C, è in longhexx.^ dabracìajoo. La parte il me 'Xòfegnat&G.è inlungbe%X^ circa cento e cinqticbracia» & in larghe^' 5^1 da braccia 60. p i: f 5 !^ S.3 '-^^ «b f'i é ò ^ i^ 5>ejr- DÈLIE '^T^nCHJTjt Venhe nella pianta pj([.ita per la minu- ^'Vi^ ^cUe ce [e non jì pd(lono co fi ben cono ) <^cre i membri pxrttcoiari.bo voluto in que fie afte facete dtmofirarne a parte per parte blenni membri più djftifamcnte , sì comc_j l'ingegnofo architetto per via de' caratte- ri Kiifaprd cono/cere, fcontrandotli con la pianta iniera. Ì^in> UUoauucrUrh. cto /o»o mmbr, delle T^I'^rJ'"'"' fZ Z aLemfca ben, cheU f^tte Lopoftedcntro.chelcom'uMe "*'f "«^^'P^ "/°l°;,,fJX„ ,„i /.,«, fi intendo- U i 1 C(tnt0, 1 r 1 R 0 r 2 JL2 •• , ._.. *i ' I ili ìcnferuA ielle ìèiiiì delle Therme di Tito è miralnU , & di grande aVtìpcìò : perche gU ' mthidt tiuefie conferue fono fo^i con tal ordine,che fiondo vnaperfona, nelmexodivno,gliye'^ ! ; de tutu a filo. Quejìo è quel Inogo cbe'l yoigo lo dice le fette f ale -.perche in e f etto glifpatijfow . di numero fcttenario, & coji le porte per traguéirdo fono fette per ogni yerfo . La grofsexx* de' '' ffiuri è piedi quàitrot&me':^. La Urghexxs^ de gli archi è piedi fei.dAll'yné air altro arco è pti'^ V di trentafei. la larghe^^ da y» muro all'altro è circa piedi quindici^ & fono y oliati a botte di ^■\ ynciconuenienteaUe\x,'*Imuri,& le yolte fono fmaltated'yna duri fflma materia» m^m^^E^^m mimmmimmm \^E^mMm^mm ^sb m\^màmK:^'^:^Msi^n MWmi-<^^^m3ìÌ -^>^■^^^^m^ i t :^v:j ^M;■c^.;:::^^^^^^4^^^;^^M-^>^^^^^j^ lil^Ii ^S2^^^^^ E^iisEiz^ Ezz:i~3i:iii hszmìmsì ^1^ p^il^^%#^^^ 0~:n^-^^x^^<^^^y^^ lM^^v<'. s^^lv^fi^ rp^--'^:^^^^ II [.ó: -.::K-v<^'^>.xv,\^^vó^^ '^^^^^SlESl Ell^ ^^^^\^:^y^^^^^W^^^:1 i^^--; ..: ^>^^$:ìVv>;^ k.^^yMx^^^mw.c^s4:Mé^ HEm ^il^l^^S ^MSimZIISm t^^^<:^M^^?%^^-^^^M^ nm^^iiM Circa fette miglia apprefso il Cairo fi troua ynapìramiie.delUqualeio nedimofìrerhUfor f»ai& anco ne darò le mifureper quanto io hebbi da M. Marco Crimano gentil'huomo diquefia citta dì yenetia,in quel tempo Tatriarca i'^quUtia,^ bora Car dinaie -Alquale in perfonapr» frialemtfuròt&yifalì fopraj& anco vi andò dentro . Quefla piramide fa mifurata a y archi, €ioè con lo ginfìo p%fscggiare, & un aarco uienead efsere alquante pia di tre palmi antichi.La bafa per ogni lato è da «archi cclxxx. & e di quadrato pevfctto'.quefia è tutta di pietra uiua» & molto durai& lì pcx^ifono afsai lunghiy&fono poHi di modo in opera,che uiftpuotefàlirefino allafontfnità, ma con difcommodo grandeiperche l'alteTX^ d'ogni pe^x? è da tre palmi t & wf- T^y & non hanno tanto di piano ehe uiftpofsa commodamente pofare il piede . Il numero de pex^ dalla b afa fino alla fommu Àfono da ccx.e fono tutti d' una alte^X^italmente chel*alte7S^ di tutta la mafsi è quanto la [uà bàfa. Que^a piramde fittene, ebefoìse unfepolcro : percioche dentro ui éunafìanT^inel Me:^o della quale è unagran pictraionde fiprofume che lì /opra uifof fé qualche fé poterò di ualore. in quefìi (ianxaft uà con gran dgicolti, perche nell'entrata fi tro uà a mAnfiiifira unafcala di pietrAylaquale fi uolge dentro della piramideima rimane nel me^o unprecipitiograndeiUqualemettefpAuHoachi Lo confidera.per tequalfcale fiuà aUadettajìa Xa. Circa alla metà di quefìa piramide è un'altra entrataima ferrata di forte che non ut fi fui T andar s DcLLE ^^I^TICHIT^ aijcojio da Ha piramide e ma trfia di pietra viua e 6 parte del bi'flo^tmta d vn peTTO,^ folamg-^ te U faccia /uà è da dieci varcfr,laqt4al figura è di brutto afpettOy&difp^actuoU m mia, & m quifta afono alcune grotte con lettere £^rf f, per leqitahfi commnds chefofjerofepoliui trc^ Trouafim Gierufalctnms invnmots di [affo affai fodo^mcauato per arcificìodimano& con fj'^f^hvn'ediftctodibuonagrandt's^':^a,n€lrnodc(bequìfottoédiffgnato:&aca dexx» della fianxa di me^o ella non haueffe a rokinare ; glt furono lafciati quei due plafìroni ^*Wo^^ndmexpy<&quiduert.tx^amdaileb.nde^omo,& d, quìftpHÒ comprendere Ug,»ndeXX*ii y,&B&ZiiiotJlo non h.luu aU.na.r.èfi comprende che per alcun (emfoy, M' ' ?« elsir» ' quali di[cor dano di formarne! U parti di fuori , the l'ingenìo[o ^ chi tettare conrfce fa da [e quanta di- fcordatia ui fttro- uà, nondimeno co- inè ho detto di [o' pr* f ci[ono tante, ^ coft belle inuen tioni di apparta tftfHti,che non[a- ranno di picciolo pouam^t^algudt €to[o architetto- re. Et a Hot fofiin tatori, & difenfori delle cofe antiche , ui piacerà di hauer mi per ifcnfato , fé parlando io ut ho ofefo;peròalgittm di ciò de gli interna denti femore mi ri Victto» U prefente pmnU è mifurata col palmo antle$» mi perche in qutfiii puH- u ho Piànttefo alU inuenuone che ad altra co[a',io non m P.^HoUm^^^^^ partholari^chc in uito a farla troppo da narrare :ma co '^^l^Jf^^^^^^^ trafportata in piccioU forma proportwnata : dt marnerà, che l diligente Ut attore prjso a poco potrà trouare la m:fura delle cofe adoperando ip^i; mipZioli, che fono ndme^p cerchio m quella Unca partita m parti due; , ^ Lni parte i palmtdiect,& la Itneai intuito palmi cinto : fiche pigUan- ^^h'^'r r dcilcompajjoinm*- no /ì potranno com prendere in parte le mifuredi i^uefìo edi- ficio tCirca il diritt» delqual'tononhou» luto dtfegnare cofff^ dcHndpertrecagi> ni. Trima per le g; a rokinet che poco a'tn cero fi komprende . Seconda perla difji colta del m'fur^rie. Terxjt,percheinuf- rOiper quanto fi ue- de,qMe§i*edif,c:onc9 fufattoaquel felice ftcolo dt buoni Ar* cbitettoriyanxiftueg gono di molte difcor (ianTjy&dìfo imi» ma btn grand [Jima riccbcj^j^a dt orna- mtnti . E perche in queHa c>fi mnutm pianta non ft può ben mofirare la forma de' manhrìtneiia fc' IHente carta dtme" irerò la parte dime" i^piHiigufamsnte^ Ter e Ti'Eiin wnricnir jt ; Ter cfsere e come ho detto qui adietro )U piantadeth Th,rmp nU.i.,-. - • . • i P'cM^ form,,md fipofsoriocor,iprendtreU\^T^^^ ^T"''"' ridotta h ce/; fere U paru d. me^o come ilota a tZ^TZTn ti T' ^T ' ^ ""''"' '^ '^' fi O 0 ^ Q Le T.^ • '■'Ztd'i 1^lUr"Zmo a crociere, co» ifuo, mm i»«r»o be«. M.ù d, fc«o- f'lf-'<'"''l'l'''Z'lZ "ite &ar,coilp«t.mentod,«,»teriad,talperpetmti.cheancorai ni(fir,a -"^''''«'f 'f /" lùridi' pZfiri per ojm tato è pnd. 4. Fra Irn p,Mro,& l'ai. : in eft '"f'/'/^'^^'-.ff.fX^^^^^^^ lomam. benché le Tberme fo„o m.furateo pai- de antico. Qtfiih ^txlHiìHtt Grtcìfufteni primi inuentcr, itila buon» ^rchìMtitfiliimtk'itttìminiè d «^ro pr««fo« ymuuio,& »nco diHcfi amori ; nondimeno per UtraH,Htrre,& m'fs, *fni'''PopolU^p,àpotmtti.&n»ti,»iJonoe<,f,fpoiUaUqH^^ ,yell,g.iy« eéfico, '""o. Uguale f^m.f». ■^nico : ma è tutto fp,gl,atc d, tal, ornamnu ^ '"'"'" ^ """f""^' ' '^ """o ^ oriinc fi^NTA DEI, SEGVENTE EDIFICIO. Ife%i &tMM VàV j t ! B n b r n K.'z o: . — i* ' VaUizi"^ àetli Archi è palmi xWij. l'uUexx,^ dtUa bafa difotto (cgMtA F, èpaM yHO , eSr yntcnoMfaffta D.chene^U angoli fa cornice è i; altrettanta altt^^a . Er Uguiiiciodi qncji ILinbitettore molto mi piacque^ch'ii noi fac.fse aggHto di cornice neUc pam ^^f^l^on>^J^' Ciò non mpedtfse i negooanti. Vaitcxp^a dell' altre cornici nonfutono mifurajt, ma bm tolfila ! fua forma con dtligen^a , UqMalt dimojìrsrò nella feguente carta . ^^ it * "- . . DELLE ^XTICHITU Li cmqut pe^V iiJeomicUmtnti qui [otto dimDfitatifom gli ornmenti dtltiiticA .„ - j *''-I-f,b'faE,&Uf.cc,aD,f«ro.om,fu,ate,co«,chidit,.ludi^^^^^^ grandi piccitle proportianalmente trafpertatc: ma li altr, f,„«^. Tr.J . ?"'"*/»"»"' ** tram hiftondi come nella figL Mìp,,òcoZ,Ld»i tfl^^ V /' """''" ' ' "i' [afcctta che corre [otto ,p,m, mth, . '""'"""'"'• ^* h"" l"' lotto [cgnat, C, é ^uilt^ I ' ^^i^^^M. ^ ~' &' ts^ *^ t^ a #' Tolroccc'o eh, y> i(otto,i circa rn f'f-'lfJXwiriZ7ompSt<> «' ".o ?»«« /ifcro. U Mito dd pcundio è fui, -?'«■ ''» . f ZY:J:uuóèm'^e THO , & mmun 27. »><.««.«««» ^ gn*in,Cir de[cYÌtti nelle e ^nef cinemi. S. P. Q. R. •divo TITO Din VESPA- I 1 51 ANI. F. VESPASIA- I I NO AVGVSTO. ^ Setto quefì' arco fi /o»o :v§ PiQueJcuipito» Gy;i» ssmsmmmmm f' inaeranno 4colun^^^^^^^^ ' l l B K^ T B ^ZO" leo Q. 4 Treff9 ^' ... D E L LE jl Tir t C H l T Jl . fttffofin Gftr^io m VaUhofi trcH^tlprtfentt edificio, tlqitxlt f» fatto d* gli argentieri, ette hanchieri.Ó» À* i mtv ■t»Mtd»ÌHOt,»i tempo di Lucio Sitti-nto Setter», & di KUno Aurelio Antonirto.ilqude edificio ì di epir» Combofi'ti TMltoètm orn»to di vutefcdiure 1 1 litui i hti : ne ,/J m u*HÌgli nUitno /e il fregio, & l'archuraue vtiot oecuLttda ^ut^% taMoUt,}ertlhe (^^fogn^ndoci miln fcritturtjl fregio non er* b»fi»nte * cofi grm nu rrnro di Intere, & però j> Ar fk$mt»«{t hf itene per qntRo ruppe l' ordine dell' Arthùetiura. la/àanUo U fu* perfetta ferma ne gUangoli. Non fermerò 4 pieno le m^furt di ^uefio edificio, perche dopò the fu, iifegnato.ben piro mlfurz taminte le mifure r, per- 2] "" r T ''"''^Y "*^"''*''* ^'* l'vnpiUQro,(^ l'altro ì d»piedi ì i.^ntichi l'altez.x,% d'ef,.^ apertura^ piidf ao.©» l*gf<>[itxy i' t pil tfin eon futte le colonne che fon» Piane. ì 4. piedi, & meuy&ttltreianto viene ad efStrs tar. iK>trzut,tl fregto,<^ U cornice, ^-.({^ ì U pi^t» dell'edificio qHi/optM.f^l ciclo del^H^U ci fono x v. qu^drs m,U« b*Ui^ lOl •*''*■' \» A,^i} diniello É'lvu0ue!« non e aiuuiirie alcuna afT8gM!>,i.i>j^vcr»u*v,,.^'>''--j---'-r-.,, .• h^^ Ju» Af,i>^ it Xvn» in«lf^ nalurA , & anco tonformd in . e/i ; laaHaleo/a non/elàmsnteioncNUfarta.^ \ m»iodiC0 tlpnf[ameKttek$cìlA e irccmporf^ ^^m^^^^^i^^M: ' biU.vì fimjl eofsfi d'Moyio mài fare . %^^l; r^^^^O^xQ^ ■ SC^XIEME IL CTFLO ^-'^sf kfS D r i L E li ?^r I € n I f € ^ Qj^fj^rco trionfale éf^^^^ pnò compnndnì chi fuff. rutto al tempo dt Lucio Settimo Seuero,& fotta il fun tf««^ r *..L r"*'* ^i"?'^*""''' ^^ftfnffe ; ^'''•'■^'''•'hc,& è n,olto ornalo dàToi^:^^^^^^^^^^ p=lmivmtiiue,& minuti i f.^mcro. la Urthma dt oli a,rli7,ii.i^j i\. ««o* mt^o è »«» 11 Q„e(ìo ArcàalprerenuireLttlTn r^!TJ- ^^■J'^"'f"V.'> Mie colon», fime e mi fiali à mout,U.lal,nca^uì {ouo è Leti iclZu ^mo '^'''^^'^^^^^ """" *^- PIANTA DELfARCO DI SETTIMIO. ''"'r'gumecarutmcb,»am,mfv,r,ati.&ancommau'crfofnuJp,iip„fJZZ UAt. l I B K.0 TE KZ 0* loz i-, IMP. CAES. LVCIO SEPTIVIIO. M. FIL. SEVERO. PIO. fB.RTl^KCA AVG. PATRI PATRIAE PaRTHICO ARABICO. ET PARTHICO ADIABENICO. PONTIF. MAX. TRIBVNIC. POFEST. Xt. IM^^Xf- ^Oi l'I PR0C05 ET ÌMP. CAES. M. AURELIO. L. FIL. ANTONI- NO aVg HO PaLlCI TRIBVMIO. POTEST yi.COS. PROCOS P. F. OPTIMIS PORTISSIMISO PRINGlPIBVi OB RE,VI?VbÙcaM REsriTVTAM 'M^éRlVMQ, POPVLI ROMA: NI PROPAGATVM IN51GN1BVS VIRTVTISVS tìORVM DOMI PO-. K1SQ_ S. P. CL R. . èniin Htlf lenirai ^ Ilo trattato neUa carta paJfMa tutte Valtt:^:^e, & Urghei^xs deiravco trionfale di Ludo Sei' tmw,hora tratterò de i membri partieoUri . Come ho detto qui adietro non ci èmifura deUà b»f(idelpiedtIlillo»mafipuòtornprenderech'elU fu quanto lai:ovniced'tf[opitdi(ìaUo-,m^^^ 'K.^àeJqualeéd^palmixAaJuacornicedifopraèpalmoyno^ó-ccfipuòe/JerelafuabafaJafoì ma de i quai membr, è ne mt^oqu} alianti nelia par ce più bal]a fcgnati G . la bafa della colon- nae h preffo fegnatarylaquaLbajaharn Roccolo fono, citrati fuo Dado.&quenopuòefTer aiiuemitoychf forfè non potendo le colonne fupphr e a q^eU^alu^X^^cly^ra bifognc; C Architetti tore per auitarlc^hpofeqnel coccolo folto, lononvihopofio U capitello , perche vr^fmilen trcuerà rielprinaptoddVordineCompofito più tnnan':r, nel quarto Lro Jognato C perei che\ j^^^o arco ed; opera Con.pofi^a.i:alte^:^a de fregio é di peca a!te:^xP,effendo cerne egU è, pieno d. fcolture , percioche fecondo Nuttorità di y^(>^^{^'odeuriae^ere la quarta parte più alto delibar ch^ mce e palmi due,& minuti xmj. Uqualc è veramente troppo alta alla proportionedegli altri nimhri,^ rapprefenta ancor maggiore per hauer più aggetto della fuaaltt77a , & gue^o ne fY/^^^rechnldettoarcofufattodidiuerfefp^^^^^ di quefìo archtraue , & ccrn,ce qui at^nti fegnata B, l'altc^^^ della bafafopra cffa cornZi . ny palmo Vait.^-^a deil'rltima cornice è vn palmo, & due minuti , & ha cefi T^n Toro o lom tal luogo nonio biafmynv w lo lodc^dT dico cffer fatta con giudicio grande perciò ^i^^'^Frr^:,^'"''^' '''"''' '^" '^'^^^''^>P^' ^ff^r guardata di fono in ùZr ferui poca quantità di materia viene a dar minor grandt^^a ifoijurannodirHaggioralte^7i^^^^ '^^od^portoalrneno^quantoèlafuaalte^^^^^^^^ MòyolHtomctiereinconfidemmeteraH^^^^^ i I B ^ » f £ il i o: ,U fctuèaluh^aTù «;.a« é onde felle in altevCj., & è ZrTormth^lur! J Tl""' """■ ' '"^' ^''^'' itlùrmcp-.odcU-orimeCompcrmnelmto quarto bhroVertìlhn'n. ""^ P"^''' fnnueti fofiia. VarchurMe. Uf,egw,& la cornici ch'ValoraTJllZ, ^ r "" f ''' 'f"" ^"^ C, >qHÙ membr,fono molto bZ prcflZ^^trJZln/n" deU dT^'"^ ''f 'T!' ^'«'""* fia al^u^tó p,i alta deli-ordiJdafo da ^X»t To'^^»» W/l^f ;' "^ *""*' '" """" iri,„é vie a, ci riùo che i in molte ..ferr«C^/Z,1;Zl benpropcttwnata di mem^ ( come -l'r-e volte ho detto Jmlt,v, fa mÌ^^^^^^^ ancora che in delta cornice W r^etteffe laflZadeZfetZT.J^ ^olto prudente . ch^ ^en.cliip„ f.,,,re tal ritio . nJlìa mÌdeTJacofi//,^^^^^^^^^^ ' /""' ilaurò UTmtheon , nella cornice prina fono le caJue mtllZ.iT 'r^''^'"'""''' 'he n- "=&P'rifiaauHertitoi'^rchiteLeaflZretalyil^^^^^^ iicenticft .architettori, & ifcufarfì. dicendo 7tantìl,%^ ' i' ^'""'"' ^'f'" '' "^ '''' ^-''lt'KK'>denabafaéoLedod:c,.l-altezzadeÙZt^^^^^^^ l-altex:^a deliaca cornice è braccio vn &o^X frelabaffdi dttlJ '""""''^ °r""' '''"■ getto perla veduta da baffo. Ella «rmcTJXÌ»«r,±Ì'^°?!/r'^*'T"''/^P«'' "S- Pf''^n/'U'pUafic:&s-cllafuffed.minore:p^^^^^ *• P'àfporto. io crederia che tornaffe megUo, &Ùla fodere anco tiùZt^' "rT" ' ^■ "Itagli: ma che i membri fuffero cofi comparii vnorMettn ^^f- ,'. , f'^'" """' ^'^•i-^'M,ettor,,&miimamcntea7IuZ:^^^^^^^^^ /''^«'•l'<«'^f'^rcbitettL,cimettonomoltti%b7^^^^^^^^ 'egli confondono l'architeti»ra, & k toltont laZll-rZAu Zt ""'''"o'" "" 1"'^' ">• P/''cffo^'.&fimplic./L:oZmTappÌ:Ì^^^^^^^^^^ fii''''iHn*''^ì>,rapfrefentaiUmpolladel[Lo,&fbZ^^^^^ lice fi conuerte poi io vnafafcia iLLl r„,..i. '»""«">''/" pnhmilmembro.la qnal cor li B K 0 T E A ZO: •fr|lf 4 ' ■ . - ^ ., , DELLE ZlTlTÌCnir^ ''>i'0',&minmirndici,&^,JriaZZ^^^^^^^^ ■'■tmincue. Ug,cff,7ra dette coloZZLltiF^'^^',''"- '""''''''"' ^ '""'"" "' ' <^»"""i PIANTA DEX.L-ARCO DI COSTANTINO. si^ Riii ila & minuti architrH' ni»uiifefd«taJ'^ttzraden7/«iZlr 7 r^^^ 5 1. l'auvca del cS.fll^ut'^^^'' '''^'' ''"P'""' è palmi trenufci , t cormce è palmo rno, & minuti ».«/«/ "?2&X'o;T;^I«1^ /f ^ ' ^'f'^"^' "''"" fimi tre , & minuti none . daldctto roccolo aiufll. Y-j , ''"■ ' "'"'' '"''"' * "P" é ci.m, iV./«:cca dieffa 'ornUelZZinentatrt^^^^^^^^ '""'"'■"■ mfiirati.fopra i anali erano Slatue ,<^ antTt^^L il r ■"' '"P" 'If" ^"wenon furono Siatei Ì9»attroUnriAeaualTatZZ,J^ f"""^^ eranoBalue appo^. •f /> iHPibi itìfttt,. ^ ' -'- - --^^' ''^"-'^V- ■^> «'T? mjte altre, tkt neftm, in *. IMP, ,ìl Ét,9 ti 1 1 ?! ip6 'ML CAES. FL. CONSTANTINO MAX. P. F. AVGVSTo: '■■' S p'o B. QVOD INSTINCTV DIVINITATIS MENTIS fvtAGNTTVDlNE CVM EXERClTV SVO TAM DE TYR.ANNO, OVAM DE OMNI EIVS FACTIONE VNO ' TEMPORE IVSTIS REMPVBLICAM VLTVS EST AR- ;'| MIS ARCVM TRIVMPHIS INSIGNEM piCAV^T. R z Dilk niVe propiruonì, & mifure ddi'urco di ConHmmo ho trattilo qui aiiufo ; bora io tr^i r L,1 ' '"•'^^''.'''"''rf'' '' i>^l'>>o rm, & minuti trtnta , l'altexvt dd roccolo htto ci S'H'èm'nHnr:,ucm,>lrmanimcèl,nl,!Hoimcmh,ipar,itopr,^^^^^^^ pop„a i:itc^^, della cornice de picd.Mo che Sfotto UbafafelnaL E, èmiZtiZrZ'. due cofiproporuonata .l^ncolofnco la Ma della colonna , Uguale m, pcnfo chTJZZl «tent vjMe prnopcr mal^,re le colonne è in altc^Ka minut, Ircntadue. tLl-aleJadel- tt'll!""] "P"""/'"'- f''^'"'"^^' ''^l'^ colonne sé detto qui adietro , efmilmnu P,ìdtaìL\tTir''r' "'"Jff'P" 'ff^"'f"/!'»-l> nel quarto lérònVZTeCom pcfijo, dell altexx? àtU ach,traue,dclfreiio,& della cornice s'i detto qui ad,etro,& la corni. " '«olto'nod^lì'.ner.equeUabcentia^^^^ deU arco d, me^o fegnata C, laquale impoflu viene a effere maggiore , & di p,ù membri della fj»">or> regnata D, è di aite^x^ palmo rno . & mnutiven. tdm,&me-(o : Uqude wjpofla aar,a «tolto nteglio.f, quei duìpiLi che fonò fra l tZdinoii fop,a.e l v«»„o/o d, fotta fuffero conuerfnn v» piano filo , ilquale feruer.a per dado om i<>"''''-'o>ohauenioHfuodebit,aggettoUab4afottoilfecmdoordnef^ }aZl it'-J"'!'"!? '''"'""""* """■" '' "''"'"' ?««"»">'«. l4-''»*!»f»o>>onftdeonfareditrt,ppolicentiofoaggetto.Mad,ciòleggJy,irK^^^^^^ corone Umhc,& nelle Doriche , che egli ne iflruifce chiaramente. ^^' '^"^"^"'"^ tìt Kì t?.hzo: 107 K 3 ^ft^'-dt Ancona f(^pra il porto è vn braccio dfpnumtth rU^r. j n.^^^i .^ ^ non intenic ejegoit alm,nc della fTXlU^rlZalu"^^^^ ""!""" '' "'f'- '*" " '*' diede occafion. Ti f^cotVnflrTRZeZ^^^^^^^ no arco chefia, & è perla Buona rLUatoraVutlZi ft l'/ilw. 'X' T'V" "'j ti ornamenti. QH.ft.. bell'arco. aera«Àt«r,.Zl f ;7 '' , " '" ^«'' «//""«'""'o di mot delq^ale rP"?S«/oVrf/^rj,?, „'Z! f/r '^T '' ''f'"f"' *"">" Traiano. la H.tu» nlei poli, , Ih' mmealZuTj^^Z r'TnV'''*^^'' " «'^» '""""iante rer. Xod, op, a blllBma. irZfrae oloZZ ' '^"'' ' ^ ''"''' "'"" "' * *""• l. pe^uant. dLanolZ{refcrZ^^^^^^ ^•"""" «'<•" <" brcn- I qHili dinotane che v follerò feaiZ^j t '""«<"•, '^'Z'""' '">':"" «"< yfi'gij di forami, figliate d. <,Jcow"iyaTdJ 111 ""^'' ' " """ "^' '''"''' ' ''?'"''' furono tutt^ *t.&m,>iun due. la zroffiTTi delle cf.llLJJf^''}^^^ & l'altra è pedi 7- elÌT//f/, 1?/ 'H/if"'' <^ ''>•''>"' ^"dm.Fral mi colonn» rano dell' Jco è piedi xxl.l Vnterr^^LZtuZ Ta ' '"-• "^ "'""'" "• ''"'" ^^^ "'' t»h eh, mira tutta la mafla\«7emeVàZ^^f/-J 3',''' ' '''' ■" '"" ?""''" """ "ff'"''' fua Urghe^^. é piedi Z, "& Z.Zul.T^!': f ';;^'t 'riiTr''^"' """," ^f""' ^- '" vno, &minutixxxvi l'ah,ZrJ,nZJi ^^' \""^'^ ''("'• V^ col^occolofoiio ip.ede diìue. lJZu}^^lZtTctj;m^^^ 'r^' '""'■""' ">"■ iifttnato nel PrineiBioLlìCill rTJitL ■ ^'^ '^"»"-x-'' d-tto capitello fi tronca PIANTA DBLL'AJICO DI ANCONA. VLO. PLOTlNiE AVG. CONIVGLAVG. l J B K^ T E KZ o: .. ^uefie lettere chefeno qui dalle bande, ydfm9 fra le coUnnCy una parte dal lato de^ro^ & l'altra dal latoftniHro . ioT ©IVA MARTlANiE. AVG. SORORlAVG. IMPE. CASOARI DIVI N ERV AE r N ERVAE T R^ lANO OPTIMO AVG. GE^MANIC. ^'^C'^O PONT. MAX. TRIB. POT. ,Vx. o ^M N C 1 P I • VI P. P. PRO VIUENTISSIMO P R. I N G 1 f i- I 1 A L I At H O C t T l A M A D D IT O Ex ^|™d\r,t. 1'.. TV iVTORtM KAVIGAMIBVS, v.cuui.ux:. i^ 4 <^«>ifutedtll'arco di ancona penrohautr ditto ^!„a^„-,^:^:i:..-. , ■hafsosì come^jJc che fono le P ml^^^^^ comme,„iiaHepar,^ d. toc. è pud, i ccntmtelefue co,,,JZux!7dH^^^^^^ P:ed,/lalhf"■ ■ &mex;.Ugrcrse^:^, Mia colonna i piedi dt&ZlT^^^^^^^^ f ''' f' ^ T"'' "• r. de u,uo fono xi,i. la lar.he^^, dm canal^^^^^^^^f'^^^ "'!:::' f '(»/.» de édfte mmkt ,&• mero, l'aìte'rra Jpì r^t.u,ii > ^ ro fi pud ^''«'"èpiede\nL%:inùu7,^^fl^^^^^^^^^^ yna,& minuti fei & me^o. U baia [oprlelflTSit^Tr^ '^^"'Z'' '""'''' ^ P'^e re é alto P'difei,&m,nlitixx,]'nlLtér^^^^^^^^ le lette nUe^Xa é piede vm,&„inHt,xv.la corZ7ZÌ7oÌfutl^ "l ",""" ^' «^' '"/«" ola, ò corno che dire lo vogliamo . laJaleiTotL l'ì.r. Z ^ f'^""-' "'«« SIK" Mia mtn- ri del uiuo p,ede uno. & L«./4 S^/tZ^^ ""^^ f^' ^ «'^"A» p,ede vno, laquale è qaì a canto (eznata B iZJJ^/^^T'S,, K""- * ""> "''«/«ori Pr» 'm^l-LfJe colonne TZfn^^^^^^^^^^^ •'''ì''''' i quU canto regnata E, &v,èTZeiL„Ìr¥"° '"'^' f^Si-re. la fo^^ nonho •^*r,atomnHtan,entea,nemb,op»membot^^^^^^^^^ ' '"T""" ''"i' " tonfommad,ligen7ia le ho ttafportate daUe ZZreiiTuÀ.l^^'J'i''''"^'' "«"" = '»" *'» l ÌB KO T t K Z O; lOp 'Pokt -,,.,., . DELLE ^riTJCfflT^ fuairo, d,.,qual, s'itr..tat, quìadieno , c,/„,o ancora de ^Zt'TdTCd'Z^, ''* tratteti ftr bora. Ma ci è vn'arco trionfale di <>•,.« r«,.;„,t / '^3 ' *" '" """ h>-»tom'ancod,fogl,ami.&àlZtxXtTZ^^^^^ tii,'tPco7ùi:;oZZ'::iZ^^^^^ ^ fn mifurata c%n .n piede mod^Xeir/Zale ZZfrt'rJZT ' ^"Jf°"' ' deU'arcoi piedi dodici.&mcro ^ ;Vt,T,X7 • '"'^l"' ('>'"•■ ''» >»lh,xxa del vano ,»«/,-. l'alt, ^^a del TapJuf;:dUue^^':^[T^^^^^^^ t T" ì"" ^ "' *ronciarnaA-al,exx'id'lfregu,if,edeZTc7eZL T^^^^ & onde iiec. l'alti ZX." M roccolo fopra U c^nZl^^./' V^ •''"■' '<"»'<:' è piede uno, t..r. j.i^i.j.a.ii. ->> V ";'"'°'<'F".'« cormci é pnie vn;, & onde due. L'alt, XX» delta t dette once . & queUo e once quattro , che i la ttr^a parte del piede . TIAKTA BELL'ARCO Di FOLA. * le mi* t r 8 R 0 T E n. 2 0. . . , . ...,."*' Ifia U vÌr. TRIB.M11. LEG. XX.X. AED. IL VIR. QVINQ. uatadcJIc mifurc vniucrfaJi dell nraio ia torma d'effo arco, & anco narrato in oarte AL'h^\\rcZr ÌÌ^ " " u * "* ^"*^ *«* ì hora tratterò delle particolar mifurc de' membri del Lr.^^^^^^^ ' T^' ornamenti fuoi: neirvnaparte,flcoVquellafuIaprim^^^^^^^ ,-, . BtLlt .AVTICHìT £ lìtato la forma d'effo arco/Sanro narrlTplS MM„^f /^ ° u ' * '"«° *'«* hora tratterò ddlepaiticol„mifu,cde-n:™brid1.r±lf"'^ ■a.licatiIadinou„oCori„thiaT'l5Só'*a^^^^ dcl,viuo,quanto dimoftrala figura auA a.iiin».- t >.?• j i ^ baffo^¥gon fuori picd.duc>oncievna.i.q:al!:;itfi :;Ì r3hell^^^^^^^^^^^ na: nondimeno «gii è molto eratiofo & corrifcnni- k ,1 , ' S^off^z' della Colon- lauorato, comequi auanti fi SaSS^^^ farà di «1 propottione alla fua colonna io1o3h«A -,,-''" ' n' ' "P"*"" Corinthio fé con tutta la dmafa d, tanta aKqyantoÌproff/t lo defcriua cofi : nond.ineno {còm^npS.&tt^^iuT^ ' *'•''="=''« V.uuuio hauendo nfguardo a qoefta naturaliS frt e mtó^^^^^^^ tolto dalla tefla di vna vergine: cejtacofaè ch-M^Iu S ' """°<^'^°'""''« Vitruuio) è è di maggiore altezza, ch^l, nC è mTarl^^^^^^ jaelcanertrodUruttuonqUategoIafoSflen,^^^^^^^^^ & anco pcrtant. amichi , che tntto'l di fi veggono in dmerfi,?n 1 ' "^f".'" "«ione, proportione. l'altezza deU-architraueè piede vao&o„r,/„ l^}'' '°'°''"^ ^mpre tal vno, & oncie due. l'altezza della «om.^ri p"de ,;„* & onc-e d, e '.?" f ' %'o/piede icentiofa, quantunque ella fia ricca di lauori: perdoche »l rfrril J" ?"'' '=?""" * '°°'"' lo cheè più Vi tiofo n è lo vuouolo foora la an , .^^ i. ricchezza la confonde:ma quel q..ilo che più dee eflere degno di S^è^^^^^^^^^ **'=•« allocchioT& fenzi membro alcuno topra . che o tod^ «Sr^ i?°r '" '""?'"'° "'"^ P«« ^Pefióre Mafenprefuronodegli Archité toErio« -. ^' "^"° ^ confumato dalle acque! lip« pH«realvo]gofmeHon~o nSn^^^^^ qu.lltàd,irordine.ltme.teran„o^fidi3nt'^^^ nograuita.&fodezza,eomefarianond eo~iS n?h i ?'*'^■^°"'^^'''^">"^ mentinerlatenerezza fua. Ma gIi^S?uLeS'fi *''"!.'•' ''"Sli.onodmerfiornaJ pre I decofo.& fé faranno le opfre Itotiche ^?.« ^?„ t" Architettori feruaranno femi no mi. conia dottrina di Vitr^utoTi fc aóSnnn °" o"^^^^^^^ quelhornamen», chea ul ordine fl;i,Wede?&^trh.T^^^ Chenonfanno,p«tcheouellich,f,nn!;v:„ i.^ f"."*°'°*°''''°direper«uuertiraiielH àpropoflto,fopOacó™icVJu^^^^^^^ effere occupato dar,corniee, il fportS Quale nfri, À P'!,'''"'"'» " quale per non fua, ha rotto vn zotcolo di ,i,i„7;r ; j ^ „ P"^ " ^«•"'^ da baffo occunarii la h% & qualeèo™iedieÌ?Uu,,oiSb*fJltLT^^^ mcedi fopra è dialtezz. m«!, „?^5 i ? * P'"*' ''"''*' '">^°nàì in aItczza.La fua cor mébri,pe?effer SSiC^'^Lt' ^^^"'f '* " "ircmonoben iS cauetto . ilquale fi dice eo" na Mr l.n.^!?. /'"?; *°P" ^'""» =°"""~ "* * q«el onciccinque.Sopradiai.Xr^„ ''^^""'°'"'*"^°"' ^>'™uio, l'altezza della auale A i fipuò cre'derevi^ffe,o^f:;*^,",°|^"P'«':.>'q»''i j del',mpoftadell'arco4oncie4iecnan?,;w f*? ''r'"'P'"'"°^ l bn r vn fopra l'altro fon dStrL fonornnfrin?' 'i«""°^'""'<:& benché i tre m^ optra non fanno buono effetto Sm.mK , T '°"^""°' '^' <*' Pf°'«n"»,doueeUa larghi^T^a delta pilafìrata dell'arco fi è detto ', ma il capitello è della medefma alte^xa , & viene a effere quadrato per ogni via, V opera di quefio arco è Compofiea,& era molio orna' i^ dt^atue di bron^o,& di marmo, per quanto fi comprende ne* luoghi vacui. SVESTA E LA PIANT^ DEL SEGVENTE ARCO. L J B KO T E 1{Z o: MI U' Zji ferma itirxrco di Cafitl Vetchtc $n Verena è cefi difpofl», eemi fi di mojìr» qui folTo i 6« hntli dAÌJytgio in su non ci y vtfìigi$ di otnAmenli,nondimfno eofipetria fiate: & perche i membri di qutftdfone iarttc piccioli, che maifipojfenocdm . rendite , nella carta ftgutnte fi vedranno più diffn/amente difega;,ti &> defcritii . ^eff'urcofrienfaie , per quanto fi nm i nitic nella p3rte interiore dell'arco, alcuni vogliono dire che yiiruuiolofacejfefare, ma noi credo per dmcagionitprimonon Iviggo che la mfcriuitne dica Vitruuio Folitione, ma forfè {h vn altro Vitruuio che lo fece : l'dtra più ifficMce ragione fiì , eie ÌTilruHio felUcne ne i fuei fcrittidi Archittetura danna le minfcle, &> i dentelli in vna ifitffa cornice , &> vna tal comica 1^ mua in '^ fet II netto del piedlìallo fegnatolTpi^^^^^^^^ "''^^^^ "^'i^' ^^^ f^' '^' ^ ^»^' f I IX B ILO r K R 2 o: .•;fc-' no m„ ho tro«ato , ckè chif.am d^i »m, ma jr/fi a7„/ "f^'P"""' ' 'Me m /««j» alci ludi, re, fi„nrc,«o„ crjp„ò apanUe^rcoll" " V 1" ^"'""""}"' 'S'' hMia co impom aU-^rch„Uiote.é- P;ò .otZucrlfu '^"^ "'"""" f' """'f^'"' •■ ma ^„Jio pc- '"'«'ifiyedr:& prima l-.pJ^rad'rX coi :^/^^^^^^ Mi, bafa è onde otto &mex'i'àh^T,17 ^^ ',°""" ^ """ '" '" ""eKK'-folUrxa rno & <,«,><^ ef'conafcofiod,etrodqJn[7/fifXZ"^^^^^^ '^''''-'o.^-é^^nVnolUncare/p:^^^^^^^^^ kanda , cofa che d, ip^ace all'occlj. 7,ocl n/nZJ^ Mf'ont.fp.cio, an^, yengono da yn» «0, ofdme . I cap.Lll, d, .u-fi^rcò Tatcl'r" r '^ T '"'"" "' */""'«^'» . 'e ho poiìc "leguent, ,. tratteti, e//, dr^r^^^Z "if^^l'^'^f'f'''.^ t«" Co„n,h, : come nelle e». SOP" <1u.n.rco , ..„,.n,a nO'aKhu.auc ci reno. e i„f„fcri.tc •..,„.. 1 1 B K.0 teh. zc>. ti4 »i I I j I Ouì adietro ho trattato delle mt/Ure vniuerfali dell'arco puf sito , & Wéo ho dimoHrato la ^ fuM forma troportionata aUa propria: ma de'membri particolari non ho potuto in cefi piccioU forma darne mtitia '.bora nelu (cguemi carte io ne tratterò.ptrcbe in vero ci fono molti & di mrfi ornamcntuVcUeaitc'^^,<^ deUcgrcftc^r^^e ho trattato , né p:à le replicherò : ma folài iopa.f^nco lo inditio de la colonna, la quale èfcanellata , & tutti li membri fono proportiZ nati aUipropr^. Il capneUofcgnato £, con l'architraucfopra rappnfentaqueUo che è La la ne, il fregio, & la cornice che yajopra la detta colonna nel primo ordine: la qual cornice tetU ZTre'sZT^ ^!^'r^!\!^'' '' Pf ^"'.^^[f^o ^^^^^^' ^«^ adittrcM prudente Lettore poti 1/7 1 ^ ^''':fr^^^<>^f* lUapitellofegnato f , è quello che fcfiien l'arco aUe coloZ ne quadre, & que^i due capitelli, fono di epera Compcfita] & molto belli ^iquah fono Zi proprt ' P'Z^'-^'rnedcttoq,ìadietro;ma fonoqueJìe figure proportcnate alZ, Varco trìonf^icf^Jfato ( come io d (Ji) è molto ricco di ornammi,& fra tanti ve ne fono rbtne mtcft, & anco de i vuiofi . Et veramente nel detto arco io non a trono cofu che vni , ffem d.i, eccetto la cornice paffuta fegn, ta D, per le canfegtà dt ttt: ma tutti glt altri membri paL fono dibHonamamera,&gL'Mtagh & anco le cornici . i membri paffatifono del primo ordin 4ai;jf[o,qutHifeguenUfono dei fecondo ordine, il modiglione fegnato H,é nel principio delft .ondo ordine fopra lifrontifpici^jlq.ale (comeio diffi) erano figure appoggiate a quei pilaL pam . La fine fìr a notata /, e la forma di vna ddle fei fineSìre con quella cornicettl fopra, co f ropriamente imitata, &m cndt due. & vn 4. h\U,!^z^dddmtdioìcnctt^^ tnnuatH.&^lcauencJopr^efoe cnL-vna^fit^^ragdxfomtro^ ^'onda.hcmafor^ljsi^cncf^ ^naÙ'vnq:i'^r,o.f^lul7UidiU ecrcr^aecncitqs^i^^iro Ufu^am^^ eonciaue Ult> . ÌigHend4 "^^^ndototraftm di tante cofe antiche, p'Tdtnyr a., ^.j jr ■ rt t s , architettore, benché però non Iho lardato adieirr, hlu.Zlj a ^'i"'"' «' B.-ama:,tc San Tutro , & altre cofe, ruttando tTTcZiZ'rÌ X-^ t'T ''Pj'f"'f<' ''"fi"» ^ r> ""'P'exdon, due belle co- & irolTc-zr - l'altra t'J.Zìr P'rpetiétta , per e/fere i piUflrom di tanta lanhe^ra uZfn^e'-anc Zltt^^^^^^^^^^^ palmo, & a mimt, : ,l>,Llìacar7TolàLt" ^ J"r ^ 7^1'",' 'f''""" '""">> "«^ " fono l, pUaUr,, cioè JtoiipienoZantlilZ^^^^^ ^' ^''f',"", "^f^'"" *'"9' & 'Itrettam, pmefarà la PlaaratLhXwenTsTl'ar^^^^^^^^^^ d'Ip.UHro è d,„,fa « parti xi. y«, '•'■o.&^^f'lrannolMJteÌZd^if,^^^^^^^^^ larghexTi^ del pihflro . faltczra deUaJlZ'lir^l^^a Ì'P'Ì'^""' ("'à perla metà della co.falte\ra delh cornee de^ZdZllìf / ^ '^ '"^''"'' '"^ '>'""'"' ^ '" P'^'^"" Mfar- l-''''Cotlbafa\Tc:;iet^:l^^^^^^ P"'«'Xnroirex'^adicolonm,e-lcapitell}ZZ"rrTaìri^^^^^^^^ di p,à per la cimala . l'altezza deU'arehitrlV.Z^t &"'ff'\X?>& haura la fettima patte nullo fenxa la fja bafT&Zen'aTttTn^^^^^^^ ^ "''' '""'"l^" l"""" ^'^ P'^d'' fua ponine . ^ ^ ^''U'I'i' ^' cotenna n nicchi & t quadri /opra effi hauerauno la VsTihe 1 t f B R 0 r E 11.2 O, «l8 Taf ;« ^ai a JùtM «»« topo'»'". f "■ '" P'"»'^ ^V ie«« fe"". dmtltmidfHfment^ Jtlimcmbt; dclU IcK'" pé'^M vo/«to ?«i/b«»t'deipMror,dimifainciHattropatU,dHer,Lrannoal5J^^^^^^ f*r»nnoperlagroffcXXfdellacol»nna. Valte^K'' L picdLt fàrfl'r^^^^^^^^ gbe^Xf Ml'arco. l'alte^X^ della colonna farà Perotto delle ue^riieJellnUU' ' ta parte mft n>JJ, . Et cif, fi farà delter:^o ordine,iUuale é Corinthio -manonciè yf.mil L '>l"P=''''^y'P'^«'Uafia^pr.mapernonlafciarclnfufoilLettorec^m"^^^^^ '>'\f<'«'«'\l"''<>d<'n'VMbhianob,u,reafuofiniLntoiyna^^^^^^ %:Xor: -^ollZ^dZa f'T" P"^"«^«''" '"'''"'"' i '»e>nbri,& i coJniciamZ LIBRO T E ìli 0. rim I ìQ utBtl' ,^±'''J^"Ìf"P'Ì' &'"<'•'>'>, '''''P'P''. 'lira le loggie, che qui aàiemho dimiBrati ^ ti ''^'7'*/""?"/;''"''». '' i ^nafcaia molto beu/, perlaquale fi faglied r" Z.'L' IZr^r ' '^ '/" 'f7', ''" ' '"f'Z' "'"•fP""'^»" fi può vedere .Qui non ho SoZ *<>i'^l'»'f'>"-\'i''>i<>loi^menteimolìrar,lamuentionedeUafe,la,<ù^^^^ Tatti ft f'i'""^'"'''"" "'"" "^'ff»e«,oUo rileuato dal prLgaZZrerf^l' »'K<>"rch:o,nJlqualluogo%,fnZlfX^^^^^ '''ro.laClcop.naluyeJreJell.^:!::^:^^^^^^^^^^^ 1 l^efié Ciuejfe «ftì fftioi il aititi» dilla pianta qui * c»nio dimefir^ta &{com$ hf dttte)Ì6 mn {fattiti ieìU mì/HU. amndtHde iu^tntellUinutnti»ne,&htncht quìfi dimoftn vn fola p,lafirfnt per iznda eoa U eelenne depptt,tglt fi accompagna cm leune loffie delUqmli ho tratiai$ qm adietro, cerne appare per l'ordine deUe colonne deppie,&per t nicchi fr* tfU, & anc» tr i quadri foprn i detti nicchi. A queflo luogo daio Beluedere ci fono molte altre cofe , lequaliio non le demojìto . &[r^ l'al- be coft VI e vnafcalA a lumaca, nel fondo delinquale vi e vna fontana molto abondante di «eque : laqual fcaU * tHiia cir^ mondata dalle colonne nella par te intmore, Uqual colonne fono di cinque ordini, etoeTofcano, Dorico JonieoX orinthto ,& ^tmPofito'maqHelibi'èdtarnrniratione.&ingignof>{fimo:echtfravn'tfdtne,&l'alt,oncnvifiint(rpontcofaalcuna,rr>» ntradel Òorico nel /on,co,&del lonicond Cortnihto, & del Cortnthienel Cempofttocon tanto artificio, che thuomononfi ,uede dcue vn' órdine fin,fca,& entri nell'altre : di tnanitracht io giudico ibi Br;imanti non haibia fattene la ptìtùttla, ni apìH ttriifictofa archtteitnra di queBm . ilil, FHfri Fuòri di Rona pìcoiìfconojeMonteMamèvnbeUijfimofmcìn tutte queìle paftì'^ fhè ad vn luogo di piacere fi ricerca: lequd parti fingolari to tacere pia to^o,€he dirne poco^mafo- lamcnte io tratterò, & dimo/ìrerò ma loggin con lafua faccia ordinata dal diuino R^jfaello da ' Vrbmo-.benche egli fece altri appartamenth& dette principio grande ad altre cofe. Qu^fiapar- \ te chi fi chiama cortile, bencVellafta quadrata; nondimeno egli hauea ordinato il detto cortile in tondo, per quanto in parte dinotano i fondamenti . l'antiporto notato ^, & li due luoghi B, ! & G non Hanno coft, ma per accompagnare la pianta io gli ho cofi pofii in corri fpondentia : per- ■ che la parte C, finifce in vn monte , sì come anco la parte della loggia fegnata E, ma neWaltro i capo della loggia notata F, nonyi è il me^p cerchio, & quejìo fu per non diminuire alcuniì appartamenti : ma io per accompagnarla ce l'ho poRo, L'ordine di quejìa loggia è bellìifiA nto, il cielo deUaquale è variato concordantemente: per cloche la parte di mc^p è a tribuna ton- ^ da, & le due dalle bande fono a crociera.nelqualcielo,& ancone' parieti Giouandaf^dcne ra- to, an^i vnico a' tempi nofìri, ftefser citò moltonel far conofcere l'ingegno fuo sì nelle opere di iìucco , come nelle grottefche colorite, & in diucrft animali & altre bixxarie, che fra la bella, (ùr intefa architettura, & gli ornamenti di fiucco,& di pittura, & le Hatite antiche che vi f&- no, qucfìx loggia ft puòaddimandare beWffima.Et perche doue non è il me-^o cerchio corrtfpon- dente all'altro, l'architettore non volfe mancarui di ornamento ,fece che'l f^o degno allieuo Giulio Bimano dipinfe in quella faccia il gran Tolifemo con molti Satiri intorno, pittura vera^ mente molto bdU : & tutte quefi' opere le fece fare il Cardinal de' Medici, che fu poi Tapa^ Clemente. Tionporròne gli ferita la mtfura di qucHaloggia, bafìi folamentela inuentionif aW Architettore: benché tutte le cofe fono proportionatealleproprie,& la feguente figu ra di* nota H diritto, & la faccia di efsa loggia: ma non vi fono quet nicchi dalle bande, liqmli Vi ha poUo per ornamento. J ile co lonne uà ogni faccia di pilafiro:ltqud colonne per il goeciolatoh cbe fimant interOinon 'jigòno àfar parer deboli i pilaRrt,aìniitMl leggiadria,& rempimentù delpila/lro conuerfo in tf colonne fa rago vedere,nondimenofià nel termini del pilaBro fodo,perche il medeftmof^ bafa d'tfjo piUHro. Et perche nella figura qui Manti non è dimoflrato fé non yns colonnMj ,anu. nel pilaSiro,& la parte d*vn\ltra:per effer meglio intefo dicoythe ogni f accie di pilaflro '!'ylU *^art e interiore dellA hggta va dinifo in tre parti, delle quali fi faranno dut colonne piane ; I gliaiigolii& yna l^rà per la dir.ifione delie due colonne^ dr benché {come ho detto difopra) ' lefiano due colonne piane colfuofpatiofra le colonne j nondimeno viene ad cffen rn pilaflr^ h,&queftoé per far la cvftfiH gracile HtifHQiornmenti* ' '■> Wva l'altre città d'Italia trapali èdetto%tntile,& nenfolamente di gentilisrfffte creanze >& ì gran Baronaggi, & Signori di Caftelli iConti,& in fniti gentil'huomini , & nobiltà grande g^ lai cefi ben dettato di giardini , & di luoghi di piacere , quanto paefe d'Italia : & fra gli altri iogbi ameni , & diletteuoli , che fono fuori della città , vi è vn palaxxPt che fi chiamMa 'oggio Reale , Hqualetl^j Mfonfo feceedifioare perfuo diletto nel tempo, che la già fC' ce Italia era pù vnita , & hera infelice per le [ne dtfcordie . i^e!ìc palaz;^o per cofa ìoderna ha beUisfiniA forma , & è molto ben compartito , dimaniera che in ciafcnnode gli ngoti ri puote alloggiare vn capo nobile : pereiocbe vi fono feihuone camere fen^a le i?^»- efotterranee , & alcuni camerini fecrtti . la forma deWedifìcio in pianta , & in diritto i f «« \ifotto»Lrmfurenonvipongo, psrciocheho folamente tenuto conto delia inuentione 9 per- he il pTKiét^ Architettore potrà imagtnarfi di che grande^:^ vorrà che fia vna camera^effen 0 tme di vna gràd€T^aj& da Ahellé tir tnttele altre mifure del rimanete deW edificio Jlquai - 7 (come '( CQ7He ho detto) quelnohihffìmo t{€ vfaua per lefue delitie : & perche i luoghi ài rtUafut perla State, & maffimamente perii caldi grandi ; il cortile dt qttcjio palaT^ è circovdun loggiefopra loggie, & nella parte di me^ofegnata E,fidtfcendeua parecchi gradi in vnob piano mattonato, nelqual luogo fi conduceua il I{e con quelle Madame,& Baroni chegttp uà & quitti apparecchiate le t/ic)ife,cùn diuerfì piaceri fimangiaua:& quando pareua al ì •volta nel più bel del p'acerc, faceut aprire alcuni luoghi fecrethdoue che in rn morremo . f ietta quel luogo ài acque; di modo che le Madame, & i Baroni rimaneuano tutti nell\uqtu co fi ad vn tratto quandi, pareua ai I{efacea rimaner quei luogo afciutto , né vi manca uan» pimenti diuerft per nuesUrfi, r è anco riccìr.fjimi letti apparati per chi volere ripofarfi. 04 tie Italiane come per la difcordia vofira ftete efimtc f De i bellijjimi giardin>,con diuftfuoi timenti, de gli hortaggi^de* frutti d'ogni forte in grandijfima ccpa,dtlle prfchieredi acque uè, de' riui, de'luoghi per dtuetfivccclligrrjjì, & mtnuti,delle jìaUe ben fornite d'ogni fori caualii, & di molte altre cofe bdte io non parlo: ptrciochc mcfjer Mure Antonio Mulmle tritio nobile diqueUa città, molto intendente di architettura, ^ che ha veduto ìJ/ji, & quale io htbbt qu(/io,& altre cofe: ne ha trattato a pieno in ma (ptftì la Latina dri^rata aa fuQ amico. Ma per tornare alle pam delpaU':^o, nquait è di quadrato perfetto j mila pari interiore è circondato da loggie f prauggie , a gli angoli deliequali netta gr(Jji7^7:adLlm ri fono le f cale a lumua per faine alle parti difopra,er tanto è Uifcpra quanto dijotto . L ■.'quattro loggie di fuori fi gnate D,non vi fono, ma per maggior ccmmodità , & ornarne mot i'edt^cio vifiaiiano bene, a- f ariano fortifjme per le buone fpalle, che haucriano da i lati'ynè' queSìoft prìuarunoleftan'^dtUajua commoda luce, & le Uttteloggtejariano difife da ve Cd^i Sole ne' fianchi . Inque*' ti B K^ r E K'z o: .__ «22. '- tf«lel«4 Sti}a quìfotU ho coluto dmviìrarc la parte dt fuori, & di dentro. U partenotau L r^a«' e «.//a parte inter'ore.In quefia figura qui fotta non ho notato U coperto dcWedi. Vo peZ'fcb^ mio parere io rorria talecàifim [coperto , di maniera, che fi potè ffc y{afe_ ì^jfloafguardare la campagna PI^NT\ DEL POGGIO REALE DI NAPOLL m m B »■//»«.• m» in altf sformi di m»rtm'nti,&flT,o«m^^^^ J^t«rHtyn» ttfU i é/iÀ lo fono tHtH d-vn» grafie, J/uanal cch^nr'icnZ«tj, '-J^''''"'' f '*'*' ''^«^^ d, 1 1'"/'''''l«cc. che hanno U alt,, liZeiZimTn^^^^^^^^^^^ pe, ^ le flMj^. f, tahitano pH, continouamcnt, OuerA^K^i ,T ,1 «' ^°"'' "«''«»» ' ''''/'•rannod.bHonagroffeL.tltoTrZn^^^^^ 'Mternne.HnoniratttròdcllcmifHrc.penht tf,^^^^^^^ i altre m,fur, , fipctranno conofcerc t>4tttklt,,pSl^MZÌùT,t^^^^^^^ '""'' '"'< collocato, i fotte, (eifito lo coJto,ta,che-l Sole i«/»C'^&tK T^.L?. 'f" ^ P''^>deaei,fi:,ovenghinoaparticipardelSole:pe,clefeULeVaZL^Z„^^^^^^ neme per l'altra . e'I me^o dì pe, l'altra .femtarLh UlozzkTokT^^^^^^^^ *" '' ' . Solc&fariamalfana. * """"""W foiia a Settentrione non kiucm iH Il j i il TiO f t Kz o: i2> in Hùérp modi & ordini fi patria fabricare fopra la pianta qui a lato : nondiméno per effee quefio luogo di piacere,mi è parfo per pia vaghe-^a farlo di opera Corinthia: ni mi affaticherò in trattare delle mifurcynè circa le alte':^:ma nel quarto libro nell'ordine Corinthio fitroueri yn trattato^ chefupplirà perquefle mifurecol buongiudicio deW^rehitettore.Et perche in que (la faccia non vi è [cordo alcuno tper ilqualfi poffino per ciafcuno conofcer le loggie dalle facete piane, io dirò in fcrittura. Li due lati dalle bande più rilettati s'intendono haner le colonne pia^ ne di bajforilieuOìda baffo ad altoUa parte di me':^OiChe épiùbaffajsUntende loggia fopra loggia, le colonne delle quali vogliono effere tonde, & il mede fimo farà dalli fianchi. Si potria ancora fopra le loggie fartii vn la HricatOj hfalicato di buone laflre ben comete di buoniffimi [lucch},re fihente alle pioggieyCon ifuoi parapetti deU'ifìeffa cornice del primo ordine,& cvfì la [ala di me ^p con le quattro camere del fé fondo ordine haucrìa miglior luce di quelle dtfotto. Ver due ri- f petti ho fatto quelle finefìre picciole fopra le grandi del primo ordine: l'vno p è, che vi lend9 le fincHrc di tal baffe^^iche l'huamo fiando a federe poffi vedere fuori commodanjente,v;ene à rimanere troppo granfpatio dalle prime fincjìre al cielo delle fìanxt . Itqual furia tenebrofo» & co fi le dette finefirelle danno maggior luce allafalai l'altro rifpetto è.che le camere prsfjo U fila non vogliono effere diqHellaaiiex7ia:ma fi potranno ami-s^areiperilche quelle finefìrcfer' niranno per imc^adt. Di molte altre cofe fi potria trattare > Icqualì faranno neli'arbitric deW- architettore : perche in qucHo volume ho voluto trattar e folamentc ddlc inucntioni . Ma nel ff/ìo libro delle h^bitationi io tratterò di tutts le pmicolarìtÌ!, <^>-fj'iif amente , TRAT- DELLE A^rìCHlTjl TRATTATO DI ALCVNE COSE MARAVIGLIOSE DELL* EGITTO. BRAMENTE le cofede gli antichi Remani fono marauigliofc a gli occhi ne/tri : ma eh! potclfc vedere le cofc de i Greci, Icquali hormai fono tutte caintc , & delle cui fpoghc Roma , & Vcnstia ne è molto a- doma, forfè che lijpercriaro le cofc dei Romani. Ma che diremo noi del- kmaiauigliofifnra2Cofedcll*Egitco,lequali paiono più tofto fogni & chimcre,chc cofc vere ? nondimeno, perche Diodoro Sicolo confciTa di hauernc vedute alcuni vcfligi , mi fa credere che fuffero vere, & fra l'al- tre coic mirando egli narra di vna fcpoltura dVn Red' Egitto chiamato Simandio . ilqualc ne igrandij&gcncrofi fatti non hcbbc pari. Era dunque qucfta fcpoltura la più fupcrba, & p;ùmi!ab;lr,chcmai peraltro Re edificata fufle,la cui grandezza era dieci ftadi, che ridetti nella nolha mifura , fono vn miglio, & vn quarto . Primieramente la porta fua era ornata di varista,&bdla pietra, dentro laqualc era vn'andito di lunghezza di due iugc- ri, che fono braccia ccxx. & la fua altezza era cubiti quarantacinque,nel capo del quale an- dito (i trouaua vn pcriHilio, cioè vn cortile quadrato con le fue loggie intorno, &i^ ogni loggia era lunga quadro iugcri , che fono braccia ccecxl. ncllcqual' loggie in luogo di co- lonne erano animali in vn pezzo di pietra fcolpiti , l'altezza de i quah era braccia xvi. fo- pra (il quelli in luogo di archirraue erano pietre larghe due paffa , (U erano ornati di varia- te ftelle di azurooltramarino. Erauiancjra viValtroaidito fimileaIprimo,raadifcoitura più groATimentc ornato , all'entrare àtì quale fi vedcuaao tre gran ftatue di marmo , optra di Mcnon : l'vna delle quali fedcua,& la mifura del fuo picele paffaua braccia fctce . Oniz d j grandezza pafla tutte l'altre ftatuc di E^itt j . ApprelTj quelle erano due altre ftatue,che di altezza non gmngeuano al ginocchio ddla prima, l'vna alla figliuola , l'altra alia madre di Simindio era dedicata . Qàcft'opcra nonfolo psr la grandezza fu amiranda : ma per j^-irabili arti, & per vane forti di natura di pietre fu eccellente , quando fra tanta mole , ne fcflura di forte alcuna fi vedeffc, né macchia in alcun luogo della pietra foffe. Ilfuofcntto diccua, ro SON SIMaNDIO RE DE I R E, S E ALCVNO DESIDERA CONOSCERE OVALE IO SIA STATO, E DOVE HOR GIACCIO. GRANDEMENTE TRAPASSI ALCVNE DELL'OPERE MIe! Vi è ancora vn'altra ftatua tu tta d'vn pezzo, della madre di Sim indio,& è in altezza brac- cia vinti,laquale ha fopra la tefta tre fegni regii,pcr dimoftrare sé cffcr figliuola, moglie , & madre di Re. Oitra paflando la porta vi è vn'altro cortile , ma più nobile del primo, per le varie Icoltureche vi fono , nelquale fi vcdea fcolpita la guerra fatta da Simandio contra_* deBattrianircbelli,aiqualiliiìghuolidel Re fignorcggiauano, contrade* quah eondulTc vn'eflercito di quattrocento mila pcrfone,c venti mila cauall:cri, ilquale era diuifo in quat- tro battaglie . Nella prima parte era fcolpito l'aficdio della città da quella parte, che la ba- gna il fiume : & poi fi come combattendo il Re con vna parte de i Qemici,con l'aiuto di vn fuo leone domeftico, al principio della battaglia haueuapoftj gli nemici in fuga. Si vede- vano nella feconda parte i prigionieri con le mani,& con i gcnitaU tagliati,cofi dal Re c«. dotti, volendo inferire quelli cffcr (lati di animo vile , & di e rpo deb.le. Erano nella te rza parte , con varie fcolturc & ornate pitture ritratti h facrifici , & il trionfo del Re , fupcrati gli nimici. Vcdcfi poi nella parte di mczo due gran ftatu: intere di altezza di braccia xx vi. rvna,alle quali del cortile fi andaua per tre anditi. Appreflb quelle figure era vna cafa rile- uaia lopra colonnc.ogni lato della quale dal piede era duciu^cri,che fono braccia ccxx. & vi erano t I S KO T ÉK Z o: 124. vi cranodsntro affai ftatue di legno, rapprcfcntandoqu-1, che ncllecaufcdubbicdifpuiaa- do difco.dano , onde afpcttano il parer di quelli, che ne 1 gud ci) danno le fcrtentie: liqua li erano ir-nta,nelaiezo dei quali fcdcua li Principe p-rgm)icare.dal collo dtlqoalcpcn. dcua vna imaginc delia verità. laqual hautua gli occhi le. rati, & hauca intorno vn gran fa- fcio di iibri : Icquali imagini voleuano inferire li Giudici doucr eff r interi, & il Pretore fo- hmcnte guardare alla verità . L afaando qucfto luogo adietro, pur nella detta cafa fi ritro-' uaua vna fala, che da ogni lato vi erano molte ftanzc, nelle quali erano apparate diuerfc fot te di cibi per mangiar*; douc più eminente de gli altri era icoipico. & di virij colori ornato il Re, ilqualfaceua offerta, & dono a Dio di tutto l'oro , & argento , che ogni anno hauca d^ i tributarli nrcoilo . La qual fomma tutta ndjtta in argento era fcntta tre milioni , 6c_ duccnto mila mine. Dopò fcguitauala Libreria, nella quale era fopra fcritto ANIMI MEOIGAMENTVM, aoè la medicina dell'animo. Scguiuanopoilcimaginidi tuttii Dei di Egitto, & i doni da cffergh offerti, fecondo chea cialcund'cffi più aggradi- fce . Poco più oltre fi vcdeua Ofiri, & gli altri Re, che dominarono Egitto, pur che haucf- fcrogiouato alla vita de mortali, quando nell'infcgnargliifacrifidj diumi, Sbanco per giuftitiafcruata fra gh altri hùjmmi. AH vltimo della cafa già detta era vn'ed.f ciò regio, nelqcaie erano vinti leiti facrati a Gioue , & a Giuaone : neiia parte di fopra del quale era- no le ftatuedel RcSiraandio.&iuicrafepoltoil corpo fu o. D'intorno a quefto edifìcio erano più ftanzctte, nelle quali fi vedeuano dipinti tutti gli ammali atti alh facrifici j d' E^^it to, i quali tutti afcendcuano verfo la detta fepokura.laquale era circondata da v a 4;ran cer- chio d'oro , il circuito del quale era trecento ftffantacinquc braccia, &eravn bracoio di grolTezza : nel qual cerchio pcrcgni braccio era defcrittovn dì dell'anno, & il naicetT,& il tramontar delle fteìlc, & il loro fignificato, facondo la dottrina Egittia. Si dice che il dct to cerchio fu portato via al tempo cht Lambife, 61 li Perfi dominarono in Egitto. Et quc- ftafepolturadcl gran iimia-iio non folamente fu la più ricca di tutte le altre , mz di am- ficioancQra più eccellente. Fu dopò molti airi Miris Re in Egitto,ilqu3'c in M:nfieàiLi- co li Propileo veffo tramontana , opera fra tutte l'altre più eccellente. QatUo raedefimo Re fu quello , che poco più d'vn m gUo fuori di Menfi caaò vn Iago di marauijliofa vali- la 6i incredibile per grandezza d*op=ra : perche fu grande tre mila fcicento dadi , che f.no xni^ha quattrocento cinquanta , & di altezza m tuoi ti luoghi era profondo cinquanta vi- nc'cioè cinquanta volte quanto Ivaa & l'altra min dell'huona 3 fi può (tendere. Xalmints che chi auert fce alla vciiità donati a tutto l Egitto, & alia grandezza della cofa , &alla^ profondità & intelletto del Re, con tutte le lode non fi potria lodale a pieno. ConfMc- randoadunquc il Re Mirislo fccmarcdel Nilo cffere incerto, &inaabiic : & chefecondo tal fcemamcnto la terra produchi bene, & male i frutti j cauò il detto lago , outro ftagno , ricettacolo delle inondationi del Nilo : acciochc crefccndo 1^3pra modo, le acque rcftando alte oltralfohto fu la terra, la patria fua non diueniffi mutili. Et ancoraché p:;i:d fletto di acqua i frutti delia terra non moriffero.-fcce vna folTa dal fiume al lago,Iun/,a ftadi ottan- tacmquc che fono miglia dieci,dz mezo,& profonda centofeffanta braccia : per laqual fof- fa l'acqua del fiume tolta, & data conferua vtile,& abbondante il paefc: &i ciò col raczo di vn ferraglie alla bocca della fofla , non già fenza grande fpefa; perche non fi apre, né fi (er- ra mai, che non vi intcruenghi fpcia di cinquanta talenti. C^f fto ftagno en mcffercai tcm podi DiodoroSicolo.&fichiamaua Miridc dell'autor Minsiilqualuelmezo vilafcio vn lungo rileuato fuori dell'acque , nciqualc edificò la fua fepoltura.con due piraaaidi di aicez zad'vno rtadio, l'vna per fé, l'altra per la moglie, fopra dc^lc quah collocò due (htue di pie- tra , che fede uano in trono. Et quefto tutto f^ce,pcrchc pcnlaua col mezo di tan opere alia poftcrità lafciar della fua virtù memoria immortale. Mirisoucr Maronedopò moltianai fti Re d'Egittoàlqualc fi edificò vn monumento , & chiamano Labsnnto , cdmcio certo - «» * — - -- maraui- marauJgliofo non tanto per la grandezza dcU'opera,quanto ancori pfr hartedifR^^ fere imiiau : perche a chi ri «itfaua non era facile il ritorno, fc non con guida buona Dei dalopoimornatoinEg^^^ fece vn tale m Creta al Re Minof 11 quale a noftri tempi, o per malitia d 'huojninl ò ^^^ tcmpoèrouiMtoiqueldHgittofinoalprefenteintcroduraXhcmidopòretiealir^^ m Mcnfi, & fu quello, che fece la maggior piramide,la quale è annumcrau fra le fette opc re marauigliofc de mondo,& è lungi da Mcnfi vcrfo Libia aadi cento venti, che iòno mi^ glia quindici. & dal Nilo ftadi quarantacinque , che fono mlgla ci.iquc , & raczo . laqual pcrartificio.&grande2zad'operarcndeuanupidochilamirrua.C^e^ draia . Lo fpatio fuo nella bafc era per ciafcun lato iugeri fette, chcfono bracca P ttrccnto fcitanta, & era alta lugeri lei , che fono braccia nouecento feffanta. la cima era pò brace a Ix V. laqual machina era tutta di faffo dun7Iìmo,& difficil da lauorare : mi durabile in eicr- no ; hquah failì dicono efferui flati condotti fin di Arabia , & furono porti in opera con li argani ; perche aJlhora non erano ancora trouati gli aromcnti per il fabricare : opera certo «arauiglicfa, tanto più per efler nel mezo di paefe arcnofo,nel quale non è pur forma di ar- gini, né vcftigio di pietre lui mai tagliate, tantoché non da gli huomini, ma dalli Dei ben pare vna tal mule cficr fiata compolla . Dicono, che a fornir quella machina vi furono dr- putati trecento feflanta naila huomini, liquali, per compirla vi fletterò quali v-nt'anni Li danari fpefimcauoli,&herbeperparcerdettioperar,jfuronmillefcic queftofu illorcibo. Fu, conditor della feconda piramide Cabrco Red'Egitto,Iaquaieert iulmodo, & materia della pnma ma non di tanta grandezza ; perche per ciafc un de'lati nonfiflOTdeuapiudvnfladio &folam»nteda vna parteeral'andito,&la porta fua.M^^ cermo, ilquale ancor fu detto Checino dòpo Cabrco regnò in Egitto. Da coftui fu comin- ciata la terza piramide : ma non fornì l'opera: perche marte vi sintcrpofe, laqualc era nella fuabafa per ciafcun de'latitreiugcri,che fanno braccia quattrocento ottanta, ar aaui fcritto fufo vcrfo tramontana il nome dcH'auttore M IC ERIN VS. Oltra qucfte tre Dira midi ve nclonoaltrctre dVnamcdefima fotte , & fu la fattczza delle prime, fuori che dr grandezza: pcrcioche ciafcun de'lati non pafla due iugeri, che fonobraccia trecentovcn- n . La prima fu di Armeo. Le feconda fu di Amafo . La terza di Mafo tutti Re d'Egitto Bopo Sabacco Re d'Egitto h dodici gouernatori <ì,\ Regno , hauendo per anni quindici con vnito animo, d accordo infieme con poflànza regia ammmiftratolo ftato,ordinaronQ per decreto che gli foffe edificata vna comune fepoltura , acciochc sì come in vita con vnìJ co valore^ pan honorc hauca goucrnato l'Egitto,cofi dopò la mortela gloria di vn fol fcJ polcro foflc comune à tutii.Onde fi sforzarono di fuperar l'opere de i Re paffati . Era con tanta fpefa, & tal magnificenza quefta mole lauorata, che fé prima della lor diffordia fofic ftata compiuta, haueria di gran lunga per eccellenza dell'opera fupcrato rìì altri reeali mo numenti . Lcquai tutte cofc furono fpefe veramente inutili, benché marauigliofc , né mai dametal cofc faranno lodate, elIcndovanc,&dinnofc. Ma farà dame cTafcunó cforta- toafabricarcafe,palazzi, &fimili edifici perlVfodegli huomini, con quelle forme «T ornamenti , che fi conuiene : perche nel vero la commodità , & la bellezza de gli edifici è di vtile,& dicontentoa gh habitanti j di laude,& ornamento alle città i oidi piacere fiT duetto aquelichclimirano : Ma ben fu degna di granlodc,& molto vtile ij gran /ago' chcfcccftrcaRcMinspcrbcncficiodclV Egitto, $t«iMi»S4 IL FINE DEL TERZO LIBRO. \ 116 L A V T T 0 R E AI L E T T O R L E N I G N O Lettore , hauendo io apparecchiato alcune regole ncH'Ar- chitettura, prcfurponédo che non pur gli clcuati ingegni l'habbino ad in- tcndcre,ma ogni'racdiocrc ancora ne poffa effer capace , fecondo che più & m-n- farà egli a tal arte inclinato: le quai regole fono in cinque libri di- uifctì come qui difetto farà notato ; poi chc'l fuggctto il coinporta,ho vo- m- ^:^^5^^ luto incominciar da quefto quarto libro a mandale fuori , che è più a pro- S^fi^'òT^'iuneccffario de gli altri per la cognition delle differenti maniere de gli edifici,. ^.deMoro ornamenti. Di tutto quello , che voi trouarete in queflo hbro che vi piaccia no darete e a laude a mr. ma fi bene al prccettor mio Baldaffar Petruccio da Mena : il qua! fu SohmcnicdottifJlmo in queft'arte & per teorica,^ per pratica: ma fu ancor cortcfe,& hberaSSgnandola a chi fc ne è dilettaio:& maffimamente a me , che quefto quan- to fi fia che b so, tutto riconofco dalla fua benignità,& col fuo else mpio intendo vfarla an eh' 0 cofqud^^^ non fi fdcgneranno a prenderla da me : affin che ciafcuno polfa hauer au^hecSión di queft'arte , che non è mcn diletteuole all'animo^penfando a quel,chc Thl.lr^fhl^^^^^^ fia a eli occhi, quando ellaè fatta . Laqualarte per la virtù de famofi , hlS^^^^^^ &diCicercne. Prendete adunque con anmio la lingua lauiia di iciup^j ut ,i^-„ i-, vrìinntà che certo ho hauuta erandifli ma,di fa iNciv-um i I _j^,jQn conto di tutto qucllo,chcglioptrcra. nrtri aorir il i'uo concetto in difegnovifibije. ^ a/ irittr-h Se-raro fia che Vicnca dii lo fcotcio della maggior parte de gli edi nei . , cne fono in Romawr. ulia, drata di fei faccie, di otto faccie, ouale, m croce, con le lor piante , i diruti , » Mco.ci a,, i ^' Horo"cr*me'iuo miceder eoa ragioneuol modcdarò principio dal più fodo , & nitro orn^to^ràineTaKf^^^^^^^ rciftico , e'I p ù forte fi: d. minor fott.gUe... ''lI'^nlfcìiidedicaronoglied.ficiiagliDei.accommodandori^aq^^^^^^^ t.ratobu«a,odel.cata:co.,.el-opcraDoric3aGioue,aM Ite &adH«^^^ te forme Doriche dall huomo togliendo: & la '«"'"/.^'".^.'^l^S^^^^ Sana per pera togliendo dalla forma a-.atronale,che partecipa del robullo,& deldelica a ^^ a ,h fan.tu?afcmi,Mleètenera,map=rl:efercitiode lacaccjaerob te btlkzziè molle , ncndimcnc; e poi robuflo per ellerhuo.no . '' "^^'l''™" ,: , ^jj^ Dea ma la maniera Corinthia tolta dalla forma verginale , '°''"°'^= ^'^^'i "„'fd"'^^^^ aTtro Vefta preSdente delle Vergini. Ma in queto moderni tempi a me pa d.pro«^^^^^^ modo non deuiando però da gli antichi : voglio ^l^^f.^ %" '"^^^^^^^^^ D,ó , fiiamdedichetò.inquantopermefipotta,gUedificifa«i.fecondoIelp.tiei , i'vfo delia g«rra. E' ben mo che rón®.« rX ''"^!°!";' P°"' d' niarc,& altri fimili pe Ì,022Hta dipi=.re.& cuaSa ancoraTZ^^^^^^^^ cer.che n'hànc hauuto g iVcu torS al vo "a l-at mT.*^"'^ P'" ''=''?""=' P" '° P'« - ria, & tal'hor anco nella Ionicr& nel a rórmrh.f ''!i'*^ «'' """''" "'"'"P"» Do. l^^peraTofcana]apiùrc=-a:&menoorn!„^? h^^i^ «ciga più,& fia più conforme aTa TnT^t, 1 " " ' "^'■'■' ™ P^"= ■ '=''« '= '"f"" « con- prende eir^r fetoXua.rda' Toftan?co^^^^^^^^^^^^ "'^' '"^■"f'ftamentt fi com- che i Fiorenza,come fuori perle vi" un i & *^, "k f "^a^'T^ P^'^^'P"' ^«" '°'° te d'opera ruftica, quante fi P^ffonóVedcrT. ^nS A^^r ^ ^'^"$' P"' <"« qu:llarurt,chez2a,&del.caWa,cheaglTAr'S"^^^^^^^ pere conuenirfi p,ù alla Tolcana,che ad al,r/fn .i ^,f"'^'"" • ^ periuefto dirò fimj'o- dcll-antiche.&alcun-altra delle ioftre dfm"^'^" • L'P"?"'"^^ fa far porte d. città & di for ' zze & p'n.f "."° V" *":f'^ '"°'" <" '"' °P"<=.come fi rof fortic^hi, FmeCt^ccht Ss qufdo, ^ & alfn nr^^^^^ chitctto potrcbbono acJnfr, s .J Tk ' ='""^"'"'' ornamenti, che al buono Ar- toglunt^htSa?eT&t'.LSrX;erfi«^ ca ancora,& talhor con la Corinth a a JoVlì, h? k ■ i-" '^°° '* D°""' ^ «^on '» I°n»- che però p,ù tofto fi poSd chffufffiutt ^ k*^^'""^ *° '^"° "P'i^^'°- "• to ha da procedermolto Sto & ritento mS^^^ "«,v "'•• P""°=hel-Arch,te: u.tà,doue è lodeuoleferuar ;, d"°;7/"""-°''"''Smamcntencll operep.>b]iche,& di gra- rap?r„tr;„aeii'':rnS^^^^^^ "otit:aaglirpettatorid.tuttoquelloTh'ne1^^rc^^^^^^^ uendo 10 n quefio volume a tritar, ^,n '-°™"'^ " haueada trattare . 11 perche ha- r.co.Ion.co.lÓ m^o^ScómSo mi Z^nT'^l**'^^ ogni fpeticdr quel che fi ha daTratta e ! S beSht eS''"''?" '^ 'r'^^^''°^' ^S"" ^^ tiano tutteleproportioni & lem, W no,,;. r , '^°'°"°'''^"= '^" ralc; nondime^noSuog ZTmSrTch:'^^ te. Ma qucfto è folo fcome ho detto WHil^f, ° ""f '^^ "''"'° P'*" «""-'"tamen- f"la : &perefl-er meEhoTntefoda tnrri'^^L a "f """'gola generale ad vna guardata ttuuio.accom "o" f ,^on h vfitanS ^" »<= P""<^'P'' ^t gh ordini i vocaboli di Vi. fello TufcanóXiZÒ'f^ri'!^°tZlT^^^ di .n !.'°- " "^"l'^""" O^^'cufarà tanfo più zaria si per .1 diritri^Stano lomVn f!f-^^^^^^ farà d-vnquadro ^dueTz d eff^cuadm IZ*;,"?,^^ P'-^"'^""" Gorinthio perfetti, &,u«os-i„.e„defl ne. o?eS^t°ueKtc^T^^^^ «uente capitolo fata il quinto ch^altr, inVi,,,;, • ' "'• -^^ *'' maiauighaic le il fé. brodi GeLetriaocSvTcaDim.,.Nr.n^H^ zo delle antichità ne c^«n,rr r^ Jhir rf^^*^^ ««Icagion&ràilq^ i^'"°' '^' f»«'">«^«»"'o: &pctòilfeguente capi olo per L l B 1^0 Q^y ^ K'^ ^t ^27 D£LVORriU Ai l'iato ^J^STICO DELL'OPERA TOSCANA, ET DE l SVOI ORNAMENTI. GAP. V. T, (,crC' I{qtialì ne gli ferini di yitruuio al \.lihro nel j, capitolo . La colonna Tojcana douerfifarè di fette pani lafua alte-j^a con la bafai& il capitello ^togliendo tal mifura nella gro[[e7Uu 3^ -f^ ^'{^ ^^ ^^(f^i^^^^^^^Vi'^ ^^^'^ ^^afta per la metà della colonna : & diuifa in due pArti, vnafaJ rà per U zj^ccotoil'altra fi partirà per terxny& due parti fi daranno almai^occhiotl'altrafarl JJeril collarino il' aggetto d'effa in quefio modcfifarà:primafìa fattovn cerchio quato ègroffa In .(jlonna da baffo, & pofio quello in vn quadrato , ^ fuori del quadrato tirato vn cerchio (opra j *- quattro anici t& quefio farà il fito aggetto', & perche tntte L'altre bafe ha^o ifuoi tqccoU qm dratiyncni'meno quefio della Tofcana deueeffer tondo per il tcfio di ^itruuicialtexT^a delcA' r aA> pitellofia come la bafa}& fatto tre parti dieffo capitello,vnafarà la cimafa, l'altra fi diuiderà 1 in quattro partiy& le tre fi daranno al l^uouolOi l'altra farà la fua intaccatura . la ter^a partt rtfiantefia per il fregio, il tondino co'lfuo collarino fia per la metà del fregio : ma fatto d'effo tre parti, due farar.no per il tondino , l'altra fi darà al collarino , & fta tanto il fuo alletto quanto l'alte^X'^ f^^ » & awcor che ei fia congiunto co'l capitellOìè però membro della Tolon- na, la qu al colonna nella parte di fopra dee e fjer diminuitala quarta parte, ^ così il capitello nella parte difopra non farà maggior della colonna da bajfo.H modo di diminuirla colonna farà, queSìo,che'l tronco della colenna fiadiuifoin parti tre , &later':ia parte da baffo fia operi penàicolo.cicèa piombo,& i due ter^} refiantifian diuifi in patti eguali qnantofi vuole , dipoi alla tcr':^a parte della colonna tirato yn me%p cerchio , & dalle linee che pendono dalli efircmù Lìti del capitello tirato dentro l'ottaua parte, che farà m tutto la quarta parte . Sotto il colla). rino qui fi tireranno due linee a piombo cafcatifoprailm(xxo ccrchio,& quella parte del cerA chioyche rcfiirà da cfja linea aU'eUremo lato della colonna fid diuifa in altrettante pani ygual li quante quelle de* due ter':^idella colonnai& così fatto dalla defìra,& finiSìra banda,fian tir» te da i due lati del mi ^o cerchio le fue linee a trauerfo , & ad ogni linea pofioui il fuo numcré per ordine venendo a baffo,& così alle linee che partono la colonnapofio i numeri con il medefi tno ordine,certa cofa è, che la prima linea del cerchio fi accorderà con la linea fotto il collari^ no,poi fi porterà la linea feconda del cerchio fopra la feconda linea della colonna,& poi fia poi tata la tcr^a linea del cerchio alla ter^^a linea della colonna,& dipoi la quarta Unta del cerchiù fia portata fopra la quarta linea della colonna, & fatto quefio dalla bafa del mc:^ cerchio alla linea quarta fia tirata vna linea, & dalla linea quarta alla linea ter\a tirata yna linea,& dal la linea ter^a alla linea feconda tirata vna linea , & dalla linea feconda alla linea prìraa ne fu tirata yn*altra,& fatto così da i due lati della colonna, ancora che dette linee in fi jìano rett€\ nondimeno creano vna linea curua,laqHal poi il diligente artefice con l'opera di mano viene n moderare tutti gli angoli che fono nel congiungimento delle linee. & ancor che qucfia regola fia (atta alla colonna Tofcana , che è diminuita la quarta parte .♦ nondimeno potrà ftruiye ad ogn ' forte di colonne, & quanto le parti,& della colonna , & del meT^ cerchio faranno in magvo nmero,tantopìugjHfiarerràladirmnHtione, fHintho ^ A.Pliniho,dcttoabaco,ocimafa B. Echino detto vuouolo, o botaccio. C.Anulo detto quadretto, o regolo, o in- taccatura . D. Hipotracheliojdetto fregio . E. Aftragalo,dctto tondino, 0 mazzocchio. F.Quadretto, detto collarino . G.Soramo Seappo,cioè la groffczza della co lonna nella p atte di ibpra . ii8 H.Imo Scapojcioè la groflc zza della colon- na nella parte da baffo . I. Quadretto, detto gradetto, altri lo dicono hftello,altri cinta,altri collarino . K.Toro, detto ba(k)nc , altri lo dicono maz zocchio. L. Plinto detto zoccolo. M. Aggetto della bafajdctto ifporto . I^^. Imo fcapo della colonna,cioè la grò Ikz- zadi effa nella parte da bafso . O. Sommo fcapo della colonna,cioe la giof fczza di effa nella parte di fopra . Le fopra difegrate colonne , o pilaftri che fi I hcfo ^ fianojhanno da effere della mifura che i no rantecedcnti,rircruato però di che os- dine che elle faranno . III » •! •■! « fimts Finita la colonnakon lafua bafa & il capitello; fopra effoè da collocafVaYchHvauì,fre^,^ cornice . l'architraucfta di tanta alt exx*i({t*Anto ilcapitellOy&LafelìapartediejJofarà lufa- fciaJl fregio ftif d'altrettanta alte':^t&ftmilmente la cornice con ifUoi membri: & fatte ài bifogni, oper al- zar e le colonne, operfcendére aporttciconi gradi, oper altri loro accompagnamenti; gii* dicherei mentre, che non fiamo afìretti dtt^ neceffità,fideffe aciafcheduna maniera ài colonne il fuoacccmmodatopiedtftallo, con alcune ragioni probabili . manifefia cofa e, che'l piedifl allo vuol efier almen quadrato, intendo del netto Jmx.* la bafa,& la cima, Efiendo adunque la colonna Tofcana la più fedi di tutte le altre ,farà ti fuo \pieftalle di quadrato perfetto,la fronte del quale dee ef- fer quanto ti Roccolo della bafa della colon-. n». & alte{z.afuafiadiui/a m quattro par ti j & vnapartefi aggiungerà per il zoccolo da baffo, (5» altrettanto fi darà, olla cima : i quali membri ftan fenxa intaglio alcuno, ' ^ ceti efìendo la colonna di fii parti, ilpte- difiallofarà info difeip^rii, proportionato {in cima. xs^ummBmaanmmtm 1 ZI K» té lo ho prome/fo in qyefto preferite uolume di trattar foUmente de gli ornament},& delle dtf ferenti maniere degli edifìci: ti perche non dirò bora come fi debbon collocar le porte dette cit- tà, & delle fortf^^e con i loro fìanchiy& canoniere, & altre loro circon^antie per difcfatU- jciando tal carico all'architetto dt guerra, fecondo i fitt,& gli accidcntiiChe occorreranno :mA dirò ben , collocata la porta detta cittdy ò della fortcT^y il modo, nelquale ella fi ha da adornar, fcr mio anifo ydimofìrandone alcune figure » Ogni portadi cittàba bi fogno della porta che il chiama del foccorfotaltri la dicono poiticella :ma per feruar ic fimmetria , che vuol dir corriJ [pendenza proportionata, èncceffariofamc rn' altra finta. La mifura della porta ccsìèdafare'ì f he quanto farà la larghe:^ dell'apertura, fia lametà di i([c aj^^giur.ta aìl'alti'S^x^. Caltc^^ài fìxdiuifa infci parti, & ynafarà la pila^rata dtlia deiire'., & finisira banda, la fronte dc'pda^ fin fialatCY':^ parte della UrgheTjja della porta, & fiala f uà alt ez^-^a cinque parti con le ba- fé, & capiteUi,& L*alti':^:;ti delle baf fiala tf 17^1 pane del piUfiio,& così i capite Ili, off et' uandotuttauialaregola data nella prima colonna . lo architraue, fregio, & cornice fia ditants ultt-s^a , quanto la fronte delpilaftro,CGn la regola data nelprimo ordine, fra l'vn,& l'altro pi- Ufìrofarà la porta del fcccorfo,& la fua larghi %;j^a fin quanto la fronte del pila/ìro,& l'alte':^\ T^afia duplicata alla larghf^a. lefue pilaHrate hanno da (ffer per la ttf^a parte di effa pGrta,\ la eleuation fopra la porta far à ad arbitrio dell' orchite tto: ma laproportKn del fafiigw,det'n $0 frontifpicio,dimofir eremo ir» due modineU'ordine Dorico . fe^^.^..^^^i?!|-^?^l^i^ÌS»$^^ ■■■■^ £t l I B K 0 Q^y U KT 0. f.?<> vtpercheVMchitemdeetffercoptcfodUnuentioneperfansfareafe&aialtftJtJ^^^ .M in Quefì' altro modo adornare U porta di vna città , òforte'^r^a , offeruando qucfia regola, l auantofark larga l'apertura di efja porta Jia lafua alteri-, ynafefquialtera^acé due parti *LSX^'r^^^ /^/«« plaftratariarottauaparteddlaUrghexX!^ dellaporta, Talo&a la quarta pa)te di e/fa porta Ma per ejfer la cclonna la ter Xf^ parte ientrodel muro leiata con l'aire pietre, f^ofìe pà per ornamento che per fohegnodi pefo , eUa [t farà di ne outi:nalttr7a,& anco fi comporteria di otto in tal cafo^quandol architetto voleffc^ l^ulorta di pil{ruilità. l'apertura deUe porte daUe bande fard perla metà dija porta prm '^.// /- le fuc pflasìratecome quelle deUa grande, lafua largbeTi^afarà che lafafcta, chefo^, IC- l'architrauena il fuo architraue . Et fé non fi trouerà pietro di rn ptT^o per talbtfogno, f no fatti iconi] come è difegnato , & così la propof tiene di rjfe porte farà rf; fuperbi patiens •Zias. cioè tre parti in larghe:^:^a.& cinque m alte^^a i cont^ deli' arco faranno ^'^J^duul^l' '//a capitelli arcbitraue. frevo. & cornice fia oQeruata la regola data nella P ma colon: ^^ desila deiLondi me^ofarà ai arbitrio deW^rchaett^.come è detto deU fre^f'»^^ \ opere qHxn:o faranno abb,\xatcpiàgroj[amenteJermrannoildiC^^^ ^^M^mmmmmm'm^^^^ KK in Jn altro modo,&p':ùfenjpltcey 6^ anco piit forte fi potrà farla porta d'r'na eittàyO ii-pn l fiellOfOferuandoil d.fcgnoquì d:fotto notato, & la fuaproport.'onfta tanto nella hrghixz^ del vano di effa porta, quanto l'::ittx:^u fin/otto lafafcia, chefofìiene La volta, eJ; lafua alter- Tiafia dalla fafcia in su tunto di p:ù, quanto farà il rna^o ci rchio : mafempre è nell'arbitrio deÙ Vjirchitetto di più & di meno fecondo il b^ fogno, &maffimament e quando egli è afìr etto dak gualche accidenti : & così dafuoi lati, dalla dtfìra & dalla fimfira parte dus minori parti f^ da fare come ho detto dell'altre, lafua Urgbcxj^cfiaperlametà della porta di me7o,& altrcm tanto difodo-Jfà bfcìctofra la grande, & Le due picciole, l'alti :^:^4 deUe quali fta duplicata aHi- larght':^';^^: f> DELVOll'^^AiE'KTO BJ^STICO \ i t>iijnefia porta lo ingegnofo architetto fi potrà feruire in diuerft luoghi , èome s'è detto l principio : ma non a porte dtfortt':^a : perche l'andito ò vefìibulo.cbe dir lo voglìamo,non fa-, ria alpropofito per maneggiar artigliarie^nèan^.e grandi da difefa.-nondimeno U parte difuorii potrà ferutre a qualunque pr^rta : la proporcion della quxlefarà , che quanto è l'apertura fua i^ Urghe^i^a due volte tanto fìa in l'alte^J^a. i conij del mt^p cerchio faranno di numero p.& fiati tirate tutte lefue linee al centro del cerchio, la f f.ia piana, chefo(lien L'arco , fit per lafetti\ ma parte della larghexx^a della porta, dalla fafctamgtùfìn al pauimento ft partirà in parti fei te&mexa&ftfaranfei corfi di pietre,tre di quelle faranno di vna parte & me^^a ciafcuna,é l'altre tre faranno di vna parte per vna^& cosìfaran di/inbuite le fette parti & me:^a. l'alte:^ Xadelconiodi me%o ftaperla metà della largheT^a della porta . lafafcta.che corre fopra i cq> itUtadialtex^a quanto il piede de' conij : mail corno di mero farà la quarta parte maggio] degltaltrt. ' U i I B K 0 i^r ^ T^r «. ^i^ LafrfuentepOYtJ potrà feruireatuttt gli edificinominatinelprincipio per ejfcrcp^ra ru- nica-, Uriitnclto a propofito per lariUiccmeinmoltiltiOghidltalmfi vede lungo le ftrade al dirimpetto dt alcuna nobU cafa, per ferraglw del cortile: pcrcìochefimili danno gran pr^in^x ■'« ui luoghi : la propofvon d'atta qual fura , che Valte%j:j dell'apertura fta per ti doppio érily Urghf^^ia finfvtto l'arco, la piUnr^safta deih larghiTi^a del lume la quinta parte, & ccsija- rà l'arco, il p bfiro in larghtT^"^ fta per il doppio aUa pdafirata.&lafua larghi xx^fu per per tifei della fua fronte, l'altc^^a della ùafafia de Ila fronte delpilafìro per la quartaparte. il ca- pitelUfarà in altera la teì^a parte del piiafiro. lafafcia piana, che in luogo deli arch'Jraue, ftaquanto li cc>pneUo,&ftmilmente il fr(gw,& altrettanto la cornice '.made'particolarmem bri, comefarian le bafe, i capitela, & la cornice fia offeruata la regola data nel primo ordme , I/a importa che fofiien l'arco ,fta dtWaltexj(,a del capitello partita con le medefime regole pri- me: ma d'altri membri come fi vede^cioègU cor,ij,& altre pietre, ft potrà facilmente con il coni pjffo vedere: &fe per maggiore ornamento fivorrà farcii frontifpicio , cofa veramente d\ of- natograndijjirno, ft vedrà U modo nel Dorico ordine indite modi d,imo^ratQ . DELVoiill^^MSNTO J{,y$TICO mmMmMm iiiii iiiMiiiiiiiimiiiiiiiiii!ii:tf:i-i|ìiiiiii.fp;|i:i||iB ^4mori l ì B K 0 Q^y ^ 2^r 0. i|f! i Un'cùr^ che la porta qui fotta diftgnata,fta molto lontana daUe altre forme ; nondìraeno per Mer cofa accommodata al Tofcano, & per ejj'er antica per mta auifoy l'ho voluta fare : laqual m tran tempo era in campo deUa militia Traiana in Koma, benché per alcune roume, al prc nte ella non ci fi reda . / due nicchiyche fono a cantoyfon fuori del lor luogo : ma per dimojtrar t diuerfità de'nicchiyche a tal opera fi poffonoaccommodare.gli ho poHi in luogo, douelo ^r- bitetto ztudtcìofofe ne potrà feruire per porgli poi a' luoghi fuoi : la proportion de' quali per la & ^ ...',.., ... . .,: j- /•„..:„/•,„- -*- della porta non dirò mifuz trouarc^ . tgola data nel principio farà facile ali* architetti) da feruirfene , & a alcuna, perciocbs d'effa co'l cempaffo in mano facilmente fi potrà i E2IZI11M ^,eHo modo di porta arcofcemoy che viene a efjere lafeUa parte del «J^^^^ 'j^P^^//;': ,J^.: nondmenoi coniai non fi poffono accompagnare ^<>^f'''['^''Y f^T'^^^^ L efferfolaien-f^a legarle con altre legature continuate : il perche volendoft /^JJ^^j JJ^^^' •lariabene invnpariete di opera lateritia. Circa lafua proportione, non mi benderò altrmen r.i,perctochefaciL cofa farà coH compaffo trouar le fue mifure : mai ntcchiychevi M^jj^ ^ poniperlacommod'td del campo vacuarlo architetto a fuo beneplacito gli potrà coilo<:arin Lei luoghi, che pia al propofito gii tornerà, & non Jolamente potranno feruir per "^J^ ^' ' "«^ lerfine^re ancora: & fé per nicchi hxueranno da feruire per lorcarui dentro alcune fiatu^^^ 'mpreftarà bene, che l'alte^^a ecceda la doppia proportione, ^''\''^'P'^'/l,^^^^^ naiua in piedi^meglio comfponda. la qual cofafempre fi rife rua algmdicw deU Mthitetto . IL VHato DELVoim^ME^TO l{ysT2CC cerne è detto d^prmcd. «■ cXlfllTrTr^n' '"'''""'"<^' ''f"po.& U cor.ueefit tri. U Mca che fln^Zl'J.t. -^"'""""f"'' prendere fo:,o t'arco alcjuanu p,à Uo, de ti, al tc,xpJri:dcM^^^^^ L I S 1^,0 Q^y ^ KT o: L l 2 3^os r>ELVoi{,v^jiME7iTo \ysrico >fonba!ìa aWopfra efferfortisfima, ma ancora conuien ejjer grata aU*occbio,& inzePtiùi di artificio :,tl perche quifio modo di legature di pietre non Job è fortisfimo , ma ingeznofo i grato a riguardanti,cidla qt4aiinHentionefe ne potrà feruire l'architetto a più cofe .Lam'ifu rafarà che quanto è L'apertura w larght^x^ Jia vna volta & mera tn alterra. il numero de conti cose fu fatto, che limerò cerchofia dimfo in parti p. & yn quarto, imperoche ti coniot mexpféirà la quarta p.xtte maggior de gii altri,& ogni rn de gli altri occuperà ma parte t*a icTi^adel comodi mc^^fia per la metà deW apertura lafafcia piana, chefonten l'arco , fia da Upertura, la fettnna parte: &così d. quella in giù fudiuifoil pilalìrone\,n fette pat ^'llft'l^'^T 'Ti" yr '*^''^^' ^''""'^ ' ^''^' '^ "«'^ «^^^^ P^'^^ ^ fo^^o. ilqual coni fr*^f' "^7?"^'/'^' /'o.f.«a parte della fua largh^^Ji^. dei legar altre pietre con tontj, la figura ti dimofira apertamente, r«^*'t tw«^ -^ '^im*Kimtsm"mxaB:xiai:.mmr. --n-m ''"''''' ''''*W''i''^yffiìW?gffMimra^^ mmm», , i ^s^i^^ fotta per cLZ2TZo,Z'rfj.T . ""^'^^' * ''" ^' ^f'""" "i""^' •'"'''"■'>" >f*V*r>* '*/»* tite^ix* finfott» UfafcU cbefofiiue Urto. U LIBÌlÙilt^^n^To: _ iSó ifcUfi» delt apertura U [estimi parte, & da quella in giùfìa partita in fei partì , & il mei^o cè(« fta partito in parti tx. & vn quarto : imperocbe il conio di tae'^ yà maggior de gli «/« taanarta parte, deglialtrilegamenti col€0mpaJJoinmanofitr9HerdU «"/«wrfc/r^/fa^ Tercbe tal volta potrebbe accadere yna cofa continuata j nella quale farla hifognó dì molte fperture per la iomodttà de gli edifìci', queJi'operafari»foriiJUtma,& atta afofìenere ogni gran nfo y&fe non et farà bifogno di tante aperture fi potrà ben cffcruar quefVordme dicbiudcrne Udina d'opera laterwai&feruerà quesi'ordtne.lafua proportionfard che quàso è l'apertura, mtofia ilfodQ. ^fu l'altc^^;^ due roite quanta la larihc^a^benche tai cofet& più , Cr we- r ' " -^ ' ■" «Pi* njfi potran fare fecondo i bifogni, (Cr parer del modello architettore, & iiftmil*opere fi re %onf> a prefente in l{pma, cofe non fdamente antichi ffme, ma ancora al dì d'hoggi forPiìTm. ie qualt fono a farjtoCofmOi& Dormano, ò& j 'yj in /ri! 11a! /^ 'T f* ^''^'f'"' ^ '^'*'^^' ''f' '^' f''^' non ftf ariano a non yederle l»MJhperchetdvolufitrOHerdynafafciadivnoedifidofen:^t^^^^^^ gtardtno o m vn cortUe , o :n altro luogo , che ricercherà dt effer ornato riccamente d, leA^ Xnlf''''T'K^^''''''^''^'''"^ P'''^f'rHÌrfid,quefiamuenPione , & inqueiluo- ^^^npotrianeoUocare/latue,&altrerelieqHÌediantichitd,Dellaproportione,&dcl^^^ Et IIÌKP à?^Jl??] m mv^\\\\m:éìr-j,\mmmd^^^^ imtm-^*^'!" V»ilW EoHPMnnm "Et perche h mc^gtùr p&rte dt'fupmHiij^ù ctchìtiaul che dir S>ogìiamOtih^ alcune port€,ou^ro botteghe, per la larghe%x^ dell'apertura ,fe la pietra rOn è di buomffim% \naggior perpetuità M M y»? DE^V0!^\4 MET^TO f{r S T l C 0 ■3Z -. I ' ' LZ_r 1 j— ;_riin~-L ■'1 ■ 1 1 _L 1 f »/sAb tì L I B K 0 il y U K T c r;f \iwctrt che ne gii [cr'itVì& nti d'.jtir.o dì yiruh-.cncr fìkibb:jr.ctit:aa!ckndcmtguaM^ ^minh& dar rjCitA per ef^Ur il fumo, %é da ^rchutto àicuno , pi? confumir//ìmQ cbefià :ì^, kc rr,i', potuio intendere tirerò i> Tìì ccfA,ncni:meriO , ptrche da mc,:\ & nattaunt tB -ffèccHkmatonùnpur di [at \ fuochi nelle jaie , d^tl^e C(n;gre peni ccv,p:cdo ir j/ièwf- . '-.x incora hanno rfito di ftr a tu ikcghi diuerfi omsmer.u : tntttr.dc ::■ -.n cneRi •polti^ .itti gii omarHinti che aa'^rckitetto, & aiiefibncbe p JJcbo accxdere ; n^n bfcicròdi ììrtrire alcune ferme di c£m:iii,che ce sì fi dicono ruigaivìer.te,ptr tutta ltAÌi£:leqntlifQf '■- modi fonr acco'-'i'n: dite iU'ordineTc>fcanCy quando pur fina bf&gnotoJCofeinfmUi , i'yncéfattodt opera rofcar.i ddicatafuon deifnnrc, C^aitrté di cfcrirKfl'f*?*?: :ilT9f[i7jadei rr.riro. I ^- 1" " " \ Jf.'K vi».ii»>j*i I j ili . 1 1 f 1 1 ' r)il w- «Vip. ■%_. ^.-,j^j <;;yg?Lgb,J^ -■-, .■» < ' j ^ %ì M 1 D EL VO \ ]S^ 4 \JE1^ r ri /(^'/ > r / cO ^^'!T\T ^'*^'l^' ^""y f*tmnq:..f:r> modo . etcì p,x.u d, fuu. abLolz.m ccs\ gr:jr^mnH '. m, le ;«o I C9mmtj]mt fono fané ccnfomm{KÌ$ligenuii. * -^ .m*mju^> ^.. ..., .u.Rop^.no rh.gU dtu.d^:f.cendcgh conp^u r.ù, (ano ,« o^.fìo modo Uuor.ndo.U era pm i' doconmxgi.oruUiHo, // comtjivU, .^uifoiio dtfegnato. / -^ - . O -i^.n Alc:im .Uri Archieu, h.,nn^ vdum vf.re maggior drluaulx., , ^^ t>tù ord-,,atoco.-,p,rùr^er^t^ ,, „.,. . ,„,. flNITO VORDINB TOSCANO ET RUSTICO, JNCQAIINQIA 11. ©ORICa 6 l I B K.0 Q^V ^ K T o: »3? DEI-L'ORDlNtl DORICO. CÀP. VI. r ■• muchi àcécaroMtìutffoptta. Dork» i GioHi.a Uxrte, >i Httcok , &aialcmial. ^L T tiiDircbun: ma dopò lo incarnatile della falute ImmM, domarne noi M'am fro- ìuZno^noZ. 0 a SanTaob. oaSan V,ecro,o a San Giorgio, o ai altri fmili fan-, che non flìuZftonlorofta P.a,a cl.(old<,to,machehMiano k.uuto del ■girile , & del forte ad^ tire Urta per la fede di ChriHo ; a tutti que^i tali fi coni,ien quefia generation Dorica : & ■ lontra Òeum^f': «■* arm,geri,&rcb„ni,ogranpcrfonaggi, o n,ed,ocr,, o b.ffif, (aj" 'i^' , ' .io!icTnocoìp alcun. i,ch%ueLfia la bafa Cornthia.per effe, mej- ^trattato nel ter^o ••"'" rorinthie.& alle Ioniche: & è anco parer di ak«ni,cbe k eclon- ha inrfo,& P'^^f " ^^ ;"/ ^ '«To 4<"''»<' « »«"' 'dificlmichi , cmeal teatrodi I ne Doriche non '"'«'«-;" 'f5'' "] .^^ w° j, già corico : le colonne id ernal Teatro non TnclraacZr Tulliano le reHitie d, vn tempio Dorico U colonne delquallono nr.le bafe. ìZifinTelmrTZoui,^^^^^^ de . Lab, fa Dorica ''''«'•^«^/^'V /f trT rf^iSr ^.:. «L fatte parti quattro , &'yn» —7^' DELVQI{DI711 DOJ^KO Terefufiore.detto baficne.ouer t odinolo mazzo chic ^adutto.detto l,ftene,o regolo, "'-^^^^^'''. Scotta, OHero trochih,ditte cauetto . Toro/uperiert dttto bafion€,cuero t odinolo maT^SS^hio wammmmmtsmesssssxsss. TitnttOj Qitto faccelo, 0 dado. LIBICO Q^y A R T 61 t^o \ itperchi yltfumo hi ififibéto qufSì'ordmt Dorico in pArti, facendo la colonm di ine put in gfoUe'^Xj'i'i& la fui altei^X:* con U bxfi, & d cxpiteUo di xiiij. ejfenio U b tfx ulta v na par-^ < il tronco delia colonna fard dt dolici parti,ilfH3 capitello di vm parte foU,ch: fétranno X ^ii> I tutto. l'aUe':^7^a del capitello ftt diufa in tre parti , ielle quali vna farà pir il Vjnth) detto ìaco,& in qi4e[ias*intenie la cim ifa. l'altra ili^uouolo congli anelli, la terx^iflt dtta al fre- 0 tOitcro collo, la gfoffexx^ del quale fiala fefla parte minore della colonntnelta parte di tto. la larghe:^^a del capitello ndla parte fuperiorefia per 9gtti faccia due parti, & iella fé* j p^Yte di vna di dette partit& qnefls è quanto al teSlo di yitruuio : bench ? io mi dò a creée^ che li teHo fu corrotto circa lo aggetto detto [porto, Hqual in effetto torna^nAtop onero ari etto de gli antichi che ft veggono: perciò allo incontro di qn^lìo capitello ne formerò vn*altro condo il parer mio con lefueparticolar mfure pia minutamente defcrittoipercioche l^itruuio '}nmettele partìcolar mìfure dti membri: ma la paffa conbreuità. Dirò adunque, che fatto 'e parti del capitello > come è detto di fopra j il Vlintho ha da ejer dmifo in tre parti , vnafta et la cimafa co'l fuo regolo: mjL fatto d'effa tre parti j vna farà il regolo ,&ledu? ft darann» llacimafa,ilvtiOHoloftamedefimamente partito per terx^o ,& i due terT^i fiano pereffo vnO' pioMrefiante per li melli detti regoli fé ne farà tre pirtt,ianione vna parte per anello, il f re 10,0 collo,fia come è ietto di fopra. lo aggetto d'ogni membro fu quanto lafua altx'^i^a: perche osi facendo farà k cofa con qualche ragione probabile » & farà anco gtata a gli occhi de' ri^ fuàrdanti» T:ifÀc^tirmliòw'^^'^^(^ , Tfinfo (toA^^^o lècfìm fTeftt» momfù \^trf:iÌTy7^nihr^wi^Fftr Jlijxfimdictio deitù fregio ^ As?r<^nfffo o foncfino amfiiai tCc^Qofam. f^a^ DEiL'0T[Di7in Donano Sópra il capitello è ìm collocar lo €p}flilio,det[o arch\trautil*aÌtex'Sf^À del quìUfarct rnì tione, & dimfo in parti fcttCyVnafarÀ lafafcia,i chiodi con il regolo , foHo lafafciafia laft/, parte di vnaporticrejaqualdiuifa in quattro partìitrefarcnno pf r li chiodi, & ma per il golOf i quali chiedi fian di numero fei,pendenti [otto i correnti , l'altana de* quali farà yna\fk none & mc^Oj & lafua larghe':^:^a ma portione,laqualdiuifa in parti xij.fi lafciard ynaf teda ognibanda per li me%i canaletti t& deiledieci parti refianti^fei (e ne daranno ai piani correntet& quattro faranno per li due canaletti di mexp,& cesi fra l'vn corrente)& ittltn\ di fpatìo vnn pnrtione & me%p , ilqualfpaùo farà di quadrato perfette , & i detti fpatvj f fen^aftgnjficato:imperochehauendo gli antichi facrificatoi tori, a'qualifacnfìci fi adoper rn piatto'y poneudno fimili cofe in tai luoghi per ornamento intorno di timpij facri, fopra i i renti fi hanno da fare xfuoi capitelli, l'alttT.'i^a de i quali fia la fefìa parte di ma portioneì pra i correnti fi a pofta la corona con le dutcimafe, vnadifoprai& l'altra difetto : & parti, tutto in parti cinque, tre faranno per la corona , & i due per le cima fé : ma i'alttxx^ del tu fia per mexa parte» fopra la corona fia pofio lafcima detta gola diritta-d'alte^^? fuafarà mn portione, aggiunta la ottaua parte di effa per lo fuo quadretto di fopra le aggetto della ccrn fia delle tre parti le due di vr,a parte , & nel fondo d'tffa fopra i correnti fiano fcolpjte di bfi rilieuo. i chiodi, fi come è dimofirato nella figura pendente da effa , & anco fra l'vn corrcntii Valtro,o fiano Ufciati i fpattj piani,cucYc fcolpiti a fulrnini.loiggttto della golia diritta fia q\ to lafua alte-^a , & così tutti i nìttnbù eccetto le corone, il fuofporto fi farà fimpre quat\ l*alte':(7^a: ma quanto alle cerone baueranno maggior aggetti, pur the le pietre lo comporti^ e rapprefenteranno più granita : e qmfio firtde hAuer cf^eruato gU antichi B^cmani, comi {ho luogo ne darò qualche notitta in difegno, & mifura. ^tÌ7tWà^Ìtà 0ffi(^jf{'iV '^j^mmuME- pnfti^^~;~^ Chiodi^ '■^WWWg!^ "•■iNiwwwwMnw Vi ^ K 0 Q^y ^ KT 0,; Se U colonna hawt» da tffnflthta , tu\fcAnslUtH, le ftrie faranno dt numero xx. in modo tonate , the da vn lato all'altro del /patio della fìriafi» tirata vtfa li- nea diritta laqualef»rà il latod'vn quadrsto,& fer- mato il quadro.al centro di qutUo , poneadoui il com- paio con vna.punta , & con l'altra toccando l'vno , & l'altre lato della linealo* circuendo firàlafuagiufl* fcKnaturaAaqualfarà la quarta parte del cttchio,lo ef. f empie di quefia e qui /otto al piede della colcnna. tt fé per alxAte della colonna, o per altro ri/petto gli farà diii/ogno lo fiilotate , detto piediR allo , non ha- uendoaA vtidire a cefa alcuna , di pia ò meno altez- za: fia dtque/io piedi/fallo il latofuo quanto il zecco^ lo della bajn deUa colonna , & la fua altezza , dei il net 10 farà di quejla largherà .fia fatto vn quadrato perfetto t & da angolo ad angolo tirata vna linea per fchiancio , che feruiràpir la fua altezza , la qualdi- uifain parti cinque, fi aggiungerà vna parte per la fua cimafa,&altrimembri^& vn'altrapartefi daràalla fua bafa : & così queflo ptedi/iallo farà di fette parti, teme la colonna, proportienato a tal'alteXza . ti bencht ilprefente aggetto del capitello fi allontani molto da gli fcritii di Vitruuie,per effer apiembo al Roccolo delUèa- fa : nondimeno per hauerne io veduto alcuni antichi , Ó» anco ne ho fatti pom in opera di tal forte: mi èpr^rfo metterlo in dtfegno , a cempiacentia di chi fé ne vorrà feruire : benché i nudtefi di Vitruuio fole fenza hauer maneggiato altrimenti le eofe aniiche.negherannoque- fia opinione', ma fé vorranno h^uer riguardo allefafcie decapitene Corinthij, lo aggetto delle qualt e aptem^o aglt dadi,o zoccoli delUbafeynov danneranno ctnfa^ cilmente tal «ggetto . I ti r4^A^* X ^ ^^ umne. d'.pudcVr*„f.,„„,j ,„^^^^^ urr,p,o Derno. l CMrcerTulZl LI B K6 ^y ^ KT ò: X^ 2, E/tf»: DtlVOT^nlVH DORICO 'Bffendo la difirihution de^conentt,^ delle metope molto necejfariat & anco diffìcile in f^t \ fio ordine Dorico: mi ifor^erò darne quella chiare%:(a,che a me farà pojUìbile . Dico primiera- mentC) che ancorché nell'opera hefaflilat eie è di fei colonne in vnportico,iltelio dil^itruuìo di Citi chele portioni di tal diHribution vogliano eff^crdt^S'ionon trono però che lo [compatti» mento pojffa Narcosi: perciocheyolendodar allo jpatio di mc-^o quattro nietopei<&' agli Altn\] fpatij tre,tl detto numero non puòfupplireMa per quanto io confidero,v»gliono effer quaranti^ due,ft come nella f e gutnt e figura ftpuò vedere,&far contOi& così ancora nell'opera tetrafii» la,cicè di quattro colonne , // tesìo dice, che la fronte di tutta Coperà ha da effer diuifa in para- tili, il che così nonpuòHare , volendo dare allo fpatiodime:^o quattro metope , & ai duo fpatij tre metope per vno : ma per mio auifo hanno da effer 17. fi come nella feguentt figura medefimamente fi può vedere . "Partita adunque la fronte del tempio in portioni xf. due por*. tionifarà la grcflf:^ della colonnato f patio dimeno farà di otto portionh quelli dalle bati'' dcdt cir'que&mt\operciafchedhno,& cosìfarandifiribuitelei']. porticm, & poHo /opra Igni colonna li fuocorrentei& compartiti i correnti, & le metope nel modo dc^tonel principio di tal or dine, lo [patio di me'zo hard quattro metope,& quei da' lati ne haucranno tre per uno* di'U'altcj^Xa delle colonne,bafa,capitelliy}"^">" f'P" i'mhitrmt : w*. Ho, m4 m ^ieflo mi dia »e1,r.chJLtln '""'^""'ff'P'"" > ''?»*' P'l[o è molto Ln. tl>*iirr,nercHlptura^t"uZ±^^^^^^^^ C^rf.«e*« /«„, fctptH,. eh. ro. rf«o tamo di [porto, ?»SXrÌ7rfwjÌt^Ar'''' "'"' '/ '^f T "" «"""''.''%<«>/ *» uUoTonaiulperaalcmaAoni^Zlt^^^^^^^^ CORRETTIONE DELLA PARTE SOPRADETTA; pifca la tmafa Dorica , &U .ABraraU L.,kl -ur,- %""""* » *»»*«<« ««< che fi cui: €,n alcuni greci, i»lerZncì^cTbcrc!LaJ.Jt/ ' ^"/?""" ^ ■"«• ''• ''*• ""A"'» cioè. cbeU0perciunbMil»,^ùJl7,i.T ' ^",' *,"'«''• '"■' f'"^""* * *"/'■• "«'«». Itti i^» Wtów" -^" ^- ^-- * ~^- --*?» ''^''''»* *** "'' »•«'*« *«. "«V^'i. ti ÉK^ 4 r Ji fi y 8: :»44 Tercbe Tirche m vtroiMHn tempi ntnfi coflumano le porte dminmtt nettipìrtt'ii fftVì X ftceuino gli antichi, Uqatl cofanon biafimo per pià rifpetti: nouimem alcuni Jrchit'etZ ^f'icnt, ne h,mo fitte aUHne,ieq*d,mnlom piaciute alUmaggior parte delle perhneui de[ef>rMtettororraf.,ey„afo,taDo,^^^^^^ tanto maltfZXa.Huantoi U{Ha larghe^^a. la pilaftratafarà la fefla part della larghellu lumemorm alla quale f, farà yn ,,«o*oi<, dihaffo con ifuo, qilad,eiti„lq»alfa,i?„}^Z ta parte dellapilafiratamcora che quel Uellapaffata porta fia della fefia par einondmS, h^>'»j<>><>yeduto,,eWant.co.dellaqmntapa,temr„aportadimedo^rel^^^^^^ luto fare m total modo : & come ho detto difopra, queSio yucuolo nonfi^eèfa^ZlaPuii parte de cerchio, ma perla n,etipià baffo , ilqJl,„embro ynrmio dice imafaUsC confronta, ,1 t.flo «« le cofe antiche, il rimanente delta pilaftrata fia diuifo ,n pati »<,»*» quefidaranno allafafeia vtasi,ore,& quattro alla minore, fcpra effa p,laLtafiacTocà>L cornice d. tanta alterj^a, quanto effa piUHrata, & fia dJfain t« ^,3 ^"S ri perla cmafa dettagMa rouerfa.co'l fuotondmo, «S^ con iquadretliM fami, Per iTc^ nadettaioccolatco. conlafmcimafaptinore.Uterxa farà ferlacm^fadaXadZ '!;'fi'«'m'-ntol-ottauaparted.p,A,&n,lfHoagie,lodetlf,o,t^^^^^^ datanti principio dtquefi'ordint. ' «» . fr'r>'>>p»fU".^oi*ii>rtm X IKK 0 £iy ^ 2^r 0. ^■■iii^^W '!:!ii iliiil Uk i m i I i m H^ 0^ Un&ifà DELVORDIT^E DOI^ICO i ancora che yìtruuio ne gli (nei feruti faccia mcntion di vn fot modo di pòrta neU^oràinA nerico; &ancOi come he dmofìr-tOy molto confufamente al parer mio ; ame par conuenienl sofaychencnfoio di vna forte {ìdebbiavfare:madiuariatemattiereyper arricchir una fabricé & perfaf.sfare a diuerfi coleri: & però qnandofarà da far yna porta di (gualche afpetto,&n unày in qiitfìo modofeguente fi potrà fare , offeruando quefìa regola , cicè, che l'aU(77aci TanodeUa porta fta peni doppio della largfjeT-K^ ,& ftala fua pilafirata pey l*ottaua par- delia larghr'^x.i dellume , & la colonna perla quarta parte , laqiial verrà rnpocoaltett, &- ancor che fiapitt delle date rn:fure,ncn è Viticfa, per effer pane nclmurof&ancohaue, do riguardo alle antiche , alcune delle quali infmil fogge tto fon di maggior gracilità fopra • f olonne fta pò no l'architraue y & la fuaaltez^^afn ijuanto la pilafirata.il fregio fia di alte- ytre quarti dcUagrcff, ^^4 deUa colonna , & cesi (opra ogni colonna fia pofìo vn corrente,^' daU vno ali altro (un compartiti quattro correnti, & cinque fpatij: & de gli altri membri p f itcolari, come fono bafcy capiteUiJregio, correnti, & cornice, fiacfseruata la regela data n' pnncipio: & perche alcuni ffiigii detti fronti f pici, fono di maggior altezza che quelli deferiti da Vitruuioy alle fronti de' tempii : la r egola fua farà, che difegnata la cornice daU'vno all'alt ► lato,la linea fuperhre fia diu'fa per wc:^o da ^,aB,& la metà di efsa dee cafcar a piombo ni tne^p che fava C,& così pofìavna punta del cor/ipafso al punto C,& l'altra al lato della co- ìlice ^,& circuendo fin al lato B,la fommità della linea circolar farà la debita altezza, di frontifpicio , & anco con tal regola fi può fare ilfrontifpicio diritto. " I75I10 jR^f'^iiro. «♦< 09 % Td Tac volli fM mt-.ohMa per modo di dire, torna fiùgraUper U diuer^si a riiuariM y,n,neir^«.tur.f.,u formato rn corpoprcportionato.ccme f, puòycJer, JlU fcv^ hura,„eda^»,lef.„o corrent, . & mtnfoU m y,no iRefo ordine ,,1 cht ,„ ,ffato non "or duto «'^"■'■■'^>l' "ouato ferme . Ma Bddaffar da Siena conf,mat,gimo Jie amichi,! f. t<>fl'''^'lfì''''l-f»fle«p»oiMo,lpefodelfro«t,fpic,c:&/Jlìau^^ m tutte U art, noh.l, . La proportion di q^cfla porta così [ari , chel-ap,t,.ra r,,didoto . meiad, lueUa. la Urghi:^^a delle n,enfoU.& de' co,rent,fia perita metà dcwZZaUT' fH.altex^.f,, p„,l dcpp,o della targhe^^a ,& cosi faceL dui menfoiefLraoZ^^^^ ta& quattro corrent,. fofra l'apertura, compartiti ; fpa.ij egualmente, ieTl^Jven^, no quadrat, perfett, fopra le menfcle & corrent, fono da collocar i capitlU, oallh.eTcJ gì, rogl,amo:& talvolta,» ma ccrmee Dorica fi dicono mutoli, la fua alexrXlaJZr, parte r^,ncr della fronte del corrente, ma la cimafa fta la ter^a pJe di Ze}^.'at!r.l a irettanto. lo aggetto del front,fp,c,o in fronte fia tanto ,chci fpatu fra Cvn corrente f daUafìn,flrabandafiaperlametd d, quella della fronte, loaggetto della golia . & della ama fafia ognvna d,efse quanto l'ate^^a Ina. HfrontifpiciofarA Zito nella fLmlZrtechU'l v„o.a- 1 altro lato della golia per ir.tta l.nea. fia diuifo in parti cinq,e,& ,/. "e, far il fuaalie^Xa: & d, queHa,n«en„onclo ^rch,:etto mnp„r /potrà fermrZt Z PO Ina d,uerfì^rnmc:;::ii':sorafemd0 gli accidenti, <"r pnvna porta, ma. LIBRO Q^y U KT o\ h; Benehe oi.S ,^f f';''r"""""f P""fifotrianf»t ncU'ori,ne Do,icoinÌiimiii,pehhe atti Si, 1 %•<>'' P""''^ gì- h«om.mfcmf re pmt-iu,,&»nco aldi d'horgi piace Untmtl^^^^ troppo rf.,e .- & magicamente <,ueUe fono dip,AfatisfaJne^U^„U Zorache fìanfmr Hanno ne Urmm, f.o,, comeqneHa porta qui appre/.o. lagnale ancor ci. /. coloZe. &Ufre f; ■ f «'' 5"^"»' '»"»*"/J^«» mterrotti.a- coperti d.lpera Kujlua, «cndmZfyt.H epa tmu U forma Mm,nata,co» tme lefue proportioni , leqnaUfono àmSìe . cbel-aprtZ '''''•P;ffi'f'l'PP-^Proportione,&lafua^^^^ part.f, darà aUapUaHratamtorno.la porta la colonia f>a,l doppio di anello- u7«àl colon delta colonna dal cappello m g,« d.wfa m partii 3. & me^o. & cafcuna iellefacit, ihi^ go». /. colonna d, opera Kmca .fianoper ma parte & m-^o . eccettoZt che fono nell: parte mf,r,ore che coprono le baf. , yo^Lono ef'er di dne part: ma leZZparUdeUaco lonna, che moftrano U riuo d'elsa , faranno di ma parte ciafcuna , & coiJalartmmribX h part, ij.& mexo. fopra le colonne fi allocherà larchitraue. ilf"gioZufòr„Uec^^^ ^^''•fP>c-o.ofser.ando la resola datadaprincipio.ichiod, che occupino i^^^^^^^ »« m numero f ette t,rat, alfuo ««(ro , iqualifarà in arbitri, dell' jlrcbitetto iIlZu„eZ\ f'lf"^lo'i-nide-correnti,&deUemetopenelm.dodatonellaportapaZ^^^^^ malltt^ralltT^^^^^ J'^'f''f'^K*><'loder,atatoperapermr,are:mad,fuorittongiiperefseroperachefacilme« *''^>»»'"»t'P'teof^'ifafglmieperilfuogranril,euoJ natene permo amfo, ti pak^T^oii mfotdato.fineUa città, come alla vitta. ^ L I nKo ì^y u KT e: 148 F« niì(> Tu mio penfier da principio, nel q-Aarto libro di trattar fd^imcnts degli oynaminti delle À qiis ntAHiere d^ gli edif.ch cioè di Golonne,picdiUllucinhiirati;Jregi, & cernici , d'alcune l te Viriate JineRre,& nicchi & altri fimlli ammiri fcp^ruti, yolendo pei ne ^It altri ibii Uogoiltm trattar de gli edtjiciinteriy& degli ordunjuu:: madapoimifon debberete, per ^ ficcbtr prA quello rolume, di dmojirar diuerfc facce di edafici, fi di tempi, , come di cafe\ &n P^l^VQ,^<^^^^octjemauiorconfirutto di tal opera $^;7f 5-^/^77 ^Z^^^'^^^/^'»'»'^/^^»"'^""^ iif^opof amento nel piano dello edificio Jarunno u P'Moiabili,cheefif^^ : è pcfibile che nlyoltalo Schietto nono . bu colonna rfj^r*/ gr.^.^:^;.^';. al.o bj fogno fiano ba[iantr, onde farà neceffario metter fom% q'4elle i loro pied^ffalli: il perche\ho fatto queHo ordine feguente . delqude l'architetto al ucrfi ornamenti fi potrà feruire. Uproportion farà che l'apertura fiadoppis di aUe^'a^t umt fnp:, mf^,zr,f,^^adeiU colonna , & così U fronte del conente f,a altrettanta :", ho Mie colonne , & iuecorrcnt, fra l'nna , & faltra colonno . & cn^uc correntinel Val 1 ,}'''"""l ^^>"l«>">"'"'">glfP»t«' ".'•" >f" 'if'pmt nell-idifìcio Ugati con altrt pietre L I B 1^0 OF ^ K T 0 J# T^7> Di DELVOIlDlTiE DORICO . ni qutfiu ((gùfnte jìguraiL gtudicicfQ architetto fi potrà acccmmodaVe Adìuerftììfe] ^; tr-ufmiitarU fecondo gli accidenti che gli occorreranno, & ni. ffimamente per ornare rna pittil rafcpra vno aitar eccome aldi d*hog%un molti luoghi d' Italia fi cojìunia: potria ancor feruir^ per m'arco trionfale Icuandoriailbaf^mcnto dirnt7^ , finalmente fi potria ornar vna portati fen7i:i l'ale dalle bande» & con effe ancora : & per ornamento di, rna fini/ira tal volta , ò di r mcchioyò tabernacolo, & cofefimilr. Lafua proportion così farà, (he l'apertura in larghe^-* fiad-.uifa in parti cinque, &vnad'f fé farà la grofc^^^a della colonna. la fafcia , oucroricint dalle bandCi&difopra,&difctto,fia per la metà della colonna, l'altii^a dell'apertura per fet te partidellacolcnna:& così e fendo la bafa e'I capitello per ma grofic:^'^a di colcnna,efa ve: ràad efere di otto partiin dte':^':^^.l'alttxx^ del piedi fìaUo fia per tre parti della colonna,^ lafua fronte quanto ti Roccolo d'ejja colonna, lo fpatw fra le colonne per fianco fia quanto egro fa vna colonna^ & nell'angolo d'cfo fianco fia la quarta parte di vna colonna, l'ale dalle bandi, doue vanno i nicchi fian per vna colonna & me-^a: ma il nicchio fai à quanto ègrofja la colon na: &fit lafua altfXKa triplicata alla larghc^^a. l'alte^pia deWarchitraue fia per meT^a color narcosi il corrente fu altrettanto in fronte: ma la fua alte%x^ fenTa il capitello fia vn quadro & due terxj • P^^rche ponendo i correnti dalla defira, & àaUafimfira banda a piombo della co^ì l'Anna, fra l'vKo,& l'altro corrente metterci cinque metope, è vani, ó" quattro correnti ; la di- §]ribHtione verrà giuHa.cioè, che gli fpatij verranno di quadrato perfetto . // gocciolatoio , cjr lifrontfpicio , & tutti gli altri membri così da bafo , come difopra fiano fatti , cerne è detto da principio : &- perche i correnti de' fianchi fi allontanano da gli fcr itti di yitruuio,benchc da gli. antichi ne ho veduto fu gli angoli : quefìo fia però à beneplacito degli architetti, di far li , ò dì i.if ciarli : £r benché in queHo quarto libro non erf< di mio penfiero fare alcuna pianta , per Isi- f^t-rne a trattare gli altri libri,nondimeno quelle facete che faranno dfficilt da intendere , io gli furò lafua pianta per più chiare'^a,& fatisfattwn di tutti . L I BKO (tK^ KT 0* U9 y ? % l4ncorA ,. , ,. .\. ^^t-L'0\l3lUE DORICO ancori che ihcnt,c,n, per quanto ft vede .hauenio poflotii arc'-ilraui fr»,. ;, ;»;.„ ■ ■ ii'i gli hanno ùcfioj no c-dinefooì-acb' il fronUrmrui^r "/" «'^^•'•'f*' /«?•''«*? CO/WW, radeUe fineStrt fu per dm irofszr i- cnZZ Ti, T' ' ''"J" ''' P"'" '" 1""'" farte.dmi. te le lue piiafirlte. CI. LLlntie, ZuZtt'rJltìY, '^'■f" ^'""° ''•'"'■'' "" '«- & ritmo ordine fia mmor del fecondo UguarSeJ- fZ ^"f" ?"-■'<'■ '' '"V> & la cormc, fu dt«,i„mo per rata parteZT^Zl^h'^''''"'' '""'"fraue , ,1 fregio. & ia comic, fu d,mi„uno per 'rata pare.ZaparZp^eilT^'"'' ' ""/f ?' ' '' f"^' ue.rna al freg,o. con , modiglionJaltràZpT/ucoÌlT^lT ^Tf' ^"' ""''"''" ' r>'r''uerannoneU\rdmecoàfofìo,lefineHr!f„L^^^^^^ to: r.,a i nicchi fiano mmor, d%,te, diVezuTana Zie '""f'^^'f'l" ?«'•'' '^'fot- V-i ! .:' . l I B B^O Q^V \A fv, i" 0. 1 11 Btnch tnuenuone,mii d, opera KuHicii-.qudla è terìtJr^, A.ir .V ,, """"""''« ««A» tnochcftf'cciJoUcucinTcoJ'Z^Z^^^ ponMonofoflc,creifi e è-Z^^^^^^^^^^ foprao,.colonnan4ancJJ:lZ^^^^^^^ rjrpaue :&fe pur f.faramodi ferro per d,fenfarU <(.« *r«M, JVCi Ì^,7Z {'"??'' ' & cuocerle fopra a vermce,a- anco iìM,iLJ, i. '"'"''^'"^'l'po'rd vtrnicarlealfuoi ràpo!ianellro,iarìgl"SZVllat^^^^^^^ da fare, che lo fpatlofr!leToloTemaltfo,l^^^^^^^^ P'opo.Uon d. qu.fla faccia corìf. di due. t'alJra del colonnZn TebTJj. f , Vr ° ^'°"^'^' ''' "''""" ' ^ '' ""«i '{uart,d.Uag}o[sJZd,^nlYoZt^^^^^^^ Uefiapc^rj^iitniiz:;::^^^^^^^^^^^^^^^ '/ViM»''-to l'archùraue, fra l'yno& l'altro arc^^^^^^ farà quanto lo [patio delle colonna ù,tV,n7^^Z ' r " P"'''" ' ^ '*/«« lorthezi >'»'o&aFullofcpra[t7net fn'Ii'^terfuoornLlntJXlan^^^^^^^ t»'"i>f>i-Mpnallratauaaàde}}u^^^^^^^ uifopra la pilaSlrL per arci trau Z.tffi T' Ì""'"^"^' '''' l<"»'M.che pofl, i'Jh'àpcTCOrJZLporu^^^^^ V0tse:^V d> colo«na,,oglLdo a mZa Ipt^/ffX'"/' ' ^"^"'t ^"T" '" '"" f fari per lLii^ZTfrTg^& "Zi luUclnitoL"'"' '" ''T ""'''" ' ^ '"^ ^ v" «'lire fra glUrchi:LfatodcTa7ar%Zal^^^^^^^^ Vauan:(ofarà per lo nicchio & ter lei/^/T f ^ ' f '"""^ "' haueranno due pari ('-nàifseìolonn:"^lth%;^^X^^^^^^^ quarta parte menodella torta Jt L^Z5llJ . ' "l""^*" /" ' »'«*' /««a in tuceU ti m quefla compcfìtionefra l'vn & filtro Znf^^^^^^^ Corinthio pia chiara.i correa ^^là^fegnoappLT^f^^^^^^^^ L 1 B KÒ Q,V l^ Kf 0» xyi Et: te : C^èe.c/.,.lfijuradsn.oJlrav.y^^^ qu.ftures^rch., ccfa che invero p.rchePpc,,^TJ ponaparnre,ncwju,afchi,&,dvoliamfette, cht quefiomedefimofuggemn^àfewpniJneiL^^^^^^^^^ t>J t Q*eibtUllo: t^ fotta eCTétinftnfA, U ^m,^ Uf..^,.J,l f. r ^ . . J'*rajef pania ta nsufuafi^a Uudlod.captulUfau.de medefimime.'^bri, ^coù accon^painÀh f.n^ftn^^^^^ mthif^Tio della medtfim* larghezta dell'altre dt [otto, m»a» la loro mlttt.t.a di iu, -„ ytiìi^^J^ perduert/ptut, l v»o r che/e lafianzAfarà di tmta r^ltez^a che mo/lr^ dif»,,iilSTelJJ''^^^^^ fregio, & cormeeip^rtttoptr terzoMndo vna parte all' architraue.vL alfreL & U tLZlnTriT/l \r ^'>''>'»f^rtitUniodigUor^i,ficorneftvede.laLedelleJinenref:ràcT^^^^^^ p»rtedipik,per eJferpiùdiifamUaU.^ifia. UpiUfirlfiLLXZT^^^^^^^ ''«/^ fl<>nù(picHtoridtfifaraririocorneUmopiùJJoridlepjr^^^^^^ ràpm commodc fi potrà» fate i carmmper l'vfcit» del fumo, ifpatifù» uLe^re eh, „ff^.V l I'''^*"'.^^ ^^■P^^t'*re»darbitr..delL'Archueuc.6^avoLàdelUfJd^^^^^^^^ ^rc.UcHi^ualrner.paiUr.utrfod.lpm^.0,^^^^^^^ lì 1 1 BAo tiy i*Kf é: èsi ^— — -^ j 7» *r,.d^JfeMperUfronudelp,Ufirl ///Xc ^^ j J'/i":' f ^-"/"^y^"^/'-'^'--, :n due parti ^ r^^l ' ^ »ncof» Ct potrà f^i di dnt quadri fJenkur!"!^. fé C^ / capitelli r,Lf.tt., col > ditiTp c2^^^^^^ V^ ^^^ l^^rcofin/L UrchZau!. le \ ^^^àiH'*^lUche^e.lte.trodiM„cellolZT^^^^^^^ ^*'^''^l<>^»^.&fi^Uru,altezK,vnqZo&du^^^^^^^ ■^^dellurneMf^ogocJoluoi.faràat2uo7e'^^^^^^^ do che ftè detto, cfn,udUprU ^^Te' r^^^^^^^^^^ \*ioUd.Ua .fi f.rà ,1 frolsfpicio nel 1\ l-y^^-^tro luogo frea^uenuu>J.potràT^^^^^^^^ pr.U color.r.efiapofìonrch.rje, €^ /. /e? Wwl jt ' f'T ^^"/^^^'^"''-^ ^'-^..^r.te delUf.hrLk ^* f-»*itel:,,r,rà tarata, che co^Z a ^^^^^ ^'^^iifimetteràUcornicedeU.reTaZL.!^^^^^ "^'H^inodi ^urdrato perfetto • rctrA ^;rord,r:ed./opr.fiaJtl/t^^^^^^^^ perter^o, vnap.rte farà per Urchuraue. vn^eri^aTZln^^^^^ -rchuraue,fregro, & comue , & parj rr.ue,/^rà di ,x. p.rti i„ altelz. le colonne LnoT^TeLnl: T 1 T'' ' '' ''^'""' ' chefoflengono Varchi. ^'^ngu{fez.la.^ coùponolLez^eccloZ^Zut^^^^^^^^^^ urla p,i , 1 f'^.''^-'^filel,ande:Coùpo(ìaUccrnl^^^^^^^^ '^"^'^**'dsfopra,ccnqHegliocchsdaiUtideJlil^^^^^^ '^.^^ndotal'ordine^niue^luoghid^ueciLdJl^^^^^^^^^^ feruna.no per finejhe: IndirnL l'ardine ZraJZTJ^^^^ ^'^'^o ^ *dued.lleb.,:de ^P?^'^^^^M*ràperlica-n.ni.i^J,fi"^^^^^^^^ l tìsKo i^P3Jl»K 0^2 Ter prim, ordinefuno delUmrd^-ni U,gb x^^ . q^tUe di [otto per h lì.nv tirrene faLno d Z%T/J ulTr ?f ''', '"T P"^'fi'''^"'' •»'K'"ti.cl>c cosi II dicono , [Jantvr, \ droar meyta porta farà m ìarghcxx^ per cm?«tgro//^^, di colonna , accióche U coloni Milano ,1 fo»dmentofodo. U /«., aUe^^x.' farà vn qLlri, & due terri diconl.&d^Ù l" %''>'/' i'f'Pl'tref, può v:dere,&m,furarifolra il dZno/dM Pll<'fi'Ufafciaiclpr.n,orJinef,and«,gro^eX^ed'cìlom^^^^^ tra ordm, voghono d.mmmt k quarta parte in ./f.^^^: ma in qneflo cafo, perXliZ ramcmnio lo fcompmmento delle colonne fopra q>,enofodo.rHoUlla cgetdialZt'naàL Yjiuanto ,lpr,m,:perc,oche fe'l KuHkofoffUa ^uarta'part'e rn.ggiortaorlTmxt l^ZJ", ' ^"T ''""""""■ M facondo; fina quejlo tcr^/Lne troppo minZ% 7etT-^tl:Tf'-'^'-'-, ^'"' '^"'^'f'/P''^ orime conia fua faccia .fi farà rn vi «— ♦- /c j •/■ • V . AA.-' 7 "-"-•' ••'/"»'»w>x;>' l'annui lavzyce aeiToaioi ti ritìii "'^"rnd,u,fo,npun^MU!q,al.q«mrofarannoperlac»lonnJj-l-altrafariper/Jr7b *l'«''f "SJ&corn,ceUeqHal pari, faranno compartite come Ili, Id^^^^^ colZtlf "" '? "'"'."i V"""" '''«'«"^ P'^portione. Il patio di me^Sp'mo'ch quanto quei dalle bande:, q.,il,lpxti, faranno a UueUo deUahre finente, fopra leeHalnneHt. raq^eUh f, vede m opera , Otero per piiaccompainamento gli occhi medenmuùa'ìù'ìk ff'iJ''''r>^e,nhiparticolaruirefianoJem?reftl Ko ordmefia im.nmo del feconU la q.aruparte , cioè mtt, i mem'jn p!r U ra'a Parte mal fineliretmtc vanlarghe come quelle d,fotto.& cosi lafua altc,^ , ^JalTrlJ-XìTtPo per lametà delNlte^X' del '^r^.^ orì,ne.nd rellantc de i menthri.coL ho detto, fmpre hi fife Ita fflìtTTT'^ "T""'"'''' ^"'f'"" «^/'«""""« %» benepUc .TqJen 1 1 B n_o Q_y U R T J.5J .K .li ili iift^^B^L'' r:-^- ~J*-^^ li'T^ T iiy^^ iTTu! \^ hw jii. il 1 Ili "—1 .-i .•« -3! ''ìr\r''Ji3'^^dsi^'K^, y=: "E_ 1 [rn-rri:7iL:::p-tii[niiii^ _ «'Od'^meraeiodtrdelh acquei- Cam TT^V^^^'\'^ ''"!*' f''"^ f''l^«''''o ornmJo grande In S^ru.^^^^ altro fvaegno che le menfole .- &percbea«cì'ÌTn M' ^"^ """''" '"''' • "'« barn «'''f'»mtormcetclienutadaUorrnìtXililn f^,"^^^^^ PrfimUi cote con ^u.lcb. r^onThrlm^' ""u'.f = *" '*'>'" '"' /"*'«&« ^mm «elicendo muro rmrato r,ÌZ«,i«^lT^! /,'''' '/''''"'' '">""' C" ^< '"«'" g'of'XzZTh ''''noflra q«ì fono nella r,t7^^^^^^^ per effe, ,1 fogg.uol d, l^o piàVrgodiZfSZtTdfZ "'"'" "''f"^""' '"' '" /<"" fi^'H'Mrdnantagrofezxa.fìtolrli^lTJ/l . f^ Pa pianta ùniendc opra Wd/l; rX?' v , /"^ ""'" ""^""'«^ dipocopefo.er ql ^'^''^'ì'I'i'oriinep^onelZTj^^^^^^^^^ che fé la parie di mero per la tua larth.ZlcJ^J^ ''' 'J"'^''f'>"hfopra effofifari; -[XP.d,coden.od}Za^^^^^^^^^^ 'MX' i' due <,nadrr. & co)l poffZ7hZeZa uT. ' "^"'"'r i'"' '"""' ^^^ '^ /«« fi"'ft" andranno a ^uetlmeul.& per tiù'^^^^^^^^ osfifaraniuegli «"/«.^«coT^/Xr/Sl'o ' "«"f 'r P" ornamento dcUafac « WA.A per l»fpefano»fivorranfa,eVmJ'Z^^^^^^^ Cf ornamenti di Li- tUrcmitando U rero coniU,t,ficio'"ordTn7^'nn!r '""'"fff"' l"« "» pittura fup. Ì<>>&co.'>^uttii„e„bri.ciafculZ[el»u'"I^^^^^^^^ fdU: & benché fopr a queflo ^rr« fi. w^rf/^iL T^r"?'''' '" "S"'" ''"* »'«' ofe pai . ''f'>'P-p'rtJepekUf.:t'r^^^^^^^^^^^ l 12 B KO (IK ^.^T.0. T$6 ■*^"f -^ t- -> T— ^— r-Jvi ^ TU , yyjf — j^f^-=^rr — 7Tm — 7nT — TH rfl TTr^^'-ri m — TIT — VTÌ ll.'i- untiti ^a >»rd,ocr) o picei J, 'monetaìJnJ/^^^^ me„[olj,i;imp» m» Siam (im yn-alttc cammo.tbt daUi mMma cMnldulfjJur f"''"/'P" 'ff* " potrebit an 'omt%uMuxX'>'l'n',pmlral^^^^^ ^'■■r^^i'»nh,m^4^rÌpJuuìtJJTc^^^^^^^^^^ pjm, &■ CHÌ mugli aU,i regol, f„„ Uà »»f rff A7w° „/t il?!,''?; ^' '"/?""* r^ duguciolmw co,ìf<,rà,thh fondo d-flfa TZ',2ZÌ/ i' f.f^''""' f"'- ul c,./..lo aii,no,,un fp.m dlUnctla . &d,LcZk natiti f i^ 'f '^'' "f '"'>"<" ^^'>'"^fy^Ucon.Hcf,fa,»,m»bLpkcUodtwJctuu^^^^^^^ ^^'^•f»redmjci-cpnila,iomtdwcn,ogra„J,t,^^^^^^^^ mapn vr.a Sar.^, p,cciola{,ha,anno d^fìnUpikRnufn^r^Z: "i"^ d,p,cc,okfc,. Ì:J i r 2 ìC s ^f^ :4 kTo: KK Qj<''fio Qutnocmmo fuori del muro così è da /areiche fecondo la capacità della Hanxa y fatu 'onucnientealtc:iX-^y&hr^he:^X<^fiamifHratatalalte':^^^^ pmiquattrc,& viad'cffj ftdarà all'archuraue,fregio,& cormce: pattiti tai membri con U ^oladatadaprimipto & benché tjuf/ìa figura dimofiri tai membri di maggiore alterza^qi jiocaufa dati, yjìa p^.b^fa , per veder tapperà di fatto in sa, Inocchio ne abbracciala de rTÈ7 /T' ^''^' ^^'f'^'-fi^ ^^//^/«« alte:^X^ Ufettma parte ^e'I capitello per la , nl£r[ZTr'f ^!" ^'^f '/'"^^^ ^^^^^ ^'^ caP'tet Dorico . la gro[lc:^:^a di^.efìLcnf nuZnu JT "^'T ^' ^"«'«« -^^^«^ ^^ qtim^pme: percioche il piede fi allarga infL TnlJt, t^w /"'''' ^' ^^'"'^''^^^heilxoccolofottoilptederieneadiffcremlarghexJ to la parte difopra . Ma fé ancora tal menfcla la vorrai fare tutta di ynagroffJxa^i^loit TàIZrl, f'* "^ ^'^' ^'' '^' dmmuifca. Et perche cjuella parte che riceue il fumo, t\ {ZterrìZ. f'"''^ ^' £'^ "^^ '"^'' '^'^'^' '^'' alV architetto parerà ,V anco fecon il^??. w ^ ^' ^"/^; '"' '''"^'^^f^PoIfono tenere m ma forma grande : ma e di m ffcreopcciolaformaqiiefìafihaHeràdafareifialafuaalte:^'^ fa in panictnque,&rnafia data aWarchitrc.ue , al fregio , <& alla cormce con la mede fini, r ìlr.lu !. -^T ' ^f'''° \ "^ T' ''"^'^^^'^ '^'^'^ f''""' ^'^^' '^'"fol^ fì^ ^^ riona parte , , ^Lri L ?'/. f !; ^' '"'''* f'^' •• ^ '''' ^"'^^ '" f''"^' '«^'^'^^^^ ' « P^^^'^ola tornerà p ^Lti:^T^ ''f^'^'^r'"'''^' ' '^'' ^'^'^^onefattofare alcune di forma picciclap àareloìfletZ." T^" ^'""'<'"' ^^"' 'f''' '''"''' troppo fodci L con \uefiafec^ \ *aregolaleformepiccioUtornanopjìtgratc,&p:ùgentili, - i ' ; i ■:ì i\ 'il, L I B Ko ii,y J KT q: 5)» /^il 2 Di I»,4 tiELVORJDl-ìlT iOTiìCO DBLLORDINE lONICO.^ET DE I SV O [ ORNAMENTI., usi a quelle rà„„,chediZa mlZiTf n 'IX-l'fi^lUtaf,» .1 roh.fii & H umU: ^^Hc, : ma qJfiZcZ)hoJe^'1Ì^T,t ^"f P"''("««''° ' '"S&^.2'~ •> comportici de i Tor^Jiiycriore 'sfcUo f^jUucjUfrofofmo Jfwfo i{cH "Percfje la bafa Unica, -YTÌfrT!;„":vT[ir?!*T;.'' . *T ' ., ' " ' tia,& molto r fuetto d'rn tanto autt^r.l.f. ^t ^^ '^''^ "'"''''' difpiitato con gran merci dado.comc è detto rf^SS ^'^^ fecondo ,/ mio parer e. fatto adnn^ue i^ chiostra fotta i/^.:^ //^^^^ tti7lit'' f¥ ' "^ T ^rtef^darà alma^p, iHMdretto fìa per la mltd deldeno^^^^^^^^^ ^'^f ^'?^''^ P'' '^ ba{ioncino)lfm rimanente farà petlaUouldttt^^^^^^^ '^ quadretto fotto'l toro fu quanto l'afirJah, u f^rti^yna farà MnTno^^^^^^ 'l!^ ?-'^ -/^-««^^/'^ ^-'> -A^ Q^y U K,T 0. llcapiteUo Ionico ftf Ara a quello mod >, lafua altt^p^ftapet la teì^a, parte della groffe^a. JUa coionna,& la fronte dtUacmafafiainlarghei;^ quanto il dappiede della colonna: mx \Uifo in parti xviif. glifta poi aggiunto per li due lati vna pàrtCiCoème-^a per bAnda,chefaran lìintHttoparttxtx.ma ritirato nella parte interiore vnaparte,& meT^a per banda: fia tirata. '/ Ita linea detta catetOylaqnalfarà parti ix, & me\o, che yien a ejfer la metà della larghi ':^x* '' leffo capitello^ partita tn effe parti tx. & me%pidelU quali vna & meXifarà per la cimafafat' '•' i nel modOiChe all'architetto parrà,o nella defìrayd finifìra banda.che ambedue fono antiche. '• } otto parti, folto la cimafa faranno per la voluta, detta yiticio da gli Tofani , & altri la di- '' Imo Cartoccio. Et perche inqueHa così picciolafigura,&maffimamenteneU"ùCchio,fariadif' ' Cile a metterci i numeriiC'l modo di fariaynellafeguente carta più chiaramente dimoHrerò m rittOt & in diftgno: & anco dmoSìrerò ti modo di far i canali d'effa cclonna^ci. è le fcanella* tre, ^ fi y edera dijegnato il fianco d'efjo capitello. Ma la colonna , s'ella farà da piedi xv. in àyfia Uminuita lafeSia parte fttperiore,con quella regola , che nel Tofcano s'è data per tutte colonne: & sella fard da piedi xv. in su fin a piedi xl. leggi Vitruuio nel ter\o libro al ij.ca' \tolotChs diligentemente lo dimofira. ^ sónt^ Scap d^Cti tollcna Coatto k Scimo fcapo della colonna il dappicdt ^(Ua colonna . IL. ■m.KXSSmU.iJA -'■'■ VormcM '■ 0 1 fffcr otto. Vocch.cfia du-ro TZ,'(ei X7.f. ' '''^"'r ^"'l '"'"'>' ^l>' '» tutto w, f:ndoUpHntadeUompaf[o,&l'aU,ame,t/nd^^^^^^^^ & là /,™<.re rm punta ^W^^/.^o,^' wTr "r/&;,T"° ^f"""'"^' '"i-'^fi" "l "* ù alte iXIl^rT^-Tr / r '"''""''"^'^'''''''"''•''''''tten la pm\ ''^oion,a del g.udkiofo ^tch,tetto;pi cola, m,f.,u.fi pofsl .'«»p.r»X" / /^ 74t 1' 7 1!;:"'' ^ ■" '■'"f'"''^~ "• opere-.faltrep'aL "'onna, dette fcaneUattJ faranno xr&ZIfe/seJ^^^^^^^ «'«''''"^l'.&vnafaràuUpianci&To^ìtJr'^^^^^^ <''"''l«'l' f'ràU centro dWfcanHatZat!r^^^^^^ parer p,igro/sa,i canali fa,' Jo , 8 pTcYùhcUlf.I^r '"'.'(""[^'f^^' ^"a colonna fi yorràfì. «'<'fMHngare,&farpIre,quelìae!faTJj'^^^Z^^^^^ '»'h\dctto,è tanti neUanclauanto7liaVo„'^^^^^^^^ luatè compagno din,/u,a,A pZprfioleaTSéèt^ fT" ^ ''"'^"r 1"' ' "'"« ('&"'" -^ ' quefto cartoccio a qjl ,,/„"„. fhXZdhi^eTltf T^'"' """• '"'('""' '«'«" "'*'' condotta da capi,e,& ma(r,J,am^„f, ch/lafilZ^aueTIJ^^ Potuto.per efser il teHo d, Varumo d:§ciL ncll'vltimo l'broMq.ale n^nC, rttroulJrrJ ^ ^T T '''" "^' '""' - '!"> ">f">te le prometu ^ti yuruu.o erano //c.,,?^"^";; ■X/:f " 1' ''*/»'"' «"«"/. »p,„,„„,. „olt, d.cono.ci. aInZ «e Siri tempi : perche la profÒntónSlTZ'i ^ ^'"T" ''" """"'"'" • """' "»•"- •'■■" fono, '■-'•>0'>i'''enIono.cheiXTZa"ono^^^^^^ iaua y, trucie non yolehe dare TtMulnÓTf f" '""'^ '" P^'A'"" '"""' i & che perlai r.oche qutfìe cofe erano tMu^ìZ^^^^^ ^'Tr "'^'^'"" '^^' ' ""'"'''■ ^"" "*'" /cr,uere, ^ da „e,tere in difegno: chet'aTt.renrir", 7/ '' ''^"^ ""«"•"'"' 'l'f'c>'',& da pone yltma io non affermi pcrchynZTotta^tfi^'' T '' '"r "' « '' '"""^-" = '"'l-^fi" "■ liK 4 Ilo r)SiL'Of{DiXB lovrcn nodimnratequi aduno di fare H capitellonico per U te^o dìVitruuìo ^ernuAntnm ^ l e ancorain opera al teatro d: MurceUo^nedarò alcune m^lurc ornerai LaLoTd^^^^^^^ guanto è U colo,u da b.fs.J canoca (portano rn fuor, la f fi a ^.r ^rf ±( ' iT^ inguaia metà della amala l'alti-r-r, ui r^^.^.ui -;^ '^J'^ F^^^eatejsa cimaja,& pendo erchecotaicn.^t^^^L::^}^',^^^^^^ 'T'^' ''^^^ P'^'^ à^l^^ colonna da bah C^ perche coiai tahitPl/.f,.. ■^■^y''rf"'-^^'i'^'^» ter-^i parte acUa colonna i ; j^uai capneuofivedeal prefente m I{pma,oltra moit' altri di tal fpì ifero qit il Io epijìilwiàetto archìttaucycosì fi ha infare-yfe la colonna farà da piedi dodici a piedi qum- -;m*j 'alux^a/l'arcbitram fta de la metà della colonna da bafjo',& feda p ediqumdiciapiedi :r,ti favi ia €vlonna in alti 'ZS.afta mifurata in parte tredici, & ma farà l'altt':^'^a deli* archi- i^ aiie. ancora fc daiiJ' yi»^ a piedi vmticwquetfia diutfa lafua Altt%x<^ in paitt dodici & me i },& ma fi darà all'archttraue, ancora fé da piedi venticinque a piedi trentiyfarà lafua alte^s ìyl'^^chiirauefifarà ia duodecima parte di tale alti7X<'^:& cosi come le colonne faranno di av^ior al exX^- l'architrautfifarà maggiore per la rata parte: perche quelle cofe che fi dlnn \nam dalla vijìa, tanto pia perdono della lorograndex^a circondate dall'aere fpatiefo . Fatto^ iir.q'ueCarcbitrautddlalua debita alte':iX?iquellafia diuifainpartifette,&vna d'effe fata i cimafaydttta gola rouefcia,& fta il fuo aggetto altrettanto, il rimanente fi diuiderà in parti godici !tre fi daranno alla prima fafciay quattro faran per la feconda^ & cinque fi daranno alla merra-'la grofftx^a d'effo architraue nella parte difottofarà come la colonna nel fuo da capo: \a là urofftTXf^deU'architraue nella partedifopra ,farà come la colonnada piede, il xpf oro, letto fregioje fi hauerà da /colpire in effe alcuna cofa, fi farà pia alto deW architraue la quarta, jarte:mafefen'^a /culture &fchietto fi farà, deeeffer la quartaparteminordell'architraue, opra il fregio fia /opra lafuagoUa rouefciatCaltex]ia della quale fiad' c/fa la fettima parte , & Uil /no aggetto quanto l'altc'KX'^./opra la golia rout/ciafia pojìo il dentelloy&fia la/ua alttTi" za quanto ia fa/eia di meT^- lo aggetto d'effo fia quanto è la/ua alte^X*. la /uà fronte fia dut^ volte in altexxa alla /uà larghi i^x?, & il cauofra L'yno & l'altro fia U ter^a parte manco del ia /uà largbez^^a, il cimatio di quefto babbia d*efjo la/ejia parte Al gocciolatoio con la /uà golU roue/cia, eccetto lagoUa dtrittafia quanto è alta la fa/ciadime%o , lo aggetto del gocciolatoio tol denteUo fia quanto l'altex^a del fregio con la/uagoUaroue/cia. la /cima detta golia diritta fia quanto il gocciolatoio y& Cottaua parte di più. il /uo quadretto /ara d'e/fa la/ejia parte j & il /ho aggetto fia quanto l'alte':r^ay& così ogni membro di cornice,€Ccettoil gocciolatoio, fem- pretornerà bene.che quanto è lafua alte';^-^a,tantc fia lo aggetto. ■ Sdmn CCl'orìfi imaiifr. :^ofoj'd dcHo-fit^lo Irimuo. fqfcifi Tcijóct 'Fajcid iPW Et LUj ^__-^ DELVOIiDlllÉ lOTilCÓ Et perche le cofc di Roma fon molto diucrfc da gli fcritti di Vi- truuiojio formerò vn'altra colon- na, fopra la quale fi farà rarchitra- uè , il fregio , & la cornice ; & l'al- tezza del tutto fia per la quarta par- te dciraltezza della colonna,& partì ta in parti io. tre faran per l'archi- traue partito nel modo che s'è detto, tre fi darano al fregio Puluinato cioè colmo,& quattro alla cornice,]aqual farà diuifa in fci paitì , vna fi darà al dentcllo,vna alla gola roucfcia che fo ftienelemenfole,duefi faranno alle menfole,& vna al gocciolatoio , fi^ l'altra alla gola diritta, & fia lo aggct to del tutto almeno quanto é alta; & vna fimilc cornice fu trouata a Santa Sabina in Roma ad vn'ordinc Ionico. IO JUUl Et fc tal volta farà dibifogno di inalzare le colonne, & non eflendo affretto da ncccfiltà di alcuno accom pagnamento^Ia proportion del piedi ftallo farà,che la fua fróte fia a piom* bo della cimafa , & l'altezza del net- to fia vn quadro & mezo , laoual di- uifa in fci parti, vna fi, darà alia fua bafa,& vn'altra alla cornice di fopra, che faranno in tutto parti otto; ^r così quefio piediftallo farà ài otto parti proportionato alia colonna, che è ancor efla d'otto parti, fi^^ il tutto s'intende femprcper regola gè ncralc, lafciando ferapre molte cofc nell'arbitrio del prudente Archi- tetto. Jrla grÀT, diff^^^^^* ^^^'^^ ^^^**° ^^^^^ ^^/^ ^^ I{pma,a quelle chedifcmi VitruuioM 'volu [tnoftrare alcuna delie più nOtfjparte delle quali fi veggono ancora in I^jìtna pojie in opera, cornice M fregio, & l'archìtraue fegnato r, è al teatro di Marcello nell'opera Ionica [opra dine Dorico, il pilaflrello con la bìfa [opra fegnato 7, è almedeftmo ordine {otto le colónne \ì€he. la cornice con le menfole fegnata ^ifu trouata fra fanto *4drian0t&fan Lorenxoin \ia. l'archìtraue fegnato F,fu trouatd a yderzp nel Friuli: Hqualarchitràueperhauer ìc^ \fafcie ferina » ba^oncinitio lo giudicai Ionico* Le mifure di quefìe cofe io non le pongo altri" \ti: percioche io le ho trafportate da grandi in quefia forma con grandifjima diligenza : /«_>> \i mifure fi potran co'i compafsofempre ritrouare» quantunque al parer mio la porta ionica defcrtttada rttruuio,nonUrnì tt quella corri/péti \ dente propcrttone, che alipedi ficio fi ricchtf de , io non rejìeròdi trattare quanto io ne intendo] Dtco cheH trsìo di f^'itruuio fi riporta^qn^nto aWaltcì^i^a del lume alla porta Dorica , cioè da f^aiftntcnro a! palco fiano fatte tre parti, & mci^a, & doue è la croce s'intendono i lacunari,o i pAUo,cicèUcielo,& due parti ftan date aU'alte7,\^deilume: detta qualcofayilgotciolatoio ré fia moLto grande, fi cerne queUa deUa Dorica:ma ne fegue yn'ali ro errore, che facendo ft la pori neUa parte da baffo tre parti,& lafua alte'^':^a di parti cinque.come dice il tefio , & diminuita nella parrefopraycome la Dorica; io trouo che la larghtT^^-i^a dt quffla vien più Urga,che lofpa tio fra le colonne di mexo , facendo rn tempio con quelle mifure che nel terT^o libro lo defcriut yitruuio di quattro colonne, del quale quìfotto ne ho formato rnafigura.auiòfi vegga la coi rtfpondentia di queHa porta alfuo tempio. La qaalper mio parere non cornfponde : perciocht P l'ordine DoricoM iolonnedelquale fenpiàbafJedeUe lonichei&haU fuapcrta di altezze di due quadr!, Iti Dice cht li luce dì quifi» p»ta farà almeno di dm quadri , la fila/irata fin dtltaliezXA dtl lume U duodtcim^ ,Ti e, f^ìttnil modo che s'è detto ddl'atchttiaut lcnite,lifiar,e Mggiunti i buftoneini alUfafcit^comtfi dime/Ira ntlli .^ 'gji F,il fngU/cprtiiJfa/e^voTTÀ/folpiTO d'alcuna eo/a, fin la quarta partt più alto d^iffapilaflrata i ma/e fi fxr.i ^ìthitttù fiala quariapirit n.inore. l'altt\j:.a dtl gncctclateìo.O dialtri membri fia qmr.io hpilaRrata,partita nel me- 'o ckt a Vide nclUfiiura F Gli anfoni.cuero Prcihiridi^i quali fi dicono menjole , altri le dicono e atulle , fita la fina ' '': rcr,r: 'q-^ar.to la pila/irata : ma lapurie da hafifo a Untile della lucefiepra la portafia diminuita la quartapattt, dalle^ '■"•^■uali pendono U foglie, fi cerne fi vede mila figura. Laparte dtl cerchio fiepra eJfaporta,ilqualfi dicefiontifpicit tonde, Ma'» l Aliix.Z'/uafaitacc5i;fiaKcpcjìe le punte del :ompaffoa idue lati della golia diritta ntlla fcmmità d'tfia, ^ab^ Mf'iff*to vnapuntafin'al pUKtc Crcie.^ con i'alr.'puntafia circuite da vn lato all'altro dilla gola dirhta.quefio fiarà \l:ifiu»aìtex.x.a:dqualfionttfipiciodafarloanenUrlofiaràjtmptr.el^mudtl^ A-tifimflu & altri ornamenti . U luce delUpOfta/tiueattfarà di doppia preporuone.aoe di due qu^drt :U fronte di lUpilaHra/a farà ''W' U delU Utghtzx.ii del vano; &^ U colenna/arà^ roji 4 due volte tanto nelUpjtte da Lijfo, &f^Tà diminutu n\l^ ^ U di fjpra UfeJlapam:Ufuaaliono allo Kuntéo con l'opera Tofcana,non pur mU'otdine Tofiano m mctii iu, h TapoTcato^^^^^ ^' TofcaZima mefcolato ancora c6 l'opera Doricam vna pon^ nd%beraM nella Ionica : & qucfio non è peròda rr.ettereccsìmognt céfi^ lomcojenonconan y y , > , ^^.^r^^ts.^i-^itnrnhuRa Ci DOtria comportare. i a uni fi bifo^neravctr fuori aetmuTUiUTuuvu^i^ S'^v^\.\. ., ' /• > t / ? Émziloìl 'ZU dmiarLlU fUnU ^uì fotte. La fnpoHionil q.f opera f.ra, che la /», ÌZtduc%À>finlo»olarco,& la fUalirata iaUeba«dc de U colonna ftUelta Utghex, rllllZet-ottaua Lrte,& la ccMnafia la quarta parte d, efsa Ucr, ma l'alttjX^lua fari YniPti coni bifa e'I ^Uello. l'arco d, »'^o cercUo^ta imifo in farti lì.&yn ?«.m. oVà ^"Jof.rà rna parte & r» qua,to,&lli altri i i-faranno eguali, per Ucom, l arh. ZefeghJ cormcejia deWalte:^'^ della colonna U quinta parte AUa qua f. fata f art, i ,. iZ roZTper Carch.traue.tre per ilfreggio, & quattro per la cornice. ValU^Xa del para- tetto dpoglu'lof'aperlarnetàdeUalarghe^X^^^^^^ «otri trarre la mifJra dal pudidallo di queffordine, de ipart.cclar «tembr, delle bafe.cap,tel. U^rcl.traue,frÀo, & cornice f, farà come è detto nelprmcipio . Ma de , con„ che vanno al c^rte' •*■•?«"* " ' m^" '■( colerne, f, farà come fi dimoSira nel difegno feguent, . ìiiivónDtTiÈ ìoTiUa Benché Benché l'aluxV ^' ^^^^1^'^^^^^^ non fio, di doppiaproportione, cerne U maggior pAtte de gli ai rìyche ho dimojirato; non è però tal cofa mendofaimxi è fatta, con arte -.per cloche tal volta pò fthbe accadere che ndla dpartition di vna faceta pervbidire ad vna necejfaria alte'ZX^a,& an ^ •0 per far gli archi di numero caffo,che così voglionfempre cfferypcr collocar la porta principal ^ ^ \elme7piChe in tal cafo non potrebbono venire a quella alti%jr^a : ma fé non faremo forzati ìa t, itcefRtà, alcuna io lod(rò fcmprepiulaaddopiata Urghtx^a in altc^z^a che altra proportione. ; ,a largherza adunque fra l'vn pilafirOye-UltrOifarà parti tre :&Caltc%x^ parti cinque,ma ' 'atto della Urghc%X^ poi parti cinque yla fronte de i piUnd farà parti dite,& la groffe'ZX^del' A colonna far a per y m parte, & così da i lati della colonna faranno le parafate, dette pila- ìrate,di me^^ g^offe^X.* di colonna, & così sarà l'arco : ma Cmpofia che* l fcfiienefix della we- ieftma alte:^X.a fatta nelmodoyche è quella del theatro di Marcello fegnata Tfa carte 162. le •Monne faranno in alte^T^a parti 9, con le bafe, & i capiielli, f^tte con la regola data in princi- m di quefìo capitolo.la porta di me%pfarà per la metà del v^no de i piUnri: & Valttx'K? /«^ rarà,che fatta la ftia piUfìrata della fefta parte del lume, & la cornice fopra lapcrraalmello dtll'impofìa de gli archii& ag^giuntogli la golia diritta di fopra facendo poi il fregio la quarta parte minore d'effa pila^rata, tanto fta la fua abe-:i^^a, la qual verrà poco men di due quadri^ il frontifpidofta fatto con vna delle regole date nel Dorico, l'architraue , fregio , & cornice ft^n dell' alteXTX della colonna la quarta parte fatta con le fopr adette regole.Vordme di fopra, che èilf€Condo,fia più baffo del primo la quarta parte,& cesi i*architraue,ilfregio,6- la cornice jia dituttaCaltexx* la quinta partCiChe verrà adefferela quarta parte dell'alte^X^ della colon- na\ ma del partire i particolar membri ft trouerà più a pieno nell'ordine CompofttQ.le finente fatte con gli archi faranno di larghezza quanto la porta^& così le fue pilafìrate , & l'arco an- ma.ma la fua altex^^farà dueqmdrh& mexp '-& quefì[èper dar maggior luceaUefiany.le colonne Corinthie faran piane, diminuite ( come ho detto ) ia quarta pxrte a queUe da bafjo. la larghci^dt' nicchi fra le coionne,& le fine Hr e fia per vna colonna & mf^^i >& fta lafnaal^ te%Tiper quattro groffi^z^e di vna colonna,& s'altri membri ci reHano; fimpYtfipuè ricor- rere aU redola puma del fuo ordme-.perchediqucfia colonna Còri mh a ft ti ouer anno le mina- re nell'ordine Corwthio . Sopra quell'ordine fi potriafar chi volefje fopra la faccia vna amim- latìcne^mabenafficuratadalleacqueconlajìrebenwc^Iiratecind-.iigentia.i'yarT^iade para pstto fiaalla com^oia alteT^a per appoggiar ft. la qu^l cofa fami grande ornmento aUaf ac- ciaiai & anco precaria gran commodità per g'ihabitanti . nn ttlVO\Dl y{E ÌCNIsO LIBRO d^y UKT o: ^ , -, »<^^,. Tal volta fclmt ho detto ptà adietro) l'Architetto hauerà buon nutntro di colonne ; mt, rff talbafFeTza, che al fuo bifogno nonfuppUranno , fé non fifaprà Accommodare, & applicare tal ieUe colonne: ft potrà fare nel mero di vna faccia m'arco foflenuto daU ^rchitraue.cbefardfQ- ora le colonne: iLal architrave fu per l'impofia di vna volta a botte, ma doue far^ Parco ,Jia Cacto vna crociera, & per fortexx* d'effa botte fta poflofopra ogni colonna una ff^^f*^^^^^ irooiibfonzo.nelm'ìio che hodetto nell'ordine Dorico mvnfimtl foggetto. Malo fcompartt' mento d, auejla faccia così farà . che lofpatio di mei^ofra l'vna & l'altra colonna fia per fei grof lTedillonna,&lacolonnaftaottopartilafuaalte^^ rtaiuanto è iro(fa U colonna difopra,& così l'arco , fopraU quale fi farà la cornice, lalte:^X€ della quale fìa per la qnxrta parte maggior dell' architrauefeni^^i ilfuobafioncmoy&il quadret tollaqualcornice farà capitello ai p plrtelfopraA fpatij da i lati fra l'vna colonna, & l'altra funper tre grojftxx; di colonned ai- terra della porta farà, che t'architrane, che fofiiene la botte fu per cornice a detta porta , mu- tando parte de i membri^come fi vede nel difegno , f otto la cornice fta pofìo vnfregio^ilqual fia dell'architrave la quarta parte minore: ^ fatta la pilajìrata d'altrettanta ^^^ W>?«««^j/^; ri da effa pilafirata al grado della porta; fia fatta lafua largherx^ per la meta,& così la luce di quel po^^^ dt dne quadri. Le fìnefire fian fatte a lineilo deU porta, & la loro larghe^ tafiaperdue colonne, l'all^j^afarà di proportioneafchiancio L'ordine fecondo fi^ la quarta iJte minor del prmo,& il parapetto fia fatto aìla commoda altex^,^, il rimanente fia diuifo m la ti7inqV/qL^^^^ le,freg.Ucormce,o{feruando le date mifure di tal ordine La ^^nhe^K^delU^^^^^^^^^^^^ me- [fJcon le pilalirate quanto è largo il vano della porta , l'alte^y f uà farà doma alla lar- ibrra.cncailfuo ornamento fopra fia oQ^eruata la regola data m fimili porte^ ^J^^^^'f^TZ tbZ'efaranLlarghe^^acom%ueUedabaffo,&lafu^^^^^^^ rp. la eleuation di mexo fopra queji'ordme fia minor della feconda la quarta parte, dmnmta per taf uà rata di membro in membro.^ dalle luci di qucUa, fta tenuto l o^d'nechen'^^^^^^^^^ te prima di fotto : ilquale è vno iHeflofuggetto . Ma di fare , o non fare qmfio ter^o ordmt è in libertà dell'architetto. SS 4 I^tLVCK^DITiE IODICO safeS:^ii^^ _ . . - T. j .,.J',i„rmciBiù di wHo libro) l'operi miu tolta dilla fomtmatr». tffmJo(cme he ''j" "' PJ/J^f^'^^K alcuno cammo d, cctal ordme,f imitar piMc „4r, è ancora con>adm,rompartoto.^^^^^ della aual fi trarrà quella forma »>onn«f,o "f "'''" '^ dcll'alteria itila mtnff. \nieralaqualferm.ìpermenf.a.Lauh,traue,h^^^^^^ la la quarta parte, partito nel modo ''>'f'J'2''Z touT/è drtto) dalla yeduta baffa , £- prefent.no magg.or ''''^^'•^•''t7Z?/Zm^^^^ ■ Si-c/A. tauoUfopra i \ual abbraccia ««"X W,ra « ^1 /S '^^"""""' ^'J *"",' capitiU,,che occupa Urchtrauc .f <'/««'» ' .,.„„„„. _,,,„ j, „,uità .laqual tautU SS DELVCK.^l'ìiE IODICO L 1 B K 0 Q^V ^ T{T o: i68 QueHa forte di cmini torna molto commoda per luoghi picciolit&fi >/4 pia baffa della fac^ cw deU'hiiomo,accioche ilfuoco,che è molto nociuoa gli occhi per la vifiatfenxa offender quel" la poffafcaldare tutto' l reHo della perfona, & mafimamente hando in piedi, l'apertura di que Bo camino fia di quadrato perfetto, la pila/irata farà d'effa apertura lafeUa parte, Ix goU4 rO" uefciafifarà la fettima parte d'i quella, del rimanente fi faran parti dedici , tre fi daranno Mila fafcia prima,quattro faran per la feconda, & le cinque che auan\er anno fi daranno aUaterT^ falcia,& anco per più ornamento fé gli potran farei bafioncint,comefivedelìacanfo,l'alte:^'> c d'Ile quattro reflanti fi farà la cornice in quejìo moio-^ llt quattro pani fian fatte parti ix. vna parte farà perla Ila toutf eia fopra l fregio, due parti fi daranno al vuouolo Ifuo qu*drttto,duealtri parti fianper la mtnfola con la fu* Ila, & l'altre duepurtifaranperilgocciolatoto.le duepartt ^ ante faranno per la golia diritta fon lafua golia rouefci», qual farà per h quarta parie della golU diritta, lo aggetto tutti i mtmhifia come e detto di fopra , (^ fi potrà ancora rque fio architraue, fregio. &coyniee la quinta parte dell' al zz4della colonna, come dece Vitruuio dilthMtro nel Ubro no quirto al fittimi capiteh. fc mw La diminution della colonna Corlnthia farà fattatcome sé ditto dell'altrejecondo lafua a < t(%x^ , ma da piedi id. in giù fta diminuita Ix fefìa parte, conia regala data nel principio del l'ordine Tofcano: & s'ella farà firtata, cicéfca- nellata/ifatà come la lonica.ma lefcanellatu- re faran piene dalla ter:i^a parte in già , come fi dimoerà qui a canto. Varchitraue , fregio , & cornice di qu€HaJenxamenfole,per dimo/irar la diuerfuà delle mifure ; ti fuo architraue è per mi'j^a grofft':>:x^ della colonna.il fregio per- che yà f colpito : è la quarta parte maggior del- l'architraue, & la cornice fen^a lagolletta del fregio, è alta cerne l'archìtraue . Valtex^a del tutto è manco della quinta parte dell'altcrra della colonna; nondimeno fé lo aggetto delgoc- CJclatoiofjiràgagliardo,(i:mofirerà di maggior alte7^a,che non farà in (ffetto,&farà di man- co pefo all'edifìcio . Onde tlprudente architet- to può fempre far elettione di quelle parti , che pia al fuo commodo tornano J pur ch'egli non fi aUontanimoltoda gli fcritti di yitruuio, & dalla ifu«na antichità, laqual fi conofce per gli fcritti d'efo auttore . Et fé per alcun' accidente la colonna Corinthia baurà bifogno del fuo prò- portionato piediHallo , non hauendo advbidire a cofa alcuna ; lafua proporttonfarà,che lafua larghexxafia quanto il dado della bafa , laqual larghe:^a ftadmifa in tre parti, tr due parti faranno aggiunte alle trcy&quefie faranno per lafua altcT^T^a , cioè il netto fen^a le fue corni. ci : lequali così fi faranno, che l'alte';^a del net to del piedi fiallo fia diuifo in parti 7. ^ v„^ d'effe fidarà aUafuabafa, & l'altra fidarà aUa fua cimafa , che verranno ad effere parti p. ^ cosi quefìo piedifìallo farà proportionatoalla colonna,laquale é ancor lei diparti^ ma degli particolar membri sì della bafa, come della cor ptce, dimo/irerò quìauanti diuerfe antichità, 'delie quali il giuditiofo architetto fi potrà fer- uirema pik abondante nelten^o libro delle an- ticbitàtdoue faranno molti & diuerfi piedi fieU iÌ9 tutti mifuraf! da gli antichi. LIBKO OVjtKTO. ■ . .^7f nr U 2'^'f^^^^'f'^^^^^^^^^ , ^, ^M altri n'ho ucuaù, che l'aliez:.a/ua i per vna grofse^za ddla colonna T' "'"';: ZJcZJe/^^ arce [onc fcandUu nel modo ,u) di..oJlrato , & ^n.ono alquanto p,k dt mele "■';; utiùi'Mndlo &U Lfafcpra efsiì .n.rrMo dd medefimo arco fatto con lafuaprcpcrt,one rr.tnutamente. or ddvtuo. ''f ;^^^.^;„^^^^, j j ^,,, i,„f,,,r:c .n Rema . quella fegnata A e molto mode fta per cormce Cortn- . ',nataC, ^ ['C " ^^^ '^ f ^^ p,,h,jfi^ofpmo U òafa d'vn pied,n allo fegnata D. > belUjftma per mzo aut^ *\ fèr '''f Z^'^,"!^'" ''iX//« ieauai tutte col e fi pof seno applicare all'opera Corinthia& ance alla Ionica ne hovedu I>^l^'0K^I7iE C0JiJ7{THIÒ Della Velh porta Corinibia yUvuuiò non tratta, cofa alcuna,ma io ricorrerò alle antichità, chc^ Cora n veszono. La porta qui fottofegnata 5, è a Tiuolifopra il fiume Teueronc, ad vn tem- ^ ^"^ piotondod'operaCorintbia: UqttalpoYtttc diminnita nella parte fuperiore , la decima ottaua parte, Valte^X^ (uà paffa due quadri, il rimanente de i membri è tutto proportiO' nato allaporta.La pneftrafegnata T,& X>è al medefmo tempio diminuita come la port'"•'"■""'■ ^ ^i^ „„aU non ho per vn'or- ulU figura fi potrà rederc,& anco '"'Z^^' ^'''"^i-Sri de gì. archi dabaffo. & U hnemtiero,maafSa.pMaf!a:JaltejX'(f«<'^^'^^^^^^ -4 /«ri ramta, & pia dUstieuole adocchio . TT i^ELVQK^DinE CO\ì XTHiO iBJJJilI CP^B ^__ii^-vj^r5"_L """J^^^^^'^Pì m'-^ ^■^'■-^i^È Ìf^^^^__.I "[i'iii!!:i5 f EF^-^i ■■■■• - '■-■ euelle Vn'b.S cht l'MchìMto vetri edificar r» tmfiofacrc.iuMtoil fno p,tMf4ti fa""'»* , f »,,. tantoloedficio haxtri pii m«fii,ch, così han fatto ibHmmUcbt : benché fai- ■TmanZhV£i facciamola maggior farte de i noSìr, tempii m tre part, ; una parte d, tTT.\,J^tiperhInia. & anco tal rotta le eapfette s-mtendcno nelle due pari.. & aku- ^fa iecZeUefifanno f fuori deiduelat, ,f, con,, f, dimoflr, nella pianta qui lotto. U u^/fluSa faccia fari di parti trentadue vntdeUe quali fari la groffena S-in»^ S %Zttidme{rt dcranfttte parti, a gli Ipatij maggior, dalie bande f, daran quat- Zrlifmeza,p-ynLlonna. & l'altra d<,uefonoin,cchi faranno due Pf't''&C0SÌU rf'xxIfZ^dMte. le p.lafirate. chefcjiengon l'arco faran per la metà della co W Zwrad^lTportafari in larghexx* "' P""'. &mexa,&Ufua alt^xx? fari ?->«'/"«• vertura '""'' P"""/'" , - 5'a/?^7« quanto è la tiUflrata,& farà per cornice non fola al ' TIZ^:'^^^^^^^'^'^" •■ i-'rch!traulfre,i'f, """«^-/f ' t" aX tedftt-lk^a della colonna :& coù de-particokr membri choc, «f » /"^' ^i,a«<«p4rKaei»«« <^ yrdeinicchi.°lialtriornamenti fi puònellafigur» '^ Jof!ra nelle f (irti pmbaffe» >"^ TT ^ ^* DELVOKDtX_n GCKIÌìTHIO VoTrll diti ti!'' t li 'r^' '''Ip-lf'O , & la f,.n'o!F,ZX''f"' perlLJi U-rfo. l I B KO Ciy ^ IIT 0. , I7« trtgolapLa. o nd modo.chefon aUnne deUe antiche «cUe paffete ca.U .t perche, I/ho- Yfccllioordme *i pio"" deUa cormce del prmo, da fono farco.finfouotlf^olofar.a g«» perfarcroclrei ^'"^^-^"t '\v\^\ ^^^ \ i;iili'ir'l;lliii'li!i!!'lfe'-^j-^^ I I l|Il!&" 4^2^^^ . Il ^;V1, :■ :!| Ij! lì I I To/ftbil LI B \o Q^v Urto: . j?^ Toffibil cofa farà, come ho detto altre volte,che vn'^rchitetto hauerà gran copia dt colon- ne di tal (otti2lH%xa , che valendo egli fare vna compofttione d'vno edificio per ctmmodo & per bJo^nodichi vorrà fp / mtdeftmipìtdinalli^chefono al parapetto dtfumfi faranno ancor fette le colonne della f^^csal aU Zi I qualt fenx,. iUcccclc della fua bafafarà d. tre parti, lalulla delle celcnnc,con le ha/e , & con , capuellt 'a^di pali X. & mex.0. l'archimuejl fregio,& la cornice /ara per la quarta parte, cerne e detto nel pr,rnoordme,& •> ntze che ì di due quadra & me^o ; & qu efi'h,cheper lajua aìtelxafi vtenea far p:u corta ala vtfla dchì d^ ■Z La larghezza dllefi.ejlre/arà^^^^^^ ■M'iJ fta d. alleila quanto tlpi'Mftailo da ba/so : & laurntU la q^artaparte de/sa altezza, & quella al I/Zn d'Jl^c-noUfi^^^^^^^ •trcLiAj'.J,roa.g.Udelte^^^^ ^nuaino^'^re Uà con quella regkche se delio mi tempio Dorico, Le pam tnfertor^ fcttoH ferrato faran per a 'I^Sli^^Z:^LJnfe/fienk^^ DElVOK^IUE C0l{^I7lTHIQ \4ncwn j .' . ,l^„chefeiil<:'i>''"rcodi ordine Comtinc i vorrà ;4rraM,..«...« »,j-..-. a ddU colotim fi" ''^''''"jf " ^V,; ,,;,„„ Mrà part, dieci & rru^o:l-archim«e.ilf'egto. ir "'''"'f^'f'"""^^^^^^^^^ colonna . & mtxo U mchoft.Ur. ì per mtxt colonrtajr» ' »"'' ^ ' ''" , t,eUnhezxe,& ccfiM capace d'ynafignra m /perrn. colonna &^^^^^^^^^ ^'""- '^.tS^ltmiàtlU^^^^^ de,taaltezxa.,«a fauo d. efsa aln^^, W««rof n 'l^*l'ZZtrl 6» la cornice di [opra: lo fcompartimento della quale fi potrà trar ciafcmo con facilità pofsa tali nffure apprendere . DELVOKDI^E COJ^I^XHÌà \ S^énU Quanto mi è phfo iihifogno ho trattato della maniera Corinthia , benché dimoiti Òmantenti f potria trattare: ma de gli ornamenti de* camini è molto neceffario per il bifogno continuo de • 'ualinonfiptéòfarefen-i^a.an':^ in ogni pie ciò la Sian^a fi coftuma fargli il fuoco , douein tai uo%bi angufii fi ufanoqucjìi camini tutti nel muro» detti camini Francefi , a i quali fi potran arediuerfi ornamenti di opera Corinthia. Ma fé in quefia forma fi hauerà da fare, lafua aper^ urafifarà diquelU- ^rande':^xayche al luogo douefarà^quefiofia capace. La pilafirata fi farà afefìa parte della largbe'i^i^a del yano',& ancora deU'ottaua parte farà tutta l'opera piàgen- iU'laqualpilalìratafi.idiHì(anelmodo che s'è detto delfarchttraue Corinthio. ti fregio fopra ffa,percbe rà [colpito ft farà la quarta parte maggior d^effa pila Hrata, tutta la cornice con U "arte che rifalla f opra lemtnfoU,fifarà quanto la piiaSìrata^diuifa in tre parti , come s'èdet- 0 della cornice Corinthia: benché perlareduta fua di folto in su dimofìra maggior alte^K.^ . ■a fronte dellemenfote, o cartelle, che dirlevogliamo.farà ndlaparte fupertore y quanto la 'iUJlirata : mala parte difotto,chefarà a liueUo deU'apertura di fotta fiala quarta parte mino- e^dellequalimenfole ponendo due foglie,come fi dmoftra nel difegno,ilfuo aggetto farà in ar' iitriodeli\Architetto del nmvnentojopra U cornice , da farlo a noH fare non importa molto» luefia muentione non folament. fornirà per ornare vn camino , ma per vna porta , o per altro rnamcnto potrà effer adoperata , & ancora ilfrontifpiciofopragli tornerà bene, quando per ma por tufi adopererà » vr DELVOIIDIT^E COKIK^HIO Terche '' ti n fio Q^y ^ ^T 0. xtu, Turche in vnfatotto , o in ma gran camera fi ricerca ancora T» eamino propòrtionatoai fa(ìatì7^t,hqual bifogna grande apertura; perilcbefi fi vorranfare le menfolefujjìcientiatat Jortoyoccuperanno due luoghi dalle bande yma in talfugetto io intHo vna colonna piana dt baf > rtheuo,&feparata da quella vna colonna tonda: di manieraycht fra Cvna colonna,& l'altr* rimangavn luogo; & a que fio modo prejìerà commoiitàf & ornamento, Etpcrcht(come 0 detto nel principio di quefìo capitolo) U maniera Corinthia hcbbe origine da vna vi rgine Co inthia;ho voluto imi£arla,ponendola per iolonnaXon^ituito che farà i*altexx^ì& larghe^ 7 del caminojecondo il luogo doue fi farà ',fix mifurata l'altex^a mparti ix.& unad'iffafa i per la tefia de Ila giouine-.cc sì formata tutta la figurat&fafciata, come fi dimcftrayla colon a piana fi farà della rnedcfima proportionefofferuando le date mifure da principio. Sopra le co onnefta collocato 'archiiraU€iilfregio,la cornice, V alte jt^ì del tutto fia la quarta patte deU i colonna, partita nel modo detto da principio della cornice in su fecondo laftan'j^a, & l'alte-:^ [afua fi potrà ornare nel moda d^mo arato qui auanti . Et chi duhìta.che tal volta qufjìa tn» lentione non fufse a propìfito per ornar vna portai appoggiando quefie fimili colonne al muro S" maffimamente per la porta d'vngiardino^ o per luoghi di trionfi, & ancora altri ornamenti W^nali il giudiciofo Archiiett§fe nefapràfcmpre accommodare. VV% '* ■■ii'.u— n X mmmmfmgy LI ÌKO Q^I^'-yt KT 0. »'i DELL'OPERA COMPOSITA. GAP. IX. QVtniuMne Vitruuio ci hMia infegntto effer quattro maniere di celomi .cioè Dorica ISointha. & Tofc^na ; dandoci qH> dell' Urchnem,»i frm„& (emflmele. „e„tr. "»"f """;j;;;.';„l rf,B.,«ft<,^ifi deUe opere d,-Romlm,che co» eoccbio fi reggo- r'i'^r t?»^^^^^^^^^^^ •• "ee effer Le .che fecondo, l b.fogno à'ePeB'yoUe \ncldelepeIa,efempU,tà fjrna me[colanXfl,riguardando alla natura delf.gge o: & ZZa tZeZ paru tal'hor l'^rchitem.al giud.cio degnale verranno dmerfiuggettufari ZZonat da' confili, d, Vimuio , ,lq«alenon ha potuto abbracciar .1 tutto.Il Parche fari ì ,.T11,L, mio d Ino tnprio parere: imperoche Vitrmio non ragiona m alcun luogo, VJXl^nlMo'Ienoloundoana^ TZln^Dmca adimUationedelVh«omo,&a.llalon,caall'efcmp,odellematrone,& connthio vna compcfitmi^ , ^"'"'''^'T™ //oXo coV rZolnel capuel o Cormtlno. & d, qucUa fi [eru.rno pti « ^'"''•JZClZerVi^^-^^^^^^^^ «»"/». ^-"«. ^ <='"""'''' ■' ^"("fr Koma. che P"^"?! '""^ '" f /" ' ; ^ i,„^ 4^ ;«„/.. l,c„che, per quanto fi rede, • capiteli, fona """. l'fTT /^^5 f ; :/ «r/r «i«M«7«. , che hauendo polo quello tal ordme nella /«- Cormth^. «^.^f 2;«^''' ,.f„P '^ ;7;°/2„f« daU'occhio de' rigLrdanti, farebbe auuenu- ''"Ti"!: nitrite rZt^^^^^^ to,chefe ^'l'ZZZZtltuerZn làLga dlantia . Ma ponendo le me.fole nel frrg.o . J.yrarchi:rJeJrezio.& cornice, pareua ynacornicefoUpertemenfoUy che s intetpomua -S/iiv :s?.'é: «r^^^^^^^^^ iZlZLctm-là CorMa.a beneplacito dell'Architetto, il capmUo f, potrà are con le j-> rr i. r^s:i^ niYtr l'iyaetto dette menfole jm quanto la juaaiu^A^^'t un . a^\_* & DELL'OP^_Dl'}iE COMPOSITO P • - 'T ^'irche gli antichi nomani ban fatto dmerfe mefcclan'Zjiw nefcegUerò alcune delle pia note, , Mcora meglio intefe , accioche C^rchitetto pojj'a colfuo bel giudicio, fecondo gli accidenti re clettion di quello, che pia al propcfttogli torncrà.Il capitel qui fotta fegnato Tyè compojÌ9 Dorico,IonicOi& Corinthio ,ildado,& la galletta è Dorico, lo yuouolo^&lefcanellaturefo loniche.i baroncini, & le foglie fon Corinthie,& fmilmentelafua bafaiperliduemat^^e' ì è DùYica, ma per li duo cauetti & i h ftoncim,& ancora i lauori delicati, la dinotano Corin- ìa: le quai cofefono in Trajleuere in Roma, il capttelfegnato X, & ftmilmente la bafa fon di e'fpecie, Doricat& Carinthia.il dado del Capitello,& ancora la bafa è Dorica: ma la bafa per delicAtex^a de i lauori fi puote dir Cvrimhia , & così le foglie del capitello fon delCorin- ^io,& perche il dado è quadrato: ma tutti gif altrimembrt jono inrotondi!à,alli quattro ango grotto il dxio (i h^^*''P^runno le rofette, come qui fotta fi dimoerà , Ucapitel fegnatoA.peril ionflro cauallo, in luogo del viticcio fi può dir Compofito y&èaìia Bafilica del Poro tranfito- ih Lefcanellatured'ita colonna fon diuerfe dalle altre, come fi vede fono l'^.&la bafa /e- ìiata X,èCompofita,&éin f{pma. Ucapitel fognato B,é Corinthio puroyC^èalle trecolonncp vera belli fma a Canto'l Coltfeo . // capirci fegnato C, è compofio di Ionico,& Corinthio a vk* ,'co trionfale in Verona. Il capitel ("(Fnatoo Die a l'arco mede fimo di baffo rilieuo ad aUttn^ vlonne piane. La bafafegnata T, è compoftfa per il b^HominOi^h'èfoptiCl ma%;^QckiQfiifem- 'f^èanticdinKoma. ry, 4 BEtrO^on^E COMTOSITO w^m-rm 181 DÉLVOKDIÌIÉ COM'POSiro mu ro, Ul» ti fuor: M mJo -queno t>ff^Xl,T , fV 'Z" ''' """"" • """ """'* « Oano off.fi II fuoco. & UuJherZf'ràfiì^^^^^ "'f" ' «^ S" "«'" »* motti dm frfe ielle altre, òli per rn caJrclrh,/ ■ "l'"'' ''"f""' 1"'^' P'^'l^"^* f'rt,ire,toéie»do però pini J^^^^ l»e,.noin Iloma. L'arci 'ra2 farà leH^^^^^ «"*' ?''" ''" '' ^'"' «"«■"» fi'pmcMrlanemertiiSTnpln^^^^^^^^ «0 per la/econdaJlbaaottcmo fi farad ZfaJLt^^^^^^ ^'•^^fj'oP'rcherdfcoH^toTAÌuZ't:^^^^^^^^^ quatto farchitraue.&n fari d'elTan^rti^ J^.r.j^^ ,..."""""• lufornicefì^ dH.fi daranno al gòcZou'cio VJifT/òluLf>t'T''"'J''"''''' f'"" *' «"«'«'«oW taltiTTi uà lafeHa parte , & Hi altri m,»,A„ ™; ^^ ' , ' ^*'' '" P'Mf«t« fi fard del- tr't-o^.mfJ.^tf^^^^^ P'rte-.Vopera t'ornerà piA 'r»'' fare J noni, far/jo^lÌ:S^^^^^^^^ • l I B KO Q^y U K T o: iSó t>ELVOÌ{,Dl'!^n COMVOSItÓ i l/tltri ornamenti da ca- *^ini (ì potrebbon fare di queH'opera Compoftta, & in dmerfe forme per effer queSìa piit licentiofa delle altre maniere da edificare, & così per variar dall'ai" tre forme fi potrà farel^Lj preferite con quejla regola, che effendo l'altczja del" Varchitrauc quanto vno huomo di giuha datura', l'alttx^afidiuiderà in par ti 8. & vna di effe farà per la fronte del menf olone , o cartella, che dir la voglia' mo. l'altexj^a del piedijial^ lo fu al commodo federe. L'ordine fopra i menfoloni, ilqualenon offerua regola alcuna ,farà due parti , & mcT^a della fronte delmeu' folone : per effer ( come ho . detto ) queHa co fa fuori di tegola, le f 0 glie, & gli altri membri faranno m arbitrio dell'architetto. Si potrà ben ancora fopra quefii menfoloni collocare l'opera Dorica,&la Ionica,&tal* bora la Corinthia, con quel le regole date ne'principif fuoi : & accioche la frolla , che riceueilfumOfjla pia fpatiofa,fe gli potrà far^_j quel prco d'ordine fopra,il qual "Vi cne a dargli piò. bel' lafjrma, che quella rfttcì' ta,cheyà piramidale. Gran eiudicio veramente conuicn haiiS'r l' A rchitteto, per le diuerfità delle compofitio- lofToncffer date quafl ccrtcregolc:pcrchenon fonoaccidenn chcmtcruengono fuori del ' 'oLa opzione, anzi tutto dìli veggoiìo alcune colonne ,c^^ loftrano in fé varie mifure, fecondo i luoghi doue fono . Quefte varietà fi danno a gli c- icii in vn de quattro modi, ponendo quella quafi in ifola, fcnza alcun compagno per lo- »no da lato o di dictro,& quefte veramente portano gran pefo , & non eccedono i altcz- del'e regole date : l'effcmpio di qucfta è dimoftrato nella prima colonna A,o appoggian- Ic al muro di tutto rilieuo j dal qual appoggiamelo foftentate poffon leuarfi fopra alle 'dette vna eroffczza : & quefto fi dimoftra nella feconda colonna B, ouero tirando quel- iblamente due terzi fuor del muro , &c quefte potrcbbono andar più alte dell altre vna bflczza . & anco più ; conciofia cofa , che in qualunque edificio fi veggono di cosi fatte •cnier all'altezza d'intorno a none groflezze & racza , & mallìmamentc nel Cohieo^i bma nell'opera Dorica , fi come fi dimoftra nella terza colonna C, & tanto più fono aiu- ' tc.quanto hanno da i Iati le paraftate.ouero piUftri: i quali portando tutto il pefo,danno cmmodità ali' Architetto di far le colonne più gracili , anzi di tanta gracilità , che pclTon e sr giudicate tener quel luogo più tofto per ornamenio, che per foftcgno. Si puotc anco- I tirar vna colonna f aori del muro due terzi, & metterui meza colonna piana per banda ; I quai meze colonne daranno tale aiuto a quella di mezo,che la fua altezza fi potrà leuarc Ila eroffczza più dell'altre: & in quefto cafo r2rchitraue,ilfrcgio.& la cornice potrà ri^al- b:ein fuor ibpra la colonna tonda ,o piana che fi fuffe j percioche le meze colonne fofter- ^inno l'architraue, il fregio,&lacorniccdalle bande: mafopra vna colonnafolaecofa ui- Dfa far rifaltare tale opera in fuori, perche l'altre parti dalle bande faranno abbandonate ) jnzaclTerfoftenute da cofa alcuna, l'efsempio di quefta fi dimoftra nella quarta colonna 1 Ma quando le colonne haranno a foftencre alcun pefo fenza l'altrui aiuto, & haranno •juj tra le colonne conuencuoli: non farà lecito vfcir de' termici; anzi fi haranno a lofte- i r- ordine fopra ordine, ragion farà di farle più robufte,accioche l'edificio vada a maggior -rictuit 1 : & ancor che'J piediftallo fia gran foftcgno,& aiuto in folleuar le colonne: non- 'in.no s'clie da fc faranno di tale altezza . che al bifcgno della fabnca fupphrchsno; io lo- -ò] che elle fianlibsicdei picGirtalii,&maflìmamente quelle dei primi crdmi. Ma de i il ordini fecondi, & terzi, per cagion dei podi), detti parapetti, & anco per alzare le co- i ianc a maggior altczz:^, fi veggono riufcir meglio co i piedi ftalli: Si li vede die glianiichi .omani l'hanno ciTeruato ne i teatri , & ne gli anfiteatri. Ma della pofition QeLc colonne )pra colonne ci fon diucrfe ragioni, ^ autorità . La prima ragicn ianan che 1 aggetto del lediftallo della colonna fopra pofta non andalTe più fuori , chela gicfltzza dcnaccionna i fotto- & che l'aggetto della bafa ciella colonna pcfaife in fui viuo del Tuo piedilta.lo , K_ ucfta veramente farla molto ficura,& fondatiOìma ragione : ma perche dinninu;ria molto uHto fecondo ordine del primo,non fé gli conucrria altro ordine fopra la gran diminution h -ne Kguiria. l'altra ragione , & più ai proposto farà quf fta , che la fronte del piedistallo ebbi tfser almr no a piombo della colonna da baffo , & fopia eflò piediftallo coìlocarui la ol onna diminut ta la quarta parte di qudla da baffo , cosi in groffczza come in altezza , &r aggetto della bafa fia quanto la fronte del piediftallo , & quefta regola fi confa con quella , hcda Vitruuio nel teatro, laqual fi dimoftra fcpra la colonna A. E t fé fi vorrà n far le co- onnc men dimmuite fi potrà far la colonna di fopra nella fua parte da baffo della grollcz- ^ a di quella di fctto nella parte di fopra , ma in quefto calo il viuodel piediitallo verrà più uori che'l v:u i della colonna: nondimeno quelh del teatro di Marcello farno tal cftctto . 'cifempio di quefto fi vede fopra le colonna B. & quefte tre ragioni fono aliai probabili.Ma r\- antichi Romani alla gran fabrica del Cohfco fecero la colonna Ionica, la Corinthia, « a Gompofità tutte tre di vna gtoflczza , & la Dorica fono effe fecero folamcnte pi u groi^a . , . , . J>^l^'0\DI7iE COMPOSITO ZZÌV^ r'''^\'V ^«'"topcr mioauiCo fccerocon buon.flimo conRglio p„c,V.ri ft uttc le colonn. tuflero d.mmu.Kla quarta parte vna fopra l'altra ; queirvitime drr?>r- fanano perla lunga diftantiadiuenutea.r.guatdanti molto piccole,., quella osi a)»'^f brica-nellaqual fi veg^on corr.fponder molto bene perl'alt onn, n .7 '"""'"'o" di S» d.fotto.aquuta parte, perilchcfe vna fabr^Sc^clh S'd?;:rcdrt;"'"dt.^drJ' lonne; io lodaro fempre che ogni ordine fi fminuifca la nnart, .„,,., . ?"' ''' *1 facciate paffate . Ma Ve la fabi.ca farà di grlZZuìXtri^l^^^^^ vZ'r°fu°?à chel'ordine Dorico, il Ionico. & ,1 Coiinth. "e òcifc™^^ crefcein altezza circa la quinta rarte.ft queffè/come horf«l? i / ' ?"^"" "' M qua] parte per la diltantia grande viene a^a r del?aTez°a dt ^1 a7,r o h' ^°T"'M la d.moftratio„ d, queftec'olonne fia Correa rnondtno^^ lopraatuue le maniere dicolonneproporrionatameme. ^""'°"8'°'»™««° "nttnt) nam a L I B I{^0 Q^y ^ I{^T 0. 188 Manen' BetVOI{DI'KE COMTOSITO muem-io trattato di tant,,& diuerfì ornamenti dtpitttaii cela au:nic;,te,ch'io tutti Vi.comef, dMur. mettere in opera, & maffimamer.te hauendofi di coKpifnare pietre ri, Pietri ce tte;ieji.ai cofe roglion gran diligenxa.& arte : percioche le pietre ente fono ta e rf.a« fabrica,& le pietre viuefono te offa,che la [ritengono, le mal due cofe , s'elle non far. bm collegate ,„fieme,,„ proceffo di tempo mancheranno ; & però fatto il fondamento con debitimod:,che al filo fi ricercai b.fogna che l'au.duto architetto habbia fatto pnp»nre,m, tiorare tutte le pietre yme,& anco le cotte.con l'altra materia, per il bifogno delUfabricX COSI ad vnt,mpo venir murando, & collegando U pietre riue con le coite, nficme.L pieir Ztrf^Tf '"'/"" 'T'. "'JT""'" 1-'"""»'ì'"«on cifuffe calcina che letenel f'^^^.f'PolTafarpuiicw.chedafenianofaldenelmuronlchr facendo, Uopereandrai, LltT''T''"-'ri''"''''. ^•rj^'Prtde ,»i a canto neda figura ^d.HeftdimofirTc fiM'>nfar i poggioli fuor, delle fn^l^rcfen^a menda aUuna.facendof, il prmo ordine d'opi jfoTS/T'r °''T ^""''*'f'f»à,hotrà tener talmodo,p„r cbe'l primo muro fu dal Z/rF-' "^"J'f '' '"""" " ^"" foSi'"»!'- Et fé i bafamenti.o piciifìMi conkccLoe,. prafihaueranno daaredoueinteruenghin'p-.etre viue,&cotte,comed,fopra di(R. ftie 'ir, y,u, non faran ben Ugatc.& incapate con le cotte.comefi rede nellafigurafJatan.iJ. rAelZ":: "•"V'T' ^"' '' "'""'"/'•"=" "' P'àP'^V. "cni d-ef,,c'oU-n,Zrl d vn pe^^ofolo voglion effetper lo meno la ter^^a parte nel muro, mah bafe, & , capitelli (\ magg.cr pefo.che la lauorata,accioche da fé quefi, cofe poffin ftarein opera fenra altro /,!?? Ma/e per carefiia di pietre,o per la fanfpefa de'marmi. & d'altre pietre L^fi rorràrf: tene per tal bifogno,&cos, venir muraKdo,& collegandole pietre vaie con le cotte n^cr e '^"';:f'f.V[aràneceffarioch'entrmo,anto«elmuh,chefoLgbmog^^^^^^^^ Zini"" T"" ' ?!"/' «°''*'"''' '''■ <"\''""'^l'e per ìleun fl.o non^^u^M t> degli altr, : le qua, cofe bifogna venir ponendo m opera,mentre eh- fifa H murfZttrac. tcbenZfditTir^T'"^^^^ rinl'Tl ,' f ^•''•""'JT""»"'"'"' ritrattarla fatto ,lmuro,&fra le pietre /a pocaca Cina, & ben calcate Cvna fopra l'altra , & fopra il tutto quefie tal op -re non vo,linnnfm '"(<>'""'f^=P"<^hefeconprenc'^^ar,vorràfarc,pone„doLpefofopra,certaco?T^^^ tlamoimMmZll""^^^^^^^ pwwo,© majjimamcnte nelle facciate difuor,,cht a queflo modo non fi deurian far ver mio au l''P""''hi-l>'»Poch,cd,fici,,ch,furonfattidaguLichi,copert,L,a/J^^^^^^ fine ifiveggonhoggidì fenxalafcorxa^doueèrefiato folò UmafTa delle Ztrècottì 7 flocor,fum.tedagl.anni.MaqnelUedifiei,,ouelep,eLviuefTu^^^^^ fi veggonohogi,d. ancora in efferc : nondmcno fé pur tali opere fi vorran fZ qT/alió: la via pmficura: benché alcuni .Arehit.tti in J,u,,r. ,,..„u. l,' „./. . ,.."?r' ^"'"l ?" ? ' ifBiLd i^y '^ K"^ ó: l?S? kfT bea r A rETi ^- JZ i^ElVOKDl'^E CÒMTOSITO r)clJc porte di legno ouero di bronzo. ♦ wTu vTnamemi arannodimodo^thp au^ntn y^c ' 7 '^ ^ivn-^'yoaì legname quel della porta dee effer dMamJdcrZflltT^^^^ d, pietra farà piifodo, tanto a«ccr todipietrafaràdelJtoZl7uMoan^^^^^^^^ cantiche* X J B lLf> Q^V J Kf* <^' «9f. XX X Le te porttji honx't «o» f: fanno frmpre d'vn pcTixp, che a quelle di tal forte Un bifeini l \ Xname,neferro , «nvf'UnnomeicfmmenteicarémieWtfleflopexXo. quelle chefì fm„(,^ Ugn,me,&{onpo, coperte dihron'^o di commodagrolfe^^a.le^i.Ii.feeui faranno di L„otcÌ congiunte vna a canto l'altra.quantunquefcffero bene mcaSirate,& fortificate tnfieme -nona '''«S tempre lanaturadeynarn, è di calare, & di crefcerefccUi tempi fecJ^^oium^^ Se f, rorrd fare qnefia tal porta.che rada coperta.^ di bronzeo di altro metallo, la ria Zj curafidmoftra ?«, a canto nelle figure ^, & B. per ciò che) legnami non crefconomai p *• loro lunih'XV:ma fempre Hanno ne'loro termini : le quai opere ftpotran fare d!,^Ua7ro, f'%.V,&fott,g>,e:^:^a che alt ^rchUetto parrà fecondo il pefo che haraZTa portare lo sì ^''•'•r'PoJ'»n«or.empire de imdefmi legni: ma fempre LociatiP^^^^^^ none refchm p:àperrn verfo che per i'aUro. Et perche tutte le porte Lchf"&pubkhe ì P>l'''lonod,Jo,maquadrata,eccettochequelledellecittà,°liZch,Z!M^^^ rollate: nondmem a noflr. tempi , molti l! fanno roltate/orfe peLa^òr Trti^ra&an co perche a qualche propofilo deU;d,ficio tornano bene: ione ho roRSrealmTr lì'B Kó 5^^ ^. R ^'^» Wt XX 3 D^ t>ÉLVOKDlì^E COMPOSITO . Degli ornamenti della pittura, fuori, & dcnirodcgli edifici;. Gap. X I. / • \/ ■'' *^'^'-"^^^^^*^^^l^'<^*n€nte dee ùrender cura dp oli ntr*,^ ''•o>,<:h' pn montare la LlnVZdZ^"^^^^^^ hanno dihonciato ^t tanJ^H i J hauenio riguardo ad alcuna altra cof^, , rcl-ed.l!c.ofd-rnaforrnaLporeaJ"da&^^^ drone dell cpera,o ti pttfort fi vorranno compiacer deiL -p^olu ^^. a '' ^ ^ '::ìaZiz'iT:::i!dr^^^^^ iilfràlyZ ITIJTI^"' "° '>"r "■'?"'>" ^osì facendo, non romperà lord,nei& tonbonordi tutti ali ^ìf^i^J^ •/. ,, ^'^'^^"^W°*^ ^^^t*rino [no cctnpapno:t quali F (oUn,,nudich:arr&fcL^ZLt^ ^" '^ icntia,& co, mirabuàre'iT arch.tettute/o^enuu da fii^re fatte con <.rande intetli 4 *o«r«» con bHim mikto. mofrlTiu '^'P"/'^»^'^ <"«""»> '" V'ttura d, dmtrft colori: ft i auali ^ r^^»o;;f «P/ cofa traitarne,& per conto deU'opera di legnamey& per conto della pittura. Dico \ iTetTlf ^/^^^f^y^^^^-^/'^^^^;'^?^"^^^^ cligrande aUe^J^., ilf.o compartmcntl ' aeeeOerdr>prrafoda,&di forme fpatiofcy^d, gran fondo,& di bur^nrUteuo .accioihe per la r tua lOHtairaHTra.u venga a diminuire alqu tnto , & a e crrif ponderali' occhio da baffo , &ftmil^ ^»f^fn^yorraornard^pitturayillavu'lcfr^rd,coJefodeconformeatalgrandc7Zh^ , tanun^ i & qucfh pitturali d,He fxr più tofìo di chiaro &fcuro,che di più color,: parche lej i t>pere h.:nno maggior fcr7^a,& quello furano ccfìimat^ tutti igtudiciofi pittori che han fatte fi^ r' ^tl'^T f i"'t'^''" '^T"'-" Fiorc'^.^n Bologna,c!r m.ffimam^ct^ m qu>fla nobilifJìL l cittdyHdU quale fi cofluma piuoptredi legnami, che nel rimanente d'Italia :pmiche lamaz- - P<>rpJ*^'^^^^ lo ffi'tad^nobMf^nv fatti di chiaro &fcurOy& L: te.oftjinch' frirm?ft vc^jwnojegh mette vna rofa.oHtrovnabacmetta dorate: & fé per dar ' ptuvagh^XX^ alrcp r<,fegli voraci metter alcun colore Jarà tolerabile che le forme sfondate i juoi camp'ftan d. ;':^ino come cofa trufparentey&ehefi vegga l'aere: ma che le rofefiano ri* ante di j t^lch.- / oguamtyo groctefcheyacciò non paia chi le Hianofofpefe in aria» &femprc^ r cornei, & altre cole the rtcmgono i quadri, o altre forme, faranno ricche di oro, torneranno 5*"^'*''^?^W£»;f /Jaw/4<£crfc/prflprw colorenti rmanenU dtUypstci, ^afeperaccidenH alcuno» 'm parer più lontana , farà nccejjarìo di aiutar fi con Partt . Tacendo le forme più lontane dal '.entro di opera mediocre, & appropinquando ft al centro di 'opera più minutai& a quefìo modo 4 ccfa 5* allontanerà più dalla veduta noftra che fé le opere fuffero fode.Etfimilmente le pitture voglion efser conforme alle opere di legname,che doue far ano forme mediocre ftan fatte pittti-^ ull'e di mediocre grande:^7ia,& così approffimandoft più al centro fian diminuite ancor le pitture, d'inde fi faranno tali, che per tutte le vie ft potranno comprendere fen%a faticar troppo la v/- \ka,&ad vnafola occhiata fi comprenda tutta VoperaM ^ualfarà di fogliami diuerfì.di chioc' i't\:iole di più maniere, di variati groppamenti-, difigwette, di fogliami, vdi animali mefcolati énficme , &fopra il tutto in fai compartimenti vi vuole gran difcretione , & grangiudicio per 1». non collocare due fregi d^vna forte l'vno a lato l'altro. Maapprefso vn fogliame, è da metter^ k vna chiocctola^ouero vn groppamento,poi vnagrottefca.difìgMret& animali a canto ad vnfo'^ i.\lliamei& così venir variando le cofs per non confondere la vi^aSt quelle cofe ch'io dicQ,fen'. Mo fatte di chiaro, &fcuro ne'lor propri campi ben cmbreggiate,& illuminate, far anno piùlo-i li.' \iate da gli intendenti , che s'ellefofsero colorite ; percioche le cofe colorite fi ricercano ne'cieli :,{ voltati, & ornati di grottefche, come hahbiam detto . Et queffurdine tenni io nel Cielo della^^ mirande, & copie/a libraria nelpalaxx^ di quella inclita Città di Venetia , al tempo del Sere^ (, nilfimo Trencipe Mefser Andrea Critti, che queSìo Cielo per efser af sai più bafsodi qH.sUo,cbe ,|. ricercberia la larghe%;^a,& lunghtTX^ di quella f ala, feci io fare di operaafsai più minuta, che .. fel Cielo fufse Hato della fua debita alte'zp^a,perle ragioni fopradette :& fempre chei Cieh i, [faranno più baffiM opere fé gli ccnttengono più minuteXef empio di quefio fi vedrà nella feguen l \te carta oltra molte altre inuentioni,& diuerft compartimenti , & fregi v ar iati, & altre cofe^ mte la maggior parte dell' antichità, per arricchir d'inHcntjom^elli, che nefarannf) poum , II opera dilegnamcpcj^mamuK jdel Cielo della Libraria fopwidctu : 1 1 B lio ^v jt liT o: ?1 «''-'V'^^:J \'v :,-^" ti -^ I AL ;*Vj^|5r ^<^;^rfCi.!l^'^ 3::Ì J — S!r"— ' liii i ^'i'i.iO'i'^:!!«i^ DEtL'6l{Bl'i^£ COMPOSITO i rn Ko Q.^ «^ KT 0. IP5 pELVoi^Di'^e Cùwpoìiro l '"' % Veri ii ^~>~..H:V#^i^^3i -M^i L ^ -^5'^ i-^ 1 ^ 'A ' .ì:^ ^yu.- '^"^ tfe^~' \^ '>-r- ^Kfi •x, f',-^ l I É K 0 Q^V u KTo:* -'Y^'oi'R .ir^v.-;., t I ,;.. < /-/111 ,•[ 5EIÌ*ÒilZ>r?^B COMTOSlTf^ D£lVOKPIHS COMPOSITO. t»Ì^òttnj»ZK,c»c,r ì«fPfartedtir0rn2mtnlcdelUf^ric*,periìchtqHtQeqt4at,f,/liuu dtfeTtnùqu\ felt, f, '^22^,'l'!!',\"''^""'""'"'" '^'' ^" ''''' "^' f'^'^^'^rhuir^tlna U du, Ubruntt ^u\ du no. che a Jprcp'ci l attt IpTOpcft-o. I 0. iTÉKé ^^:^iiré: ^pn tr i i iB KO Q^p Zit^ ò: i99 atMÈklf^' i-^i^:-: ti- B \'< ^ 1 ^ ,vp2SSB3 m ■^m^^^^M:^ fa^^^ - -r 3^ '/y \yx Ka \l/k ^ >^^^.^^i^^>^^^^^^^^ g w^7.^)m^ ^^^^^^m. i '/, ^^^^^^?^:^.^k2.^^^S;ià ^/ II :^s:^^ss <•; ^ V^^^^^'^^^^ i ;'/; ^ i ^■j^, .. . I -j^.^^y.jt^^^^^j^jii^^^j;^»^ A,,. , ,.■'^^"2™ delle caratc nobili, & ignobili P,n yttt ll^fch tenore fi conuii ne ancora In L ^ ^"'•. ^^p. XIII. ^or,. a; architettore, cintici nti^mlZI^^i^lto^^^^^^^^ -^A i, v>rtiperUquaHr, dinotane U nobiltà diTZ cZ.r',^'T ' '^'J' ''""'"""'o <« pnJa «MUfichiamanafigtiuolodelUtertaXodiet//^^^^^ fifacenano le fiatne. Quesìo bello iniìituto dwTrTJ.J '^ V ^"""Phndmodo e,. r^f^'f'f»r'i'rag,one:manoncor,inmmTj^^^^^ é lecno p,gliarf, per [uà l'arma dlfnotZTX'r''' r"'f"""':p"che ad rn ludd.to, ^«■huomo ba[fo,& non noto ^-./^^^S^^^r^^tj/v'""; "^'i'-^ÓpL,nède. ■vn mercatante.o vn'artificc valer ft del (IZ\ li * V , ""*'''•"/< 'ome anco non potrebl «nefice cher,Me.Q.ena conc'Z«fifZeZ^^^^^^^ « '""catante. detto)nonpigl, qma delfuo Signore eLéZtJi^rP^^'"^' ""'''">"> .pi-r chcUomes con preiuduio d. quel tali.d, chMuZtJ'ffr" ""J^'^'Ì' I^"^ *<"""' con pr.nìlegio. balìa yfare arme,come[cndi, & alTfimfallTJ' "'f" ^ '/ ^'"'"'.&-le 'Uregen: latte armi nobili:^ in ogm atoJulllo7heZf 'f ,'"""'' '"""'f'^"'''^'»'''!" "'d^m *i'»>eroJegnoconnenieLlooZtbuT°^^^^^^ f'ftfur^»''rmanoua,nonUeon>portf^^^^^^^^ h,nonf,conuienen,etallofopran>Lllo,nictlorJr^^^^^^^ 0 argento fofra toro.o rogo /opra az"noZ't"/T. colore.comefarm l'oro [opra l'argenta taUo,& quello che a yà iLTd'TelTd, color T "r^'°''P ^"""' '^""V^'S"^ i, mL ll-'"''»-'l''erreflr,.cheyan„oneu!artdeuete^^^^^^^^^^ '''«''ÌHatUr.maoquanon/icor.meneZVnZZf'^^^^^^^ te ynaqu,lafopr7rn fij. qu2nonl!ir ^f'^'^"' ^f<"^ore,om ae,e. no» é lecito d, fai ^f^neUno 'nirnaltLsìrTnl)Zl'iÌTjl^^^^^^ If preda f. bene, onero con /W ';'''<''M»''»top,i paterno: gli hnZZit^JZT ^f ' '""'" ''"'"""> '""P" '«""'re il l-'-''h&.nquHUchemodnZZrL^^^^^ Uà. U V.nt.fic, .n ponufiZZTL;tni/rL7%Tr^'' '"'•""f^"'"' '' ^'^nc,f,,nmae., te al grado fuo; gU anmal, jf r,S w '^rf r '^'"7;" l"'"''"'"'^ P"* "«««'^"-f '^rno,dace,&Up,iiferoceLuJZeauZt^r' V^^^^^ Icun moto d, anmali, chefeo,prTZfjln ^''^''''''' '="'"'''<' f"'"""'». o correL,& m ciÀ '«'^"-'^^ andando pJoJc//,'^^^^^^^^^^ ■Per aare , luogh,,uo, Z, ZZlUatT'^^rT '" ^'"'"""''f'U'à l'arma falfa. ' quello che prnUe , Le Ì.rrcX".7„,rr tf f"''''' "«""""" '''*'■ "'''''•^ i>^ . eh, i yrrfo U ma» delira, & quatto dn^ "" l ''"^•""''r ^ P''' '"<> ^"f" 'l Celo, quello cht f'^^f'i^-i>M»^lledentrodel7'd%^Zr:''''''''f ' i' F^"' d.flra , che a no'.mirand» fa quella dd pad-on aetta caja yJhJZttT. "!, / '""" ''■'' '^"''C'pe dcue ponerfifo. che hanno ,/ /«„g„ j, \^ iJdflrn'Zì^' à,fupe„or„à;tc altre fono hoLale p,à ^'•i-'- f he prcuano quella pnrtd-e^l^^^^^^^^^ gettai cog..„one iAr.hJaiore ni aratkq'tptl ^ "^'"""'' ^ "" 'i"'^' Il mo S^y'^AK'i' ^• 200 IL FINE QVJNTO libro D'ARCHITETTVRA, DI SEBASTIAN SERLIO BOLOSGNESE, . Nel quale fi tratta di diuerfc forme di Tempi j facri, fecondo il co- ftumeChiiftiano,&aImodoantico. Jggiunieui U rnìfun cheferuono a iuiii licrdinl dt coponimeii, thi vi fieottgono , DI M. SEBsASTIjìN SEB^LlOl lOt Libro CJuinto dclli Tempi j di M. Sebaiìian Serlio l Enche molte & diuerfe forme di TcmpH antichi & moderni fi vsggliinQ in tutte le parti del Chriftiancfimo: nondimeno hauédo io pib awi Tono, promefTo di farne vn picciolo vo)uroc,per ascópàgnarc gli altri mici, trat- terò 6i dimoftrcronne in difcgnodi quante ma r.irrc fi pofifono fare, alme- no fin'al numero di dodici,tutti diucrfi Tvn dall'altro. Et perche la forma ^^ tonda è la più perfetta di tutte le ahre.io da quella com'.ncicrò . Ma con- ciofia chi a'nortri tcmpi,ò per la poca diuotionc,ò per l'auaritia de li huomini con fi comin eia più Chiefa che habbia del grande, né anche fi finifcono le già comi nciate,io di fporrò que I (il miei Tempij di quella piccolezza che farà pùfIibile,acciochecon minor fpefa A più bre i uità di tempo fi pofllno condurre al fine. Il diametro adunque di quefto qui a lato dimoftra j to in pianta,farà piedi Ix. & altrettanto la fua altezza nella parte interiore . La groflczza I del muro farà la quarta parte del diametro cioè piedi xv. acciochc commodamentc in cffa groflczza vi poffino capir le capelle , la larghezza delle quah farà piedi dodici fcnza li nic- chi dalli lati, & la lunghezza con tutto il nicchio gràdc,doue è 1' Altare,fi fari di piedi xvi. Ma per rifparmiar che'l muro non fia cofi materialc,vi fi faranno quei nicchi difcgnati nel- ula parte di fuori fra le capelle , la larghezza de i quali farà de piedi xv. Qutfio Tempio farà i Icuato da terra cinque gradi per lo mcno,nè fi farà errore Icuandolo affai piùrperch? ai tcra pò in tempo la terra fiinalza,comcveggiamoa noftriiépi nella maggior parte delle Chie- (e vecchie, non che antiche, perche vi fi difccnde, douc già fi faliua . Quanto alla pofitura del Tempio,li amichi metteuano l' Aitate al Se le L cuante^alla qual cofa noi Chrifiiani non riguardiamo : ma in qualunque luogo fi farà il Tempio, la fua faccia principale fi m-ttterà > vcrfo la piazza, cucramentc fu la fi rada più nobile. Quanto alli fondsmentijson fi può erra l re a farli grofiì & profondi:ma laminore groflczza faràquefta. Si prenderà la groflczza dd ! muro che va foprà terra , & quella pofia in vn cerchio ,llquale ancora farà poSo in vn qua- [ drato,& a gli angoli di cifo fia tirato vn'altro tcrfhio,poi fuori del cerchio maggiore fia fat to vn'altro quadrato, & il diametro di quello farà la groflczza del fondamcnto,chc cofi in- tend'io che voglia dire Vitruuiodcue parla de gli fondamenti. Quefta figura fi trouerà nel mio Quarto Libro, all'ordine Tofcano, nella baia Tofcana . Ma quanto alle materie , & a i luoghi folidi, ò paludofi , ouer aquatili , vedete che ne dice , Viuuttio nel Primo Libro , al quarto,& quinto capitoli. Ho dimofìrato qui adietro lapìanta delT empio tondo ih(na qHÌauantìfi vùdeU paiate difuo rii& ancora quella di der; tr., per e fer cofi rotto efprefament':. Lapartedi dentro è Corinihut m '> tutta i'altej^fìn dal pauìmento^infmo [otto alla volta , ^mandata da qualcb^uno cupola, & dA certi aliti catmoyfard ptedt ftfJanta.La parte me:^a di queft^altexTsf^rà per effa voltHf^ l'altra ditti fi m cinque pani & mf\ai& ynad^ effe farà per la cornice, fregio, & arcbitrauiL^ . Tot le quattro parti &m':7^ resìantijaranm) per l'alti j^q^a delle colonne , con Uffici capilelii & b^fe. La mifura del tutto fi troua nel detto quarto mio libro , all'ordine Corinthh . Li nicchi fra le colonne faranno m larghe'^a piedi quattro y & in al: c%x^ dieci .gli altri che fono all' cn» trar della porta, & anche alle tre capelle, far anno piedi fei,& me';^o larghi. & m altexr^a piedi XV. L'apertura per dar luce al Tempw,farà lafcttima parte del diametro di efso Tempio , & fi farà nella fommità della volta,fopra laquaie fia fatto vna lanterna muetriata , & quella luce binerà per il corpo del T:mpio,percioche le captile hanno la fua luce appartata , comeft vede nella pianta, & nel dritto, cofi di dentro come di fuori . La copertura di cfsoTempio fi farà di quella materia che tornerà p:Ì4 commoda nel pazfe,ma di piombo farà fempre migliore, facendo li gradi di quella pietra che nel luogo farà più m vfo . La cornice di fuori farà come quella di d€ntro,ma pinformofa di membri,aeciò più lungamente fi confcru: dalle acque , & dalli venti, l£.t Zt dnccra che In capeBa aU'inccntro della porta pojfi feruire per aitar magitofènièndmho potrà nel mex;) dt l Tempio Uuamc vn'altro , ilqmle fata veduto da tutti come fi vede nellx p:anta.l^p' f eh.- queSìo Tempio non ha campantlejacre/lia,t è ambe (ìarae per mintfìriJfi pt tra btne con buono accompagnammo fare vn campAmleJctto adquaUfarà lafacnfìia^& h torno (e h.^bitatiem de* Sacerdothqualtfaranne talmente propinqui al Tempto,cbe per vna vt ■coperta, vaaino dall vno aW altro . Della porta & altri ornamentiyfi troueranno fempre iefo\ me &Um,fiAre, Lemijure delle colonne e- di capitelli hanno dafarfi fecondo le mifure cbei noajjignan alle coìormepo^e nel principio del quarto mio libro. Terche effendo lacolcnna i>nrica,oIomca,o Cormthia,o Compofitafarà ntceffario risorrere al detto quarto libto,& CQf f^-^uarneUecmpofitionil'otdme delle dette mifur e, "' " ~ "^ *^f -2.0 VeìU p»[f4tà càrtA ho àimofirato vn Tempio tondo, affai copiofo di capille, ma qui dauami nt formerò vn'altro,pur ancora tondo ima con quattro capeìle fuori d*ej[fa rotondità,cicè ire ca '' teUey& l'entrata jua che fa il mede fimo effetto. Fra que!ìe quattro capelle vi fono quattro nic- ^icbi quali feruiranno per capelle chi vorràft che faranno fetttaltari.ll diametro di quefto Tem "^ tioè piedi xiviij.& altrettanto lafua altei:^a, Lagroffe':^a del muro farà la fettima parte del ^^^'diametro.La larghe^T^ delle capeUe,piedi xij, per ogni latOyOltraglinicchi,ne iqualifono li ,ò altra mxterìacome quìa lato fi dimolira. Setto il nsfameto della voltajarà la cornice formata a puìuoyccme è l'imp(fta de gli archi Ionici de. teatro ai MarceUo,laquak fi trouu nc> mio Quarto Db.a l'ordine lonìCQ.V altera di quefia cor nicefarà due piedi,& mexo,& g^rarà intorno al Tépio,ma douefaranogli pUafifi di baffo rus uOfftfarÀ rìfaltm dai gocciolatoio tn gm.&feruirà $ capitelH^ma il toeiiolatoiOi& U gola di . ' ,. iJSKO Q-firiTO betti TtUTÌT tuta roglmo correre f€«7i*,.falt(,,iHan,H„.,uc top,, imidHertenrVebMU f.,r. -t , - Cut tutti li membri, la largheira de' piialir,afatidi,l.^i^'Z^ Z /"" "f"'"" t*P»fettaJen:^al,n,cMdouet<,noiUahaTlT^^^] J ^.T/''^^ d'«eLpJed^mro,&inq^,UaZmriUaJr^^^^^^^ i>>^.&ÌHalttv:atie,Ù^iB.&„to^^^^^^ pillola lumaca praticata neUarrolTenaLlmuT^rlTl^f't'*^^ ''f-"l'!' dentro ie^quali faranno le capeUe, ; benché non mo Ito fpatiofe^maferHirauno affai per non effer ferrate. Vapertura delie due capei* ìe maggiori, piedi venti & me's^o, entro dellequali dalli fuoi lati, vanno due nicchitcbefaran lar l'ibi piedi quattro. Quefia apertura è dluifa da due colonne tonde,& due mt^efono dalie bande, Òa gfoffc^^ dellequali farà vn piede & me':i^o, lofpatio di meo^ofra le colonne fi farà di piedi ,j /ette,& me%p. Quei dalli latifian piedi quattro,& vn quarto . QueSie capelle haranno tre fi* \eHre per ctafcunatquelia di me:i^o farà larga fei piedi , quelle dalli lati piedi tre. la capella in V^f onte all' Mtare farà in larghcj^ piedi dieci t& entra nel muro piedi fei ^hauendo li nicchi ^ tome le maggiori, & vna fine!ìrafopra l*Mtare larga piedi fette, le quattro capelle fra quefle faranno di mexp cerchio, larghe piedi dieci,con li mede fimi nicchi,& vnafinefira fopra l'Mta^ re, larga piedi quattro, effendo quefle Capelle tutte illuminate dafe,quefi* luce potrebbe bafla» Ire a dar lume al Tempio: nondimeno acciò ch'eifiahen chiaro,fe li faranno dell'altre fine/ire fo» pra lecapeUe,& quefìo tempio farà rileuato da terra cinque gradi almeno ,& effendo piò ri' leuato, bara pia b'ilo afpetto. La larghe:^ della porta farà fei piedi,&farà ornata da quattr§ colonne piane, di opera Corinthia , & all'entrata di e[fa faranno due mcshi , come ntWaltre ca^ pellet & fecondo quel che fi vede nella pianta qui difotto . tf figHYi qui fottodimoSìrata rapprefenta la parte interiore del Tempio Quale Jg tìaniì d. \ quale èqui [otto. Vdte'j^a di que/io dal pauimento fin fattola volta fi fard di piedi xhi eh canto è lafua Urghexpia, & cofi dal pauimento allafommità della cornice farà piedi xxiii 'iQu i lif^rannod,u;funcinquepartivguali,&i,nadiefrefidardaUaccrniceJregio,&archu\L^^ poi le quattro recanti far anno per Valtcx^a delle colonne piane che dmidono le €apelle,Le pc tuolar mt/ure fi troueranno nel mio On^rto Libro all'ordine Cormthio , per effer Lno Tcf> pio tutto d opera Cormtim , Quanto alle capeUe maggiori l'apertura loro fard cefi diuifa . I fpatto di mcxp fra le colonne farà piedi fette^&mexp^quei daUiUtipiedi quattro.&ynquax \\ \tVf^y.f'ì' i'^'" V ''"^'^' ''^ ^'''^' ^ "^'"^'^^ ^' "^'i colonne faran per la mi tacche fa à m tutto piedi xx.& me^o. Et benché neUa pianta io nonhabbìa dimoZto que^ ì: altezza dell architraue fi farà d^vn piede, & qHcHofofierrà Vario , lafommnà ddqlalefar fnottolarchttrauechecingetntotnoiltempio.&dalfopradettoordineCorimhiofiprendi va la forma con le mifure ' ^ ^ di queHe colonne tonica, la porta i come ho detto difopraffard ornata di qua trn colonne piane , della medema forma & gran- d(X7i^ che fono quelle di detro, [opra le quali fimet terà la medema cornice. La forma della porta farà vn'arco fopra li due pilam flri piani a canto le colon- ne piane. Il cielo di quefio Tempio fi potrà ben orna- re come fi dimofìra f anco più riccamente, facendo le fine/Ire fopra le cornici nel modo dimoiivato , & con quelli ornamenti che di giudiciofo architettore^ parran conueneuoli , fo- prendo effo Tempio di piombo Jaqual copertura tornerà meglio che d'altra materia , per coprir bene le fintfirechtin detta co- pertura uengonoa finire. '; lafoffHA TeHtìj^ni,eioé di cinque latit è molto difficile a farne fofa eortifplndenTe'.percicm \ ^^efe in mo de' lati fi farà porta, all'incontro di quello vi fi trouerà vn'angolo,cefa che non è ^^portahxlt nella buona architettura.7{ondimeno peryolermiferuire di quella forma^ho tc^ '^{to che la parte difHorifia di cinque lati , & quella di dentro di dieci . Laqual cofa torna affai f^ne: perche nel lato chefcontra la porta viene vna delle capelle maggiori. Il diametro di que- %Temftofard piedi Ixit. la larghex^ delle capelle maggiori farà piedi xv. per ogni UtOjfeu-' ^ili tre nicchiala lafghe^X* de* quali farà piedi x.le capelle minori fi faranno deUamedefìma ^^ìfghe':^a, & entreranno nella groff^exx* ^^^ muro piedi iiii. di diritto > & oltfafifarà vn me- % cerchio» la larghe^rp^a del quale fi farà piedi vii. &mtX9. Fuori d'ejfa farà vn portico , I0 ^"U larghfT^fif^^rà piedi x. & in longhtT^a piedi xxiiii. Quefìo harà quattro pilaftritUgrof" %^ ance eiu.m di T' ^*T r TV "^'^ 7'*» V'^ '^'' ^* ^'"'' '^'^'*"'' ^ ^ ''^ '""'*'' '^' ''"'"^C" ''' ^«-'/?^ A ^ qu^no Z,/«^ l»f r* » ©• ^;A '* l»r>Hfn^r'!>ra tfio tant'alta quante e Utga fin' alle cianici. (^ /^praquelU taf», ccptrtura d' wex» l'a* '*'''/"'«"»^»;''A« ^Uafemmità ddlacorniet,fi farà piedi xxxi, chif^rà hmetà dll'altezU del Fem- '^'fl*cotmce,pernonhaHeraltr»eomp*gniad^ Tu 'l'aluz.yfifara dt fette pzrti, d'vna dellequAUfifuei» ,1 òaRonctùo eoi fuo auttdutto: du. p.rtifi d^r^nv reg'oMepet lovucudocon Itfue intaccature ,&duefi ^onFltmiranno per UgcccoLtotocon ìafu^ gola diritta. & iH6tlA ccrnt€ifarà l^vfficto d architrane, fre£Ìo>& cornice. La forma CU mijw.ftiifi troutranm ritU ordino lo. ZZ m^ LIBKO Qflliro D'Etti TEMVIl \ .mcoal quatte mìo hlre, fill'ivipofla di gli anhifeccndi del teatro di Manilio, & è fegnaU T. ^elta ctnlee fu L ttjidt dentro, cime d.fuo^i . Le colende dd pcrtuofcn quadre ; i'alttx.Mjuaf».rà piedi xiiij. con le bnfe & cLt i ia fH mczc, & Hfuo archiiraueper U metà della colonna-.fcpra delquAptkrk Parco roìi f'f'Mfràv^7^cor,t,ccco»U:^ud^^^^^^ hjìremjctu .y?4 h capndh uMe colonne ddpctruofr. ranno Dorici. & ccft le fue bafe. Sctra la cimice fi fari vri r,tema h.!au/h,o.,er verghe di fnro :Gp al piano d\ff. cornice fa^-vnteerr.lzo alquante pendente 0'L/fo2 te allap.n,e dtfuor,. Circa la p.rit d, dtntro, qutUa p.yic dette ì la croce, dirtota vna delle capelle maZori Pah. '-'àeuejuaU^P^edtxxv.&qt.tllafegn^^ xa. hpthftrt p,ant qu.h ditadcno le espelle, far.n treptedi pa Lrghez.za , l'altezza lorof^rà p.edi x,x. C- vi /5 ra'onacornuedeccrrcratn,ornodTernp;o&f^^^^^^^ ttlUoricOimtìv^nMd taqH^lchemtmbrodulU alni* • j i j ti M, SÉB^STT^T^ supino* 2<56 'i la forma e[fagohafàoè difei f accie, è affai perfttta:perche la metà del (no dinmetrOj è vm di effe 'kiiccie: & di qui è venuto che' Uompaffo in molti luoghi d' Italia ft addìtnanda fe^Oti quali hauend') 'mtto yn cerchio, fen:^a allargarle né fìringerle , vengono ad effere lafeSìa parted^effo cerchio . U lìmanta adunque delfeguente Tempioyfarà difei faccino lati,fe enfi li vogliamo dirt, & ilfuo dì-ame- >f ro per lo mtno pied: xx v. la grojJe^T^a del mure fta de piedi v. la larghiT^xa delle capelle fi farà de ^'^^'iedix. & entrerannonel muro piedi liii. la largbe^p^a de' nicchi fia de piedi due . La porta delTim- '^^ io farà largapiedi v. &fard ornatadi colonne dop(^àfar elettione di colonne CormthiejO Ioniche: oueramenttfiar nel Doricomettendorfot 0 effe colonn: li piedifialli , & farle più fattili. La rmfura del quale , & altrimembri ,fi trotterà nd m quarto libro allifuoi luoghi, & ordmuicue fonofcritte & difegnate dijfufamente tutte le mifu» tf. De campanili, facrefiie,& altri aUoggiamenti fi potrà fare come h& detto degli altri . ZZ 2 Jl^lU Kn .^ L.- V^^^ Q^y^KTO DEL LI TEMVU P*'*c/r,y;::delUp„ùdidenL,pJcchetuu^^^^^^ ^deUap.uedJ»criauocheddp,J.7n op^^^^^^^^^ ''Ir^fr^iO.&ufalunà.fcpr^llùlanntiam'v.lriTf. /.rà ,rnau di cohnne Lde,con UjTcnl^Jc2nTn fi ! f] ""f'^'f'"'^ ^«' ^'^'^''^ ^^Ks> U f^ue d.u. f^:"'/^r,P.d...o^^,^^^^^^^^ p»u ,om, dLfira il d,Jegnc, r>w7Ì^^^^^^^ -vnpudefcpr. del ^ual fi meueri L' .rco,crnLiopo r^a ,o^„.d. mlpu^f.: ^^^Ifl, CanZtpl^X^^^^^ '-^'^'^jPnr.dolopcid.p.crnbol U'.U,. L r'M''/epr.UpiUfirsccLuL iJJl^^^ ^ 't ì ì là la figuri ettagona è molto commodata agli edificit ma ftT) amente advn Tenipto,&perà la preferite pianta farà del Tempio ottagono,cofi di dentro come di fuori . Il diametro delquaU fi farà di piedi xliii.dico nella parte interiore , la larghe^p^adelle capellefard piedi dieci, on- de tre rifaranno voltate ad archi, entrando neUagrofsexX!* del muro piedi cinque» & quattro ne faranno di mtTO cerchio, ciafcuna d'efse hard due nicchi, che faranno larghi piedi quattro, , I Le tre voltate ad archi, haueranno le fintfire colonnate, & faran tanto larghe quanto le capel- '4 le Le quattro dimeno cerchio harannole fue fineSlre quadre , dipiedi quattro in larghe^j^a. M v'entrata della porta farà fimile aUa capella dell'incontro fuo » & la porta farà in largbe'^^A ^ piedi cinque, ornata di colonne piane,& co fi intorno al Tempio tanto di fuori come di dentro^ n vi f arati colonne piane. Ma per che in queno Tempio non vi è capella principale, io intendo di '" far vn' altare nelmexp, coperto da vna Tribuna (opra ottopilafiri , la larghe-z^ della quale I fi farà di piedi dodici. Et benché a queHo Tempio fi monti con tre gradi ,io lauderiaptrò, che M fenemontafftro pia: & se'l loco il compcrtaf}e,cauar fotto,per fami mede fimamente otto ora- i'"f torij,l'entratadeiqiialifuraacantodeUapota,douefDnoliniccbiy&cheneUagro[[ezX?^^^ ''^^ muro fi facejfero due lumache, lequaliancùra montarianofopra'i Tempio cefi difuori.comc^ anche per la groffe^X.^ del muro : ilquale andito bara diuerfe vfcitefpra effa cornice, douefa* rà difpatìo piedi due & me^S» ^t bifognandofare queflo Tempio maggior e Jt potrà proportio- nalmente accrefcere quanto fi vorrà,& ancora mantenere il muto di pia grofl€:^i^a,accioche le capelle venghmo maggiori. De campanile,facrefite , & altri loggiamenti , fi potrà fare come è 1 detto de gli altri, che di beUifoggetti & inuentioni non mancheranno negli altri miti Itbjh P«r- cioche ogni mediocre ingegno potrà fempre applicare vna cofa coni[altra. zz LIBRO (:iyi7{T0 DELH TEMTil ^msMiM iiil MU bl M. SEB^Stl^}^ $ÉÌ{Xl6ì ioS I>ella formi oiiagona qui adietro dimofirata in pianta Ja figura quìfotto rapprefenU il iirit io fin nella parte di fuori. & così dalpauimento allafommità delta cornice farà ptedixxi. &me q[p ; che viene adejfere la metà di tutta Caltexj^a di dentro . Valte'^t della cornicela piedi iue compertita come il capitello Doricotrifaltandofopra li pilaftri,eome dimeSìra la figura:^ tosi fi farà vna bafafemplice » alta tre quarti d'vn piede . La larghe:^ de i pila triangolari 'ara di tre piedi,& quelli di mexp due. la Urghe'^':^ della porta fi farà di piedi cinque, l'alte^X* lua piedi fet,& mei^o : percioche tale altf^i yiene al lineilo delle fintJire.V ornamento di qut' ^aportafttrourànelrmo Quarto libro^aU'ordine Ionico ; ma quel delle fineflre fi cempriTédé ifai bene. Quduto alla luce di que/ìo TempioM fineHre pottrebbon feruire:noni\';;fiCfiQ ^jy, y^^ 'à maggior luce potrà fare rn* apertura nella fommità della voitZyZvperta così piramidalm^te li retri acctoche le neui , & li ghiacci non viftriten^hi'»,^. Quejìo Tempio quanto farà più rile^ \$10 da terra^tanto farà meglio comz tu detto degli altri . 2Z 4 ^^ ">^-U, LIBRO QJ^lTi^rO DELLI TEMVJI \ ■ Ùf'artè interiore del Tempio ottagono è qui [otto dimoHrata . U cornice sJr h colonne pi^ \ ne fon cmc quelle difi4orì,& della medeftma aiterei, dalla cornice comincia la Tribunato v • ta che fi dica, & è di mt-x^ò cerchio, ccft il Tempio è di tanta alte^j^^a, quanto è il fuo diametrtì Le capcllrfono in larghe^iTia piedi dodici, & m altcì^a piedi diciatto, le capclU maggiori bay] no le finflre colonnate,& tonde. lagro/ff^^aLro Jarà tre quarti d'vn piede. ^ l'altez,:^api.l di fei,& ììte'^o. altrettante farà l'anhuraue:fopradelqHalefimciterài'arco,&diiemexec< ionne jaranno dalli lati, li fpatio di mc^^o fra le colonne farà piedi quattrOi&mexp. Quei dai lati faranno piedi dar, & vn quarto . Lt capello di mcz^o cerchio haranno la medeftm^Uezz^ & tutti li n.cchi faranno altipudt dieci. La Tribuna^laqual vd nel mt^o col fuo altare, è quìi ^^r;r^o dmofìratay& dal pauimento alla fommità della cornice.farà piedi dicwtto^tre piedi far eja cornice col fuo fregio, & architraue, il rimanente per li pilafirt : dentro de' quali fi far ann gli ar chi f opra li mt':^ pila fin, & fia tutta l'opera Dorica , come fi vede nel difegno,ilqual dime iirata parte di dentro,& anco quella di fuori : come meglio dinota la pianta. Sopra U comic Il metterà la cupola di me^o cerchio:& doue la fcrittura mancaffc di qualche mifura, sii pica ficco}} quat fono m e ff a pianta potr anno fupplir a bafian'^a. i y«' ■ ■> Il I» i.m I nm III ^AtÙÌ j)l Ai. SEBu4STljiì^ SEB^LIO* . aop Terchè mlU forma ettagona pafsata notivi è capella alcuna di honefii grìtndexx^ • P^' '.'tfsere quelle folamente neUa grofse^a del muto: ho voluto d^egnar qui vn'altra ferma, K ctta^OKa di dentrojwa di fuori quadrata, per trouar [patio di quattro gran capelle,aUa prò- % portione del Tempio:il diametro del quale farà piedi lxvJagrofsexX.^de*muritpiedixvt.l*aper f^ tura di tutte le capelU vguaUy cioè piedi dodici ciafcuna ; & haranno nella prima entrata tre ffif pi 'di, & mex? di muroM capelle de gli angoli faranno di quadrato perfetto , di piedi xvi. ba- H uendoagli angoli ifuoi pilajlfi perfoflenere la crociera, Ciafcuna capella barra tre nicchi con IM tre altarija larghe^K^ <^^ ' rAcchi farà piedi dodici. Le tre capelle minori faranno in larghe^X? «ii piedi vndiei, & tre piedi & mexp entreranno mi muro, la lunghei^a loro farà piedi xxij.fen^ k za gli nfc<:hi:lalargbc7ixa de' quali farà piedi ix. QueflecapeUebarannoyna fineHralargA^ m piedi fei,ma per le maggiori capelle ogni nicchio hard due fine fìre: eccetto lidue nicchi dalic^/ 8(5 lande , che haranno ma finefìra morta, la larghe^K,^ di effe farà piedi tre ^me'j^o, Vna delle «1 minori capelle feruirà per antiporto al Tempio^ cofa che torna molto bene . Lafaceia dauanti è n\ ornata di colonne piane : oltra che nella parte di me^o vi é m portico : la lunght'KX?' ^«^ ^«ttla pianta ifuì Abietto del Tempio ottagono, queSìa è la parte iifuori:T>al piano del porti- fo fin alla fommità dilla cornice,farà piedi xxxu. &me7^o,poifarÀ diuifainfeiparti,Vtta delle" jualifard per la cornice,fregiOy& archttraue.le altre cinque per l*alte:^a delle colonne piane, :he faran grofse piedi due,e fi troueranno nelTordine Ionico,al quarto mio libro . Sopra la cor- ticc ftmetterà la Tribuna , oueramente cupola /opra laqualefarà ma lanterna per dar luce al \orpo del Tempio. La mifura fuafìtrouerà con li piedi piccoli nella pianta fegnati . Valtc^^ kilt colonne tonde del portico/i fard di piedi xiii.fopra lequali farà l'architraue d'vn piede, opta dtlqnale puf era l' ar co, &fppra quello farà vna cornice di tanta altera quanto ègrofsa a colonna partita,come il capitello Dorico: ma le colonne faranno DorichcLa figura qui folto rgnata ^, rapprefenta rnok di quelle capelle che efcono fuori del muro tre piedi,& quella rap >refentalapart€difuori,laquale yà coperta di mcT^o tondo come fi vede. ^ , ^, t-tÈKO ^yi^tlTÒ DtlLl T-EMT11 JÌ«i » tanto ho dimofirato la pane ii fuori del Tempio d'otto faccie , bòri ini fotti, » co- prende la parte d, dentro , laquilemat^ietla amor» come alti quattro angoli del TemtU pr» la corniceyvi e yno [patio, alqual ftpotrà falireper ledue lumache che fi vemm nei piantai altexx^ d, quello Tempio è quanto Hfuo d.ametro. la copertura adunque ne prend la metà, & daU altra fé ne farà parufei.^na deUcqual, farà perla cornice , fregio, & „ * traue,& Ur.manente per bpilaSiri piani, la larghe^X" de'qualifarà due piedi & mf r».0^^^, ffil^» u 7 1 '""':;''; "^"^ ''"'^'^' '"'"'' '"'"■• '"'"'X.V à> 'Otti li nicchi n fai t! ri ^^^^'''J^r^^l^'^'^f'^"'"'' "''''' f'""'"- ^''f "tura della lanterna fari pl/Z •»^'''P''Ìixjii.& fé altre m,furcaccaderann,,li piedi piccoUfuptlirannoi,t4U^^^^ .ii«Y»-ti ì ^Tl DI M. SUn^STl^X SEB^LIO. Quinto alliTempij d*rn corpo fole , io ne ho trattato di ciurme maniere mi è venuto nellA^ a mente. Mora commcierò a trattare &ditnonrare de queli di ptà membri, & con tutte le parti 'a che ai vn Tempio Chnjttano fi conuune. Trimieramente lafeguente pianta farà à'vno,ilquale Ìg può dire in croce. La parte principale di mf^^o è piedi xlviii-laquale ha quattro nicchi di x. Il piedi in largh(%X'^>&ha quattro antiporti iella medefima iarghe's^a , che in longhe%^a[on9 piedi XV, & pajljano a quattro Tempietti: ilfuo diametro è piedi xxxvi. & hanno ìiij, nicchi corir !' due gran finefire. Quefiifei mtmbrt poffono feruire d'^ltart per effere la fua larghcxx^ piedi n -Vii QueHoT empio ha tre porte ^ma quei cinque membri tondi dibhonohauir le [uè cupole con M le lanterne difcpra. Quella di me^ofard per diametro piedi x.& le altre quattro in fmile pie 1 iiyiiiZaquadraturadellapcLrtedtfuortfaràpitdixcviii.AUi quattro angoliLequattro forme I quadrate feruiranno per campanilhtl fuo diametro è piedi xviu & queftì per non efjtre impedii i ti da (cale, potran feruire per loggiamentt de Sacerdoti, &aciajcuno fuolo le lumache a canto ieffi vi metteranno capo. Le quattro forme tonde iauanU ad effi campanili , potran feruire per facreftie , & altri luoghi nel btfogno del Tempio . La porta principale farà in larghe':^:^a piedi \yù alla quale ft monterà ix. gradi : & tutto queflo edificio alquanto fi potrà cauare difot$o,sì ' raperbfanità degli habitanti.&perchefemprenelliangolififannodiuerfe cole pQcoho farà bene riquadrare tutto Cedi^cto con vn muricÌM$lo deWalteo^ de i gradi ; mettendo ancora nefle. uiranno per cmtterìo,^ U altri a«f p/««»»"ri/ y^n^H *jy*. • 5.-.*»..^^;^*. ,.«^..«,«..»^j, ^^«p Ho Tempio hauerà tutte le commoditÀ,cbe fi ricercano . M«/e vi fard poi terreno daUa parte di dtntroyfe ne potran f Afe claujiri, giardini , & habimtioni ancora , [econdo la neceffita degli kabitanti. JkiU ttètb QJIVjrO t>Èlll TFMTlt ._. ^ Belld pianta del Tempio qui idietrodimolirataiquefla.€rnafaccia,cicèlapartedaKantiihetjchè\ • l però tutte le quattro fi pocria.iij ornar cefi. l'alif^X^ del primo oriine fin dal piano de gradi infino al M lafommità della cornice farà piedi 5 8. de'quai fifuràfei parti rguali , onde i'vna d'ejfc f:iyà per ìtt^ cornicetfrcgw,& archarAueiqutjia cinge rà tutto l'edificio. Da quifta prima cornice fin alt*altrafam rà piedi xiU'Zi'^quesio perche la detta cornice reggerà la cupùla,& laltuella dU^^fi runa alle quat tra lanterne:. jD» qae/ia altcT^Xf^ fi faranno cinque purti,VitadcUequali farà per coYniceifregio,& ar> cbitrauc.l' ordine ter%pfarà vnafafcìa a liuello della fommtià della cupola.ValtfXX^ ^^^l^ lanterna farà pi^.di A'VJ./cws^a la cupoletta , JL liuello di quefìa cornice fi fnà il quaiioordine de' campani li'. & a fi quefla cornice farà la quinta parte deU'ulte^^a della lantcrna:fac(ndD poi efja ecrnice con le colonne d^opeta Connthia . Da queSìa cornice in giù,gli ordini de* cartipanili hanno ybidiro alle al ti%xedt'membii delTenipiOf onde potrà parer aqualc^yna che qu^Ui ordmtncn feguitino la fua di minutione .fieramente IO confeffo che gli è il verOttna è difcordia concordante, La parte dunque fu» periore del campanile quale non è obligata a liuello alcuno ^harà d*altc%7ji quanto cgroffo il campA^ nH'i facendo cinque partid'€ffay& vnafarà per le cormcifit rimanente per le colonne. Circa l'ordì» »if ionico, fpra le cornici li btlauWt&fopra quei le cupaUjì faranno , Della pùrtayfincfiref & al* t! i crnamenthfi può comprendere l'ordine fuo, & ricorrere al mio Quarto libro. DI M. SEB^STIjìU SÈliLtOÌ lU tapiYte interiore delTempio tjuì auanti dimojìrato è qui fottojctquule rapprcfentala par- *e di me'^^o: & acciochc quella fìa iummofaiè fiato neceffario che la cornice di fuori fiapiu alta ^he quella di dentro^ per prender i lumi qua fi a piombO) che da noi fi dice, a tromba . Dal pani' mento aUafommità della cornicCi yì faranno piedi xUiii. & la cornice (per non vi effere colonr, ne) fi potrà dire b^ftarda. ValteT^afitafarà piedi due , & meT^o : ma vi fard dato pocofporto > pernon rubareJaqHaUfifarà di wec^^o cerchio.Et quefìa cornice fia diuifa come il capitello Do^ Yic3:percheferiiirà d'architraue con fregio j& harà poco aggetto . Valte%^ di tutti li nicchi f^.rà piedi XV. fopra liquali regnerà vnafafctatlaquale ricingerà tutte le parti, cofi delle capel^ Uycomedel Tempio di me'j^ì [opra laqualfafciafirileuaranle cupole delle quattro capelleton de, che faranno di miz^o cerchio & ancora fopra di effe capellefarà vn piano,n£lquakfifarà vn lafiricato nel terraT^o pendente alquantOiCon li fuoi parapetti intorno, Et qiiefti luoghi faran- no di gran contento olii habitanti, fé queflo Tempio farà in luogo ripofio . Qjtejìo edificio farà fortiffimo,percioche tutte le parti di fuori fono fpallcì&contraforti alle parti di dentrojleqitali (inopia rileuate. Effendo quell'edificio cafi vnitOyle acque ancora vi fi prenderanno fen^a diffi- eoltàfpur che fopra tutto li terra-^fiano ben commejì, ben cimentati , & pendenti . Ma nel tempo delle neui,& de'ghiacci non ri finn lafciatele neui di fopra,perchs molto penetrano,& nuocerlo afs^i a gli edifica. 11ÌJ(0 ^t'I'KTO 3EL11 TEMVIl Zafeguentì pianta rapprefenta veramente rn Tempio in eroce:onde primhrìmìtlt} pìrUri ftto della prima entrata.Uq^talefHppUrà per tutte, ejfendo dt vna ifie/fa forma , & mifura . U ifirghexx<^ft4afarà piedi xxx. & in lunghe:^^,^^ xxxrif, ^{el mei^o dalli lati faran due niccbi,i$^ Urghei^:^i de'tfuali fi farà di piedi x, dentro di efft faranno altari. Fra li nicchi & gli angoli uen^ fa la parte interiore, fi faranno due porte, & cofifra li nicchìi& angoli di fuori faranno ancona due fìnefire.7{ella parte dauanti i edificherà la portarla cuilarihe^p^afifarà di piedi vtif. Ver foia parte dimeno quefia entrata fi nfiringeràf avendo ynpilaHro nell'angolo di piedi iiij, ma l'altro lato farà piedi yij.douefarà yn nicchio largo piedi iiij. onde le quattro entrate faran- no allt angoli fuot li detti pilanri,che poi congiunti infieme fanno ynpilafiro di buonagroffer K.^*&foprad'efjifimetteràlaTribuna,Lagroffexx»àeimurifaràpiediy.Etacciochelipil\ laftnfiano pia ficuri, & forti afofienere la cupola, ne* quattro angoli fi faranno iiij. capeUe di yitf.facctettl diametro delle quali farà piedi xviij.li fuomicchi & fineHre con l* entrata Jaran^ %oftediy.dilarghexx»' la groffe7^:^a dei muri piedi iiij.& dentro lipila^ri faranno le luma- tbt per faine ad alto. Quefìo Tempio htrà tre porte, &aU'incontro dellaporta principale fi fa tà l'aitar maggiore. La porta prmcipalefarà ornata di colonne piane,^ nonfolamente quella, ma tutti li angoli faranno yeflut di colonne piane,le cui larghe^X^ f stanno piedi tre. Nella par» te dauanti alla difìra,& finiHra della porta,faranno due nicchuallaqual porta fi fdirà y.gra di, & ancor più fecondo il luogo. Et bmibe qui non babbia dimoflrato campanile, fi potrà nondi menofopra le due capette angolari farne di commodi,& lefacreflie da baf}o,poifopra effe i log %tamenti per mmifiri del Tempio . ancora fotto terra (Iettando l'edificio m alto) fi farla dì molte comm0dità, mquefit luoghi tanto da aito quanto f otto terrayle quattro lumache feruiria no.Etper emtartcbe tanti angoli non ftan* ricettacolo d'immonditie:fipotrà(come ho detto de %U altri) fare dertmriciuolt alt altexxde' gradare per quefto l'edificio perderàlafua forma, ^ n%i tal ter/eno fard rtilg, & commodo,cmt de gif altri s'è detto. ■,-^' { U Df hi. SU^sASfìoiU SEl^LlO'i l Ili Là purie di fuori del Tempttf quadrato,^ in croceyquì [otto ft dime/lira, la larghe^^a dtUtu* icciata dauanli è piedi xlij. L'altezza dalli gradi in fino allafommità della cornice è piedi tren* Ji. Quefia cornice con il Juojregio , &architraueifai»à cinque piedi , il rimanente fi darà aU i( alteT^ delle colonne che faranno Ioniche } cerne appare nel difegno . Verdine fecondo farà ledi ventidue, & partendolo in parti fei^ vnafi darà all'architrauey fregio, & cornice : le al" re parti faranno per le colonne Corinthie,& queSli due ordini cingeranno l*edificio intornot Ù* foueranfi le fue particolar mifure nel mio quarto libro,aUifuoi ordini. Lafommità del tetto fa- ì pied. dieci (doue però non fian gran venti J ma come in queSìa Francia,vorrebbe effere piì^ iramidale . Sopra l'efìremità del frontifpicio regnerà vna cornice , l'altc^rp^a dellaquale farà iedif &fopra ejfa pojerà la cupola, hauendo nella cima la fua lanterna , l'altex^ dellaqualt Àirà piedi dieci fenxa la cupoletta. La parte piccola qui a lato defìro dinota la copertura, & è mH'gwtfW C. la parte a lato fiaterò fegnata I, rapfrefenta vna delle captile angolari à*ottofac^ i,:je. Le mifure pia particolari fi trouerannoconlipiedi piccoli, i quali fono nelmexp della pian àa, L'ornamertto delle porte fi trouerd neWordine Ionico , al quarto mio libro* 4. '^Aé LIBKO Qj^inrO DELII TEMTll •B 40 m DI M. SEB^STI^fl SÉI^LIO. 2t4 m Quì dauantidimonrato la parte di fuori del Tempio quadrato m croce :hora qui otto /i .nde la parte di dentrccome ieglifuffe fegato per meT^o . Trma adunque parlando detta farta mediana (opra laauale va la cupola^ larghi'KX^ daU'vn pilafiro ali altro e piedi xxx. dal pa^ 7mento aUafommità della cormce^altrettanto. L'alte^^a detta cornice,fregio,& architraue è tiedi cinauelfopra laquale fi voltano li quattro archi , cr quefìa ricmgerà per tutto l edificio. Mi utrcheauena Tribuna non può riceuere lume fé non di [opra li tetti datti lati , e necefjario (opragli archi girare vnafafcia, &fcpra effa al^arfi piedi xv. & lì fatevna cornice alta piedi due Iure di pocofporto per non impedire la cupola yla quale fi dee voltar fopra effa.&daUa cor^ lice atta fafcia che ho detto^prendere otto lumiycomefivede nel difegno.che quel darà lume af- Uilmaàme con la lanterna, Valtc^^X.^ di queflaTribuna fin [otto la volta,fara piedi Ixxvt^, U Jrte dou'è l'altare fopra ilqualejìà quel gran quadro^dmota la banda ali incontro della porta. L'è la piazza dell'aitar maggiore Jopra dilqualefarà m'occhio che darà gratiluce: diquefìt ve ne faranno quattro. I fianchi dette quattro parti ft veggono e/pre^en^a eh io gtidefcriua^ letcioche con li piedipiccolifnrcueranno tutte le mifure . Et benché ogni iato dmoflri hauerc l quattro fincnre,pHr non ve n'èpià che due, ma l'altre fon cofi finte per fol accompagnamento. JIAA ì J>* D* qui iniictyc ho trattato di varieform^ Hi Tr«. ^;: ^ j , n prugni U„an.crc de gì,, „t,cly,TjfiZ^^^^^^ faranno otto,d„e pan, ancora «7r/ll»„!,, '^' f»"» f",,„ri d.ll, lati, eh ■,ut,o. Diremo Ir.^JZill.t^tZT^^^^^ 'f'faccièm.gl.o f, p,Jfi m,[u,'are Tr,hunar,mLranalZlep,MrfdTJau^^^^^^^ 'PPreffoUallrU,:ed:M,p^ei^^^^^ 'fiol, dìnuefle velica botte vuT.lllT ,,,''' *!"'"''"' ^' ^ '''«"'".et ali, quattri del d,r.tti de- .JdclrLp,o7aranZ If/ro S;'!?/,// . '""''"! 'f''^ ^'/^ f^or, medefimo me-r. cerchio,& l, fi Lei,, del TvLZ f ''Ì "''"''?«'''' hara due captile , del nel capo del r.n-.p^o fa^Tr^acrc LrJ l'T/Z"""'' *" f "' """ ''"""fi"' '" ?"«'•'• «<« 'luale^ràl'MtLan.ÒrTnTZ^'^^^^ yi [''ranno d,cfacreÌfed7otto7acZt^^^^^^ tre portela prLcipal farà TÌu^^ TmIu, L'^, 1' 'j'^/""» ''/' ^""^"^ '"^ C">(sìperfcrte7X^,com.perorname,':\nf V""' •'"''• '■'"• P'^d, Ó.Dall, latidiqucflafac rare le fune delle cLpane.&ZcorttTarM^^^^^^ i'ametro.dal q.ale fi'pctrln ti- m fcrmU irad,Jttau'^M::ìleZJ^^^u^^^^^^^ '"''""' • -^ V-l*^ rmfiof,!a- DI M, snnJtsTT^n stKlJO. "f delle prime cornutfarà pU óxMaqHalefifar.nfet partuma Pf '/*7^'^7«'*JJ:'«'^'f ''' « &il rmanentefJà per le colonneptane, U fronte dellequ^t h.rà ptedt y&ar. iopc^ ra Dorica. ValtexX» della gran porta farà picdt 24. & b'-Hna ornarla come fi rede , cofiU di r e OHtlUfifarà la quarta parte minor della primay&fia partita come ti capitelo Dorico, acciuchì Ciano variati alcuni membri dal gocciolatoio in giù. Dalla cornice all'angolo fHperio- re del frUmao farà piedi 1 $ & queQofarà il colmo del Tempio . Ma quantunqut Utapo- il ùaia elTerfopra qutfia faccia dauanti, ella è nondimino nel mcxp del Tempio, ma quejio tap^ trefental'altekxa^^^^^^ "^^^'^ P''^' '"''"'»''• Sopra la prima cornice Tlluarà rn ba^mento alto piedi yfopra delqualeftfarà Cordine fecondo de' campanili . / 4/- tiZX qui TfZcTy'foncìe- Tempi, ricch.Ipmamentefatt.Mnche modem., h quaU b fono tutte opere Doriche ,lequali al quarto mio li-^ >ro nell'ordine Dorico fi troueranno. La parte douefono li pilaUrelli del fecondo ordine , viene id efere fui diritto della facciata, come dinota ilprofilo delportico congiunto con la parte m* eriore . La larghezx<^ de* pila(ìrelli farà due piedi, t'altexp^a della loro cornice altrettanto , & lauerà li membri che fi veggono alCmpoHa de gli archi Ionici nel teatro di Marcello^al quat- ■0 mio libro. Et perche fopra Vvltima cornice^ cominciare la copertura , vi farà piedi tre dt •patio jipotran far e lì parapetti a balaufìifopra e ffacornice.tanto per ornamento.quanto per ommodnà. aUiquali luoghi fi monterà per le lumache chemontanoal terrax^o^ La copertura, Vi quedo Tempio Cacciò non vifia legname) fi farà fopra la volta , o di embrici , o di piombo : na qui nella ¥r ansia fan bbe molto bella di arduofa,cicè in lamine fottili d'vna pietra a^urri- m. Jl quefìo Tempio fi monterà noue gradi, &fi potrà cauarfotto , Hora qwmfarà il fine del ibro de' Tempii Sacri, acciò ch'io poffafeguitare gli altri due libri, l'vno di tutte le babitatio- n l'altro di molti accidenti che foprauengono fpeffe volte a gli architettori. Dipoi ancora (fé ■i bontà di Dio mi prefìerà vita & famtà mfieme ) metterò in luce molti y&dmerfì edifici] gta ìrevaraninformagrandei&nefaròpartecipitutticolorocbsécofetalifid^ ZlBIiO V. DBLll TEMTIi ti fti. JlJiiijr;:^!^ JERriO; IL PINE. I ì^ ^m m IL SES L I B R D I S E £ A S 1 SERLIO BOLO Nel quale fi defcriuono, emettono indjfegno cinquanta porte j CIO Ticnta di opera Rufticamift fi ordini, e Venti di opera caia , Icquali poflbno fcrùirc molli generi di edificij . ^^ in Vicenzi,Pcr Giacomo de Francefchi. I m> ^W W-' i < v.-^ f, SEBASTIANO SERUO A I LETTORI. Ifcreti/Timi Lettori ^ la cagione perche io fia flato cosi liccn^ tiofo in molte cofejhora ve la dirò. Dico che conofcendo,chc la maggior parte de gli huomini appetifcono il più delle vol- te cofe niioue3& maflimamentechevenefonoalcunijchein ogni picciola operetta^che facciano fare, gli vorrebbonoluo- ohi affai per porui lettere, armi , imprefe, & cofe fìmili : altre hiftoriette di mezo rilieuo, ò di bailo : alcuna fiata vna tetta - - . . antica, o vn ritratto moderno, & altre cofe fìmili . Per talca- eione fono io trafcorfo in cotai licentic, rompendo fpefle fiate vn'Architraue, il FrC ciò, & ancora parte delia Cornice: feruendomiperòdell'auttoritàdj alcuncanu-. chitd Romane. Tal volta ho rotto vn Fi ontifpicio per collocarui vna riquadratura, o vna arme. Ho fafciate di molte coionne.pilaftrate, & fupercilij rompendo alcuna volta de eli Fregi, & de Triglifi, & de' foglia mi . Le quai tutte cofe leuate via , & a ooiunte delle Cornici, doue fon rotte , & finite quelle colonne che fono Ji^perfet- te'' te opere rimaranno intere, & nella fua prima forma . Et perche quanto al delcri- uere le mifure io fon flato molto breue : il diligente Architetto le trouera tutte mi- nutamente,facendo così, s'imma ginerà di quanti piedi hauerd da efier larga la poN ta,facendo di vno di quei piedi parti dodicii che larannoonae, &divna oncia iar- ne fei parti detti minuti , dipoi comincerà a mifurare vna colonna , laquale trouara ( eflempio gratia ) vn piede, & fette oncie , & tre minuti , & mezo : & la pilaflrata farà per la metà di efia colonna,& così la colonna farà otto groflezze m altezza, & farà diminuita la fefta parte nella fommità.Con qucfìa regola trouera tuttele mifu jea parte a parte. Et volédo poi ridurre l'opera in forma grande,lara del piede gm- fio tante oncie, & d'vna oncia tanti minuti.. Et cesi hauendo il compaflo picciolo perlopera picciola, & ilccn^paf.o giardepcrla grarde, tiaff onera la ccfa piccro- la in forma grande che non fallirà punto .Mao voi Architettori fondati fopra li- dottrina di Vitiuuio ( Inquale fommamemc io lodo , & dalla quale io non intendo allontanarmi molto) habbiatcmi per ikufato di tanti ornamenn , di tante riquadra ture,di tanti cartocci, volute Oc di tanti fupeiflui,^ hai bia te riguardo alpaele^do- ueiofono/upplendovoidcueiohaum mancato i& fiate fani . DESCR ITTION DELLE TRENTA PORTE RVSTICHE naU^Jerrar. T,on Hippoluo d. Esìe: LLlec d, o- pera Tofcm.rvefttu dt rufluc , /. colo»„ÌdelL r,ude dendouln,.f.ra d.J.f , fecondo . jrl^fZ- trmw: maepre ejfe colarne wcafate „eì muro, ^ . '^»co cinte dalle fafcte runiche e^ ,-.,, ir j r fgr'^nfefo, elle fi faranno di noue MJeaU^^/^; ^ ^V hafuagro!feez.^afimmagmr^, rvnpìl S mzo V r] Z t' "^'• ^-^fi^^-noferUrnetutlUcolonJj^lfZ^^ L'apertura della porta « Urche:^^^ cZ^f P''d,ftallo fari pudi tre . ^^ràpiedifedà^Jltti:^^^^^^^^ parte . L'^rchitrai^e fari per la metideiul J''"".'^"''""^'' l* ì'^^^ta *re.IconijddlUrcofaiannotalLtecoZn7^^^^^^ *'P*rtepi;*larPodezlialtriS,s^ntn.l7.r j ,^ "^^^^ dinLmailla'fafet^^^^^^ ,-■=1 A'nrr-^-iS -'Wi^-^SF ^^■■-yA^ — .-, — J^I'llMlflEIiSlMiM ^ . ì fr'> fu i lit 0- uà t m0 ili f ff'p tiUtk» it. Z-K Ru/fi fi di II tate ; U hrghtx." x." ti ti U^ Ha -fipitdifti (^ mete im tnaginttti, L'ìthtxztLj ta fhn fark piedi indici ^4 fronte di tna teltnna faràunpig. de. la pila. '<*f?Tatarr,t. ^c piedi, fr^ ii dui colan- »* vi e ijff *" • t'«lttx^ \f>dtlp,tiii fiallo t piedi \* dtiie Có- ^enneè piedi KP, ne pereto fon» vitioft, per tjfer» di l'affo, &ap. frifio l'vnx alteiUtn. lo atchitTAHe , ilfttgig, cf* /« cornice fa fa la quia- §fi parte dtl la colonna . ia Uuatio di fnt\efaràta ttiltacol fi9 itfpicio, qua te è larga U pettadafu» UrgheXXeLj tcn U cclcH' s^iUiìquan te eontitn» le pilajìratt fE j^'tujtTHim ^™'™***— ****** *******1r^^^^TTnnfrYtY ^U ""flll'llill 0ftra Tefco. fUnn» f^i ditti Sf'Jf*^ tjtinidui.' %j»:tkteoi* U dtfctiut ^itmuienel Ttmpi» ten- do nell'epe. fMTeftann. iMfuagrof- ftXXM /*'* di tot piede, fifmex.0 Er farSneidet WÙ fteeri del tnMC . Tr» Vttné , $1 Valtr» fa età le fp'if'o di taeÌ<*t'f- hnn». L*mI teXf^diun pifdilinl' ìof*fà tre~> pieditet due terlf.La vi- tella deUM pena /""« piedi fette > (J» vn qu»9 te : l'altel^ X0fH»f»fà piedi quat' tardici , d»» tre quaiu VAnhitr*' ue,fregio,Ó^ eerniee,f»' rata quarta f arte dell'ai texxa dtlLm tflenn». tt fatte de Imt te dieci par. littrefaran per t Archi' rraue : ^uat trefilafcit. ranne per il \,ie&,U*ifr.ndarar^r,eallacornice.l>alq»adrettcdieffaecrrrueftnan.fcrnrr.ìiàdd aJlieemiaantieha per mettervi gran ^.urnrc di lettere, Ltchtncn U vorrà *- Uu^. e r;mayra l rp^ra.me^ a. Jiiilii 'TTTTnnTnTi' il ^^r^rr Milllil^lliilMiMMii^ liillllill II ^^ tfftntè poltrì tunm *''ptrC0prie tio.TtHtfel "^tltufcino f'iliftttùpw *»« hiXx». fi: ti a chi f«ttè *0frtf§ »»w. t$e»tì ««' M di i* corniti del f**ntifpicig^ *V*»U vi fu fonopofiiftf f'tftfiin di P'*tli4wadti i*tghexxiLa delU Pittai Pitdioito:^ * ''"/«{{> f^**pi(dittt V'C** di xe. "'* (•lonnn 9 tnop,i>dy, et melo ^ ^ - *<*d'vna (clenna farà piede vaoó* tnt^o.l'ulttz, ^a della colo na farà pie- di dodici Ó* mex.0 . lal- tex.x.n del pie dilìaUo farà piedi tre , Ó* vn quinto, le piUflrute faranno per meza oolort' na. l'Arcki- trane, il Vrer già , & If-J Cornice /i- fannp per U quarta paru della colori' na , Ma an- «(Tiifci, qui lettoteMfat « Urn^o delle colonne idue menfolinì • la fronte de' qu ili farà per mex.^ colonna & la loro alfexzifarà trequarti di effn colonna ; ©. Gli } pté9 r«» fof» il foltr variar in tanti tfnu di guelff ed» ftJtqkalihX «0 »* f$ pO' thijftmi ut' tnmi y chcj qu ardo fi ha rà fatte av- fi» finsflra, a vna ftjtafo fra ijia lti_j fua cernie» fura, liljte tifpteio , dt- fitto, a tfftidf vo:^ vi far^ da vatiiiTtj *ltfsm«nti , Xti«,€ktmi fen datp a fa tt ei*>qnanta fitte t tutu ^tfftrtHit.df dtHirft l'v. 9ta dall' liTA, 99nf(irof$C9 » I» li sfar e a tutti : furi andrò faetti" dcquofito it f aprii. Lapn ftnie ptria ì tutta Deriea ma fìrauefii ta t & fattoi tnafchfra, eo »ttf«ne It t» lonn$ ntnji~ 9it«,ma vi fon fero U ft^ mifurt, qtttidciqua dtfMt fft* tfft eclonne thi rewpen tAtehit ra. ut, il frigie, i ^1 " 'WTMlTI!i'!fWini|l!||ill||l||^|H^ lta?!!!!llll!!n:'!JJl!!!!|!!lll^^!lllÌ ili ili iìn];T|TiliinT ili /oy*» puri-' JH tjueRo-J fantafi» del le celine itn perfette , per gli nitri, & dell» Ittili iottffnrò'bn mtco trionfa- le la lirghe- x« éilijaaU far» piffii vndiei : & ialttxx* f>*, rà ventidui* l'altelladt^ piedijìallif* rà piedi fet- te.&l'P'^^' iieeUef*raìt no fei pitdi in altex.zai « hrghe tre.U grtffel» dd le colonne e piedi due U loro altt{x.(* piedi dicia- ncue, &vn itrzò.La pi- Ufiraia del l'ureo f^rì vnpiide;tTii le colonru vi è piedi cin- que ì & ■*'" quarto, l'ai- ttzx,» del- l' AtchiitA^ ue.tregic. et Cotnieei fa- ta la quart* pane deli' i>l alta dtUa ctlonna. Et ter chef vn fircù ci ecce- de fcritturò afjAtAmpre- /«, & arfffij j, ti ho voluto l fare le tre ri quadrature t citte alln^ fu* ottaUnelUptftedifopr». LaqHnUnlttX.x,neon Mttdil t it fATÀ Vn ^HAìtopitt de gli Altri» frontìfpi tiof^trà pitdi iredici,&m(lo.lief»Ìi didafem ,ma ^mI d$ '*'•'' A li t,u '-» tìoìicit Ut tafjo uli',uo f»i/la di ru- fi'co dclica^ ^o.Vapirtu- \»ài tjfain pì'di/ti, (^ ^«It» dcdi. "•lieti (Mi. '"'fon piane ^ l* dnt in fi 'fn* fanno ^n piUftro. '"/*♦'« //Vi Zr^ticfa /i ■'^'^MHAtofru ^tiàdtvntt é'alieKa dtl f'tdinitlto } f'fdi ncut. ^'«rcbitrn. '*'>frtgie,(^ fogniti fono pitdi quau ';"' ttfcpra felinjinluo l^diuifUfi f'«iqunlit4i ^ ^» riqua. **"** dtllt^ **H0r$ . ^g fhi ni It tiov '^ • io luti ^" K^* f«w»- i''^' Etf,. tfttltnentt fé f»nduoi,i qr^adra/iat' teicraii alio colonne , ^ iHilltfafcio ruBtth <;n Kt*pvimt li* pi, quMndfi nii^tt'i un* ptUtM putì • fi faf*Ha»u ftrÙ9 /'»/''' fl7l1tfB>fC . àtmófttn a- ftr f*nt '" \ ttt fdìtUipn dtl Deric» t ti dtl Ionie» tntJìocelBjé éitco.&an' co ds eptru iattrtit^. L* ftlcnna/ono Dettchtj » quàtunqus n» tutu i membri d$lm le àA/$ , Q. decapiteli^ Vt ^pereto l« mattrin da fargli, ojjtfnàdo It mtfute . le guai colon" ne , *Jfenda qHtli»*ptra jeda . fono fette parti , O* tncKù in AlieK.x.a. Il tomo fofra. Ivttoì Ioni €0 , per ntn efftrt HaglL i eonij del' farco fcno ineriate, par ft fono f'*fii tf,f*rf di piut» eotta, ptf variare J^eptr»i&'^ st U pil^fé te med»fim* minte font ftuiattieofm tlit tfmte ^fin fperm, tome ne dim. mofffM quid the vefi$gio *l pome» di ftfnpe», d». *** fiytdet. ptt* Uteri:. tìA, &pie. s ■MMèìSS^^^^^M, LLLJLJJJJX pTtftnta tff* ' ti di Itgrut^ ftfìilcofiu' m$ Derice, V»Ut{xme «.0. Et, cerne %fi detto del le altre , elle foneeemper^ iabiliptrtre fMgieni. Pri~ WM , per tf- fer U ter^ f*rie inftftt tielU mura- %liM feti^fn liSì*»e,fete» de fir tfief tinte dnquel Ì4 fa/eie ru- '0ìehe ,gliì immtm qml ìa gracilità, TetKjt pee>ef fer/canelta. t» dine/ira *ie tfiaggicf cagione dtU la virtù vifi tia» lacuale fi va dilata doper lece'n t^nità, dout la eofa pare fimgrcpcUt fkenonìim *ffHte, zìi pfeftMt ptrtat leni- €4 mift*y C>* legala coir u Bice, Leco- Unnttdtll* quali fé foj- Jere di t*tUo tende & in ifoU , vtf- ftbbeno tfie-' re di otto par ti.Oalpiìtdi otto, Ó* tat' Xo, ma pet' che fono vn'/* farti ntlfKié ro i ó* anco lite da qftft lef>f/eie,£lle fono vndici grcjfeXj^e in altex.x.t, Pét la quale co* fu l'occhio fé. ne appaga J Et chi le uof rà piùgrof' fé, chi non fiano,chedi nuoH» gref- fex.x.ele pò* tràfare,o^ef uundo tutti l'ai ir e mi fu rc.&depie- difìalli & cotnicinmert it.m* facen do pero lepi- ì-ftrate pty la metà del dùia coler^m nn. ^t/l* fot- t0 fer nen t»Htr$ colon n$t hqu»li f»no U vir» toglie ticntj dtUi fpieit dtiCtiifiei» r^on fi fH9 0Ìtte th'i ru fiic*. Sòdi, tntn» [At. ihitrMtt ha del lente» . Et ceti il fri fi», firtf. ftr pulminM u.&U Cor »itt r itnco- M ItniciCj, L» p»rn di mtx» ftfra *ff» p«T ca- liont dflìe^ fntnJtUt ehi fon» noi fri' gi»,nti»Ht» tger cptttUt C9mf»fiu, ^'v.aiifMliiMiiiiiiii f^ Im prtffni* POTt» il». nte* aecom'^ pagnala > C^ l'operM R:*- flìca. Le CO' lonnti delle qKatt fott9 dùci p^rti in »ln^i.i Et Cóms ho ditto dffl'Lj altre, ftr tf- fet così «/- prifje l'vn* aU'ahTA, t^ cinte del t té- /aire in tar^ ti luoght ti le ncn fono punte vitiO' fé. Li c^pi^ ttìltdi (effe-* fi dtfcafìitno d* i preetti* diVitruHt». Norrdtmen0 io nt h» vt- duteaJf^iA» ti chi di fimi leftTr>t»,(hé Tfffcon» be* nttéuizi l'»è^ ehi» piit fi n$ eenttnt» ftr la ric'. fhezt* di^ gli crn/umem li , che tfi qutUo the è fertite da vi UKHÌ9, •ili p|Ì!;':''Ì f/ìilìn, t^ !* gfifM dall' 0- pn* ruflutti ..Le colennt^^ .di (Jfn foKc in tìl/e^xa dieci parti & meic , e» le fu* ha/t , & capitelli. Et ancora the elle non feffero cinti da (lutile fu Jtit,n«afÀ- ithbono vi- tiofe. Molen- de feruirjt dillìiutitffi la delli an- tichi fionm- nt per eia chi in alea ni ar .(hi tricnféili in R,om4 ve .iJe fin» di VKdici diiu p.etri in ai^ 4(XA4 . > 1^ La prtftntt pcrtaì di tf- ptrn ruflien delicata, <^ piitnit, Vifti ta dijri or di ni, cioè Dcri ce, leniecó* Ccmpcftto.U cchant dal* li Ufi fon» Boriche . Ei èenchtpaiiu no così gr*ù li in ahe^-. X,* > ilU non forte pah dim hì/*,wkìhS gono a ejfert due pilafiri étU'AlM léLa porta , €9me dinctMTit U h»fe, d* i«^p» itili, M«S futttk qmtlU feparationtj per più vom ghe{xut , ^ ptr prtndtre jcpr» ejft U menfolt ptt tiafettn Ut* Itquuli fono Icniche , per non e/ìtreim tagliate- 1'» (hitrautifre gio, C^ cerni et fopra fjft tntnfole di^ fTicftrftne opt r» C»mpefi' 1»,perejitre li mtnfelcni ntlfrtiit» leuett ht{at re ritrounH' . de fi* te *n. ttthiià vfia Ptu» Csrifi. tizia , eiee le filajirttu, tt ilfuptuilio tutta di un contratta U <^»»ttordica ftma para, ismidt/cri. m Vittuuia la l^orìr;!^ tt ■ i» IctìiciL^ ■ ^efÌ0 Ar- ehiiemrt ds Utero /eruir ftm IteJJ'en tio fiamciti fiogmiii di antichità , trouò d»tj ^«tonne pia 7ie di opera Nerica. Ma }" non ejfef »'{*«. the a '^i porta fi te>''utniua , ii'pofefojt0 'ft* fede Si: «> di/cpra trouò duvj sKifoìoni 0« 9itijhefup- flitenc aU , d'altt^zXj •' del /nperci' Ho . Et coti jfer eempire %l rimane» tt di eff«, por tii fiaccfvu tu odo di al-^ lipni pez.x.t éi f.ijftrufìi iij &>dtal' «ftJB» }ifZ.X.' di corti tee u^iMnd&nt vnfioniiipUhjan Ufm ntcrotmtf cpg «/>, li sia teK*^t " rautglt* à(t l'intSdentf \Architttt»^ rt.che l'fipif ttiT» ài que- sti porta fin tmpicMl/it C^ Vernami lo così grart- d$ . ftr ct« chthMtnd» /egli a fare vn fonte /«• MAtoiO btfo» gnM»le du* pinghtfopr» tjf» di tan- ta dtexx» t che le frec- eie, che leu» no effe pome, hxutjfetff fp» ti9 d* em- trare nellou» muraglia'.et il dette pcTi' te fiuerme» incaiìrare t quello mem ère.che i in- terno l^apcr-^ tura di e/in ferta. P<'- cioe^e libcK, xi interne» tfja Jone di granrilieuo. Et perche il giudiciofop» ma dannai re tal ordine avn^forttz. Z3>& haue- ria tagionet che alle fcr- till'fiou' utene opera- re Tofcava, e Dorica, Ó* non opera de licaia, come quijla : m» ■'to gU rijpon %,theUrdinaiptrUmTat»diijnobMSimegi»ràinecireondaiedaWa(^Hevì^^^ b 4 ^« P*eftfife ferta e dipitt fàru RuRi- (O:mailfìo~ t'fpicio e Do tico r/ if, lucgo di cc- iSne fonoitr mini VI flit i di giunchi ttjfuti, ti cir ttndati da_, quelle fa/eie i» ctmiee di ^uefia fortjt e coiì retta t>tf mtttttft quellmriqHH firffura,ntl- i'tqiitilfimtt ttiàqualun. f«< fefittu- *«/! verrà, PerfrpuarU Vìifura del **tito,fe im- fnAiintrà di guanti pit. ti* hdbhi 4 «Ifft lurgìLi importa, par. 4tndìyun pie di in dtditi t'irti, Ó'roft jg^illo treue tòhmi/ur^ ili tutta. .u t» per li co . ìonne, &an ce per qttfi fli.S.Ì di crr nici, fi potrà ci^atnxri_i Defica ì77Ì' di più ferri- RufJicc , U ^tidleèfatta dif>3gmenti ecmeji vtie. ^.ipernontf fere le colon. nt della fux eoKueniente alHXjna, tf- fendo r6tje-> nella pa^rts da hxffa , ft gU e accoro mcdato quei pie di Jì ali co le fòfiCbAji ttr>pcrfeU€, §luf^a per- tR e tutta Ce rtmhia Oìi- ft^ di dutj /orti Ruftic& l^e eelenncj rtn fontan tcfa finiti : ina vi e la^ frateria a bn JiàXjiitvifi vede la fu» ffiifura dA-t iafo ntltfié xe.&daal- t». £i tes) l» f eglie de i e» pttlli nS Ì9 antn finite, I.Ì per effert il fronti/pi' git, ^ la ttf stia retti i» fili lu^lhì , vi h$ accem ymfdate ^usl i» ferma et- tagen» , per weiltrui V- tr»» 14 Donca &* dd Cerine thio E/ Dp- rit» per l* i«e pilnfif' piani a -e iv ioltpil4^-^' te . Liquah, ptrf.%rlf p'-i gr alio fi ■ l ' fatto qii^-'-<'' ditiifione.f-i cendon* tft parti & TTK't tèdi ì tiafcii n» vn* fcn- ntllutHriu nel mt7.o & dalli Ufi "v- no incuti» del trigltfs Borico : &* poiUhocin'- tt da qmlls (afcie di Ri4 ffico dclìca-. to, SopriLjf qstefìe colon ne vi fon» due men/ola Corinlhicjt frale quali -vt e la met» pe Dorica * Et il fregio e Connthio » ma inttrrot' io da quei conij , perft q^Uf'l crUint delle piU- [tìnte. ' , .tiiiiiiiiii^^ ^ffìa per- Intuita lo »'ttamifti di Ruflice, &leg0t/i di Punico. Lt etlennt dil- la quelle j fa* ne dtOa /uà tonumiinte »Utxmi, (^ ftsì il fuear ehitrmtttfre- gie, & cerni ce,fenel^Lj efUArtMpurte dtll'alte^^ di ifft tele» ne. LaquuU frtpottienea torna bint^ pir tegeUge «ernie Ilfu- p tre ilio di ^Htfta pxir~ t a ìicn e pia- tto, nidi tnt ^0 cfrchie , «i«j è U ^uar taparft del t:ndg, ^ fi aiirr.andtLa t: menate te tifnpi'aep.rit ^ iamtee, i^e fcpra ef. hjòftuffpef Jt wttttte v~ t-agtadear- ^•>Ie gli» acu7nfneda- fo nel Tinu jtine epeelU fcrma4ifti l) Hip il eh vi fondato A fitccfe ■'' cinùoje j IO ne fnTcpuri ■ iini/cheAl' liinienden' i'tfyrr alice tUftffim» y rnapcr auè^ tur a a chi La 'vedrà pi/l* i?f epera rfcl modo ch'Io la intendo ne rimuràfa tiifuito : Le pil»fttau di quefin fono toniche» & cesi il ire- glOtÓ^l^CC r.ice , & ì- contrali<* U q:t>AtiidiCt- rnapartt ntl forno di (/■ /ih Li méjo • ioni dui h- ti in Inoli dirr.cjolt ji> no Doiiciì è no tfinto di aggetto , ct9 ì d: /porto t qiiumo ì l» fun ulteTji^. Scp^a i filali fura la cerm. mia, che vtt rà a fitte co - pertura ali» porta, Vor- namsntodel Uf.ntflrufo pra effaf^» dt baffo rilis Me. le coleri- ne da i Uti fono Dori' che, & dipo co tilieuo. Etqutflap» nàfcruireà vna cafn pri uafa : l ari' dito delitti I quale prede \rà luce dal" hftntjfrs f '< è di vn Ru/ftrc iex. t^ittlmijte- *' '''/'|«». Ittelìtfndfl A» quali fo H» di eptf/t Jfarit0,0fi^i /c/té filtftìi dmtfiin to- lonnt , tem» P vedi «Ile fittili, taf' tèittmui, frt ji« , endoft, »» xift in tal cafo fojfvro fUftitt p»r^ ti t furiano vnna lutlét l'opti». f Se non fcfft la titK^ria dsUi huemi r'cfctnbhtj la medtnia dtUi Mitri . "Et peto ie f9 leuo f^ri c9 Itila per ttLJ Vcrica f(4' ra , cerne in tacito Ji Vi- de, ftnXji art darla nm- fendo con fa /eie , & con li Cfivij , 0» rerrpin itc^ hdh\* fun. Ha ptTchtj /tmpre fu- nno & fo" fìo,& f:iTAn nopfyquAn^ 10 io credo , dflli hucmi ni kX^jiTit the cercane neuità , io ho voluto rS pere ^ gufim a Ara la. bel' la ferma di iju e fi a porta Dorica. Del la quale il prudtniO Af ckuefiitìe fé nt potrà fr- uire, fiitan- de da b.mda le ale Rafie chi da i Ut i delle eolon- nt , (^ artco Ituareviali tinij ehtj lopeao l' At ihitraue, Ó» il fupcrctlio. Jt c:iileuAr •via quelita fafcie, ckcj cingono Icj CiUrt/ie, do- nelaptruLa farà iJerua pura t & di o^era dtlitatat ìtHAnd» via ilRi*ihci,&jfnttmfrai iri^l'A latnediÌH9Ì/i(h:,& ipixttijhtcì^j.m^a i.J^Utì.oi^ >.^Acr>Ji$io^ \ }? ^^>v.^.vi:*i gimjia por'- t» titn dd D etico , dd Ctrinthio , àtl RHffieo. (lattee ^p(r dir il ueroy del befiide. le colonne fc'. no Dcriche l Juoi capitsl- li fona mifii di DoriecÓ* CotinthioM piUfirata in torno U por- /j è Cor in - thia,pet gli intagli : &> cesi e lo AT" chitraut » il fregio, & l* cornice . Tuttala pcf t* e eircon" Attadi RU" Jfico, eotneji vede. §itt*rs io nWoràint! htJlinU nofi fi può nega- re, the ejftn^^ doui alcuni fafi fatti da natura , the. hanformadi ielfit,ehe «^ fìa epma bim ftiaìi» SiiiilÉfto XiHnfTt dei. '» ne?H!t p$f '* Rnttiht, «« »'/&# /k^- " di iaa»~ ** fitti, eh» 9» fono bar" tnai, Ilanto^ dom fatu e» Jittito di im fnagiftArmi fall di optrjt Tefc*fi4 tn^ Biufiiis.ll- ^UAltiUtdpO Bfà /trutrt^ pir la porta di vna città, # /«fttlxia , priteadt/i di *»« dtllt^ farti pu U fortieellin^ , étl' ilirafiit ^nta , £t qutfla for^. «• ntL tttr» £«t.k tnolto fr«/« « gli itttéminitptr là varietà d*S* eeftj , «A« 'vi.fene. Srimitrsmi Saictnif del èi porta prin aipale /ene tiaria/i, uno dipi(tra,vi- «« > O lak. 1*^ di pittra fitta-. Elfi'. inilmen«_i quiili dille Jftrti ftccéU il eeiiaaetr allt dutflH* Su chiuft «« optt ariti ^luridi pie ira eotta hX; ^fl i fH6Ì Ci~ f'i variati, '^t^dtftma.. ^fii0 £iai kiffma di mn.o>ilituo,oltrai rtitchi d^ i Uti nt *o'l fronti fptcio,& cf nelle da i Utijouiftpctrin». trtntapru di oftrn BMlìica^mt^A (m ditm^ oiÀtnU Bcfcrittionc delle venti pòrte dcliatc; iS Shti0 i* etf» mi' nt , ^ U «trmtlU » ) «*'»• ttatim *lqm»mtÀtt t* * mttiLj Cmmhinut # (MifMtM U qnmtadte^ titnt U 4»m fmm$ Vitm uù ntUtt Dtf fi*»,tn$lU lonitM . L» tfrniitftfrit tjfa fxrk Ai tMntpfp»€iù, quit» f»pp9* tiranno /o mtnfelt: <^ f»rà t0peritt TM À effaper- t» . Stprn U 4ormet farà vnajlnt/ìra, ptr di» Ih(0 nU'iiiifdd la c»f»\ Vor- nitmtnio del ta (pMl«/»Tà di buffer il t fi0, & così U ptltd'tffapfr i^.Ó* U tntn /eie unter» fanmrte di itAforilmf, tMÌU mng' l'tcr putti là ni«M : mitU. ^ifìenne de i liti fino Dà fide, (^di tAÌmenttj , tyfipcfono dire pilaftri ferie taf e, et eafiteUiiUe* quali fon» niechitf^ri qutidrAtHn àt pietre mi fte Stprtt 1$ /g„g dtic^ /trx,i f>*(>r»diltnH '*. E$ anco cht le vorrà ^i futtc ten- do con It fut solenne pia- *^ fnagfiof iifrentt/pici fcpTa tffetor ntranno me- gi'o, ìtrnanè ^ol» patte di f^'tz.ofopra ti '^'tiodelfrt' i'o. à i« i! al m WmmB m- :a^i t» € tutta Cempofiti co me fi vedcj nelle csUn^ nt » Ó" »tU l'Arehitra'" t*e, fregio >& ctfnici Le eolonntj ili quefltt fen9 di buffo rilis uofvaleqti» ■li vi è IU9^9 dimetter di uerft pinvn tniflt'.fop'a la qft^le n«l tsmptn» dd fionìifpitie farà aperte ptr date /» re nl£andi!T dtlla Cfiffi, mmmmm. ^^B^ tm Cetin ìhia. il /uè tcUnn* p*r :t , temt ho ditto dtllt^ Àitnjone in nlttXJÌK dit- ti gnfftxzt, » mtXA : tn» tm U Je»n$l ìarà fi m$- ^•ttrann» di mnggic gi'cf /tlza,p,Tl0 lagióMt dil- it più adit^ tre.EiU per ta JAfà ptk riccs Itèttt Icnnt appaio ro tjierntj parte ntlmié \tfi p»1tàti0 fiimr.eftih di ttéttm ro- lenditd , &> mttitnde di di tire U fu» tofjtritechn' tStpiMflt . 1» u ì tutu I ^ me» . LtfMt ttlentu fon» in »h${t « «ito diam*' iti , Le fui ftantìUturt ptr tjftr due umi fuDìf d$lmufe,vo gliene eJJ'trt /tdici,& et- te fi nafccn^ donontl mu ro, the for>e xentiquatro llcapttellsi più Ttcfo tit quelle, tU dtfcriut Vi- tfùuio. '''■■* ptrcht f*-^ ptùgrait'fi" Vecchie , gli ho «^c; f« (ìutl ; i^iojeiio i -^ '- uele P<" • di jimi'i -''f io vt^uie fran Tiurt'-- xodiiriii *'■ Il fil p-'- drené ci il a (afi ri in /> cuTtTta i(f metttTt TPioi te UtitTt U- pT* la fit» pOTtA, pvVà f:tr comst In tornite &■ il fT't^lf, dcUt l'cptr/t f^tà ptùperfttt»» fai ma» Do rìtapttreu » m» fi pcnÀ am«hir$ dì ttnMntnii , itHtMglUndo li tapinili ^el tfìòdo t ihefiivtdti TI 9^ in alcuni altri più «. dfttrg , Mi tcfintlli in^ teruélli dei ivìglifi tnet. ittHih ttfit d* Ì>M9Ì , 0» le katimut» ò (jualHHqu* altra «0/4 ft 'Vtmà.JtgHi de la V9Ìcn» l tàdtl padri \y dtll'weottio fàU: nendim /nino tlleUt potrà/tmire ptr l» pertx divn Ttm» pio/aero, pt* effertti /ti Ifi chi dn meU wui ditiet' fé fìatue, pI" tra U ptne di mex.of«' praiffn ,d di tptra quMh /cn0 dini di*m» Irif fS^ ma- lo, & fon» dei wxÀfuP rid$l mm». Li dnt mex.» celvnnt da i UtiUét^ic» chi/cono af- fai,nondima ne fi poteu» fauftnx.a ef /#. Et chi ni vorrà qutllt rìquadraiH- re di fepr» , Ufcitr» tor- rtrt l'epira r (^ farà più perfètta. Et henchei bua ni antichi non i^anrch if/atpdiciK^ gert le colot' ni per il ir'»' uerfo,mAtt'-' pre li hanno fcanellattd» hAffo ad aite tiddimtne io piglio tale li centia dalle' eoUnnt Hie' rcfelimitane- le quali tro- no al portico» diSalotnonei- IP r ìa fiUA ài 1 n T^f»* potrà ftr^i- tifiluoghiftv t^ per hajfi rilitui i & per phtrefi^ m , & tc/t fìTlili, Vcpt TU 0 mtiiu icnsct* . Lt foUnnt da hfijfo fona duesii\}fue li del mure, Cafone in al l'fzza Kcut p^rii, ^el- le di fcpr»/^ noptMt, 0* dt bAfie rilrt m^uenafo i*ia firuire pcfvno Afte iTtù>lf*l8ì (^ t f /pender itt htm» """ "^iilBìJMÉfe I -^«^^^^^^i^fc^ 'ii'!ili!'i'ilH'iì ttnf di fepr0.PtreÌ9 (h$ Vnpirm ta dilla fef te grMndcj « Uéndifntn» il ptdrtn» uerràUfit» fetta tift» di otnamtu» to da i iati » (^ da alt* antira.lfé Ventrata da qutBa taf» htrihifegna di ltt€t{t^ meedaer*' tUrt)Ufima fhadiftpra fi ergerà luca mW andito • (^ farà er-m naminttft» pala perla. titreuaàcfi vno Atthi. tenne due ielle eden' t»e di ardine Compefito , i'alteX_z.a di da f cuna U- eà piedi .1 <.V. & /4tà U £' mndtcìm^ fMTtC dilla fua altex.x.% f^co/a (nel i:tro)vnp9» tO itCt/ltÌ0- Jetta. N on- di mt net per i» jua btt- Ic^za &> un foptr lu »«- ff/arà , egli ji^e vorrà ftinirt per ornare vn» porta.la Ur- g^(\x.!i del la qn ale fa- rà piedi tij f^r lo meno: ti 'Vorrà fico r-i che delta por ufi a rie- <"* di orna- rnSti. Se qne ila porta htt rà a ccrri/pS dere aUeee- lenne , hi/e- fneràehe/ia di quella al- Silvia, che ì Conceduta tS munemitt , *ieì di due flHadri,dou$ ^he/otto efie colonne tifo i,nerài pi». mnalli-Sal Jtztadiquel itj ara piedi / &mex^, '^* farà in mi IO l'alte^ 17 §ìut/la por i»ein gran p»rtefimde ttlUpaffat» altntno di t uinliene fo forme alU fiat»: m* e differite ài Jfeciei&di m*fmt: lii Jpecie ftf- eht le colon ne, Ó* nitri trnutnètifc ne certnth^ Iti mifure, qtitfie toÌQ ne fon in al te\ji» dieci greffe\X,e, et me{e , ehm (he, qaelU hit il f'fonm tifpiciù . Ó* li finif" Je : qut/f* tiene fopra VnD ardue èafiardo, do «e accaden do fcpr» ef- fltpITIil «/- etin^ hiflO' mefodtlel- tùre.Htf'»ri ht'>gt,&' f* rà diuerftt a all'altra i a CHrtspur- ^^^s^mm^M^^BMmmmMàiìà '''i!iJiuti;il^i.HÌitilii>n P0 témpirt il numatt delle ^tnli porte regola- ri, f^hautn etene fatto di tanti /otti t 4h'ioeranX ce hormmiho pur voluto fataev>tA,U (iHtlefipeffi tonofctre di utrf» datlt altre, laquM- Iti tutta di Optra Cttrt' pefita ìé lar ghe^za di ^uefla farà ( tfsèpiogra tia)piedidie et, (^ in al- itila piedi vèti. Ciafcu Da pilaRrà Jara vn pie- de Lafrcn. te di vna e» lonna farà pitdi I. O meX». L'in- fereoloanio farà per v/ta eolofiaa, ^ mix.a, L'ai' iella de taf thitrant fa- fa la '.la partt ./itna della tolort' na. Altrotà ioti fregio, & altretXtò iacerrtiee.Li tspiitlli do* m(nfolsni/i$ nerr.iiridtl la tornire , re' quali pi9 ptù etnamf to vi fonò puellefogli» intagliate : La eleitatio ne di miXj» farà vn qua àie perfetto, dieofra le eelonnt faroénc al diritto de itnenfoloni, ornando poi piirt mttt varittn . l h F l N niiaaiss il ritnanentt, eotntfiv^g.Mt qui finigt,ilnumnjl''t E. \ BREVE NARRATIONli DELLE COSE CHE SONO NEL SETTIMO LIBRO. Jn^K ?/TÌ'''''^^* r ^^ nc'luoghioobili, doueécaroil terrena con buieghcdauanti, fatta al cofluraediRoma. Zi ".". ml'iJ;n,'';.'f ™l" r '^^ ^''"^"^•'^ P" ^^ ^*^^» <=°«« ^nche per e mtrr, ca menti ,o luoghi fopra a tcui .-partcalia Franccfc, partealla Italiana, e tutu raifurati. «.cio»4ric4iia Due diuif5oni,cipè,chc diuidono il corpo dVna Chiefa dal Coro fatte di bella archilei turt:laqualpotfialeruireairArchitcttoancorpcra:tnorDam-nn * '^'*'°-'^"^*^"''^' Seguitano dfpoi alcune propofiticn, accidentali . che mal fi poffono narrare io fcrittc cki non vede le figure, ma farà per efempio vn numero di colonne , altra volta Aatc in ooi Qui n vede difegnato con bel modo di molti edificij,in varie forme 31 vede 11 modo di far vna loggia,o al tra cofa alta piedi XX Ili. e ài più k;m!ìT^'1 *^^"^''°l^"°^°"?^ "°" "'''^^^ ^^^«= »« nondimeno fi vorrebbe fare vna h« b tationedidue fuoh: .1 primo alto piedi XVlll. & u fecondo XV. fi vedeil mododifcij uirfi d'effe colonne con belli ornamenti, e di fimili cofc ve ne fono affai. Vi fono ancor gran numero di fineiire , Icquali feruiranno per porticclle & altri orna menti, tutte in uentioni nuoue al modo Romano . P«"»cciie , « altri orna Ci foriofimùmente di molte fioeftrc per far fopra all' vltime cornici de eli edifici/, che m Francia fi chiamano locarne, tutte fette al modo antico , e varie inuentionJ ' Seguita dipoi di molte inuentisni di ftra ni accidenti : Cioè fiti diucrfi,di diuerfi an^^^^ ftranc forme , tutte fuori di iquadro :c nondimeno fi ved^ il modo di ridurreoeni Tri Ì quato^e farnccommodae bella habitatione,cdifimilipropofitiomirneLn^^^^^^^^^ rrXr^ ^?^"^^ ""f^^ "^^ febrlcare in colle>o monte,e raccogliere acquee condurle a baffo e cofefimili, e molto vtili,cbdle che ikria lungo a narrare 11 tutto. uuncaoaLo,e cezzi laTruS^r. ilT/ "^'^^IJ'n'" rif.lutioni figurate da far conofcer la bellezza, la do!- In hit ru ' n°'^5f' ^'"' '^^^'='^' Architettura , e molte altre cofc, ch'io non di- Inata! " "^ ""' fono cento venti due carte conia fua fcnttira accomp». IJel fine vi fonoaggiuivti fci Palazzi, con le fuc piante e fazzacc , in diucrfi modi fatte. per fibricarm villa pei- gran l'rencipi. » u^wn jnj«i race?, pi SEBASTIANO S E R L I O ALLI LETTORI. EL mio quato libro delle regole generali d'Architettura, che fu'l pri- mo dato fuori, r!i(Tj,che nelfcttimo volume io tratterei de gli acciden- ii,cioèdidiuerfi Ct',& di Arane foi me :& di riftoraméti di cofc vecchie: & di fcruirC di cofc che altre volte foffcroftate in opera, dcllequalcofe ne fcriuctòj & ne dimoflrerò in apparente difegno buona quantità . Ma hauendo io già dato fine al fc fto libro,chc è (lato delle habitationi di tut ti i gì adi de gli huominijdouc e accaduto gran numero,& varietà G'habi ilioni, nondimeno hauendo qucfta mia fatica àvfcire, deliberai d'arricchirla d icuentio- i , prima ch'io venga a trattate de gli accidenti. Arzi tutto quello ch'io metterò in quefto .olumcpotrtbbc accidentalmente accadere all'Architetto, frimaio difporrò alcune cafc trfaic alla villa, o nella citta, in qu>^i luoghi fpatiofii lontani dalle piazze, douc fono più ttaggi, che cafamenti : percioche tali edifici] vogliono efstr ifolati ; & di tali habitationi e farò fin'al numero di 24. Dipoi difporrò vn'habitatione nobile in luogo a ngu (lo, ferrata ai lati da' Vicini. Appreiibdimcllrefòdiucifeinucntioni di camini al mcdo Italiano, & Icofturae di Francia : sì per fale,& camerc,comeanco per fare foprai tetti . Farò ancora iuerfeinuentionidi ornamenti appartenenti all' Architettura, dei quali l'ingenio fa Ar- hitetio fé ne potrà fcruirc. Non mancato di metterci alcune porte di città > & fortezza , on rcfterò di di me (Ira re più forte di fine fire al modo d'Italia, & arco al coftume di Fran- ia,pcr far foprai tetti, cfleruandoil coftume antico. ApptcfTo darò il modo di mettere in »pera diuerfe colonne , & di varie altezze : doue tal volta d'alcune colonne piccole fi fa- àvn'opeia grande. Tal fiata alcune colonne grandi fetuiranno a vnoedificio mediocre. &ipoi tratterò di molti fiti, diuerfe & ftrane forme, in ridurre ogni cafa quadrata . Dimo- rerò alcune uie da riformai e la faccia d'vna cafa difordinata , & a ridurla a corrifpondeii' ^, & a parità. Et finalmente dimoftrcrò in più modi, cerne fi poflì edificare ne'monti.n^* Dlli, nelle cofte , & nc'piani & di moftferò molti armamenti, Stordimenti di legnami a' Sodo Italiano,&alcortume Francefe. Nel fine ho aggiunti fei palazzi con le loro piante, icciatc in diucrfi m^di fatJ? per fabricarc in villa per gran Principi , & Signori. rclla * ^^ SEB^STI^T^O snKiib jH^CHITET. Della prima Cafa fuori della Città. Gap. x. HjtHeniio 4 trattare d'alcune cafe, per fare alla yiUa, incomhcierò a formarne ma ali differente dal ceflume commune. Vrimieramente io intendo, che quefla , tr tutte l'alti^ €h'io ordinerò, ftano letMte dal commun piano perla meno pitdt 5. Adontata dunque la [calai troua la p6rta ^. della quale s'entra nella fala B. di piedi 24. larga , & di 7Z. lunga. Quel prendere la luce dalle quattro fine/ire C. bauendo da ogni lato vna camera D. di piedi io. t €iafcun lato, alferuitio della quale ri è la fua dietto camera E. d'altro tanto in lungheTra , farà larga piedi 16. Ledue [caffè, le quali entrano neUa grò Je^^a del muro, allargaranno folta del letto, apne chela camera rimanga pià[patio[a:& tlmuro non[arÀ tanto grcffo ji Vy[cir della fala vi è quella vfcita F. doue l'entrate deUe fìncHre la fanno più [patio[a, & n yà tanta materianella muraglia, Ml'vfcir fuor,viè ilripofodellafcala G. [ottoalquale, rà laporta, cht[cendea i luoghi fotterranei , doue farà la cucina , & Han^^e per diuerfi cffic Danantiei que[ìa cafa io intende, che rifu vn cortile d'vn quadrato perfetto , quanto è lari la eafa, It dietro ad effa farà il giardino a volontà del padrone. La figura fopra la pianta, è il dritto d'effa : Uquale è leuata da terra piedi 5. l'altcrz^ del falafixà quanto è larga: che viene ad eff ere fatto la fafcia, eh' è [opra i piùjjaffi tetti: &ìe fin lire [otto effafafcia daranno luce alla fcala:&[ar anno a sbiafcio fin da baffo nella parte di di tre. Sopra la fala vtfarà vn luogo quanta efsa[ala : &farà alta piedi S. ^l qual luogo fi mot teràper la fala delle camere E. Valtex:^a deUe camere [ara piedi 1 6. ottra i granari . La lai ghe-T-^a detta porta è piedi 6. & alta 1 z. la larghe%i^a dellefinenre piedi 4.lafua altezza è pi di S. t nicchi faranno il mede fimo , ma di pittura : le fìnefìre di fcpra faranno di tanta altezz guanto fono larghe i & così quelle difotto per i luoghi fotterrunei . I 1 1 s KO s n f f I M 0. EcUarecondaCafa fuori della Cittì. Cap. i. A»ro camera c. é pi,i, , gX».. tTotJSlTl'''"' " f""'"» l:fa,à -onfintlirmcperprinderìu^lZ^ deUa fata faranno dueandiUC.mt cap, •toppoilquale vii ,„^ lenii iJ.UaflT'f "?"■ •^'^'^l^r'i'Ua fata ri i yn-anditoH faranno amm,rau.& y, Sfaranno I»« ^Xi " L ^''''""."f ""'' •' <"">"'' ''«' del mero, &U4„, / ^ ^ '"'' 17' r', ', '''" ""'•'' '*»«*' da i lati. & i d»t '''l'"f- !> fogni della Jlia)";;:,^^^^^^^ Y '"'ideala KjfigJfoprTpZn;^^^^^^^^ f ""fV^^ d'Uafala/ardmdiìo. laaZetlZ'fi *^ ""'""' ''""^ ("'•'""> '«•melate. P''''''l'''l'd'rannolalLep,LndUot^^^^^^^ ' ''""''""»'o,P'^d,. cbefono nelm^o della faZ^^^/a^^^^^^^ "'""'• ^'^' '"" '"'>: lì É Tio $ n T T 1 ido: U Z 2>r//tf ^ preferite cafa h 'mentii filtrala fata i>/ SEB,tSTl.4K0 SEIILIO UKCHlTtT. Della terza Cafa alla Villa. Cap. j, '^'^"'^^"formadicroce.&hauer^auattrnoi. j • ^ & qmH< ono iepoflepit mattro tetti TA.J'^^ ' «?'?""'' iotmono m compagna: tra nella camera G.deUazrandma deuJZrJ^r^/^"^'''' P'^ """"' P" '"f"'" ^'«- noi Im y„a cameretta ì K.McZul^ì dtUaqualef, paffa per f andito H.ilqJale ha d, cbcéfce.d..algranJard„^T^^^ '■'h<'r'hprala%antad„ltauZ^t^^^^ urrà pied, j . & fotte la fcala è la poStSl i/ ^''; ''^''^'' ''""" '" •'""^^'•l'» à» P''''>/^>'^cala fin fotti UrcLìZ^^^^^^^^^^ f"'"'-&gUanditifaran»otramerat,/&fcpral^aZj^u^^^ l»''^V^^iHlafalafa,àpied,io.maràm«Tna,!ààlZ u^ ce piouente per elTer queUe (mucdJt/.lèt.^ ? . Mo altre fineflre, le quali daran la /«t praej^e, che daranno liiceMmZi EU ZlfÌi}Y '"/<'''''.' ^■'""'''' fi-'H'^"^ fo- t-fiedL -■- - '""'-"."«JV"- ^"'/'«'MMlafatafopralafrimacornicefon'altL, II ÈKO lEfrigqi m"^'^ìiT^^1ì^Sg?^ ^ 4 Della, DcJla quarta hibltatione fuori della Città. Cap. 4. Ql''^''l>''bil"'onefipombbecommoJ4meme,apprefinUnunaCampainaccHcm,,e p^i,gl,om Irgauw/time. Tnm^ fi monta d» r» co.tiletu bafso a »r, U/l^aU con loluo TJ T , f'""'-S-'-"'i',&■ f">^' P'f'" per tafala,m è una logg.Ja M. te farà la pana p,rd,f tendere alle canoue,& altre nanreabifsoJHmg» OM ferratoL un muriccclo d, tanta Mttx,Xa,quanto è U p,an, della loggia . & '^ '"* l"r»to d» I.I'J^.iTT' '^'^"f" "Pf "(">'* '" P"" ''"«'«" deU-habitatione . Vrima il piano del!* noit camere. ma , camerimfarannotutttammexati.lalargbeTTadiciafcunoarcoèvied, 10 P"yo-&ch,n,ni,orràtant*altexxi,tafaripiedilS.&fcpraersafaràdeUecamerr l I B 110 SETTIMO, EellaquintahabitationepetfareallaCampagna. Gap. y.' L'Edificio ^uidauantifari vn giardino,che M quattri anieli haueri anaitm ,««:;*»-? « pud: J. «r lo ^eno, Lri,/,/,/ ~ ^ed.fic.oaUo da », « p..<<.- J.p» ^0 meno, f^n chlilt 'Z^ fedificoalto da >'n,otià.nalz;to{oprau,rconù.ZlTmJ^^^^^^ B. d, piedi 14. pemgm Uto.dopo la quale ri è ladftrocV^r^r ìtlff" '■"" "'"' ""■ baHtndt atfuoferuitio vna cameretta o r'I^^^f J ^ f ^' . '""'' "'"" f»"»".» ^ll^'ncontrodiquelruKtlTlaM^^^^ yi è VM camera G.i, piedi lAun/aX-^'Tl:.^^^ nte^ata. DaWaltro Jo ZX7'rfnoSa^^^^^^^^^ iTeffa yi i yna Imaci, petlaLairZ^à^ltt^'J'J'lT, f"*' ^'•- *• "•-<'' »»'«»« *f''''»^c.f,pairaalla^ameTK i^^^^^^^ l. dipnd, I J. ^ ti. Conlin<.uandoaLZTZnàmanof^^^^^^ "»«« P"t'»''-nf>>od,ametr.è,,cdiz^MZTlenZTèrn^^^^^^^ m hquale a è ma camer. 0. d, ptdi^J.&^Tùie.oàZTr ^^ *' '""'' ^^■' "• * ^«'•l'fiamme^.ra^no.nelmezodelìiardinarari^^^^^^^^ ^,''r»''irr>>»od,ametro}m^pret,deriformaquadrata FuLìZiTJ^ fi'^ difc.,d,H aU-altrog,ardmopiA baffo: &{omTrè2ZTi l"'""' " ^'"Z"'" S. &f tina.&altrilufghibalf,. '^ ""'"''• ^'"""I/o fiala fielaforta per difcenderidUu ^"Mflx'difopradiaotaidirinideglitppartanteutiT^fr.u ^ fom ,n altev^apied,^,. l luoghi pcciol,,& i^-XT-l^p.^f ' SÌ"'^' ''«-"" "'»< *'i»l''aof»àd.Uamed.f,maaltexiia.UÌaCT(llé^^^ cupola prenderà la forma ottoro»^ . ,»-.»,-»«„ ZVT^ 'l'!"^ P'«''' > «• mifura-.llpl '''P'I^Pnni'rdlaforn.aonoJZ:;^^^^^ L I S ^iO SETTIMO, li i;.n,ji..i.j j r I .. mllki Della feda habitjtioneaUa villa. Cap. 6. Sempre, che /ifabrica di uuiHo allacamòtrna r,-,,,!. chf da /.«.„, hathno ddU villa "ZSrJ m?ff ri "''"" """«' '"""•""l guatdaroth.-, e. d, p,cdi , 8. pn quadro ^l rf,,,,.f7fr("'' '""' • -* ""« «'' (ffo w 7. DMalno angolo dtlU caiclélZjfL'^^rZljfyr ^ T 'r"'"" "' P""' 'i. -llf'-"odMa^uaUriiZc.pf,Ua C //Zdt«;J;^'„^'/j'' ^^-'"-«'^ ""U- /»,j tlsa V, è ma carnea L. dipied, ,1. /» Jr^V/w' f *',"'"' ""'"'«'•ga . ^tau M.d, forma onogo^a . nUdLeZ^;;Z.\\ nTlZ\7l""'' "" " ^ '"' ""»'" ra,d, pud, ycn,i»H0,& , 8. ^Ifvfcrr deWandL ^1 ,T fi """" "' ^ '" '''"'•'' "« f"'»;>''ir»«ari,chcprenderan„olalJccp7^^^^^ nii irtelo -pirfo iloi^r^,^^,^^ l. /..... '^ ^^ fregi , ^ altra figura ùiù fr^t*,. ^ i. . Il . I^f^^ i Della fettimahabitationealla Villa. Gap. 7. gra>ifala. .ffa, npoSia dal Sole, & da i rmi, & farà hmmcfifma, & gcdtrà di LtM g,ardm,:hauendo a , <;uatm angoli appartamenti f eparati . Vrma s'entra nel giardinette. 1 'iffilT' ''f'"""""' tiediì. Di quello >'er.tra nella fata ^. lld,amefro dttaZk emrauB eLTtì. tt'"/''.^ U credenza, strangolo primo d^ìdeflro Lo,yii vJ entrata B. chepajfa aSa camera C. d, p,ed,iì.lHnga,& larga I6.em,rp,&éal fnluio d, el- la la camera d.etro D.t4.&p^mexo : quella [ara amme^^ta. La l,mac7B fari tre ferti pardmo. MI angolo di Uda queflo s'entra nella camera di forma rotonda E. dioiediió ce, djametro, la quale ha tre ;f »,flr. da tre Tenti .vncam.no,^ la polla di '^Utf^f^tl & 'Incamera rimane tutta libera. MCineontro d, quella per dtagono ve n'é rnalìSeaÙ aa, & è legnata F. le poSìeper i letti lono L. ^WaUro angolo della [ala v, è7ent2c <>"" f'PfineUacameraH.alfermtiodellaqHateélaeameradietro Leon il caTeZo Kden\ ^!Mrop^n,onidellaprima.Aa'ylcirUelUlalaf,t,ouala[.auTfe,la^^^^^ giardino: lotto la quale vi è la porta per d.lcendere aUe BanJlotterranee Idfiguraiilopralapianta, dinota lipartedauantidetfedificiocihuaieèaltoda terra eie. t LTiiT' "'«"/"'^J^»/'»» l'architraue vi[ono piedi' o- Retala à 'alt Z S W ''J^'f''^deUecamjre:m*iluoghimediecri,&pieeioUfiammcira;anno Lat^^^^^^ fard larga piedi y&alto io. emxo. V'^lU'Xxadkefine^relaràpied,7'uLZ,l^^^^ fonnd, perfetta quadratura QueUtlopra la cornice faranno alte piedi IÌ ^f^f "Xw! P/''''«ode,duelat,da,,anti,doHelo»oleifinemefi»te,&duelolamen,TJ,Tl^^^^^^^ ^f/,'Z^'V 'K' """ '"""" <*• f'f'""' ^""h^ftra vèrlo ilgiardinTrE rrZZùada l I B KO SETTIMO. ^1 16 DI SiéJtSTlAV^O SRf^LIO ^KCHlTlf: Della ottiua Cafa per fare alla villa . Gap. g. head, ima per effer poco battuta dal Sitif ^av^ /./*.. / . ^ . *h;»««»i;. »My«i«;«j , due lati dal deliro. &f,n,nTO,latamo dne nicchi nT^il\ ^ ^Tr" '"" "'J '" f""- " C'n><'r.&dailatilarJnbcnchI"cnZre^l^^^^^^^^^^ '^lli'l>ridHeanzol,[afàkmclf,Lf,,madiXh}^i^^ ''''»'«<> fc' lo fuoco.nel primo nicclnoatHandtlìtl,^^^^ X" detU quale è piedi 14.^ Una 1 , . Mlatùdilnììu t """""/'''' ""•"" <^- '" '«"il^K S-''/f'^'''-fij«^h,fonolafcala,fìfcende:il^^^^^^^^^^ ''■^^l^UfifardaUaialciellf:/^^^^^^^^^^ igr^nari, come alle camere mcdra. VordmenulLlIuit ^ V ^ l'P" fH' !'""»•' (ala. La porta delta [ala farà piid, 6. larZ &I0 alta Tel" 1° J'° '/?" "' '"'""' '''"" ''^f''''o-'f'onmtio.La^ualcofLnfafZ^^^^^ »//o«» la f itala. ■"■/-". -" '" '-j/o neua p,ntta,J, trOHaranm ne-p,ediqHÌ. DelU Della nona Cafa fuori della Città, Gap. p. Ljt pianta qui dauantijarà pur variata dall' altrf, oltre che hauerd quattro appartamcn ti aliai commedie buon;, che tutti goderanno de" giardini. EUa hauerà ma tirata al coper j di IH; Pjf^' y>« /«/a/^. e gli due anditi, e fard lumino fa. Si monterà primitr amente ali' an djto Ji. pedi 27. lungo . il quale hauerà quattro arcani , che lo faranno afjai maggiore , & gì daranno grande ornamento. Due ne faranno da i lati, che entreranno nel muro due piedi , don faranno banche per federe.yno farà nell entrare della porta,efaràgreffopiecii6.due faranno i porticette de i due primi appartamenti. La larght ^:^a di ciafcun' arco fai à piedi i o. L andito fa ra voltato a conca: &t quattro arconi entreranno nella volta y sfaranno lunette m effa voi ta.Da vnlato dell andito farà vna anticamera B. piedi 24. larga ,&^x. Unga. Doppo quelU yela camera C. P^edi^o. lunga, & 16. larga : al feruitw d'effa è vna cameretta D. dipied. 15. & 13. -Pafjando l andito s'entra nella fala E. piedi 18. larga , & lunga piedi 5 7. &farà benlucidaMuendo cinque finefirefopra i due giardini G. the per la [cala F.ftfc'-nde a effi. Al i vfcir della fala s entra neWandito H. piedi zS. lungo,& 12. largo : a canto ilquale 0 évn caA neretto I. di perfetta quadratura, ciafcun de' lati 28. Doppo quefìo v'è vna camera K. di qua dro perfetto. Ilfuo diametro è piedi 16. e me:^o :alferuitio della quale ci è vna cameretta L. di piedi IZ.& 8. & altrettanto farà dall'altro lato, yfcendo dell'andito Jì truoua lafcala M. la quale do cemente cende algiardmo ^ sfotto lafua volta è la fcala ,cbe fcendc alle canti, ne, & altri feruitijdt cafa. j , j ^ >. pianto aUa grandiTixa del giardino, eUafarà à volontà del padrone , (»ta)hadL7po, ette che^ZT^^^^^ ""lap.r.a s'i d.m. Quefia /aU ifrc I SES^Srt^JiO SEJlllà ^i{Chitet: BcUa duodecima Cafa fuori delia Città. Gap. ii; LU feguenn cafa farà dt perfetta quadratura, bauendo nel mc^o di fi yn cottile ritondi d^uantt U cafa r« cortile dt perfetta qMadratura, quartto tiene tutta la falcia TrZ t amente ft monta piedi j . aU'andìte ^. lafua lun?be7Ta è tti^ài , - Z^^ JJ , *»« logpcm D. p,td,qum,o U,ga,Uquaie ctonia yn cetile rU^tuZiamlt^l il ?o. Cile a netta. Coatìnutnio la Uggia ila queSìo lato Cttou, C», ,!.--;,„? /' faUE di pici, 40. «clcaf oMU qVaU y'i y„a camerafmUalTZju^^^^^^ tu. da al fuofemitia U dietracamcra C. della propomcne detta prima & ZJìT,?!J-pJ ^'i'fcxi.o»o effer-alte le flange maggi,,, . L'altra cazioneéeheJ.L:.^. ^ yna gran parte delle fianxf.farannopii alte ad e fatare iulldZf. ' ! ? ° "tae-^atM. *'»i''^4.M*IF«iiltmipraportìan,,amen7^^^^^^^ nice faranno in altex^i f'edi ^. Dalla prima cornice I» /o«orrtól7 A ''^"«'''''.'''."' V*rchitraue.fr.ggia%c,rmcedelfeclndoordin,laraljTjl^Ji^Z^^^ ^'a^fi''^fi''hi'diì.che!arannalefale,ecam,,eTgi°ol1fl^^^^^^^^^ na larghe 4. piedi. Vapertur, della parta è pied, 6. e gheà'tremi^^LL.T' '^^^"/" ìpiedineWandito. ''■'''*"'"»'J''rt mancheranno, v, fon, I^figurapiàfoprarapprefentalapartedidentrodelPéJierin «;«.-. j l ir , "'''.i»<'',t''l'Sgi»t'4raUualJariy: fuori degli appartamenti. S, yede da i lati la forma dtRerZ.V. VI ^/ """"tir il eort,U '•''''.^■'l/'>n'francefe.perdima/irarU^^^^^^^^^^^ ranno le due porte da , lati detta cala, etr Palkrea i tilrJiHi tiJ./ ", '.'" ''" f'' cj_figrau»rl(ani,U,a,nmn^^^^^ L J B KO SETTIMO^ t^ ...LUillllMUJUl*"" Della decimatefzaCafa fuori della Città. Cap. ij. rOand,ua penfaviodichew^fitata forma fi fotel[tf„,yn'habiMkncalUcampHnodeUaquakr,fonduecamer,ni(l,K. lenendo ancora p,à quày-èynafaettaSchl" ''*^-T>'t''Acommodi,i.lfem^^^^^^^^^ menttmtornoi-edIWI »' I »IM >i .i|i DdU B^ ibi StBjiSft^V^O SERLIÒ ^ì{CÌÌITET: ©ella quartadcciraa Cafa fuori della Città. Gap. i. meramente ad vno andito ^, di piedi 1 2. largo ; & di ±^ I^JanTì.jf ' '««'«^^'^ P»"" togona, llfuo diametro è piedi \%,(& eum al (un f^ruiti^ ^ » ''nacapeiietta C. di forma ot .almeno. Dopo fanticJna vJj. «Z^Ó^^X* .^^^^^^^^^^ ^'fl ?'. dutro camiti E. di piedi t^.drd, io. & non éfenrl-l^tJ ' / ' ^ ''"""' "'' '■^'' ^ ' U: & èfilnMoi.del^laU s'entra nTiTlpUdi^Tu^^^^^^ ,fynafin„le[c, di eff» Ve vm camera d, perfetta quadra uri ditZ„Ji«' ' ^ '""«"f,'"'' 54- H'icap, P''à'«'»'m!''ghexxa:&alf«ofer.itiod.,guarkcZTeo V^^^^ to.rvna. Wcfl* mederima camera "N è »n!,r^«.,,.?, 7. j ."'"'''""'" 5- «^ UtoaUa luaU Vi rnacapelletud attuti ZZZ'J ^f'"'' "• ''"' '!"'"'"' ' " to d-avpaLmentifari 7Suto Meikire dZ V' 1 ^" "^"'J'"- ^' '""'""^ hauendoynmHricc,mlointcrno:& fJrid, ^Lùo r-é,l%ohTuaZLr J ^^1^1 fcende al gran giarda, y. & é /caia piana pel canali, • ^Xm /f tX i J' T ', ''"''' ^ f/'^'f"«'>"''l''n'n^'fottcrran^^^^ tratta d'acque vme, ni di condotti, ptrcioche fecondo racLecZrVZVJ ! " ?"' '""^ chitettof,gCKerna,&doi,enon lòrlono lZfJ«,l.r l ""/''"«mane, Uprudente ^,. roneHuoÌo,!ie[fofcoZ^o'^^^^^^^^ L I B K.^ SETTI M ó, 5i I i I I I »m^^w.ui&«»^.i^a^^-j>..a&^^^y;'; wm,nmu»,k ^.kkv^W^.4..jLCi^j.'!'Ji4JMÌ'. ^v.^a.>J..4i«U cr^t;' ir ^!\';;^.\"iXY^i';\ jà^^M V ^ ? ^ n e □ □ 1 — 1 ^ 1 — 1 !^ Diiia ^2 DI S^B^Sri^^i SÉB^LIÒ li\CìllTir. Della cafa quartadecima fuori della Città. Gap. 1 4. LE tre figure dimoftrate qui dauantijono i diritti della pafjata pianta : U quale di [opra il nota la parte dauanti, che è alta dal cortile piedi 5. dal piano della [cala fin fotta lafafcia che farà il primo folaioy è piedi \^.& dalla fafcia fin fottol'architraue.pieUi 1 6. che fard il ff conio folaio. Varchitrauetil fregio^ & la e or me e, far anno piedi 4. in alte':^^a : & nel fregio ft ranno i lumi del granaio. La largheXK.^ di tutte lefinelìre è piedi J. L'alte7i':{a delle prime è Pi dfio.& le feconde fono vn piede di più in alte^X? • ^'^ l'irghe'^^^a delia porta è piedi 6&èp\ di 1 4.m o/rf ^7^J.• ma fura ferrata di ferri, & vetri dalla fafcia in sh . Le due porte da t lati fon perpaffare ai giardini, & fanno ornamento grande alla cafa. La figura di me^pfegnata ^.H.I.K.L. rapprefenta la parte di dentro di tutta la cafa peri fualunghexx^, come ella fuffe fegata per me^^o. Laparte .A. dinotai* entrata dauanti - doue. H. lignifica doue fi entra alla limaca : & dittide l* andito dal cortile . La parte I. viene ad eden talunghe^Tia delcortile,nelqu,lefi vede il corridorio intorno foprai modiglioni . Laparte^ K,è doue s'entra all'altra Itmaca : & che diuide U cortile dalla fala.chc è fegnata L.nella qua. le ft veggono due camini, vno al modo di Francia, l'altro al ce fiume italiano: & le medefime ulte-^e, che s'è detto nella parte dauanti, fono in que/ìa di dietro: e quello che è da baffo s'm- tende da alto , uf La figura qua già più baffo, é la parte dietro verfo il giardino : & ha le medefime alteXTe: w^ /.^«ey?r.j/;/orwr ^/«rrA; & cosi la porta è diuerfa dall'altra: alla quale fi monta pervna ulenanr! ZÌT '^' ""! ^i T''r '^'^"'''^' ' ' luoghi fotterranci : le i quali faranno tul l* ifstan'^e peni commododflk cafa. 1 t B J^Q l È f T 1 M §0 ^ì DcHt M DI SEBASTI .47^0 SEP^LIO URCUiTET. Dilla quinta decima Cafa fuori delia Città. Cap. iT. T i^rnt"',' "^f'ì '''f"/""',1'"'!""«"-'>>"<^'>do »dmc7io rn cetile d'rr. quadn'p, Infetto, &iauar;n eff^lard v^ibi^u: & dentro nello entrar) v, h,i vn\- nalot,Z,l uant, aqHelìoei,fic,,fi pref.ppone rn cor tue d, ^:,,dro perfetto. q.Mo è l^iaul^^' anche da . Ut, s-egl, faranno d,e port.m , per p4»e a igi/rdini fenJm.ed^re U llu T' b''^[f'«^'^'"iP''n,er.racntedUcorta%,ed,^.Mj^^^^^ &e Urg.pted, . , „./ „p„ delU quale Vi rna/lletta ilpudiJXnaml^a ted , merettaDM, pud, 9.&10 M'entrar deUa porca Ve rn-altra logg,a , della lmhe^7ad t altra, & cos, larga ancora : & è fegnata E. della quale s'entra mrn co, le F d t^Zt ghe^^a quanto è lunga U logg,a:c,oè p.cd. ^o.&èm lunghe^^a p.ed. \T& Lt dZt t cagwne delta muraglia , che d.utde le due camere C. H. Ù qu^t fono d, pZuultìrZ lìta'T' ''""'j ? ^- ^''^■""'" " '^'''''f""'Oua rnafala . . dptd^Uarla&u^ So.haueniom yno de' cap, ma camera K. p.ci,!^. iunga:& knap.ed, zo ÒuZf.T:! ^^'2"'°'' ■;^""'''- fari luogo per tre L,-J ri fa^^^ ^■""•»'"ff''r'l-fìxcflafipotrdamme:^,re:doue,nvnmen,brofolov,farannodj^^^^^ "'^'i;"^'^^'"'^'&i''rannolum,nofe,pe,c,ocheUlinesìraLjaràgrande"& uHn fTV "^T^Y" '" '"'"" '"•"""• "" '' ''x'camerett. ^Kfcire dTuTfalaftu Z2itf 7-f'"'V°- '""^'■'^ •" '6.Urga,ilq»alehà i fuoiparpettiabllaul D Zìi' '"^'^ gwrrfmo Q, per la feda T. &fotto la volta d, effa Llav, fa'àuZ ' te l I B llO SETTIMO. 31 _^ - 'e z DdU ■3, fonti diritti della tafTatm,;^^,. n njr , Ai ^~p»,t, da«a>,„: la ^uaU iaha dal p,ano del citi «,?/ ; '^ "' ^•f<>P'''f'S«'" -^i^i /"'y«cortiUdipe,fL^uadr.turaLVoÈ&al.^^^^^ Ti;'' ""^ «anti-,«a fotta, mnmcm d.pnd, 8. inUrihf^i Z^^IZ" ' '"••">''V"li» P"» "'-l pa: la cui altc^^a dauant, é picd, i 8. eoe ialino tZoltT '"'^'^ ' ^ """" '' '"«• ' "opmroipiedij.Ularihezzad'vnUnoéei^d^^ Lr t^ '^^ fine/ira é piedi $. La [uà aUerra è oi^d, i o ,.. -^/^^ ^ ^* "^^ ^^^g^^Vi^ di eia cuna i lue, a , melati. Dalla cornice print fi.fmòZ'cZrZr ^. ^7° ^"'^""^ <"""•'•?"■ '''" <''''''«edcrmaproportioncd,.,fuedT/o,ti^h^^^^^^^^^ ! «»f 'i»>e:^«iJopralc<,ual,faL„o,Xar' ' ' '^^^^^^ ''"ri"- i X«/arJ ""> cht fonadauanti ; ^ «re, ?«/;/;™ì;, a quella dauam Xi^JuT/r ^ ^° ' '^^A»" U parti d< die- '^'f''»'fi''»''baaatdcdaraLn,a9,Z7HuZlaZ^^^^^^^^ '""'• '«• '«>»»- ?*«»r<.««m G. H.pcr,ncred7bZaU,lhet^l ^^^""1' '""'"" "'""f'"'"! '" '« i l^K^ ^ITTlH^l 3% e 5 ©dia . 3» ti SEB^STI^riO StliLlO Ul^CHlTtT. Della feftadecimacafa fuori della Città. Gap. 16, L'HMtaticxe i» ì dmmti fata granicmentc dferctt dall'altre: f mie che la tua faU lÀ apalefara d, me^o creolo , & molto grande : & ai capi d, eljl rifaranno duecamem uperfmo,-,» lato delqualefia quanto eontunc lafacc:adauami, ir amo d, pm.auZofl ranm due v.e.che ranno a , giardini . TuUol piano di qmfia eafa fa, à alto da tenave/t Del conti grande i entra, n mpueolo cortile.la r„„n^L dUr,uilenc„fa,AZpi'éÌ ^ tV^t T '' ''TT'"'' '>'"'^'' 'T''^'"^ P'"^' ^8- •''=' ^'"''^/J monti al lai elìdi 4m\ teatrale, hauendo ,fuo, appoggi a ialauSI,. Da vn lato d, ]u,lìopc, vn paffallcf'uah yna granfala D. ,n forma d, rncxo creolo ,&Ujua larghc^^a è pnd, l,oT[la'è fatta Z hmuernata, p^rcoehe al nafeere dei Scle,ifuo, ragg, cLncaraLafZìfafrZfZXa. chele farà d, mtSìieto ve ne faranno tre. -Ne i capid: mie sia fata JrÀ llTn 7 ' , y<[aranno due nicchi con lefue banthe dafXe. DeUeZ^pX^^^^^^^ '«'>'f-^'P'^<':^4.perog,,,latc.deUaquale!-entraneU-aLaLaF^^^ lo. larga.dietroUquale cièlacameraC.ped,li.lunga,& 14 lat7a,àual,dJl^t' ^ (?X".fy '■' r" ^'^""(^''^ ri f^anno quattro buone camere. & mòcZer ZLl nt,& otto camertm. U camim, cucine.tineUi, fatua viuande,& altri òmeùul.vZ ,T^'- 1 Xfh^t^r,ante.. La figura fopra la pianta rappnfenta tafuiafaut" ÌelZT%f''Ì'T ^ no ordine fegmterà intorno ad effa : laquVle hor»es'èdetto)Zlat.l/T'^'^'- dal piano finf otto il primo architrauc , fio pMVaS^^^^^ P'ed:5.&, nim,èpied, J. Dalla cornice fin fotto à fecondo archLZelJed, iflZ'/'V' ^ "'" la cornice faranno diminuitila quarta parte da que fZ^'u L^^.a rf « «Tl''^ "pennajipuiiptccoUfottolafiamafiipoUrMno. )'"">'tQTiuiaaentt 'é i I BK^. S^t ?' WO? C 4 Della Della decima fcttimaCafa fuori della Città. Gap. i> fcaU piani pied, j. & «muifjATlLTjj^^^^^^^^ ti '"'■.'"' ?"'"'' ""'i' f">><>'»<' perma ,0 dieffo y'èyna carnea B. dipkdx r&ild^trl^i/ , I,^-'.''^'- ^ ^+- '""«"• ^ ""- fi«>agranderza,ma,cov«JdThLl'nlt/T^^^^^^^ ^ r »a /to«« n. T affando pi, efTail^.tZ^l,', ^,'^ ''*>• '*"«* •" »'■' "?» Mia qunU lunga piedi lo. tira ehe ve vna lirLc. Ju Z n j. """^«W* «• A /««lii lo. larga : & è dito I. drlla m,ima del prmo acaZaInZ ^^,' ''"" ''"' ' ^"'"f"" M cmile l'è fan. f'>c-élacaJeraLlTlZtTl^^^^^^ ''■''^■il'rcalaM.perd.fcenicre7gaZino^^^^^^ ''ffi'H-^het.m.farLo/mot.rraJalTt^Z^JlL^t^^^ vorrà rnafaU pia lunga . prendere rlZTJ , ''i'^^"""""" ("à dalfaltro lato : ma chi & hauerì vnafMa di fJ'^i.lZga"' "" '' '"' '"""' •'" ' '«' «"" ?«'" */«f « . faranno ^.elle d.fopra, & /' LS^/Z/Xt f^a?/ 'iZTù- ^ " } '' ^ " '"^''f""" '« alH^^a p,ed, S. L'alte^, ^u colLefZT.^/.fÓMit {"? 'l "'"""' ^"""•' fiiteflrefaran larghe piedi j. L'alterradi riJrlJ r - J fi" fronte farà piedi J. Tutte le f'f^'npied^J.elfhgit^Z,:^^^^^^ fme d, dentro delUcafa: «el mero della Zie n-^^"^' , ,^«*"'"^* /"P"» raprefental* inai, faranno terra^^fcoperti. QuXbatZ, r^^T '' '°^^""" ' f"" "M.fopra It^ S'l'i'l»formad,^}LZ,irWJ^^^^^ L I B Ilo SETTIMO. ^i 4i DI StBASTl^'Ì^O Sl\ltO A^CtìlTtT: rcìladccimaottauahabitationc fuori della Città. Cap, i8. Cui fi vuole allontanare dalla commune yfariTa neldifporre alcuna habitatìone è ben m ccfsario di trouare nuoue inuentionijcome al parer mio farà la preferite habitatione : L ijuale hauerd forma di croce : doue faranno quattro giardini : S'intende per fempre, cheyr cafa da villa habbia dauanpi a fé vn cortile di tanto diametro , quanto contiene la fronte de V edifìcio per lo meno. Si montar à primieramente piedi 5. dal cortile alla loggia^, la lunghe: '^^adeUa quale farà piedi $6. & farà piedi l^. in larght'^x.a. Di queHa s'entra nell'andito B. \ piedi 14* & 1^. nel quale fi potranno fare quattro letti per neceffità. Da queHf fi truoua vi fala C. di perfetto quadrato. Ilfuo diametro è piedi $6. ma perche i trauamenti non potrebbe no r e fiHcr e alla copertura Je gli faranno otto colonne, doue che' l corpo di mc:^>deUa fala fi rà largo piedi 14. & da i lati faranno due anditi di piedi i^. Davn de'lati fard vna faltUa 1 dipiediz^»& 21, della quale s'entrarà nella camera E. di piedi ip. per quadro.^ canto di ef è la dietro camera F. di piedi 19, & 14. Dipoi fi pafja per vna limaca aUa camera C. delU grande^x.^ dell'altra, hauendo al fuo feruitio vna cameretta H. ^U'vfàr della fala smentì in vn' andito l, della grandexj^a delprirm : fuori del quale v'è la fcala 7^. per di/montare e giardini: f otto laqualefarà la fcala per dtfcendere ai luoghi fotterranei . Ritornando nella f la, dall'altro lato v'è vna f aletta 0. della proportione di quella di D. al feruitio delia quale fi no i tre membri T.Q, co'l piccolo camerino: & quiuis'ba da covfiderare che tutti i lucght w, '](jnh& piccoli s'habbiano d'ammirare, perciocbe^l'altti^ delle camere principali farà pi, di 1 8. le mezanei& le piccole faranno piedi io. alte, cioè quelle Uà baffo : & t luoghi di fopi faranno piedi 7. in alte':^i,& vn piedeper lo riempimento delfolaio,che faranno piedi 1 8.Qu Slo edificiotper hauere i muri di mediocre groffei^ , & le fian^^e di buona alte^xai non far ai yolto, ma il tutto farà di legname: & folto terra farà m volto doue faranno tutte le officina, pe'l feruitio della cafa. Ma le due loggie faranno rultate^per hauere le muragroffe. Lafigui fopra la pianta fognata A. n-l me^p, rapprefenta la parte dauanti: & le parti da i Uti,ancoi la parte di me^^o ^. viene effere la loggia dauanti,doue che ctafcuno arco è in alteT^a piedi i J &fono larghi piedi 9. Lagrofftxx^ d'vn pilafirc in fronte è piedi 2. ma per li fianchi fono- pit di 4. Sopra la loggia farà vna faletta, cbem Francia fi dice galena , pnfpaffeggiar e. L'alte^ 'jraftta farà piedi l z.oltra il granaio: & così faranno l'alteT^^e ima i quattro luoghi B.D /.( faranno d' vna alte-j^afnla: cioè piedi iS.oltrat granari. LaparteG. p'à alta, dinotala tir a ta de quattro luoghi CH.E.F. La parte D. ffgmfica la faletta D. la parte O.figmfica l'altra fi letta 0. La parte Q^dinota U tirata, delle Sianx^e Q^V, /^. i quali luoghi ( come ho detto JfipQ iranno ammcT^are . . ■ ki L I B 1^0 SETTIMO. Iu...|t....j I 1 / I I I l'""''-'-^ Ì)tUft ©dia cafa dccimaottaua habitationc fuori della Città ; Cap." 1 8; LE tu fgHYe qui dauanti fono patte dei diritti iena pianta ttàadiettfì r^*,v^ /> j» parte di dietro verfo il gran giardino: donefi fcendeaefs/Z^'^^^^^^^^ ^ ¥''Ì^' 'tnalttTTi ^^Pg»ra di mexo, dinota la parte interiore di tutto l'edi^cio Varl^^^.^.- jn n i fj*^'^i^^KK.^épicMs4-.LitrauLe„tiruotronorolZi^^^ fottogU p;cdeIialU di 6. piedi m 4/^'rr..^r4«»^X^fJ^.8 / / 'l ''^^'^' haneranni parte BJiitìth cai Itf rimo jtndif A r^^^— r> /:.-- j. _,. w ,, &à>/*^vn^n uà into ai I I/BJ^O SETTIMO' ^ 45 Beila 45 D/ SEB^STi^^iO SEKLIÓ Uj^CHlTET. Della cafadccimanona fuori della Città. Gap. ip: LE iQ^gie alla campagna fanno affai più bel vedere, cU le f acciaia • fì^rdnrhp 1a y>ì*f,\ .,; f^ri «,ogiw,&p,àbeikxxj'7 ^^ ' • ^ ''f'^""*"' '"'«"'"•o della cafa ^ parte meno alti di auel di fot o: &nelfn7iJlrallT,F' ^ 'o^mce faranno la quarte I MI L I B KO SETTIMO, 1^ Eiiii um PP p^"^^ B^ tei li ^^, J I 1 i l i-"l •'••l D^h 45 '>J SEB^STI^'}{sen,lIO ^I{_CHrT£T: Della vigtfimahabitatione fuori della Citti. Cap. zo. ± ifi chtdmtntt a tjj.fi, rnafpadofo cottUe murato mto.no. dal Lu fJLarà ÌhTì r«,W«„«/«„. : ^ Urgaf„i. lo. h.uendo al fuo fermo L calZof: pTd',cÌ '^ ^ ynalm^ca,la^uchfe,wrà per montar, ad alto, & avchefopra ,1 camerino cbehlLIl^ " P'l"<>^'>''/''>n'.&y'><>lirnaca.D»U'attroUtodeU-aniUoy,fo,,du^^^^^ ^'0 quadrato: ,1 diametro d, cafeuna è p,ed, 14. Fuori deU'and.tc e, éaTaZ^rd.ffende» <•lgard.no feinuo l. La trandcxj^a d,l.jualt fari a volontà del padrone. ^ •"l""'"' rcB. Chamofopra effe due altre canteri: ma ilurghi D.E.F.G H. the (Lo y«7,i,J,^J ' f"'PP^''''''.''<>'>ha.erannofoprafealtrocheigrLri.Vr,mafi^^^^^^^^ [l(';'''''»'^'l''«^c«Muelati.comer,r,deafpianodiMtaUca7aT^^^^ '»''P''>»earihitr»Hefonopiedilo.cbt/aril'altÌ7TaditurtehcZZlT^T.'^/'' ma , canterin. s-amn.,^aranno. VaUe4^denCl}la:e{Te^^^^^^^^ la corn.cefin fotto il fecondo érchitrane fono pied. i^.&,l laLuoMlè Zeùel t / "ffà }.pied.:&ttelf,eg,ofarannole ^nefiredtl granaio. Tutte le flneBre krlLnnlZT pted. 5 . le pr,m, faranno alte piedi io. Le [eco,' di faranno tiedi i o L,ln^nJln . ,^" I / B /i© ìtrfiMo: fi ì Jo DI SBB^STI^Tl SEI{LI0 ^I{_CHITET. Della vigcfimaprima habitationc fuori della Città. Gap. zìi L'Habitatlo-e qui dauanti dimonrata, hanerà quattro appartamenti feparatil'vno daU'ai. t,o: r:ond.mcno pervie [ecrete fi potrà pcffartdaU'vno aWaltro : & vi fura vna coriencL m.-o d otto Ut!. Dauanti ad e fi h^bitatione vi farà ti cortile, come ho detto deU'altre: dalqua le fi momara non meno di 5. piedi alia loggia ^. Lafua lunghf^xafarà piedi 50. & Urza 1 1. Di qtuU s entra nell'andito B. di phd, 5 6. CTI 1. ^ canto alquaU è ma camera C.d'poifitruo^ uà i^ dietro canina D.al feruitio della quale è vn camerino E. & la lirnaca : de i quali luoghi f, ' ^j^/^^»"^ Y'/^P^-Zr^ f^/^i^ Cd, ptediU>& 24. al feruitio della quale fono tre luoghi n.LK.^vnalimua, ^U vfcirdi efjafola s'entra nella forte di forma ottoirona ferriata L.di P'^^' 50. per diametro, Quella corte haurà quattro arccnif.iquali faranno per fcderuifotto al coperto. Vaffando la corte Ji truoua vn' andito M. dtUaproportìone del primo: a lato del qua le VI fono due luoghi ?^.0. Fuori deWand:t, Ve vna loggia T.della rn'^fura de Ila printa-.ma va. nata di forma. Ritornando m qua, dall'altro lato vi fono due luoghi Q. /^. da i quali fi paffa alla camera S. & di queUa Centra nella camtra T. daUa quale fi paffa alTe camert V, X. Della ca- mera T.fi va alli due luogh T. Z.& euu: vn camerino,& U limaca.Ouiui è da notaresche lafx* la, & le due camere T. V. faranno di piedi io. in altt:^ia. ruttigli ^tri luoghi faranno ammel J^ti : 1 1. piedi faranno alti i primi. 7. piedi quei di f opra , & vn piede per il folaio, che fon lO;! lievi mancano limache per jaLre a cf/ime'^ati. Le tre figure qui [opra la pianta, dinotano tre appartamentiypercìocheCaltro non fi può veZ dereOueUo di me^o^. e la parte qu} dauanti, laquale ( come ho detto dell'altre J é alta dak cortile predio. perlomeno . Valtex^a delle colonne angolari , che fono Doriche , è piedi io., f fono m fronte la fettma parte, la fronte de' pUafi^^ [^Ifjèrnmuriccmolodvnpiede&mt^ U^afuaèpitdi i6.&mj':^o.L'architrauc,fregto,& cornice farà piedi j. in alterza, ^ mi fyofarannolefincftreUeddgranaio.lcfincslrefottolalogg^^ t l.v'/T'''""'" v^' ' '"'¥'"' ^^'i' '^'''''' ^" /a^S^^^^^^ . DI molte mifuicch'ionon liP 'f'!lT'' , T' '''i ''"^^'^'^ ^ "« ^' ^^'^' P''''^^ /^«o '^ P<^rit]x. la figura pia '^[^Hnata V, dinota la loggia di dietro verfo il giardino: laquale è molto differente dalla pri^ Z'J' T'" ""'""'r'^'^'^'^J: • rapprefenta vno dì quegli ar coni, che fono nel cortile,perflar'i itt-'/T'f ^f "r '^•'^^'^/■'^r^ ''"''' ''^'0 > <^^cetto II cortile : done faranno tutte l^ T^Tellafl C ' ^ ^'^"'''' ' "^'"''^ """* "^^ ^«^^^/^"'^ ^'^ "^^'"^^ «^««^ ^'^"T L I B JIO SETTIMO. 5^ D % Della 51 BI SSBASTIWÌIO SE1(L10 U^CUITET. Della cafavigeamafeconda fuori della Cittì. Cap. n. f<'»'i'l>''luogh,F.G.DaU-al,r,capodelTfaUr4CSfaJerf^^^^^^ /-««». Vaffando la toggiafnruouLnUiatoLnJZTdUn^^^^^^^^ 'Ì' t*! pò, s-entra nella cameraH. che al fu:, [cHitio ha la cameTaO Jlr ' """ '""J'f f " ^ * mU-ahr. capo di qucfia la,a Àia L.raXct^Zet.mhK T^lu^- ^'/Tn'^ toL.r,tmQuailtipofo della fcala T. che fcend^datreZui,/.^ t '"" '''' ^'^"" itj. lilirghexx.'ii'yn'irco i alquantopitdn piedi IÌ"--:%'^^V>i& Jet fianco e pie ^''''/V^*M&hnrane,fngio]eco,TefpUr^^ '"'••i''"PP'rtament.da,laÌr>habUarannLnclMC^^^^^ f''''^-^-"fyontep,ei,,x.Q,u,Ued,[oprafonoalt pulii ^^^^^^ la coTn,ee,frei?,o. & archltraue fopra effe fari u 'Pog,.rd,«,mt0r»0aW,J,fic,o. Da quefiigiardim fi monta ^.»lt,i piedi al pianoB PetynL fcalada„elat,,doue è rn-andUo. ne , capiddq.alepaffandoper yn, limacWTjtrtnduZ camrcc. d. p.ed, zsper ogn, lato , hmcndo alfno fcrmt.o i camerini D. JcmarédeUa^ F.O.d,p„ézope,qHadro. D,po,yèladietrccamc,aH. di piedino. & 15. Datralrolatt ,0 \Z1ta luZ'n'f' '""'' r-^ ^^fi/^ruitio della 'quau] la TaJaK.LgaquZ to e larga lafala-.& effa e larga piedi 14-^lt'yfcirdeU'entrata fi trucua yn'andito L m L co. t;i'h''<'l'V^ff»^i'f»ynacame,aU.co-Uarneri„o'H^ coperto. Ildiametro d, ciaf cuna è piedi 1 5. .AU'vfcir ddgiardino yé la feda S. Z lìce" Ire cmque altri piedi al piano dcUa prateria Se in que^fito ìifarà acqua orgentl %'Zn"'. quando non ye ne fia.fi faranno due conerue a i lati deWedificio: & racco' lif'''^lP'''''f*f'l»»t<'B.'apprefenta la parte dauanti della cafa: douela [ala & le due camere non haueranno altro che.l granaio di fopra : ma l'entrata con le due camn C. »<>i'l't'/«ccamersM.O.perciochequeUec,nqueeleuationifarannobelUy^naan^^^^^^^^^ &l'- L'edificio primo fari aliato dall'altro piano piedino. Dal piano deUapM^^^^^ ebitraue fari pied, ,4. Varchitraue.il fregio, & la cornice farLofTedTinal,eira°& n'i fecondo y, fono piedi 1 S.Il fecondo architraue, fregio, & cornice fari là quarta parttm'nore delprimo : &feal,rev,lfure/.rannofcordate con i pied, folto lapiant» fitrouariituuò La. fiZurapiu aualto, fcgnata H. dinota yna delle teUedeU'ed^ficioxLef'nlkmdeRmeZlre &■ nel me,^n,doue é la f v'è U ctnferua dcUai^ue pouane . ->'-'' *^ '»"'«/"»' '"'/«« » L 1 B Ko Settimo: ^i T> 4 Della 56 DI SZB^STI^-Ì^O S EB^LIO ^RCHITET, Ddlacafavigcfima quarta fuori (iella Città. Cap. 24. ^ Qf^tHa cafa , laquale ccmpiffe ihumero de i ventiquattro , non farà tanto fuori iti ce rnune vfo, ccmt fono fiate l'altre, tnj per tanto io non n*hò peròmai veduto vna firn / 5. perlafcala C. ai vna loggia ti. della quale s'entra m l andito Ldi piedi 24. per cia/cuno lato, ^i canto a queSìo ve lafala K. pedino lunia' & t capo di effav'è vna camera L.di piedi ao. & 1 8. che ha al fuo jcruuic vucarnèrinoM. D. L altro lato dell andito è l anticamera J^. & la camera 0. di piedi 24. ciafcuna per ovni lato, UcndQ al fuo feruitio U dietro camera V. Daquesia fi pafja ad vn luogo da pafe^ttrare o / m Francia fidice galena: nel capo del quale è vna cappeUa . ^Wvfc^re deU'anditofi tru7ua 4//f a '' "^^ ^'«''^^«^ S. &fat. lafua volta v'è la porta per difctndert La figura fopra la pianta dinota la parte dauanti verfo il cortile : nelmezo dtllaquale u'è loggia aita dalla corte piedi $. I piUfìr.fcpra gli angoli fon grcffi piedi ^. per ogni lato: quei me ^ofono il mede fimo per fianco, ma m fronte fono per la metà . l'alte:^7a loro è piedi il. d, ^^V^Y^' Motto larchitraue fono piedi -jA-architraue^ fire fon larghe piedi ^. le prme fon' alte piedi iz. Quelle fopra la cornj fvn alte piedn^ mey: ma quelle a canto aUa porta fon più flrettr. la porta è largha piedi 6, & alta io la Par ^àJangolofegnataL.dinotaccmeflarannolecfficine,lequali^^^^^ percioche fopra effe officine faranno camere, altra quelle che fono mgalatafopra effe • ma l'a triangolo P tir la parte doue è la galeria: laquale èleuata dalla corte piedi J ^fottoeffl ca«af.:^ ha d, fopra vn'al^a galena, urne fi vede.l'alte:^:^. di effagaleria farà piedi 1 8.< ^fJullu U^fk, 'Tr P'^'^^'P'^^-: "^^ ^' rnc^rane^.^ i luoghi piccoli s'amme^arannci praiajala ti vefttbulo.&le camere vi far anno. tutte camere per la famiglia. LffandoHi vu'at i L/JSIIO SETTIMO 57 J8 DI SÈ8.4sriJxo sEi{_iTó 3!5.?!?7frj*: D'un,h,biatione.pctf,rde„tm^UC.ttà.u,,uogo„ob.lc.ve„tefima<3„,„.a: fono mtgmato ynfuo in luogo nobile fra dullic^nidl, '"^'fi'"'''- <"' "'""' '' ""^ , qutSo luogo (come l,o detto) moUtnobUeJnlc^irsZTt t ^''' /"'}>•"'"•"' ■ & per et ^'<>r«'-«'''odelUciud,&rendonor7e::a^^^^^^^^^ y»'''>'trne:^odelUfuci,dipiediix.UrgaTJ:TJ^^^^^^^^^ faramoriuattro botteghe B.di piedi 1 5. in larZ^^ii^T '^•, ""'/^S''» . & f">'llro Uta '"^'''''ì piedi i.&L^oJ/gli^;^^^^^ fi'tbuni i ,,. piedUa lungherz^eìVt'm^^^^ ""(^««o; & coù ll\ Um, V, fard vna fcaU per »o« Jr/27,K i^f "'"^"""^ '' l">"^Zhe. & m ei. hob,t»mi. Fuori deli-entrata v'è ynaCuc 'dìTJi'lT ""'^f f" '"" '<">"»od.tà deg /"j'f • ^«'3« circonda rn cort.le d'^uadròpZt 'n}l"!' ' '"""t^^ ' "'!'•"> "?o r, tofelUhigia fi, ruoua prima rn-avt,eamerar0ieTi!^ZJ''T:" ^'""'' ^^■'^"^'''H'ol hU F. d. p,H, ^s. lunga. nel eapo della ">< *.'«»r J J. allato Mqualee,éyn%Uti i!Z£[;V """"f"' "' '""'' ' ^■'"^'- « «>»«/« camera K. d'vn piede manco per Zta-tXnlau2" V '"'Y^ '""""''' '''"'f'^ fi metterà il teno nei luogo L. SonnouiancoralliulTJ, "r 7 '''°^'' ^""^' '"" ^"' - • ^«' 'apo deWand,,o v, fono due limache ÒZZnte'TaU f "" - "" '""""" "■ ^ •'^' Ml.^d.to Vila y,a V. St altre t'ntoIapplZfoh!!ZI,T T"'"'"^ = ^ ""'^^"'^ "' 'f' '-"' ' l<"ihi iouefo«ol,fcal..f,ran,,oZ7e 'TJ.it r' '"" ' ^! ^"'"' ^ ^"">"> ''P''^'P'trà neli-altro luogo farLn[app:ilTa7r^^^^^^^^^ L J B K^O S E T T 1 M Ql '^9 DsUa . 6.£»« rfiri della f.cda yerfo U jìuda nobile.ta Unll-rlTr'? ^ ^''"f '""• ^"«1 /c/o,^» /o£« eanhitA,u[ono Piarli che7Jn-]T 'f ^'''" " ' '°-'"'' f'"""'''' ^'M' UfaUr. potrà aliare fin itt/cor^ic/ ràf /"Syf ^^^ ''', '""' '' ""'"' ' """ '' P''-">f4> faraone pud, ,. & rne^o. k fineflre faranno largii p. E ÌZ'ZlT^'^'' ' f'' "'' " picii S. & mero. Et etrche In lurr^L, ,u.j } 'r n *' ""^^X.' 'oro opra i b.ilaulìi far. Irind, ornamento aVlcifiJ'u^^^^^^^ "f"r''r ^'l"' '■'•'""" """" '/"»» "^ %r>,e d, Franerà in ^ifl. Sf, "/i iXI™ ''f "' ^'""l '" '"'"" 't^"""' '' " fimilmente a copertura di aueSla cafa fai A ^li. r-. / / ^, ^' ''^^S'^^* & dt 5. alte, Ei l«'gh>habuabiLheinfrZufJ&^ pMicolariJon-hò'i'h-'natiluunitZZ ^ ^ ''^ 're:lap.r.nelr4.^^t.;r^^^^^^^^^ L I B B^O SEfTthiq^ H BtU% ^4 ti sEsUsrìU'ìio siPy^iib l/tiiCHiTnr: Della vigcfiraaquinta habitarionc nella Città. Gap. i j, HO trattato qui adietro biella parte dauantì.hora io tratterò della parte di dentro, Tt èi ma parlerò deUa parte dentro della corte fegnata H. che rapprefenta le Ionie , foprai quaU V e Uterra^e [coperto la larghe':^^a d'vn'arco è piedi i o. la grojTe:r^^a d^n pUalìro z la colonna pana , è piedi J. Ultti^^a d'vn^arco è piedi i o. la colonna piana é piedi 2. & me .arga. Leptlalire che fojiengcno gli archi, fono perla metà di effa: & così l'arco, Varchitrau Jl fregio,& la cornice è piedi 5. in alte^'K.^- la parte di (opra tiene le medefme mifure , che djtlodaHantijmatcor^Kiarnentiadaltof^^^ fi»^flrefono della lai^e^a rnedefma che s'è detto dauanti, la porta dell'andito è piedi 6. , li. lefineUre di [opra con le [opra fine §ìre, &le fine/ire piccole feruono alli merati-le £ne/Ì ^-hV. W l'''^'?^/.'"'' ^''"''«'^^^'/^«^ ^»f''^^ 'i'o»^^ con le medefime wifure. le parti meaelime camere nelle parti di qua^dmofirando come quei luoghi alquanto tenebrofiftamm };ZT^'^T''"T*^''^''^'T?V^^^^^^^ '^^' camere parranno ad alcuno e tZ Z'^T ^''^"^ •*'"1 '^' ^'^^^'^ accommodareyle truoucrà commod,ffime,& mafTm « aitiiiQ tte&o amofirato cinque figure gmm fntto con ma?9ior mifura. Il B Ko s n f r 1 M o: ^-''f<'"^'tm

    JÌ>>nmaggiorfor«a:cwèipie£ eHendoUltiX.K'^ de mito p.edi ^fipartirà m tre parti egualitvna farà per l'archUraue ■ il e '"'*>oMH'''i^U<^iafefiapmedcltuttc.Dcl,imanen,t^^^^ l»f'''«^ffMuaUroperlafafc,adimtxo,&Uc.r.quc,eBa^^^ Trlt,:' 1 fr 'Tr '" ^i",' '«"*']•: ■"-?" * '"'' '"' f" '0 '''«'icolo.l'lfuo quadre» LI BKO SETTIMO. 67 S X De 6S i6. De gli ornamenti particolari appartincnti all'Architettura. Gap T ^^^^i^y^r^mcnte fono d'.grandcornamento alle habitatoni,^ ^rcìd..r.i X n, f .irebbe accdtre alcuno a diuerfe ptrfone , io ne dmoZSI, ^'"^?^^^'»^« pam da baffo: néj. .ara..,!,. U. no d, quella //.X" .^f .t ^'L I^^/P t' "^ permche m queUo & ,„ ogni altro camme/aròfempre tlmed^Z ^1 r cinhitrau fua orrnafn n.agr,>fica d, prefenna: ma poi quanto aUa coZo2à / i t "'''^"'^'ì '^'J £t perche qua nella Francia fi coHumano le ^ole de' camini andT/l^ l . , ' r '" ^'^^ vmura , ^ .„. ,„/, f , ,,, ,,,,„, , ,^^„ ;^;- :^-; ZTaZt ^r ''' '' ^'^^l'^^^^f^^^rstperèoUra^^^ coudo che faxa efera Corr^pofìa: & quefio andar à fin fotta tlcielTt/o.Jtl^ "'''■"'^" fregio, # Carchitrauc Tingeranno tncrno la camera uro^l^^ v}T ''!^i '" ''''"'" ' '' m volta, Il prudente architetto faprà ben r o««X/CF«,t.«;. / (^ T^' ^^^' ^''^^""^ ..m/«o/.^«.ro ZJ.è^V^ra Dorica baHarda ^rcch^^^^^^^^ ' '^/''''^^ diglioni :& fopra qu.fio ordine rifarà U cornUodbaFon^^^^ "' ^'"' ""' ricalcasi da alto, comeda baffo :&fmpre sUntende eh IZ T "^ ^^J pur opera Do. fo, 6 di legno, 6 di lamina di errT^tro mZt ^^Z^^^^^^^^ J/ f^ Tr^r''"'' per fianco. Il quarto camino fegnato D. è d'opera TofcZaTl^^LZ '''^''" veramente, cheficonuhne a vnaperfona rebufia: fopra ilqualoZmTJ' . ^ ' '' '^''' It É\0 SÉff I M^'» t 3 Be 7^ DJ SEBUSTJ^J^O SEìlLlO ^KCHITET, De mcdcfimi ornamenti. Gap. 27. I -jitamUiijuidaiianti, fono nel modo, che fi co/ìumiin Francia . Egli éilvero ch^iy.^r..' Jid^nòd altro metallo , acciò che' l fuoco non of.ndeffe gli occhi di coloro , che fono alfuocà per fcaldarft, ' ' / •"• Jl TJr"' '^T"'" ^.'^'^''I-^(''', '" ''"'l'^''' ^ '"'^' '" """^ '^^'^^ y Parche ifuoiorm menti poffon effere m due modi, ^el prmo ft potrà farcia colonna di mero due terzi deUem me:^e colonne piane appoggiate al muro. In altro modo il medi fimo camino fi potrebbe farei mi V '"' '^'^''^''^' '"'''' ^'^ "^^'^^ ^^« dalle pdafirate, aUequali è appoggiata la colonnì tónda alla murnglta, vi rimanga yn luogo per ma perfona,comefi vede nel profilo lui a canto. tt e epera lattica. ' ' llcmimfegnat, X-H'optra Dorica mifla conilSj,liico:&f,rumbbeperr«a(ala elTtn. ionna per banda: &(lari ancora bene: & m.fmamente dee non farà graiie [paci II, è rero. che Ugola piramidale per il commune yfo comincia fcpra la cornice : ma perche '"''"' '^r^^}'^""'''''^'^''''''"'"''"Peol«»ga.m'èparfod^ * camera :& fi potrà fare m yno de' due modi. 0 la colonna appoggiata al muro siVlLZ del camino oueramente dlfcofiarfi tanto dal mmo con la colonna iLa,chT-^ìri^£àìuo^o f'ry»»t'^hrta,&farmUcomracolonnapianainfe,tanelmi>ro,comèfim^^^^ '''l'''''''''«'o-L'mif«r,di<,nel}icamimiononmnarrate,percioche'o^^^^^^ lHi,go.Maif:at(on che fono fattj,fJ S£S.^STl^rio SEB.LT^'^^KCtìlTtT. De'caminifopraitcttialcollumcd'Italia; Capv i^: T Cinq^, camini, che fi reggono qnì dauantifono al et nume d^ Italia ; nangi^ al modo di f , 1 rara: perche fono dtmifurato pefo/opra le muraglie: né anche al coHhL dyeTetia^ Cloche la fui altixv^mi mette paura,per cagione de i renti. Ma ho yolutoTener.Zrlr^^ do dimed.ocrità&fimplicità grat^.fa : come fi rede ne' quattri ca^in^^^^^^^ '''''' Il fegato P. è a otto facete : la mifura del quale fard a léertàdel7Jcbuctto'- i^ur rU fommuà (upen ti tetto : & il fumo hauerà lafla yfcita nella fommltà '^■''"' ' ^""^ '^' ^^^gnatoI{. farà quairàtontlprtmo ordine fotrailtetttì'ntn h^j .r j t ^.. ,.. Il finito S.i r„ond»,comparino difopra d otto cartocci, fra i Jaìi r{ rJu/umo cacci t» da (otto buchi, che faranno fra gli modiglmi fotto la tefùdcl camino ^ ''fti>>n, . D c.T,occ, fopr. U corn:cc f, f,r»no profcrmna'ti . i'»«'-f-"''i<>dd:motrcpm,«iuM::un,j^ràp,rC^rc}y.tr;,ue,^nip,rlof,cw U' ■ p,r h '-t'r<"m,xatod,p,etray:ua,ed-operaUterJ,a[ynare;u,^^^^^^^^ p::i:;-?ar^:yeiz^^^^^ N I I z/JBiio s t T T 1 M e: If M^dS&^ ^1^1^ f^^ ■': Il Xkl^ 8o DI SEÈ^STT^'ì'''"X.^-'^f''«ptnr.n,,.*.r w /. ^ .' ^ *^^' ^cuu tviu , c^ alcuni e fenejìrini e honoreuoli alcune antichità Koman^ma trane/iite da lafchTre! ^' ^ ' ''^'^ ^'''"^' ' '°^^' ^' Lafegmta L.fi potrà fempre conofcere ter Dorica- 1^ /,«-/- « j » Uha /4rgfc.^^4 . /. pUallratt [aramo II UnTz7a2,l'f"' '"'" """' '"'•^•"""o < Il mtxo cittolofarà fanno nel modo chàred, taXTJfl K ^^' '''"'' "''"""• metUndoHi poifcprailf,ontefpuio ' ^ * ^ ""* ""^ ' f"' ''' f'"" "«'■ = L I S Ilo SETTIMO 8/ F X DMcu' ■^4 DI SEB^STIUÌ^O SERLIO .At^CHlTET. DalcuniornamcntiappartenemiairArchiw«tura. Cap. 34, no ylL yn. J,u.ftone, che parte uJnXélt^^^^^^^^ menliccnticfiM. Frane, ^'appella Cloafonc. & m Uaulcbi l, die, ZcccbUoi^Z^'T'- ^'"'^'"' oU,o nomilo clnama.Ver U qml ccfa telando d'acZe'ntì ni tZT ^'''""' ' ^ '*'>'■ « aleni. ,„u,l, potran fcje a tal, .# «r.^^^ «S ro«;£r?'r' ^'f'"'^'"' Saràperau.ntma vnttmpio.U /4rf6fzr^rf,/«„!/.7,j "''"''''''''''"'''»'' • tolonnafarà p,ed, ì.&y„ .uatto. le pUafirate della ÓStlfA ^' '"«"■^'KK" à'vn, li"lhexx^, come dimofltaU pianta. ""'• ^'"'''> ' ì""!'" al cmpattmnto della 'Parliamo bora del diritto, che è otteraTìarii-a l',l,^~. j > ^- j a ... . . qoartu Ultc^xa i'yna colonna farà piedi XaL iTf^l, ^'"''"f' ^"^ '"""^ ^ "^ <^'0'«icefa}}nnoinalte^at^:iZ%lZ^:^^^^^^^^ compartita triglifi co'l numero che ù Védilll.Vj.r T '' t"^'" l'' ''^'»"'" "Ito.cbé '"'olonn^min%,kfa::Z?JcÌ.&t^^^^ ^^ «•'' '«- ìual, faranno lonichi : & faranno àlmeUod7%edmIm hi "'f'r •*'' """"""' '^^' piedi 7. in altezza : della quale altercale JfJÌTJ:l ^'P'' "!'"''■ !'"">'"> te colonne di «'nic.fayiti^f^acotalfoìltÙetl^Z^^^^^^ '^•P'Mopradile.Valtk'^ùelUrch.traiVfr^^^^^ altex:^a, facendone tre parti egual,: ma pertanhZaZl'JlÌ^T , i"'"'" ?'"' ''''^""' fornice: fopra la quale fi mettfrd ilfronuflicióneìZl 'X r t' ''^"^'° " '" ""^' f" '" ti il pauimenlo del pulpito G farà ilZlJl,T j ^ ''''' • ^"P" '" "">•" 'l"U~ 'f'MhntotuantelioàqualiibTraSlTeZ^^^^^^^^^^^^ in qutl lmoz«:&eer ciò ùirltdu, li^tl '^'"""""""> '"gradi per lo meno fopragi altri l 1 B 110 S E 7 T t M r 8s F I lyah 25 ti SEBjiSTl^tlO SERLIO UJ^CUITIT: D'alcuni ornamenti appartenenti air Architettura. Gap. 35; IO dimtjìrerò ancora vnafeparatìone d*vn tempio (bordine Corìnthh : U quale farà per /«. larghfXX^ circa a 43. pitdiy&farà la porta ndmi^pt larga piedi 6.Lagroje:^:^a di ciafct na colonna farà i, piede. La pila^rata della porta, me-^o piede.Gliintercolonnij minori faran no mexp piede . Fra le colonne binate rifarà m'aitare. Lafua larghe^x^ ^^^ ^«'^^ l^ colonna fifarà piedi 5. drwc^o : & fra l'altare & le colonne faranno nicchi per ntetteruifiatue. la ftu iargbexp^a farà piedi z. Queno è quanto alla pianta. Tarlando del diritto, l'alte':^a de' piedi ftallt farà piedi ^. & me':^o : alla quale altezza fa ranno gli altri, l'alte^i^^a delle colonne principali farà piedi i o. & meT^OyCon le baft,& i capite li. i'altt'^^T^a deli architraue, fregio , & Cornice farà perla quarta parte dell' alt e'::^? ^^^^ <^o lonna -.facendo del tutto tre parti & vn quarto, vna parte farà perl'architraue,vna & vr. quarto fi darà al fregio, & la ter:^afia data alla cornice. Ma il fregio farà intagliato, per effe- re la quarta parte maggiore deU'architraue . Daltare ( come ho detto J farà largo piedi 6. & me:^o,con le colonne:^ effe colonne faranno alte piedi 7, & vn ter^^o , con le bafi & capitelli. Et di effa alte'K:^a fi farà i o. parti & me^a'. vna dette quali farà lafua grcffe^ra :fopra lequa-i lift metterà l'archttraue,fregio,&cornice,confuofrontefpiciofopral come fi dimoJira.SoprA^ la cornice,la quale farà al piano del pulpito, doue pofardnno i piedi de' preti, fi farà il parapet- to di tanta alte-^X^, chefuperi le teHe di effi preti. Et tal fiata potrebbono effer Monache , che faria bene a farlo vn piede fin alto, per cagion della tentation€,laqual penetra per ogni pie Z I B n^O S n T T I M 0, h 4 D'alcu $f D-alcunepnrtediCittiinfotKzia. Gap. jy. SE mmjH tmpo d, rn,o«ar rmc^tf ggie di perù d, cittì , & d,f„,ttrre .homi il tmt,6 ''^'"'/";'I''f.'h'mHO«c.,.& Menano. g„,,ur„^^ CU;a.to.t ponte Uu.toic.egl.fipot.à Wrccn/.^f^w & ;,^^^^^^^ ,. «ra «, 0, U«areccHmol,«dlo, .»„ te catene entrando in dllhuccTMaZÌlt. T"'^' f g»o, per f ,i ,fp:d,..nu. Et ^«.fl. p^rU è ropcr, Tofcana miZc^X ^"'^^'^' ''"' L I B rio SETTIMO. Sp pò 1>I SlÉASTljlVià SE1{LI0 liKCUlTlTl D'alcune porte di Città in fortezza. Csp. 57. Lot porta qui dauanti dimoflrataj Dorica,mifla con l'opera 1{uflica : la quale potrà feruir ad ogni porta di città nobile irt forteTip^a . Ma. parlando deUe mifure , la larghe^.'^a di t(J: porta farà piedi io. & in alte^^a farà piedi 20. cioè m apparenza : ma dalla fafcia insù far, murata per più forte%T^, I cunei dell' arco far anno 17. ma quel di me'^^ofarà la quarta parte pia largo de gli altri, l'ai te^iza de*piediHallifarà piedi 7, [opra i quali fi collocar anno le colonne, la groffcT^'j^a di ciaf cu nafarà piedi 3 . & faranno in alte':(x2 1>^ ^^^-^^Tl^X.0 SE\llO UKCHITET, D alcune porte di Città in fort.zzà. Cap. j8. i. /.r^fee^^a d, ^«.B^ porta è piedi . O. & MtexX' é piedi i6. & tre autrtì che »,>, trilli, r, "l°'"'*-^c"""T'°- ""' ''"^ ^ ''■•"" "'»•'"'< "/»"0 P'cd, M^« /« Wa ?»d/4 p««. «o„ fintu, & così Rj,mca,te pre/l:ife,meTra&zro/r,z7a sZa[T/n}r. Tr Zil 1 .t * '■""" •• '' '"'"'" ^ «« •«*" ■" ' ì""'- faranno Lt,, &LuZn p.n„ a, unta alt^^^r, che «^^« vn'h^omo. liando alle d.hfe Et Linei ra/r» v, r , • i ^ ''f^'-l'i''{«""oUt,,cia(,unieq^aUh,ue,àtre.per,JZ!r\Z^^^^ l ì B 1^0 SÈTTI M 0, P) <[«> t.[mM ^ D'ikw" $4 ^^ SKB-^STlU^O SEl{ltO UI{C}1I7ET: D'alcune pcrtc di Città in fctf terza, Cap. /p.' Gl{_an cofa è reramcnte il voler uirìare in quelle còft , c'hAnno in fé pechiffimi ùrmim2 'SondimenOt poi ch'io fon intTAto in così grAn felagOy cbecltra ife\ iihrj, ch'io ho mnii^ ti m pkbr,cc,doUf fono Accadute tAnte& cgsì diuerfe -.nuentionitio rogato gncen imjHiftcfet" timo libro dimofìrire fìn'Alnum^ro di CùartCt io dimofirerò nondimeno U prefente pori a, Do- rica piana: per poter poi procedere p H aHanti, & ifprmtre parte dtquelhprc: '' :, chtm botprima che bora propo^ovnneLaiiea. La prefente pcrtJ,laqualeé ornata di epera Kufì.ca piana, fifa larga piedi IO. & inalte^* Xapiedii6.& tre quarti, la p:U^rAta dai Uti é o ed x. &tn;^o. la fronte d' ma col onnA^, perche fon piane & di baffo rilieuo ,farà piedi 5. Fr:i i'vKa & l'altra cotenna fono p:ed; 6, i^ uè farà ma porticeUa aperta, & ma fnta. L*a!tt:^-:^s d'ma e clonila fAri piedi i^. cck a fu bafa, e' l capitela. L'aitiT^adeU'architraue fisper La me'k della colonia , L'aite^^a dclfrept farà quanto è graffala colonna : fi compartiranno i tngitfi nel modo che ft reie. U hr^hcna fuafarà perLametà delia colenda: & (ara due r ulte tanto alto, altra il fuo c^pite'Jo, c^:efafi la fifìa parte delia Larghe^ia dei triglifo : fepra i quali ft coUocarà U cornice, d: tanta ate-'^M, quanto è l'architraue : ma rt s'aggiugntrà l'ottaua parte di piti, per lo regolo [opra La fama. S§ fra la cornice fi farà m parapetto curuo di piedi 6. in alte-^^a , con le aperture f>er l'Attigltc- ria. Et ntl mcT^o pei fi farà yn torneino m forma triangolarci dotte tn ognilato bauerà dnc^ btccbcperfagrif falconetti, & mofebcttt , per df coprire la campagna . li B KO s È r 7 i U e fi . lì itXyi^'Tì\4%o ^t\iìó A\tìììftr: D'vno accidente accaduto in fatti fopra i cafi d'architcf tur; ; Cap. 40. IL ricchijf^mo pala:(xofit Fontatiablee è Qato fattoindiuerfi tmpi,& édipikmmbriv uerfi l*vno daWdtro, Doue nel fecondo cortile, foprn del quale guardano le camere rtAt fu ordinata vna loggia:vnaparte deUa quale ha tlfuo riguardo fopra effo cortile, & i'altrn to mira fopra vn gran giardino. Da yn capo di que/ìa loggia ri fono appartamenti di Trin& diU*altrov'èvna cappella. Quefìa loggia è così difpofta, che ha cinque archi di piedi ii.mi ghex'K.^i & i pilafiri di piedi 6. in groffe':^a: ma nonfapreigià dire di che ordine fla fatta tji 0a architettura. Dirò ben queflo, che quefia loggia è larga da 50. piedi , & può effere alta piedi 16.& vi fono itraui di legname. La parte di fopra era fiato ordinato che foffe in volt & erano di già poni in opera i peducci cr le impone di pietra . Ma fopragiungendo yn'hum d'auttoritàtdipiùgiudicio del muratore, che haueua ordinato tal cofa, fece Ituar riaqueit ducci^ di pjetray& ordinouui vn cielo di legname,& così fu finita detta loggia fopra loggia . J ioych'era in quelliiogo,& vhabitaua di continuOyWpendiato dal magnanimo B^Francefco, mi fit pur dimandato vn minimo conftglio.ho voluto formare vna loggia nel modo ch'io l'hi rei ordinata ,fe a me foffe (lata commefja cotale imprefa : per far conofcere alla futura età 1 dfercn^^a deU'vna & dell'altra a chi hauerd veduto quefìa & quella. Dalla cui pianta giài ta,io nonmimuouo, Tnmieramente vorrei montare tre gradi dal cortile alla loggia : la largherra della quai^ piedi jo. Ciafcuno arco è piedi i a. ^ ogni pilaHro è piedi 6. in fronte : ma per fianco piediì & altre tanto ègro/fa la muraglia verfo ilgtardmo. Quanto funo forti le tede, la pianta /o,'oio«'>^f"u'''«nod,rnpilaaro.f^ tJfl' r^' ' • '}' T''"^^">S'' »"" colonna nella f.,prmap.,te : &L SIS nfrZt^:: f ''"'"P'^l":^ '-«.' '" /OJS- , ^cJef, rei neUapianu^ìafjeZ 7 rnflrarnpexx', "» ynfitlU telìe. Setto le colonne, perche non faranno aUa neellhrlaalu- % y.fl muterà rn p,ed,paUo : l'alte^^a del quale farà piedi j.&onr^ 2 che !', I^t à lf^-'''colonnaccnl'architra.epied,il&,;Ìe^oJeipied,delJroc}rM d,„to, che farà ,ntmo p,edi .,.in alt.^^^a, dalpauimento fin folto /'«reo "^TrS /^ »f = 'ir-ocelo d, legname bene,nch,auM nel muto : né anche quella da b.aoraràrum'El'tì tb:au,d,fe,rodM-vn pilafìro aWaltro. Etfi deonofare le Zlted, rr^ate.tal.lrjltur^ à<'!»'*o'><'^f'pom,ce.Etr,potriaanchec,di,ele\oltedilegnameM^ ''P"'\P^[f'l''^onacdc,n.,&dip,nteanco,a.Etfaràope,%du,abZd^J^^^^^^^^ Hua co fa n'bo ,0 veduto tre ,fpe,,enx,e a'gtorni raiei. la pr.mafù in Bologlpatr,Z,à chZ canne rJ:T:7V''7"r/" >"'' "»/"'<»""'. 'roua.'vnacamL tech.ayo'tt^i tanne.fmaltata d,ge(fo,af[a,fretca & forte, nondimeno era circa a trecento anni che Matta Troua, d,po, ,n Tefarola cafa i'vn cittadino.che hauea pat„o incend,o grande di forte cheìù moaart ,n alcune Sianze, troua, alcune volte ordite d, legname,& coperte direfFoduro & fot 1 1 È f{,o Sèttimo: 99^ G 1 Seconda 1 Seconda propofitione intorno 3 gli ornamenti, dp. 42, D ItlT/ÉZ dfcr*'ir ''"'7f " fy^"'"" P"!!"'"' r^rchuctto ne potrà 0.. ZVrlì '"""T/""" ' ^"' ""^' ■• P'"""^''^ ^ ^^ "'<»'"' f^tfero tutte fuori ZTt«„ro Tcrrebbono ancora Icfue coniracohnn, : & cofi gli archar.u,fIrbbcnomcuZT^^^ ^,JlV"f'^'^^',f(''f''''ll^''''^'>'''''f''""'"àvnUrchitraued, tanta aUmon.Àtc e mna : &ropra fi volturando gli arch, fecondi . utrght^r, de- ^taà 7J2d?lo- e-" : Ulte^^afy,faràp,edi,6.& mtj^o. Sopra gli archi 4 JI^r/arMj^Z^^^^ d opera compofìta . Vallc^X" M tutto farà piedi dui. Et perche U cct-Zfallea hJì! ^hcz^a ùiedi tre /^ in nltUrr.^;.^ ^^^^-^^m aiquamo più mette . Elle faranno dunque m ar- * i i, 1 B ìio settimo: lOf, G ^ Tt i^% VI SiB^STI^^ SE^LIO ^BSHITET: Terza propofitioncfopra d'alcune colonne. Cap. 4jJ Potranno per accidente yenir'alUmAnid'vno ulrchitetto alcune colonne, Hate altre "pqIuÌj tnopera^con ^ran parte de* fuoi corniciamenti : le quali colonne faranno d'opera Compo\ lita,& il ttr%Q di tffc colonne farà fiato fepolto nella muraglia : delle quali fpeglie potrà om te la faccia i vna cafa . Quefte colonne faranno piedi yent'vno in alte^i^a : ma verrà m det té cafa babitathni da baffo,,te . Et é ben ragione , che <-/./ co/"«otoW iL /I fona nelmexj) con il uo anéto.U cui larihtZTa fard Diedi JiZJi, "'""''!" ^^ '<,-''»''' '* piedi trenta ciafcuna m lunghe?,?^ , & in lar^h^rra farà ncdi i'f^ti , /., ""^ ^le^t.t. at iftttrrr'^T^^^^^^^^ fatatutta la larghezza del terreno . M [aumodiciafc/nafaUltala,à ymcamnaÌ^lna Tarliamohoradeldinttodiqiitflacafa. S'ella rarAfanriA^iu^i,,' ■ f j , r , na m che ntotri.ner moki.:rL,; IIJJ'.'TJ''''" <''"'"""•"> iodo chef.a alti da -^'^*»'oMtrllefinefl.ebaliard,flprl:ff:!t^^^^^^^ P'àfi't'.Ma^uellemenfolc.chefonfcltol'architraHealToall/^^^^^^^^^ «''P»cioche.lUfolicngonoVarcbitLe.&ornàZei^^^^^^^^^^ f4ril,icditreyjrinalt,J^,r^,.,..^:.j;'^Z...: '"''"''"'• ^"m^^XX' delle Incarni farà piedi tre ^& in alte\:^ faranno piedi cinque^ , L I B B^O $ E T T I Id 0, tof Qmtiu fc<^ DI sì^^sfìji'^o inizilo ZiKCurr^f: Quinta prppofitionc d'alcune colonne picciole.modo di metterle in opera in luogo gmnde. Qap. 45. S^rà tal volta vn* architetto , ilquale bauerà gran numero di colonne di finijpm'Ù pietra, mj piccole al bifogno fuo : percioche MtexX'* loro non paffarà piedi fette & mii^o : &fé ranno Doriche ,& la groffc^^a loro farà rn piede» It^ualfolonne faranno picctole al b^fognt dell'operarlo . St trouarà ancora di molte {iatue di marmopoco minori del naturale,& haueri gran Quantità d'iricrofìationì di pietre finet& di diuerfe mifÌHrei& ancora di gran pc^jQ di mai tni,& fragmenti affai. Ma vorrebbe ordinare vna loggia fi^norile , l'altij^a della quale non j; tnifie nel modo che fi -vede , Sopra di qntfie colonne piane al perpendicolo delme^Oy fi mette' tanno ledette colonne :fra le quali ft faranno nicchi permetterui dette fìatue . Sopra i capi» telli de* pilaHratift mouerà Varco da rn pilaflro all'altro : che fard quattordici , & fei venti, & fard detta loggia ornatiffma,& ricca . Sopra le colonne s'allogherd l*architraue,fregio,& cornice, Valtexp^a del tutto fard la quarta parf e della colonna , Sopra la qual cornice fard il parapetto delle fine/ire fopra la loggi/L. . i^r^i figura dunque rapprefenta vna parte di tutta la loggtayperche fxrd tutto vn' ordine: ma tm nugintamoci che laportafia nel me:^o : la larght-^a della quale fard piedi fei, & piedi diect m altcxx* • H^^l^^ h^d Caperturdtla quale fi vede ferrata di legname . Le piladrate & ilfupi raglia di effa porta,fomo l'ottaua parte della larghe^^a fua . Ilfregio,perche fardfén- 5jtf inT.agityfard la quarta parte minore del fuperciglio : ma la cornice fard dell'Alti Trjra del fw pei f. gito , Le mtnfole, che pendono dalla cornice fuori delle pila/irate, far anno in fronte quan tQ If pdaHrAte : & penderanno fin fotto il fupercrglm della porta. La fine Hra fopra h porta fard per alluminare l*entratai& dipoi la loggia . Quefia loggtA hauerd di fé vn* altra loggia fi» mfirata, ò veramente habitationi diuerfe , fecondo che ordinar d L* Architetto . Ma l'apertura dt qneiia porta fard diminuita netta parte di fopra la quartadecima parte della fua larghtT^n *? £3!?^ ì^ ^'/??'*? yitriimf nelPopera D9rica,& neiia Ionica ancora^ , l 1 B KO SETTIMO. S!oy 1 I I ! l .tH %&^ Scnapropoiitioncdigrannumcrodicolonnc icciolc: di metterle in opcm grandc&nufcirbcne. Gap. 4^. ^ mia pant. : la lanh^zx? ietta quaU è pUdi otto , & cesi f/rà lX"^dZùyZo t Faranttofi prima i pieJifialli fotta le cokm,,ealt,xx* if quali farà pi,ii t,ef^m,70 L solonne faranno alte pud, fette & m,xo.ea,chittauef,tì alto onL éeT IZ ZZ'n L Ulta due or.':^e d, dtritto,& quattro piedi pel mtzo diametro cht r.Jl. .'. , ,^ fi" ''l piedi fediti duplicato atta la'ghcrxLlUlo.Z^ f'ZT,^^^^^^^^ '"'"'^'^' ''f 'X à<>.'''«i'^l"X^af»àdi^nliedi&^nX „^'»>tV>''1'"Ml»liiafiTÌvnaportaptrintrareaU'edìLi«T.r , , , s di ci«que.& in aliexx^ fi'iidmi^acìndo lIcln"ifÓtrM.^!Z»/^^^ Ifghevia ara p,i Sopralaqualportafllrnafine/raÓZlperi!^^^^^^ * L I B Ilo s t r r 1 M 0» Settima ila DI ètl^srrWÌ^O stallò Ul^ClIITtY Settima propofitioné del modo di mettere in opera alcune colonne antiche.alU faccia dvn Tempio. Cap. 47. VN'^^rcbketto hauerà alcune colonne (doperà Ioni cay fìat e altre volte in opera, l'altex,^ delle quali farà piedi 2$.& me%p,& faranno groffe piedi 4 & ne binerà anche qualcih nadi minore alt€xxei,& piUfottile : cioè in altt^xj' pi^dt i^. &in groffe^^^ U decima parte delUfuaaltexx^'.&hcmerà ancora di molti fragmenùy& gr.n pei^i dimarmi & altre pietra miSie. Delle qualicofevorrebbe ornare la faccia d'vntempio, la cui larghexT^anonfìamef(^ di piedi ^o. lungo & alto quanto comporta cotal larghexj^a. la gtofse^a de* muri dai latinim farà menodió. piedi, GT me%Q: percioche in tal grofse^^'^a ft faranno de'nicchi, che feruiraniià- per cappelle. Quelle colonne Ioniche entreranno la tp^xa parte nel muro,& haueranno da ilijt tilt fueme-ze colonne piane', dotte che ma colonna con le due mc:;^ faranno piedi 6. in larghe:^ %a. Metterajfi a ciaf cun* angolo yna colonna, con leduemc:^ ,&lafsando lo fpatiodi wr:(o largo piedi 12 fi metteranno l'altre colonne con le me^e da t lati della porta. Doue fra le m(':^e colonne vi rimarrà trepiedii& mcT^o .7{e' quali [pai ij fi faranno de' nicchi per metcerui del'- lefiatue . Et così li quarantatre piedi delia larght^X^ diquefiafaccia del tempio faranno di' Siribuiti, Il piano di quefio tempio fava alto dalla pia'i^a piedi cinque perlomeno , (opra il quale fi metteranno le colonne Ioniche,&fopra efse Carchitraue,fregio,& cornice. UalttT^ del tutto farà la quarta parte dcU*aUexj^ della colonna, facendo del tutto diece parti eguali:' fre faranno per l*architraue,quattro pe'lfregio,^::^ le tre parti rejlanti fi daranno alla cornice, fopra la quale farà vn bafamtnto di piedi due alto . QueSìo lo fporto della cornice lo diuo- rerà : & tanto più ò meno , fecondo la dtfìam^ji doue farà guardato ti tempio . Sopra il bafa^ mento faranno le colonna Corinthie -.fopra le quali fi metterà l'architraue, fregio , & cornice pì%portionata alla colenna,come ho detto dell'altra : mettendoui poi fopra il fuo frontifpicio, nel modo che fi vede. Ma auertifci qui lettore, che la volta del tempio farà appunto alla mstà del frdntefpicio,nelme':^o della forma ouale,òfia copertala volta di piombo, ò di tegole fenica legname , ò fia coperta di legnami , rimarranno i due angoli della muraglia in aria : doue bifo' gnarà coprir bene i due angoli . Quefio tempio prenderà la fua principal luce dall'occhio fo' fra la porta : ma vi faranno tre cappelle per lato,di me^o circolo nella muraglia,che ciaf cuna dieffe haueràduefineftre,oltra la captila maggiore , che farà di me%p circolo : ildiametro del quale farà pitdi vinti, che hauerà duefineHre : doue che'l tempio farà lucidifjìmo . La porta dj quefio tempio farà larga piedi fette & mexo , &farà piedi quindici m alte':^a : ma farà di* tdettapilafìrata, parte. L'alte:^* vi faranno lettere. La cornice farà quanto la pilafìra'ta,facertdqui poi fopra U quarto tóndo : fopra del quale fi fa^ ra quella tabella per piì^ ornamento* l I ÈK^ S.lEtTIì^^t t|l Ili il SEÉ'JSfì^d'^O SnKL10U\CHirtT. Della pianta del tempio qui acJietro,propofitione fcttima. Gap. ^ 8. ET psYche alcuno vorrU fapere come farla difpoflo il tcmpioM quale fi è dmo/ìrato la eia qui adtetro , io ne dimoUterò la fua pianta qui dauanti . Ttmiier amenti fi montA,^ dalla Sìrada.hpÌA'^ay fette gradi, Lagroffe:^':^adelmurodauatttifarà piedi ^.citrale colon. 7ie, La larghe^^ia de Inetto del tempio farà piedi 50. &farà lungo piedi óc.fenTo. vn'arcont aW entrar e della porta.cbe farà lungo piedi ^.ne' pilajìroni del quale faranno due nicchi.I mun da t lati faranno grofft piedi 8. & nella fuagroffe'zxa faranno tre capdle per ogni lato, U Uh thexx^ di aafcunafarà piedi 1 2. Nel capo di ego tempio farà la capeUa principakyla cui lar- gbexpia farà ptedt 20. Da i lati di fuori di effe tempio faranno quattro nicchi per banda : peti quali le capeUe prenderanno la luce,& i nicchi faranno ornamento di fuori : né per tal conca- wtd farà debole lamuragliayche non poffi mutare il pefodeUa volta : la quale farà à botte, òà conca : altri la dicono à fchiffo , & ancora à lunette fi potrà voltare : &farà opera più piace- ^ole,& dt manco pefo , Et à fine che i nicchi di fuori non fiano ricettacolo di fporcitia, lointen do che Ifuo commctamento fia alto da terra piedi y.doue perfona facilmente non vi potrà f ali- re : &tl bafamento farà più forte . Le due limache, che fono nella groffeIona propofiiionc del mctttrc in opera alcune colonne con buono ordine: Gap. fo. NEUe Città nohili in molti luoghi delmondo tutti i mercanti.^ artefici hanno ma Uzza an:^.rna cafa per r,durji à dtutrfi ncgoc) pe'l fatto loro : dout tengono rn tribunaiiL^ e- vnConfule per ammtmRrare la giulimafra Loro ; dout oltre ma loggia publicaMnno vnt falad, fopra.pt , rtdvttopartuolare^pcrl; fatti loro . Votrà per auenJra venire aUemam dett^rchitetto mtalfoggmo , douc hauerd vn fico, la larghexx ''."^"''iV^'ra f-cd. dod.ci & me'^o . La g,o[f,^:^a deL m,,r J/m fari du, tjtd,&m,7:p dahaffo. MtcntrardeUa porta net me^o della loggia vi farà vn-andito medi d,cc, Urgo,& lungo p.cdi rintuhauendo daldefiro ^f.niflro Utodue caLrc ^^e^a^il e, cafcnnawHnihexxa ,& p,ed,d.,c, in larghe^X» . ol'ra che v, faranno dne limale pe, montare alla fala . Et v, faranno due camerini . La fata difoprafarà lana p.edi vint nIZ fro.&mlunghev^ap,ed.^uarantf,,&pc,ch.ilfitoèmoLlJgo.^^^^^^^^^ giatiinQ,&al\rt(mmoditàpHbliche. i > jaraparncortnctr l I B Kà S ET T l id 0, ^n H 3 Nona 3i8 DJ SEB^STt^XO SEB^IIO ^liCHlTET. ^ Nona propo/ìtione per feruiriì delle colonne vecchi Cj5i d'altri fragmenti. Cap. 50. OVì adietro ho dimo/lrato la pianta della nona propofttióne . Hora in queHa qui dauand dimoSiraiò la faccia . Ho detto nella pianta , che l'intercolonnio di mcT^o della loggia è pttdidieci,& che i quattro da i lati fono ciafcun di effi piedi fette,& che ogni colonna ègrofft fiedt due,chefono in tutto piedi cinquanta. UalteTj^ delle colonne è piedi diectfette. L'archi* traue,ftegiOi& cornice faranno per la quarta parte deWaltf':^^ della colonna : ma l'architn» ueyacciochefta più forte, ft farà di pe-j^itcome dimojlra il difegno: &farà bene,che effo archi' trauef^i tutto d'vn peT^^o con ilfregto,p r maggior f or tixp^' Sopra la cornice ft metterà rnè fafcia d'vn piede , che tanto ne robbarà lo fporto della cornice . Sopra la fafcia ft metteranno quelle colonnelle piane che io dì/Ji e ff ere fra quei fragmenti : Caltex^a delle quali è pedi tre- dicii& il parapetto delle fìne/ìre farà tre piedi, che farà l'alte^p^a della fala : ma chi vorrà la fala pia alta, potrà mettere ti fuo cielo fin fotto la cornice i<& farà due piedi di più. Varchitra^ uCyil fregi0r& la cornice faranno piedi tre ; vn piede farà l'architraue,vn piede farà il fregio^ douefì metteranno i modiglionit& vn piede farà la cornice,& i capitelli de' modiglioni faran- no membro della cornile : le luccarne nel tetto fi faranno à volontà dell* architettore i& più& menOyà volontà de i padroni , La porta di quefìa habitat ione farà larga piedi fette & me%pt & alta quindici : ma la parte^che fi aprirà, farà alta piedi dieci & me:^o . Hmt^o circolo fa- rà di pietra , ò di metallo traforato , per dar luce all'andito . Tutte le finifire faranno larghe piedi quattro . Quelle da baffo faranno alte piedi fette,e mtT^o . Quelle di fopra faranno alte piedi ottoMtra te foprafìnefìre tper dar piiHuce alla fala , Ma la finefìra nel me-^^o farà larga piedi cinque . Tutti glt[edifìcij 1 il piano de' quah non è aliato alquanto dal\ commune piano, perdono affai di maefìà^e di magnificen'^^a . Et perciò que^hhabitatione farà alta da terra per lo meno piedi due & me%o . Ma fé farà piùyfempre farà lodata . Fra le colonne al lungo dei* la loggia vi faranno de i muric duoli per federe : & anche dalle tefie della loggia : & così alU muragiia,per commodità de gli humini, fi faranno de* fed)li, Cliarchitrauidalie colonneal" la muragliay che trauerfano la loggUfòpon pottanno effer di pietra : ma fi faranno di legnami dur abili ycom e f aria di lariceti pinof^i routre : ma tagliati à buone fiagtonitcotne n*infegna it buon yjtrHHio,ColumeUa,& modemmcnPe Leon Battifìa Alberti. 4 I t I B K,0 SETTIMO. 119 H 4 Decima 120 DI SEBASTI AV^O SEllLIO AB^CHlTETl Decima propofitione, ar)2i difputa & dcfinitionc d'alcuni termini d'ArchitcttuM ." Cap. 52. EGnw à.(putafta moltije l'huomo fi porta da nafcimento queUa bella parteyCheft chiamai G^uiuu.iOHeramente se^li sc'l va acquiflando eo'lten.po.conuer/ando & conferendo con diHerfeperfonc. Ma io per mt non bogiamai potuto rifoluermi, in che modo l'huomo fia lodata àiq^ili<^f^f4imapjrte:pctciochehoconofcìutomoltihuimim mim qucU arie, nella quale fi fono sì lungamente affaticati , & nondimeno hauerfafto le fuL cofe con poch fimo gmdicio:& altri ho veduto, che poco hanno SÌHdiato,& faticato poco (& nondimeno quel poco che hanno bperato,s'é veduto riufcire congiudicio grande . Doue mi va^ do rifoluendo cht'l gtudicio s'acqujì* ben co'l tcmpo,& conuerfando & conferendo a lunzo an dare. Ma io concluda afy egli ha vn gran vantaggio colut.cheft'l porta dalle fafce. Ma poich'io Jono a trattare d'accidenti diuerfi, voglio vn poco.come per mteìmedio,parlare dell' Jr chi te t> t^iragiudictofa.&mafimamente de gif ornamenti,&dcldecoro,& far ccnofcere.per quanto potrà il mio piccolo tntelUtto,vn'^rchitetturafoda,femplice,fchietta, dolce & morbida da Tira debole,gracile,dcbcata, offettataycruda.an'^i ofcura & confufa:fi come iodato ad intende re nelle quarte figure [e qttenti . Vrimìiramentela figura qui dauanti fegnata U. che è a! opera ionica, fi potrà dir loda, per non e ffer e indebolita de' intagli , Etanche fi potrà diremorbi^ daedolce.per nonvi effer tanto di crudcxx^^ Et ancora ycht fi canneUafJero lecolonne, e s mtagliafferoi capitelli, &imaua/Jero i dettticoli,giamat non fi patria dir cruda Et eiuìCt vede tali opera cffcr fatta con buon gwdicio . Et affine che coloro che non f anno, pcÀ ano dL qucna imparare qualche cofa^quanto aUem^fure, l'alte:^:^ad'vna colonna è otto parti con U bajc &d capitello, I piedi!ìaU:,the vifonfotte.fono in altc-^-^a per lagrofferza di tre colonne, Larchitraue^ii fregio,^ la cornice Jono per la quarta parte deU'alte:^:^a della colonna E. fatto di tale alte^x^ti o. p. rti eguali: tre fi daranno aU'atchiiraut: quattro faranno per ,1 frego, <& le tre renant.fiano date aUa : orniceJl tabernacolo di me'^ofarà largo per tre mffezzed'vZ colonna: & farà alto due quadri. Quelli dai Lati faranno larghi Per due mfìezred: colonne- & faranno alti due volte quanto Urghr.fopra i quali faranno due quadri per metterui 0 ^ tnijie , 0 pitture, ofcoiure di b.fjo rilcuo, ò altra cofa à volontà del padrone . Etfimil co fé Ct metteranrft ancora ne tabernacoli : la qual opera potrà feruire per m'aitare, ò per vna fepoh. tura, fi come l'architetto fé ne f^^prd feruire. >^f^' *">» /tp^*.^ i j B ^0 s E r r I i^J 0. Ili JD^^ f»> ti SeS^STl^ìlO SSRLIO \41(eHlTET, Difputt& diffinitionedi alcunecofed-Afehltcttura. Vndeoimapropofitionè; Oap. ji. ' "^ Ai h,d,. S, i„à[<,iapt, Ufp,c,e,chcè Doric». S<,ri fempUce, per non vi effniintaglio a/«J no: &fepmc V, Mero, come /ar,a nel camtUar le colonne, ^intaglUre i capitelli , non tetà fo, quanta i la quarta parte iella colonna: facendo l'archLìe, quanto éZl^c2„„^. f /'.V '^"J" '' T?"'"' * 'B' "'"""' •• ('"«ào poi ,1 capitino de- rTgl^ pèrla fTli, ^Jl^neTlÌTot'S ': ""1" ''■""'"' ^:'">>'"f''^'n""ndofop,a ognholoVna rIZ tiA'Z.u^ / X' '««wo/O'».? ««««g'ori verri vna certa cmpartttionedid,fcordia con- cordante, che nonfard difpiaceuole à riguardanti. ji-urum^,,. Ne' maggioriinltrcotonnij fi /iranno nicchi, per metterui flatue . La larthezra di ciafcum luàpcr lagroffexxU, due colonne . Et farà la fua altexxa LpUc^taZu&V&rZ lfèf«t ancora dell, fin,Sìre quadre nella muraglia , eh così hanno vfa'oguS, M, l I B 110 S F T T 1 U 0. iSf ©i^ Duodecima propofitionc, &difputadiffinitiua d'alcuni termini d'Architettura; Cap. 55. L^ fig"f^ ^"^ rf4«4w^i, fegnata E. è d'opera Compoftta. la quale ft potrà dimandate gracile delicata, & anche cruda &feccayfarà gracile per la fottiliià , & fuelte^a delie colon' ne : che coti comporta però con tale ordine . Sarà delicata per la polite:^ dell'opera , & pet gl'intagli, che vi fono: ft potrà dir cruda perlaofcurità delie colonnet& per le pietre miflei»' caffate ne i piedifiaUi. Etfeccafi dirà per effer contraria alla morbidexT^ . Et queHo ft vedcj velia parte doiéefono le colonne di pietra mifia» Ma la parte fchiettafen^a intaglile che non ri fon pietre mifie, quantunque eUafta gracile» come l'altra, non vi è però crude:^^a, vèancheht del [ecco: ma ft darà morbida, doLce,& femplice . Et per dare alcune mijure generali di cotale- epera, le colonne fono in alte^X^ dieci groffc^e & mexa , con le bafi , & capitelli . Valte^za de' piediBalli è per quattro groffe^p^e di colonne. Varchttraucy ilfreggio,& la cornice faranno per la quarta parte deWalte\:(a d'vna colonna,partendo il tutto in dieci parti. Tre faranno per far chat aue : ^,fi lafaranno pe'l fregio: & le tre recanti ft daranno alla cornice, ^ canto alle colonne tonde ( che faranno la ter%a parte nella muraglia ) vi faranno le colonne piane : mera da vn lato, & mezji daWaltro, percioche rifaltando i corniciamentifopra le colonne tonde, gli architraai fra le colonne fariano priui difofiegnosfe non vifofjcro le mcT^e colonne,che li fohe» rieffero, l'intercolonnio di me^pfra le colonne tonde farà per cinque gyofJe'!^':^e d'vna colonna i& quei da i lati faranno quattro grofJc':^^e di colonna . La porta nel ms^ofarà larga per due groffe^ixe , & wc^4 d'vna colonna , C la fua alte^^afarà per la grcffe-^r^a di cinque colonne, & mcT^aifopra la quale farà vn'occhto del medeftmo diametro della porta , per dar luce nelitt parte di dentro, chcpotrà effere vn Tempio , mettendo fopra quefìo vn'ordine bafiardo.che non ne mancano m queHo libro. Et ne^liintmolonnij minori faranno nicchh& fopra elfi fine* fìre, come fi vede nell'opera, ' r w / . l J B KO S ETT I U^ ^15 X*i- J> t^' ui 11 n c;:- ^ "- -* Hi -a. Jt Jì6 ti SBB^STl^TiO SERLIO ^Ì^CÙlTtT. Tcr2:adccima propofitionc, & difputa d'alcune cofc d'Architettura; Cap. 54. ^ figura qui dauanti legnata Dèd'cpera Corìnthia : la quale in parte ft potrà dimandati cruda, &confufa in quella parte douefonole colonne di pietra mifta,& ofchra ; perciocht dare pinforxa all'opera fua . Et fé altrimenti facifftro^cicè facendo le figure più vicine dico\ lare ofcurO)& le più lontane di color chiaro : & l'opera loro farebbe cruda , & confufa . Coii! auuiene ncW opera qui dauanti,per le ragioni fcpr adette . Ma ncn rogito però che l'^rchh tfttors rifiuti le colonneàipietramiSìaofcurainè di porfìioy^ feìpcrttìno.nè tante bclìCi^^ diuerfetncrofìationi . ^r,-:^ che fé ne ferua grandementCtma con buon giudicio , Come fatisi s'egli haucrà da fare vna loggiato vn portico,che le colonne fiano circondate daWaereyio loia- tò fempre cotal'opera , & che le pareti fiano tncrofìate di pietre fine con bell'ordine : ma gin. mai^ non ecmportarò , che ne* piedifialli vi ftnno incaffate pietre mifìe : percioche qt-clla cfcw rità gli fa parer deboli in apparenza. Quell'opera farà confufa & affettata àoue faranno tan ti intagli j come fi vede in quella parte doue fono intagliati tutti i membri dtU'architraue : li qual opera è molto confufa appreffo i giudicioft . Ma fé gli intagli faranno compartiti nel mo- do che fi vedefopra la porta , non farà giamai biafimata tal opera per confufa . Et per fami capaci coloroyi quali non intendono quefìe ragioni t io metterò loro dauanti due ^rchitctturt delkpin belle fra l'antiche, llVantbeondi B^oraa d'opera Corinthia tiene in fé pochiffmi in- tagli nell'opere fuetmabeniffimo compartito . Vs^'ar co d'^ncona,pur d'opera Corinthia,così bene offeruata, non vi fono altri intagli, che quelli de' capitelli . Daue io concludo che le cofe [cmplìcìyma bene intefe,faranno più lodate^che le confufe & affettate . Ma però la mediocrità ncn farà mai biafimata : comcla parte fopra la porta . Et perche quefìe ragioni non fono così bene intefe da coloro, che non hanno acuto giudicio d'architettura , io porrò loro dauanti ma communi e omparatione naturale . Sarà per eff empio vna bella & ben foì mata donna, chcj dtra le fuebelleTJiCyfarà ornata di ricchi v esimenti: map.ù graui che irfciui,&haueràin fronte vn bel gioiello^ & all'orecchie due belli & ricchi pendenti : le qual cofe tutte agg^^-ngo no ornamento alla bella & ben formata donna.Mafe gli metteffcro di molti gioielli nelU tem piey& fopra leguancie, & in altri luoghi fuperfluamcnte, ditemi di gratta, non farà ella mO' ^ruofa ^ sì certamente . Ma fé la bella & ben difpofia donna,oltra la fua belU':^farà orna ta,ceme io diffi da prima, farà fempre lodata da giudicio fi. Bora che à me pare d'hauer fatto affai capaci gli huommi intendenti della dlfferer.'xa di que Be parti d' architettura, io trattare delle mifure vniuerfali di quefì*cpera. Le colonne dique- fta inuentione qui dauanti,fono in alte^Ta die ci diametri con le baf},& capitelli.L'architraue, il fregio, & la cornice faranno in alte:^'3^a la quarta parte della colonna : & del tutto fi' tone diece partiyle tre prime faranno per l'architraue,qujttro fi daranno al fregio,& le tre re flÀtiti faranno per la cornice. L'intercolonnio dimeno farà perla groffe^p^adi quattro coUnncy» lluei da i lati faranno per tre groffe-^r^^e . La porta farà larga per dHegrcjJ'cx^e & me\a : & la fua altcjf^a. due volte tanto . Ma effa porta farà contratta la quartadecma parte, comeU mette Vitruuio . Le fineSìre & nicchi da i lati . Et qjtiuifon finite It tredici propcfitioni fopra (olonne. Da quìauantiio tratterò di diuerfi fitiiZ^ firanc fcrme,& d'altn fiti ancora. l I B Ilo SETTIMO. «17 i»8 DI SE8^Sf!:^1^ SE^llO U\Cni\TEr, De' fiti di diucrfc forme fuori di fquadro. Prima propofitionc. Gap. 5 j. a NE i tempi paffuti , da gli antichi I{pmani in qua s'abbandono la buona ^nbtettura \ quale fono pochi lufìri che s'incominciò à ritrouare. l^ndmeno , per quanto io ho duto in molti luoghi d'ltaliat& in altri pae fi ancora {dico nelle Città nobili) fi truouano dii fé cafe fuori di fquadro sa le flrade tnaefire i&àme proprio ne fon venute alU mani di firai fmf forme : & queHo credo io da più cagioni fta auuenuto , ma da due principali . La pn può effer fiata, che effendo declinate à pò eoa poco tutte le buone arti , cadette infume la b na^anxi la mediocre architettura : doue che gli hnomini di quei tempi andarono fabricand eafo : an^j fi può dire al peggio chefapcuano, per quanto io ho veduto . La feconda cagioiÉt fiata quefia di certOtche rimanendo pii* figliuoli heredt di vna gran cafa copio fa d'appartamet tiy nelle pértitioni fra loro chi ha pigliato vna parte , & chi vn'altra, di maniera che à luni andar de gli anni fi fono fìroppiati di molti fiti, doue io ne proporrò alcuni di fìrane forme^ Sarà per accidente vnftto, gli angoli del quale faranno^. B.C. D.E.F.G.H.I. gli angoli jl> faranno sulaflradamaenra, I.H.CF.E.D. faranno vicinali, doue non fi potrà fperare lu, alcuna. ^. B.C. farà firada, C.D.farà vna Gradella non molto larga,comuneàpiù d'vna caf Trimieramente fi prenderà la metà da ^. à I. tirando vna linea à fquadro quanto farà lu^ ti filo, formando prima la porta con l'andito .A. à i lati del quale faranno camere. Ma dal d Bro lato vi farà vna camera B hauenJo al fuo feruitio due camerini, andando pia auanti p l'andito vi è vna camera C. dietro di effa ci è vn camerino D. paffando l'andito fi truoua t cortile E. di perfetta quadratura^à lato alquale vi è vna (aletta F. & quefia ha due cameri, CH.alfuoferuitio. Tuffando il cortile fi entra nell'andito I.à lato alquale é vna camera l dietro la quale vi è vn camerino L.doue è ancora vn' altro camerino , & vna Imaca per fali\ adulto : perciochei luoghi piccoli s'ammendaranno . Dall'altro lato dell'andito vi è vna canti fa M, al feruitio della quale è vn camerino Ts^. venendo in qua nel primo andito, fi troua I fcala principale .Il fuo principio al montare è 0. per l'altra porta verfo il cortile fi fcende à luoghi fotterranei . Vìa qua appreffo alla porta vi è vna cameru V. nella quale è la pofla pt vn letto fegnata Q^& altrettanto farà di fopra. Ma chi vorrà vnu grunfaU, prenderà /'Jx dito ^. & la camera B.con la fegnata P. & hauerà vttafala di piedi feffanta , ma perche ce gran fala fariu molto lungu alla fua larghe^X^Marà bene l*andito,& la cumera 'P.chefat vnfulotto piedi ^s.lungo,& T^.largo . Io non ho fcritto in quefia habitatione le mifure pn ticolari, per effere quefia fcrittura affai lunga t né anche ho detto doue io farei la cutinu ; ptì cioche quato alle mifure vi fono i piedi piccoli,doue fono quattro pertiche di piedi dieci ì'vm Et la cucina fiaria bene nclld camera F, & G^H. per faina viuandei& per dormire le feru a, onero i cuochi. I I 2 J^ 0 S £ T Tll U9' Dii diritti della prima propofitionc. Gap. 6$. LI (fuittro figure qui iiunntt fono diuprfì diritti de3a pianta pa/fata, qvelUdifóprafegm. taf é U faceta diuinti di fffj, afa • d piano delh quale farà alta d.i'l:i Jìrada piedi i. ^ mn^, LaiunghxZ^ddla facciata farà. pied\6At,Lxiar^hf%xadtìÌA porta fava picdtj.^ meT^o: & m alteT^a i J. mz s'aprirà dalia fifctam giù: & ilmt':^o circolo farà ferrato & Tf- triato. L'alte':(^iciel pr mi fatato farà piedi 20. che è dal piano ,fì t fotto l'aychnraue:&i*th chitraue farà UrtemptTii^nto del pnmj folau, Oal detto architraue > fin fotto l'altro architrO' Ut VI fono piedi 1 8. che è /'a/f *;j5^i del fecondi folaio fopra'l quale farà ti granaio . // primo «r- chitrauci fregio, & cornice farà alto piedi 4. L'vltima corntccyfregio , eir architrauefarà m »U te':^a piedi $. Tutte le fìn.ftre faranno larghe piedi 5 & te pàme faranno alte piedi r^.&ntt' ^0, & le feconde faranno alte vn piede di più, per la Lontanan':^^ deU'occh:Of& anche perche lo fporto della cornice ne rubidffxi . Q^iei occhi foprale fineftre fono per dar maggior lue e alle jian'i^e : & fanno ornamento grande, l fìnefinni nel fregio daranno luce ai granari . Li ^gurt itti acantoJegmtaX' dinota vnpf^X') dilla parte di dietro. L'ai: ct^-:^? fon lemediffne dette di fopra : eccetto laportail tattile è larga piedi 6. & alta pi idi 1 1, f opra la quale r' è vnafint Jìraper dar luce all'anditi. La filetti a fegnata A.B. è a punto quella pirte obliqua da^A.B.C & così farà la parte déu B» C. l'alt' '^'' fon le mtdcftra'; dette di fopra : ma le fineflremiggiori fon Urgbe piedi ^■&i» altrT^i piedi 8. &• quella parte che m effe fi vede fmucciata all' ingiù, è fatta per li me'i^Jti di baffoi^lefopr ifìneiire feruiranno della mede/ina larghf:^aaim T^ttt doue faranno : & al- cune fìnvfìre andar anno ferrate 1 & finte: & le piccole fine tire tonde » & quadrangolari >^ gl'occhi ancora feriranno a i cam';rini piccoli t & allafcala priuata . La parte fegnata S. dnota la ptrte del cortile al dirimpetto della porta , & ha le medefimtJ altexj^e che sé detto di fopra: mt la portaè larga piedi 6. &alta I2. Etle fìncHre^per hauef hi fogno di ^ran luce, fono Ufghe piedi 6. & is prime inaltexxj-fo^'^P'^'li lt.& quelle difopr» fonopiedi 13. perciochelo [porto della cornice ne ruba vnbuon piede : & fonn fatte acroce, per e ffer così grande: laq:4ai'vfanx^é ntoltocom^jda, perche da tali fìnefire fi può prendere gran lMce,& poca lM'7e fecondo che fi vuole, Nel fregio poi (come tè ditto delCéUro) ft [arutu no le JìieSìre dei granari. L I È K 0 SETTI M •? «I« I ^ !"■ Della Della propofitione feconda de'fiti fuori di fquadro. Gap. y tf . A Ceceri enfiata MUrchilettctt ur.f.to molto flrario, & fuori difquaito per tutti iU T -^ ^r ' * *' " ^"^ '""" <>''''r"'>&i l«oi>ngol, faranno D.E.F.G.fopra unalJù j^uaJro. &,jMi angol, faranno ^M.L.K. Ch,m b.fognarà , che lUnhittttcré Zr.Z. ,ra^lHr,fconf.lto Che fu Geometra , pe>faperJe & torre al pltoÓ Hf zf, Z ffl'P"f'P'n'udua.e,termmiragion.uolidclpM,co,&delp^^^^^^^^ aa faHedauann come è difiorta & firana : & nondimeno Oifosnarifolunr, .n feruiruJZ frontedella torrueiia Si.s. cheipieé '^tmòf^iu/i^ina ZrluIuZìlZ^^^ ir»:" do nclU parte, ntenore: 6-ntirandofi m dentro medefi«,amente pied, o 3oia cafJlZ tlTTJ" '7'««"/" ",««»""/"• ^'-n l-efìocafo uUruntepedrtart fua fucata doni aff,, p.à al pMico.che non gU tuole. U parte D E.F.C b.ZLZ^ZJf- t"mm,,per eOcrHicinale.ManeUaparte .4.M.l.kperdnkxarelamHràX.^^lil ^^ "«!>;J'^^*<'yf>^-^daritan,!alpM,eo,Jtol.toÌl.:^^^^^^^ che l publico lo toUrarà.per diri^x^r Uflrada. Euu, ancora la parte d, diit./.' -a T^' nale:gl, angoli deUa ^ralefono Ó.H. C.ma-t.rando una Unea data K rtZll'r, ^A t r-'i'iM-aniolo^.ftin.^:^.àla^,adiettafenxanretnoalcuno^y^^^^ partmento della faceta. Ciafcuna torriceUafarà p,ìd, xo,nf,ontc& o ó„ ffZ! n , re aW altra faranno o,ed, f,s. f.^ h nu.i, ,.L.L r. >..,,. {. /'^ ^- f "!"""<>. Da u na tot "S tì'É 110 settimo: nJ 1 3 De ÌJ4 DI SEB^STI^J^O SERLIO ^I{CHITET, De i diritti della fccoada propofitionc fuori di fquadro. Cap." ^6. LE due figure quìdauanti fono i diritti della paffuta pianta : & prima, quella di [opra è léu parte dauanti : a gli angoli della quale vi fono le mo^re dt due lorricelle. La fronte di «4. /cuna i piedi lO. &fra l'vna, & l'altra torre vi fono piedi 54. & U porta della cafa e nelmt^ %p; l'apertura della quale è piedi p. in laighe%xaì& piedi i o. m altcT^T^a, oitra ilmc^o circola^ the darà luce aW andito. Ma il portello di me'^o, che fi aprirà di continuo, f:irà largo piedi 4.©' mexp : & in alte'i^afarà piedi 8. Tutte le fineSìr e faranno larghe piedi 4. & me%p : & le prì* me voltate faranno larghe piedi p. & mc^o: & quelle di f opra faranno piidi 9. oltra le fopu finenrebafìarde, per dar maggior lume. ^ Q^ie sìa cafa farà alta dalla fifadafìn'a quattro piedi, & mc^^o^fen^a effondere il public^, L'alte'^adel primo foUio farà piedi 1 8. che farà dalpiano,fìn fotte lafafcia : la quale faràil rcmpmento del primo folaio. llparappetto della cornice fin f opra la fafcia,farà ^.piedi: & dal' la fafcia fin fotto i'architraue farà piedi 18. che è la medefma alte-s^p^a di quel di fotto . L'ar- (htraue, fregio t& cornice faranno piedi 4, & nel fregio faranno ifineftrini per dar luctai granari. La figura qui più baffo rapprefenta la parte di dentro di que(la cafa. Lapartedimexofigni* fica la loggia all'incontro della porta dauanti» la quale ha la fua loggia di f opra . Et cesi aWin^ contro di queHa ven'è vnafimile. La larghexp^ d'vn'arco è piedi io. & in alte'^i^afon piedi 16, due piedi d'arco, che fono 1 8. & quiui è l'altt%xa della loggia. L'architraHe,fregti ,& cor nicefon piedi quattro in altexp^a . Dall'archttraue primo, fin fotto il fecondo vi fono t piedi i S. & le colonne Doriche piane faranno piedi 15. L'architraue, il fregio, & la cornice faranno 7* piedi in ^/re^^j^a: & nel fregio fi faranno i finefìrini . Le parti da i lati dinotano le due camere alle teSe della fala . Di dietro, doue fi veggono IcJ finefìre, così da haffo,come da alto, & il modo di voltare quelle da baffo, fi vede ancora il mo^ dodivoltarleHin-zefotterranee. lìe'quali luoghi fi potrà non folamente tenerci vini, ma far cucine, & luoghi per bugate, tinelli, & altri officij, fecondo cbt'l luogo farà afciutto 0 humidd» Pl^,^{fX^_raifMr€mancheranno,i piedi ihiriclrne^ofHppltratinq, ut ILO StTT^MO^ m [....p...! I I l I 4 Pwpo* Pfopofitione terza de' £m fuori di fquadro. Cap. k- ' Ccaderàtal fiata ^nfitofirauagante.gli Angoli delau^f .-^ranno ^.B.CD.E.F.C.HJ. .Et ^'B. faraUfacciidciuanii & farà dirttf-- '-'^'(^•^- fard vicinale , dal quale voni fi potrà hauerluce: & finulmente l'al/y- '..u^.I.H.G.fard vtunale. Etancheda G. F. farai ti medepmo: ma da E.v far^ ♦ "♦* pi&'KXi.tta ccmmune a pai cafe. Di maniera che m quefio fitùi CI vorrà effere vn lungo cortile : neanche rn cortile baciar à : ma ci vorranno eUere :re cvrti'L letti . La prima cofa che fi farà, ft prenderà ilmc^^o della faccia, menando vna linea afquadro cm la faccia Jauanti, continuata, fintai fine delfico :& all'entrare deUa porta fard vn'andito^, (hehautrddaldfflro lato vna [aletta B. alfuoferuttio ja/anno due camerette C.D-&aWyfcir\ dell'andnosentrarà mvn cortile E. ali entrar e del quale rifarà vnaloggietta F.doueè vw cortiletto per dar luce aUafaletta : & anche a vn camerino : & nell'altro capo del cortiletto^ y'e vn altra logpeta per gir coperto da vno all'altro appartamento. Di quefio cortiletto fi paf- fa nella camera G. & di queUa alla camera H. Nel capo del cortile nelmcroientraa ynaU- mata I. p rUqaale fipaffa aUafala K. doue m vno deHati v'è vna camera L. Ter l'altro vfcioi della i.macaft paffa aUa camera M, nella quale è la pofla d'vn letto : dietro la quale v'è vn^ dietro camera N- con la pofla d'vn lettuccio . Di quefla camera M. s'entra in vn cortiletto A- gnat U qua^c dona luce a tre luoghi. Di quefla camera ancora s'entra nella cameretta 0. /?»- tornanuo nel conile là m vno angolo , s'entra nella camera P. al feruitio della quale y'è vnx i dietrocamera (^& ne W altro angolo di qua v'è vna cappella !{_. della quale s'entra m vn cor. riletto di forma d vna mandola fegnato* : ti quale dà luce alla /cala per tefia : Entrando poi nell andito al venire m qua fi truoua la fcala S. & pia qua uerfo la porta u'è un* camera T dietro la quale e unacameraV, Et auuertifci bene che tutta luoghi me'j^anì & piccoliuannò ZTl}t f " '"? "'^T ^'JV T^.'Ì''^ n '"^"'^''' ^^ ^^'^' "/- «^" r^f^^à magnar faladaalto,perciochequeUa dabaffo édibuona ltinghe^:;a, cioè di piedi ^5,&di 50. inlar: L l B KO SETTIMO 137 Belb Della icrzapropofitioncdc'fiti fuori di fquadfo. Gap. jt, i T E fette fgure , che fi veggono qui dauanti , fon tutte appartamenti alla pianta ùafTata ri i J^ prima fegnata jl, rapprefenta la parte dauanti della cafa. La porta nel mero è lar^ll'i^' 7. & me^o, ér è piedi ij.in alte^Pi^ -'fopra la quale nel frLifpiL far/Srtu^^^^^^^^ luce aW andito. Tnttc le finefìrefcn larghe piedi 4. Le prime fono m altezza ZT^^^^^^^^ prafinefireQ.,eUedifoprapcrlalorodiIian^^^^^^ ranno larghe piedi 1. &me^o , & w alttzj^a piedi 3. 6- mf7o .Dal piano difVrlAn'i, f fciaJaràm2o.Etditalalte^:^afaranno tutte le%^^^ t^ttodelleiìnefircfaràpiedis.VarchitraueJregio.&^^^^^ La figura fegnata I. dinota la fronte del cortile.doue è la limaca; il quale ordiJLT^^:! ^ ^ornod^.f cortile.'^ ha le medefimealte^^^^^^^ no vn piede pii^ larghe per dar maggior luce ai luoghi. ^o.cheiepncftrefO' La figura fegnata K lì nelmezp dinota Vafpetto del cortiletto fetndtn* ^^..^r i ». fcrret $nÈ:^sfìZtx^ sET^uoZiìCcnìfif: Dclk quinta propofitionc de' fiti fuori di fquadro. Gap. Jp; POtrthbe ancor per forte Henire alle mani dell'architettore un ftto.i Uttdelquak fofftrì molto florti: cominciando dalla parte dauanti ^,B.C,D. a uolerla diri^Xare tfarà bene ri-' tirar ft in dentro piedi ^. all'angolo D.&da quel termino all'angolo a, menare una linea di' ritta. Ecosì fidarà tanto al publico, quanto fé gli leuarà. EuuipoiillatoD.E.F.G.cheèfoprt una Hradacciafporca, & poco frequentata : & ha gli angoli cerne fi uede : & a uoler dirirra* re quegli angoliychen publico fi contenti JttiraràaU'angolo G. piedi ^.indentro: &daqud va E. ^ICufctre dell'andito s'entra nella loggia F. mi capo della quale u'é un cortiletto C. ;/- ^ualeèneceffario . Dalmedtfimo angolo della loggia s'entra in una camera H. della cu ale fi pagaalla camera LneHaquaie u'é la poHa d'un letto K.& la limaca per montar di fopra. Et fui auanti fi paffa alla camera L, che ha al fuo feruitio un camerino M. & di qur/ia s'entra in yna granfala 0. doue in un'angolo u*èun pafjaggio T. pe'l qual fi uà a un camerino Q, & u'é ancora una limaca I{. Ml'ufcir della /ala fi ritorna in un cortile , tlquale per ornamento ha le loggie finte all'intornoicome lauerafegnata F. B^itornando dell'andito uerfo la portu.doueft ri di fopra. Lofpatio m'è mancato per lafcrittura : & per tanto non ho fcritto le mifure par- ticoUrt delie ftanie . Ma neU^andrtq uifono i piedi, per poter mifurare il tutto . l f 9 K 9 S È r T I M 0^ Detb •44 hj stB'4sri^v^ò sEB,ii9 jib^chitit: Della quinta fiQpcfitionedc'fìù fuori di ùjuadfo. Cap. jpu LTtrt figure qui dauMù dimo Hr ite t fono parte de diritti delta pianta qui adìetro. il primi qiiàfopfafegnatol/i.rapprefenta la faccia dauanti. Ma parliamo prima della porta, la qu, If é larga ptedi 8. f^ é.m aitcìx^pìcdi \6>ma chi non verrà aprir d' legname tanta alexx^tp tràffrrare ilmt'^ circolo : cir dada fafcia ingiù farla di Ugncme . Tutte le finf/ìrefonlargb p;ci/4 te prime fono m alt f:^ a piedi ^,& le feconde per U fua lontanan-^a fon lo. pieditn ai tf^fj^' Le lutarne fpra la cornice faranno piedi 3 per ognuato. li piano di tutta la cafa far alte'p-x ch^ fi pi tra. Dal detto piano fin fotto la faf eia farà piedi i^. La fafna farà il folaw.Dc la faccia fin fùttQ l'architraue faranno p'.tdi 18. che farà i'aiiro folaio, LArchitrakej iifregto,Z ta cornice f.:ranno piedi 3. m alt' 7^';^:i . i.i/afcia: ma fra ([fi piiafiri y.furà vn parapetto di i. piedi. Gli archi di fopra faranno della Wi deftfìta altc^i'.ma faranno Larghi piedi 1 1 . le fin e tir e faranno larghe come L'altre: ma dimoi p'^ualte-zjji, per effer folto le ioggte , che hanno bifegno dt maggior luce, le parti da i lati à f^.fono il diritto delle camere di quei oaratterimedtfimt» Lafiguretta qmui a baffoni. & K.ftgnifica la faccia della camera fegnata I.& quello arcon fegnate JC. viene ad efjtre per la pofìa del letto:& fopra effoarccne vifarà La pofia di vn'altt Letto . I fine firmi dai lati df e , fono per dar luce alla Limaca , che m .nta ad alto : gii altri di fono per dar Luce a quel piccolo camerino, Le qualluct però fono dt lume fecondo : maperifp rien^a, & dt vedutacela t camere fon commodifJime,& Minimamente per donne: perciocbc ruUafartedifopfa iranno U figlie fiChri£ime» 'L rS K.^ S'É t T 1 '>i ». 4/ ri iti^ l'^i'* J IH. Ili. M n Jt rijiK,!] J IX K 2 Della Della fcfta propofitione cTvn (ito fuoridi /quadro, Cap. eo. HO veduto in molti luoghi alcuni iafe, quantunque habbiàn9 i lati tra loro tguali^nondim» notUcreaUefirade maeSìrr fuori dt [quadro. Ma quel che i peggio, che Èutte lefianze tt fitndcfi fgualmentt diflanti cUa muraglia dauanti,fegmtano tutte fuori di {quadro. Ilaualcj grand fimo errore , non tot. figliar ògtamai perfona alcuna che lo faceta , an7i vorrò femprZ, mettere la porta nel mt%o , cSr txrare l'andito a fquadro dcUa fìrada , & finifca poi come ìi doue vuole . * / r » v Il prefentefito, the ft dimoerà qui dauanti, è fuoridi fquadro atta flrada maefira: & nondi^ meno ha la porta nel me-^o, & e ogni cafa a fquadro : & ha ma yeduta diruta di poco mancm à^^^o.piedumrvegmamoaUanarrationedegliappartarnentì.M'entrardeUaportantruoi «a vn andato A. ptedt li largo-, a lato del quale Ve vna faletta B. di doppia lungheria aUn fualarght^:^a,nelcapodeUa quale ve vna camtf^ C. feguitand. l^andito s'entro m rnalouia /), fotta laqnale v è lafcala E. la quale circonda vn cortiletto F. nel quale è vn porro A $an^ H a quefiafcala v'è vna camera G. Et aU'vfctr della loggia ft truoua vn luogo H. di 'perfette quadratura: ilquale i ripofto da'venti, & dal Sole: luogo molto commcdOy & bello, per Lrnì la fiate a piacere. Dt la da qui fio v'é rn giardino L f{,itornando in qua dall'altre rato, v'è vnìÈ (amera K. Dipoi la dietrocamera L. alfermtto della quale vi i il camerino M. venendo più auM »; r vn cortile T^. intorno al quale vi fono li loggie finte di baffo fileuo,per accompagnare il cor tue €vna opera medeftma aU'intorno. ji canto a qutSìo cortile ri fono tre luoghi OV Q Rie»^ trando nell'andito Vi vna camera J^, con lafua dietrocamera S, eJr pia qua preffo alla portai ti è vna camera T, alferuitto della quale è la dietrocamera y. Ma è dafapere, che quedo fttl i circondato da'victni da tre bande ynipnote riceuer lume fé non dafefiefjo, & dalla firadada^ Manti, imedefimt appartamenti faranno da alto,& tutti i luoghi mezanutr piccoli iammeré rarmoi &cbt vorrà vnafala da alto , prenderà la faletta B. e Vanditolt. tr hauetà yn flZ piedi $o.lMngo,C3r piedi 3P'largo. EtfealcHnomidomandaffe,cbcdferen7aiofac€ÌB dafaUt Ì{™ '5^ '';''/! f^'*'^'''^^'''''^ ^"^'^'^ '^' f^rddidopp.a lungheria alla fuala/I Zbe:i^a:&ancoralediròfaletta, s'ella fard treparti in larghex:^a , e- cinque mlunghcTzaeU ma eh ella non fu minore in larghe'^^^a, che vna delle maggior camere della cafa.Salotto^iri ì a quel membro che farà lungo alquanto d^vna delle maggior camere . ma che non pofjì yn qua* li dro.& meT^oinlungherx^. Dirò ancor faletta, a quella fianca, U quale fta mincre in larglez- \t r^: che ynadeUegran camere: e- che paffiin lungbe^xa vn quadro , & me^o : opa treparti, ' ^ cinque, ò fta due quadri. Et quella è U mia opimonc, riportandomi a coloro, che miglior r4- %i9nt4imeprodftraìi»o. ^ n X $ Della *y©' Bi sEBAsn^T^ó SEi{Lto ^j^chitet: DcllafcflaPropofitionc dcTiti fuori dif^Uàdfo. Cip, 4o. Lnquattfo figure dimi>lìrate qui dauanti , fono i diritti^eUa pianta qui adietro . La primi regnata ^. dmota la faccia dauanti. il piano di queiìacafa.fe fì potrà , fard leuato datti flradAtregradt,dal qual piano, fin fono lafafòiafarà piedi 20. ^ daUa/afcia fin fotta Urcki4 ^r^'*ef^rdaltrettanto,(rucflelarannoi;uU,^^edeifol^ rannopiedij. malte'KX'^ '&nel fregio fi faranno le finefìnUe de^ granai . Tutte le fineflrefl. ZfA'tZT^'f'' r f ' ''. ^i^f^^ranno alte piedi 10. queUe difcpra voltate faranno ptrdj ii.malte^T^a, oltra le foprafinefire: le quali feruir anno a i mei^ati . La porta farà larzé pisdiO'&tna.tei^apiedi l'i, //«/»*••;♦♦•« i«»i« LafiguraD.rapprcf.nta vna parte della faletta dauanti fegnata B.è la lunghezza deUa lo^Z Ì^Ye^Zlatn %?![ ^'*'^'f'^^''; fj[^^-^^ C^^^rne io d,ffi neUa pianta ) farà molto piaL Hole e^ ornato. Et al trettanto ne farà difopra . Eifopra la loggia farà vn terrazzo (coperto . <'/ciocheilcortiUfìmoflrip.ùaperto,Etanchechivc^^^^ farà t^u^na la caa. Quanto aWaU.z^:^cJ^ n'è detto qui UifopJZMa la /arg ;..rrd7/r. cW farà piedi i o. L'alte^z^a loro farà piedi 19, La fronie d'un pUaUrofarà piedi 2. ^ Xo Et que/iafigurarapprrf^malalungh,7i7^adeUa cafadaUa pianta, fintai giardino. ' Hi .«n^r^^^^'^T ^•«''''"' ^'"'^''' l-i'*ngh ftvrdrÀ ^ando fu laporta dauanti • Sotto la fcala v'i vn paffag' fio: la larghfxj^adtlquale è piedi $. all'entrar della porta ve vna cernerà !{. cbehaalfuo fer» uitio vn camerino S. .Andando pia ananti v'è vna camera T.la quale haueri il camerino fopré S, per effer quello smmeXjito. Et altrettanto d'alloggiamento farà difopra. T^lè vi potrà efjtrfé iamagpore d> quello da baffo verfo il giardino. Ma U corpo della fala è bendi commoda ;^ran* deZX*' ^'^^^^ P*^^' SS *" lf*nghe7i:^a,^2S. m larghe^X»» Inquefìofito vtfonpochi apparta- menti: percioche ti padrone vi volfe vn lungo giardino fperfuo con tento . Qumi ci vuole effyte Tna cucina: ne vi truouo il più commodo luogotche la fianja fegnata 0. per effer ccmmoda aUc fala, & fi potrà ammtjare:fopra la^quale dormiranno lefernentu Et doue lafctittura haiseri méMeatqtnntrrartUm/Hrhfffcdiftippliraitno^^ l : B t 0 S E T T I.M ©. \ìn I 1 1 CDC-Zl dUUI — ^rUEI] cuczi cnaEziiczji DtH^ 154 t>i SKB./ÌST i^rio snn^iio ^kchitet: Della fcttimapropofitionc de' fin fuori di fquadto. Gap. 6u L E quattro figure qui daHtnti, fono parte de i diritti deUa pianta paffata . Il prhnofegntaì ji. per la f Accia, dauanti : ti ptano della quale farà leuato dalla firada quanto compcrtarè ta larghfx^a della firada , & da effo piano fin fotto la fafcia farà piedi 1 7. & altrettanto fati dalla fafcta fin fotto l'architraue: tlquale co'ljfregio,& la corwcefarà piedi 4. in altc^ra. Tut te le finefirefaran larghe piedi 4. Valte'^x,'^ delle prime farà piedi 8. altra le fue foprafiuefire, L'altCTi^^a delle feconde farà piedi p. oltralefue foprafineHreouali. Le luccarne faranno lar- ghe piedi i. & nKXo» & iniilte\T^a piedi 3. & mero . La porta farà larga piedi €, & tniTO : & inaltexT^i^. ^ '^ ^ La figura fognata T. è la loggia, Hando a guardarla nel cortile ; & ha lemedefimealtczx^ dette dtfopra , &farà loggia fcpra loggia. Ma dell'andito C. s'accrefferà la camera H. di /e* pra: & del rtfiantefifarà vn camerino fopra il viottolo . Gli archi di quefìa Uggia faran lar- ghi piedi 9. & in alteXT^a piedi 16. 1 piUfiri faranno larghi piedi 1. L'arcone F. farà largo pie- go piedi 8. ilquale d^arà luceaU'andtto abondantemente . Ufinefire fotto la loggia faranno pittai te dell'altre, per hauer bifogno di maggior luce, ta figura fegnau V, dinotala parte di dietro fopra ilgiardinc: la quale ha le medfftme altc:^ Xe,che s'è detto dauanti. la porta fegnata T.farà larga pitdi J. & m alttxXapiediy & mi':^, 1 1 portone fegnato Q^farà mila muragliadel giardini ma non farà aperto per effere il mu* ro yicinaU: farà bene sfondrato alquanto , perdepingerui ma profpettiua : la quale in appa- renza farà parer lunga ta cafapià che non farà in iffc tto . Et anche l'ornafnento del portone fi pijtrà far di pittura, & anche ornare le muraglie all'intorno del giardino . •1 L 1 ^Ko settimo: m ^' 1 PEI m-m Iiirr ImI X X il I i iim HIT _ 1 fiop^ Profxjfitionc ottaut del riftorar cafc vecchie. Gap. 6Ù Poiché /*» f^no a trattare (T Accidenti [ir ani ,& di rifcrm^tioni di cafe yetch'c > io né narrare pur Mt« jccaduta a giorni miei. Erain ma città d'Italia , doue ft fabnca affai , rnhuoma rtcch'ffm», m* au^ro, ilquaU haueua vna cafa, la quale fi* fabricata daU'auo fuo^ in quei tem» pi chela buono architettura era ancora fepolta . Ma nel veroquefìa cafa era affai corrtvtcda, <ìr non molto vecchia: delle quali commodità ilpadron di effafi contentaua affai , & tar.to pih^ quanto egli era nato in e ffa. Tutta volta per bauerquefiu cafa dai lati f& all'incontro fubriche nuoue,fattet & ordinate da buoni architettori, quelle per il decorOf& proportione,che in eftt fi vedeuajaceano tanto più parer brutta quefia deU'auaro. Doue paffando alcune vplte il Trew tipe della città per quella dirada, & vedendo quefia cafa tanto difforme dell'altre, gli genera* Ita naufca» O fafiidio\ la onde per certi oittadim amfci deU'auaro lo fece effortare a nfabricare quefia fua cafi nel modo dtWaltre uicine. Quelio buon'huomo, che baueua piik amore a la caffa da' danari, che al decoro della città, fé l'andana paffando: dicendo che haueua ben animo di far io:ma che alpref ente eramale agiato didanari, finalmente paffando vngiorno ilTrenctp^j €ip' per quifla ^rada,^ vedendo che à detta cafa non era dato principio alcuno di rinouare, almeno la facciata.fr ce chiamare afe ilpadrondteffa cafay&glt diffe qua ft tiratamente. Omef . fer taUf ò voi fate ch'io vegga fatta almeno la facciata della vofira cafa m termine dvn'annop con quella ^rchitettura,che fon fatte le altre a voi viiine.ò io ui pagherò la Vudra cafa algiw fio P^^7S.o tfiimata da huomtni mrendenti: & cerne mia la farò fabncare . Il buon auaro , per vonfipt luar di quel nido^nel quale era nato, nodn to , & alleuato , deliberò non per volontà 9 ma per non cadere in difgratia delfignore,dt voler fabricare . Terilche fatto cercare Umigliof architetto della città, pregollo che di gratia li conferuaffe 14 fua cafa con tutte le commodità che v'erano: ma che la facciata lafaceffe di forte ch'ella poteffe piacere al Trencipe , & che , nonguardaffeadanari,QueHovero fanno gli auariy che quando fi conducono a fare vna cafa d'honofe, tffi U fanno fontuofamente: & fabriche.ò nox;3^e, ò bachettt,ò cofefimtli: ma però li fanno di rado» li buono architetto vide , & confiderò ben la cafa & le commodità, che erand grandi, & non potendo nmuouere cofa alcuno di dentro. Et vedendo che la porta non era nel men^ della facciata {cqf a che è molto contraria alla buona architettura) come ft vede nella pianta nel me'i^o, ^.B,C.D,E. che è la pianta vecchia, & la figura f opra effa è la fua facciata, fi rifoluette nella f ala C»fare vna muraglia fegnata f. & della] f ala fare vn'andito , & laffarui ia camera C. & dell'andito primo fece vna camera B. né mutò altra muraglia : & là faccia da ftantt atterrò del tutto, & ne compartii vn* altra nel modo che fi vede nell'altra lui f otto , coi»- partendo le finejire nel modo che fi veggono. I quattro nicchi a canto a la porta , & ia finefìra di fopra non fono fenica propofito: che quantunque il padrone delia cafa doueua mettere nel pia honorato luogo l'auaritiay radice di tutti i maU,& inimica di tutte le virtù.nondimeno egli uol- fé ne'quattro nicchi le quattro virtù morali : dando fi forfè ad intendere,che in luifoffero quel" le belle parti , veSlendcfi la veSiefarifaica,ò pine, come huomofcaUvto, vuole dar'a credere ett mondo ch'egli era buono» _.^ t l IIB 0 S KT r t M i- >SJ i Èà^m^i li j f 8 r.i i Mota Nona prop?fitionc del hftaurarcofc, che rouinino. Cap. 6S- Vl^*altro accidente potrà venire alle mani dell* architetto . ^n^j accade in Bolopia pia tria mia, ne miei pnmt annido duefifabrtcaua mcdernamente . Mora perche efja città i la maggior parte porticata^pet la quai eofa ft faceuano affai portichi publici con colonne t'oÈ* de di mattone : doue per la debolf^^^a di tal materia , & anche per lo grande int (mallo da vrÌA colonna aWaltra, & per lo gran pefo della facciata che v'era [opra, in breue tempo, non poten- do effe colonne fùfienere tal carico, cominciarono a crepare, & minacciar routna: per U chefè neceffario appuntellarle i doue perauentara i puntelli ancora vi fono . In alcuni luoghi fnront di pietra cotta, & murati dì gefso: laquate appuntellatura è molto alpropofìtetpercioche'lgef" fo non cala punto: an:i^i gonfia nelfeccare: & viene afoUeuar quella cofa,\chegià era calata al- quanto . Vefempio de i portichi fopradetti è qudfopra figurato tn pianta\& in diritto : & e'/e- fjnata^. Il modo dunque di fortificare (al dehale:^a farà quefìo , fen^a muouere le colonne dal /«o luogo . Si farà da i lati della colonna vna pila^rata di pietra viua, ben ccmmefsa con pochtjjima talcina: la qual pilafiratafarà per mexagrcfsexT^a d'una colonna: & lafsando i due tei^i delia €olonna fuor ideila pilajirata,f$ cingerà detta colonna ancora di dietro,comefi vedt nella pian ta di f otto f piiY fegnata ^. per efsere una cofa medefima : ma fortificata . Sopra le pilafìratefi matteranno i capitelli: fopra i quali fi\leuaranno gli archi: tS" da i ptlafiri alla muraglia fi fa^ vanno i fottoaTchi,di maniera che*l portico farà forti ffimo» Et chi non uorràfare ifottoarchi, ni quei pilaflrellifotto effi(percbe anche a canto afe la muraglia, che uorrebbono a far il portico ptàfiretto\,\& anche farla maggiore fpefa ) fi potrà tiwfMglimafarefolamtntt le pilaSìrate dai lati delle cohnH€t& di dietreancorg^ L US K^ s É7 r i hi i59 - laii ti m p^^^fS^r^^^j^^ Decima 16M DI SEB^STtAJi,0 SEI^llO UKCHITET. Decima propofitionc per fobricarc in coda. Cap, ^4; IO ho trattato di tanti accidenti /Ir aHagànth& non ho ancorg trattato iifahricare nelle iè lie: co fa che è molto necefsarta, & fiaceuohfjima: & majfmamente fé fuH monterò a Wfzo, uifarà acque uiue. Sarà per accidente nnraonticello, il profilo del quale farà l{, ^, fatto dtpoè ti, nel modo, che dimo(ira lafgura difopra.lafituatione della cafafarà, ch'eMa non fia sa la ci* ma del montct né anche nel piano della Halle : mafia collocata nel mero fra ti bafso , & Caltoi Cioè nella cojia\ per le ragioni.cVio dire uenendo al dtfporU , Primieramente dal pian 0 fegnaf »/f. s'incomincia a mentare dolcemente fintai piano B. doue énn parapetto, l'alt erra dt quefl» primo piano ffirà piedi i %. & lafalita in lunghe^i^a farà piedi ^4. 9ht uiene a montare qneltg fiala la quarta parte della fua Innghexx* . // piano B. è altrettanto in largherzà . Dipoi fi co* nìnaa a montare al piano della eafa: doue è U C. che a canto élla muraglia deUa eafa, il piano} della quale i D. del qaal s'entra nell'andito E,U larghezza del quale è piedi l j.eJr i m lunghez %a piedi ji.Dil defiro lato è la camera F, dietrft la quale é la camera G, che ha al fuo feruitii un camtrmo H. T.ùauantifitruoua una f ala I k. aifermtio della quàle è un camerino LFuofi dell'andito s'entra nella loggia M. ne'capi delia quale uifono due l'mache , che montano difo* fra a i corridoi Ti, & per eJJI fi uà f opra la loggia 0. Da quejlafopraioggia fi monta per cmqut gradi al piano T. nel quale fono due fontane di qui, & di ià nella f. Da queflo piano al caratte- re V, fi comincia a nontare dolcemente fin'al ^, ilqualefarà lafchena del monte : laqual mon* Hta i piedi 40. in alte^X*: eJr/r quini, 0 alquanto più baffo non ui fari fontana uiua, su la f che na del monte fi farà una conferua B^nellaquale fi ragunaranno tutte l'acque dt quel monte: ^ dellaquale tutta la eafa fi feruirà: perciocbe,felaeonferuafarà fatta dt buoni ffima bruttura « & che nel fondo uifìagrofsafabbia^ominutagiaratlacque fi conferuaranno purificate i& chia re: dette quali l'architetto fé ne feruirà grandemente: facendole paffare per tutti i luoghi ne» eefsartj: e finalmente nel piano potrà farne una pefchiera : & dette medrfime acque ne arfac-i querJ i giardini, & ortaggi, che faranno netta ualetta . La figura quut a canto fegnata 0. è il profih della lo^^ia in faccia ioue faranno le fontanei & è loggia fopraht^ta : &fopra efte un terra:^x« * <^fl quale fi monta cinque gradi al piano P. ma queHo profilo è fatto con maggior mi fura di quella ditta pianta : accioebefia meglio intefo. L'altre tre figure lui apprefso,fon parti particolari, fatte con la medefima m^ura^con maggio. re mtelligenxa. La (e%nata O.èma parte della pianta della loggia . La fegnata Z). è la portéoa principale della eafa: & quella fopra efsa ,èi^na delle ptmc fine^rt : le f « «/i dnf figure fon fapf anche (OH maggior mifHfé di quella delk loggia. '" l J B R 0 S ET T 1 M Òk tCt .^■JT^i Dedan Decima propofìtione per fabricare in colia, Cap. 6 4. L E tre figure qui dauantì fono della pianta qtì adietro . i^lnelladi fotto^.B.C.D. diy.otalé parte dauanti, doue dal primo piano ^ -fi monta al fecondo B. & fotte la porta delia tafa, -Vijarà quella delie cantine, che faranno nel monte: ma perfanità di effe fé egli darà luce daum in ma perpendicolare. Et anche nel cortile yi faranno finefire : ma i vini fi metteranno neh parte Settentrionale : & ne gli altri luoghi faranno diuerft cfficij. Dal piano B. cominciandc da Cft monta dolcemente al piano D. che farà ti piano di tutta la cafa:& quiui eia porta. La fua large:^a è piedi 8. & in alte':^a piedi i 5. Tutte le fincfire faranno larghe piedi $. le pri THC voltate fono piedi 1 1. in alte^^'j^a. Le feconde fono piedi li.per le fitalontanan':^a. Dal pri tno piano ftnofotto lafafciafarà piedi i 8. & farà l'altc%p^a delle prime fìan-^^e, & dalla fafm fin fotto l'architrauefarà altrettanto: ti quale architrautt& fregio, & cornice faranno piedi ^ fopra laqual cornice faranno le luccarne di forma ritonde. il fuo diametro farà piedi ^.& me^i La figura fegnata M. 7v(. viene ad effere la prima loggia *Valtt7^ dtlU quale fono cornei fopradette: ma la largh('^':(a d'vn'arcc è piedi 1 ©. & la fua altf:rj^a è piedi 1 7. La fronte d'vi pilafiroèpiedi 3. Ipilafìn di fopra fon gre ffi piedi 2. &me%p,& tanto di più faranno largbigl archi. Le fini Sire faranno e vm e l'altn:ma le lucarne faranno alte piedi ^.& larghe ^.Quefl loggie, per effer così firettetnonftvoltarannoima di La fìre di pietra fi faranno i fuolì'. ù q^d le di fopra , che faranno alla pioggia , faranno commeffe con i caflri,& di cimento buQniffim\ coperte le commiffure, 1 La figura qui di mt^o fegnata ©. farà la loggia appoggiata al montCidoue da più nicchi vfc\ rà dell'acqua. Le medefime larghe-i^e, & altt%X'^ che fono nella fronte deWaltra loggia ,/om in quefìa: ma quanto alla Urghe':^a , quella è piedi IZ. dai pilafiri alla myr agita da qualmu raglia è graffa piedi 6. ^ è ben ragione, che vi fiatai groffex:^a, per foflener il terreno appog giato ad effa. w4»^i v'è queSio di più, che ogni pilaSìro di tfja loggia è muraglia , &feruepei contraforteyo f perone che dirgli vogliamo. I quali fperoni fon tutti forati da vna porta fegna- ta 0. la larghf:^» della quale è piedi io. & m alte^^ fono piedi 1 8. La figura fi vede ncUi fatta qui adietro Jegnata 0, & è fatta di quefìamedefima mifura. L I B K 0 Sèttimo:. *^i L' 2 Per 1^4 SEBASTI ^riO SERLIO ^I^CMITET. Per fabri:are in coda vndcciisa propofitionc. Gap, ^5. IN altro Inogo fi potrà fabricdre in cofìa, quaft m vn medeftmofito , ma y ariate di forma t^ di mifure.'Trimicramente dal piano eommune^. fi cnmincta a montare piedi 8. mala UnghfXX,*<^'^*f^*^^* P'^^' 3^*^f^^ ftine a montare la ejuartj parte , the è aì piano B &id B. a C» per (cala di ritorno s'arriua al piano D. dal quale fi monta ancora ptr cinque gradi al piano della e af^i doue sventra nell'andito :a t lati dei quale ri fono appatan.enti'- & del quale s'entra nel cortile di perfetta quadratura: & netta fronte d> tfjor'è rnaioggia ylaquaUèap» foggiata al monterai quale fi monta per le due Itmache F. pojle ne' capi di tfja l'uggia. M piano G. nel qttal vi fono due fontane li. pia la di qutfio v'é vn'altvo mente : al qualfi comincia a mo tare d% iMnpcfo K»& da quello al rifpofo L. & pocop ùaito r'èla fchena delmontc Uucfarà la conferua M, Quelìafcrittura è futafopra ta pianta quint nel iwe^^o , è s'accorda co'lprofilo irv fopra: il qual profilo è di punti minuti» cominciando dal carattere ^.& montando flnaM, Aia auuertifcaft , chelapianta qua dauanti è fatta fen^amifure particolari: ma ho abbraccia to tutto l'yniuerfale per accordare la pianta cen*l profilo: nondimeno ndla carta p:ù aitanti dimosìrarò particolarmente ,t& m furata la piantadeUaeafafolamentCyfcn:^alefcaley& da» Hanti & dietro, Etdimodràrh i diritti di maggior e importati'^. Le tre figure ai lati della pian ta yrnuerfalcy fono de mcvibri di ej} A pianta :ma fatti di pi k gran forma: perche funo meglio tefe : come infegnannno t piedi futio lafcaladellaporta D. laquale èia friìuipalt dauanti la cafa.St la fine tira fopra,e la forma di tutte lefinefire dtl primo fu Laic, L'altra finefira dall'altro lato rapprefeniaie finefire da baff'o,fopra le quali fono le finefìre bafìarde per dar luce a i mexati, U i angoli della faccia, & doue non faranno mexjati, le det' tefine/irelle daranno maggior lutf allt fiamme grandi :& le medtfirne fintfke feruirannoai dut lati della cafa. LIBRO SETTIMO, l6S • III I I I I I I H I-+ t i-i-»-! H[ r^ 3 Propo- Propofitloncviidccima per fabricarc in corta. Gap. ^5.' L^N^ tirfn/d qui dauanti dimr.flrata,dinota la pianta qua adietroma è fatta con maggior mu > ftiVa,acctocbe megUo fu mttfay& che meglio fi poffa mtfurare lefue particolarità . Trinm U minta ftfèi^. & wcjjo del piano D. al piano della cafa: doue all'entrare della porta ft truom i'anaac ,^. iìiedi ìy.iargo,er mlunghi'^^^a piedi 5 i. Dal deHro lato all'entrar della porta v'i l'anticarAtra B. dietro iaqualec la camera C Dipoi fi truoua incamerino D. Dall'altro capa ditl'andito r'c' vna camera F. Dipoi s'entra nella fc.lapX tr aìl^rf ciré dell'andito fttruouayn iortilt C.di perfetta (quadratura. Il [ho diametro è piHi 7f QueUonon baloggia : maaWin terno al primo folaic ri fono corridori fopra modiglioni : doue da ba,ffo s'andarà al coperto , (J pel corridoio s'andarà all'intorno dei cortile,fen']^a impedire gli appartamenti di fopratZir pe't detto corridoio s'andarà fopra la loggia T.^ll'entì.are del cortile da i lati r*èlafi.ala H- delU ijHaieftpafJ'a alla camera I, dietro Uquale è la dietro camera K. ^Andando pia auantiynel m(%ii dtl cortile v^è ma camera L . con la fua dietrocamera M. Tiù là neW angolo ci è la camera N co'l fuo camerino 0. Nella fronte del cortile y'èì.a loggia T. laqualt fvfiiene il monte dietn fid effa:& doue faranno delle fontane affai. La parte fegnata Q^farà alquanto tenebrofatma ni importa molto, pir fjfcr folamente pciff aggio per gire alla Itmaca !{. per la quale ftmontarà / pra la prima loggia, & anche fopra la feccndctidone farà vnlaSìricato fcoperto: delqualej tnontarà al piano C tt altretanto d'alloggiamento farà daìTaltro lato:eccetto che all'incontri della fcala a ritornì v. farà vna limaca di bHonagrande':^^^. Le quattro figure fopra la pianta fegnate G.D.T.Q^fono parte de i dipitti di effa pianta.Laft] - gnata D. è vn pcT^'^o della faccia dauantuVrima ft monta alla porta spiedi & mt%0'.& dal pi no di effa porta fin fotte l*arch:traue Spiedi 20. Varchitraue , fregio , & cornice farà piedi 5 DaU'architraue primo fin fotta il fecondo r' è piedi 20. che fono l'altfj^e delle fiamme maggior. perche tutte le mmori s'amme':(aranno.Tutte le fineflre faranno larghe piedi 'y^Le prime farai no alt£ piedi io. Quelle da alto faranno alte piedi 12. L'architraue,fregiOi&la cornice fuperi re farà la quarta parte minore di quella del primo folaio: La parte G.dmota il lato del cortilcj, aWentrare di effo: & vi fono le medeftme alte'^^'^e. Delle finefìre cosi fpeffe , ilcompartiment de'modiglioni ha caufato quefìo, né fi poteuafare altrimenti. La figura Ordinata fi profilo della loggia fopra loggia, fopra la quale è il terra':i^o:dalqu(il fi monta al piano C.la parte Jegnata T. è vn pe^X? della faccia della loggia appoggiata al moni te, doue è necefjario che gli archi venghino così diretti & alti,per vbidire a modiglioni: ma qui fia loggia, farà tanto più forte: Ma dirà alcuno che non faceui tu i modiglioni pi ùdtfìanti, <& t cojafaria tornato meglio ì Io li nfpondo , che troppo fono difìanti : percioche da vno all'alti tV piedi 2.& che a fatica fi trouaranno laSìre di tanta lttnghe':;^a: perche a prendermelo p/i| de per ogni modiglione fla lafira contiene effere piedi p. I7*R0 SETTI M'O. lìl l 4. ©jU0^ uà t>l S£B^4S2'Iy£-tiO SEKLIO ^P^CHITET. Duodecima propofitionc per riflorai cofc vecchia. Gap. é6, H^ufà pn accidente rn cittadino vna cafa a far irommoda , & anche buona di muraglie i la faccia della quale fa^ à ornata sì, ma non tn quel modo , che comporta U buona ^rchi* lettura: perdoche ti più mcmifeiìo errore è chi la ponj ut rjja cafa non ènei me\o, tome fi con uerrebbf. & anche le fiat flre hanno qualche difpar uà. Hjvqtufìo ctttadinoypcr non parere in- feriore ai vicinifChe vanno purfabricandO) con buoni otdtìii, ofietuando almeno lafimmetria: 'vorrà riftorare almeno la faccia della fua cafuy coti i/ranco dìfcafnnfiodo , & fpefa che potrà , La pianta di edu cafaè iuinelme'zofègnara ^.B.C.D.Tiùauunti vi fono luoghi E.F.C.H.Totrà dunque far così, per manco fcommodoytrauerfarc lafala B. d'vna muragliaf <& qwuifart l'an- dito F. che verrà ad effere nel m(%o: e^ un farà la porta, & cesi all'entrata neWaltro lato , co* me dimfira L p:antj pia bufso. Et quella fala T. cLtUa quaifipriua perfarui l'andito,la potrà fare delie dye camere G.H, Et farà (come dice ti p, cuirbioj di due camere vna fala.La faccia- ta vecchia è ]nà it fepra,nella quale vi fono molte finiftre, fatte di modo, & cosìfrefche, che tion fono da Yi fiutare : & però le potrà porre m opera : a^giungendoui qualche ornamento : & mijfimamr me fargli vn granfìnefironefopra la porta la quzlfarà di opera Rfijìica, La larghe?^ :^a fua farà pi-di 8 & Caltt'j^a i6. ma dalla fafcia in fii'lmcT^o circolo fi potrà ferrare, per lu ce all'andito: ^ dalia fafcia ingiù farà di legnamcyper aprire,& ferrare. L' alitile della faccia ta vzcchrtfono offeruate, & anche gran parte de' corniciamtnti feriranno . Ma lefine^re ha- ueranno bene mutato luogo per La commodità,& anche bellt^^a delle camere , In quefia facciata non fon compartite le fineslre d'eguale dìfianT^atper acci mmodar fi al fat- to: ma è vna difcordia concordante: come ancora auuune nella Mufica: percioche il Siprano, il Contrabafsv,&il Tenore,& il Contralto,che acconcia il tutto, paiono d>fcùrdi vno d^U'altro nflle voci: ma la granita d'una,& l'acute-:^ delPaltro,ccn la temperatura di l rinoie,tr l'in- terpo fittone del Contralto, per labellijjìma arte delcomp>fttore ,fann<^ quella grata armonia all'orecchie de gli a/coltantì, che fai à ancora nell'architettura la difcordia concordante, pur (,he vi fia fimpre pania. L J B ^0 SÈTTIMO, IP2. k%^-mm3h..j^^m..j&....mm,_^m M^ 7^0 BJ SÈ^^Sfl^'ìJO Situilo '^KCÌllTff. Propofitione terzadecima per liftorareofc vecchie. Cap, 6f, Sjtfà per accidente vn citudino,d altro ricco per f ortaggio tilfìual hauerà due cafe vecchie; i ciafcuna hauerà Ufua entrata,poHe nel modo che fi vede qui di (oprale nella piantayC ne\ diritto. E< vorrebbe di quefìe due farne vna,ò almeno la facciata [opra la Jìrada, perche è moU tonobde:& mettere la porta nel me7;o,comc èdouerei& dir n^ar la muragli a: la quaU(comt ft vede ) fa vn cantone nel confino delle due cafe. S'egli però potrà impetrar dal publico den» trar tanto su la fìrada (che è cofa ragioneuole) tirarà vn filo da vn'angolo all'altro : & diri-^j T^ta che farà la faccia fi metterà la porta nel me^o. Gli appartamenti delle due cafe fono ^.bI CD'E.F. Dellaparte D. fi farà l*andito,che verrà effere piedi 12.»» larghe':^a. Dellaparte B» C. fi farà unafala. Della parte E. fi farà una camera : & del F.lafua dietrocamerai & dell'an* dito ^. fi farà vn camerino,ò vno àudio, come fi vede nella piantapiù a baffo . Et nella faccÌA fi comparttramio le fineflre,& laporta,ccme fivede nella faccia iui fvpra . Etpercheèdifferen Xadavnfolaio all'altro piedi 1. & mexp; fe*l primo folaio della p^rte^.B.C. farà buono , fi ìaffarà nel termine douefi truoua:& così la copertura.Ma il più baffo,per cagione della mura- glia,chevàrmolfa,bifognarà ancora rimouerlo,& così l*alirofolaio,& la ccpertura,riduci ri- do ogni cofa nel modo chefiuede nella faccia da baffo. Io non ho trattato delle mifure in quelM (cfittma : mM perii piedi, che fono quiui/otto,fitrouarà il tutto. L J B Ilo SETTIMO, 171 LJI liii ii-i B ypi 1 ■ w 7l9p^ Propofitionc quariadccima dc'fiti fuori di fquadro. Gap. 68. St come ho detto piùddietr'^yho veduto in pia Città d*Italiai& in altri paefi ancor a^di mò^ te afe in vna firada nobile, le quali fon tutte fuor dt fquadro, e così ancora tutte le fì^in^e effere in quel modo fuor di fqmdro, accordando fi con la marauiglia principale della firada . ii qudcofa èbtuttiffima& mcompor labile , ii trouerà per forte vn terreno vecchio , an':^troHÌ' nato: gli anc^rtlideiqual faranno ^.B.CD.E.F.G, dolendo duuque il giudiciofo architettore fu re di que^o sì lHngo,<^ tiretto vna cafa piaceuole a riguardanti. La prima cofa bauerà riguaf' do dimetterlatuttaàfffuadro.La quaUofa non potrà fare,fe prima non taglia la radice deli'im perfettione: che è la parte dauanti su lajìrada: i termini dtlla quale fono U.B. Faràprimierà mente la porta dfUa cafa ^. a (quadro con la firadaycome è doucre: & così LefioeHrfyfacen' do l'andito piedi ó.largo: ma farà lungo quanto ilftto: acaoche la cafa habbia lunga veduta &* diritta: ma che l'entrata dell'andito fta a fquadro con effo andito : & che neWaprire dtlla por- ta^quella cuopra l'imperfettione : doueft truoua a canto ad efja porta vna camera B, di piedi ^5'& 19' ncU'angoto della quale v*è vn piccolo camerino ptr riguardarla :doue ft monta J, gran, per dar Itsogo alla porta della cantina , che è di fuori . Taf] andò più auantift truoua vm limica.per laquals'i ntra nella cucma C. paffandn auanti fi truoua il cortile D. ma v'è vna log' già, per gir coperto: nel qual cortile v'é vn po7^':^o nf 'l'angolo che ferue alla cucina : a canto al quale v'è vna f]j«7;a E. fuori dt fquadro,per tenere le Ugna da bruciare. T ^ dt B. comincianioda C. circondando i lati del cortile fi ntontarà al ripofo D. che faranno piedi 1 2. dr nelmexpdi queflo cortile B. vi farà vna pefchiera. Dal piano D.fl camintra èia fcaU E. amontare fino a F. che farà piedi i©. & ini farà il piano neU'habitattone: la quale farà lun* ga piedi do. & hauerà vn cortile di quella grandcT^i^i che'lftto comportarà, Dalla cafa alla log già che foiìiene il monte , vi fono piedi 30. La qual loggia con tutte le muraglie è piedi 1 2. in largbei^':^at& èfegnata lAoue che per la fcala Vjfivà montando alripofo O.douefi monta tre gradi alptano V Dal piano V.ft monta, al piano Q^Da quello fi monta allafchena del monte KM fé qui non f ar anno acque yiue fi farà vna Conferùa,co^< e hodetto dell'altre. (luefia fcrtitura fer uè per il profiiOt& per la pianta v niuer f ale f otto effo: per effer fatta l'vna & l'altra figura con [aletta H. piedi 5 5 . lunga, & larga piedi 2 1 . T^r/ capo della quale è lafua camera L di perfet ta quadratura , quanto è larga lafaletta . ^U'vfcir dell'andito v'è vn cortile K. la lungherra del quale à piedino. & è largo piedi go, nella fronte del quale v'è vna loggietta a piUHroni fegnata I. di tre arconiimn i pilastri fon contraforti:percÌ9che detta loggia fo/ìiene ti terreno del monte: la qual loggia, con tutti ipiUfirt, & la muraglia,farà piedi iz.^i capi della quale fo- no due Umache T^. per montare f opra le loggie fin* alter ra-^^o 0. uenendo in qua all'entrar del»- l'andito v*è vna camera hi. & hauerà vn camerino al fuo feruitto. Sotto la fcala N. ipiìi qui yerfo la porta,ci è la camera 0.& altrettanto di f opra. La figura p'à qua fegnata G. dinota la faccia dauanti della cafa: laquaU è alta piedi 10. dal piano E. Dal qual piano, fin fotto lafafcia fon piedi 1 7. che è i'alte-^T^a di tutte le Han'i^e . Et dalla fafcia, fin fotto l'architraue v'è altrettanto. Tutte lefinefirefon larghe piedi 5. & la lo- tó altexx* pifdi 9, oltra le foprafineflre,^ quadre,& tonde. La porta è larga piedi 6.& me^o: ^ è in allevia piedi i ^. L'altra figura fegnata L. dinota leloggie appoggiate al monte: & hanno le medefime alte:^- Xfi che s'è detto difopra. Et da i tre nicchi vfcirà dell'acqua, come ho detto dell'altre , Le due porticene dai lati fono le due Umache permontariifoprà al ierra':;j^o 0. Et fé mifura alcun» fafàfcordata,i piedi iui nel cortile fuppliranno. l X B KO SETTIMO, «75 Fropo PropofitioBC fcfta decima delfici fuori di fquadro- Gap. 7©! S ^ràvn terreno fuor di [quadro, gli angoli del (JhaU far anno ^.BX.V.E.F.CH. La Unti ^.B, èia faccia dau^nti. Gli angoli B.CD.t.F.C fon tutti yictnali: doue non s'kaueri %uce. l'angoU G.H. è vna piax;j^ttapublica. L'angolo H.^.fon nciniii fen\a luce. V^rchitettore (come s'è detto dell'altre) prendere il mez^o nella parte dauantì : & ment^ fa ma linea a fquadro almurodauantiffin'aSa parte di dietro, facendo rn* andito X. piedi lOt largo. Dal d(firo lato farà ynafaletta B. piedi ^O.lunga,& in larghe-j^^fark piedi ii. metten* do ti camino nelmeT^o: & da vn lato rifarà la po^a d'vn letto nella grolfe'^r:^^ della muraglia^ Tià auantifi truoua vna gran camera C. deUa proportione della faletta : ma ambedue potran» no effer camere: perche più auantt rifarà vnfalotto Taffandoper ynalimaca s'entra nel ca* merino D. di piedi 1 1. per ogni lato',& farà ammezzato. Fuori dell'andito y' è vna loggia E.deU la larghei^ideU* andito: & è luuga piedi la. & così farà il cortile, Tielcapo della loggia vi farà vnfalotto di piedi ^z. per ciafcun lato: delqualft entrar à nella camera C. piedi 2$ lunga^ & in largheT^x^a piedi 20. al feruitio della quale è il camerino H. ilqualefarà ammezzate . Dal- l'altro lato deifalotto rifarà la cucina I. piedi 28. lunga, &farà larga piedi 1 6. nel capo dtU la quale farà vnfaluauiuandefegnattt^.fopra'l quale dormiranno i cuochi,o le feruenti:^ neU V angolo deifalotto rifarà una ere deni^ : f opra la quale farà un luogo commodo alla cucina, ^All'uf ciré della cucina s'entra nel cortiletto K.déue e ilpoxj^o: & nell'entrare dell'andito uè» nendo in qua uè la f cala L. Tiu qua uerfo la porta «V una camera M. di piedi 1 8. per ogni la^ to: ma ci è lap>fia per un letto,dietro la quale farà un luogo N. Et altrettanto d'alloggtamen» tofarà difopra. Ma chi uorrà un f alotto f opra Utftrada , prenderà l'andito ^. & la camera M.C ballerà unfalotto piedi j ^ . Inngo ^& piedi ^ o< largo . lì end ìÈfYìMd: J7t M Dc'fiti '^^8 t^I StBUSTl^TiO SnKllO ^KCHlTtT. Dc'fiti fuori di fquadro fcftadecima propofitionc. Gap. 71. LE due fìme qui dauanti fono i diritti della pianta pxfsata, Uài [opra dinota la parte da- uanttla qual farà alta daUafirada pm che fi potrà . Dal piano fn folto i archttraue farà piedi 1 8. CarchitratieJregio>& cornice farà piedt 4. DaUa cornice fin folto i architraue d, fo- traJaranno piedi 1 3. l'arch:traueJregio,& cornice faranno piedi 5. nel fregio faranno i Imi del granaio, la larghe^xa di tutte le fìnefire farà piedi 1 6. La porta farà larga piedi 6 &m ahex,Xapiediiz.Maiirncxp circolo [opra efsafatàierrato.&yetriato.pcr dar ilice aUariix^ to%nelttmPOi che farà ferrata la porta . ... j /• La figura più dabafso fegnata E. viene ad efstre Vafpetto del cortile rerfo l'entrata: doutfi dimoHra la larghe'^X^.&l'alte'Kp^a della loggia: fopra la quale farà rn terraj^o fcopcrto.con ifuoi parapetti dai lati: rno de'quali farà rerfo il cortile principale , l'altro fopra ilcortiUt, JC. Uqudedà luce alla cucina. ^ quefio modo nella parte di fopra l aere de t due cortili fi aliar. ^aràt doue la cafa farà pia aUegra : percioche in queSìo cafo non ci è ccmmodità da portare U %iuande al falotto di fopra.per tffere la fcala principale troppo lontana dal detto falottoieccei to chefeftpriuafie della credenx^aycht è nel falcttOy& farne vnahmaca per montare dalla cu Cina al falotto di fopra . In quefio modo fi potrà fare fenTia cucina da alto : & auuertite , c/;o quefìe due figure fon fatte con maggior mifura di quella de Ila pianta :acctoche meglio fi H mifurareimmbriparticolarifcorneperipiedifotto efse figure fi potrà ccmprendere . A;^l lÌBKÓ settimo: 119 H i Dc'iìtJ i8o DI SEBASr I^ltlO SEBJLIO .€r{CHlTET: Dc'fiti fuori di fquadropropofiiioncdecimafcttima. cap. ^j. Potrà per forte capitare alle mani i'vn' architetto vnfuo di diuerfi & inequali lati,li angoìi delqiidefarAnno ^.B.CD.E.F.G.H.I. & gli angoli ^. B. faranno sii U ^rada : ma tutu gli dm Lati faranno vicinali y& priaidiluce, Doue bifognarà,che Cauueduto ^rch'ìtett^ s*accommodi dentro apprendere i lumi: né perder punto vn palmo di terreno . Tnma per l'or- dinario tirar à vna linea afquadro con la muraglia dauantinsl me':^ della facciata: & iui meU terà la porta, %AU entrare della porta rifarà l'andito ^, di piedi io. in laYghe\':^a , & in lun» gbeT^a piedi 'i^. a i lati del quale vi fono quattro camere fegnate B. di piedi 16. lunghe , & 21. larghey& ve ne fon duct c'hanno laftta po^a del letto,& inctufcuna camera vi farà iuogt per quattro ietti , chi vorrà, ^fcendo delVandit^ sventra nel cortile fcgnato. -f La lurighc^Ti del quale è piedi $6.& è largo piedi i8. ma è trauerfatoda ma Uggia C. per gir coperto da baffof&difopra per pajfare da vno appartamento all'altro . Dal defìro lato di queUo cortile y'è vna cucina F. piedi Z2.lunga,& i i.larga. ^ latoadeffa ve vnafaluauiuanda,& dall'al- tro capo il p<^^T^9, & nell'altro angolo del cortile è la limaca principale D. paffando il cortile s entra neW andito G. alato del quale è vna camerali, di pie di X'), per ogni tatOi& all' incori trtk di cffa v'èlafala M. piedi 42. lunga , & larga^come la camera . ^ canto a quefia v'è vna ca» meral^dipiedi 2Z»& 20. Dietro a que/iiiv'è la camera 0. di piedi 24. & 16. & haalfua fernitio va luogo ofcuro . Ec quc/ia s'amme%arà . Ts^e/ capo dell'andito al carattere I, vi farà vnaflalla K. co'lfuo cortiletto, f all'incontro diqutHa ci è vn giardino L. piedi 2i.larg0j& 42. lungo: ilquale darà luce nel capodcll' andito v & ancoraall/faU j csticrcalione a tuttà più baffo dinota la lungbe:^a della parte dt dentro della cafa,cominciando dal carattere B. che è la porta della prima camera verfo'l cortile . La parte C. è la lunghei^a del» la loggia : & la particella entra nella camera N. la parte G. fignifica l'andito : & la particella entra nella fala M. la parte L. è al diritto del giardino : & quella è porta propria di cffo giar» dino. Et le cinque fineHre, così da alto,come da baffo, guardano nel giardino, & danno luccJ all'andito, la figura difopra fegnata L. dinota il capo del giardino: douefarà vn'arcone,fotto'è quale fi fèdera alcoperto, con ifuoinicchi dai lati, doue faranno due belle natue antiche. Et così lapMte di fopra farà dipinta da detta rncm ^ accompagnando le mcdefimc cornici all'in" torno. LIBRO SETTIMO, »tt M 4 Fppo: 1^4 SES^ STI^^O SERLIO AB^CtilTt T, Fropofitionedecimaottaua delfici fuori di fquadro. Cap^ 72.^ NElla Città di Leone, su la ripa de!h Sona,fra*l ponte &ì CeUlìini,r'è vnfito ifolat9,ntl quale ri fono diuerfe cafe, botteghe f& maialini, tutte cofe vecchie. CU angoli di quefìo litofono i.i^ 4 5. Il lato i.&2.èverfoi Celerini. Vangelo i»^ da ^.a 4.évnaflradaflor' tajaquale yà verfo ruga Mer'3(ara, L'angolo 4 e^ 5 . e rnafìrada, (he pafja yeirfo la Sena , Gli angoli <, & i.èla faccia lunga & diritta verjo la Sona lungo la riuicra , dcuefarà la porta princital^_^i . Di queftofftOj trattando io dtfttif'.ior di [quadro , fui auuertito da m'amico mio di buon in^ tsUettOi che to volcffi /indiar alquanto /opra , & "pedtre che cofìrutto fé ne patria cauare , & difporm: yna piartta . £^ io, che volonlieri m'affatico in cofe fimiii in queflo mio libro fettimo , mi diedi a difpùrre la preferite pianta '.pigliando il mt^o dtlla parte dauanti ^ame patiepià nobile c^ più diritta* .All'entrare della porta y'è l'andito .A. a lato del quale èyna folcita B. & dopòquefla y'éla camera C. dietro alia quale è la dietrocamera D-Della camera C. s'entra alla camera E. al fer» uitio delia quale è la dietrocamera F. Di quei luoghi fi paffa ad yna loggia G. nel mexo dellt quale è vna cucina H.co' l fuo guardamangiare 1, alferuitio della cucina è vn cortiletto K.. dO; uè fono de'neceffarij. Tafjando pia auantt nell'andito ri é la fcala principale I. Fuori dell'an» dito s'entra nel cortile M. il quale trauerfato da yna loggicttaylaqualefa due buoni effetti,yntì che dà commodttà di puff are al coperto all' altra fìrada^ doue è la porta 7^ L'altro, cheyiene a troncar quella troppo gran lunghezx,a del cortile: la qual conuiene a effer così, per dar lucc a più luoghi. Dall'altro lato dell'andito pre [fola por te, y'é la fala O.Dipoifi trcualacameraV, dietro Uquale è la camera Q^che ha al fuo ferwtio il camerino i^. Alt' vfcir della camera^ fi truoua yn'andito S. doue è ma porta , che mira a' Celerini . Da queHo andito s'entra nella Sìalla T. nel capo della quale y'è yna camera per li famigli, andando più oltra nell' andito, y' è lacameraV, dietro la quale è la dietrocamera X. Dipoi fi truoua yna camera T, perlaqualefi puffa alla loggietta Z. Et perche ciafcuno chefabrica,ò almeno la maggior parte,tenie femprt aUaytilitd,que/io luogo farà circondato da tre lati , da botteghe» & maga-^^ini ,i quali luoghi tutti s'affitteranno , (fon fegnati) ne'quai luoghi fi potrà habitare àifopra per gli artefici t^ mercanti .Et a fine , che le han'^e da alto fopra il cortiU,nort fiano foggetie alpaffare daU'andi' to dì mcxo,aUa cucina di fopra,fifarà yn corridoio su i modiglioni da ma loggietta aU'altra,d9 fte fi potrà gire all'intorno del cortile da tre lati, peH commodo della cafa. Et perche nottho narrato le mifure particolari, i piedi lui di fottofuppliranno . Ma perche appveffo l'acque non fi può far cantine fotterranee,s'al'7^arà l'edifìcio piedi ^. dalla ripa yerfo il fisime, & anchc^ yerfo La ruga Mer^ara s'al^^arà di pin^di maniera che da qutlU banda > & lontano ddU riuit^ rayftpotràciHAr€afujicien:ì^o. I 'i r È n 0 settimo: i%S / 18^ DI SEB^STI^^O SE^IIÓ UTìCHITET: Propofitionc dccimaottauadc'fiti fuori di fquadro. Gap. 71, LE fette figure, che fono qui dauanttyfono diuerfi diritti della pianta qtiì adietro. Ilpritnì di foprafegnato ^. rapprefenta la faccia principale verfo la Sona . // piano di tutto l'edi: fictofarà alca dalla fìrada piedi 5. Da queHo piano fin folto' l primo architraue fard piedi 2©,' che fard l'altszx & così la porta : & le fìnefire fono d'vna ifieffa mifura , conforme a queUa dauanti:ma vi fono le porte di maga%init & delle botteghe. La figura fegnata S. è quella parte, che mira a i teltUìni: per la quale s'entra nella HaUa: &ha le medefime alte^x^ dell'altre : percioche tutti gli ordini , & corniciamenti correranno al intorno deli edificio;ma farà pia ornata vna faccia deU*altra, & di più beile pietre vna che l altra, '^ La figura fegnata Ai. è la loggietta per fianco: la quale trauerfa il cortile ; & hauerà le me* defime altexi^e, per effere congiunta co'l rimanente del cortile. Le figure purfegnate Ai. vengono ad effere la loggia in faccia,& tifiche i due lati di effa- do2 i a Ko settimo; 1«7 Oe'nil De'ilxi fuori di fquadropropofitionedccimaotcaua. Qap« 72» SOprcLÌl medefmo fno qui adietro mi deliberai di far altri compartitnentt ', per rariàrÌAU quanto dalla piantapaffata: facendo però la porta principale dalla banéadcl fiume :laqui le entra nell'andito ^. di piedi io. in larghe^X^, Dal defiro lato è ynaf aletta B. Dipùi fi tru9' uà v*ta camera C. dietro la quale è la dietrocamera D. Taf] andò pia auanti r'è l'anticamera S» Dipoi ci è la camera F, Dietro ad ef[a è la dietrocamera C» Taffando l'andito s'entra nel cortile H. Ilqttde non haloggieaWintorno: ma ri fono i corridori fcfienuti da modiglÌ6ni,che faranno coperture da bafso. Tiù là del cortile ì?V yn*andito IM quale pafsa su l'altra Siradaf a lato del quale è la camera K, dietro la quale è la dietrocamera L. Mftmfiro lato dell'andito prima r*i lafala Ai. Dipoi v"é l'anticamera N. dietro la quale è la camera 0* vi è dipoi la camera ?. per laqualefì pafa alla JìaUa» Q^ nel capo della quale è il camerino I{* per li famiili . Bjtornando nell'andito vi è nel me%p la f cala principale S. per laqualefi pafsa alla camera T. che ha al fuo feruitio la dietrocamera y. Et fiate auuertiti Lettori, che i due luoghi fegnatt ffono cortiletti per dar luce alle camere circonuicine a effi . Vafsandoil cortile ali andito I. queSio dal fmiftro lato ha la camera X. con lafua dietroca» mera r. Tutti i luoghi fegnati Z. faranno per affittare a diuerfe perfone, si per habitaruit cerne per botteghe & maga:i^ini .1 mede fimi appartamenti faranno di f opra. Ma chi vorrà una grafi faU, prenderà l'andito Jt, tT le duefalette B.&ld.& bauerà vnafala lunga piedi ottantadue laqualcferuirà digaleria perfpafseggiare, al coftume di Francia. Se alcune mifure particoUm ri non fono fcritte^ come fono krghexx*» & /««g^'^CV 4*f^{fi f ^l»*'?? > ?*wrr|»i , & altri ff*j fé fi piedi f&tto la pianta infegnaranno. l ì B I{,0 settimo: Fropofi' Propofitìonc dccimaottauadc'fiti fuori di fquadro. Gap. 71^ LE tre figure qui dauanti fono parte de i diritti della f affata phnta . la prima figura fegnù ti jl. dinota tutto l'ordine dtUa faccia maggiore lungo /« rtuiera.la quale farà alta daìlt Strada almeno cinque gradi per pia magnificenza^ & anche per lafanità . Ma principalmentt per potdr cauare fottr. terra per far le caneue i & ma(fimamente nella parte più lontana dalli rtuiera. Da quefto piano fin fotto il primo arcbitraue, faranno piedi io. che è i'a/re^^^a di tutti i luoghi principali. Ma i luoghi mediocri, & piccoli s'amme^aranno . Et però vi fon quegl'oc» chi, & lefoprafìnenreiper dar luce a i me^^ati . Varcbitraue, il fregio,& la cornice fon piedi y. tn altfxX'^y facendo del tutto parti io. Tre faranno per L'architraue, quattro peri' fregio, i^ le tre parti recanti faranno per la cornice . Dall'archttraue primo fin fotto il fecondo fari piedi 1 8. che è Calitela del folaio fecondo, Varchitraue , il fregio , & la cornice faranno Im^ quarta parte minori di quelli di fotto: partito il tutto nel modo detto difopra. La porta farà Ur* la piedi 7. & mezo : & fatto di effa tre parti eguali , l*alte':^fuafarà cinque diqucUe parti, C^ effendo ferrata la porta, l'andito prenderà luce dall'apertura f opra effa. Tutte le fìntjìre fa» ranno larghe piedi 4. Le prime faranno piedi $. in altnr]^ : & le feconde faranno rnpiedc pii per la loti!ananxadeU'occhio,Il granaio farà illuminato daU'aperturCyChe fono nel fregio. La ^gura iui a canto fegnata H. dincM rn pez^xp da quella parte nel cortile , doue fono quei corridoi fopra i modiglioni : &halemed:ftmealtt'rj^edell'altrOyquantoaUifola!,& cornicia' menti . Ma le finejìre hanno diuerfe alte^^Cy & forme : alcuni modiglioni fono binati , er al- cuni foli: per accommodare le fineSìre che feruino bene di dentro & di fuori: come meglio fi Te- de mila pianta per le parti di dentro. . . , M. . , f , La figura più bafso, fegnata Qj la faccia più piccola verfo i CeUfimt. la larghcT^T^j dtUi qua le è piedi S4.la porta è larga piedi 7. & mexo>& è alta 1 %. Ma farà ferrata dalla fafciain su, per dar lume ali' andito. Le fintfire fon larghe piedi ^.& inalte^^xa faranno piedi \o. Lequai finedrefono cosìfmucciate all'ingiù per cagion de i lu oghi piccoli. Et anche la §ìaUa farà bene ammerarUy per metterm la paglia & il fieno. Queiìa porta non farà molto alta dSl piano, ptr cagione dt'cauuUi. Ma dirà forfè alcuno, che quefìe due piante fono fuor dipropoftto, & che perauentura mai t> fi fabricarà in tal maniera, effendo maffmamente queìfito di pia perfone. Et io gli rifpondo hauer fatto qneHo* prima per compiacere ad vno amico, & apprefso p r ef- fercitare l'ingegno, & per dare occafione ai altri d'efsercitarlo.'Hellequal piante vtfarAnnù de' membri, che m altri luoghi potranno feruir e, & maffmamente ne' diritti ri faranno di mot ti ornamenti, che a diuerfe coft potranno ftruir e . Et doue la fcnttura mancherà d'hauer nar^ rate molte mifuie particolari,! piedi, i quali fonoiui nel me'^o fuppliranno. LIBRO SETTIMO. ipi 1B*^*C"^"H(*«**W Fropcfi- Ptopofitioncdcciinanona d'vna loggia pei mercanti da negouare. Gap; 7?. NEIU Città diLione,dduefifattno di gran negotu, & TM^Jlmimentcfra mercanti Italiani U maggior parte di e/fiforn delia natione Tojcana,& per lo più Ficrentim Ma (e bent inegottifQngrandt,effinonhanno/ìabileperridurfìanegotiare. Verlaquaicofami fàditi Uvì'.[urad:vnbel fttoifolatOynel pii) belloy& pia commodo luogo della Città: acctocheio «o difponesjtvnaloggtaacceripagfiitadabotteghe, & habitationt: U piante deUa^^uale è qui "" ' ' n'arc9 gradi Hg'^n^^^f* ^'Lafualungbexj^a è come s'è detto, Hnettofrai pilafìrcTìi è piedi 10. rtaQar Balia parte 'di dietro fi mont ari per la limacaE, Dl)uerH^ntato,fìripDfafr"'pV[fand7aua^^^^ s entra mila [aia G. Dal deHro & f^w^o lato, per ma entrata H fi paffà nella camera l.neU U quale y'é rn luogo per vn letto K. &[opra e[fofifarà yn'altro letto. Di quella s'entra nelli \ €amura L. T^elCaitro capo dilla fala Ve ma camera M. con le commoiità iella prima : delle i quale è la cameraO. & altrettanto è ialCaltro lato, cerne fi vede nella ù'.auta di fopra. U non ' he narrato le mifun particolari dtUe botteghe, fate, s2r camere : ma eo'ì compaio fi trouarà li ffttoiperciochit piedi Isolotto la pianta.TkttoqH'fìo luogo farà canato [otto per le commo- ditadeglibabitanti, - / f 2ifii tMffì pio: ì>r* tj> K D vr? JP4 O^ SES^STT^-NiO SEI^LIO ^I{€HlTETe DVna loggia da m :fcanti per ncgotiarc. Gap. 73. ^ ' iqura qui daucLnti è la faccia dtUa pianta paffataidoue tale ordine feguiterà all'intorni . rimier:zmente daHxnti alii loigi.t vi fjrd vn piano [elicalo di piedi otto in /ar^/K^^^a: ^ualefarà alto vn grado dalla firada. Dal qual piano fi montar à due gradi al piano della log. fia: laquale è cinque archi iu tutto. La fronte del pila/ir one su l'angolo è piedi 7. Tutti gli alni fono piedi <^. Et fra pila fìro ,& pila^ro fono piedi X. l' altezza jua farà piedi ló.&mc^o'.m laftmmitàfotto la volta della loggia farà piedi 18. lafafcia fopra ipUafìrifaràpiedi l.&yn quarto; & quefiafarà il ripieno della volta. Sopra la fafcia farà il parapetto delle fine fìr e ) cht rà per la quarta parte della alte'i^a della colonna. Sopra queflo ordine faranno altre colonnct l'altt-zX^ delle quali farà piedi 1 2. la lor grò ffeT^xa farà ccsìt che fatto di tal alte'::j^a otto parti &mei^ùyna d: quelle parti farà la lorgroffc^XJ^- Sopra le quali ft metterà l'architraue, fregio, CJr cornice . t'altfX/^a del tutto farà la quarta parte meno di quello fotto effe . Il quale ordine % quantunque le colonna funo Ioniche , nondimeno farà Compofito : per hauere i modiglioni nel fregio. Et queflo è pa dar maggiore fporto alla cornice^ per cagion della pioggia : la quale ca» dendo al prrPendicolo conferita tutta l'opera. Sopra quefia cornice faranno le lucarne al ccfìu» me di Francia, la ii/ghc^x^i loro farà piedi 5. & in alteT^a faranno piedi 5. La larghei^a di tutte lefìneiìre farà piedi ').ralte':^':^a delle prtm^ farà pitii ix. & delle feconde vn piede man co. la porta nelmeX} dcllt loggia afrontifptcio è piedi ^. & me'X^o largha , & alta pisdi 7. U largheXj^a deWapetiura d'vna botu^h.^ è piedi e?. & in alte%;^ mei^ piedi di piud'entrata fui èpiedil.inlargbeXT^a • Soproc^nibrdt gavi farà vnmt':^ato, che prenderà la f uà luce dallt fìnefire fopra effe botteghe. Qjteììo edifìcio farà di tre ordini. Il primo,che è la loggia^ è Tofca* no. Il fecondo farà Dorico. Il ter^o far ài onice. Ma la cornice, jfregio,& i'architrauefarà d'o* peraCompofita,perle raguntfopradettr. Sopra l'vltima cornice faranno habitationi al cofiu^ me di Francia. Ut mAnierasche queflo edificto potranno habitareiz. famiglie: benché fintz i f.n n 0 5 E T.T I M 0^1 rp« X I X X ii..,l....l ^( i De^ Degli armamenti di legnami, per fcruirfcnc a più cofc. Gap. 7^. Ptr non mancare in parte alcuna, per guanto m'è caduto nella mente idi quelle eoje che au\ dentalmente poffono accadere ali^rchitettomon ho noluto refiare,chUo non dmoììri ^ 9terfe inuentioni, le tìuali f%trebbono accadere per coprire quegli edificij, le coperture de ^»«li faranno pendenti fofttnute dadiuerfe armature di legnami: come poi ilfabro , & legnaiuolo ft fiefapràferuire.Vè m'affaticare in narrare le mifure di effi armamenti',fercÌQche effendo i pak iinerfi, & chi è piti, & chi meno moleflato da venti,& più foggietto vno che l'altro a i ghiac- €i, alle neui, & allepioggie, doue bi/ogna,& più, & meno pendentia alle coperture:tuttauolu te fi, figure , che qua dauantìfi veggono,fono nelmodo, che ft accofiumano in jtalta: delle ana- li f come ho detto ) il mafiro di legname fé ^e faprà accommodar e fecondo i luoghi, per U nml €cjai9 non darò altre mifiéiefopracìò» ' I ijtKà s ET fi Ma: m ^ ? ©«gs De gli ornamenti di legname. Cap. 74* L E attattro figure qui a canto fon fatte, al meno dne dì efse al cofìumt Fr ance fé puro,& »»«/ fimamente lafegnata oi, & lafegnata D. percioche per l'ordinario le coperture aUaFran ttfe fon fatte di forma triangolare, cioè quanto farà larga la Copertura^per linea piana , fi fari di efsa linea yn triangolo di tre lati eguali , compartito , & armato poi nel modo che fi vede . LafegnataB.feruiràadiuerppaefiy&maffimamenteper lo cielo d'vna gran [ala: Uquakfi potrà coprirtditegolefQratey & inchiodate foprai Ugnami- Ma fi potrà coprire ancora di /4- mine di piombo» che è cofa durabile, e ficuriffimadaUa pioggia. Ma qua nella Francia iluo* gbinobilifi CHoprono d'alcune fcaglie di pietra a^urina, che fi chiama olrduofa,chee cofamoi to piaceuQle,^ nobile. Di quefio modo d'armamento fé ne potrebbe fare yna btUa , &fon'Sf. ma pergola in vn giardmot ò in altro luogo ancora» La figura fegnata C. viene a effere fortiffima per fojìenere ogmgran pefo quantunque la rf/J Banra fojfe lunga da vno all'altro muro , fotto il quale armamento fi potria voltare di legné» me ogni gran f ala con tauole di legname, & farui ogni bella opera d'intagli, &di pittura , é^ foprn il traue armato fi farà il folm cq'I f ho pammentof opra, atto afofienjrc ogmgran pefo. L I B Ko settimo: l^ JR. ^(. 4 ^' De gli armamenti di legname. Cap. 75. L'armamento qui davanti nella parte di /opra, feruirà per ogni Imgo tratto da vna wtìri2 gliaaU'altra, & farà fortiifmo afoflertere ogni gran pefo,p€r virtù di quei pontoni, i quali pendono all' ingiàiCif^è quei dir itti fegnatiX, perciocht fono fortificati da doppia fortexX^.Maf^ fimamenti quello dimeno : la granfotra del quale è dal traue ingiù per le due remme che co». trajiano co'lgran traue tranfuerfale dall' vno, all'altro muro . Ma quello che fa più forte que. fìa armatura, fonoi dritti pendenti fegnatiX.i quali fono tutti duplicati & tnchiauati nel modo che fi vede nella pie dola figura iuifopra fegnata X. nella qual cptra non v'è punto di feiramento , ma tutto legno . LafigurapìùàbafsQ fegnata^. B.C. D.E.F. ù cauata da quella ài fopra : delle quali fé nt potrà fare vn ponte in ariafort.sftmo: mentre però che alle ripe vi fofsero i pHaiìroni di pietra btn forti: ò veramente dt buoni trauamenti ben chiauati & vniti infteme . I tre diritti fegnati ^. dal piano de l ponte in gfùy faranno forati di piaghe quadr centro le quali entraranno i legni tranfuerfali di tanta longhfj^^ quanto farà largo il ponte , & s'inchiaueranno nelmodo che fi Tede ne* due pex^i là fopra fcgnati^. affibbiati con quel perno : il quale farà pur di legno t ma fortCt & non fragile, la parte fegnata C dinota le tefie dCirauitelli , i quali trauer far anno il vonte : ma funo beneinchiauati con chiauelli fopra i traui, che paffano da vna alUltra ripa; acciò che lefoY^eftano tutte vnite, I traui fegnati B.ft pofaranno fopra li modiglioni fegnati F, & faranno appoggiati alle muraglie E. & pe'l trauerfo del ponte faranno de* traui fegnati D. iquali entraranno ne'traui B-à coda di rondtna bene incauicchiatiy & ancora che nella figura non ve nefta altro che vno per banda, nondimeno farà meglio à metteruene tre per lato: acciò che vn vento impetuofo non gli faccia violen'2^a. Se'l fiume farà nauigabile ,farà bene a tenere il ponte tanto alto, che t legni pofftno pafsarfotto, quando le acque faranno più in colmo . Elfi lariuiera {come (uole per fptrienTjL de gli habttanti del paefe, de* quali ve n'èfempre de'veC' chicche hanno gran ricordanza : ò per lo detto de' vecchi paffatt ) i traui da i lati appoggiati alle ripe fuperaranno il ponte di io. piedi, quegli di me^p il ponte faranno fopra effo piedi cin' que,queUifraqueidt ms%p,& gli angohri faranno piedi j. f opra' l piano del ponte: ai lati dei quale faranno poi appoggiato i accioche gli huomini,& le befìie non precipitino nel fiume , & 9nche farla per icolofo dalli venti impctuoft. I L l B K 0 $ t T T I M 0» 201 Wm f ioi i DI SEB^STIUTIO Stiglio Zi^S^ìfff: ' DVn palazzo per fare alla villa . Gap. i . Gì» accidenti , che po{fono accadere all'architettore fono infiniti , & così tutte le femt d'habitationiiftano pure come fi vogliano 9 pò ffono accadere all'architettore acctderi' talmente . Ter laqnal cofa io dmoHrerò vna cafa di quattro entrate afjai differente dal corri' mune vfo . la pianta della quale è qui dauanti . Quejìa vuol'efsere alta dal piano per lo meno piedi 6. òfopravn tumolo, ò monttcello fatto da natura, o purefaire-vnaeleuationeperfor%a iToperedimanQ. Ma vn [ito in co^a farebbe ancor meglio y& che la fcala di dietro ftlifce al monte. Ma vcgniamo bora alla difpofitione della pianta . Trimieramente alla parte danantt fi monterà oiedi 6. per vna fcala piana ad ma loggia fé* %nata U. la lungheij^a. della quale farà piedi ^é, &farà larga la metà meno . Di quefla s entra nella fala B. piedi 64.. Lunza t&jO. larga, bauendo in rn' angolo ma f aletta C. di piedi i^.per m lato di tre piedi pia per L'altro. Mferuitio di quefìa v'è vn camerino D. di piedi ii. per ogni iato, ma faranno due, per efser quefìo ammf^^ato, al guai melato fi monterà per la ItmacaE» I& per efsafi fcenderà alla cucina, che faràfotto la faìetta, & per la medefima fi monterà alla torretta. Dall'altro angolo della^fala v'è yna camera F. 4t piedi 24. per quadro , tenendo al (ho feruitiorn camerino C. di piedi iz. in quadratura, oltram camerino ,doue è ma limcic^, per laqualefifalirà alla torretta E. perche la loggia , la fala, & la faletta faranno in alttxra piedi 17. quifii luoghi faranno amme:^ati. Di quefla camera fi pafsa all'andito H, piedi i i.iar- go,&due tanto lungo: per lo quale s'entra nella camera J. di piedi 24. per quadro, & al f^r^ uitiofuo v'évn camerino K. di piedi iz. & iB Uelrne%p della fala v'è ma porta, per la qua- te s' entra ai mterraxxpyò lafìricato chefifìx . Qutfioè ftopnto , perdarmaggior lucealla fcala, & è di quella mifura, che è la loggia. Qttefio farà molto diletteuole , percioche aUe bore folartvifarà vna tenda. ì^eWaltro angolodelia fala farà la medefima camera & camerino , & nella tt^a della fala il mede fimo andito, & ciafcuno andito batterà lafua entratatii mane- fa che la fala farà fempre frefca,& è ripofia dal Sole da ogni lato. Et così l'tnuernatajerrate le porte^non farà fredda. Tutte le officine faranno fotterranee , ma faranno fawjjìme , per efsert Jet piedi fopra terra. Ml'intor»o diqUefta habitatione faranno giardini delicati, fi come fi di^ mclira in quei principi! . I Ì%9 S £t 7 J Me. 1?1 è Della 't:04 ^i sEi^sTi^v.o siniìo j^cìhtet: Oella parte dauanti della pianta paffata al Gap. r. L^ figura qui (otto rapprefenu Ufacda della pianta paffata» la quale f cerne prede) èaì ta piedt ó.L'altexZJ <^«' ptf la larghti:^ di vna fine/ira è piedi 6. & éin aìtexx^ 1 6. le prime fincHre delle torri fono in largbexx & la cornice ferutrà per le camere da i lati . la cagione di quella fpatlatura all'ingiàèpercheilfolaio del mt^atoècoii bafso : ma la fineSìra conferuaU fua forma con l^ornamento . / piedi, con i quali fon fatti i quattro membri maggiori , fon fotto la porta nelme^o» Ha i corniciamcntilà più foriffon fatti con i piedi af sai maggiori : ilqual cf; dine correrà all'intorno detta cafa • i j È ^0 settimo: ^^i Parti 706 mi STBUSTI^TiO StKLlO UB^CHITET. Vitti di dentro patcenenti alla pianta peiTata, a numero. I^ PI{ifnA par lartmo delia parte di [otto, nel fondo della quale fi d'mofirano parte delle fianxji fotterranee,€ioè la parte [opra terrat& altrettanto farà [otto tetra . Tutta la lunghcz^ della figura dinota la lunihc^a delia cafa. Da E.aC.ft dimagra la luniheT^'j^a della {ala , & yune ad e/fere la parte di dentro verfo la loggia. Dal pauimento fin [otto U traue,vi fono p/c* di 2 7: Ma quelli corniciamenti cingeranno la fala, ò di legnotò di pittura. Dal primo folaio fin fotta la copertura fipotran fare delle camere : perche v'èdi piedi i r.' 7{e'capi delia fala vi fono le camerejcheper la grande altex\A faranno ammt:^ateyCome fi ve^ de,& in vna di effe fi dimofira la fcMUiCome ft monterà difopra. Etfotto ciaf cuna f e ala rifarà itnfiudiolo. la prima camera farà Mita piedi i^.La difopra piedi 11.& mtxp. Vn piede, ^ mexp (ari il folaio f & così i piedi ly. faranno difìnbuiti. Ma lafaletta hauerà tutta l'altc^^a , con il fuo fregio intorno. Sopra t quali luoghi faranno igranai» La figura fopra quefia dinota la parte di dentro per la larghe^X^ della fala. La porta H.figni fca quella dell'andito. Le due muraglie a lato di ef] a fatte di punti con l'arco fopra,rapprefen' tano l'andito. Varchitraue, fregio» & cornice corretCome s'è detto intorno la fala. le due por- ticelleF. I. entrano nelle camere F.L Le muraglie fegnate f fono quelle della fala fer la lar- J&f ;y^4. Delle altex^xs fé né parlato difopra a baftan-s^a . La porta fegnata H. è la medafima, che èqui nel wrs^o; ma è più grande , per dìm(fltare più chiaramente ifuoimembri , & ancora la porta di legno, l'altra particella F. dinota rna delie etto, che fono a gii angeli delta fala, farte vere,& parte finte. Et benché di grande :(:^a qutfia fiA conforme a quella dell'andito» ella è fatta così, per nondif ormare le figure ; ma nondimeno ^ti\adell*andito è larga piedi 6, (& in alte%p^ II. Et queiìa è larga 3. piedi , & alta €. l I £ KO SÉTfìMò^ ab7 D'vno io8 Bi 2rf s:??fi;^»i6 ìf JLtio »^?if jyEf: R (. D'vno accidente accaduto a me pochi aimi fono? Gap. X. ìtrouAndoml qui in Lione , doue al frefente dimoro per iflanzA da chi in ejTo incominciarono le guerre ^fui chiamato da *vn gentilhuomo Tro*^ uenzjtleper con figliar lo , anzjper ordinarli vnafuafabrica , già cominciata^ tna nel rvero male ordinata: ejfendo majfimamente bellijfimofito 3 ^ in ynà,, aria fanijfima : delqualfitOyprima che to proceda più innan'^jy ne foglio trat^ tare in parte così /correndo . ^efio è n/n monte tutto pieno di mirto ^ digu fjepriy di boffoy c^* di rojmarini in copia grandes ^ per quefìo è chiamato quel luogo Kofmarmo . Alla prima che fi faglia a queflo luogo y s'entra in njna y al- le circondata da colli fruttiferi ^ pieni d'oliuìy cedri ^ limoni ^ aranziy (^ altri buoniffimi frutti y non finzjt gran copia di fontane rvìtce , dalle quali nafcono diucrfiriuiy che vanno rigando diuerjè praterie yC^s^ filialmente fi riducono in njno Bagno copio fi dipefii di tutte le forti. Il luogo ^di che io parlo ^ e alto dal- la Urada frequentata circa piedi uenti^O^ è una rocca di pietra uiua^fopra la quale farai edificio y chefiyede quàda latOy ^ per falire fui piano fi monte- ranno le fiale y cominciando da gli angoliy sì dal defìro come dal finiflro : (^ fi monteranno agiatamente le fiale fin al ripoft primo fegnato I La fua lar- ghez^^a è piedi S.maè la larghe^^a della fiala piedi dodici. Da quefìo fi. mon^ ta due gradi a *zjn laflricato IL La /ita larghez^:^ e piedi fette , ^ e lungo piedi cento e quattro, Dauantia efia ve njn parapetto a balaujli perappog^ giarfi amirar lavalle piaceuole . Di queflo flicato i entra perla porta neL l andito Uh La cuilarghezs^a e piedi i o. é>^ ^ lungo piedi ventiquattro. tAl deBro lato di quefto v'e wna camera UH. di piedi ventiquattro per ogni la to, ^^ Di queHa pajfando per l'anticamera V. che e piedi dodici ft;) rventiquattro s entra in njnfalotto VL tlquale e di perfetto quadrato. Il fuo diametro e piedi trenta tre al feruitio del quale e njna camera VII. piedi 10. lunga , ^ tredici larga . Di quefìa fi pafia alla tribuìutta VIH. lafiando da rvn lato Vna limaca ^per la quale fi monta a più luoghi : ma finalmente alla fommità della tribunetta y che fra vna torricella . H^i quefla s entra nella loggia IX. La cut larghezza e piedi feffantaottOy^ è larga dodici, ^efle fono quattro loggie y che circondano njn cortile di quadro perfetto y di piedi 6S.Et per efet loggic ♦ (» ' L I B K 0 S n T T I M Ol aip hggtefi paffii copertOy come appare . Nel mez^o della loggia , al deflro lato , we run andito X' di piedi qt^atordici ^ yinttquattro ^ del quale fi pajfa mila camera XL quale è piedi njmtiquattro per ciafcmi lato ^dietro lal medefimo ^^ndito s'entra nella camera fognata XIL laquale è piedi rvintiquattro per \>gni lato . D^l capo della medefima loggia et e yna limaca quadra fegn^^ fa XIIL che è di piedi vndtciper ogni lato ^ (gjr monta in alto piedi quaranta- tre^percioche quefla è nella /aurica ch'io di^/ì effer già fatta: ft;) infiemc^ :on quefia la camera della t , quella del Xl^^. l'andito del XUll. la camera^ \ielXVLL (ii^ delXl^llL Tutta qiiejìa parte e murata^ (i?* fcoperta ^ ^ con pial'ordine ^ ^ il rimanente e fpaciofo ^ O* piano fui fafo 'vmo : ma io per Ifonjeruare il fatto '-u'aggiunfi i-un altra limaca quadra all'oppo[tio della^> fatta. &* agli altri due angoli del cortile yi feci tn^ yno vna cappelletta ^ ^ ì^iell' altro yna tribune tta , come p yede nella pianta, Horper tornare al mio hrimopropofìto^ (^ fèguttare i compartimenti della pianta , io yt UfTai nel- la Itmaca quadra a numero XllL della quale y fendo s'entra nella loggia ^ aelme?:^ della quale nJe eyn andito al numero XUll, piedi dieci largo ^.^ Uingo yentiquattro . EuuipoidaldeHro lato la camera della t dt piedi yin- 'iquattro per ogni lato y (^ doppo quella ye l' anticamera a numero XF. di itedi dieci ^ yentiquattro per la quale s'entra in yna faletta di numero Xt^L piedi yintilargay (§/' lunga trentatre, al feruitio dt quefìa fino duc^ amerini ^ che njoglion dir quattro y per ejfere amme-T^ti : ne fino minori di nedi dodeci (^ dieci ciafiuno . "^tornando poi fuori yerfo illatofinifiro , fi ■ rona la camera al numero XVIL di piedi ijtntiquattroper quadro : dietro U juale è l'anticamera al numero XVUl. di piedi dodeci (^ yintiquattro^ (g^ Hr laquale fi p affa al f alotto del numero XIX, di piedi trentaquattro per 'utti i lati . Et perche quello flotto fina troppo riposo ad entraruiifi lotràper la cappella dargli yna entrata , come ne atti fremo nella pianta di Qpra . oAll'yfire della cappella (che e pure al numero XFllL) s'entra nella ^oggia : nelmezj) della quale è '^'n andito al numero XIX, per lo quale fipaf U ad njn helliffimo ^ ^) fruttifero giardino, ^efio andito è piedi dodeci gjT vintiquattroy O* hauendo da yn lato yna camera di numero XX dì piedi yintiquattro per quadro ,c^ al feruitio fuoy eia dietrocamera al numerò XXL dipiedi ytnti ^) tredici la qualfarà amm7:^ta . Venendo in qua a i;^ 0 to all'anh toalUndito .ctèynacAMtra dt numero XXlh dt fiedì rvìntiiiuitmiìt qtéddro , (^ dfuo fermtio rvna dtetrocamera a numero XXIIL di ùiiii dodeci ^ ruimquattro . rPer queHà J! pafa alla limaca di mmero XXK (^ s'entra nella loggia , (f della loggia nell'andito . l^auanti , ^ dal fini firo lato ai vna camera al numero XXVI di ptedi uintìquattro perognittì^ $0. DilÀda ejfaci è t anticamera del numero XXVIL piedi dodeci larga ^ ^ lunga uintiquattro.Di quefia s'entra in yna /aletta di numero XXVlll xo, piedi larga>trentatre lunga : al feruitio di quella uì fono quattro came^ tini: perche le due fegnati XXIX. e> XXX. fino amme^ati,^ quefioì quanto alla pianta terrena .perehe fuori dell'andito ha numero difruttt rari, tÈ^ buoni , infìtto la tirata de gli appartamenti dall'altro lato ì cauato nel faffo-.doue fono cantine .cucine, tinelli, con fer uè da olio , t^ altre officine , le quali uengono a ejferefopré Urrà dal lato di fuort , per effer da quellaU Ucofia del monte. I li $ Uà s BT 1 2 ido. 2ii O s Della Sii if sÉBJisTiZi'iio sistiìò '::^i^cBìTnrL Della medefima pianta : ma difopta al Cap. s. L^ phntà qHÌ a l« al Jho [tt uitio yna camera D. piedi l ^.larga cr lunga piedi so. (fe//4 quale fi va alla tnbunetta E» fa la quale ftpaffa alleloggie . "N'il'altro capo di effa gran fula v*è vnajaletta f . piedi 20. /«• ga & ^^.lHnga,&alferuitiodteff'avi fono due camerini, non meno dt piedi ti- ciafcunotpn quadro ima faranno quattro per cQ ere ammtx,atu Taffando nella loggia aman finifirau^è yu tameraOs di piedi 24. per quadro, dietro La quale è la camera H. per la metà di effa in larghe^ 2a:ma tanto lunga. Della camera C. per la f caletta l. fi monta ad vno mc^to. Tiìi là da qut- fi A è vna camera K, di piedi 14. per quadro, che ha alfuoferuitte la dietrocamera L. per la me tà dt effa m larghe':^a , & m iunghei^x^a ptedt xi . J^el capo della loggia è vna cappella : perla quale (ipafja al falotto M. di piedi SS'per ciaftun lato ,&haal fuo ferwttovna camera 7{. piedi IO, lunga, & 12» larga, douei vnafcaUiperla quale fi monta allatorricelia, foprala cappella . ^jtornando ad effa cappeUa,& entrando nella loggia , s'entra nell'andito 0. di piedi Ij & ^o.^ lato a quefio é la camera "P.di pttdt SO.&i6»alftìUtiodellaquale èladietroca mera Q^di piedi l^.& z6. Dall'altro lato dtWanduoèla camera /^. piedi ^o. lunga, &largA zi.dietro la quale è la dietrocamera S. di piiedn^.CT 30. Di quefia ftpaffa alia JalettaT, di piedi 10.& ^}. che ha al fuo ftruitio quattro camerini. Della dietrocamera S.fipaffa ancora al la limaca y. & di effa lìmaca alla camera x. di piedi 11. &i^. yenendo pia qua per la Uggia v'è vna camera T. di piedi 24. per quadro :& quìfiwfje la pianta difopra. Ma le tre figure fopìra la pianta in forma maggiore fono appartenenti alla prefente piantai Quella a numero id.ela cappella nell'angelo della loggia. La ritonda a numero 8. è la trihu- netta appoftta a qucUaper Unta diagonale , & i fuoi piedi fono tuifotto ef sì figure in maggioi ZIBRÓ ^i^riHij m Ij-^i^MS^IK^J 0 a Delii DclJa parte dauanti delle pia ntcpaffat e al Gap. 2. L^ h^rfi ^^^ fi "^(àt qui fotto , rapprefenta là parte dauanti delle piante qui adietro , & cime tddilfi.']i4e^ahabitatione é alta dalia Sìradacommunecircaa piediio. & è (opra vn fajfo viuo : doue per oià magnificenxa dell'edifìcio , fi monterà da i dne angoli , & le [cale riferiranno ad vn ripofofolo dauanti alla porta, alla quale fi monterà due gradi al corridore a balaufii, che farà piedi quattro. Qjtefia altexx^ferue per li piedtfìallt ,& per li parapetti del, iefìnefìre^ Valtc'^xa dvnt colonna è piedi 16. che fono piedi 70 QueHa farà l'altezza delle prime fian'Z^e. La fronte d'vna colonna farà piedi 1. & faranno Doriche . la larghtTxa della porta fia piedt ^.& l'alte-:^^^ fia piedi i ^.dico quella parte che s'aprirà, perche limerò circolo farà ferraiOifiè mai s aprir à.la larghf^^^a di ciafcuna finefira èptedi 'Ì.L'alHwafuaèpicdiìo, Lefìmfìreba!ìardefopraeff^:(onodflla medeftma lunghci^aper lafualarghexx'^te fonoin al- teT^a piedi ^.Varchitraue sfregio, & cornice fono in tutto piedi 3 in alt e^^a, della quale ft farà tre parti & me-^a^vria parte farà l*archttraue,vna & me%afia per lo fregio, la parte refiantefi darà alla corniC€»Quefio primo ordine farà in tutto piedi 24. in altc^^^z^a. l'ordine fecondo è pie- di 1 8. facendo del tutto cinq'te parti: vna parte farà per l'architraue, fregio, & cornice, le 4. parti faranno per la colonna: la fronte della quale farà piedi i , & mexp,& farà lonica.Le fine Sire faranno piedi ^. larghe, tna lafmaltexpi^ farà piedi vndici, perche lo fporto della cornice fubberà qudpiede. L'ordine terx^OfChe faranno gli torroni a i angoli farà dipiedi i$.in alter- ^, facendo del tutto cinque ftarti,vnafarà per L'architraue,fregio,& cornice,le quattro par- ti faranno per l*altexx & ^^ commodità di ferrar le fnefhte m due partite . la porta nel mero è larga piedi <5. & due tanto in altezxaJe porticene da t lati ciafcuna è alta pi' itS.&è larga 4. lefineSIre del feeondo ordine faranno alte piedi 9. la porta nel mcz^ è larg piedi S. & alta i o. le porticeUe da i lati ciafcuna è larga piedi 5 . & mezp,& 7. m aluzx^.i'AX ch'traue, fregio , & cornice fon piedi ^. L'ordine terz? > f^^ /o»^ ^^ torricelie , è alio in tutto piedi 1 5 . co» Carchitraue ,fregio,& cornice, r altezza di tutto è piedi s -vm l*architraue>Yno il fregio, V rno la cornice, la forma de' quali fi vede luifopta informa mAggh re , & vi It Tfg lonoMCQral'arehitrane^tl fregio f&lacornicedelfecondoordine. £/B\0 settimo: ^7 mmsm i DVnj ,1.9 hi s^B.yiSTT^'^o stniìò ':ÀK'cnirtY. DVn particolare appartamento in vna cafa in Padcua. Cap. ^. OValmque cefa^ che io vedrò d'^rcbitetturat che mi piaccia, non farò tanto altiero delle cofe miey ch'io non la metta m quetìo mio libro de gli accidenti, a fodisfattione di coloro, c*hanno piacere di veder diuerfe cofe. Ver laqual cofa ricordandcmi d'hauer veduto in Tadoua in Italia nella Cafa di Mfjfer Luigi Cornar o vn* appartamento neU'entrardel cortile dt qua dal la bellaloggia: il quale Unobflegentilhuomo fece fare per le muftcbe, come quello chefrdilet- taua di tutte l'arti nobil>,& virtù fmgolart : &ma^im amente delC^rchittttur a (camene fa buon teflimonio la belU loggia nella fronte del cortile) non ho voluto mancare di pubiicarne il difegno . Ella dunque è di opera Dorica il primo ordine y & dtfopra dt maniera ionica , & rie» chifjimo ÌintagU,& diftatue ornata. La pianta dell'appartamento ch'io dijfi è qui dauanti.Egli èli vero che i luoghi fono piccolh ma commodi, & al propo fico perche fon fatti.Vnmieramen tcft monta cinque gradi ad vn' andito ^. Lafua lungheX%a è piedi 1 2. & è larga piedi ó.hauen do dal deUro, & ftniSlro lato due camere B. La lunght^X^ d^ ciaf cuna è piedi ly.&la larghe';^ t^? è piedi 1 2. doue ciaf cuna tiene al fuoferuitio vn camerino C. di piedi 12. m lunghe^T^a, & ìularghiXJi^ piedi $ .Tafjando l'andito sventra nelfalotto D.dt forma ottogona .llfuodiame' troèpiedi 2^. 0»mi ft ejferciterattno le mu fiche, & é molto ci prcpofito per effer forma che tende alia rotondità, & tutta voltata di mattoni,chs non tengon punto d'humtdo . Et i quattro nicchi per la fuarotondità concauariceuonole voci, & le ritengono. Qu^fto falottto farà fre- fchiffimo laflate,per effer ripoSìo dal Sole, & hiuerà la luce conuenttnteda i due anditi £. i (lualifono lunghi piedi 11. & in larghe'^a piedi 6.& dai quali verrà femprei^ento. Va/Jan- fio più oltra s'entra nella falena F. lalunghtx^a della quale è piedi l; & è larga 20. & ha al fuoferuitio vna camera C di piedi 18. & 20 Euui poi vn camerino H. per lo qualt monta di /opra, & così dall'altro lato v'è vnafcala a ritorni: per la quale fi monta, pure ad alto ,& ai camerini ammcK^^ti: percioche ti falotto farà alto piedi 1 9. // primo camerino farà alto piedi IQ. Il ripieno della volta è vn piede. Il camerino dt fopra fata piedi 13. inalte':^':^a . Et cesi fon diHrtbuiti ii i p. piedi delCaitt':^\a del falotto. Et aU'vfctr della faletta, s'entra m vn giar- dinetto delicato :la iatgheTX^ del quale non è meno dt piedi ^j.ma è lungo grandemente. %19 Delia »ià t>i sus^sftu*KO stallò léK^nìTÈTJ Della faccia della pianta pafTata al Gap. 5. cioè in Fadona» L^ féUciaqMÌdauAHti ferue alla piantM qui aéìetro: la larghfs^T^a deU ^ualeèpiedi^ Montafi dalla corte ptedtl%,& me^ot doue è vn nicchio. La cui largbexx^ é piedi 7.^ mv zp'.fen'JiaUpiUiirAU. VaUe-^^a/ua fin [otto l'arco è pit di i).&mt:^o JaporticelUineffoI piedi j. & mt':^o larga. Ualtex\a fua è duplicata alla larght^x^ . Il mexp eircolo [opra effai fer dar luce all'andito effendo ferrata la porta. Ciafcung fnefèra è larga j. piedi, & me:^o, IO, prime da baffo fono alte piedi %. ma per effert biffe, acciocbe chi i nel cortile non rogga entn le camere,vtfono le gelofte di pietra, Vjtimaramgliaìe lettore di tante fintfiref opra fine fìtti ptrcioche in quefia parte dauantifono tutti i luight ammexati^eome meglio yeder ai pia innaW^^ ti nella parte di dentro. Le feconde fineftre dunque daran luce a i mc^^ati secondi, la prima al* *alte':^ .. _ piedi 1. la cornice è alta vn piede. Da efja cornice, fin fotlo il fecondo archittaue fon piedi 1 5,' vta la parte interiore farà ammelmata. La prima farà piedi p. alta. La feconda farà alta piedi I S.^ggiugne yn piede di folaio.chefon i S.B così farà Calte^x^ deUefecondefian^e nella parte di dietro. L'altex^^a delle finefìre del fecondo ordine, farà in luce piedi 8. ma faranno fmu e ciati aWmgtu, per cagione delfolaio che vien pia baffo, le fine Sire fopra queSfe in forma ouale, dai ran luce a i melati di f opra. l'altexT^ del fecondo architraue,fregio,& cornice farà piedi ^.pn tifa nel modo di quella difetto. Dalla feconda cornice, fin f otto l'vltimo arcbitraue,fon piedi tt» i*architraue,fregio,& cornice faranno la quarta parte meno di quei del fecondo ordine\& fatte del tutto tre parti,ynafari peri* archittaue: ynafarà perii fregio,doHe faranno i modiglioni: l'altra fi darà alla cornice. Et queSìa è opera Compoftta.QueHefinefìre dell'ordine terxp^aran no in alte^x.^ piedi 8. & mtxp,per effet difianti affai daW ocsbiQ.Et perche la copertura di quei, fio appartamento afcenie l* altezza del coHume Italiano (onde farà habitabiie ) yi foni le fui iìre alla Francefe, per dat luce alle Sìam^e , eomtfi yedetà nella feguente eatta . lÌM^Ó ì Effluii iif iiiìiii liiiil Drlla Della paitc di dentro della pianta paffata III. cioè in Padoua, OVì adietro ho iimofirato la parte dauanti appartenente alla pianta paffata : bora d!m9Ì iìrerò la parte di dentro. Mi noi c'imagtnareme d'hauer paffato V andito jl, ^ U due^ fia camino per farui fuoco : peraoche fotta ilpauimento yifarà il fuoco ài comune deriianti' £bi ; di modo che gli fir omenti muftcali non ajordir anno per rhumidità , uè fi fenderanno pei ytoliììto calore del viuo fuoco. Tarliamo bora delle mifurt, la largbi^x? della [ala è piedi » 8. Valte^T^a-è piedi 20. & è voltata di mattoni: sì per la leggiere^Xa, si anche per lafanità: per- che i mattoni hanno in fé quefia proprietà di tirare afe tutta l'humidità , & rictucrla m /<_^ medeftmt . Et perche agli angoli della volta v'andaria gran riempimento di materia foda , & taricariai fianchi delle mura: il buon gentilhuono gli fece riempire di vaft diuerfi, &voti , éhetal cofa baueua veduto nelle rouine antiche . I dut anditi E. f . fono piedi 1 2. in lunghtT» Xa, & in altexK.^ pi*di i o . Quei difopra fon piedi p. in alte^xa. Le Sian^c difopra F. G. dino- tano la parte di dietro verfo'l giardino, lafaletta P. è lunga piedi 2i,& Sin alte^^^^a piedi 1 8. Sopra queflo ordine y*é l'altexp^a del coHume italiano : vi fi potrà fare fìan^e habitahili ,di piedi 6. dCaltejxa : &fopra effi granai vi farà vn*altrofolaio,factHdolli armamenti di legna* mifpartfaUafranjeftipartt al cofiume Italiano, irBK9 S ST T tM9l *H Ci vna Di vna grande habitatione. Cap. quatto, cala 4. LLitTtftntebabiMionefarà per fare aUa campagna x &a»che fi petti fan «ella cìttìk inThiLtiofi lontani Lucpiaxxf- 1'"'" '^ft""^' P""""' « '" '"" * f""' «0 aZautr'Z"lcnttf, pnfuppm/dauanti U c.fa r» cowied. quaimo f>''f'"<>f'<> uerManiito ^. la fJ lunhge^xa è p.,i. ì*.& i largo piei, 18. M ielì.olat odali e». uaZJil'aZamlr, l di pid zT-pA^adro. ^ late di cffa perle paffagpo C. ^ntra mi- ZZldarobtTdtpiediLdUi. &l J. la q:potri{cen dita ilHotli {Menanti. Dall'altro lato d, quefia cafa mfono altrettanttappartamenU: ma fftntoqP[altroèpicdi6, 1 1 s f( 0 settimo: ìH I I i I H I 1 I I I __PL PI i De!Ia Della parte dauantidtUa quarta cafa al Cap. 4. L^ figura qui fono dinotai^ faccia dauanti della pianta paffata . Trìmafimontd piedi un: cjue al piano di tutto l'edifjicio -.perche /otto cffo vi fono tutte L'cftcmedt Uà cafa.hd pia, r,o deiUfcala fin fatto il prnno architraue vi fono piedi 20. Effo architraue, ilfregiOt^la cor- ntcefono^ d'altex^} P'^^' cmciue. Dalla prima cornice fin [otto l'architraue fecondo ri fono pie dt 16. L'architraue ili fregiO:& la cornice delf ordine fecondo fono in ahcT^ piedi quatti^. Dalla feconda cornice, fin fatto il tefj^o architr aite, fon piedi 15. l*arckitraue, il fregio, &U cornice fon piedi tre in alte'^f. Sopra la cornice fard yn parapetto pernafcondere i tetti , l'ai, te'^:^^ del quale farà cinque piedi Jalarghe^^^a della porta è piedi otto, L alt e'^'i^à farà piedi 16. AUl'apertura ài legname farà fatto lafafcia : perche ilmc^o circolo farà ferrato, la la f ghe':^a delle prime finefireé piedi fet, ValteT^a è piedi ix, le feconde finefire fon larghe piedi cinque. l^alt€x:^A loro è piedi T»fl|r, & più : pache lofporto della cornice ruba quel piede . Le ier^e finefire fono medefimamente larghe piedi cinque, ma fono in alti:i:^a piedi i i.per lamag gior lontahanT^a, & per lo fporto.perche tornano tutte d'yna alt f^x^ alla fua debita difiantia, le cinque figure fopra la facciata s'appc^ytengono a effa facciata, OuellanelmeT^o fegnata jt, dinota la porta, l'ornato fuo è di opera pudica , & così la porta di legno farà d'opera l{ufiica, per accompagnare la pietra, la grata dt fopra nel me'^ tondo farà di ferro ben forte , & farà Ancora vetriata Jafegnata B. fignifica una delle fine tire da baffo Je quali fono pure d'opera I[u fiicaornata. lafegnata C. rapprefenta la finefìra di mc^iy laquaU è più ornata dell'altre , per bauere il frontefpicio,& le menfole:& l'altre effer più /empiici, lafegnata D. dinota la primA corniceli fregio,& l*architraue,& del mede fimo ordine farà la feconda. Ma l'ordine ter^o /e, inato E. è per l'ordine di fopra, & è opera Compoftta. I piedi , con i quali fon fatte le cìnQue [u gurein forma, maggiore)» fine che fiano miglio imefe^Qm al piede della porta, • " tiÈKQ istfììam Mf. *ir^'Hi ^ i Df!U Della parte di dentro della quarta cafa al Cap. 4. L^ fiiura qui [otto a ba^o rapprcfenta la porta di dentro nel cortile, douefi vede la fronti della loggia niaggiore,&i capi delle loggia da i lati . la largUi^^a d'vn' arco fra, i ptlajlrii p cdj 2 i'alu^zt (naèpeii 1©. la fronte d'vnpilafiro è piedi tre, ma per li lati fono piedi ci» (jue. l a UrgheT^^ia de Ila porta di me^oé piedi otto. l'alte:^7^a fua é piedi 14. & è diminuita nti lafnnmità la quartadecima parte, come dice yitruuio della Dorica,& della lonica.la larghe^ ^adelle^^nifìre è piedi ctnfiue d'alteri è piedi lo. così le due particelle ne'capi delle loggia fcno deU'ifìcjff'a grandci^x^ . l'architraue,fregio , & cornice fon piedi quattro & me':^o in aitila v^a. Dalla pnma cornice fin fotto l'architraue fecondo ri fono piedi 1 5. Sopra la gran loggia vi farà vnafaUimacosì copio fa di lumi , che feruirà per loggia. Ogni fine/irai larga piedi fei, & in alt€:^xj piedi 1 2. Fra le fi neji re grandi vi faranno dell'altre minori , sì per pia ornamento , sì anche per augumentare la luce. Sopra i capi delle loggie vi faranno le medefime porttcelle. Xluefio è quanto aU'ordmefecondo.l corniciamenti del fecondo ordine faranno diminuiti la quar ta parte de i primi . la larghe-^a delli finefire dell'ordine ter:^o è piedi cinque . Valtt^Ta loro farà piedi 11. che per la lunga di(ian:^ìfìmoflr eranno di doppia altfi^x^a. l'architraue, U fregio» & la cornice delter':^o ordine far anno diminuiti del fecondo la quarta parte . Sopra la cornice fura il parapetto, per nafcondere i tetti, t'alte-:^^ fua farà piedi ^. le cinque figure, le quali fon fcpra le cornici, fono membri particolari appartenenti alla parte dauanti della medefma di fot to,& la porta nelme^ofra i due pilaflri fi vede efpreff amente effer quella fotto la loggia da baf fo : ma è m forma alquanto maggiore,perchefta meglio mtefa. Et così t pilafiri della loggia. Lt duefintfireda ilati, vnafi è per le prime fi^eflre fotto laloggiajl'altra ferue per le fine/ire deU V ordine terxj). I tre corniciamenti feruono perii tre ordini dellafacciata.il primo in forma ma^ gioreferue per l'ordine primo,dt che /'a/rtc^^^a del tutto è piedi quattro , & me%p, l'altro mino^ re diminuito da quello la quarta parte,è per l'ordine fecondo. L'altro minore diminuito dal fé» (ondo la quarta parte , farà per l'ordine ter-j^o : ;/ quale farà d'opera ba/larda , effendòi modi- glioni nel fregio : & qitefio riufcirà bene, perla lunga difian^a , che i tre membri, cioè t'archi- trine, ti fregio, ^ la cornice, fi dirnoftrerannqyn cornicione* l ÌB KO S Ef f ì M (^ 2Ey /L r' ni gì . :;.- ,..^-^~^^ T» ^ T3'vra 3^0 JbJ Srs^STl^riO SERLIO ^1{CH17£T. DVnacofa notabile per fare alla villa numero j. L^ preferite tafaft potrà fare in ogni luogo pur ch'eUa fta ifoUta, perche da tutte le bande f, prende la luce . Ma fé aUa villa fi hauerà da fare , fi prefuppone dauanti la cafa yn cortile per ogni lato quanto è lunga la faccia della cafa, & anche fé ai lati delta cafa ci faranno du^ giardinetti fegretti cinti di mura yò di foffi larghi, &profondi,la cafa hauerà più bello afpttto, tr l'habitationi da i lati goderanno della veduta di quei giardini. Dal piano dunque del cortili fi monterà al piano di tutta la cafa , per vna fcala da tre lati da i lati, fi faina per una fcatt piana da caualli , & dauanti per una fcala a gradi ft monterà a gtatamente all'altcTTéu di piedi 5. doue è la porta principale della cafa , dentro la quale farà vn' andito 1 ^.oiedi largo, er ^6. lungcalato al quale v'è vna anticamera di piedi 27. per vn lato, & due piedi meno per poftto, perciochein ciafcuno vi capiranno commondam ente fei perfonefen^a impedire chi taf. fa,nèper quefio la muraglia farà men forte.J^ell'altro angolo dell'andito v'é va camerino pe'l pmero ,&all'vfcired(H*anditQ rentra in vna loggia E.piedi io. larga, Uquale circonda rn cortile óuaìe piedi io. largo , é' lungo éy. ti pilaUri delle logie fono infrante piedi tre, & per fianco piedi quattro & mc:!^. 7{el mc^o della loggia dal deSiro lato v*è vna fala F. piedi 2 f . largat&^^.Lunga^cheham vno de capi vna camera C. di piedi i$.& ly. DaWaltro capo v'è vn*altra della medefima mifura ,fegnata H. Ritornando nella loggia , & paffando più oltra , ft troua vn paff aggio fegnato /. del quale s'entra in vna loggia K. pieit 2.0. Urga , & lunga pie di n6. che ha da i capi due camere L. T^. di piedi 34 per quadro ciaf cuna . Et Tot in efi'a log- gia vna camera di forma ritonda fegnataM. di piedi 2 4. per diamttro , nella quale é fuori del circolo la poHa del letto , & del fuoco, & è alferuitiofud vn camerino di piedi i o.& 1 5. Euià dall'altra lato vn'altra cambra fegnata 9. di forma ottogona,con la pjfla del letto,& d'vn lei' tuccio . lljuo diametro è piedi uintido. & éalferuitio fuo vn camerino di piedi 10. ^ tre- dece f^enendo in qua dall'altro lato per la loggia, nel mn^o di effa ci è vna faletta fegnata T, piedi z^. larga,& 50. lung i,che h* in vn de'Uti vna camera fegnata Q^. di piedi 24. per qua- dro ', alferuitio di quefìa è vn camerino di piedi 1 1. largo, & io. lungo, tlquale farà ammira' to. Dall'altro lato della faletta v'è vna camera B^ di piedi i^.per quadro, & ha alfuoferuitio T» camerino di piedi ii.&iO &farà afnm c'ivate -.ma v*è ancor vn piccolo camerino di piedi fei,&noue ', et vn* altro maggiore di piedi ii, largo,& 20. lungo, i quali sammtri^ciranno. yc nendopiàquà v'è la fcala principale fegnata S. Il diametro fuo è piedi i^.douelalarghf:^':^a det montare viene adefferefei piedi, & per effaftfcende allefìan';^e (otterranee, doue faranno cantine,cucinettinelli,faluarobe,difpenfe, flange da legne , & tnfomma tutte le feruitù pel bi- fogno della cafa. ^m^i vi ft potrà far fìalle, facendo la fcefa della limaca dolce,& piana.Ver la limacafi ritorna nell'andito doueft truoua alt entrar della porta l'anticamera T.di piedi 2 5 .per ciaf cun lato. Dipoi v'è la camera fegnata y. della mtdefima mifura . Et ^Hefto'Jarè ba^cuoie ^ttMtQaUapiantailaqualeè^iiàdauaTtti^ t ItBKO SETTIMO. ^ly IP 4 Ddla ip 2 Di S E lì ^ S T 1 ^ XO SEK^LIO ^II{C ili T E i". Ddla facciala dalla quinta cafa la numero 5 ACliedifìoj'che fi fan-.TO dentro della. eittà,niaffmim£ntc neiucgh: nchiii ft cent^inic ({fif uarc vnit certa maesià honorata) con ornamenti graui, & modcTu, fecondo però il g)A' do del padrone di cjju fahrica . Ma in (jueili che ft fanno allattila ,0 pur nella, città ne' luo' ghi aperti, fi può ben pigliar qualche iicen'^a:ryìaoUeruar fempre parità ^ <&■ proporuone in tutte le cofe . T^è vi paia difcordia, benigni Lettori, di quei pila^ri binati}& di quelli foli^per» cicche la compartitione delle fnelireiacccmpagnate & difirih>/.:te alla ccmmodnà delle fian" -j^e di dentroyha comportato queUa difcordia concordante . Ne vi marauigliate d: qutlla eie" uation di meT^ofcpra il tetto : percioche cctai ccfe riefcono hi ne. dia campagna , mai firn amen» te di lontano, &feruono p:r torre da f coprire il paejejpérche U torneine fi ttmua alto da ter- ra piedi ^ó.fcr.'X^ala piramide fna,eke è la copertura. Kè anche vi douetc marauigliarc chc^ qutfìa fabricafiaàtre ordini , cfjenddo maffimamentt tutte le officine folto terra, che quefÌ9 non èfem^a ragione perche cjfendo la faccia così lafgHitlìa farebbe nana , hauendo due ordini folament€. Ma veniamo bora alle mifhre. Mvntafiprimierafrcnte al piano di Uiita la cafa pie» di cinque per lo meno: percioche (cerne s'è detto ) tutte le officine farar.ro jotto quello pigino, dal qualfin folto il primo arcbitraue, è piedi 1^, Parchitraue, fregio , & cornice fon piidi cin- que. Da e f sa cornice fìn'al fecondo arehitraue u' è piedi i6.&ni(7^c. l'architrauf y fregio ,& cornice del fecondo ordine èdimmuito dal primo la quarta parte. Da effa cornice fin fotio l'ar- chitraue ter^p vi fono piedi i^.Et tfso aYchitraue,fregio^& cornice fon diminuiti dal fecondo la quarta parte» Sopra la cornice farà vn parapetto per nafcondere le coperture non meno di piedi cinque m altf:^. "NelmcT^o della faccia fopr a Cvltima cornice farà vna eleuatione amo do di torre di piedi 15./» altC'XX'iyf^^Ta l'architrau€,/regiOi& cornice , il tutto farà la quar- ta parte minore di quei dell'ordine ter-^^c. Sopra dique^ìa, altra la copertura jfarà un torrida no di otto piedi in alte'^p^a, & hauerà lafita copertura , come una piramide d'vn triangolo d'C' gitali lati. Qj^eHo è quato ali* alte%p»a.l{itoYn'amo bor da bafso a dir della porta,dellefinefìre, e delle colonne. l'apertura ddla porta è piedi p.larga,e due larghe':^:(e è l'alte%;^afua, le colonne fono in fronte piedi tre. k fineftrefono larghe fei piedi, & 12. in «/rc^:(tf . le fine/ire dell'ordine fecondo fon della medcftma larght^j^tWa di piedi 15. in alte^T^ per la lunga difian'Z^ . le co- lonne faranno in fronte la quarta parte minori delle prime . Le fineflre dell'ordine ter-^ faran- no in alt€7;X^ piedi 1 4. perche lo fporto della cornice ne roba quei due piedi, & le colonne fa- ranno in fronte la quarta par te meno delle feconde, le fìneSìrelle foprale gran fineUre , fono per dar luce alli melati & dotte non faranno ^en^ati , elle augumentcranno la luce alle f{an%^, ^t fé altre mifure faranno fcordate,i piedi fotto la facciata fuppliranno. l I è K'O S E T T l M Oé m T f tkìh Della parte di dentro della quinta cafa , d«l cortile oualc, L^ pgHYAqu):i baffo dinota la parte di dentro della quinta cafa, cioè dehortHe cttale i con lefne loggie intorr.Oytl qnal cortile fi dimoflra per la lunga,come z egli fcffefegmto per mt Xo . Della lt4ngki%^a,& larghe-j^x^fm s'è detto nella pianta: ma diremo kora dell' alt eX\p,(^ anche delle Urghe%Xf "«"^ P''""^ archOyper effere inficciat& così della parta , & delle \UeJirt di me%p : par che di tutte l'altre parti fi perde la mifura,per ejjers in ifeorcio . Diremo dknqnt dell'arco di we^o, il quale fra i dti e pila fin è piedi i O. in larghe^p^a, & l'alte-^a fva è duplica» ta alla larghe^xa. Ciafcun pilafìro è in fronte piedi tret& per fianco è piedi quattro. Il fuo capi fello è per la metà della groffe^'K^J' àei pdaHro , che è vn piede & mc\o, la bafe è alta vn piedi, la porticclla di me-:(j> è piedi quatro largay& due tanto in altixX''i'& cosi fono le due da icapi, le fìnefire da i lati fono della mede finta larghexj^i& fono rn piede in altexx* • fitafonofmuc» clate aWmgìH difopra, & difotto. Le fine §ir elle che ui fono f opra, daranno Ittce ai alcuni me* z^atifts^r la fi ìefirafopra la porta dà luce all'andito: gli occhi dan luce al melato fopra l'andito. Sopra a quefie loggie fi potriano fare le fopra loggie 9 & fopra le feconde loggie farui poi il ter» ra'^ofcoperto,mafaria maggior fpefa,^ il cortile faria pia ofcurot& anche le Sian^e delfecon. do foiaio fariano nìalenconiche:per la qual cofa ho fatto ilferraxT^ fopra le prime loggie : ma deuefifarpendente,& di bnoniffimafiruttura* Da ifotto archi alla fommità del par appetto "Pi fono piedi sci. leporticelle,& le fìne^re fono come quelle da baffo . Dal piano delterra'^^T^o fin fotto l'architraue sono piedi 20. che farà Valte-j^a di tutte le fian^^e principali: & le mediocri^ & lepicciole s'ammirar anno . Il secondo architraue,ìl fregio%& la cornice faranno alti la^ quarta parte meno de i primi corniciamenti. Dalla feconda cornice fin fotto l'architraue terzop fono piedi 1 2.& effo architraue,fregio,& cornice faranno la quarta parte meno dell'ordine /r- condo: fopra la qual cornice farà ilparapettOiChe nafconde le coperture, l'altexxa delquale_j fiapiedt s.per lomenoAe fine^r e dell'ordina ter^o fon larghe piedi qa^ittrc. i*aUe-;p^% loro fa' rd piedi nou€^. lìÈKó f EftJtlQÌ 9U 1 i: ì I DfJlà ^^6 SES^STI^KO.SÉKLIO Ul^CUìTET. Della parte di dietro della quinta cafa . LU figura qui a baffoyrapprefenta la parte di dietro della quinta cafa,laquaUèalta dalmt dmo come quella dman:^i al cortile, aUa quale altei^aft monta per vnafcala tonda la mt. tà di fuori nel cortile^ & la metà di dentro j ha vn laflricato intorno^ il quale vi fono i parapet^ ti a balaufii: ma non fi veggono nella figura, per non impeditela loggia,la quale è alta dalgiat dtno piedi cmque. la largheTi^a d'vn'arco è piedi vndici,& me'^o, Valte^'^a è piedi i ^.Lafron te d' vn ptUnro è piedi quattro. Il colmo di mei^o Varco è piedi quattro in alteTX^ychefcno pie- di 2Z,& quefta è l'alte\zia della loggia, Varchttraue, il fregio, & la cornice fono piedi cintfue malte'^X^. Dallacornice fin fotto il fecondo architraue fono piedi 17. L'architraue , fregio ]& cornice fono minoridelprimo ordine la quartaparte.Dallafecondacornice fin fottoCarchìtra- uè ter^o vi fono piedi 1 2. // qual architraue co'l fregio, & cornice, fono minori del fecondo la quarta parte. Sopra la cornice per nafcondere ti tetto farà vn parapetto. Valtexx^ del quale è piedi cinque. Sotto la loggia v'è vna porta nel mev^ piedi cinque larga,& duelarghe\:^e è l'ai tcT^T^ fua. Da i lati vi fono due porticelle piedi tre larghe , &fet alte. Le quattro finefire da i lati ciafcuna è larga piedi cinque, & alta 1 1. le finefire dell'ordine fecondo fono della medefima mifura. Quelle dell'ordine ter^pfono vn piede manco in altex%a. Le cinque figure fopra la cafa fono membri particolari appartenenti a effa faccia, la prima fegnata ^.ferue per l'ordine pri' mo. la feconda fegnata B.ferue per l'ornamento delle finefire dell'ordine fecondo: mafaranpoi yariate,come dinotano le più piccole nella faccia, la figura ter^^a è per l'ornamento della por* ta di me%p fotto la loggiai& è fegnata C. la figura fegnata D.ferue per ma delle particelle fot- to la loggia,! corniciamenti fegnati E, fon quelli dell ordine fecondo. Quelli dell'ordine terzo fa rà bene cbeftano d'opera Compofita, diminnitt da qusHi la quarta parte . L ì B K 0 SETTIMO, mm i- De' membri patticolari appartenenti alla quinta cafa .' LlmemhriparticoUrh che fi veggono qua dauanti , i'appMrtengono alla faceta della quinti eafa. U colonna fegna fa ^•ferne per ma delle colonne piane, che fono in effa faccia : cici dell'ordine primo così il capitello fegnato B. & il fregio C> & la cornice Dfon tutti membriitl primo ordine. Li corniciamentifegnati E. fono per l'ordine fecondo. licorniciamentifegnatìF, feno per l'ordine terxp. La bafe,& il capitello fegnati Cfono per le colonne dell'ordine fecondo, taporta fegnataH^ferne per la porta prtncipaleJa fine iìrafegnata I.èperle prime finefire di bafl'Ot& v'éfopra lafua jìne/irella baflardaUi quali membri fono proportionatamente fatti con li piedi, che fi ueggono qui alato alla colonna , laquale di nuouo breuemente dirò le mifurcj . Ella è di piedi tre in larghe^X^*» & alta piedi z 4 con la bafe, CT il capitello, l'architraue,ilfre» gio, & la cornice fono fei piedi in altc^^af&cosìtrouarete gli altri membri proportionaii, & conformi aUadefcrittionedeUa faccia» ì l I B KO SETTIMO. 2$sf ^ -à5^ ly^fl? 34® DÌ ìtBZiSTlUtlQ SÉKlìì> Zi?y,'CÌÌ IT ET: DVn'altra cafa notabile per fare alla villa €ap. 6. IO dijfi nella epiSìola a i Lettori, che tronando cofa che mi piaccia d'altro ^rchiuttlre] nìn mancherei metterla su quefio miofettimo libro,per la quat cofa cercando fra le mie carte io trouai la pianta, & i diritti d'vna caftt per fare alla rilla, la quale y fece già vn mio difcepL lo ad yn gentilhuomo Venetiano per fare a vnafua vtUa. QueHa tanto m'è pacìuta , che io hi voluto metterla quiui per lafe^a habitatione, la pianta della quale è qui di [otto, & ha quat. tro entrate, po^e alti quattro venti principali, fecondo che ilfito fìtrouarà, lo veglio fcmprt the le mie cafefianoaltefopra terra al liueUo delToechio per lo meno. Quiui s'entra nell'andito ^. la larghcT^a del quale è piedi 36. & è così per la lunghe%;;^a: ma pèrche per la troppa lar* ghexxa » traui non fofì^nertbbono ilfoiaio , vi fono le quattro colonne qttadre per fo^ìenerli traui. T>{eU'angolo dell'andito a man fmiHra v'è ma camera B. di pi^j^.S. £^24. con la fua rietrocamera C. di piedi io.&i$. andando per L'andito più auanti -^ina porticelìaiChe per fotto lafcalafcende alle cantine , & è fegnata D. Fuori dell' andito volgendo fi a cuefia vaiano nell'andito, che incrocia Pttndito predetto, fi truona vnafcala E, Taffando più aiUnu v èia ca mera F. di piedi IS'& 20. di nette: ma v'è di vantaggio lapoHa d'vn Utto, & euut vn ccmc' rinoG. Ml'incontrodi queUa ci è la cucina HJipitdi 1 S.& 20.e^ v'è m vn' angolo l'acqualOf altri lo dicono fcaffutaltrif ecchiaio»7^U'altr& angolo v'è Uffduarchba 7. & nell'altro angolo v'è vn'andito, pe'i quale fi p.^ffa coperto dall'andito commune , la lunghf^^ri^a del quale è piedi S>'^* Volgendo ft pure a man fininiiìraft truouavna cernerà K.dipiedii^. ^ 70 con la fua^ rietrocamera L.di piedi 1 $.& 16. Dipoi s'entranel portico M. di piedi 20.& 5 2. Qucfto ferue per loggia, & è riposo dai rimanente delia cafa. Di queiìo s entra nella camera N. ti netto del la quale è piedi 24. oltra la pofia del letto 0. ^Ui lati della quale fono due camere, ma ne i di- ritti ne dimagrerò la forma più chiaramente ', ptrche cotali camere fon molto cornmode.^lfcr uitio diqueHa camera ve la rietrocamera T. di piedi 1 8. perquadro.Venendo in qua per Un dito, preffo a vna porta v'è vna camera Q^dipiedi 1 2. cìri 8. all'incontro di queHa uè vno rfcio R. perle quale fotto vnafcala fi paffd al camerino S. Venendo più qua per l'andito fotta vn ripofo T. v'è vn camerino , ma di poca luce. Dipoi v'è la fcala V, perla quale fi monta di fopra. Euui più qua la porticella X. doue ci è vn camerino . Tià qua nell'angolo dell' anaito v'è ynfalotto r. piedi 50. lungo, & z'y, largo, alferuitio del quale è il camerino Z. di piedi 9. & 18. alcuni dubiteranno, che queSìa cafanonfiaben luminofa nelmei^o, perla granlungheT' ^ dell'andito. Di que[ìo non è da dubitare, perche le porte faranno tutto il giorno aperte^ : oltra chsvi faranno le fìnefire fopra effo. ToiqueSiehabitationi fon fatte per habitaruiU fiate. Di che quefla faràfrejchi[fima,& le parti di me:^o ripofiedal fole. Etfe'l fìto lo compor- terà, tutte l'officine faranno fotteranee.Nè voglio qui celare il nome deW architi ttcre,ilquale A *^*!'??!?^<*/''?^? ^^^**^? ^^ Lendenmra^tU' Ordine di Santa Maria delle gratie. 1 1 BKà sEtfthi^: 341 @^ 24* ir sesJ[sti:a7ìo sisniio Zii{'claiTnri Della parte dauanti della fcflacafa numero 6. LA figura qui [otto rapprtftnta la faccia della fefìa habìtatirme , laquali come f altri Jori alta da terra piedi cinque per lo meno: fono la quale faranno tutte le officine della cafa» tr alqualpianofi monterà per ma fcalapiana a paglione : & dal piano della fcaia fin fotta Varchttraue faranno piedi 24. Diquefla altex^afard l'andito foUmente, per tffer men^bra di buonagrandexx*'- ma tutte l'altre parti faranno amme^ate,cioé le prime flanie da baffo, & [opra l andito lugo^cbe trauerfa la cafafartno piedi 14;/ alte^^ayche yiene a effere la cornice (opra la portale fopra le prime flneflre,qual cornice è a liui Ho del primo folaio ch'i un piede.da quefia cornice fin fotto l'architraue è piedi p. che è l'aUez^^ delle i.Hanze dette merati.Ritor Miamo bora alle mifure di fuori. Il bafamento fotto le c$lonnt è piedi ^M mczp in altcTza.Vna, eolonnacon labafe,&il capitello è piedi zo.&mexp • & è m fronte piedi z. & mero^hrchi' traue, nfregiOt & la cornice fono in tutto piedi fet , in altc^^^, Varchitraue farà per lo riem- pimento del folaio : & nel fregio fra i modiglioni faranno i lumi per il granaio. Sopra U coper- tura farà vna colombaia^ quale pofarà fopra le quattro colonne fegnate f fopra le quali co- lonne faranno tram armati, & effa clombaiafarà ordita dt legnami ben legati, & poi riempite te pareti di mattoni: ma i e orme lamenti faranno di legname colorai di colore di macigna a olio tSTvermca, t quult refifleranno alle pioggtty algiaccw,& al Sole gran numero d'annt.Dellc^ mifure eh io laffo wéetro,i piedi quiui fotto la f cala fupplir anno, le quattro figure fopra la det- ta faccia fono membri particolari appartenenti alla cafa. U fognata jl, dinota la camerale- %nata N. nella quale è la pofìa d'vn letto fegnata O. con due camerini al fuo feruitio, & fopra rffi camerini ve ne fono due altri : cofa molto ccmmoda per donne, per ciò eh e in effa camera vi fard vn letto per il padrone, & la padrona: fopra i due camerini faranno due letti, & da bafso, & di fopra dietro il letto: ft potrà puf are dall'uno aU'altro. Tutta quefìa opera farà di legna- me,ornatadi ptttura,& d'oro a voUntà del padrone. La bafe, cappello, atthitraue, modivlia- w» & cornice B, s'appartengono aUa facciata , malafua mifura è triplicata a 1 piedi della fac- ctàta, *^ ' La figura fegnata C. rapprefenta l'alte^^a . & la larghezza del vcfìibulo dauantiyil quale fard maite^T^a piedi i^,comedimoflranole due colonne Jopra tequali pofa vn traueftgnato f. Jl fopra effofegno * dinota il riempimento del folaio, fopra tlquale farà il granaio , Tutto'l rtmanentedellacafa,&cosìl'andttolungofarannopiedii4, comedmota la porta con le due pnejire da t lati : per cloche dal pauimento fin fotto il traue * fono piedi 14. fotto effa traue vg n è rré'altro foflenuto da due colonne piane, a gli angoli del portico : Hqual traue trauerfa ejfo portico . Sopra il quale farà l'aUro portico , come dmofìrano le tre fncfìre : fi qual mt'zato é d alte^y piedi otto, & me:^o, & di tale alte^^a faranno tutti gli altri m(%ati. La figura fegna ta D. èia porta dauanti, la quale è fatta con la mifura duplicata , aceioche fìano meglio intfft ^^^ntbri particolari. I piedi piccioli fono fotto la fcaladdla facciata, I piedi triplicati fona lotto lapgura^. Et s'altremifurefarattnofcordate,fup'^Urannoi piedi piccioii. PARE eè-e> THP I PAI li aFTTY f*^^TER